ASTENSIONE CUI PRODEST ?

ASTENSIONE CUI PRODEST ?

FONTE: SOLLLEVAZIONE.BLOGSPOT.COM

Lasciate ogni speranza, voi che votate. In risposta agli "elezionisti"

«Che senso ha partecipare ad elezioni che legittimano questi meccanismi antidemocratici e populistici? Come si fa a non comprendere che partecipando al gioco è il gioco (truccato) che vince e viene legittimato assieme ai bari e ai rottamatori (compresi quelli di centro-sinistra) della stessa democrazia parlamentare»?


Sergio Luzzatto, su Il Sole 24 Ore di oggi (ieri, ndr), in un editoriale dal titolo «Amministrative: le due facce dell'astensione», segnala l'altissimo astensionismo alle recenti elezioni regionali francesi e compie una comparazione con le imminenti regionali in Italia. Egli nota, giustamente che l'importanza attribuita in Italia alle regioni è di gran lunga superiore a quella che ad esse viene attribuita in Francia, stato notoriamente centralista.

Luzzatto afferma: «... a livello del "percepito" oltreché al livello del "reale", le regioni hanno in Francia un'immagine molto diversa da quella che hanno in Italia. Nel corso dell'ultimo decennio, l'importanza percepita delle regioni italiane è cresciuta di pari passo con la loro importanza effettiva. Da quando è stato modificato il meccanismo elettorale, garantendo l'investitura diretta del cosiddetto "governatore" (in politica, anche il gergo informale conta: qui, suona evidente l'allusione esterofila alla figura dei governatori statunitensi), il ruolo delle regioni è aumentato sensibilmente agli occhi dell'opinione pubblica di casa nostra: in parallelo con l'aumento progressivo dei poteri delle regioni stesse in materia di politiche sanitarie, scolastiche, fiscali, sociali».



E conclude: «Perciò, il significato del massiccio astensionismo nelle elezioni regionali d'Oltralpe appare difficile da confrontare con il significato che avrebbe un astensionismo massiccio nelle prossime elezioni regionali italiane».

In altre parole una crescita sostanziale dell'astensionismo alle prossime regionali in Italia avrebbe un significato politico ben più grande e destabilizzante di quanto non abbia avuto in Francia. Come dissentire?

Dal nostro punto di vista è elemento che rafforza la scelta astensionista, e destituisce di ogni plausibile fondamento la principale obiezione degli "elezionisti", quella per cui, in fin dei conti, l'astensionismo farebbe il gioco del Palazzo.



A noi pare ovvio che non sia così. Basta osservare l'eversivismo populista di Berlusconi, fondato sul mantra per cui, avendo egli ampio consenso elettorale popolare si ritiene per ciò stesso legittimato a scardinare la democrazia parlamentare e costituzionale. Tutto il giochino si basa dunque sul perno del massiccio "consenso elettorale". Venendo meno questo il populismo elezionista andrebbe a farsi friggere.

Perché l'astensione e non il voto a qualche lista che dica cose giuste? Ma perché la seconda repubblica è già post-democratica, e le sue istituzioni, i parlamenti anzitutto (a comiciare da quelli municipali, per passare ai regionali e finire con quello di Roma) sono organismi svuotati delle loro essenziali prerogative, inghiottiti da meccanismi fortemente presidenzialistici. Sono i Presidenti e gli esecutivi che decidono tutto e che in caso di conflitto con le assembleee elettive, oramai ridotte a consessi passacarte, possono dissolverle a loro piacimento.



Che senso ha partecipare ad elezioni che legittimano questi meccanismi antidemocratici e populistici? Come si fa a non comprendere che partecipando al gioco è il gioco (truccato) che vince e viene legittimato assieme ai bari e ai rottamatori (compresi quelli di centro-sinistra) della stessa democrazia parlamentare ?

