ARRENDETEVI ! SIETE CIRCONDATI DAL POPOLO ITALIANO. USCITE CON LE MANI ALZATE.... OVVERO: ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

ARRENDETEVI ! SIETE CIRCONDATI DAL POPOLO ITALIANO. USCITE CON LE MANI ALZATE.... OVVERO: ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

DI GIOVANNI ZIBORDI

cobraf.com

L'entusiasmo intorno a Beppe Grillo cresce ogni giorno, guardando dei video da Milano e Monza bisogna dire che Casaleggio e Grillo sono dei geni della comunicazione. Sono stati capaci di toccare i tasti emotivi giusti, hanno creato aspettative e speranze parlando di cose più belle e più giuste e allo stesso tempo unificato e dato energia al movimento sparando su un nemico comune di tutti gli italiani (la classe politica.."Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate...) (1). E' un messaggio geniale, che funziona perchè taglia attraverso le solite sinistra e destra, coalizza tutti contro un odiato nemico comune, ma parla anche di un futuro in cui c'è del latte e miele (...votate per voi stessi...)

Nella foto: comizio di Beppe Grillo in piazza Duomo a Milano (20.02.2013)Elemento cruciale di questo messaggio è evitare qualunque presa di posizione precisa sui problemi economici, il principale dei quali è che l'Italia si è impegnata con tutti in Europa e con i "mercati" ad AVANZI DI BILANCIO DEL 5% DEL PIL (prima degli interessi). In italiano questo significa che lo stato spende 700 miliardi e ne incassa di tasse 780 miliardi ogni anno per cui sottrae 80 miliardi al settore privato (salvo restituirne circa 35 miliardi tramite gli interessi alle famiglie italiane detentrici di BTP, quelle che hanno più soldi). L'Italia si è impegnata a incassare, come stato, 780 miliardi di tasse e spenderne (prima degli interessi) 700 miliardi per gli anni a venire....

Dire "L'ITALIA SI E' IMPEGNATA" significa che gli altri governi europei hanno dei trattati firmati e il fatto stesso di appartenere all'Europa per imporlo a noi. E significa che "i Mercati" (finanziari) sono in agguato, pronti a vendere 100 o 200 miliardi di BTP facendoli crollare da 100 a 70 se l'Italia "viene meno agli impegni". E questo salasso permanente di circa (80-35=) 45 miliardi l'anno si somma ad una contrazione del credito che al momento è di circa 50 miliardi (2) l'anno per le imprese e di circa 30 miliardi l'anno per le famiglie (mutui). Totale: 45+50+40= ... circa 130 miliardi l'anno che mancano al settore privato.

Grillo urla dal palco che cacciando via i partiti e con i referendum propositivi senza quorum in cui tutti noi decidiamo risolveremo questi problemi. Essendo "fuori" da tutto non ha un programma che viene esaminato come ad esempio i report economici che si accumulano ora sull'Italia esaminano i programmi dei partiti (PDL-Lega, Monti-UDC, PD-Sel o Giannino). E li trovano campati per aria come numeri ("Tagli alle tasse, dai partiti un miraggio da 180 miliardi") (3), pieni di promesse elettorali che contrastano con "gli impresi presi dall'Italia" in Europa.

Gli italiani sono finiti in una trappola finanziaria che soffoca la loro economia e reagiscono entusiasmandosi per chi promette Alice nel Paese delle Meraviglie (dal punto di vista economico). E non ha il problema di giustificare delle credenziali economiche come Oscar Giannino perchè semplicemente non ne ha, nessuno intorno a lui ne ha e se ne sbatte.

Cioè i partiti promettono ora sotto elezioni miliardi che non sanno come trovare, per la precisione che non possono trovare in nessun modo nel contesto dell'Euro, dell'Eurozona e dei "Mercati". E gli italiani come reagiscono ? Rivolgendosi a chi (se guardi al freddo lato economico) promette loro di fatto dieci volte tanto...

