ASSASSINATO JOHN KLEEVES ?

ASSASSINATO JOHN KLEEVES ?

DI GIANLUCA FREDA

blogghete!!!

Avevo sentito parlare dell’omicidio di Rimini, in cui un ingegnere di 62 anni, Stefano Anelli, ha ucciso la nipote Monica Anelli con un colpo di balestra al collo, per poi suicidarsi con lo stesso, improbabile sistema. Non avevo degnato la vicenda della minima considerazione, ritenendola uno dei tanti riempitivi con cui la stampa quotidiana svolge il proprio compito, che è quello di tenere lontani i lettori dalle notizie reali. Apprendo però adesso una notizia che, se confermata, sarebbe sconcertante: Stefano Anelli sarebbe stato in realtà l’uomo che scriveva saggi e teneva conferenze sotto lo pseudonimo di John Kleeves.

A seguito, "JOHN KLEEVES, LA BALESTRA E LA TARTARUGA" (Paniscus, paniscus.splinder.com); ”IL PENSIONATO IMPAZZITO CHE GUARDAVA VESPA” (Debora Billi, crisis.blogosfere.it); "L' ASSASSINIO DI SANTA COSTANZA" (Gianluca Freda, blogghete.blog.dada.net); Kleeves è un autore che attraverso i suoi libri e i suoi frequenti interventi in conferenze e dibattiti mira a denunciare i reali meccanismi di funzionamento del sistema geopolitico americano. Nelle conferenze, John Kleeves parla appunto con un forte accento romagnolo e se la sua identificazione con il presunto omicida/suicida di Rimini fosse confermata (le foto pubblicate su internet non lasciano molto spazio a dubbi) la vicenda di cronaca acquisterebbe, a questo punto, un risvolto inquietante. Le modalità del suo “suicidio”, come pure l’arma utilizzata per condurlo a termine, sono a dir poco inconsuete e – se collegate ai molti interventi e saggi scomodi di cui Kleeves era stato autore - dovrebbero spingere gli inquirenti a prendere perlomeno in forte considerazione l’ipotesi che il “suicidio” sia in realtà un delitto con inquietanti connotazioni rituali maturato in ambienti tutt’altro che domestici e per cause ben diverse da quelle finora presentate dalla stampa.



Kleeves stava da anni rivelando al pubblico gli interessi e le strategie reali che si nascondono dietro l’agire dell’America e il suo mito della “democrazia”. L’anno scorso avevo pubblicato un suo intervento relativo alle strategie di indottrinamento propagandistico portate avanti dal cinema americano, con particolare riferimento al film “Forrest Gump”.

Giornali e TV, per adesso, non hanno minimamente menzionato la possibilità che Stefano Anelli possa essere l’uomo più noto presso gli utenti del web e gli studiosi dei meccanismi del dominio statunitense con il suo pseudonimo di saggista. Kleeves aveva parlato spesso della messinscena dell’11 settembre, della truffa del fantomatico “terrorismo islamico” e della tradizione degli Stati Uniti di autoinfliggersi attentati per giustificare le guerre con cui perseguono le proprie finalità di dominio. I media stanno presentando Anelli al pubblico come un criminale, malato di eccentricità e pieno di manie, ossessionato dalla nipote e ammiratore degli assassini di Erba, Olindo e Rosa Romano. Stanno per caso preparando la consueta “damnatio memoriae” dell’intellettuale non allineato?

