ASSASSINATO JOHN KLEEVES ?

DI GIANLUCA FREDA
blogghete!!!

Avevo sentito parlare dell’omicidio di Rimini, in cui un ingegnere di 62 anni, Stefano Anelli, ha ucciso la nipote Monica Anelli con un colpo di balestra al collo, per poi suicidarsi con lo stesso, improbabile sistema. Non avevo degnato la vicenda della minima considerazione, ritenendola uno dei tanti riempitivi con cui la stampa quotidiana svolge il proprio compito, che è quello di tenere lontani i lettori dalle notizie reali. Apprendo però adesso una notizia che, se confermata, sarebbe sconcertante: Stefano Anelli sarebbe stato in realtà l’uomo che scriveva saggi e teneva conferenze sotto lo pseudonimo di John Kleeves.

A seguito, “JOHN KLEEVES, LA BALESTRA E LA TARTARUGA” (Paniscus, paniscus.splinder.com); ”IL PENSIONATO IMPAZZITO CHE GUARDAVA VESPA” (Debora Billi, crisis.blogosfere.it);
“L’ ASSASSINIO DI SANTA COSTANZA” (Gianluca Freda, blogghete.blog.dada.net);

Kleeves è un autore che attraverso i suoi libri e i suoi frequenti interventi in conferenze e dibattiti mira a denunciare i reali meccanismi di funzionamento del sistema geopolitico americano. Nelle conferenze, John Kleeves parla appunto con un forte accento romagnolo e se la sua identificazione con il presunto omicida/suicida di Rimini fosse confermata (le foto pubblicate su internet non lasciano molto spazio a dubbi) la vicenda di cronaca acquisterebbe, a questo punto, un risvolto inquietante. Le modalità del suo “suicidio”, come pure l’arma utilizzata per condurlo a termine, sono a dir poco inconsuete e – se collegate ai molti interventi e saggi scomodi di cui Kleeves era stato autore – dovrebbero spingere gli inquirenti a prendere perlomeno in forte considerazione l’ipotesi che il “suicidio” sia in realtà un delitto con inquietanti connotazioni rituali maturato in ambienti tutt’altro che domestici e per cause ben diverse da quelle finora presentate dalla stampa.

Kleeves stava da anni rivelando al pubblico gli interessi e le strategie reali che si nascondono dietro l’agire dell’America e il suo mito della “democrazia”. L’anno scorso avevo pubblicato un suo intervento relativo alle strategie di indottrinamento propagandistico portate avanti dal cinema americano, con particolare riferimento al film “Forrest Gump”.

Giornali e TV, per adesso, non hanno minimamente menzionato la possibilità che Stefano Anelli possa essere l’uomo più noto presso gli utenti del web e gli studiosi dei meccanismi del dominio statunitense con il suo pseudonimo di saggista. Kleeves aveva parlato spesso della messinscena dell’11 settembre, della truffa del fantomatico “terrorismo islamico” e della tradizione degli Stati Uniti di autoinfliggersi attentati per giustificare le guerre con cui perseguono le proprie finalità di dominio. I media stanno presentando Anelli al pubblico come un criminale, malato di eccentricità e pieno di manie, ossessionato dalla nipote e ammiratore degli assassini di Erba, Olindo e Rosa Romano. Stanno per caso  preparando la consueta “damnatio memoriae” dell’intellettuale non allineato?

Riporto di seguito una mail che Kleeves inviò il 30/03/2005 a Sherif el Sebaie, titolare del blog http://salamelik.blogspot.com/ . La mail è ripresa dal forum Escogitur, che l’ha ripubblicata ieri. In alto, potete vedere un brano dell’intervento di Kleeves al dibattito “L’italia è una nazione Sovrana? Roma – Washington: alleanza e sudditanza”, che è scaricabile integralmente dal sito di Arcoiris.  

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-19
19.09.2019

Un collega mi ha segnalato il suo sito http://sherif.clarence.com/permalink/185532.html, dove c’è un suo scritto che mi chiama in causa; ed eccomi. Dallo scritto sembra che Lei abbia diffuso una recensione di un mio libro, che non specifica ma dovrebbe essere o il “Vecchi Trucchi ” del 1991 o il “Sacrifici Umani” del 1993; evidentemente, quale che sia, lo ha ritenuto degno di menzione. La ringrazio per questo. Sembra che Lei abbia ottenuto critiche per la Sua iniziativa, conseguenti a critiche al sottoscritto, critiche al sottoscritto che pare abbiano anche fatto riferimento alla mia scelta di pubblicare sotto uno pseudonimo, quello di John Kleeves.


