ASPETTANDO IL PROSSIMO HOTEL RAPHAEL

ASPETTANDO IL PROSSIMO HOTEL RAPHAEL

DI EUGENIO BENETAZZO

eugeniobenetazzo.com


C'è stata solo una volta da quando l'Italia è diventata una Repubblica che abbiamo dimostrato al mondo di avere carattere, senso di appartenenza allo Stato, coraggio e buon senso: era il 30 aprile del 1993 quando davanti all'Hotel Raphael di Roma migliaia e migliaia di persone proclamarono la dipartita di Bettino Craxi sotto una pioggia di monetine ed al tempo stesso la fine, non solo di un governo, ma anche di un sistema di governo. Con molta presunzione Silvio Berlusconi farà la la stessa fine. In queste ultime due settimane il nostro paese è stato preso di mira da un'elite finanziaria e bancaria che non ci vuol molto a identificare.La nostra nazione nonostante le continue rassicurazioni di personalità istituzionali e del mondo accademico è sempre più diretta verso un binario morto che si chiama scenario argentino. L'incompetenza di chi sta al governo e di chi sta all'opposizione, unita ai recenti scandali politici trasmettono un clima di disagio, sofferenza e di inquietudine come mai visto prima.

Per la prima volta sento anche sostenitori del centrodestra denigrare contro il ridicolo gioco di forza cui i vari leader politici ci obbligano a vedere quotidianamente. Lo stallo del paese non ha precedenti storici, proprio adesso allora si pone l'esigenza di un altro Hotel Raphael, con la consapevolezza che non può essere una classe politica di settantenni, che ha portato al baratro l'intero paese, quella ad avere la soluzione per un exit strategy realmente efficace. Purtroppo è arrivato il momento della medicina amara, molto amata, il malato è moribondo, pertanto solo con un'azione fuori dal coro e fuori dagli schemi sarà possibile la guarigione. Quest'ultima dovrà passare necessariamente attraverso una politica di austerity sociale che la maggior parte di noi neanche riesce ad immaginare: ingenti tagli indiscriminati alla spesa pubblica, aumento dell'età pensionabile, patrimoniale sulla prima casa, aumento dell'imposizione indiretta, fine a ricoveri ed esigenze ospedaliere di cortesia (basta con la TAC al dito mignolo) ed infine inasprimento del controllo ed accertamento tributario.

Il mio pensiero personale augurio è che possa emergere in qualche modo nei prossimi semestri un Cameron italiano, un primo ministro quarantenne, trasversale ed eclettico, che attui quanto prima il ridimensionamento ed il costo del protezionismo sociale sfrenato che ha portato questo paese in cancrena finanziaria. Da un altro punto di vista temo l'insediarsi di un governo tecnico, auspicio invece delle mani forti che stanno attaccando con i loro capitali il nostro mercato obbligazionario. Per loro il piano da attuare è abbastanza intuibile, visto che con i recenti referendum sono venute meno grandi opportunità imprenditoriali di investimento in Italia su svariati settori: allora per ripicca o come diversivo dovranno mettere in atto una nuova fase di saccheggio di Stato per rifarsi dei mancati introiti sfumati.



La medicina, ammesso che possa essere chiamata così, del nuovo ed ipotetico primo ministro italiano, imposto con pressione dall'establishment bancaria ed industriale d'Europa, sarà quindi la privatizzazione di numerose risorse del nostro paese. La strada è dinanzi a noi è piuttosto ben delineata, gli esiti piuttosto certe, le conseguenze assolutamente lampanti: non è pensabile che da questo punto di vista la stampa nazionale prenda posizione o provveda a dare significativa visibilità a questo tipo di rischio, le rispettive redazioni non fanno altro che rispettare quanto dai loro padroni viene definito a tavolino. In Argentina, il popolo, quando venne proposto il piano di salvataggio da parte del Fondo Monetario Internazionale si riversò letteralmente nelle strade e nelle piazze alla voce di "el pueblo no se va". Così è accaduto recentemente anche in Grecia, che si è vista proporre la stessa cura: vedremo anche da noi gli italiani che prenderanno randello e rastrello e si riverseranno nelle piazze rivendicando un nuovo paese ?

