APPLE, AMAZON, TESLA E IL CAMBIAMENTO DINAMICO DELL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA

DI VITALIYI KATSENELSON

institutionalinvestor.com

Per me scrivere è un’esperienza stravagante. A volte mi sembra quasi di avvertire un intervento divino. E non tanto per la divinità, quanto per l’intervento in sé stesso. E’ quasi come se ci fosse un’altra persona ( e spero proprio che si tratti solo di una persona) nella mia mente che cerca di comunicare con i miei lettori. Mi siedo a scrivere e le lettere prendono vita formando parole che a loro volta diventano frasi; è a questo punto che leggendo queste nuove idee penso: “Accidenti, avrei voluto pensarle io”.

Dopo aver pubblicato il mio ultimo articolo sull’innovazione finanziaria della Apple ho scoperto che Spirit, T-Mobile ed ora anche Verizon si stanno battendo come leoni contro le nuove offerte IPhone. La cosa sorprendente consiste nel fatto che, a prescindere da come questa guerra per il wireless sarà combattuta, c’è già un vincitore definitivo: la Apple. Alla fine i competitors perderanno tutti, distruggendo i loro profitti cercando di sostenersi a vicenda. Spenderanno milioni di dollari in pubblicità per attirare nei loro negozi dei clienti che, udite udite, acquisteranno comunque degli IPhone. E se i consumatori sceglieranno il programma IPhone upgrade della Apple, l’azienda diverrà ancora più gigantesca (come avevo già affermato nell’articolo precedente). Allo stesso modo il 2015 sarà l’anno in cui i servizi wireless di AT&T e Verizon US passeranno dalla crescita alla stagnazione. Un altro appunto sulla Apple: tutti i suoi marchi vanno ben oltre l’essere semplicemente attraenti o supertecnologici. Nel corso degli anni la compagnia ha conquistato un incredibile affetto da parte dei consumatori. C’è solo un’altra compagnia che mi viene in mente in grado di fare altrettanto: Amazon.com. Amazon rende lo shopping online facile, il suo servizio clienti è efficiente ed inoltre vanta una grande trasparenza dei prezzi. Infine, non solo permette ai venditori di transare i loro prodotti dai propri siti, ma addirittura li spedisce al cliente.

La fiducia dei consumatori nei confronti di Amazon è così grande che essi oramai non perdono nemmeno più tempo a comparare i prezzi tramite altri canali, saltando Google a piè pari (e questa per Google non è una buona notizia). Di recente, ho preferito pagare qualche dollaro in più su Amazon piuttosto che ricorrere ad un website concorrente sapendo che, in caso di restituzione del prodotto, esso sarebbe avvenuto senza alcun problema. Tutta questa fiducia fa si che Amazon ed Apple possano essere considerate vere e proprie piattaforme (una parola oggi molto in voga negli ambienti di Wall Street) permettendogli dunque di lanciare sul mercato un’enorme varietà di prodotti.

Quando la Apple ha affermato che presenterà la sua nuova Apple car, presumibilmente nel 2019, sarà in grado di conquistare un’enorme fetta di mercato che era prima appannaggio della GM, proprio per l’immensa fiducia che oramai il suo marchio ingenera nei consumatori. Nel momento in cui la mia figlia più piccola, Mia Sarah, che ora ha 2 anni, imparerà a guidare, i motori a combustione interna saranno ormai considerati una reliquia del passato da consegnare ai musei (esattamente come la Ford T). Mi è venuto da sorridere recentemente dopo aver visitato uno store della Tesla ed aver avuto modo di osservare il treno motore di quell’auto. Sembra quasi uno skateboard: di fatto si tratta di una sottile lastra di metallo al cui interno è posizionata la batteria, 4 ruote ed un motore elettrico grande quanto un cocomero. Ebbene si, la Tesla è composta da sole 18 parti meccaniche. Non so quante parti meccaniche possa avere un’auto con motore a combustione ma sicuramente si tratta di un numero che si avvicina al migliaio. Interessante da notare, le auto a combustione hanno anche più componenti elettronici della Tesla.