________________________________________________________-


....Tra le prime incombenze che il nuovo governo si troverà ad affrontare .... La contrazione del Pil viaggia attorno all'1%, contro lo 0,2% indicato dalla Nota di aggiornamento del «Def» di settembre. Per lo scorso anno, il dato certificato dall'Istat è di una caduta del prodotto del 2,2 per cento....il debito pubblico raggiungerà quest'anno il picco del 126,1%.... L'impegno sottoscritto dal governo Berlusconi e confermato dal governo Monti al pareggio di bilancio in termini strutturali non è in discussione. In linea con la lettera inviata la scorsa settimana dal commissario agli affari economici, Olli Rehn, si potranno concordare tempi di rientro meno stringenti, ma non per questo saremo esentati dal conseguire avanzi primari del 4-5% del Pil, condizione indispensabile per ridurre gradualmente il debito....
... le tre maxi-manovre, le prime due (luglio e agosto 2011) varate dal governo Berlusconi, la terza, dicembre (il decreto salva-Italia) dal governo Monti. Tre manovre per un valore complessivo a regime di 81,3 miliardi, pari al 4,9% del Pil, concentrate per oltre due terzi su aumenti delle entrate. Nonostante questo ingente sforzo di consolidamento fiscale, non si potrà deviare dal percorso di rigore nei conti pubblici, per effetto dell'ingente debito e delle perduranti incertezze sul fronte dello spread. ....il nuovo governo dovrà reperire risorse sia per finanziare nuove spese per gli ammortizzatori in deroga e le missioni internazionali (finanziate solo fino a settembre), e trovare 4 miliardi a regime per evitare l'aumento dell'Iva. In tutto, almeno 7 miliardi.

.... Se attuata in toto, la manovra sull'Imu indicata da Berlusconi per la prima casa (restituzione di quanto versato nel 2012 e abolizione nel 2013) comporterebbe un immediato minor gettito di 7,8 miliardi, che evidentemente andrebbe coperto subito con altrettanti tagli alla spesa. Il ricorso ad altre forme di copertura, come l'aumento dell'accisa sui tabacchi e sull'alcol (se pur legittima e "mirata") si trasformerebbe in un'altra forma di prelievo. L'azzeramento in 5 anni dell'Irap comporterà il reperimento di ulteriori 34-35 miliardi a regime e la manovra sull'Irpef (due aliquote del 23% fino a 43 mila euro e del 33%) altri 22 miliardi dal 2014.

Gli interventi di riduzione della pressione fiscale indicati dalla Lista civica che fa capo a Mario Monti, relativamente a Imu, Irap e Irpef, comporterebbero 29,5 miliardi di minori imposte. Per il 2013, si potrebbero reperire 2,5 miliardi per aumentare da 200 a 400 euro la detrazione Imu sulla prima casa e raddoppiare la detrazione per i figli a carico, ammesso che - come indicato dal dossier - si riesca a contenere la spesa corrente primaria per 3 miliardi. La partita più complessa si annuncia dal 2014 (e dunque da mettere in campo alla fine del 2013) con interventi sulla totale indeducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile dell'Irap, e sull'Irpef a valere sui redditi medio bassi, sia con riduzione delle aliquote che con l'aumento delle detrazioni....

vedi anche "Sogni a confronto" (4)

GZ

Fonte: www.cobraf.com

20.02.2013

1) https://docs.google.com



2) http://www.ilsole24ore.com



3) www.ilsole24ore.com

4) http://phastidio.net/2013/02/18/sogni-a-confronto/

Commenti (77)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. A-Zero 20 febbraio 2013

      di Lucio Garofalo

      Detesto gli stereotipi e i luoghi comuni, che sono tanto comodi quanto banali. Non sono abituato a valutare con superficialità o pregiudizi, tantomeno sono incline ad emettere facili sentenze, dall’alto in basso. Più semplicemente mi sforzo di pensare con la mia testa, cercando di vagliare bene i fatti e le situazioni, per penetrare in profondità le cose ed afferrare la sostanza del reale. In altre parole, mi piace esercitare la capacità di riflessione e di giudizio autonomo. Una sana abitudine poco apprezzata nel nostro Paese.