Eugenio Benetazzo

Fonte: www.eugeniobenetazzo.com

Link; http://www.eugeniobenetazzo.com/crisi-italia-fmi-privatizzazioni.htm

9.08.2011

Commenti (25)

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Nascondi area commenti 5 caricati
    1. materialeresistente 9 agosto 2011

      Ma questo qui ha solo interesse a garantire, con articoli così demenziali, gli interessi della sua congrega d'investitori? Ma perché date spazio ad uno che vuole un Cameroon per rimettere ordine quando quel tipo di personaggi, dal momento in cui è salito al potere, non ha fatto altro che produrre rivolte sociali ed interi quartieri bruciati?
      Ma di che parla 'sto tizio?
      Auspica uno scenario argentino quando in Italia c'è gente (poca) che ha nelle mani la maggior parte della ricchezza del paese? Ma a quelli lì il conto i tipi alla Bettenazzo non lo chiedono mai?
      Secondo lui se prendiamo il randello è per fare in modo che continuino ad esistere mestieri come il suo? Non lo ha ancora capito che sappiamo che quelli come lui sono parte del problema? Uno che scrive una roba così"che attui quanto prima il ridimensionamento ed il costo del protezionismo sociale sfrenato che ha portato questo paese in cancrena finanziaria" crede di poter circolare tranquillo se ci girano le palle? Pensa che il nuovo "modello" è per fare in modo che lui continui con i suoi giochetti di borsa impiccandoci le nostre vite?

    1. bismark2005 9 agosto 2011

      Il problema non è che i settantenni stanno al governo, il problema è del popolo italiano che ha creduto alle balle del settantenne!!!!!

      Fosse per me farei trasmettere a reti unificate "Meno Male che Silvio c'è" mentre viene approivata la manovra laccrime e sangue.

    1. Andy86 9 agosto 2011

      comprendo (ma non condivido necessariamente) la paura di un governo tecnico, ma ho ancora più paura di un governo retto dai soliti noti (chi legge CDC sa a cosa mi riferisco) che finirà per svendere quel poco di buono che rimane al sistema Italia

      che poi ci sia l'esigenza di tagli e di snellire la burocrazia, quello è sicuro, ma è un problema che va avanti da trent'anni, non è una novità

    1. Hamelin 9 agosto 2011

      Bentazzo da proprio i numeri...Peccato non siano mai quelli giusti..."Dare all'untore" è un parossismo tipico Italiano che ha radici nel tempo .Ma questo non mi sembra abbia mai risolto nulla...Si caccia un ladro e lo si sostituisce con un ladro piu' in gamba...Poi l'esempio dell'Argentina è totalmente cannato.Loro hanno rifiutato l'usura dell' FMI . L'Italia non rifiuterà mai l'usura della BCE ,non ha caso Draghi e Trichet hanno chiesto all'Italia un 8 Settembre Finanziario, resa incondizionata su tutti i fronti.I politici nostrani hanno accettato di corsa perchè grazie a questa scusa riusciranno a rimediare bei soldi schiacciando e vessando la popolazione poichè faranno passare la cosa come unica soluzione (che è una gran cazzata) . Cari Italiani non siamo in una bella posizione...I nostri politici ci hanno già messo a 90° ed ora ci stanno invasellando per bene...In un paese vero costoro verrebbero fucilati per altro tradimento...Ma non essendo in un vero paese finirà come sempre...Prenderanno un capro espiatorio mentre tutti gli altri scapperanno con la cassa...

    1. Jack-Ben 8 agosto 2011

      per cortesia non pubblicatelo piu' fa solo perdere tempo ...ormai e cotto e stracotto dice cose qualunquiste e corre dove corre il vento.... lascite perdere questo oratore

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