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ASSASSINATO JOHN KLEEVES ?

DI GIANLUCA FREDA
blogghete!!!

Avevo sentito parlare dell’omicidio di Rimini, in cui un ingegnere di 62 anni, Stefano Anelli, ha ucciso la nipote Monica Anelli con un colpo di balestra al collo, per poi suicidarsi con lo stesso, improbabile sistema. Non avevo degnato la vicenda della minima considerazione, ritenendola uno dei tanti riempitivi con cui la stampa quotidiana svolge il proprio compito, che è quello di tenere lontani i lettori dalle notizie reali. Apprendo però adesso una notizia che, se confermata, sarebbe sconcertante: Stefano Anelli sarebbe stato in realtà l’uomo che scriveva saggi e teneva conferenze sotto lo pseudonimo di John Kleeves.

A seguito, “JOHN KLEEVES, LA BALESTRA E LA TARTARUGA” (Paniscus, paniscus.splinder.com); ”IL PENSIONATO IMPAZZITO CHE GUARDAVA VESPA” (Debora Billi, crisis.blogosfere.it);
“L’ ASSASSINIO DI SANTA COSTANZA” (Gianluca Freda, blogghete.blog.dada.net);

Kleeves è un autore che attraverso i suoi libri e i suoi frequenti interventi in conferenze e dibattiti mira a denunciare i reali meccanismi di funzionamento del sistema geopolitico americano. Nelle conferenze, John Kleeves parla appunto con un forte accento romagnolo e se la sua identificazione con il presunto omicida/suicida di Rimini fosse confermata (le foto pubblicate su internet non lasciano molto spazio a dubbi) la vicenda di cronaca acquisterebbe, a questo punto, un risvolto inquietante. Le modalità del suo “suicidio”, come pure l’arma utilizzata per condurlo a termine, sono a dir poco inconsuete e – se collegate ai molti interventi e saggi scomodi di cui Kleeves era stato autore – dovrebbero spingere gli inquirenti a prendere perlomeno in forte considerazione l’ipotesi che il “suicidio” sia in realtà un delitto con inquietanti connotazioni rituali maturato in ambienti tutt’altro che domestici e per cause ben diverse da quelle finora presentate dalla stampa.

Kleeves stava da anni rivelando al pubblico gli interessi e le strategie reali che si nascondono dietro l’agire dell’America e il suo mito della “democrazia”. L’anno scorso avevo pubblicato un suo intervento relativo alle strategie di indottrinamento propagandistico portate avanti dal cinema americano, con particolare riferimento al film “Forrest Gump”.

Giornali e TV, per adesso, non hanno minimamente menzionato la possibilità che Stefano Anelli possa essere l’uomo più noto presso gli utenti del web e gli studiosi dei meccanismi del dominio statunitense con il suo pseudonimo di saggista. Kleeves aveva parlato spesso della messinscena dell’11 settembre, della truffa del fantomatico “terrorismo islamico” e della tradizione degli Stati Uniti di autoinfliggersi attentati per giustificare le guerre con cui perseguono le proprie finalità di dominio. I media stanno presentando Anelli al pubblico come un criminale, malato di eccentricità e pieno di manie, ossessionato dalla nipote e ammiratore degli assassini di Erba, Olindo e Rosa Romano. Stanno per caso  preparando la consueta “damnatio memoriae” dell’intellettuale non allineato?

Riporto di seguito una mail che Kleeves inviò il 30/03/2005 a Sherif el Sebaie, titolare del blog http://salamelik.blogspot.com/ . La mail è ripresa dal forum Escogitur, che l’ha ripubblicata ieri. In alto, potete vedere un brano dell’intervento di Kleeves al dibattito “L’italia è una nazione Sovrana? Roma – Washington: alleanza e sudditanza”, che è scaricabile integralmente dal sito di Arcoiris.  

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-19
19.09.2019

Un collega mi ha segnalato il suo sito http://sherif.clarence.com/permalink/185532.html, dove c’è un suo scritto che mi chiama in causa; ed eccomi. Dallo scritto sembra che Lei abbia diffuso una recensione di un mio libro, che non specifica ma dovrebbe essere o il “Vecchi Trucchi ” del 1991 o il “Sacrifici Umani” del 1993; evidentemente, quale che sia, lo ha ritenuto degno di menzione. La ringrazio per questo. Sembra che Lei abbia ottenuto critiche per la Sua iniziativa, conseguenti a critiche al sottoscritto, critiche al sottoscritto che pare abbiano anche fatto riferimento alla mia scelta di pubblicare sotto uno pseudonimo, quello di John Kleeves.


Anche Lei si chiede il perchè di questa mia scelta. Glielo dico volentieri. Quando io iniziai la mia attività pubblicistica contro gli Stati Uniti lo feci – nel 1991 – con il libro “Vecchi Trucchi. Le strategie e la prassi della politica estera americana dalle armi nucleari in Europa all’asservimento dell’America Latina al traffico internazionale di droga ed altro”. Non era un semplice libro “antiamericano”: vi erano cose nuove sugli Usa, delle interpretazioni e degli argomenti che avevo elaborato io e che erano obiettivamente micidiali, almeno sul piano concettuale o pubblicistico (che comunque è quello che conta), per la superpotenza in questione. Faccio un solo esempio, ma ce ne sono vari altri: il traffico di droga. In “Vecchi trucchi ” io credo di avere rivelato un segreto assoluto della politica estera statunitense: la gestione del traffico internazionale di droga (eroina e cocaina) allo scopo di corrompere governi esteri. Già altri autori avevano evidenziato gli intrecci fra traffico di droga e entità statali o parastatali statunitensi, e faccio solo i nomi di Richard Kunnes e di Alfred McCoy (due indubbi benemeriti della verità), ma solo io ho offerto la spiegazione logica della cosa, solo io ho individuato il grande movente, quello che chiarifica e rende verosimile il tutto: non il danaro (che agli Usa non manca), non la corruzione di ufficiali e burocrati (che arriva solo là dove la si lascia arrivare), ma un motivo di Stato, una vera politica estera, appunto un sistema per corrompere e asservire governi e quindi Stati esteri. Bene, come questo c’erano in “Vecchi Trucchi” almeno altri 5/6 argomenti nuovi e di analoga portata, altrettanti siluri lanciati contro gli Usa. Per ciò io scelsi di adoperare uno pseudonimo: in sostanza, perchè il mio attacco contro gli Usa era nuovo ed efficace, e pensavo che questi avrebbero potuto reagire.

Ora vedo che non avevano bisogno di farlo. Perchè sapevano quello che io ancora non sapevo, e cioè che il mio attacco, portato in Italia, sarebbe finito da sè in niente. L’Italia è una colonia di fatto degli Usa: essa viene tenuta sotto con la repressione di fatto e con la censura di fatto. Quì un autore d’opposizione come me basta lasciarlo agli “editori” mediatici del luogo: quelli di massa (che rappresentano il regime, certo) per forza lo ignorano, quelli “alternativi” lo stampano, ma mai quel tanto che servirebbe per farlo uscire dalla ristretta e impotente cerchia degli “intellettuali”, mai quel tanto in breve che renderebbe la sua attività efficace. Adesso essere “antiamericano” è quasi di moda: le mosse Usa contro la Yugoslavia, e poi contro l’Afghanistan e poi contro l’Iraq hanno dimostrato che c’è qualcosa di grosso che non va nella superpotenza “democratica” dell’Occidente. Ora tutti fanno notare questo, almeno fra gli intellettuali che si ritengono più radicali, ma allora non era così, allora ero solo a dire certe cose. Solo, oso dire, a livello internazionale (ha letto il Chomsky ante 1991, o anche quello di adesso? Riesce a vedere le fondamentali differenze di concetto sugli Usa che ci sono fra lui e me? Se vuole ne potremmo parlare). Però adesso in Italia mi vengono a rinfacciare lo pseudonimo, dicono che mi ci nascondo dietro.

Guardi, non è questione di pseudonimo. Quello è un pretesto per minimizzare e banalizzare le mie analisi antiamericane. Non usassi uno pseudonimo l’attacco verrebbe da un’altra parte. A quelle persone, a quegli italiani al cubo, potrei dire che forse l’unico appunto che mi si può fare è di aver scelto male lo pseudonimo: anzichè quello di “John Kleeves” avrei dovuto usare quello di “George Brown”, lo pseudonimo che adoperava Giuseppe Mazzini quando risiedeva in Italia (fra l’altro sotto questo nome morì – in Italia – il ” padre” dell’Italia Unita). In ogni caso, pseudonimo o no, non mi sono mai nascosto, ho sempre dato la mia disponibilità a presenziare a convegni e dibattiti, mostrando sempre la mia faccia accompagnata dalla mia inflessione romagnola. Così ho sempre detto e ripetuto ai miei editori, aggiungendo che mi bastava il rimborso delle spese di viaggio. Ma non mi invita nessuno. E quando capita che mi invitano poi mi “tagliano”: nel 1999 andai a un convegno della regione Lombardia a Milano gestito dal funzionario RAI Roberto Besana, ma poi quello mi disse che aveva perso la registrazione del mio intervento (fra le altre cose avevo detto di fronte a una platea che mi parve entusiasta che in Italia chi comanda non è il Presidente della Repubblica ma l’Ambasciatore americano); gliela ricostruii a memoria ma poi la relazione del convegno “saltò” tutta e non rimase nulla di stampato. Nel 2003 mi intervistò il giornalista Rai Paolo Mondani per conto della trasmissione “Report”, dieci minuti di intervista filmata che scomparvero anche quelli (avevo accusato di truffa il FMI circa la faccenda Argentina e altre precedenti). Per quanto riguarda i miei editori non uno di loro (ne ho tre) ha mai organizzato una presentazione dei miei libri da loro stessi pubblicati, non una. Addirittura con uno di loro, la Società Editrice Barbarossa, sono attualmente in causa presso il Giudice di Pace di Milano per la riscossione dei diritti d’Autore che mi spettano in base al contratto scritto. Fra l’altro, nella causa in oggetto mi presento – ovviamente – con nome e cognome reali, e relativo pseudonimo.