Anche Lei si chiede il perchè di questa mia scelta. Glielo dico volentieri. Quando io iniziai la mia attività pubblicistica contro gli Stati Uniti lo feci – nel 1991 – con il libro “Vecchi Trucchi. Le strategie e la prassi della politica estera americana dalle armi nucleari in Europa all’asservimento dell’America Latina al traffico internazionale di droga ed altro”. Non era un semplice libro “antiamericano”: vi erano cose nuove sugli Usa, delle interpretazioni e degli argomenti che avevo elaborato io e che erano obiettivamente micidiali, almeno sul piano concettuale o pubblicistico (che comunque è quello che conta), per la superpotenza in questione. Faccio un solo esempio, ma ce ne sono vari altri: il traffico di droga. In “Vecchi trucchi ” io credo di avere rivelato un segreto assoluto della politica estera statunitense: la gestione del traffico internazionale di droga (eroina e cocaina) allo scopo di corrompere governi esteri. Già altri autori avevano evidenziato gli intrecci fra traffico di droga e entità statali o parastatali statunitensi, e faccio solo i nomi di Richard Kunnes e di Alfred McCoy (due indubbi benemeriti della verità), ma solo io ho offerto la spiegazione logica della cosa, solo io ho individuato il grande movente, quello che chiarifica e rende verosimile il tutto: non il danaro (che agli Usa non manca), non la corruzione di ufficiali e burocrati (che arriva solo là dove la si lascia arrivare), ma un motivo di Stato, una vera politica estera, appunto un sistema per corrompere e asservire governi e quindi Stati esteri. Bene, come questo c’erano in “Vecchi Trucchi” almeno altri 5/6 argomenti nuovi e di analoga portata, altrettanti siluri lanciati contro gli Usa. Per ciò io scelsi di adoperare uno pseudonimo: in sostanza, perchè il mio attacco contro gli Usa era nuovo ed efficace, e pensavo che questi avrebbero potuto reagire.

Ora vedo che non avevano bisogno di farlo. Perchè sapevano quello che io ancora non sapevo, e cioè che il mio attacco, portato in Italia, sarebbe finito da sè in niente. L’Italia è una colonia di fatto degli Usa: essa viene tenuta sotto con la repressione di fatto e con la censura di fatto. Quì un autore d’opposizione come me basta lasciarlo agli “editori” mediatici del luogo: quelli di massa (che rappresentano il regime, certo) per forza lo ignorano, quelli “alternativi” lo stampano, ma mai quel tanto che servirebbe per farlo uscire dalla ristretta e impotente cerchia degli “intellettuali”, mai quel tanto in breve che renderebbe la sua attività efficace. Adesso essere “antiamericano” è quasi di moda: le mosse Usa contro la Yugoslavia, e poi contro l’Afghanistan e poi contro l’Iraq hanno dimostrato che c’è qualcosa di grosso che non va nella superpotenza “democratica” dell’Occidente. Ora tutti fanno notare questo, almeno fra gli intellettuali che si ritengono più radicali, ma allora non era così, allora ero solo a dire certe cose. Solo, oso dire, a livello internazionale (ha letto il Chomsky ante 1991, o anche quello di adesso? Riesce a vedere le fondamentali differenze di concetto sugli Usa che ci sono fra lui e me? Se vuole ne potremmo parlare). Però adesso in Italia mi vengono a rinfacciare lo pseudonimo, dicono che mi ci nascondo dietro.

Guardi, non è questione di pseudonimo. Quello è un pretesto per minimizzare e banalizzare le mie analisi antiamericane. Non usassi uno pseudonimo l’attacco verrebbe da un’altra parte. A quelle persone, a quegli italiani al cubo, potrei dire che forse l’unico appunto che mi si può fare è di aver scelto male lo pseudonimo: anzichè quello di “John Kleeves” avrei dovuto usare quello di “George Brown”, lo pseudonimo che adoperava Giuseppe Mazzini quando risiedeva in Italia (fra l’altro sotto questo nome morì – in Italia – il ” padre” dell’Italia Unita). In ogni caso, pseudonimo o no, non mi sono mai nascosto, ho sempre dato la mia disponibilità a presenziare a convegni e dibattiti, mostrando sempre la mia faccia accompagnata dalla mia inflessione romagnola. Così ho sempre detto e ripetuto ai miei editori, aggiungendo che mi bastava il rimborso delle spese di viaggio. Ma non mi invita nessuno. E quando capita che mi invitano poi mi “tagliano”: nel 1999 andai a un convegno della regione Lombardia a Milano gestito dal funzionario RAI Roberto Besana, ma poi quello mi disse che aveva perso la registrazione del mio intervento (fra le altre cose avevo detto di fronte a una platea che mi parve entusiasta che in Italia chi comanda non è il Presidente della Repubblica ma l’Ambasciatore americano); gliela ricostruii a memoria ma poi la relazione del convegno “saltò” tutta e non rimase nulla di stampato. Nel 2003 mi intervistò il giornalista Rai Paolo Mondani per conto della trasmissione “Report”, dieci minuti di intervista filmata che scomparvero anche quelli (avevo accusato di truffa il FMI circa la faccenda Argentina e altre precedenti). Per quanto riguarda i miei editori non uno di loro (ne ho tre) ha mai organizzato una presentazione dei miei libri da loro stessi pubblicati, non una. Addirittura con uno di loro, la Società Editrice Barbarossa, sono attualmente in causa presso il Giudice di Pace di Milano per la riscossione dei diritti d’Autore che mi spettano in base al contratto scritto. Fra l’altro, nella causa in oggetto mi presento – ovviamente – con nome e cognome reali, e relativo pseudonimo.