Riporto di seguito una mail che Kleeves inviò il 30/03/2005 a Sherif el Sebaie, titolare del blog http://salamelik.blogspot.com/ . La mail è ripresa dal forum Escogitur, che l’ha ripubblicata ieri. In alto, potete vedere un brano dell’intervento di Kleeves al dibattito “L'italia è una nazione Sovrana? Roma - Washington: alleanza e sudditanza”, che è scaricabile integralmente dal sito di Arcoiris.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-19
19.09.2019

Un collega mi ha segnalato il suo sito http://sherif.clarence.com/permalink/185532.html, dove c'è un suo scritto che mi chiama in causa; ed eccomi. Dallo scritto sembra che Lei abbia diffuso una recensione di un mio libro, che non specifica ma dovrebbe essere o il "Vecchi Trucchi " del 1991 o il "Sacrifici Umani" del 1993; evidentemente, quale che sia, lo ha ritenuto degno di menzione. La ringrazio per questo. Sembra che Lei abbia ottenuto critiche per la Sua iniziativa, conseguenti a critiche al sottoscritto, critiche al sottoscritto che pare abbiano anche fatto riferimento alla mia scelta di pubblicare sotto uno pseudonimo, quello di John Kleeves.

Anche Lei si chiede il perchè di questa mia scelta. Glielo dico volentieri. Quando io iniziai la mia attività pubblicistica contro gli Stati Uniti lo feci - nel 1991 - con il libro "Vecchi Trucchi. Le strategie e la prassi della politica estera americana dalle armi nucleari in Europa all'asservimento dell'America Latina al traffico internazionale di droga ed altro". Non era un semplice libro "antiamericano": vi erano cose nuove sugli Usa, delle interpretazioni e degli argomenti che avevo elaborato io e che erano obiettivamente micidiali, almeno sul piano concettuale o pubblicistico (che comunque è quello che conta), per la superpotenza in questione. Faccio un solo esempio, ma ce ne sono vari altri: il traffico di droga. In "Vecchi trucchi " io credo di avere rivelato un segreto assoluto della politica estera statunitense: la gestione del traffico internazionale di droga (eroina e cocaina) allo scopo di corrompere governi esteri. Già altri autori avevano evidenziato gli intrecci fra traffico di droga e entità statali o parastatali statunitensi, e faccio solo i nomi di Richard Kunnes e di Alfred McCoy (due indubbi benemeriti della verità), ma solo io ho offerto la spiegazione logica della cosa, solo io ho individuato il grande movente, quello che chiarifica e rende verosimile il tutto: non il danaro (che agli Usa non manca), non la corruzione di ufficiali e burocrati (che arriva solo là dove la si lascia arrivare), ma un motivo di Stato, una vera politica estera, appunto un sistema per corrompere e asservire governi e quindi Stati esteri. Bene, come questo c'erano in "Vecchi Trucchi" almeno altri 5/6 argomenti nuovi e di analoga portata, altrettanti siluri lanciati contro gli Usa. Per ciò io scelsi di adoperare uno pseudonimo: in sostanza, perchè il mio attacco contro gli Usa era nuovo ed efficace, e pensavo che questi avrebbero potuto reagire.

Ora vedo che non avevano bisogno di farlo. Perchè sapevano quello che io ancora non sapevo, e cioè che il mio attacco, portato in Italia, sarebbe finito da sè in niente. L'Italia è una colonia di fatto degli Usa: essa viene tenuta sotto con la repressione di fatto e con la censura di fatto. Quì un autore d'opposizione come me basta lasciarlo agli "editori" mediatici del luogo: quelli di massa (che rappresentano il regime, certo) per forza lo ignorano, quelli "alternativi" lo stampano, ma mai quel tanto che servirebbe per farlo uscire dalla ristretta e impotente cerchia degli "intellettuali", mai quel tanto in breve che renderebbe la sua attività efficace. Adesso essere "antiamericano" è quasi di moda: le mosse Usa contro la Yugoslavia, e poi contro l'Afghanistan e poi contro l'Iraq hanno dimostrato che c'è qualcosa di grosso che non va nella superpotenza "democratica" dell'Occidente. Ora tutti fanno notare questo, almeno fra gli intellettuali che si ritengono più radicali, ma allora non era così, allora ero solo a dire certe cose. Solo, oso dire, a livello internazionale (ha letto il Chomsky ante 1991, o anche quello di adesso? Riesce a vedere le fondamentali differenze di concetto sugli Usa che ci sono fra lui e me? Se vuole ne potremmo parlare). Però adesso in Italia mi vengono a rinfacciare lo pseudonimo, dicono che mi ci nascondo dietro.