Fonte: http://sollevazione.blogspot.com

Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/03/lasciate-ogni-speranza-voi-che-votate-2.html#more

16.03.2010

Commenti (28)

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    1. Altrove 17 marzo 2010

      Incazzatura senza azione è qualunquismo... Non bisogna poi confondere il qualunquismo di facciata con quello di fatto. Votare, non votare, annullare la scheda. Cure omeopatiche che possono anche andar bene se ci si crede davvero. Ma mentre l'omeopatia, disciplina plurisecolare, porta con sè una sua documentazione di successi e consensi, il voto ci mette davanti una situazione di fallimenti, dimostrandosi più causa che soluzione... In conclusione: Votare è qualunquismo, non votare è distacco, annullare il voto è presunzione... A noi la scelta... Mi si perdoni il pessimismo e le mancate proposte che di solito non mi rappresentano, ma oggi non sono in vena di beneficenza...

    1. castigo 17 marzo 2010

    1. Don-Kisciotte 17 marzo 2010

      Dunque,
      Poniamo che alle prossime elezioni vinca Berlusconi, ma si sia astenuto l'80% dell'elettorato. Ora ditemi: quale legge vieterebbe al partito che ha vinto (PDL in questo esempio) di governare l'Italia? Esso sarebbe comunque legittimato. E voi credete davvero che il vincitore non approfitti di questa legittimazione formale per governare ugualmente? Credete davvero che il partito vincitore dica: "Beh, siccome non sono molti gli italiani che hanno votato, riformiamo questa cosiddetta "democrazia" e ritorniamo nuovamente al voto" ? Penso che non avete capito con quali esseri avete a che fare. Siete un po' troppo ottimisti. Finche quella stessa maggioranza che non si è recata alle urne non si riversa in strada con qualche "attrezzo" in mano, i nostri politicanti si faranno ancora una volta delle grasse risate...

    1. AlbertoConti 17 marzo 2010

      poveracci incazzati? No, poveracci rassegnati a continuare a prenderla in quel posto! L'incazzatura è molto più produttiva del qualunquismo. Il qualunquismo sì che giustifica questo sistema di merda.

    1. IVANOE 17 marzo 2010

      Se volete pensare che in italia tutto si svolga regolarmente come un vero paese sovrano... fate pure e allora crediamo che le elezioni in italia possano essere influenzate veramente dagli elettori... ma siccome qui da noi è tutto virtuale, i voti se li achittano come vogliono... se deve vincere qualcuno lo fanno vincere... come con i numeri che fanno apparire sui computers... sulle schermate in tv... ma alla fine chi è che controlla effettivamente i milioni di voti ? le centinaia di migliaia di verbali delle sezioni elettorali ? Il controllo diranno e ci convinceranno è fatto a campione... si il campione... in italia deve essere chiaro a tutti come si vede in questi ultimi giorni sullo scandalo della procura di trani.. a chi giova ? chi lo ha messo in piedi ? Il povero immigrato sfruttato e impotente, il povero precario operaio cassaintegrato i poveri diavoli che non arrivano a fine mese ? NO il fatto di travaglio !!! e chi c'è dietro travaglio ? I poveri immigrati., il povero disoccupato ? Ma cerco che NO !!!
      C'è l'altra borghesia italiana ed estera che stà cercando di spodestare l'attuale borghesia al potere rappesentata dal cavaliere... e allora contano ancora le elezioni ? sono libere ? sono vere ? Qualche dubbio sorge e soprattutto serve che il sistema continui cosi per permettere ai travaglio ai santoro ai belpiero ai giordano a tutti quelli che si leccano le dita dalla crema di continuare la bella vita alla faccia dei poveracci che incazzati non vanno più a votare...tanto è lo stesso...