Ma non sono un professore universitario. Forse sono un accademico, ma allora di niuna accademia. Avrebbe dovuto saperlo. In Italia c’è un regime e chi prende la paga dal regime, come in primis fanno i dipendenti pubblici, non può non essere asservito al medesimo. Non può esistere un professore universitario che fa il John Kleeves dicendo quelle cose (vere) sul padrone Usa. Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini è ben lungi dall’essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi. Io invece sono un oppositore. Ed un oppositore vero, che aiuta chi sta dalla mia parte. Anche se con poca fortuna. Mi dispiace in particolare il caso dell’Iraq. Se Saddam Hussein avesse letto “Sacrifici Umani” non avrebbe fatto lo sbaglio di liberarsi dell’arsenale chimico-batteriologico sotto la pressione e le false promesse dell’Onu: in quel libro dicevo che gli Usa nella Prima Guerra del Golfo si erano fermati non per diplomazia ma perchè decimati dalle testate chimiche irachene (si è poi visto negli anni: 30.000 morti, 380.000 contaminati fra gli “Alleati”). Se avesse letto il mio articolo “Non abboccare Saddam”, pubblicato su Internet (di più non ho potuto fare perchè anche le testate più insospettabili censurano alcuni miei scritti, guarda caso sempre i più dannosi per gli Usa e tirapiedi vari tipo il Vaticano ) durante la missione Blix, forse avrebbe anche potuto evitare l’attacco Usa del 2003: 100 o 145 o 300mila iracheni non sarebbero morti.

Parlerei per ore di queste cose ma ho già abusato della sua disponibilità e devo concludere. Le chiedo solo se mi può dire quali critiche sono state portate in particolare a quel mio libro recensito: quali sarebbero secondo loro le cose sugli Usa che io ho scritto e che invece secondo loro non sarebbero vere? Rimango davvero ansioso di saperle, ma tanto. Se vuole può anche pubblicare questa mia lettera sul Suo blog.

Cordiali saluti, Rimini 30 marzo 2005

John Kleeves

VEDI ANCHE: SOTTO PSEUDONIMO PER COPRIRSI – LA STORIA DI ANELLI-KLEEVES RACCONTATA DAL SUO EDITORE

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Tao
Tao
19 Settembre 2010 , 11:14 11:14

JOHN KLEEVES, LA BALESTRA E LA TARTARUGA DI PANISCUS paniscus.splinder.com I complottisti inveterati, si sa, non si meravigliano mai di niente. La soddisfazione di averli spiazzati e lasciati a bocca aperta, per definizione, non la concederanno mai a nessuno. Perché, per restare spiazzati, bisogna sbattere il muso su qualche assurdità davvero incredibile. Talmente incredibile che perfino il misteriofilo sognatore, quello che in fondo è una persona normale in quasi tutto il resto, ma è pronto a credere che l’influenza suina sia stata creata di proposito in laboratorio, o che aerei diabolici [sciechimicheinfo.blogspot.com] si aggirino sopra le nostre teste disseminando veleni deliberati… bè, perfino lui, ha un suo personale filtro passa-basso [it.wikipedia.org] delle assurdità: come per le frequenze elettriche, quelle troppo elevate non passano. La soglia di assurdità ammissibile può stabilirla dove vuole, spesso in regioni già di gran lunga intollerabili per lo scettico, ma una volta fissata è fissata: il misteriofilo sognatore, quando l’incredibile è troppo, se ne accorge da solo, che è troppo. E si ferma volentieri, accompagnando la sua frenata pindarica prima con crescente stupore, poi con inatteso e rassicurante buon senso, e infine con una risata liberatoria. Il complottista vero, invece, no. Tanto per cominciare non si… Leggi tutto »

cibernoid
cibernoid
19 Settembre 2010 , 12:25 12:25

Quando mai Kleeves ha parlato di scie chimiche?
La sensazione è che siano state tirate in ballo come appiglio. Certo che il fu Anelli, con questo gesto esecrando, ha perso ogni facoltà di difendersi consegnando di fatto e senza appello la ragione ai suoi oppositori.
Purtroppo accade che si può impazzire e restare sempre e comunque un folle, sebbene la maggior parte della propria esistenza sia stata vissuta rettamente.
Ad ogni modo il secondo articolo, oltre ad risultare superficiale e prevenuto, non entra minimamente nel merito delle tesi sostenute da John Kleeves e pertanto, per quanto mi riguarda, non ha alcun valore.

obender71
obender71
19 Settembre 2010 , 13:00 13:00

Ignoro come abbiano intenzione di ricordarlo i suoi imbarazzati ammiratori.

Perchè non ti fotti?
Deluso ammiratore, non imbarazzato.

VeniWeedyVici
VeniWeedyVici
19 Settembre 2010 , 13:26 13:26

E ora n’a minamu…

Surreale r’a minchia!