      Ebbene, a parte i “vaffa” urlati al vento, che lasciano il tempo che trovano e chiunque può restituire al mittente, a parte i facili improperi destinati (giustamente) alla Casta partitocratica e ai suoi servi in livrea, a parte le manifestazioni di folclore, a metà strada fra neoleghismo e girotondismo, vorrei esternare i miei convincimenti personali.

      Credo che l’opposizione alla classe dirigente di questo sventurato Paese (sventurato anche per i movimenti di rigetto e di protesta che periodicamente produce, a partire dal fascismo squadrista negli anni ’20 del secolo scorso, per approdare alla Lega Nord negli anni ’90) non può estrinsecarsi o limitarsi ad un generico ed inconcludente “vaffa” che non risolve nulla e che chiunque è in grado di urlare facilmente all’indirizzo di un ceto politico composto in gran parte da corrotti, parassiti ed affaristi senza scrupoli, cinici, inetti, imboscati, ladri ed evasori, inquisiti, banditi, mafiosi e chi più ne ha ne metta.

      Questo è un dato di fatto talmente evidente che non mi azzardo a contestare. Al contrario, sono il primo a pronunciarmi aspramente contro la Casta (o la Cosca, che dir si voglia), anzi le Caste e le Cosche di questo Paese. Sono il primo a criticare ferocemente e radicalmente il sistema politico-economico dominante. Ma con altri metodi, altri contenuti e altre forme, soprattutto con altre intenzioni e altre ipotesi di soluzione. Che non hanno nulla a che spartire, ad esempio, con la proposta di esclusione dalla cittadinanza e dai diritti politici di quei precari, disoccupati, operai che, in seguito ad un improvviso licenziamento, sono costretti alla fame o alla ribellione, rischiando la galera e subendo così una censura e una condanna penale. E perdendo, di conseguenza, ogni diritto a candidarsi e ad essere eletto. Insomma, oltre al danno ricevuto (anzi, i danni: licenziamento e carcere), il povero operaio deve subire anche la classica beffa.

      Per sgombrare il campo da eventuali equivoci vorrei spiegare le ragioni che hanno indotto a schierarmi apertamente contro il movimento grillino. Anzitutto perché diffido di qualunque sedicente “moralizzatore” della vita pubblica, specie se trattasi di un ex comico che sparavaffa a raffica. Troppo facili, troppo scontati e convenienti. Con i vaffa non si crea e non si risolve alcunché, e tantomeno si distrugge. D’altronde, così come si ricevono, i vaffa si possono anche restituire al mittente. Inoltre, visto il tipo di protesta a metà strada tra leghismo e girotondismo, e considerate le rivendicazioni avanzate dal movimento, in parte giustizialiste e giacobine, in parte forcaiole, francamente non vorrei ritrovarmi a cuocere dalla classica padella nella brace più rovente, non vorrei dover rimpiangere alla fine l’odiata, maledetta Casta partitocratica.

      Insomma, il ciclone “a 5 stelle” spazzerà via il Palazzo istituzionale in cui si ripara la Casta dei partiti e dei comitati d’affari, e mi potrebbe anche stare bene, ma cosa propone? Quali ipotesi alternative suggerisce e propugna questo movimento pronto ad abbattersi sulla Casta/cloaca come un uragano purificatore? Si invoca un nuovo Parlamento? Semplicemente“ri-pulito”, un Parlamento più “pulito” ed “ordinato”, cioè più disciplinato, allineato ed obbediente? Tutto qua? Dunque, l’idea promossa dal “popolo grillino” è di passare dal“cretinismo parlamentare” al “cretinismo neoparlamentare”? Personalmente potrei anche condividere l’incazzatura e la rivolta del movimento grillino contro l’immondizia e la corruzione del sistema partitocratico borghese (un sentimento sincero che nutro da sempre), ma non posso approvare l’istanza classista e codina contenuta nel disegno di legge per un“Parlamento pulito”.