I broker di Wall Street stanno facendo a gara per arraffare più azioni possibili delle concessionarie di auto (specialmente dopo che la Berkshire Hathaway di Warren Buffet ha acquistato la Van Tuyl Group) e di case produttrici. So di esprimere un’opinione minoritaria, ma credo che la festa stia per finire. Apple di certo non userà le concessionarie per vendere le sue auto. Di sicuro non vuole che l’esperienza di acquisto possa venire rovinata da un cattivo venditore. Esattamente come per l’IPhone, vorrà avere il controllo totale sul processo di acquisto. Se Tesla ed Apple, congiuntamente, decideranno di bypassare il modello di vendita tradizionale, l’industria automobilistica mondiale dovrà affrontare uno svantaggio competitivo enorme. Dovrà abbandonare anch’essa la vendita tramite concessionario. Lo so che la vendita diretta di un’auto non è legale in molti stati americani, ma se è stato possibile emendare la costituzione per ben 27 volte sarà anche possibile emendare la legge che regola la vendita delle auto (tra l’altro un semplice artificio figlio della grande depressione). Sono quindi fermamente convinto che lo schema tradizionale di vendita, vista la situazione economica attuale che porterà per forza di cose a preferire un’auto elettrica, sia comunque destinato a scomparire. Un’automobile con poche parti meccaniche ed un’elettronica ridotta all’osso ha basse possibilità di rompersi; conseguentemente, avendo bisogno di minori riparazioni, strozzerà quello che è uno dei maggiori profitti dei concessionari.

I nati nella generazione del miracolo economico hanno un concetto romantico di auto. Molti di loro ricordano quanti cavalli avevano e tutte le specifiche delle auto che hanno posseduto. Per la generazione successiva (la mia) e per quella nata poco prima del nuovo millennio, l’auto è semplicemente un’interruzione tra Facebook e Twitter. Conosciamo la marca dell’impianto stereo della nostra auto ma se ci chiedono quanti cavalli ha, dobbiamo cercarlo su Google. Siamo poco romantici nei confronti delle nostre auto e proviamo una fedeltà molto maggiore verso Apple o Google. E la cosa strabiliante di queste auto elettriche è che non sono molto diverse da uno smartphone. Il prezzo di questi nel corso degli anni ha subito un forte calo a causa dei loro componenti che sono di fatto diventati beni di largo consumo. A parte le ruote e le candele di accensione non troverete in una Ford o in una GM molti componenti simili tra loro. E la possibilità che tali prodotti diventino beni di largo consumo è decisamente limitata. D’altra parte invece, la semplicità delle auto elettriche e le ambizioni di Apple, Tesla e di chiunque altro vorrà diventare parte integrante di tale mercato porterà a produrre economie di scala e dunque ad un abbattimento dei prezzi. Oggi la Tesla è più un’azienda di software e batterie che una casa automobilistica. D’altronde, come abbiamo da poco scoperto, anche la Volkswagen produce più software di quanto pensassimo.