Barambano
Barambano
19 Settembre 2010 , 13:31 13:31

Tutto perfetto tesi – antitesi – sintesi:

Rimini – RN
Ancora sotto choc la città di Rimini per l’efferato omicidio suicidio dell’avvocato Monica Anelli trafitta da un dardo di una balestra per mano dello zio, l’ingegnere Stefano Anelli, poi trovato suicida nella periferia a bordo della sua auto. L’eredità c’entra poco, piuttosto i dissapori che l’uomo covava da tempo nei confronti della nipote che viveva con il compagno, un carrozziere riminese con il quale aveva deciso di avere un figlio.I due abitavano da poco proprio nella stessa palazzina dell’ingegnere. Quella vicinanza da cui si sentiva forse violato nella sua privacy, fatta di solitaria scrittura e della passione per le armi antiche. L’uomo, scontroso e asociale, dal mese di marzo annotava scrupolosamente i movimenti della nipote e del compagno fino al tragico venerdì scorso. Era diventato sospettoso anche con la moglie ultimamente, a cui vietava di entrare in camera, quella camera dove stava architettando tutto, dove nascondeva il fucile e tre armi rudimentali da lui stesso fabbricate e una lettera, mai inviata, di solidarietà indirizzata ad Olindo e Rosa Romano, autori della strage di Erba, che definisce “martiri, vittime del sistema”, permeata del rancore da tempo covato.

Zret
Zret
19 Settembre 2010 , 13:32 13:32

“Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini è ben lungi dall’essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi.”

Giusto!

Zret
Zret
19 Settembre 2010 , 13:38 13:38

Tao, che vergogna inserire questo articolo-spazztura in stile boia di Lugano.

Barambano
Barambano
19 Settembre 2010 , 13:39 13:39

July 18th, 2005 · Intervista a John Kleeves della Radio satellitare iraniana in lingua italiana ( HotBird 3, 13° Est, 12.437 Mhz, H ); argomento: attentato a Londra del 7 luglio 2005. Domanda 1 : Dottor Kleeves, cosa pensa dell’attentato avvenuto a Londra lo scorso giovedì 7 luglio 2005 ? Risposta 1. E’ un attentato molto simile a quello di Madrid dell’11 marzo dello scorso anno. Nella capitale spagnola esplosero simultaneamente varie bombe, piazzate in treni e stazioni ferroviarie, che provocarono un totale di 200 morti e 1400 feriti. A Londra ad esplodere simultaneamente sono stati degli ordigni posti in carrozze della metropolitana e in almeno un autobus di superficie, che hanno causato 700 feriti e un numero di morti calcolato per il momento in 70 ma destinato sicuramente ad aumentare. Anche l’ora degli attentati è simile, collocata in entrambi i casi verso le 8.30 del mattino, quando operai e impiegati si recano al lavoro. Anche il giorno : in entrambi i casi era un giovedì, un giovedì lavorativo. Attentati di questo genere, così complessi e insieme così ben studiati e puntualmente eseguiti, non sono alla portata di gruppi terroristici “ privati “, nati e cresciuti al di fuori di… Leggi tutto »

cibernoid
cibernoid
19 Settembre 2010 , 13:49 13:49

Sarebbe cortesemente possibile evitare l’inserimento di articoli kilometrici copincollati da altrove e senza uno straccio di formattazione che possa facilitare la lettura?
Sopratttto, se questo è lo spazio riservato ai commenti, allora interviste e scritti appartenuti a Kleeves in questo luogo non hanno ragion d’essere.
Senza polemica, ringrazio.

Barambano
Barambano
19 Settembre 2010 , 14:57 14:57

Ricevuto

cloroalclero
cloroalclero
19 Settembre 2010 , 15:23 15:23

Ma questo paniscus chi cazzo è? Il reggicarta-igienica di Piero Angela?
In quanto a confusione mentale e contorsione logica, non si capisce se è frutto di una frustrazione da accademico mancato o da LSD venuto male.

Stopgun
Stopgun
19 Settembre 2010 , 15:45 15:45

C’è qualcuno di Rimini che sappia se John-Stefano è morto di fucile calibro 12 (da cacciatore) o per un colpo di balestra.?

Per gli altri, non di Rimini,non c’è nessuno che spiegare com’è possibile usare quegli arnesi dentro una Fiat 600 del 1999?

Truman
19 Settembre 2010 , 16:02 16:02

Notizia segnalata e commentata anche nei forum:
John Kleeves

Zret
Zret
19 Settembre 2010 , 16:08 16:08

Un rotolo di carta igienica.

shankara
shankara
19 Settembre 2010 , 16:32 16:32

Ma pensa te……… veniva spesso il lunedì pomeriggio alla biblioteca di Bellaria Igea Marina, dove lavoravo, a fare le fotocopie di articoli del Resto del Carlino (ricordo bene che gli altri quotidiani non li sfogliava nemmeno). Sceglieva la nostra biblioteca, nonostante distasse una quindicina di Km da Rimini, perché era la meno burocratizzata del globo e gli lasciavamo svolgere in piena autonomia le sue ricerche. Che fosse John Kleeves, su cui articoli mi sono a volte distrattamente imbattuto, non l’avrei mai sospettato. Che roba!

shankara
shankara
19 Settembre 2010 , 16:39 16:39

Dal primo pomeriggio sarà disponibile a questo indirizzo: http://arengo.comune.rimini.it/rassegna_stampa/, la rassegna stampa di Rimini relativa ad oggi

VeniWeedyVici
VeniWeedyVici
19 Settembre 2010 , 17:50 17:50

Paniscus credo sia una donna, e’ affiliato/a dell’ unione atei agnostici razionalisti (UAAR). Io sono tesserato, ma da quando ho definitivamente aperto gli occhi sul mondo occidentale, la gente come paniscus e molti soci UAAR mi fa veramente una gran pena. Nel caso in cui siano consapevoli della funzione gatekeeper che svolgono mi fanno anche un po’ schifo.