      Da tali ragionamenti discendono le perplessità che nutro rispetto all’origine e alla matrice disfattista e qualunquista, ovvero autoritaria e poliziesca, del movimento catalizzato attorno alla figura del Grillo Sparlante. Comunque, ancora una volta voglio riassumere in breve la mia posizione critica. A costo di annoiare a morte chi mi legge.

      Quanti sono i giovani precari, i disoccupati, gli operai indifesi che, una volta licenziati, senza uno straccio di lavoro, privi del misero reddito necessario a mantenersi e a mantenere le proprie famiglie, sono costretti a ribellarsi e a manifestare la propria rabbia, per cui corrono il rischio di finire in prigione con l’inevitabile conseguenza della schedatura e della fedina penale censurata? Troppi. E non avendo i soldi per difendersi adeguatamente, per pagare un buon avvocato, non possono ottenere giustizia. Cosa che invece possono concedersi facilmente i ricchi e i potenti, raramente inquisiti, i banditi legalizzati dell’alta finanza, i mafiosi, i corrotti e corruttori che non andranno in galera.

      Inoltre, vorrei rammentare cosa diceva Pier Paolo Pasolini quasi 40 anni fa. Il suo genio“profetico” aveva immaginato e prefigurato che in Italia “il fascismo potrà risorgere a condizione di chiamarsi antifascismo”, vale a dire “grillismo”. Penso altresì alla tesi di Gramsci sul “sovversivismo delle classi dirigenti” in un Paese anomalo e singolare come l’Italia. Un Paese in cui i vari movimenti di protesta e di rigetto antipartitocratico (ed antidemocratico) che si sono avvicendati sin dai tempi del fascismo negli anni ’20 del secolo scorso, per finire alla Lega Nord, passando per il Fronte dell’Uomo Qualunque del 1944 ecc. si rivelano, una volta giunti al potere, più perniciosi ed aggressivi del sistema di potere più retrivo che intendono contestare, della classe dirigente più inetta e corrotta che si propongono di sostituire, dell’ordine più coercitivo ed oppressivo che mirano a sovvertire, a rendere più “ordinato e pulito”, cioè più autoritario e repressivo.

      Usando una metafora chirurgica si potrebbe immaginare che dopo l’ennesimo “trapianto” di organi praticato sul corpo ormai incancrenito del sistema politico italiano, ci si potrebbe attendere il classico rigetto o l’invocazione di un altro inutile “trapianto” per procedere penosamente, con una sorta di “accanimento terapeutico”, fino allo stadio terminale di una malattia incurabile e letale. Restando in tema, la soluzione più giusta sarebbe quella di sopprimere e seppellire definitivamente il corpo decrepito e putrefatto dello Stato borghese, per provare a costruire, se possibile, una società radicalmente rinnovata e migliore, non più ammorbata da “affezioni tumorali”.

      Inoltre, mi permetto di formulare una breve chiosa a proposito dello spazio eccessivo concesso dai mass-media ad una figura come quella del Grillo Urlante, l’eroe del momento, osannato e celebrato da schiere di seguaci adoranti che hanno riempito le piazze, dove ha ricevuto non solo ovazioni ma pure contestazioni che, guarda caso, sono state censurate dai media. E’ curioso che un personaggio simile, già popolare in veste di comico, oltretutto miliardario, abbia usufruito di un’enorme cassa di risonanza che nessun altro, nemmeno Silvio Berlusconi, ha mai ottenuto, malgrado detenga il controllo di varie emittenti televisive e di altri organi di stampa, di informazione e di pubblicità.