Ricordo il giorno in cui otto anni fa la Apple introdusse il suo primo smartphone sul mercato. Nessuno allora sospettò che questo piccolo apparecchio (con tutti gli altri smartphone che ne sono poi conseguiti) avrebbe permesso lo sviluppo di Uber, un servizio che sta rendendo praticamente disoccupati tutti i tassisti del mondo. Ma le finora impreviste conseguenze dell’avvento dell’auto elettrica non sanciranno solamente la morte delle concessionarie ed un monumentale spostamento di quote di mercato nell’industria delle automobili. Il gasolio può essere solo un derivato del petrolio (certamente esiste anche l’etanolo, con il piccolo difetto che la sua commercializzazione negli Stati Uniti risulta abbastanza problematica). Le fonti dell’elettricità invece sono molteplici – gas naturale, carbone, energia nucleare e solare, pale eoliche, centrali idroelettriche e petrolio ( e di sicuro ne dimentico qualcuna). Il 70% del petrolio prodotto viene utilizzato per le auto e per i camion. Provate solo ad immaginare i cambiamenti globali nella politica e nelle alleanze se solo il petrolio perdesse il suo appeal. Gli Stati Uniti dimenticherebbero persino il nome dell’Arabia Saudita, e tutto il medio oriente apparirebbe tutto ad un tratto profondamente diverso. La Apple potrebbe essere stata troppo ottimista nell’aver previsto il lancio della sua auto nel 2019, ma comunque vada il suo ingresso nel settore avrà un impatto devastante. Per gli altri, s’intende.

Dopo tutto, la Apple ha già il know how necessario per disegnare un auto (è già partner di carplay, un sistema di intrattenimento creato per le auto ed innestato su Iphone), vanta un network globale di punti vendita, ha delle risorse illimitate ( 150 miliardi di dollari di liquidità che generano un flusso di cassa di oltre 50 miliardi di dollari l’anno) ed una creatività non limitata dall’aver prodotto per decenni solo motori a combustione. Lasciatemi insistere su quest’ultimo punto. C’è una buona ragione per cui la Nokia, un tempo leader mondiale nel campo delle comunicazioni cellulari, ha perso la sfida contro gli IPhone della Apple. Il suo patrimonio di conoscenze è troppo istituzionalizzato. Utilizza centinaia di ingegneri solo per potenziare l’intelligenza di un cellulare che resta sostanzialmente stupido. Ha cercato di trasformare un sistema operativo per cellulari superato come il Symbian in un sistema operativo per smartphone. E malgrado la Apple abbia praticamente tracciato la via su come disegnare uno smartphone, la Nokia insiste ancora nel vedere i proprio prodotti solo come un ulteriore sviluppo di quelli vecchi. La risposta della General Motors nei confronti della Tesla non è stata molto differente. Ha presentato la sua nuova Chevy Volt, nient’altro che un’auto con motore a combustione dentro cui ne è stato installato uno elettrico. A meno che la vecchia industria automobilistica non riesca a creare un reparto totalmente distaccato da tutto il resto delle operazioni, sarà molto difficile che i suoi ingegneri riescano a trasformare il proprio paradigma di pensiero e diventare veri ideatori di auto elettriche.

Vitalyi Katsenelson

Fonte: www.institutionalinvestor.com

Link: http://www.institutionalinvestor.com/blogarticle/3493738/apple-amazon-tesla-and-the-changing-dynamics-of-the-car-industry/banking-and-capital-markets-corporations.html#.Vg4iAXvjCUd

1.10.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO FILIERI

18 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
spadaccinonero
spadaccinonero
5 Ottobre 2015 19:50

pc, mp3, tab ecc della apple non mi piacciono per niente

sono inutili, costosi e inferiori cad aggeggi elettronici con prezzi decisamente più abbordabili
l’intelligenza dell’utente medio dimostra quanto sia bassa, non a caso quei bidoni con ruote comunemente chiamati suv si vendono a destra e a manca
p.s. se le cosette apple fanno schifo figuriamoci un’auto fatta da loro…
probabilmente sarà un successone conoscendo i "gusti" del consumatore
XD
Servus
Servus
5 Ottobre 2015 21:12

Sono un ingegnere, ma riguardo ai telefonini tengo molto in considerazione il parere dei ragazzini, dato che ci marciano sopra tutti insieme appassionatamente. 