    1. redme 17 marzo 2010

      ..diceva lenin che votare è come mettere un bastone in mano a qualcuno con cui poi ti picchierà..ma poi ha fatto la rivoluzione ( al di là dei giudizi di merito).....gli astensionisti di oggi possono fare lo stesso?...perchè non usare le contraddizioni interne al sistema ( per es. di pietro-berlusca) per riprendere/conquistare piccoli spazi di democrazia?.....il mercato delle elezioni, dopo la caduta del muro, offre spazi di manovra limitati ma reali....la coscienza civile/politica non nasce dalla sterile contrapposizione aprioristica "tanto sono tutti uguali" ma bensì dall'individuazione dei bisogni/oppurtunità/obbiettivi dei cittadini su cui poi aggregare la gente......" si riparte dal livello più alto possibile"...

    1. AlbertoConti 17 marzo 2010

      "Perché l'astensione e non il voto a qualche lista che dica cose giuste?"
      La domanda è mal posta, dovrebbe piuttosto essere: Perché l'astensione e non l'annullamento della scheda? La mia risposta è: perchè non si capisce il senso della democrazia, della politica, delle istituzioni, lasciando così la strada spianata, senza ulteriori ostacoli, all'antipolitica, alla demagogia, al populismo mirati a realizzare compiutamente la vera dittatura nascosta degli stegocrati. Quella che io chiamo banchismo, per intenderci, che infesta ancor più e da ancor più tempo la fasulla democrazia americana, dove guarda caso l'astensionismo è acuto e cronico, col solo risultato di rafforzare quel perverso sistema "politico", che in realtà attraverso il marketing riesce ad essere tutto tranne che politico, menando il cittadino USA ovunque, anche palesemente contro i suoi stessi interessi più egoistici. Tant'è che l'enorme furto di ricchezza perpetrato dalle "politiche" americane, da decenni, a danno del resto del mondo, non è stato affatto distribuito tra la popolazione coerentemente allo stesso vuoto patriottismo da marketing, che copre continuamente tutte le più efferate nefandezze interne e soprattutto esterne, ma anzi la ha progressivamente impoverita, indebitata, barbarizzata, addirittura smantellando l'ormai fantomatica produttività interna al paese (fatta eccezione per l'apparato bellico). A questo ha portato l'astensionismo USA, che noi puntualmente in ritardo ci accingiamo a copiare, come abbiamo sempre fatto con tutto il resto, da brava e "fedele" colonia periferica. Astensionismo è sinonimo di rinuncia allo stato come baluardo (possibile) contro la dissoluzione del tessuto sociale ad opera delle consorterie più potenti e minoritarie. Se si conserva un minimo di senso d'appartenenza alla nostra stessa comunità non si può misconoscere l'essenzialità della politica vera, quella che discute le regole della convivenza civile, per promuovere il rispetto reciproco contro la legge della giungla, dei puri e semplici rapporti di forze, forze ottenute a tutti i costi, ovvero forze tendenti al crimine. L'atteggiamento del tanto peggio tanto meglio è sempre stato irresponsabile, ma in questo momento lo è ancor più del "normale", proprio per il livello di dissoluzione raggiunto dal potere criminale che ha invaso tutte le istituzioni come un cancro. Se vogliamo combattere questa patologia dobbiamo difendere i fondamentali dell'organismo, non ucciderlo con una chemio senza speranza. La scheda annullata di proposito sta a significare proprio questo, a rivendicare la volontà di contare per se stessi in un gioco, che per quanto truccato è l'unico possibile per contrastare il peggio. L'astensionismo è invece sinonimo di menefreghismo, non verso i potenti di turno, ma verso se stessi, verso la volontà di cambiamento civile delle regole civili. Chi si astiene va al mare a sollazzarsi, non scende in piazza a fare la rivoluzione. E allora di cosa stiamo parlando?

    1. Eli 17 marzo 2010

      Sono d'accordo con l'analisi di Luzzatto. Il voto è stato una conquista, soprattutto per le donne che, ricordiamolo, votano solo dal referendum del 1946. Tuttavia esso ora serve soltanto a legittimare la partitocrazia con le sue derive populistiche, ed un sistema marcio e corrotto.

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