      In pratica il movimento di Grillo è fuoriuscito dalla cosiddetta “democrazia virtuale” che viaggia sulle reti web e che va salvaguardata in quanto è attualmente l’unica forma di“democrazia partecipativa” esistente in Italia. Almeno finora. Ebbene, in questa campagna elettorale il Movimento 5 Stelle, anzi il suo capo, che ha deciso di disertare le televisioni, rinunciando a partecipare ai vari talk-show riservati alle chiacchiere della farsa elettorale, ha goduto di un’ampia e generosa ospitalità proprio da parte delle trasmissioni televisive boicottate. Il sospetto, più che legittimo e fondato, è che tale movimento vagamente e confusamente ribelle e protestatario, serva a limitare l’area dell’astensionismo che, se si replicasse il dato registrato in Sicilia, rischierebbe di formare un parlamento delegittimato, ossia privo di quella quota di consenso necessaria al prossimo esecutivo per imporre nuovi sacrifici e nuove porzioni di miseria a scapito delle fasce più deboli e indifese della società italiana. E non è un caso che lo stesso Beppe Grillo abbia più volte sottolineato che senza il suo schieramento politico, che riesce ad intercettare e ad istituzionalizzare le pulsioni di rabbia collettiva e di rivolta popolare, probabilmente ci troveremmo già da tempo in un contesto insurrezionale. Per cui il ruolo di “diga” svolto dal Movimento 5 Stelle di fronte ad eventuali, ipotetiche sommosse o ribellioni di massa, viene focalizzato dallo stesso “guru” del movimento.

    1. flowerpower 20 febbraio 2013

      Quando parlo con qualcuno che mi dice di fare la rivoluzione alla 'vecchia maniera', la mia risposta e questa:

      Rischieresti tutto quello che hai ora per avere, forse, qualcosa in più domani?

      Puntualmente, le risposte arrivano dopo svariati secondi e gli occhi che mi rispondono non sono mai sicuri della risposta. Perché sanno che sarebbe giusto (o nobile), ma in effetti stare peggio non piace a nessuno.

      Quello che voglio dirti e che per fare la rivoluzione ci devono essere delle condizioni di disperazione sociale che attualmente non ci sono, pertanto forse votare m5s è un modo alternativo (e perché no, moderno e cosciente) di fare una piccola rivoluzione e magari spingerci verso il sud america. Io comunque sto aspettando il giorno dell'indipendenza.

    1. Jor-el 20 febbraio 2013

      L'ha detto a Trento e a Bologna, pochi giorni fa. Fuori dall'Euro e sovranità monetaria. http://www.youtube.com/watch?v=C-Dcu33UPzQ

    1. svenassel 20 febbraio 2013

      Caro Zibordi, lo capisce l'italiano o no ?? Sono mesi, e 70 piazze che spiega il programma del M5S molto precisamente: ridiscutiamo ogni accordo, ogni legge, ogni debito seduti ad un tavolo. Più concreto di così!!

    1. mincuo 20 febbraio 2013

      Solo per dirne una: 9000 EUR all'anno di risorse per abitante, PRO CAPITE, contro i 1500 di un Veneto. Il 90% delle imposte pagate in Provincia.

      E' il modello "paghi tu" anche per me, io no, e poi fottiti.

      Mondart e i "concetti". Il "modello" Trentino. E la "giusta massa monetaria", pensa un po'.

    1. mincuo 20 febbraio 2013

      Il Trentino lo paga da 50 anni il resto d'Italia. Quale giusta massa monetaria? Hanno tirato bombe dagli anni 50 fino agli anni 70 compresi.
      Che stai a dire?

    1. yago 20 febbraio 2013

      Tra coloro che non votano ci sono moltissimi che hanno di meglio da fare che perdere tempo per recarsi ai seggi. Quanti siano gli ideologi del partito del non voto rimarrà sempre un mistero ed assimilarli ai qualunquisti è un gioco da ragazzi. Se si riuscisse ad organizzare un partito degli astenuti il discorso sarebbe diverso , ma cosi' non è. Andando a votare in ogni caso non si fà nessun danno ad un partito che non c'è. La scheda bianca è almeno un segno di protesta.