Il vero ateo e’ l’ anarchico. Ateismo senza anarchia sul versante politico e’ il nulla. Il parlare del nulla. Infatti se vai sul sito UAAR trovi un sacco di gente che sta tutto il giorno a parlare del nulla inventato da altre persone. Poveri scemi… alle volte si scomodano pure per buttare merda sui “complottisti” (quelli che semplicemente non credono alle STRONZATE dei mass media) perche’ li mettono in difficolta’ esponendo le loro pesanti contraddizioni. Sono un po’ la voce del da loro tanto sbandierato “razionalismo”. Spero un giorno nasca un gruppo ateo e anarchico il cui unico cruccio non sia togliere l’ 8 per mille alla CCAR, ma aiutare la gente a RAGIONARE. Tutto il contrario di cio’ che fa Paniscus.

buran
buran
19 Settembre 2010 , 18:42 18:42

Non conosco affatto questo John Kleeves, ma che vuol dire questo discorso? Io lo trovo francamente miserabile. Uno può benissimo aver scritto cose interessanti, in tutto o in parte, e poi magari essere andato fuori di testa per i motivi più vari (familiari, psicologici, psichiatrici etc.) ma questo non vuol dire che tutto quello che ha prodotto automaticamente sia merda. Per fare un esempio alla lontana nessuno si sogna di negare che Louis Althusser sia stato un grande filosofo e studioso marxista, anche se ha strangolato la moglie. Se a un certo punto la sua mente ha sbarellato il suo contributo intellettuale resta sempre valido.

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 0:46 0:46

le notizie dei giornali sono sempre infarcite di grandi imprecisioni, come in questo caso, dove da un lato si parla di balestra, dall’altro di fucile. non è facile per i giornalisti raccogliere le informazioni.
la tesi del decorso verso la follia sembra al momento più probabile di quella del pluri-omicidio “complottista”.
segnalo che il giorno di questi terribili eventi è stato un venerdì 17.

concordo con la condanna di chi sfrutta i dubbi su questo caso (i dubbi sono sempre legittimi; GUAI SE NON CI FOSSERO) per avvalorare la tesi che le twin tower e l’edificio n. 7 sono state demolite con 3-4 temperini usati sapientemente da un manipolo di esaltati (e non viceversa da una demolizione controllata). oppure che il piccolo foro del pentagono è stato effettuato dalla fusoliera di un Boeing 757.

terzaposizione
terzaposizione
20 Settembre 2010 , 2:25 2:25

Abbellò raccontaci la storia della nave USS Liberty e della punizione data agli Israeliani. Ma chi ti paga ,sei meglio dui Minzolingua,ma sembrie un seguace del CICAP

esca
esca
20 Settembre 2010 , 3:12 3:12

Complimenti per il polpettone avvelenato. Leggere queste righe aiuta a render conto del marciume in cui siamo immersi. “Il nuovo ordine del mondo è solo un’invenzione, una folle visione distorta del mondo, frutto di depressione per insane delusioni”. Quando qualcuno denuncia le storture e le manipolazioni, provoca negli esperti della psiche altrui un impulso tale che li induce a scaricargli addosso una valanga di ingiurie escludendo in automatico l’equilibrio e la razionalità della persona, o che questa possa avere una vita normale: no, deve essere per forza un individuo con una vita vuota, cronicamente paranoico, come chi commette il grave errore di constatare certe “strane” attività aeree. Le scie chimiche, per esempio, bruciano talmente tanto che…

Barambano
Barambano
20 Settembre 2010 , 3:25 3:25

Seguace del CICAP io proprio no, cosa è il CICAP? Mi sa che sei un attimo confuso.

maristaurru
maristaurru
20 Settembre 2010 , 3:48 3:48

esatto, tanto pazzo non sembra e probabilmente non era

vraie
vraie
20 Settembre 2010 , 3:58 3:58

complimenti! circa 2 pagine senza dire nulla!

nomorelie
nomorelie
20 Settembre 2010 , 4:31 4:31

sicuri che sia tutto come riportato dai media?
sicuro che sia stata una persona dissociata mentalmente e paranoica e tutto il resto, solo perchè se ne stava chiuso in riservatezza a CASA SUA?
quindi, a meno dell’esistenza di un video dell’omicidio, per ora sono solo supposizioni che il colpevole sia il suicida. anche se pure i video si possono videoritoccare.
è pertanto prematuro dire che il caso è chiuso.
questo sarebbe il commento delle indagini se il coinvolto fosse una persona “normale”. nel nostro caso invece tanta fretta fa solo pensare che si voglia chiudere subito tutta la storia perchè puzza lontano mille anni luce.

calliope
calliope
20 Settembre 2010 , 7:08 7:08

e siamo al secondo atto:
Demolirne la figura…
materiale pedoporno nel computer è anche spesso usato.
se non altro ha avuto le “Palle” x dire certe cose… no!?

ventosa
ventosa
20 Settembre 2010 , 7:26 7:26

A Roma si dice:”A PANI’, SEI ‘N CAZZARO”, ci si gira di spalle e si va via, chiudendo la porta. Senza commento.