Ma non sono un professore universitario. Forse sono un accademico, ma allora di niuna accademia. Avrebbe dovuto saperlo. In Italia c’è un regime e chi prende la paga dal regime, come in primis fanno i dipendenti pubblici, non può non essere asservito al medesimo. Non può esistere un professore universitario che fa il John Kleeves dicendo quelle cose (vere) sul padrone Usa. Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini è ben lungi dall’essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi. Io invece sono un oppositore. Ed un oppositore vero, che aiuta chi sta dalla mia parte. Anche se con poca fortuna. Mi dispiace in particolare il caso dell’Iraq. Se Saddam Hussein avesse letto “Sacrifici Umani” non avrebbe fatto lo sbaglio di liberarsi dell’arsenale chimico-batteriologico sotto la pressione e le false promesse dell’Onu: in quel libro dicevo che gli Usa nella Prima Guerra del Golfo si erano fermati non per diplomazia ma perchè decimati dalle testate chimiche irachene (si è poi visto negli anni: 30.000 morti, 380.000 contaminati fra gli “Alleati”). Se avesse letto il mio articolo “Non abboccare Saddam”, pubblicato su Internet (di più non ho potuto fare perchè anche le testate più insospettabili censurano alcuni miei scritti, guarda caso sempre i più dannosi per gli Usa e tirapiedi vari tipo il Vaticano ) durante la missione Blix, forse avrebbe anche potuto evitare l’attacco Usa del 2003: 100 o 145 o 300mila iracheni non sarebbero morti.

Parlerei per ore di queste cose ma ho già abusato della sua disponibilità e devo concludere. Le chiedo solo se mi può dire quali critiche sono state portate in particolare a quel mio libro recensito: quali sarebbero secondo loro le cose sugli Usa che io ho scritto e che invece secondo loro non sarebbero vere? Rimango davvero ansioso di saperle, ma tanto. Se vuole può anche pubblicare questa mia lettera sul Suo blog.

Cordiali saluti, Rimini 30 marzo 2005

John Kleeves

VEDI ANCHE: SOTTO PSEUDONIMO PER COPRIRSI – LA STORIA DI ANELLI-KLEEVES RACCONTATA DAL SUO EDITORE

Pubblicato da Davide

  • Tao

    JOHN KLEEVES, LA BALESTRA E LA TARTARUGA

    DI PANISCUS
    paniscus.splinder.com

    I complottisti inveterati, si sa, non si meravigliano mai di niente.
    La soddisfazione di averli spiazzati e lasciati a bocca aperta, per definizione, non la concederanno mai a nessuno.

    Perché, per restare spiazzati, bisogna sbattere il muso su qualche assurdità davvero incredibile. Talmente incredibile che perfino il misteriofilo sognatore, quello che in fondo è una persona normale in quasi tutto il resto, ma è pronto a credere che l’influenza suina sia stata creata di proposito in laboratorio, o che aerei diabolici [sciechimicheinfo.blogspot.com] si aggirino sopra le nostre teste disseminando veleni deliberati… bè, perfino lui, ha un suo personale filtro passa-basso [it.wikipedia.org] delle assurdità: come per le frequenze elettriche, quelle troppo elevate non passano.

    La soglia di assurdità ammissibile può stabilirla dove vuole, spesso in regioni già di gran lunga intollerabili per lo scettico, ma una volta fissata è fissata: il misteriofilo sognatore, quando l’incredibile è troppo, se ne accorge da solo, che è troppo. E si ferma volentieri, accompagnando la sua frenata pindarica prima con crescente stupore, poi con inatteso e rassicurante buon senso, e infine con una risata liberatoria.

    Il complottista vero, invece, no.

    Tanto per cominciare non si ferma, e poi soprattutto non ride.

    Non si ferma perché al complottista vero il filtro passa-basso manca del tutto: un colpaccio bizzarro del fato gliel’ha convertito nel suo esatto contrario [it.wikipedia.org]. Il complottista vero, le uniche cose cui non riesce a credere sono quelle evidenti, normali, quelle che tutto sommato sarebbero plausibili senza troppe storie. Per il resto, è disposto a prendere sul serio qualsiasi enormità, senza stupore, senza meraviglia: se c’è qualcosa che non gli quadra, riuscirà caparbiamente a rappezzarla con un’enormità ancora più spinta, perennemente teso tra la soddisfazione di aver chiuso uno spiffero, e la frustrazione di averne aperti altri dieci da richiudere ancora.

    E allora per forza, non ride.

    Il complottista vero non conosce senso di meraviglia, e quindi non può conoscere il senso del paradosso, del rovesciamento, dell’ironia.

    Non c’è nulla che gli appaia talmente assurdo da spiazzarlo. Non è un dramma da poco.

    E allora scava, smonta, sposta, svuota, riempie, ogni giorno blandisce e abbatte la sua costruzione sempre più amara, come un eccentrico tecnologo dilettante si chiude in cantina a fabbricare macchinari favolosi, dimenticando la vita che c’è fuori, ogni giorno un po’. Più si convince di aver capovolto l’evidenza comune, più i suoi capovolgimenti diventano nervosi, sterili, inefficaci, più vibrano e stridono di rabbia senza speranza, oscillando qua e là senza più riuscire a muoversi di un centimetro. E’ come se a capovolgersi fosse stata una tartaruga, di quelle terrestri col guscio ben convesso.

    La costruzione procede, cresce, sempre più complessa, sempre più totale, sempre più affinata nella diffidenza e nel rancore. Chi non la coglie e non la segue assume, per il complottista, il volto deforme dell’odio (anche perché i volti veri non loivede più, defilato com’è dalla vita reale). Ogni tanto qualcuno la trova ridicola, e allora sì che la furia lievita senza freni. Se c’erano amici concreti, si sono dispersi, se c’era una famiglia si è sfasciata, validissimi rapporti di collaborazione finiscono a denunce e tribunali. Ai nemici ideologici si riservano fiumi di parole e di inchiostro, confutazioni pedanti inframmezzate a ingiurie confusionali. Da una nicchia spinosa di isolamento, i pochi seguaci fedelissimi vengono illuminati sempre più in tralice, sempre più da lontano. Spesso sotto falso nome, o compiacendosi di recitare il personaggio di un alter ego virtuale.

    Un inconsueto fattaccio di sangue ha campeggiato sui media negli ultimi due giorni: una donna quarantenne di Rimini, di professione avvocato e di vita personale normalissima, ha trovato una morte orribile sulle scale di casa propria, trafitta al collo nientemeno che da una freccia di balestra. Sembrava un lavoro per gli sceneggiatori di un thriller storico, di quelli a due o tre piani temporali distinti, densi di documenti maledetti, opere d’arte cifrate, confraternite spietate, vendette secolari, tesori insanguinati.

    E invece no, nessun complotto: immediatamente dopo il delitto, si constata che è sparito dalla circolazione un parente della vittima, nonché suo vicino di casa. Lo ritroveranno dopo qualche ora, anch’egli morto, inequivocabilmente di propria mano. Un ingegnere in pensione ultrasessantenne, riservato, scontroso, sofferente di manie di persecuzione, che viveva appartato in casa e ne usciva ormai solo per litigare, appassionato di stravaganze tecnologiche e avidissimo collezionista d’armi e poi – che c’entra? – anche autore logorroico di saggi “indipendenti” di politica internazionale.

    Nel giro di pochi anni, da commentatore estremo ma arguto dei meccanismi di potere e delle dinamiche economiche dell’Occidente si era trasformato in uno sguaiato demonizzatore dell’America senza appello, e in un cultore invasato di qualsiasi teoria della cospirazione gli capitasse a tiro. Anzi, a questo punto sarà stata perfino una sola, la sua cospirazione globale: quella che spiega chi ha veramente buttato giù le Torri Gemelle, sì, ma al contempo chiarisce anche come sia realmente morto Marco Pantani [it.altermedia.info].

    Nessun movente complesso dietro al dramma, a quanto si è capito: solo un inesorabile, lento delirio di follia, sedimentato nel corso di anni, insieme alle sue sfrenate tesi sul mondo.

    Il suo vero nome era Stefano Anelli, ma i lettori di vicende planetarie l’avranno sicuramente incrociato, qualche volta, sotto lo pseudonimo di John Kleeves.

    Ignoro come abbiano intenzione di ricordarlo i suoi imbarazzati ammiratori.

