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APPELLO AI DIVORATORI DI FUTURO

DI CHRIS HEDGES
truthdig.com

Durante il suo breve tempo sulla Terra, la specie umana ha mostrato una notevole capacità di auto-distruggersi. I Cro-Magnon hanno mandato al creatore i pacifici Neanderthal. I conquistadores, con l’aiuto del vaiolo, hanno decimato le popolazioni native delle Americhe. La moderna guerra industriale del 20° secolo ha tolto circa 100 milioni di vite, per lo più civili. Ed ora stiamo seduti passivi ed ottusi, mentre le società ed i leaders delle nazioni industrializzate garantiscono che il cambiamento climatico sarà così veloce da comportare l’estinzione della nostra specie. Come sottolineato dal biologo Tim Flannery, gli homo sapiens sono i “divoratori del futuro”.

In passato, quando una civiltà andava a gambe all’aria per l’avidità, la cattiva amministrazione e l’esaurimento delle risorse naturali, gli esseri umani migravano da qualche altra parte per ricominciare il saccheggio. Ma stavolta i giochi sono finiti. Non c’è nessun altro posto dove andare.
Le nazioni industrializzate hanno passato l’ultimo secolo usurpando metà del pianeta e dominando la maggior parte dell’altra metà. Abbiamo esaurito il nostro patrimonio naturale in maniera vertiginosa, soprattutto i combustibili fossili, per prendere parte ad un’orgia di consumismo e spreco che ha avvelenato la Terra ed ha attaccato l’ecosistema dal quale dipende la vita umana. È stata quasi una festa per i membri dell’elite industrializzata. Ma è stata alquanto stupida.

Stavolta il collasso sarà globale. Ci disintegreremo insieme. E non c’è via di scampo.
L’esperimento di vita sedentaria durato 10.000 anni sta per arrivare ad una tremenda fine. Ed il genere umano, convinto di avere il dominio sulla Terra e su tutti gli essere viventi, riceverà una dolorosa lezione sulla necessità di equilibrio, ritegno ed umiltà. Non esiste alcun monumento o rovina che risalga a più di 5.000 anni fa. Come nota Ronald
Wright nel suo A Short History Of Progress [“Breve Storia del
Progresso”, ndt], la civiltà “occupa un mero 0.2% dei 2 milioni e mezzo di anni da che il nostro primo avo ha affilato una pietra”. Addio Parigi. Addio New York. Addio Tokyo. Benvenuti alla nuova esperienza dell’esistenza umana, dove il prerequisito per la sopravvivenza è rovistare alla ricerca di cibo nelle isole delle latitudini del nord.

Ci consideriamo creature razionali. Ma è razionale aspettare come pecore in un ovile mentre le compagnie del petrolio ed del gas naturale, le compagnie del carbone, le industrie chimiche, le fabbriche di plastica, l’industria automobilistica, le fabbriche di armi ed i leader del mondo industriale, come hanno fatto a Copenhagen, ci conducono verso l’estinzione di massa? È troppo tardi per prevenire un profondo cambiamento del clima. Ma perché aggiungere benzina sul fuoco? Perché permettere alla nostra élite regnante, guidata dalla brama del profitto, di accelerare questa spirale mortale? Perché continuare ad obbedire alle leggi ed alle regole dei nostri carnefici?

Brutte notizie. La disintegrazione del ghiaccio del Mare Artico in accelerazione significa che probabilmente il ghiaccio estivo scomparirà nell’arco dei prossimi dieci anni. Gli oceani assorbiranno ancor più radiazioni solari, facendo aumentare in modo notevole il tasso di surriscaldamento globale. La terra di ghiaccio della Siberia scomparirà, provocando l’esalazione di fumi di metano dal sottosuolo. Lo strato di ghiaccio della Groenlandia ed i ghiacciai dell’Himalaya e del Tibet si scioglieranno. Nel dicembre 2007, Jay Zwally, scienziato climatico presso la NASA, ha dichiarato: “Spesso ci si riferisce all’Artide come al canarino nelle miniere di carbone per il cambiamento climatico. Ora, come segno di tale cambiamento, il canarino è morto. È il momento di cominciare ad uscire fuori dalle miniere di carbone”.