    1. gm 20 febbraio 2013

      In realtà il voto a grillo (che m'è pure simpatico) minimo farà perdere altri anni per una vera presa di coscienza degli italiani. Questo insistere da parte di alcuni commentatori nel denunciare il presunto carattere controproducente del "non voto" è solo dimostrazione


      1) di essere pervicacemente attaccati al mito del voto


      2) di non afferrare il rivoluzionario valore psicologico di una generale presa di coscienza dell'inganno che si cela dietro il rito delle elezioni (almeno in questo momento e in questo paese)


      3) di non afferrare che solo dopo questa generale presa di coscienza potranno aprirsi prospettive di cambiamento.

    1. nuvolenelcielo 20 febbraio 2013

      Con il 30% di indecisi fino all'ultimo, il M5S può anche vincere le elezioni.
      Non è che un indeciso vota Pd o Monti per intenderci... l'indeciso è guidato all'ultim dall'emotività non dalla razionalità. Comunque è un'ottima cosa essere nel paese delle Meraviglie..., non vedo la preoccupazione. La razionalità non ha MAI fatto le rivoluzioni e MAI le farà, perché è una funzione secondaria nell'essere umano.

    1. mincuo 20 febbraio 2013

      E' sbagliata l'ottica di Zibordi. E anche di molti qui. Sotto il profilo economico e programmatico non vale niente. E' il profilo culturale, il cambio di alcune logiche a cominciare da quello che hanno in bocca sempre tutti: "il sistema" senza domandarsi mai "che caxxo è questo sistema in fin dei conti"? E' quello di dx e sx, falsi opponenti. Questo è un cambio culturale. Che non è neanche attuato del tutto nemmeno all'interno del movimento di Grillo, visti molti commenti, perchè parecchi pensano sia un modo per fare la solita rivoluzione targata da una parte, coi suoi stereotipi,e i suoi imbrogli, e come risultato il solito gruppo di potere, e la solita oligarchia finale. Ci vuol tempo. Il valore è instillare l'idea che è possibile la distribuzione di decisioni reali a partire dal basso, e cne consegue lo smantellamento di parecchie intermediazioni politiche, un altro valore è il controllo dell'operato, sun altro sta nell'apertura a un'informazione e conoscenza che riduca almeno indottrinamento di massa (la storia di internet gratis, di una rete TV, di togliere finanziamenti editoria è quello in sostanza). Poi altre cose, cambio di linguaggio, valore delle parole, valore dell'esempio ecc...

      Sullo specifico, governare, programmi, politica economica, finanziaria, non c'è molto salvo anche lì dei principi, e cioè un cambio culturale: l'idea che si può "ridiscutere" quello che hanno inculcato che sia "indiscutibile" come l'Europa, il debito ecc..

      ll valore sta nell'aver capito che sono tutte cose preliminari e necessarie solo a rendere minimamente possibile una società differente. E anche che possono influenzare i comportamenti degli altri, se trovano sempre più consenso.

      Il loro compito in Parlamento e fuori, nei media, e tra a gente, è soprattutto parlare. Non si cambia cultura in quattro e quattr'otto.

    1. mincuo 20 febbraio 2013

      Sicuramente non è gente delle più raccomandabili per fare le Rivoluzioni che hanno in testa i TAO e i TRUMAN. E per fortuna. Quelle le abbiamo già viste. Con il PARTITO, la Linea Del Partito, i Capoccia del Partito, la Polizia Politica del Partito, la Burocrazia che ingrassa col Partito, il lavoro forzato o coatto del Partito, e la gente nella merda peggio di prima in fila con la tessera per un tozzo di pane, e dall'altra parte il solito manipolo di lestofanti, ladri, e assassini miliardari del Partito.

    1. Truman 20 febbraio 2013

      Giovanni, per andare a capo nei commenti, basta che digiti




      lo puoi anche copiare dal mio testo. Fai una prova con l'anteprima del commento se non ti è chiaro.

    1. Truman 20 febbraio 2013

      @Giancarlo54: dici la realtà sono i mercati che ci guardano con il fucile puntato.


      Intanto la realtà è una parola abusata. Lo spiegava Keynes che quasi tutto ciò che riguarda il denaro è basato sulle aspettative e i desideri delle persone, non su una fantomatica realtà. Del resto l'economia è un sottoassieme del sociale e nel sociale è noto da tempo il fatto che la realtà è una costruzione umana.