    Il più coerente omaggio che potranno offrirgli sarà la fabbricazione immediata di un bel complotto nuovo, che spieghi le “vere” cause della sua morte, l’identità di chi ha “messo in scena” tutto questo per “chiudere la bocca per sempre alla sua temutissima voce scomoda”.

    Eh già, perché lo si era già detto: i complottisti veri, alle spiegazioni semplici e crude, non ci possono proprio credere.

    Fonte: http://paniscus.splinder.com
    Link: http://paniscus.splinder.com/post/23327983/john-kleeves-la-balestra-e-la-tartaruga
    19.08.2010

  • cibernoid

    Quando mai Kleeves ha parlato di scie chimiche?
    La sensazione è che siano state tirate in ballo come appiglio. Certo che il fu Anelli, con questo gesto esecrando, ha perso ogni facoltà di difendersi consegnando di fatto e senza appello la ragione ai suoi oppositori.
    Purtroppo accade che si può impazzire e restare sempre e comunque un folle, sebbene la maggior parte della propria esistenza sia stata vissuta rettamente.
    Ad ogni modo il secondo articolo, oltre ad risultare superficiale e prevenuto, non entra minimamente nel merito delle tesi sostenute da John Kleeves e pertanto, per quanto mi riguarda, non ha alcun valore.

  • obender71

    Ignoro come abbiano intenzione di ricordarlo i suoi imbarazzati ammiratori.

    Perchè non ti fotti?
    Deluso ammiratore, non imbarazzato.

  • VeniWeedyVici

    E ora n’a minamu…

    Surreale r’a minchia!

  • Barambano

    Tutto perfetto tesi – antitesi – sintesi:

    Rimini – RN
    Ancora sotto choc la città di Rimini per l’efferato omicidio suicidio dell’avvocato Monica Anelli trafitta da un dardo di una balestra per mano dello zio, l’ingegnere Stefano Anelli, poi trovato suicida nella periferia a bordo della sua auto. L’eredità c’entra poco, piuttosto i dissapori che l’uomo covava da tempo nei confronti della nipote che viveva con il compagno, un carrozziere riminese con il quale aveva deciso di avere un figlio.I due abitavano da poco proprio nella stessa palazzina dell’ingegnere. Quella vicinanza da cui si sentiva forse violato nella sua privacy, fatta di solitaria scrittura e della passione per le armi antiche. L’uomo, scontroso e asociale, dal mese di marzo annotava scrupolosamente i movimenti della nipote e del compagno fino al tragico venerdì scorso. Era diventato sospettoso anche con la moglie ultimamente, a cui vietava di entrare in camera, quella camera dove stava architettando tutto, dove nascondeva il fucile e tre armi rudimentali da lui stesso fabbricate e una lettera, mai inviata, di solidarietà indirizzata ad Olindo e Rosa Romano, autori della strage di Erba, che definisce “martiri, vittime del sistema”, permeata del rancore da tempo covato.

  • Zret

    “Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini è ben lungi dall’essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi.”

    Giusto!

  • Zret

    Tao, che vergogna inserire questo articolo-spazztura in stile boia di Lugano.

  • Barambano

    July 18th, 2005 ·

    Intervista a John Kleeves della Radio satellitare iraniana in lingua italiana ( HotBird 3, 13° Est, 12.437 Mhz, H ); argomento: attentato a Londra del 7 luglio 2005.

    Domanda 1 : Dottor Kleeves, cosa pensa dell’attentato avvenuto a Londra lo scorso giovedì 7 luglio 2005 ?

    Risposta 1.
    E’ un attentato molto simile a quello di Madrid dell’11 marzo dello scorso anno. Nella capitale spagnola esplosero simultaneamente varie bombe, piazzate in treni e stazioni ferroviarie, che provocarono un totale di 200 morti e 1400 feriti. A Londra ad esplodere simultaneamente sono stati degli ordigni posti in carrozze della metropolitana e in almeno un autobus di superficie, che hanno causato 700 feriti e un numero di morti calcolato per il momento in 70 ma destinato sicuramente ad aumentare. Anche l’ora degli attentati è simile, collocata in entrambi i casi verso le 8.30 del mattino, quando operai e impiegati si recano al lavoro. Anche il giorno : in entrambi i casi era un giovedì, un giovedì lavorativo.

    Attentati di questo genere, così complessi e insieme così ben studiati e puntualmente eseguiti, non sono alla portata di gruppi terroristici “ privati “, nati e cresciuti al di fuori di strutture in qualche modo ufficiali, ma possono essere realizzati solo dai servizi segreti di una qualche Nazione, o di più Nazioni allo scopo associate. Per queste operazioni i servizi segreti possono agire in due modi : o in prima persona oppure infiltrando un ignaro gruppo terroristico “ privato “, che inducono all’azione fornendogli il necessario, cioè il danaro, le armi e gli esplosivi con i relativi accessori, e soprattutto fornendogli le informazioni esclusive sugli obiettivi.

    Così ad organizzare questi attentati di Madrid e Londra è stato sicuramente un governo, o i governi associati di più Paesi. Riuscire a convergere verso qualcuno in particolare non è come cercare un ago in un pagliaio. Infatti, non sono molti i Paesi che hanno la consuetudine di ricorrere a questi sistemi in tempi di pace.

    In passato si sono distinti in tal senso la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Turchia e la Francia, e forse qualche volta la Germania e la Russia. Negli ultimi decenni, e attualmente, si può dire che solo gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, Israele e la Francia ricorrono a questi sistemi.

    I Paesi più e più volte accusati dagli USA e dai loro alleati, e dai vari e variopinti pulpiti internazionali loro legati, di essere dei “ rogue States “, dei “ Paesi canaglia “ che fomentano il “ terrorismo internazionale “ e si macchiano di ogni altra infamia, sono al contrario completamente innocenti, e specie col terrorismo non hanno nulla a che fare. A dirlo non sono io ma è la storia e la cronaca : si leggano i libri e si vadano a rileggere i giornali degli anni e decenni passati e questa verità balzerà evidente.

    Quindi i sospetti si riducono a USA, GB, Israele, Francia. Per focalizzare su quale o su quali di loro ( nel caso si sia formata una associazione ) non c’è che porsi la solita, vecchia ma generalmente infallibile domanda : cui prodest ? A chi l’operazione ha fatto comodo ? a chi l’attentato ha portato vantaggi ?

    Nel caso dell’attentato di Madrid io, ragionando in questi termini, avevo concluso che il colpevole erano gli USA. Gli USA hanno alle spalle una storia lunghissima di covert operations realizzate sotto mentite spoglie, una storia cominciata così precocemente come nel 1773, con la faccenda del Boston Tea Party, quando alcuni ribelli coloniali americani travestiti da indiani buttarono a mare il carico di tè di un mercantile inglese, e poi continuata con l’impresa dei sedicenti coloni di Sam Houston che nel 1836 avrebbe fruttato la regione messicana del Tejas ( poi diviso in Texas, New Mexico, Colorado e Arizona ) ; una storia ripetuta con la costituzione di bande armate apparentemente locali cui far condurre le proprie guerre ( i Contras del Nicaragua, le AUC della Colombia, la Mano Bianca degli esuli cubani, gli Squadroni della Morte di un po’ tutta l’America Latina, la Al Qaeda dell’Afghanistan, l’UCK del Kossovo e della Macedonia, le bande della Cecenia, altri ) ; e una storia andata avanti con l’esecuzione di una miriade di attentati e omicidi politici compiuti strisciando nell’ombra di qualcun altro ( Mattei-Mafia, Moro-Brigate Rosse, M.L.King-Uomo squilibrato, John Lennon-Uomo squilibrato, H.M.Schleyer-Rote Armee Fraction, D’Antona-Brigate Rosse, Biagi-Brigate Rosse, altri ).

    Non solo, ma gli USA hanno mostrato di apprezzare a tal punto i vantaggi dell’atto terroristico attribuito ad altri da essere arrivati a organizzare degli attentati contro se stessi, contro cittadini, beni e territorio degli USA stessi !

    Di nuovo non sono io ma è la storia a dirlo, fornendo degli esempi davvero notevoli e incontrovertibili, riconosciuti da qualunque studioso animato da un minimo di obiettività : nel 1898 furono agenti del governo USA a far saltare la corazzata USS Maine e i suoi 160 uomini di equipaggio nel porto dell’Avana, ottenendo così il pretesto per dichiarare quella guerra alla Spagna che avrebbe fruttato Cuba, Guam e le Filippine ; nel 1915 furono i funzionari doganali americani a lasciar trapelare la presenza nelle stive del Lusitania di ingenti rifornimenti bellici per la Gran Bretagna, rendendo così la nave una preda ambita per gli U Boote tedeschi ; fu il presidente Franklin Delano Roosevelt in persona ( il buono e sofferente paralitico ), e il suo staff più intimo guidato dal gen. George Marshall, a provocare deliberatamente l’attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e a congegnare perché provocasse più morti possibile fra il personale americano, al solito scopo di avere il pretesto per la guerra.

    E, ormai è certo, l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 è stato un autoattentato, organizzato dai servizi USA per avere la scusa di lanciare la “ guerra al terrorismo internazionale “, cioè in altre parole di partire alla conquista del pianeta cominciando con il Medioriente, il suo petrolio, e la sua collocazione strategica nei confronti di Russia e Cina.