Ebbene mio figlio ha 12 anni, è già un youtuber con centinaia di iscritti, conosceva e usava WhatsApp ben prima che la acquistasse Facebook per 19 miliardi, conosceva e gioca con Minecraft da prima che la acquistasse Microsoft, e riguardo agli Iphone dice: sono i peggiori telefonini del mercato, meglio Samsung.
blobbb
blobbb
5 Ottobre 2015 21:27

ammazza che sviolinata verso apple e le aziende americane, il tizio non si rende conto che non esistono solo aziende yankee ,ma anche cinesi, coreane ed europee

clausneghe
clausneghe
5 Ottobre 2015 21:41

Ma, secondo me ci vede giusto, il tipo.

Il futuro è dell’auto (e moto) elettrica, alcune volanti, addirittura, come nel film Blade Runner..
Dopo la guerra presente, tutto il mondo cambierà paradigmi, compreso quello dei trasporti, e paesi come l’Arabia Saudita torneranno ai cammelli..
Boero
Boero
5 Ottobre 2015 21:44

Potranno spendere il loro marchio,ma non introdurranno niente di diverso. L’articolo fallisce nello spiegare per quale motivo si dovrebbero comprare auto elettriche che vanno con l’elettricità prodotta col petrolio,piuttosto che con una macchina che va direttamente col petrolio… Sposti il problema a monte,ma non lo sposti,oltretutto la rete elettrica riduce l’efficienza energetica perchè nella rete viene persa un casino di energia,non la so quantificare,ma dalla resa più che decente di un diesel moderno intorno al 40%-50% andresti al 20-30%. Lo so che molti diranno ma è il futuro,ma sono persone scarsamente propense a ragionare e fortemente circuibili con la storia del ”futuro”. Secondo punto:il rapporto peso del combustibile/peso del veicolo,per quanto ne so,non è che siccome sei un ”creativo” che fa gli smartphone ultrasottili,che riesci in qualche anno a risolvere i problemi che tecnici di tutto il mondo non hanno risolto in 50 anni… oggi come oggi il rapporto peso del combustibile peso del veicolo è SPROPOSITATAMENTE favorevole al motore a combustione interna,mentre le batterie nell’auto SOLO elettrica peserebbero un casino… Quanto durano la carica di un Iphone,un giorno? Avete presente come si scaricano in fretta? Bhe che credibilità hanno? Vogliono fare una macchina che ogni 50 km è ferma?… Leggi tutto »

Boero
Boero
5 Ottobre 2015 21:52

Solo per capire quanto l’auto elettrica sia una stronzata è sufficiente sapere che in rapporto peso del combustibile/peso del veicolo è più favorevole nell’auto ad aria compressa che nell’auto elettrica,cioè utilizzando l’aria compressa come conduttore di energia rispetto all’elettricità risparmi,ma non fa figo,non fa futuro non fa Apple…

non che io sia un sostenitore dell’aria compressa che appunto come l’elettrico sposta il problema a monte,ma non lo risolve.
La questione è COME viene prodotta l’elettricità.
Boero
Boero
5 Ottobre 2015 22:03

Un conto sono i film,un conto è la realtà

snypex
snypex
5 Ottobre 2015 22:05

Io non sono un appassionato di smartphone, iphone e simili, ma devo ammettere che il terremoto che scuotera’ un mercato fermo sulla fine del 1800 mi eccita parecchio.

Ci dobbiamo rendere conto che il motore a scoppio e’ il piu’ inefficiente motore che sia mai stato utilizzato per il trasporto.

Quando il trasporto su motore a scoppio esplose, contemporaneamente, Nicola Tesla costruiva il primo veicolo a motore elettrico, ma la realta’ ha i suoi manovratori occulti.

Il motore a scoppio perde piu’ energia di quanta ne mette per smuovere cio’ che trasporta ed e’ il piu’ sporco, inquinante e deficiente (e devo ammettere di essere un tecnico del settore).

Tutto questo grazie ai petrolieri che speculano sulla nostra ignoranza da oltre un secolo.