      Insomma nel sistema ideologico dei biscazzieri della finanza l'unica realtà è quella che dà loro da mangiare. La nostra realtà può essere molto diversa, basata sulle persone invece che sui tassi d'interesse.



      Ma i mercati sono pronti a sbranarci...

      Ricordo un mio vecchio amico, un campagnolo duro, di quelli abituati a trattare con il mondo della natura. Robusto e temprato, non aveva paura di nulla, o quasi...

      Raccontava questo mio amico di quando una volta, andando per campi, si trovò di fronte un cane enorme che gli si lanciò addosso ringhiando. Il suo riflesso fu di girarsi e scappare via, ma il cane era molto grosso e molto poco amichevole e il pensiero fu: "Se scappo questo mi sbrana!".
      Il mio amico si rigirò verso il cane e si piantò a gambe larghe, pronto a combattere, con le mani in alto, pronte a calare sul collo del cane.

      E il cagnone si bloccò, si fermò a distanza e cambiò tono, il ringhio diventò quasi un guaito e poi indietreggiò.


      Vabbuò, non facciamola lunga, le uniche battaglie veramente perse sono quelle che uno ha paura di combattere, quelle che dà vinte in partenza al nemico. E non ci sono mai sconfitte vere quando dopo la sconfitta ci si rialza e si riprende a combattere.

      Noi non ci arrenderemo.

    1. yago 20 febbraio 2013

      Perchè ci sono forze politiche e finanziarie fuori dall'Italia che possono stritolarci, non è un modo di dire, vedi l'Estonia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e ora in parte anche le piccole imprese e il commercio da noi

      Perchè non lo stanno già facendo? Ci tengono in piedi per depredarci lentamente ,ma inesorabilmente. Se ci fosse un barlume di speranza il tuo discorso avrebbe senso, ma purtroppo , dati e numeri alla mano, non abbiamo vie d'uscita.

    1. yago 20 febbraio 2013

      Se il voto a Grillo non servirà a niente, averlo votato di sicuro non sarà stato un dramma. Non votare invece significa far decidere chi vince a coloro che vivono con i proventi della politica.

    1. giovannizibordi 20 febbraio 2013

      [... E' ORA DI FARE UNA BELLA FRITTATA E QUINDI QUALCHE UOVO BISOGNA PUR ROMPERLO........una rivoluzione non e' un'invito a cena dicevano, e allora che si soffra ma che si abbia anche una speranza di uscire da questo incubo socio-economico, almeno proviamo...]
      ==============================================================================

      OK. Avete ragione nel volere un cambiamento radicale, una rivoluzione e rompere le uova, ma dicendo che esiste anche il freddo lato economico si intende che l'Italia non è un paese semplice come l'Ecuador composto di peones sfruttati e latifondisti e politici corrotti sfruttatori. E' un grande paese con della ricchezza e dell'industria e che HA ANCORA TANTO DA PERDERE. La gente si rivolta quando non ha niente da perdere, ma non è il nostro caso in Italia ora. Nemmeno in Grecia, dove ora vendono il cibo scaduto nei supermercati, la gente si è rivoltata. Hanno rivotato l'anno scorso i partiti di prima e la maggioranza dei greci è anche ora contro l'uscita dall'Euro per cui anche il partito di opposizione, Siryza, dice che non può proporre di uscire dall'Euro. E in Spagna dove sono messi peggio di noi a parte gli indipendentisti catalani non ci sono segni di rivolta su scala nazionale
      -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
      L'Italia non è composta solo da quelli che leggono siti come questo, siamo in 60 milioni di persone di età media sopra i 40 anni, che in totale hanno circa 7 mila miliardi di euro di ricchezza (immobili, soldi, bonds, fondi....), circa mezzo milione di piccole aziende e 5 milioni di partite iva, 2 mila miliardi di debito pubblico e 1.6 miliardi di debito privato. Qui su DonChisciotte o sul mio sito siamo quattro gatti alla fine, bisogna anche indicare una soluzione logica al problema economico di 60 milioni di italiani (opposta all'austerità).
      Perchè ci sono forze politiche e finanziarie fuori dall'Italia che possono stritolarci, non è un modo di dire, vedi l'Estonia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e ora in parte anche le piccole imprese e il commercio da noi
      ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
      Bisogna ANCHE parlare dei numeri, rifiutare la logica economica in blocco ed esprimere rabbia e speranze non funzionerà più di tanto. Anche voi a casa vostra e nel vostro lavoro non andate vanti solo a rabbia e speranza. Beppe Grillo e Casaleggio hanno scelto di giocare sulle emozioni di speranza e la rabbia stando"fuori" da tutto, dalla logica dei media, dai dibattiti, dalle alleanze, dalla scelta di personaggi credibili capaci di discutere, dall'economia...Funziona bene per lanciare un movimento in una situazione di crisi, ma quando arrivi al 20% dei voti hai delle responsabilità nazionali. E dovrai affrontare l'Europa, la BCE, il mercato finanziario, i dibattiti, i media, le alleanze, la scelta di centinaia di persone qualificate in posti di responsabilità e la fottuta economia....