    Ho detto che è certo essersi trattato di un autoattentato perché se ne sono ottenute le prove materiali ; ad esempio, è stato dimostrato con fotografie che l’11 settembre 2001 il Pentagono non fu colpito da un aereo di linea dirottato ma da un missile da crociera. In questo autoattentato sono periti circa 2700 cittadini statunitensi ; per gli ascoltatori della radio satellitare iraniana in lingua italiana che ci stanno ascoltando questo sembra incredibile, sembra un abominio impensabile, un crimine che nessuno mai si sognerebbe di compiere verso il proprio popolo, ma per combinazione è circa lo stesso numero dei soldati statunitensi morti a Pearl Harbor. L’abominio era già stato commesso una volta.

    Di questa disponibilità statunitense all’autoattentato è rimasta addirittura una testimonianza scritta : il piano denominato “ Northwoods “, preparato dal gen. Lemnitzer nel 1962 e recentemente venuto alla luce in forma integrale, che prevedeva l’esecuzione di vari e alcuni assai efferati attentati terroristici contro cittadini e mezzi statunitensi dei quali incolpare Cuba e il solito “ malvagio “ Fidel Castro. Il piano, aggiungono le fonti USA, fu respinto dal presidente Kennedy : attendibile o no questa conclusione, questo “ lieto fine “ un po’ hollywoodiano, rimane il fatto che il piano fu preparato e ciò basta a testimoniare un cinismo intollerabile.

    Nel caso dell’attentato di Madrid il cui prodest ? per gli USA stava nelle intenzioni. Eseguendo l’attentato di Madrid, o facendolo eseguire da chissà quale scheggia impazzita del sottobosco politico europeo o musulmano, gli USA agitavano lo spauracchio del terrorismo in Europa, contando che con ciò gli europei avrebbero rotto gli indugi e avrebbero seguito gli USA nella loro crociata mediorientale, spacciata appunto per crociata contro il terrorismo internazionale. In particolare e in concreto l’obiettivo era di affidare alla NATO la continuazione della guerra coloniale in Iraq, liberando così truppa americana per altre conquiste.

    Per quanto riguardava le elezioni politiche generali spagnole, che si sarebbero svolte tre giorni dopo, gli USA pensavano che il PPE dell’alleato Aznar avrebbe potuto trarre solo vantaggio da un attentato del genere, e anche in caso contrario il pronostico favorevole non si sarebbe sovvertito visto il vantaggio che i sondaggi assegnavano ad Aznar. Ma non andò così.

    Gli Spagnoli confermarono l’infallibile fiuto che li aveva tenuti fuori dalla prima e dalla seconda guerra mondiale : Aznar perse le elezioni nei confronti del socialista Zapatero, che come primo atto stabilì il ritiro del contingente spagnolo dall’Iraq. E ciò bloccò tutto il programma circa la NATO in Iraq.

    In conclusione, a mio parere l’attentato di Madrid fu una covert operation andata male, che anzi aveva ottenuto un risultato contrario al previsto, una covert operation che aveva avuto un effetto boomerang, che aveva backfired. Non è una cosa così rara come si può pensare.

    In ogni caso non ci sono alternative a questo scenario. Qualcuno potrebbe dire che l’attentato fu compiuto da qualcuno che voleva proprio quel risultato, il rovesciamento di Aznar, la vittoria di Zapatero e di conseguenza il ritiro della Spagna dall’Iraq e la paralisi della NATO nel teatro. E cioè che l’attentato fu compiuto non da chi voleva gli Occidentali in Iraq, come gli USA, ma da chi non li voleva, ad esempio la Russia, la Cina o l’Iran. Ma non è possibile. A parte che si tratta di Paesi che non seguono la prassi degli attentati terroristici, né palesi né covert, c’è da dire che se così fosse stato allora un attentato del genere si sarebbe ripetuto in ogni Paese europeo dove c’era una elezione sensibile sull’Iraq, perché così si sarebbe potuto determinare il risultato voluto, e invece ciò non si è verificato. Anzi, a dimostrazione del fatto che in Europa – ma credo si possa dire nel mondo – non esiste ciò che viene chiamato “ terrorismo islamico “, ognuno può constatare che in Europa dopo l’attentato di Madrid non ci sono stati attentati attribuibili agli islamici, come del resto non c’erano mai stati prima.

    ……………………………………..

    Invece il primo attentato “ islamico “ in Europa dopo quello di Madrid è stato quello di Londra. Perché ?

    Perché, appunto, non è un attentato terroristico islamico. E’ anche questo una covert operation, e anche questo – credo – è opera dello Zio Sam. Il cui prodest ? è chiaro e netto. In effetti, è lo stesso dell’attentato di Madrid : portare la NATO in Iraq. Vincere le resistenze della Francia e della Germania e porre senza remore la NATO alle dipendenze dirette degli USA. Gli USA non avevano certo rinunciato all’obiettivo, che è una tappa indispensabile, ineludibile, necessaria verso il dominio totale del pianeta.

    L’obiettivo è in questi tempi ancora più pregnante, ancora più fatidico. In Europa si è sviluppato un braccio di ferro terribile fra Francia e Gran Bretagna, fra Chirac e Blair. Il nodo su chi comanda nella Europa Unita ( nella UE ) stando in Europa è venuto al pettine. Si è sempre saputo sin dall’inizio che l’alternativa era tra Francia e Gran Bretagna, perché sono gli unici due Paesi con armi nucleari, e cioè sono gli unici due Paesi che contano ; gli altri sono comparse, compresa la Germania nonostante la sua economia gigantesca.

    Ora appunto bisogna decidere, perché i Due Grandi hanno preso due strade divergenti nei confronti degli USA : la GB di totale e acritico appoggio, la F di aperto dissenso, addirittura di concorrenza ( vedi fra le altre cose la lotta per la supremazia aerea civile tra Airbus e Boeing, che in prospettiva può portare alla supremazia nell’aviazione militare : la F ha già messo in produzione il caccia senza pilota, mentre gli USA hanno difficoltà in proposito ). La GB vuole una UE da lei GB guidata alla piena sottomissione agli USA ; la F vuole una UE da lei F guidata e in concorrenza con gli USA.

    Il momento è critico anche per l’accumularsi di due eventi : i referendum di Francia e Olanda che hanno respinto la Carta Costituzionale europea poche settimane fa, e l’inizio del semestre inglese alla presidenza europea. E’ una congiuntura esplosiva. Il referendum francese non è avvenuto per caso : è stato Chirac a volerlo, non per “ far decidere al popolo “ per democrazia, come ha detto e sperando che il popolo dicesse sì, ma per respingere la Carta sapendo e sperando che il popolo avrebbe detto no. In pratica Chirac tramite quel referendum ha fatto la seguente affermazione : o l’Unione Europea accetta la leadership della Francia ( messa in discussione da alcune recenti risoluzioni, come per l’ammissione della Turchia e il boicottaggio dell’esercito autonomo europeo ) o l’UE non si fa. E ora alla presidenza dell’UE c’è, per i prossimi sei mesi, Tony Blair, che ha già dichiarato che il suo scopo è di aggirare, di sovvertire, di annullare gli effetti del referendum francese.

    Solo pochi decenni fa per un dissidio del genere in Europa sarebbe scoppiata una guerra.

    E sono interessati alla vicenda anche gli USA. C’è da crederci : in Europa si sta svolgendo ora un confronto che per loro vale il dominio del Pianeta.

    Chiaro che gli USA non si fermeranno di fronte a niente. E neanche la GB si fermerà di fronte a niente : per stabilire la supremazia della GB in Europa la dirigenza inglese non ha esitato a scatenare prima la prima e poi la seconda guerra mondiale. Un grande attentato in Inghilterra, quasi sicuramente a Londra, probabilmente era stato studiato da molto, forse dall’indomani dell’attentato fallito di Madrid : la riunione del G8 a Glenneagles, in Scozia, è servita per dargli l’approvazione finale.

    E’ stato Blair informato ? Ha dato il suo assenso alla strage londinese ? Chissà, ma in ogni caso non era necessario : da tempo Blair sa a che gioco si sta giocando ; non lo sapesse non ricoprirebbe il posto che copre. Lo stesso si può dire della signora regina Elisabetta e degli esponenti della più interna cerchia del potere inglese.

    Vale la pena di osservare che anche nell’attentato di Londra, come in quello delle Torri Gemelle e in quello di Madrid, le vittime sono state in maggioranza dei poveri pendolari, spesso degli immigrati senza cittadinanza ( nella strage di Madrid su 200 vittime 90 erano immigrati romeni ). In effetti questi attentati sembrano proprio essere stati studiati per essere essenzialmente degli eventi mediatici, col più alto rapporto possibile fra risonanza politica e danni umani, specie danni umani nella parte più “ pregiata “ della popolazione, quella appartenente all’establishment. Al proposito si può anche osservare che se veramente gli autori dell’attentato fossero stati degli islamici animati da malanimo nei confronti degli europei, non avrebbero scelto per le esplosioni quei luoghi e quell’orario ; semmai avrebbero pensato a stadi di calcio affollati, o concentrazioni equivalenti di folla inerme e possibilmente pregiata, come nelle tribune dei concorsi ippici.