Guardi, non è questione di pseudonimo. Quello è un pretesto per minimizzare e banalizzare le mie analisi antiamericane. Non usassi uno pseudonimo l'attacco verrebbe da un'altra parte. A quelle persone, a quegli italiani al cubo, potrei dire che forse l'unico appunto che mi si può fare è di aver scelto male lo pseudonimo: anzichè quello di "John Kleeves" avrei dovuto usare quello di "George Brown", lo pseudonimo che adoperava Giuseppe Mazzini quando risiedeva in Italia (fra l'altro sotto questo nome morì - in Italia - il " padre" dell'Italia Unita). In ogni caso, pseudonimo o no, non mi sono mai nascosto, ho sempre dato la mia disponibilità a presenziare a convegni e dibattiti, mostrando sempre la mia faccia accompagnata dalla mia inflessione romagnola. Così ho sempre detto e ripetuto ai miei editori, aggiungendo che mi bastava il rimborso delle spese di viaggio. Ma non mi invita nessuno. E quando capita che mi invitano poi mi "tagliano": nel 1999 andai a un convegno della regione Lombardia a Milano gestito dal funzionario RAI Roberto Besana, ma poi quello mi disse che aveva perso la registrazione del mio intervento (fra le altre cose avevo detto di fronte a una platea che mi parve entusiasta che in Italia chi comanda non è il Presidente della Repubblica ma l'Ambasciatore americano); gliela ricostruii a memoria ma poi la relazione del convegno "saltò" tutta e non rimase nulla di stampato. Nel 2003 mi intervistò il giornalista Rai Paolo Mondani per conto della trasmissione "Report", dieci minuti di intervista filmata che scomparvero anche quelli (avevo accusato di truffa il FMI circa la faccenda Argentina e altre precedenti). Per quanto riguarda i miei editori non uno di loro (ne ho tre) ha mai organizzato una presentazione dei miei libri da loro stessi pubblicati, non una. Addirittura con uno di loro, la Società Editrice Barbarossa, sono attualmente in causa presso il Giudice di Pace di Milano per la riscossione dei diritti d'Autore che mi spettano in base al contratto scritto. Fra l'altro, nella causa in oggetto mi presento - ovviamente - con nome e cognome reali, e relativo pseudonimo.

Ma non sono un professore universitario. Forse sono un accademico, ma allora di niuna accademia. Avrebbe dovuto saperlo. In Italia c'è un regime e chi prende la paga dal regime, come in primis fanno i dipendenti pubblici, non può non essere asservito al medesimo. Non può esistere un professore universitario che fa il John Kleeves dicendo quelle cose (vere) sul padrone Usa. Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini è ben lungi dall'essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi. Io invece sono un oppositore. Ed un oppositore vero, che aiuta chi sta dalla mia parte. Anche se con poca fortuna. Mi dispiace in particolare il caso dell'Iraq. Se Saddam Hussein avesse letto "Sacrifici Umani" non avrebbe fatto lo sbaglio di liberarsi dell'arsenale chimico-batteriologico sotto la pressione e le false promesse dell'Onu: in quel libro dicevo che gli Usa nella Prima Guerra del Golfo si erano fermati non per diplomazia ma perchè decimati dalle testate chimiche irachene (si è poi visto negli anni: 30.000 morti, 380.000 contaminati fra gli "Alleati"). Se avesse letto il mio articolo "Non abboccare Saddam", pubblicato su Internet (di più non ho potuto fare perchè anche le testate più insospettabili censurano alcuni miei scritti, guarda caso sempre i più dannosi per gli Usa e tirapiedi vari tipo il Vaticano ) durante la missione Blix, forse avrebbe anche potuto evitare l'attacco Usa del 2003: 100 o 145 o 300mila iracheni non sarebbero morti.