Ma raramente la realtà costituisce un impedimento alla follia umana. I gas serra del mondo hanno continuato a crescere dopo la dichiarazione di Zwally. Dal 2000, le emissioni globali di anidride carbonica (CO2) da combustibili fossili sono aumentate del 3% all’anno. A questo ritmo, le emissioni annuali si raddoppieranno ogni 25 anni. James Hansen, capo del Goddard Institute for Space Studies presso la NASA, nonché uno dei principali esperti sul clima, ha avvertito che continuare a surriscaldare il pianeta sarà “la ricetta per il disastro globale”. Come stimato da Hansen, il livello di sicurezza di CO2 nell’atmosfera deve essere inferiore alle 350 parti per milione (ppm). Il livello attuale di CO2 è di 385 ppm ed è in continua crescita. Già questo garantisce conseguenze terribili, anche se agissimo immediatamente sul taglio delle emissioni di CO2.

Per 3 milioni di anni, il ciclo naturale del carbone ha assicurato che l’atmosfera contenesse meno di 300 ppm di CO2, dando sostentamento all’ampia varietà di forme di vita del pianeta. L’idea che oggi viene difesa dall’élite aziendale, o almeno la parte in contatto con la realtà del surriscaldamento globale, è quella di oltrepassare intenzionalmente i 350 ppm e poi tornare ad un clima più
sicuro attraverso un taglio rapido e drammatico delle emissioni. Ovviamente, questa è una teoria pensata per assolvere l’élite dal loro attuale non agire.
Ma come scrive Clive Hamilton nel suo libro Requiem for a Species: Why We Resist the Truth About Climate Change [“Requiem per una Specie: Perché Resistiamo alla Verità sul Cambiamento Climatico”, ndt], anche “se le concentrazioni di anidride carbonica raggiungessero i 550 ppm e dopo di che le emissioni scendessero a zero, le temperature globali continuerebbero comunque a crescere per almeno un altro secolo”.

Copenhagen probabilmente è stata l’ultima occasione che avevamo per salvarci. Barack Obama e gli altri leader delle nazioni industrializzate l’hanno sprecata. Un cambiamento climatico radicale è sicuro. Ora si tratta solo di vedere quanto sarà negativo. I meccanismi del cambiamento del clima, avvertono gli scienziati, creeranno presto un effetto domino che potrebbe spingere la Terra in uno stato caotico per migliaia di anni prima di poter riacquistare il suo equilibrio. “Se gli esseri umani saranno ancora una forza del pianeta, o se riusciranno a sopravvivere, è una questione inutile”, scrive Hamilton. “Una
cosa è certa: saremo molti di meno”.

Siamo diventati preda dell’illusione che siamo in grado di controllare e modificare il nostro ambiente, che l’ingenuità umana garantisca l’inevitabilità del progresso umano e che il nostro dio secolare della scienza ci salverà.
“L’intossicante convinzione che possiamo conquistare qualsiasi cosa si sta
scontrando con una forza più grande, la Terra stessa”, scrive Hamilton. “La
prospettiva di scampare il cambiamento climatico sfida la nostra insolenza
tecnologica, la nostra fede illuminista nella ragione e l’intero progetto
modernista. La Terra potrebbe presto dimostrare che, alla fine dei conti, non può essere domata e che la brama dell’uomo di controllare la natura ha solo fatto risvegliare una bestia assopita”.

Siamo di fronte ad una terribile verità politica. Coloro che detengono il potere non agiranno con l’urgenza richiesta per proteggere la vita dell’uomo e dell’ecosistema. Le decisioni sul destino del pianeta e della civiltà umana sono in mano a dei troll etici ed intellettuali come Tony Haward della BP.
Questi padroni della politica e delle aziende sono guidati da un codardo
desiderio di accumulare ricchezza a spese della vita umana. Lo fanno nel Golfo del Messico. Lo fanno nella provincia meridionale cinese di Guangdong, dove l’industria dell’export sta prosperando. La trasformazione della Cina in un
capitalismo totalitario, fatta in modo da inondare i mercati mondiali con merci a basso costo, sta contribuendo alla drammatica crescita delle emissioni di anidride carbonica, di cui si prevede un raddoppiamento del tasso in Cina entro il 2030, da poco più di 5 miliardi di tonnellate quadrate a poco meno di 12 miliardi.