    Comunque, avvenuto l’attentato, Blair si è comportato proprio secondo il copione che l’ottica sin qui seguita avrebbe suggerito. Ha pungolato l’orgoglio inglese, dissuadendo in via preventiva la popolazione dal chiedere un ritiro dall’Iraq. Hanno aiutato in ciò le disposizioni date in precedenza durante le esercitazioni di nascondere i brandelli umani sparsi dietro tende istantaneamente innalzate sui luoghi, il divieto di trasmettere immagini di feriti agonizzanti e di trasmettere interviste con sopravvissuti particolarmente scossi : si sono visti in effetti alla televisione solo volti insanguinati, ma integri e in buono spirito : people wounded but with grace.

    Nel contempo Blair ha soffiato sul fuoco dell’allarmismo : dal giorno dell’attentato si sono succeduti incalzanti e continui gli allarmi bomba a Londra e in altri luoghi come Birmingham, tutti rivelatisi infondati. E’ la tipica combinazione di rassicurazioni ( niente crudezze in vista sui media, cioè : non ci sono reali pericoli da fronteggiare ) e di psicosi allarmistica che mira a far accettare ai popoli una guerra assai pericolosa. Poi Blair ha invitato l’UE a rinserrare i ranghi contro il “ terrorismo internazionale “, implicitamente invitandola anche ad accettare la leadership inglese naturalmente, una nomina oramai d’obbligo visti i danni subiti. Ha alluso a nuove iniziative da prendere in sede comunitaria ( e il presidente Barroso ha annunciato proprio oggi martedì 12 luglio che sarà approvato domani un nuovo pacchetto di misure comunitarie contro il terrorismo ), ha cominciato a parlare di NATO. Per quanto riguarda l’Iran, Blair aveva minacciato questo Paese solo pochi giorni prima, quando lo aveva ammonito a non sottovalutare la determinazione inglese a privarlo della tecnologia nucleare, il che è poco meno di una dichiarazione di guerra. Probabilmente verrà scoperto qualche iraniano fra i sospetti attentatori. Già mi pare che ci sia un siriano.

    Mi si lasci un’ultima considerazione su Bush e Blair. Sono due poveri uomini patetici, due patetici capi di due patetici Paesi senza spirito e senza futuro. Questi Paesi ebbero un’epopea durante la seconda guerra mondiale. Fu un’epopea in gran parte falsa e frutto di circostanze, ma in ogni caso l’effetto nel mondo fu grande. E ora tutto ciò che sanno fare è guardare a quelle glorie passate e cercare di riprodurle : Bush cerca di fare rivivere il mito di Pearl Harbor ( che fu falso, ripeto, ma la gente non lo sa ), il mito dell’America attaccata proditoriamente che reagisce e alla fine vince, e Blair rifà il verso a Churchill e al suo famoso discorso sulle “ tears and blood “, le lacrime e sangue che precederanno l’immancabile vittoria ; fra poco saluterà con le dita a V. Da qui si vede che sono due Paesi che sembrano sulla cresta dell’onda ma che invece sono finiti, che tra breve saranno travolti dall’umanità in movimento.

    Domanda 2 : Dottor Kleeves, lei individua un ruolo di Israele nella vicenda ?

    Risposta 2.

    Israele è un Paese di secondo piano, anzi ancora meno che così. E’ una scelta, una strategia degli USA iniziata nel 1967, di spacciare Israele come eminenza grigia della politica estera USA. Gli USA in tale modo si nascondono dietro Israele, fingono di essere mal consigliati da una entità malevola, fingono di essere dei bonaccioni traviati da amicizie equivoche.

    Molti dei personaggi più esposti nella gestione del potere statunitense sono di origine ebraica, come oggi Brezinsky, Wolfowitz, Feith, Perle, eccetera e come ieri altri tipo la Albright e Kissinger, perché i Veri Americani che detengono il potere, che sono esponenti dei WASP ( White Anglo Saxon Protestants ), vogliono creare l’apparenza di una certa situazione che in realtà non c’è. Se si studia la storia della diaspora ebraica si vede che questa situazione si è ripetuta molte volte, sia per la disponibilità oggettiva degli ebrei, cioè la loro presenza come corpi estranei nella varie società, che per la loro disponibilità soggettiva a fare da parafulmini, magari per vanità, e anche per bramosia perché ci sono vantaggi materiali nel ruolo.

    Così, è vero che Israele figura assieme agli USA in quasi tutti i loro malaffari mondiali, e va da sé in quelli mediorientali, ma ricoprendo il ruolo del gregario e non quello del caposquadra. Non bisogna lasciarsi ingannare : chi comanda sono gli USA, e da loro vengono i problemi. Anche se naturalmente chi approfitta tanto della loro protezione, come fa senza ritegno Israele, ha le sue colpe.

    Per quanto riguarda gli autoattentati può anche darsi che i servizi israeliani abbiano giocato un ruolo di supporto, anche se sarebbe strano che gli americani si siano fidati di loro per cose tanto delicate. Per l’autoattentato delle Torri Gemelle di New York è documentata una presenza dei servizi israeliani, però non si sa a quale titolo. Sicuramente erano al corrente dell’attentato prima che avvenisse, ma non è certo che ne conoscessero la vera logica. Forse hanno anche rischiato di mandare tutto all’aria perché hanno pensato di avvertire gli ebrei che lavoravano alle Torri di stare a casa quel giorno.

    In sostanza, ciò che voglio dire è che mi sembra sbagliato pensare che gli attentati di New York, Madrid e Londra, o uno o due di loro, siano stati organizzati o pilotati dai servizi israeliani allo scopo di dirigere l’ira USA verso certi Paesi vicini che Israele vuole vedere distrutti. Gli USA non sono così babbei, e neanche lo è la Gran Bretagna, e Israele non potrebbe evitare una punizione micidiale. So che invece la credenza nella onnipotenza dell’ebraismo mondiale è molto diffusa, e che molti pensano che il mondo sia diretto a forza di diabolici complotti ebraici. Mi sembra un grave errore di prospettiva, che distoglie l’attenzione dai veri congiurati ed ostacola alla fine la soluzione dei problemi.

    fonte: http://www.irib.ir/worldservice/italyRADIO/default.htm

    12 luglio 2005

  • cibernoid

    Sarebbe cortesemente possibile evitare l’inserimento di articoli kilometrici copincollati da altrove e senza uno straccio di formattazione che possa facilitare la lettura?
    Sopratttto, se questo è lo spazio riservato ai commenti, allora interviste e scritti appartenuti a Kleeves in questo luogo non hanno ragion d’essere.
    Senza polemica, ringrazio.

  • Barambano

    Ricevuto

  • cloroalclero

    Ma questo paniscus chi cazzo è? Il reggicarta-igienica di Piero Angela?
    In quanto a confusione mentale e contorsione logica, non si capisce se è frutto di una frustrazione da accademico mancato o da LSD venuto male.

  • Stopgun

    C’è qualcuno di Rimini che sappia se John-Stefano è morto di fucile calibro 12 (da cacciatore) o per un colpo di balestra.?

    Per gli altri, non di Rimini,non c’è nessuno che spiegare com’è possibile usare quegli arnesi dentro una Fiat 600 del 1999?

  • Truman

    Notizia segnalata e commentata anche nei forum:
    John Kleeves

  • Zret

    Un rotolo di carta igienica.

  • shankara

    Ma pensa te……… veniva spesso il lunedì pomeriggio alla biblioteca di Bellaria Igea Marina, dove lavoravo, a fare le fotocopie di articoli del Resto del Carlino (ricordo bene che gli altri quotidiani non li sfogliava nemmeno). Sceglieva la nostra biblioteca, nonostante distasse una quindicina di Km da Rimini, perché era la meno burocratizzata del globo e gli lasciavamo svolgere in piena autonomia le sue ricerche. Che fosse John Kleeves, su cui articoli mi sono a volte distrattamente imbattuto, non l’avrei mai sospettato. Che roba!

  • shankara

    Dal primo pomeriggio sarà disponibile a questo indirizzo: http://arengo.comune.rimini.it/rassegna_stampa/, la rassegna stampa di Rimini relativa ad oggi

  • VeniWeedyVici

    Paniscus credo sia una donna, e’ affiliato/a dell’ unione atei agnostici razionalisti (UAAR). Io sono tesserato, ma da quando ho definitivamente aperto gli occhi sul mondo occidentale, la gente come paniscus e molti soci UAAR mi fa veramente una gran pena. Nel caso in cui siano consapevoli della funzione gatekeeper che svolgono mi fanno anche un po’ schifo.

    Il vero ateo e’ l’ anarchico. Ateismo senza anarchia sul versante politico e’ il nulla. Il parlare del nulla. Infatti se vai sul sito UAAR trovi un sacco di gente che sta tutto il giorno a parlare del nulla inventato da altre persone. Poveri scemi… alle volte si scomodano pure per buttare merda sui “complottisti” (quelli che semplicemente non credono alle STRONZATE dei mass media) perche’ li mettono in difficolta’ esponendo le loro pesanti contraddizioni. Sono un po’ la voce del da loro tanto sbandierato “razionalismo”. Spero un giorno nasca un gruppo ateo e anarchico il cui unico cruccio non sia togliere l’ 8 per mille alla CCAR, ma aiutare la gente a RAGIONARE. Tutto il contrario di cio’ che fa Paniscus.