Parlerei per ore di queste cose ma ho già abusato della sua disponibilità e devo concludere. Le chiedo solo se mi può dire quali critiche sono state portate in particolare a quel mio libro recensito: quali sarebbero secondo loro le cose sugli Usa che io ho scritto e che invece secondo loro non sarebbero vere? Rimango davvero ansioso di saperle, ma tanto. Se vuole può anche pubblicare questa mia lettera sul Suo blog.

Cordiali saluti, Rimini 30 marzo 2005

John Kleeves


VEDI ANCHE: SOTTO PSEUDONIMO PER COPRIRSI – LA STORIA DI ANELLI-KLEEVES RACCONTATA DAL SUO EDITORE

Commenti (61)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Justinleague 27 giugno 2011

      Solo oggi mi sono imbattuto nel vostro articolo facendo una piccola ricerca su John e per rispondere mi sono loggato.
      Io sono di Rimini e vi posso dire alcune cose, poi, come sempre, ognuno è libero di credere ciò che vuole, anche perché so già che quello che vi sto per dire, molto probabilmente per voi non è valido.
      Allora vi posso garantire che la morte ufficiale è dovuta a suicidio dovuto ad un fucile, non ad una balestra. Il fucile in questione è stato fabbricato da egli stesso.
      L'omicidio della nipote era premeditato sì, ma non per mandare quale messaggio nascosto a qualcuno, ma bensì perché mal sopportava la coppia che abitava con lui (peraltro lì provvisoriamente perché avevano comprato una casa in un'altra zona di Rimini e stavano finendo di metterla a posto) anche se non ha mai dato segni alla coppia di questo suo astio. La nipote si rassicurava con lui di questo più e più volte, in più ritornavano a casa solo per pranzo e la sera visto che lavoravano tutt'e due.
      Senza entrare nei dettagli dell'omicidio l'avvocato non è stata uccisa dalla balestra, che l'ha colpita vicino al collo ma non in modo mortale ma da un accanimento su di esso dopo...
      Per quando potete essere complottisti e cercate la verità(e per molti aspetti avete ragione!), questa volta si tratta di un caso di omicidio-suicidio come sempre è apparso.
      Spero vi basti...
      P.S. Le mie fonti? la famiglia interessata nella vicenda...

    1. telethont 22 settembre 2010

      Ottimo commento G.F., hai perfettamente ragione a indignarti. Questo lancio di agenzia è davvero emblematico sulle condizioni attuali dell'informazione ufficiale.
      I giornali sono diventati "..carta straccia assolutamente inutile..", talvolta persino dannosa per uno sprovveduto lettore, ma sempre utilissima per il manovratore...
      Che tutta la faccenda "puzzi maledettamente" è cosa certa; mi pare invece assai arduo stabilire se si tratti effettivamente di "olor de macon" o di "olor de yanquees".
      telethont

    1. totalrec 21 settembre 2010

      "Farneticante"; "idee strampalate"; "guru". Questo è il giornalismo oggi, quello che dovrebbe badare ai fatti e invece riesce a fare solo propaganda ideologica a favore dei dominanti. Se non lo avesse letto nei blog"farneticanti", l'autore di questo emblematico lancio di agenzia non saprebbe neppure che Anelli e Kleeves erano la stessa persona. Non è neppure in grado di fare il suo mestiere e si incazza quando qualcun altro mostra di saperlo fare meglio di lui. O forse lo sa fare benissimo e tiene per sé ciò che sa, per non disturbare il manovratore. Non credo esista esempio migliore del motivo per cui ritengo i giornali carta straccia assolutamente inutile.

