DI PAUL KRUGMAN
krugman.blogs.nytimes.com
OK, tutto ciò è incredibile, e non nel senso buono del termine. I colloqui dei Greci con i Ministri delle Finanze [dell’Eurozona] si sono interrotti su questo “progetto di dichiarazione”, che i Greci hanno descritto come "assurdo". E’ un’affermazione rimarchevole. Ecco, secondo me, la frase-chiave:
“Le autorità greche si impegnano a garantire degli adeguati avanzi primari di bilancio per finanziare il debito [pubblico] e quindi garantirne la sostenibilità, in linea con gli obiettivi concordati in occasione della dichiarazione dell'Eurogruppo del Novembre 2012. Tutte le nuove misure, inoltre, devono essere finanziate, senza mettere in pericolo la stabilità finanziaria”.
Traduzione (se date un’occhiata alla dichiarazione dell'Eurogruppo del 2012): non facciamo alcuna concessione riguardo l’avanzo primario, che dovrà essere del 4,5% del PIL.
Non c'era assolutamente alcun modo perché Tsipras e C. potessero firmare una tale dichiarazione, vicenda che ci fa chiedere se i Ministri dell'Eurogruppo siano consapevoli di quello che stanno facendo.
Credo che sia possibile che siano solo degli sciocchi – ovvero che non si rendano conto che la Grecia del 2015 non è l’Irlanda del 2010, e che questo tipo di bullismo non funzionerà.
In alternativa, e più probabilmente, credo che abbiano deciso di spingere la Grecia al di là del bordo. Invece di fornire un qualsivoglia motivo [alla loro decisione], preferiscono vedere la Grecia costretta al default e, probabilmente, fuori dall'euro, con il presumibile naufragio economico da considerare come una lezione impartita a chiunque altro stia pensando di chiedere aiuto.
Starebbero pensando d’imporre [alla Grecia], in altre parole, l'equivalente economico di quella "pace cartaginese" che la Francia cercò d’imporre alla Germania, dopo la Prima Guerra Mondiale
In entrambi i casi la mancanza di saggezza è sia sorprendente che spaventosa.
Paul Krugman
Fonte: Link: http://krugman.blogs.nytimes.com
Link: http://krugman.blogs.nytimes.com
Link: http://krugman.blogs.nytimes.com/2015/02/16/athenae-delenda-est/?smid=tw-NytimesKrugman&seid=auto&_r=1
16.02.2015
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO
GioCo 17 febbraio 2015
La Grecia non ha problemi, è un ente astratto, un frame mentale in cui ci abbiamo intrappolato dei corpi umani, poveracci condannati perchè "Greci" appunto. Poi, una volta attribuita questa ientità, una volta accostata ad altre tipo "handicappati", "barboni", "corrotti" e quant'altro a fantasia, gli si fanno i conti in tasca, tipo "quante torte hai mangiato"? Hai fatto la cacca? Fammi sentire l'alito se ti sei pulito i denti!
Insomma, gli si insegna a "stare al mondo" perché (ovviamente) noi sappiamo come si sta al mondo. Mica siamo degli Zulù. Che poi sti zulù mi pacerebbe almeno averli incontrati una volta, giusto per capire se hanno un rapporto con noi, come "l'uomo nero" sta a "barbablù", uno (quest'ultimo) che per lo meno ho visto al museo delle cere, mentre metteva pezzi della (ennesima) moglie nel caminetto. Sapete, è un momento tipico della propria vita in cui puoi finalmente vedere quello davvero cattivo cattivo. Tipo un ... tipo cattivo, avete presente? Uno di quelli che ... insomma uno cattivo.
Non noi, ovviamente, noi non siamo proprio "cattivi cattivi", solo un pochino, di tanto in tanto. Perché, diammine, di solito siamo buoni, non facciamo del male a una mosca, ma tutti gli amici sono pronti a dirci "se t'incazzi sei proprio cattivo". Beh, non dicono così però ... lo pensano! :))