  • buran

    Non conosco affatto questo John Kleeves, ma che vuol dire questo discorso? Io lo trovo francamente miserabile. Uno può benissimo aver scritto cose interessanti, in tutto o in parte, e poi magari essere andato fuori di testa per i motivi più vari (familiari, psicologici, psichiatrici etc.) ma questo non vuol dire che tutto quello che ha prodotto automaticamente sia merda. Per fare un esempio alla lontana nessuno si sogna di negare che Louis Althusser sia stato un grande filosofo e studioso marxista, anche se ha strangolato la moglie. Se a un certo punto la sua mente ha sbarellato il suo contributo intellettuale resta sempre valido.

  • lino-rossi

    le notizie dei giornali sono sempre infarcite di grandi imprecisioni, come in questo caso, dove da un lato si parla di balestra, dall’altro di fucile. non è facile per i giornalisti raccogliere le informazioni.
    la tesi del decorso verso la follia sembra al momento più probabile di quella del pluri-omicidio “complottista”.
    segnalo che il giorno di questi terribili eventi è stato un venerdì 17.

    concordo con la condanna di chi sfrutta i dubbi su questo caso (i dubbi sono sempre legittimi; GUAI SE NON CI FOSSERO) per avvalorare la tesi che le twin tower e l’edificio n. 7 sono state demolite con 3-4 temperini usati sapientemente da un manipolo di esaltati (e non viceversa da una demolizione controllata). oppure che il piccolo foro del pentagono è stato effettuato dalla fusoliera di un Boeing 757.

  • terzaposizione

    Abbellò raccontaci la storia della nave USS Liberty e della punizione data agli Israeliani. Ma chi ti paga ,sei meglio dui Minzolingua,ma sembrie un seguace del CICAP

  • esca

    Complimenti per il polpettone avvelenato. Leggere queste righe aiuta a render conto del marciume in cui siamo immersi. “Il nuovo ordine del mondo è solo un’invenzione, una folle visione distorta del mondo, frutto di depressione per insane delusioni”. Quando qualcuno denuncia le storture e le manipolazioni, provoca negli esperti della psiche altrui un impulso tale che li induce a scaricargli addosso una valanga di ingiurie escludendo in automatico l’equilibrio e la razionalità della persona, o che questa possa avere una vita normale: no, deve essere per forza un individuo con una vita vuota, cronicamente paranoico, come chi commette il grave errore di constatare certe “strane” attività aeree. Le scie chimiche, per esempio, bruciano talmente tanto che…

  • Barambano

    Seguace del CICAP io proprio no, cosa è il CICAP? Mi sa che sei un attimo confuso.

  • maristaurru

    esatto, tanto pazzo non sembra e probabilmente non era

  • vraie

    complimenti! circa 2 pagine senza dire nulla!

  • nomorelie

    sicuri che sia tutto come riportato dai media?
    sicuro che sia stata una persona dissociata mentalmente e paranoica e tutto il resto, solo perchè se ne stava chiuso in riservatezza a CASA SUA?
    quindi, a meno dell’esistenza di un video dell’omicidio, per ora sono solo supposizioni che il colpevole sia il suicida. anche se pure i video si possono videoritoccare.
    è pertanto prematuro dire che il caso è chiuso.
    questo sarebbe il commento delle indagini se il coinvolto fosse una persona “normale”. nel nostro caso invece tanta fretta fa solo pensare che si voglia chiudere subito tutta la storia perchè puzza lontano mille anni luce.

  • calliope

    e siamo al secondo atto:
    Demolirne la figura…
    materiale pedoporno nel computer è anche spesso usato.
    se non altro ha avuto le “Palle” x dire certe cose… no!?

  • ventosa

    A Roma si dice:”A PANI’, SEI ‘N CAZZARO”, ci si gira di spalle e si va via, chiudendo la porta. Senza commento.

  • Hrani

    Comunque sia andata abbiamo perso la mente più fina da Macchiavelli ad oggi.
    Mi spiace tantissimo.
    Leggeteli i suoi libri, e soprattutto richiedeteli nelle biblioteche.

    P.S. Chi lo avesse anche solo intravisto ultimamente, vorrebbe gentilmente condividere con noi un’impressione?

  • Tao

    IL PENSIONATO IMPAZZITO CHE GUARDAVA VESPA

    DI DEBORA BILLI
    crisis.blogosfere.it

    Avrete letto anche voi del caso del pensionato di Rimini, Stefano Anelli, quello che ha preso una balestra e ha ucciso la nipote per poi suicidarsi con lo stesso metodo nel chiuso della sua Fiat 600. Una di quelle vicende di cronaca sconfortanti, di improvvisa follia dove ci vanno di mezzo degli innocenti, proprio come la storia della Franzoni o quella dei coniugi di Erba. Bruno Vespa ne ha parlato fino allo sfinimento, e forse proprio per questo il pensionato -si sa che tanti pensionati guardano molto la TV- ha pensato di lasciare in bella vista un’ultima lettera dedicata proprio a Olindo e Rosa, in cui con un linguaggio terra terra inveisce contro gli immigrati ed esprime comprensione per il folle gesto della coppia. Un povero pazzo.

    Poi c’è un’altra storia. Quella di John Kleeves, scrittore, saggista e conferenziere che si occupava di geopolitica e rapporti internazionali. A me era capitato di leggere, qualche anno fa, sue argute recensioni di film hollywoodiani in chiave politica. Poi l’avevo perso di vista, ma Kleeves aveva pubblicato libri con una piccola e seria casa editrice, partecipato a conferenze invitato anche dalle Regioni, concesso interviste alla RAI. Era un ferocissimo critico delle politiche statunitensi, si spingeva ad analisi forti non condivise da molti e rappresentava, in Rete dove era piuttosto conosciuto, una delle voci più estremiste per quanto concerne le politiche globali. Era sposato da 17 anni con una signora rumena.

    Ora: a me pare una notizia davvero interessante, il fatto che Stefano Anelli e John Kleeves fossero la stessa persona. Eppure da due giorni non esiste una sola testata giornalistica, in tutto il panorama italiano, che abbia menzionato questa curiosa coincidenza. In genere si buttano a pesce a sviscerare i fatti di cronaca più sanguinosi, e per giorni e giorni ci raccontano ogni più piccolo particolare. Stavolta la nostra stampa ha bucato clamorosamente quella che poteva essere un’ottima occasione per raccontare della “doppia vita”, o dello “sdoppiamento di personalità”, di come uno scrittore possa sprofondare nella follia fino a scrivere lettere da analfabeti o a inveire contro gli immigrati quando ne ha sposata una. Una bella analisi psicologica e criminologica da riempirci una trasmissione mattutina.

    Confidiamo in Bruno Vespa.

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2010/09/il-pensionato-impazzito-che-guardava-vespa.html
    20.09.2010

  • TN

    Paniscus, quanto livore sprecato verso dei “perdenti”.

    Caro/a Paniscus, baciami le terga 😀

  • lino-rossi

    i giornali locali hanno scritto fin da subito, sul web (venerdì pomeriggio), che lo zio (ancora non si sapeva che fosse morto), era ricercato come persona informata.
    hanno scritto però che era “noto”.
    quindi è presumibile che i giornalisti o gli inquirenti sapessero di chi si trattasse.
    sabato mattina i giornali scrivevano che si era suicidato e che era un “ingegnere in pensione e scrittore”.
    perchè non hanno tirato fuori lo pseudonimo che conoscono sicuramente alla perfezione?

    I parenti, la compagna compresa, raccontano di un clima “difficile” determinato dal pessimo carattere di Stefano Anelli. Un fratello di SA, addirittura, avrebbe preferito da circa 10 anni andare a pagare l’affitto piuttosto che avere l’abitazione, SUA, nelle vicinanze di SA.
    la nipote, invece, a detta del compagno, era convinta di poterci convivere.
    il Carlino scrive che la nipote faceva gli interessi dei tre fratelli maschi contro una o la sorella per la faccenda dell’eredità; era pertanto la sua “legale”.

  • Tao

    L’ ASSASSINIO DI SANTA COSTANZA

    DI GIANLUCA FREDA
    blogghete.blog.dada.net

    Gianluca, ti prego di credermi: non appena ho sentito la notizia fugacemente, ho sentito puzza di massoneria. Ho deciso di approfondire, almeno un pochetto, e ti posso dire, per quel pochetto che ho imparato, che sono praticamente sicuro che sia un omicidio “con messaggio” incorporato. A chi, non lo so, ma ormai si riconoscono ” a pelle”.