Ammettiamolo: un motore elettrico oltre ad essere molto efficiente, silenzioso e pulito, a regime permettera’ di abbattere i costi del trasporto e di non inquinare piu’ i nostri polmoni e l’ambiente con letali sostanze sotto forma di nano-particolato.

Era ora che qualcuno demolisse questi dinosauri del cavolo.

ohmygod
ohmygod
5 Ottobre 2015 22:09

prima ho letto l’articolo ARABIA SAUDITA: L’INEVITABILE COLLASSO,
l’ho trovato zeppo di momenti strani, ingannevoli. sono stato tentato dalla curiosità di argomentarmi correlandomi ai movimenti.
nel mentre scartabellavo fra gli appunti è arrivata la futuristica Icar.
non quella dell’articolo. comunque mnemonico l’incipit.

blobbb
blobbb
5 Ottobre 2015 23:28

e ma il motore a scoppio ha un vantaggio che gli altri non hanno, il rifornimento….

rapido, efficiente, stabile, e diffuso…
yago
yago
6 Ottobre 2015 6:40

L’Italia è una repubblica fondata sul petrolio. Tutti i parassiti di stato prelevano gran parte  delle loro  laute prebende dalle accise , dai bolli , dalle multe, dai passaggi , dall’iva ecc. Immaginate se la tecnologia riuscisse a superare i limiti attuali delle auto elettriche e di avere due batterie intercambiabili di cui una sempre in carica ed alimentata da pannelli solari e o eolici. Come rapinerebbero gli automobilisti ?

Che fine farebbero i distributori o i meccanici? E’ una rivoluzione che i nostri politici non possono permettersi e, se sono degli incompetenti su tutto, quando qualcuno tocca i loro interessi si trasformano in feroci armi da guerra pronti a sconfiggere qualsiasi innovazione.  

Jor-el
Jor-el
6 Ottobre 2015 11:43

Quella sull’auto elettrica è una scommessa. Si fanno piani ipotizzando che, in un futuro più o meno prossimo, quella tecnologia diventerà efficiente e sostenibile. Le prime auto elettriche prodotte in scala saranno probabilmente dei gadget, serviranno a fare qualche giretto in centro, nelle vie dove le altre macchine non possono circolare. Questo è quanto ci consente quella tecnologia al momento attuale. Le produrranno Apple e Google, le aziende che hanno alle spalle il Pentagono e la FED. Costeranno parecchio, ma meno delle auto tradizionali. Poi, quando la tecnologia maturerà, quando avremo batterie la cui carica sarà paragonabile o superiore a un pieno di carburante, quando produrre batterie diventerà economico e sostenibile, probabilmente i prezzi scenderanno. Allora le auto costeranno quasi zero, il costo sarà distribuito sui componenti che si consumano (le ruote, le stesse batterie). Un po’ come le stampanti, che ora costano quasi nulla ma bisogna spendere parecchio per sostituire i toner. Quando dagli USA arriveranno le [i]vere[/i] auto elettriche, efficienti, sostenibili e quasi gratis,  l’industria automobilistica europea tenterà di reagire, come reagirono le gloriose telco europee, ma faranno la fine di Nokia e WhatsApp, comprate una dalla Microsoft e l’altra da Facebook. Il modello di business con cui… Leggi tutto »

albsorio
albsorio
6 Ottobre 2015 12:18

http://archiviostorico.corriere.it/1999/ottobre/31/Col_magnesio_superbatterie_lunga_vita_co_0_9910311369.shtml?refresh_ce-cp 

Questo per il peso e la sostenibilità, era il 1999…
Diremo che la nostra società e petrolio-centrica non solo per l’autotrasporto ma anche per prodotti come la plastica e le fibre tessili etc.
Sulla diffusione dei distributori di energia va tolto il monopolio del trasporto a ENEL
Il discorso è lungo e va oltre l’auto.
MarioG
MarioG
6 Ottobre 2015 14:28

Ottimo commento. Per molto tempo ho creduto al mito del ‘geniaccio’ americano che dal garage di casa sua poteva costruire un impero economico, perche’ viveva nella "terra delle opportunita’".