Hrani
Hrani
20 Settembre 2010 , 8:15 8:15

Comunque sia andata abbiamo perso la mente più fina da Macchiavelli ad oggi.
Mi spiace tantissimo.
Leggeteli i suoi libri, e soprattutto richiedeteli nelle biblioteche.

P.S. Chi lo avesse anche solo intravisto ultimamente, vorrebbe gentilmente condividere con noi un’impressione?

Tao
Tao
20 Settembre 2010 , 10:07 10:07

IL PENSIONATO IMPAZZITO CHE GUARDAVA VESPA DI DEBORA BILLI crisis.blogosfere.it Avrete letto anche voi del caso del pensionato di Rimini, Stefano Anelli, quello che ha preso una balestra e ha ucciso la nipote per poi suicidarsi con lo stesso metodo nel chiuso della sua Fiat 600. Una di quelle vicende di cronaca sconfortanti, di improvvisa follia dove ci vanno di mezzo degli innocenti, proprio come la storia della Franzoni o quella dei coniugi di Erba. Bruno Vespa ne ha parlato fino allo sfinimento, e forse proprio per questo il pensionato -si sa che tanti pensionati guardano molto la TV- ha pensato di lasciare in bella vista un’ultima lettera dedicata proprio a Olindo e Rosa, in cui con un linguaggio terra terra inveisce contro gli immigrati ed esprime comprensione per il folle gesto della coppia. Un povero pazzo. Poi c’è un’altra storia. Quella di John Kleeves, scrittore, saggista e conferenziere che si occupava di geopolitica e rapporti internazionali. A me era capitato di leggere, qualche anno fa, sue argute recensioni di film hollywoodiani in chiave politica. Poi l’avevo perso di vista, ma Kleeves aveva pubblicato libri con una piccola e seria casa editrice, partecipato a conferenze invitato anche dalle Regioni, concesso… Leggi tutto »

TN
TN
20 Settembre 2010 , 10:46 10:46

Paniscus, quanto livore sprecato verso dei “perdenti”.

Caro/a Paniscus, baciami le terga 😀

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 10:57 10:57

i giornali locali hanno scritto fin da subito, sul web (venerdì pomeriggio), che lo zio (ancora non si sapeva che fosse morto), era ricercato come persona informata.
hanno scritto però che era “noto”.
quindi è presumibile che i giornalisti o gli inquirenti sapessero di chi si trattasse.
sabato mattina i giornali scrivevano che si era suicidato e che era un “ingegnere in pensione e scrittore”.
perchè non hanno tirato fuori lo pseudonimo che conoscono sicuramente alla perfezione?

I parenti, la compagna compresa, raccontano di un clima “difficile” determinato dal pessimo carattere di Stefano Anelli. Un fratello di SA, addirittura, avrebbe preferito da circa 10 anni andare a pagare l’affitto piuttosto che avere l’abitazione, SUA, nelle vicinanze di SA.
la nipote, invece, a detta del compagno, era convinta di poterci convivere.
il Carlino scrive che la nipote faceva gli interessi dei tre fratelli maschi contro una o la sorella per la faccenda dell’eredità; era pertanto la sua “legale”.

Tao
Tao
20 Settembre 2010 , 11:10 11:10

L’ ASSASSINIO DI SANTA COSTANZA DI GIANLUCA FREDA blogghete.blog.dada.net Gianluca, ti prego di credermi: non appena ho sentito la notizia fugacemente, ho sentito puzza di massoneria. Ho deciso di approfondire, almeno un pochetto, e ti posso dire, per quel pochetto che ho imparato, che sono praticamente sicuro che sia un omicidio “con messaggio” incorporato. A chi, non lo so, ma ormai si riconoscono ” a pelle”. Ciao Freeman. Non faccio la minima fatica a crederti o perlomeno a tenere in forte considerazione il tuo punto di vista. La tua “sensazione a pelle” è anche la mia e se tu potessi fornire qualche elemento a uno come me, che di simbologie massoniche conosce solo il minimo indispensabile, te ne sarei ovviamente grato. E tuttavia, per non offrire il fianco alle consuete accuse di “complottismo spinto”, nell’articolo di ieri mi sono sforzato (con grande fatica e con risultati forse non ottimali) di mantenere per il momento un tono dubitativo, nell’attesa (spero non vana) che emergano elementi più precisi. Detto questo, già adesso le stranezze su questa vicenda sono numerose: 1) I media, come al solito, parlano a vanvera, sulla base di “sentito dire” e di lanci d’agenzia. Come sempre, non c’è da… Leggi tutto »

alinaf
alinaf
20 Settembre 2010 , 11:30 11:30

Ecco sì ,riuscire a capire a cosa stesse lavorando ultimamente . Ciao.

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 11:36 11:36

1) la nipote aveva un buon rapporto con SA, tant’è che era anche suo “legale”. lo dicono i giornali locali.

2) le foto fanno vedere un’arma artigianale, una specie di balestra, che sicuramente può “rinculare” al punto da spaccare il parabrezza.

3) se era un appassionato di balestre non possiamo farci nulla.

5) sembra effettivamente un caso alla dottor Jekyll e mister Hyde. Stefano Anelli non sembrava il fine scrittore John Kleeves. lo sdoppiamento di personalità pare netto.

6 e 7) condivido. perchè tacciono?