Questo degrado del pianeta da parte delle società è accompagnata da un degrado dell’essere umano. Nelle fabbriche di Guangdong vediamo il nostro avversario negli occhi. Il sociologo Ching Kwan ha trovato “fabbriche sataniche”, nella zona industriale a sud-est della Cina, che “vanno ad un ritmo talmente snervante che i limiti fisici e la forza corporea dei lavoratori vengono messi a dura prova ogni giorno”. Alcuni impiegati hanno giornate lavorative dalle 14 alle 16 ore, senza un momento di pausa durante il mese fino al giorno di paga.
In queste fabbriche, per un impiegato è del tutto normale lavorare 400 ore o più al mese, soprattutto nell’industria tessile. La maggior parte dei
lavoratori, osserva Lee, sopportano salari non pagati, deduzioni illegali e
tassi salariali sotto la norma. Vengono spesso abusati fisicamente e non
ricevono indennizzo se infortunati sul lavoro. Ogni anno una dozzina o più di lavoratori muore per il troppo lavoro solo nella zona di Shenzhen. Con le parole di Lee, le condizioni di lavoro “vanno oltre la nozione marxista di
sfruttamento ed alienazione”. Un sondaggio pubblicato nel 2003 dall’agenzia di stampa ufficiale cinese, [Chine News Agency, ndt], citato nel libro di Lee Against the Law: Labor Protests in China’s Rustbelt and Sunbelt [“Contro la Legge: Proteste sul Lavoro nelle Rustbelt e Sunbelt della Cina”, ndt], osserva che 3 lavoratori immigrati su 4 hanno problemi a mettere insieme il salario. Ogni anno, scrive Lee, una ventina di lavoratori minaccia di commettere suicidio buttandosi
di sotto o dandosi fuoco per i salari non pagati. “Se pagare il lavoro di un
individuo è un assioma fondamentale dei rapporti di lavoro del capitalismo,
molti impiegati cinesi non sono ancora lavoratori in senso stretto”, scrive
Lee.

I leader di queste società oggi determinano il nostro destino. Non sono dotati di decenza o compassione umane. Eppure, i loro lobbisti fanno le leggi. Le loro
aziende di pubbliche relazioni modellano la propaganda e la banalità pompate
attraverso sistemi di comunicazione di massa. Il loro denaro determina le
elezioni. La loro avarizia trasforma i lavoratori in servi globali ed il nostro
pianeta in una terra desolata.

Con l’avanzamento del cambiamento climatico, ci ritroveremo di fronte ad un scelta tra l’obbedire alle regole imposte dalle aziende e la ribellione. I nemici sono coloro che fanno lavorare degli uomini fino alla morte in fabbriche
sovraffollate in Cina e trasformano il Golfo del Messico in una zona morta. Non
meritano riforma o fiducia.

La crisi climatica è una crisi politica. O sconfiggeremo l’élite aziendale, il che significherebbe la disobbedienza civile, un rifiuto della politica tradizionale in favore di un neo-radicalismo e la sistematica violazione delle leggi, oppure ci vedremo consumarci. Il tempo non è dalla nostra parte. Più aspettiamo, più la nostra distruzione è garantita. Il futuro, se restiamo passivi, ci verrà strappato via dagli eventi. Il nostro obbligo morale non è verso le strutture di potere, ma verso la vita.

Chris Hedges
Fonte: www.truthdig.com
Link: http://www.truthdig.com/report/item/calling_all_future-eaters_20100719/
19.07.2010

Traduzione a cura di ROBERTA PAPALEO per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Truman

  • Simulacres

    Non sono un esperto in merito e non ho neanche quelle conoscenze sufficienti per poter razionalmente valutare quanto vi sia di vero o no in questo genere di notizie.

    Di una cosa però sono certo: l’ambiente in cui respiriamo diventa ogni giorno più più irrespirabile e che l’abbrutimento delle nostre piccole vite, nella quale stiamo giorno e notte trincerati, ci impedisce di apprezzare l’inesorabile decadenza nella quale sono cadute e nella quale – e non sarà ancora per molto – a breve saranno tutte sommerse dalla Tenebra. Amen!

  • Tonguessy

    Se ci sono i nazi-maoisti a confondere destra e sinistra, per par condicio ci sono anche gli industrial-ecologisti, quelli che confondono le bufale immesse nell’etere dai soliti noti (IPCC, Hadley Center etc..) con le schifezze immesse nell’atmosfera dagli altri soliti noti (industrie e in generale tutti i fautori del “progresso”).
    Scopriamo così che “lo strato di ghiaccio della Groenlandia ed i ghiacciai dell’Himalaya e del Tibet si scioglieranno” nonostante “siamo diventati preda dell’illusione che siamo in grado di controllare e modificare il nostro ambiente”. Curioso, no?
    Giusto per fare chiarezza: lo scioglimento dei ghiacci dell’Himalaya entro il 2035 è una stupidaggine totale come è stato ammesso dallo stesso Pachauri
    http://www.climatemonitor.it/?p=6847
    mentre la miscela di gas e PM10 che respiriamo noi abitanti delle città stranamente non ha bisogno di visibilità mediatica, parrebbe. Perchè? Semplice: sul riscaldamento mediatico (quello climatico dev’essere ancora dimostrato) ci guadagnano i bei baroni alla Pachauri (L’Hadley Center è un Policy Advisor, cioè chiede di fare investimenti in certe direzioni) mentre sul peggioramento dell’aria da respirare ci guadagnano i capitani d’industria. In nessun caso ci guadagnano i cittadini.
    Degno di nota è stato il summit di Copenhagen, dove sono stati stanziati 100 miliardi di dollari (soldi di noi cittadini) contro il riscaldamento mediatico. Nessuna Copenhagen in vista invece per i problemi delle PM10 e relative allergie urbane in costante aumento. Niente soldi per i cittadini, solo per industrie e baroni: chissà perchè…