    Ciao Freeman. Non faccio la minima fatica a crederti o perlomeno a tenere in forte considerazione il tuo punto di vista. La tua “sensazione a pelle” è anche la mia e se tu potessi fornire qualche elemento a uno come me, che di simbologie massoniche conosce solo il minimo indispensabile, te ne sarei ovviamente grato. E tuttavia, per non offrire il fianco alle consuete accuse di “complottismo spinto”, nell’articolo di ieri mi sono sforzato (con grande fatica e con risultati forse non ottimali) di mantenere per il momento un tono dubitativo, nell’attesa (spero non vana) che emergano elementi più precisi.
    Detto questo, già adesso le stranezze su questa vicenda sono numerose:

    1) I media, come al solito, parlano a vanvera, sulla base di “sentito dire” e di lanci d’agenzia. Come sempre, non c’è da riporre la minima fiducia in ciò che dicono. Ad esempio, leggo sul sito del TG1 ( http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-62603b4f-1df8-424b-963b-674272347206.html ) che i rapporti tra Stefano Anelli e la nipote sarebbero sempre stati buoni, contrariamente a quanto riportato da altri organi di stampa. Nemmeno su un elemento così importante nell’interpretazione della vicenda i media riescono ad avere una posizione comune.

    2) Non si sa neppure se l’arma usata da Anelli per “suicidarsi” sia davvero una balestra oppure un’arma da fuoco. Io propenderei per l’arma da fuoco, visto che nelle foto della scena del delitto si nota un foro sul parabrezza della Fiat 600 della vittima che è difficile attribuire ad un dardo di balestra. In ogni caso, tutto è vago e contraddittorio, soprattutto i fatti nudi e crudi, il che ha l’inconfondibile odore di verità preconfezionata che io e te dovremmo conoscere bene.

    3) Se l’arma dell’omicidio/suicidio fosse davvero una balestra, la cosa dovrebbe destare più di un sospetto. Qual è l’incidenza percentuale dell’utilizzo di questo tipo di arma nella storia del crimine italiano? Presumo non molto alta. Ancor meno alto – nonché meno spiegabile – dovrebbe essere l’utilizzo delle forbici congiuntamente all’arma principale. Perchè proprio le forbici e non un’arma più adeguata ad un intento omicida? Qui l’idea di un’esecuzione massonica, corredata di tutte le simbologie del caso, diventa davvero molto forte. Non so molto di simbologia massonica (qui spero in un imminente intervento di Paolo Franceschetti), ma perfino io ho notato qualche particolare: le rose rosse viste comparire nei TG sul luogo dell’omicidio di Monica; il luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Anelli, che è la località Santa Costanza, vicino Rimini. Secondo la tradizione, Santa Costanza venne uccisa con un colpo netto alla gola , proprio come sarebbe accaduto alle due vittime.

    4) La storia della lettera di Anelli a Olindo e Rosa Romano, così come è stata presentata dai media, puzza di falso e di criminalizzazione spicciola lontano un chilometro. Oltre all’incredibile tempismo con cui la lettera è saltata fuori, è anche curioso che i media appuntino l’attenzione su un elemento così poco determinante per la comprensione della dinamica dei fatti. Sembra quasi che – tanto per cambiare – siano alla ricerca di elementi per sostenere una tesi precostituita e per criminalizzare la vittima, anziché per capire e far capire al lettore che cosa sia davvero accaduto. O magari per mandare un messaggio a chiunque si prenda la briga di indagare sulla strage di Erba? Conoscendo le idee di John Kleeves (e in assenza di delucidazioni ulteriori) mi sembra più probabile che la “lettera” fossero in realtà appunti per un suo futuro articolo sul delitto di Erba, in relazione al quale, com’è noto, i dubbi sulla colpevolezza dei coniugi Romano sono numerosi ( http://www.crimeblog.it/post/4572/intervista-edoardo-montolli-a-crimeblog-montagne-di-dubbi-sulla-colpevolezza-di-olindo-e-rosa ) , come pure i sospetti sul carattere massonico di quell’eccidio.  

    5) Kleeves, per chi ha letto i suoi libri e seguito i suoi interventi in dibattiti e conferenze, era una persona colta, tranquilla, estremamente calma e riflessiva. Pur non volendo scartare a priori l’idea di un improvviso raptus di follia, tale pista investigativa non mi appare di certo (né dovrebbe apparire agli inquirenti) come l’unica possibile, né necessariamente la più verosimile. Per carattere, tendo a non credere molto ai “raptus di follia” dei personaggi scomodi. Sono troppo comodi per essere credibili.

    6) La cosa più sospetta in assoluto è che, fino a questo momento – e siamo già a tre giorni ai delitti – i media non abbiano minimamente accennato al fatto che Stefano Anelli era più noto al pubblico come John Kleeves, che scriveva saggi e articoli sulle strategie di dominio globale statunitense e che aveva spesso messo a nudo nei suoi scritti le tecniche di propaganda giornalistica, televisiva e cinematografica con cui il potere manipola le percezioni del pubblico/massa. Se non esistessero i blog, non sapremmo neppure che Anelli e Kleeves erano la stessa persona, visto che i media ufficiali non hanno fatto la minima menzione della cosa. Sarà stata una svista? Già solo questo sarebbe una sciatteria imperdonabile per dei personaggi che pretendono non solo di fare, ma addirittura di essere l’informazione. La prova definitiva della loro assoluta inattendibilità. Ma ormai la notizia dell’identità Anelli/Kleeves è su internet da due giorni e i media ufficiali continuano a tacere. Credo che a questo punto non sia più tanto imprudente parlare di dolo e di volontà di nascondere al pubblico gli studi e le ricerche della vittima, anziché di semplice disattenzione colposa, che sarebbe già di per sé assai grave.

    7) E’ altrettanto sospetto (per quanto ancora giustificabile, per il momento, essendo i fatti assai recenti) il silenzio mantenuto dalle stesse autorità investigative sullo pseudonimo di Anelli. Se nei prossimi giorni la pista legata alle attività di scrittore e ricercatore della vittima non dovesse comparire tra quelle battute dagli inquirenti, avremmo la prova certa che ciò che si sta conducendo è un’attività di copertura e non certo un’indagine.

    (Nell’immagine in alto: iconografia di Santa Costanza martire, con la caratteristica ferita alla gola, tratta dal sito del Comune di San Donato Val di Comino , dove sono conservate le reliquie della santa)

    Gianluca Freda
    Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
    Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-20
    20.09.2010

  • alinaf

    Ecco sì ,riuscire a capire a cosa stesse lavorando ultimamente . Ciao.

  • lino-rossi

    1) la nipote aveva un buon rapporto con SA, tant’è che era anche suo “legale”. lo dicono i giornali locali.

    2) le foto fanno vedere un’arma artigianale, una specie di balestra, che sicuramente può “rinculare” al punto da spaccare il parabrezza.

    3) se era un appassionato di balestre non possiamo farci nulla.

    5) sembra effettivamente un caso alla dottor Jekyll e mister Hyde. Stefano Anelli non sembrava il fine scrittore John Kleeves. lo sdoppiamento di personalità pare netto.

    6 e 7) condivido. perchè tacciono?

  • lino-rossi

    i giornali locali, sempre quelli, sabato hanno scritto che era impegnato ad un nuovo libro, senza specificarne il tema.

  • lino-rossi

    è Santa Cristina e non Santa Costanza.

  • totalrec

    Chiedo scusa per l’errore. Però, se tirassimo in ballo la simbologia massonica, la situazione si farebbe a questo punto anche più seria. Santa Cristina è quella del “martirio delle frecce”. La tradizione dice che prima di essere uccisa le vennero recise le mammelle (spiegherebbe le forbici).
    vedi: http://xoomer.virgilio.it/gigita/santa/storia_santa.htm

    Gianluca Freda

  • lino-rossi

    la pista della duplice personalità è coerente anche con questa pista. non credi?

  • gnorans

    1. I primi post che parlano di John Kleeves in relazione a Stefano Anelli sono della sera del 18.9.2010 (con Google non sono riuscito a trovarne di precedenti).
    Alle 3.42 del mattino dopo un certo Paniscus aveva gia’ scritto un preventivo articolo di insulti verso i “complottisti” che avrebbero potuto sospettare un assassinio politico. Piuttosto zelante direi, quasi preveggente …

    2. Due dei quattro libri di Kleeves: “Divi di Stato. Il controllo politico su Hollywood” e “Un paese pericoloso. Storia non romanzata degli Stati Uniti d’America” sono da tempo esauriti e introvabili presso librerie e biblioteche (con l’occasione, se qualcuno sa dove trovarli …).

    Sara’ una combinazione, ma il tutto rientra in un certo stile USA nel confrontarsi con gli intellettuali (http://www.mondoarabo.it/distruzione-di-una-civilta.html).

  • shankara

    L’auto con il corpo è stata rinvenuta a Santa Cristina, frazione di Rimini, non Santa Costanza

  • lino-rossi

    Un paese pericoloso lo trovi con emule.

  • totalrec

    P.S.: ho modificato l’articolo sul blog e ho preso un colpo vedendo la raffigurazione di Santa Cristina fornita da Carlo Dolci a metà del ‘600.
    http://blogghete.blog.dada.net/post/1207164192/L%27ASSASSINIO+DI+SANTA+CRISTINA#commentil

  • gnorans

    grazie!