    1. shankara 21 settembre 2010

      Dopo soli 5 giorni i media ufficiali hanno scoperto lo pseudonimo di Anelli:

      (ANSA) - RIMINI, 21 SET - Stefano Anelli, l'ingegnere di 62 anni di Rimini che venerdi' ha ucciso la nipote con un colpo di balestra prima di togliersi la vita, aveva una doppia identita'.

      Sulla rete si trovano infatti gli scritti farneticanti da lui firmati con lo pseudonimo di John Kleeves, con un attacco duro e radicale agli Stati Uniti. E nei vari blog che riconoscevano nelle sue strampalate idee le parole di un guru esperto di geopolitica e relazioni internazionali, ha gia' preso piede la teoria del complotto: quello di Stefano Anelli non sarebbe stato infatti un suicidio, ma un omicidio ordito da poteri occulti.

    1. shankara 21 settembre 2010

      La strage di Erba

    1. eresiarca 21 settembre 2010

      Che cosa è successo intorno a quella data?

    1. shankara 21 settembre 2010

      Solitamente consultava quelli delle settimane immediatamente precedenti. Comunque, per mancanza di spazio e perché gli oneri della conservazione sono a carico delle biblioteche dei capoluoghi, conservavamo solo l'ultima annata dei quotidiani e io non ricordo che ci frequentasse prima del 2008.

    1. totalrec 21 settembre 2010

      Quello che dici è molto interessante (non so perché ma l'immaginavo). Sarebbe anche interessante sapere quali date del "Resto del Carlino" lo interessavano. Se fossero state quelle intorno all'11 dicembre 2006, tutto diventerebbe un po' più chiaro.
      Grazie mille.

    1. shankara 21 settembre 2010

      Ciao, la verifica sarebbe anche possibile, ma non per me perché ora non lavoro più a Bellaria.
      Da quel che ricordo prendeva raramente, se non addirittura mai, libri in prestito da noi anche perché, trattandosi di una piccola biblioteca di paese non potevamo certo vantare una ricca collezione su temi storici e geopolitici. Sarà stata certamente più ricca la sua raccolta privata. Si limitava alla consultazione del Resto del Carlino, questo lo ricordo bene.

    1. totalrec 21 settembre 2010

      Ciao Shankara. Ho visto che in uno dei post precedenti hai scritto di lavorare per la biblioteca di Bellaria, in cui Anelli veniva spesso a fare delle ricerche. Ti chiedo: esiste per caso un registro della biblioteca da cui sia possibile capire quali testi o giornali Anelli stava consultando e di cosa si stesse occupando? Ciao e grazie.

    1. cibernoid 21 settembre 2010

      Ma poverino, sarà ancora sotto choc ed inavvicinabile. Non dimentichiamo che se anche la morte di Kleeves sconvolge c'è anche un lato umano della faccenda.

    1. lino-rossi 21 settembre 2010

      per lui evidentemente sono solo coincidenze ...



      http://kelebeklerblog.com/2010/09/21/la-morte-di-john-kleeves-stefano-anelli/

    1. lino-rossi 20 settembre 2010

      dice che Monica era convinta di poter convivere con lo zio e che c'era un rapporto freddo ma tollerabile.

    1. lino-rossi 20 settembre 2010

      toccato

    1. Barambano 20 settembre 2010

      scusate ma il 'carrozziere riminese' compagno della nipote assassinata dovrebbe sapere quali erano i rapporti con lo zio. Qualcuno di Rimini lo può sapere e riportare senza aspettare le fandonie dei giornali?