    Repetita juvant: climategate
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=838

  • prischia

    Ma se schiattero’ io schiatteranno anche la mia ex moglie, la mia ex suocera, il mio capufficio, i miei vicini uruguaiani alcoolizzati, il loro cane, Sgarbi, Emilio Fede e qualcun altro? Sono contento! Tanto lo so che Berlusconi scappera’ su Marte e fondera’ Forza Cydonia..

  • Fabriizio

    concordo Tonguessy

  • TN

    Ottima osservazione. Condivido a pieno.
    I “politici”, nella stragrande maggioranza dei casi, non muovono foglia senza che ci guadagni il loro reale elettore. Quando non siano direttamente coinvolti negli affari, come alcuni “commissari” europei.

  • Simulacres

    Quoto!

    ps. come suddetto non ho nozioni sufficienti… e tantomeno sono documentato come te, però, – considerando su come si evolvono le cose… – con tutta la mia ignoranza in queste ed altre faccende – non ho neanche bisogno di leggere centinaia di libri o altro per arrivare a comprendere (è palpabile) che sia agli uni che agli altri con tutta ‘sta storia dell’infinocchiamento ambientale – al soldo di qualunque bandiera – c’hanno il loro lautissimo tornaconto. Sono i nuovi ciarlatani del “progresso”. saluti

  • ottavino

    Ragionare di convenienza. Tutti mettono sempre l’accento sulla convenienza. E pensano: “questo mi conviene”, “facendo così ci guadagno”, “in quel modo ci perdo”, ecc. L’umano è ossessionato dal guadagno e dalla perdita. Ora, dopo aver letto questo articolo, razionalmente, dov’è la convenienza? Quale sarebbe il comportamento umano adatto alla nostra situazione planetaria? Risposta: tutti che vivono in povertà, consumando il meno possibile.

  • savi

    Aggiornatevi gente !!!!!
    Il cambiamento climatico è un dato di fatto naturale. La responsabilità scaricata alle emisiioni di CO2 è stata una manipolazione dei bastardi che hanno così applicato la prima tassa mondiale e tentato di controllare lo sviluppo dei paesi emergenti come India , Cina, Brasile ecc…
    Il cambiamento del clima è inoltre una copertura per usare le armi climatiche possedute dagli imperi russo/usa/cina , vedi tecnologia HAARP e similari.

    Il fatto che la razza umana si estingua in futuro è la cosa migliore che possa capitare a Madre Natura.
    Crepiamo tutti ed in fretta!

  • vic

    Basta con la menata del CO2!

    Non e’ dimostrato l’effetto serra da CO2, nel senso che se c’e’ non e’ misurabile.
    Era una suggestiva ipotesi di lavoro, poi lasciata cadere perfino da chi la propose, di fronte alla non-evidenza.
    E’ evidente a tutti che l’effetto serra e’ causato essenzialmente dalle nubi.
    Il mondo vivente vegetale, e’ contentissimo di poter disporre di concentrazioni maggiori di CO2. Basta con gli spauracchi, che alla fine portano ad indurre dei governi accecati ed asserviti a contrattare fra loro pezzi di carta del mondo finazista: i certificati di emissione sul CO2.
    Chiamiamoli col nome dovuto: prodotti finanziari derivati senza capo ne’ coda. Attorno a queste cosa gira sempre la solita cricca e la solita mentalita’. Ma l’uomo e la donna comune, col semplice buon senso, iniziano a capire l’antifona, sebbene vengano costantemente martellati da media acritici, embedded per definizione.

    L’articolo fa riferimento alla storia umana come ce l’hanno raccontata.
    Prudenza, estrema prudenza!
    Esistono ritrovamenti di manufatti metallici (sfere con delle scanalature, di evidente origine artificiale) vecchi di, tenetevi bene, due miliardi di anni.
    Uno che ha studiato i rapporti di numerosi ricercatori, archeologi, antropologi e cosi’ via, rapporti che andavano controcorrente, e’ Michael Cremo. Il suo (e di Thompson) libro “Archeologia Proibita” va letto. E’ documentato quel tanto che basta per non stancare. E’ tradotto in tutte le lingue salvo lo svizzero-tedesco ed il latino.
    Ne risulta una storia della civilta’ molto diversa da quella che ci raccontano.
    Una storia che si allinea con gli antichi scritti Indu’, su fino a Platone.
    Una storia anche di occultamenti, di metodi da due pesi e due misure.