  • nomorelie

    per tutti quelli che seguono tutte le piste, compresa quella occulta massonica, a questo indirizzo si è aperta una discussione:

    http://poteriocculti.mastertopforum.biz/avvocato-uccisa-a-rimini-con-un-colpo-di-balestra-vt2293.html

  • ettore1956

    Ho spedito questo commento alla signora che gestisce Paniscus splinder.com. In questo ho messo ciò che francamente pensavo e della signorea in questione e dell’ingegner Anelli di cui ho letto i libri, e non ne ero entusiasta per alcune ragioni che spiegherò in seguito…
    “Per l’estensore di questo blog, raramente ho trovato un articolo così pieno di spocchia e capace di far diventar simpatico, una persona che francamente a me simpatico non era, il signor Anelli, o per meglio dire , John Kleeves. Vede il signor Kleeves, aveva e lo si vedeva una fortissima antipatia per gli Statunitensi e per quello che chiamano peculiarmente way of life, antipatia che non era patrimonio solo delll’inggnere Anelli, ma di diversi gruppi di persone ed, amio modesto parere, ampiamente giustificata. Quello che non perdonavo al signor Kleeves era il fatto che la sua antipatia lo portasse a piegare i fatti alle sue teorie, inficiando così tutto ciò che potesse esserci di buono nei suoi scritti, e ce n’era anche se al ei non pare. Per farle un esempio fra i molti, in Un Paese Pericoloso: Storia degli Stati Uniti d’America, il nostro uscì on un argomento che per la maggior parte dei casi era fondato: il fatto che , essendo il Partito democratico USA, il partito del “capitalismo insoddisfatto”, il capitlismo che cerca sempre nuove strade, i Presidenti eletti in quel partito siano quelli che inizino le guerre. Cosa che poteva essere vera ma lui citava come Presidente democratico Abramo Lincoln, che portò il paese alla guerra più sanguinosa e devastante che gli USA avessero affrontato, quella civile o di secessione. Ora Abramo Lincoln fu il primo presidente repubblicano e basta aver letto un qualsiasi manuale di storia americana per capire che il partito repubblicano dei tempi di Lincoln, non era l’espressione solo dei banchieri del nord-est, perchè allora non ci sarebbe stata storia, che i democratici del sud erano l’elemento conservatore del paese, ma che i coloni del nord ovest di cui era espressione Lincoln, erano la parte attiva ed insoddisfatta del apese d’allora. Chiunque si legga Luraghi STORIA DELLA GUERRA CIVILE AMERICANA puo arguirlo. Questo ed altri innumerevoli difetti del Kleeves mi portavano a considerarlo il peggior nemico delle tesi che lui portava avanti. Ritornando al suo link, oltre al fatto del tono francamente ingeneroso, anche lei mi pare sia uno di quegli autori che sono i peggiori nemici, col loro comportamento, delle tesi che portano avanti. Lei se la prende con i complottisti, ed in effetti alcuni hanno atteggiamenti patologici e dicono francamente , una cuofana’e strunzate come direbbero a Napoli, ma devo ammettere che l’atteggiamento cosiddetto complottista è ampiamente giustificato dal fatto che è acclarato che i nostri reggitori politici mentano peggio di ragazzzini sorpresi a rubare la marmellata, che alcune cose siano taciute con il pretesto della sicurezza nazionale, che alcuni di loro siano su libro paga di certi gruppi finanziari e che quindi sia più che legittimo il dubbio che facciano gli interesi di chi li abbia a libro paga. E nnmi pare di essere un paranoico, almeno per questo. Il farsi delle domande, il porsi degli interrogativi non è da alienati. Direi che è da alienati il non porsele, l’accettare acriticamente le versioni ufficiali. La saluto caramente, dato che l’ho fin troppo tediata. Suo Ettore Marano.”

  • Barambano

    scusate ma il ‘carrozziere riminese’ compagno della nipote assassinata dovrebbe sapere quali erano i rapporti con lo zio. Qualcuno di Rimini lo può sapere e riportare senza aspettare le fandonie dei giornali?

  • lino-rossi

    toccato

  • lino-rossi

    dice che Monica era convinta di poter convivere con lo zio e che c’era un rapporto freddo ma tollerabile.

  • lino-rossi
  • cibernoid

    Ma poverino, sarà ancora sotto choc ed inavvicinabile. Non dimentichiamo che se anche la morte di Kleeves sconvolge c’è anche un lato umano della faccenda.

  • totalrec

    Ciao Shankara. Ho visto che in uno dei post precedenti hai scritto di lavorare per la biblioteca di Bellaria, in cui Anelli veniva spesso a fare delle ricerche. Ti chiedo: esiste per caso un registro della biblioteca da cui sia possibile capire quali testi o giornali Anelli stava consultando e di cosa si stesse occupando? Ciao e grazie.

  • shankara

    Ciao, la verifica sarebbe anche possibile, ma non per me perché ora non lavoro più a Bellaria.
    Da quel che ricordo prendeva raramente, se non addirittura mai, libri in prestito da noi anche perché, trattandosi di una piccola biblioteca di paese non potevamo certo vantare una ricca collezione su temi storici e geopolitici. Sarà stata certamente più ricca la sua raccolta privata. Si limitava alla consultazione del Resto del Carlino, questo lo ricordo bene.

  • totalrec

    Quello che dici è molto interessante (non so perché ma l’immaginavo). Sarebbe anche interessante sapere quali date del “Resto del Carlino” lo interessavano. Se fossero state quelle intorno all’11 dicembre 2006, tutto diventerebbe un po’ più chiaro.
    Grazie mille.

  • shankara

    Solitamente consultava quelli delle settimane immediatamente precedenti. Comunque, per mancanza di spazio e perché gli oneri della conservazione sono a carico delle biblioteche dei capoluoghi, conservavamo solo l’ultima annata dei quotidiani e io non ricordo che ci frequentasse prima del 2008.

  • eresiarca

    Che cosa è successo intorno a quella data?

  • shankara

    La strage di Erba

  • shankara

    Dopo soli 5 giorni i media ufficiali hanno scoperto lo pseudonimo di Anelli:

    (ANSA) – RIMINI, 21 SET – Stefano Anelli, l’ingegnere di 62 anni di Rimini che venerdi’ ha ucciso la nipote con un colpo di balestra prima di togliersi la vita, aveva una doppia identita’.

    Sulla rete si trovano infatti gli scritti farneticanti da lui firmati con lo pseudonimo di John Kleeves, con un attacco duro e radicale agli Stati Uniti. E nei vari blog che riconoscevano nelle sue strampalate idee le parole di un guru esperto di geopolitica e relazioni internazionali, ha gia’ preso piede la teoria del complotto: quello di Stefano Anelli non sarebbe stato infatti un suicidio, ma un omicidio ordito da poteri occulti.

  • totalrec

    “Farneticante”; “idee strampalate”; “guru”. Questo è il giornalismo oggi, quello che dovrebbe badare ai fatti e invece riesce a fare solo propaganda ideologica a favore dei dominanti. Se non lo avesse letto nei blog”farneticanti”, l’autore di questo emblematico lancio di agenzia non saprebbe neppure che Anelli e Kleeves erano la stessa persona. Non è neppure in grado di fare il suo mestiere e si incazza quando qualcun altro mostra di saperlo fare meglio di lui. O forse lo sa fare benissimo e tiene per sé ciò che sa, per non disturbare il manovratore. Non credo esista esempio migliore del motivo per cui ritengo i giornali carta straccia assolutamente inutile.

  • telethont

    Ottimo commento G.F., hai perfettamente ragione a indignarti. Questo lancio di agenzia è davvero emblematico sulle condizioni attuali dell’informazione ufficiale.
    I giornali sono diventati “..carta straccia assolutamente inutile..”, talvolta persino dannosa per uno sprovveduto lettore, ma sempre utilissima per il manovratore…
    Che tutta la faccenda “puzzi maledettamente” è cosa certa; mi pare invece assai arduo stabilire se si tratti effettivamente di “olor de macon” o di “olor de yanquees”.
    telethont

  • Justinleague

    Solo oggi mi sono imbattuto nel vostro articolo facendo una piccola ricerca su John e per rispondere mi sono loggato.
    Io sono di Rimini e vi posso dire alcune cose, poi, come sempre, ognuno è libero di credere ciò che vuole, anche perché so già che quello che vi sto per dire, molto probabilmente per voi non è valido.
    Allora vi posso garantire che la morte ufficiale è dovuta a suicidio dovuto ad un fucile, non ad una balestra. Il fucile in questione è stato fabbricato da egli stesso.
    L’omicidio della nipote era premeditato sì, ma non per mandare quale messaggio nascosto a qualcuno, ma bensì perché mal sopportava la coppia che abitava con lui (peraltro lì provvisoriamente perché avevano comprato una casa in un’altra zona di Rimini e stavano finendo di metterla a posto) anche se non ha mai dato segni alla coppia di questo suo astio. La nipote si rassicurava con lui di questo più e più volte, in più ritornavano a casa solo per pranzo e la sera visto che lavoravano tutt’e due.
    Senza entrare nei dettagli dell’omicidio l’avvocato non è stata uccisa dalla balestra, che l’ha colpita vicino al collo ma non in modo mortale ma da un accanimento su di esso dopo…
    Per quando potete essere complottisti e cercate la verità(e per molti aspetti avete ragione!), questa volta si tratta di un caso di omicidio-suicidio come sempre è apparso.
    Spero vi basti…
    P.S. Le mie fonti? la famiglia interessata nella vicenda…