La realta’ e’ che la grande impresa americana e’ un’apparato ‘politico’ che affianca ed e’ affiancato dagli apparati statali, anche quelli dell’esercizio della forza (non solo militare,ma, e soprattutto, di intelligence).
La sua forza sta in questa sua integrazione. La logica che  presiede al suo sviluppo non e’ quella della "mano invisibile". E’ quella di  una mano che, piu’ o meno visibile, sa all’occorrenza agitare il tirapugni. 
spadaccinonero
spadaccinonero
6 Ottobre 2015 17:43

grande Jor e grande Mario

(:
makkia
makkia
6 Ottobre 2015 20:22

Ti sfugge il "concetto" espresso nell’articolo. O meglio il "concept". Apple ha lanciato il computer come lo conosciamo oggi. C’erano già un sacco di computer in giro, ma nessuno con finestre, icone, mouse, uno schermo dove lo sfondo è bianco e i caratteri neri proprio come su un foglio di carta, ecc.Nel 1984 dicevano che in Apple erano tutti pazzi. Con l’uscita di Windows 95 il PC è diventato quello che Apple diceva già da 11 anni. Certo, Apple ha fatto un favore a Microsoft. Ma ha imposto il suo concept. L’iPod era solo uno dei tanti player di MP3. Ma il concetto era che io non devo vantarmi di quanto sono tecnicamente competente nell’organizzare la mia collezione di brani e abile a schiacciare pulsantini minuscoli. Io voglio solo ascoltarli senza pensieri. Oggi i nostri smartphone sono dei player musicali "senza pensieri", come diceva Apple. Senza contare che Apple ha legato le enormi vendite dell’iPod al suo iTunes Music Store: tutt’ora i concorrenti che cercano di vendere musica on-line sono ridicoli in confronto. Non hanno ancora capito il concept. Ci arriveranno e potranno fare una barca di soldi anche loro. Ma fino a quel momento iTunes Music Store farà fare… Leggi tutto »

makkia
makkia
6 Ottobre 2015 22:30

Nokia non è una telco. E i suoi concorrenti americani Motorola e Blackberry sono andati a zampe all’aria prima di lei.Semplicemente ha sofferto di una pessima gestione e della mancata innovazione di cui gli altri americani hanno ugualmente sofferto.E’ arrivata una formidabile (onesta) competizione da iPhone e Andoid. Game Over. E’ cambiato il mondo. E’ caduto il meteorite. Sapevano cos’è un GPS? Ma non avevano mai pensato che si potesse usare un accelerometro a tre assi in un telefono. Neanche IMMAGINATO. Non diciamo che ci sono strane tattiche. Symbian faceva schifo.Nokia ha delocalizzato a bestia e licenziato a DECINE di MIGLIAIA le sue maestranze, abbassando la qualità generale.Nokia ha fatto il bullo e comprato concorrenti scomodi per affossarne le tecnologie.Nokia ha svenduto i suoi gioielli di famiglia con la crisi di innovazione che si è cercata.Nokia ha BENEFICAMENTE profittato dell’apporto dell’americana Microsoft ed esiste ancora solo perché i suoi Lumia sono "Nokia/Microsoft". Le TelCo sono un altro discorso. E lì hai perfettamente ragione.I servizi "gratis" dovrebbero portare grandi profitti… da cosa? Dai banner pubblicitari? Ridicolo!Google, Facebook, Twitter, sono aziende permanentemente in rosso. Chi comprerebbe le azioni di una Corp che, anno dopo anno, non denuncia un profitto che è uno?Eppure… Leggi tutto »

spadaccinonero
spadaccinonero
7 Ottobre 2015 18:24

ho avuto sia un pc apple sia un ipod

troppe seghe mentali
SONO STATI VENDUTI ANNI OR SONO