    Ne viene fuori che l’homo sapiens in realta’ conviveva gia’ con gli australopitechi. I cui piedi sono sempre rimasti piedi da scimmia. Non c’e’ da stupirsi piu’ di quel tanto. Anche il Neanderthal conviveva col Sapiens.
    Cosa ci fa’ un sandalo che schiaccia un trilobite dentro una roccia del permiano?
    Michael Cremo esemplifica molti ritrovamenti di questo genere e ci induce a riflettere su quella che potrebbe essere la vera storia delle civilta’. Coi possibili corsi e ricorsi di cadute e rinascite.

    L’intervista piu’ recente appena rilasciata l’altro giorno alla radio Coast-to-Coast AM:

    http://www.coasttocoastam.com/show/2010/07/19 – ora 2, 3 e 4

    Il suo sito sull’archeologia proibita:

    http://www.forbiddenarcheology.com

    Insomma il cover-up da parte dell’ambiente universitario non e’ che una manifestazione di una patologia psicologica insita nell’uomo, una volta che ha un certo “potere” o “sapere”.
    Probabilmente e’ sempre stato cosi’. Fa bene rendercene conto.

    PS
    Cosa ci fa lo strano teschietto del cosiddetto bambino “Starchild”?
    Composizione ossea assolutamente atipica. Morfologia pure. E DNA pure. Gia’!
    Colui che sta investendo mezza vita in questo incredibile reperto e’ Lloyd Pye.
    Uno tenace, diplomatico ed eloquente al punto giusto.

    Link:

    http://www.starchildproject.com

  • francesco67

    ecco il momento di sclero del giorno… benvenuti nella controinformazione bugiarda.
    A volte penso che gli ecologisti siano anche peggiori dei politici.

  • Barambano

    L’uomo ha un impatto così esplosivo sull’ambiente che è stato certamente creato da qualcuno ad un dato momento. Non so da chi e per quale motivo.
    La specie umana sta coscientemente distruggendo il pianeta e noi su intenet in fondo ce ne compiacciamo.

  • ulrichrudel

    Forse sarà il caldo,forse l’afa, ma mi sembrava di aver capito che anche i rappresentanti del Bildenberg all’ultimo convegno in Spagna ,avessero deciso,loro, che il nuova allarme x la tenuta della Terra è dovuto al raffreddamento terrestre altro che al caldo-Quindi bisogna mettersi d’accordo,coperte di lana o aria condizionata.?
    Una cosa, sono sicuro che hanno ragione :La Terra con meno popolazione con, butto un numero, solo 2 miliardi di persone, con meno cani,gatti,mucche ecc.starebbe meglio.Io data la mia età faccio parte di quelli che lascio volentieri il posto libero

  • sandrez

    IMO visione troppo antropocentrica.

    ok stiamo distruggendo l’ambiente e noi stessi…e allora?!
    se siamo stupidi è giusto che scompariamo.
    sbaglio o la selezione naturale consiste proprio in questo?!
    chi non è adatto alla vita (qui sulla terra) se ne torna al creatore (se esiste).
    alla Natura (e a Gaia in particolare) non frega nulla di noi…è semplicemente indifferente.
    anzi…probabilmente gli diamo parecchio fastidio.

    non siamo la prima specie a scomparire, ne saremo l’ultima.
    non siamo la prima civiltà dai tempi dei Sapiens Sapiens a scomparire ma magari saremo l’ultima…un buon traguardo poter dire “io c’ero!”

    magari la prossima volta saremo più accorti e non ci faremo abbindolare dalle false promesse dei politicanti.
    che poi…pure i dinosauri sono scomparsi…chissà che politici avevano per avere una scomparsa così apocalittica come quella che gli è capitata.
    lol

  • anonimomatremendo

    “Cosa ci fa lo strano teschietto del cosiddetto bambino “Starchild”?”

    Sta li per vendere il libro “THE STARCHILD SKULL”,He he he.

    He he he:http://ufologie.net/htm/starchild.htm

    http://www.badarchaeology.net/

  • anonimomatremendo

    Cosa ci fa lo strano teschietto del cosiddetto bambino “Starchild”?

    Sta li per vendere il libro “THE STARCHILD SKULL”.He he he:http://ufologie.net/htm/starchild.htm

    http://www.badarchaeology.net/

    ciao ciao