    1. hobie 20 febbraio 2013

      SOMARI INEBETITI: Quoto parola per parola. Non potevi dirlo meglio. E i somari non fanno la Rivoluzione. Purtroppo, come diceva Montanelli, in italia la rivoluzione la si fa solo col sindaco in testa a lgruppo e coi carabinieri.
      E' un paese dii merda, con la pancia troppo piena, sempre più egoista e razzista, sempre più cieco e arrogante, con politici bugiardi e ladri e banchierii corrotti e onnipotenti. Ma i somari, catodicamente eterodiretti dai media, sopportano pazienti, sine die... questa è l'itsalia, sic...

    1. Truman 20 febbraio 2013

      Diceva un nostro vecchio amico:

      I) Combatti le strategie del nemico;

      II) Combatti le alleanze del nemico;

      III) Attacca le fortezze del nemico.


      Il mitra serve dopo. Il Parlamento non è una fortezza.

    1. hobie 20 febbraio 2013

      NON PAGARE LE TASSE DI QUESTO REGIME LADRO E INFAME. - NON COMPRARE I LORO GIORNALI - NON GUARDARE LE LORO TV - NON COLLABORARE CON LA LORO BUROCRAZIA , LE LORO BANCHE, I LORO SBIRRI - AUTORGANIZZARSI - AUTOGESTIRSI - USCIRE DALL'EURO SUBITO - SOVRANITA' TOTALE POLITICA E MONETARIA E IN CULO L'EUROPA DEI TECNOCRATI - NORIMBERGA PER POLITICI E BANCHIERI - ETC
      Vedi, non c'è solo il voto e sono quasi tutto cose che possiamo fare tutti noi da subito (io ad altri già siamo su tale cammino, quando smetterete di credere alla farsa di questo stato, allora il mostro morirà, ma finchè ci credete e lo votate persino, il sistema non cadrà mai). Serve una RIVOLUZIONE. ORA!

    1. yago 20 febbraio 2013

      Se ho un credito faccio del tutto affinchè il mio creditore non fallisca. Se penso di non riavere nulla , mi accontento anche di riavere una sola parte.
      Il mondo finanziario fa la stessa cosa. Fin quando Monti-Bersani-Berlusconi lo riassicura che spremerà pr bene gli Italiani pur di fargli pagare debiti ed interessi , sono tranquilli e nessuno si preoccupa tranne gli Italiani, naturalmente.
      Se gira il vento la smetteranno di giocare con gli spread e con tutte le furbate finanziarie. Tutti cercano di suggerire soluzioni ai poteri veri , ma dimenticano che questi le soluzioni le conoscono benissimo, solo che semplicemente applicano quelle che gli convengono. Sicuramente far uscire soldi dalle tasche degli Italiani per loro attualmente è la cosa piu' conveniente.

Visualizzati 20 di 77 commenti approvati.