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 11:38 11:38

i giornali locali, sempre quelli, sabato hanno scritto che era impegnato ad un nuovo libro, senza specificarne il tema.

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 11:41 11:41

è Santa Cristina e non Santa Costanza.

totalrec
totalrec
20 Settembre 2010 , 11:59 11:59

Chiedo scusa per l’errore. Però, se tirassimo in ballo la simbologia massonica, la situazione si farebbe a questo punto anche più seria. Santa Cristina è quella del “martirio delle frecce”. La tradizione dice che prima di essere uccisa le vennero recise le mammelle (spiegherebbe le forbici).
vedi: http://xoomer.virgilio.it/gigita/santa/storia_santa.htm

Gianluca Freda

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 12:09 12:09

la pista della duplice personalità è coerente anche con questa pista. non credi?

gnorans
gnorans
20 Settembre 2010 , 12:20 12:20

1. I primi post che parlano di John Kleeves in relazione a Stefano Anelli sono della sera del 18.9.2010 (con Google non sono riuscito a trovarne di precedenti).
Alle 3.42 del mattino dopo un certo Paniscus aveva gia’ scritto un preventivo articolo di insulti verso i “complottisti” che avrebbero potuto sospettare un assassinio politico. Piuttosto zelante direi, quasi preveggente …

2. Due dei quattro libri di Kleeves: “Divi di Stato. Il controllo politico su Hollywood” e “Un paese pericoloso. Storia non romanzata degli Stati Uniti d’America” sono da tempo esauriti e introvabili presso librerie e biblioteche (con l’occasione, se qualcuno sa dove trovarli …).

Sara’ una combinazione, ma il tutto rientra in un certo stile USA nel confrontarsi con gli intellettuali (http://www.mondoarabo.it/distruzione-di-una-civilta.html).

shankara
shankara
20 Settembre 2010 , 12:29 12:29

L’auto con il corpo è stata rinvenuta a Santa Cristina, frazione di Rimini, non Santa Costanza

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 12:34 12:34

Un paese pericoloso lo trovi con emule.

totalrec
totalrec
20 Settembre 2010 , 12:40 12:40

P.S.: ho modificato l’articolo sul blog e ho preso un colpo vedendo la raffigurazione di Santa Cristina fornita da Carlo Dolci a metà del ‘600.
http://blogghete.blog.dada.net/post/1207164192/L%27ASSASSINIO+DI+SANTA+CRISTINA#commentil

gnorans
gnorans
20 Settembre 2010 , 12:41 12:41

grazie!

nomorelie
nomorelie
20 Settembre 2010 , 13:21 13:21

per tutti quelli che seguono tutte le piste, compresa quella occulta massonica, a questo indirizzo si è aperta una discussione:

http://poteriocculti.mastertopforum.biz/avvocato-uccisa-a-rimini-con-un-colpo-di-balestra-vt2293.html

ettore1956
ettore1956
20 Settembre 2010 , 14:00 14:00

Ho spedito questo commento alla signora che gestisce Paniscus splinder.com. In questo ho messo ciò che francamente pensavo e della signorea in questione e dell’ingegner Anelli di cui ho letto i libri, e non ne ero entusiasta per alcune ragioni che spiegherò in seguito… “Per l’estensore di questo blog, raramente ho trovato un articolo così pieno di spocchia e capace di far diventar simpatico, una persona che francamente a me simpatico non era, il signor Anelli, o per meglio dire , John Kleeves. Vede il signor Kleeves, aveva e lo si vedeva una fortissima antipatia per gli Statunitensi e per quello che chiamano peculiarmente way of life, antipatia che non era patrimonio solo delll’inggnere Anelli, ma di diversi gruppi di persone ed, amio modesto parere, ampiamente giustificata. Quello che non perdonavo al signor Kleeves era il fatto che la sua antipatia lo portasse a piegare i fatti alle sue teorie, inficiando così tutto ciò che potesse esserci di buono nei suoi scritti, e ce n’era anche se al ei non pare. Per farle un esempio fra i molti, in Un Paese Pericoloso: Storia degli Stati Uniti d’America, il nostro uscì on un argomento che per la maggior parte dei casi… Leggi tutto »

Barambano
Barambano
20 Settembre 2010 , 14:45 14:45

scusate ma il ‘carrozziere riminese’ compagno della nipote assassinata dovrebbe sapere quali erano i rapporti con lo zio. Qualcuno di Rimini lo può sapere e riportare senza aspettare le fandonie dei giornali?