    1. ettore1956 20 settembre 2010

      Ho spedito questo commento alla signora che gestisce Paniscus splinder.com. In questo ho messo ciò che francamente pensavo e della signorea in questione e dell'ingegner Anelli di cui ho letto i libri, e non ne ero entusiasta per alcune ragioni che spiegherò in seguito...
      "Per l'estensore di questo blog, raramente ho trovato un articolo così pieno di spocchia e capace di far diventar simpatico, una persona che francamente a me simpatico non era, il signor Anelli, o per meglio dire , John Kleeves. Vede il signor Kleeves, aveva e lo si vedeva una fortissima antipatia per gli Statunitensi e per quello che chiamano peculiarmente way of life, antipatia che non era patrimonio solo delll'inggnere Anelli, ma di diversi gruppi di persone ed, amio modesto parere, ampiamente giustificata. Quello che non perdonavo al signor Kleeves era il fatto che la sua antipatia lo portasse a piegare i fatti alle sue teorie, inficiando così tutto ciò che potesse esserci di buono nei suoi scritti, e ce n'era anche se al ei non pare. Per farle un esempio fra i molti, in Un Paese Pericoloso: Storia degli Stati Uniti d'America, il nostro uscì on un argomento che per la maggior parte dei casi era fondato: il fatto che , essendo il Partito democratico USA, il partito del "capitalismo insoddisfatto", il capitlismo che cerca sempre nuove strade, i Presidenti eletti in quel partito siano quelli che inizino le guerre. Cosa che poteva essere vera ma lui citava come Presidente democratico Abramo Lincoln, che portò il paese alla guerra più sanguinosa e devastante che gli USA avessero affrontato, quella civile o di secessione. Ora Abramo Lincoln fu il primo presidente repubblicano e basta aver letto un qualsiasi manuale di storia americana per capire che il partito repubblicano dei tempi di Lincoln, non era l'espressione solo dei banchieri del nord-est, perchè allora non ci sarebbe stata storia, che i democratici del sud erano l'elemento conservatore del paese, ma che i coloni del nord ovest di cui era espressione Lincoln, erano la parte attiva ed insoddisfatta del apese d'allora. Chiunque si legga Luraghi STORIA DELLA GUERRA CIVILE AMERICANA puo arguirlo. Questo ed altri innumerevoli difetti del Kleeves mi portavano a considerarlo il peggior nemico delle tesi che lui portava avanti. Ritornando al suo link, oltre al fatto del tono francamente ingeneroso, anche lei mi pare sia uno di quegli autori che sono i peggiori nemici, col loro comportamento, delle tesi che portano avanti. Lei se la prende con i complottisti, ed in effetti alcuni hanno atteggiamenti patologici e dicono francamente , una cuofana'e strunzate come direbbero a Napoli, ma devo ammettere che l'atteggiamento cosiddetto complottista è ampiamente giustificato dal fatto che è acclarato che i nostri reggitori politici mentano peggio di ragazzzini sorpresi a rubare la marmellata, che alcune cose siano taciute con il pretesto della sicurezza nazionale, che alcuni di loro siano su libro paga di certi gruppi finanziari e che quindi sia più che legittimo il dubbio che facciano gli interesi di chi li abbia a libro paga. E nnmi pare di essere un paranoico, almeno per questo. Il farsi delle domande, il porsi degli interrogativi non è da alienati. Direi che è da alienati il non porsele, l'accettare acriticamente le versioni ufficiali. La saluto caramente, dato che l'ho fin troppo tediata. Suo Ettore Marano."

    1. nomorelie 20 settembre 2010

      per tutti quelli che seguono tutte le piste, compresa quella occulta massonica, a questo indirizzo si è aperta una discussione:

      http://poteriocculti.mastertopforum.biz/avvocato-uccisa-a-rimini-con-un-colpo-di-balestra-vt2293.html

    1. gnorans 20 settembre 2010

      grazie!

    1. totalrec 20 settembre 2010

      P.S.: ho modificato l'articolo sul blog e ho preso un colpo vedendo la raffigurazione di Santa Cristina fornita da Carlo Dolci a metà del '600.
      http://blogghete.blog.dada.net/post/1207164192/L%27ASSASSINIO+DI+SANTA+CRISTINA#commentil

    1. lino-rossi 20 settembre 2010

      Un paese pericoloso lo trovi con emule.

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