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 14:52 14:52

toccato

lino-rossi
lino-rossi
20 Settembre 2010 , 14:56 14:56

dice che Monica era convinta di poter convivere con lo zio e che c’era un rapporto freddo ma tollerabile.

lino-rossi
lino-rossi
21 Settembre 2010 , 4:04 4:04
cibernoid
cibernoid
21 Settembre 2010 , 4:34 4:34

Ma poverino, sarà ancora sotto choc ed inavvicinabile. Non dimentichiamo che se anche la morte di Kleeves sconvolge c’è anche un lato umano della faccenda.

totalrec
totalrec
21 Settembre 2010 , 8:40 8:40

Ciao Shankara. Ho visto che in uno dei post precedenti hai scritto di lavorare per la biblioteca di Bellaria, in cui Anelli veniva spesso a fare delle ricerche. Ti chiedo: esiste per caso un registro della biblioteca da cui sia possibile capire quali testi o giornali Anelli stava consultando e di cosa si stesse occupando? Ciao e grazie.

shankara
shankara
21 Settembre 2010 , 10:07 10:07

Ciao, la verifica sarebbe anche possibile, ma non per me perché ora non lavoro più a Bellaria.
Da quel che ricordo prendeva raramente, se non addirittura mai, libri in prestito da noi anche perché, trattandosi di una piccola biblioteca di paese non potevamo certo vantare una ricca collezione su temi storici e geopolitici. Sarà stata certamente più ricca la sua raccolta privata. Si limitava alla consultazione del Resto del Carlino, questo lo ricordo bene.

totalrec
totalrec
21 Settembre 2010 , 10:20 10:20

Quello che dici è molto interessante (non so perché ma l’immaginavo). Sarebbe anche interessante sapere quali date del “Resto del Carlino” lo interessavano. Se fossero state quelle intorno all’11 dicembre 2006, tutto diventerebbe un po’ più chiaro.
Grazie mille.

shankara
shankara
21 Settembre 2010 , 10:38 10:38

Solitamente consultava quelli delle settimane immediatamente precedenti. Comunque, per mancanza di spazio e perché gli oneri della conservazione sono a carico delle biblioteche dei capoluoghi, conservavamo solo l’ultima annata dei quotidiani e io non ricordo che ci frequentasse prima del 2008.

eresiarca
eresiarca
21 Settembre 2010 , 16:55 16:55

Che cosa è successo intorno a quella data?

shankara
shankara
21 Settembre 2010 , 17:17 17:17

La strage di Erba

shankara
shankara
21 Settembre 2010 , 17:18 17:18

Dopo soli 5 giorni i media ufficiali hanno scoperto lo pseudonimo di Anelli:

(ANSA) – RIMINI, 21 SET – Stefano Anelli, l’ingegnere di 62 anni di Rimini che venerdi’ ha ucciso la nipote con un colpo di balestra prima di togliersi la vita, aveva una doppia identita’.

Sulla rete si trovano infatti gli scritti farneticanti da lui firmati con lo pseudonimo di John Kleeves, con un attacco duro e radicale agli Stati Uniti. E nei vari blog che riconoscevano nelle sue strampalate idee le parole di un guru esperto di geopolitica e relazioni internazionali, ha gia’ preso piede la teoria del complotto: quello di Stefano Anelli non sarebbe stato infatti un suicidio, ma un omicidio ordito da poteri occulti.

totalrec
totalrec
21 Settembre 2010 , 18:57 18:57

“Farneticante”; “idee strampalate”; “guru”. Questo è il giornalismo oggi, quello che dovrebbe badare ai fatti e invece riesce a fare solo propaganda ideologica a favore dei dominanti. Se non lo avesse letto nei blog”farneticanti”, l’autore di questo emblematico lancio di agenzia non saprebbe neppure che Anelli e Kleeves erano la stessa persona. Non è neppure in grado di fare il suo mestiere e si incazza quando qualcun altro mostra di saperlo fare meglio di lui. O forse lo sa fare benissimo e tiene per sé ciò che sa, per non disturbare il manovratore. Non credo esista esempio migliore del motivo per cui ritengo i giornali carta straccia assolutamente inutile.

telethont
22 Settembre 2010 , 2:33 2:33

Ottimo commento G.F., hai perfettamente ragione a indignarti. Questo lancio di agenzia è davvero emblematico sulle condizioni attuali dell’informazione ufficiale.
I giornali sono diventati “..carta straccia assolutamente inutile..”, talvolta persino dannosa per uno sprovveduto lettore, ma sempre utilissima per il manovratore…
Che tutta la faccenda “puzzi maledettamente” è cosa certa; mi pare invece assai arduo stabilire se si tratti effettivamente di “olor de macon” o di “olor de yanquees”.
telethont

Justinleague
Justinleague
27 Giugno 2011 , 12:18 12:18

Solo oggi mi sono imbattuto nel vostro articolo facendo una piccola ricerca su John e per rispondere mi sono loggato. Io sono di Rimini e vi posso dire alcune cose, poi, come sempre, ognuno è libero di credere ciò che vuole, anche perché so già che quello che vi sto per dire, molto probabilmente per voi non è valido. Allora vi posso garantire che la morte ufficiale è dovuta a suicidio dovuto ad un fucile, non ad una balestra. Il fucile in questione è stato fabbricato da egli stesso. L’omicidio della nipote era premeditato sì, ma non per mandare quale messaggio nascosto a qualcuno, ma bensì perché mal sopportava la coppia che abitava con lui (peraltro lì provvisoriamente perché avevano comprato una casa in un’altra zona di Rimini e stavano finendo di metterla a posto) anche se non ha mai dato segni alla coppia di questo suo astio. La nipote si rassicurava con lui di questo più e più volte, in più ritornavano a casa solo per pranzo e la sera visto che lavoravano tutt’e due. Senza entrare nei dettagli dell’omicidio l’avvocato non è stata uccisa dalla balestra, che l’ha colpita vicino al collo ma non in modo mortale ma… Leggi tutto »