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ANTROPOLOGIA DEL DOMINIO

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek

Nelle foto che vedete quì a fianco, un gruppo di sacerdoti incappucciati, vestiti di rosso, si appresta a bruciare una vittima davanti alla statua di un gufo, alta 15 metri.

La vittima viene portata legata su una barca, mentre gli altoparlanti fanno sentire ai partecipanti le sue vane richieste di pietà. Il gran sacerdote dà fuoco a una pira, su cui viene trascinata la vittima, mentre gli altoparlanti trasmettono strazianti urli di dolore.

Il luogo del rito, il Bohemian Grove, è un bosco di difficile accesso, in California, per la precisione un sito sacro rubato agli indiani Pomo e che oggi appartiene a un’organizzazione chiamata Bohemian Club.

Il rito, a cui sono ammessi solo maschi, è contornato da bevute sfrenate, orge omo ed eterosessuali (gli alloggi per le prostitute femmine si trovano all’esterno, ma vicino al luogo della cerimonia) e gare falliche tra uomini per urinare sugli alberi.Precisiamo che la vittima è uno scheletro nero di legno, vestito da donna. Ma non si tratta di un film dell’orrore, come si capisce dalla pessima qualità delle immagini rubate illegalmente.

Infatti il rituale si ripete ogni anno, in segreto, da circa un secolo.

E poi, tra il pubblico (composto da circa 2.500 persone) troviamo alcuni dei personaggi più potenti del mondo, appartenenti all’elite politico-mediatico-imprenditoriale: in massima parte, si entra a poter far parte del club per diritto ereditario.

Stiamo parlando di gente come George Bush (padre), l’attuale vicepresidente Dick Cheney, Bill Clinton, il presidente della Chevron/Texaco, Jimmy Carter, Colin Powell, Donald Rumsfeld, Henry Kissinger, James Baker, l’ex-direttore della CIA James Woolsey, David Rockefeller, il presidente della CNN , Bono degli U2, il presidente dell’IBM, il presidente della Bechtel Corporation (che assieme alla Halliburton di Cheney ha avuto gli appalti più importanti dell’Iraq), il giudice della corte suprema Clarence Thomas, il direttore di Time Warner, nonché l’attore pornografico gay Chad Savage.

Per due settimane ogni anno – e non è poco per chi per definizione non ha tempo da perdere – i partecipanti vivono in villaggi separati di bungalow, dai nomi pittoreschi.

Questa storia può essere letta in diversi modi.

C’è innanzitutto il punto di vista evangelico, chiamato con disprezzo “complottista”. Il sacrificio che i potenti compiono sarebbe un vero sacrificio, che indicherebbe la loro adesione a un culto antico e idolatrico, risalente ai sacrifici umani denunciati dalla Bibbia.

Trovo molte cose positive, e una negativa, in questo punto di vista.

Tra le cose positive, questo punto di vista aiuta le persone dell’America profonda, che lavorano dodici ore al giorno per pochi soldi, a capire la natura realmente satanica, secondo qualunque criterio, del dominio.

“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre. (Efesini 6:12)

C’è sempre un motore religioso e messianico dietro ogni rivolta, da quella degli anabattisti di Munster a quella dei contadini russi del 1917. E solo un simile motore ha potuto spingere un giornalista donchisciottesco e apocalittico come Alex Jones a violare il segreto del Bohemian Grove, e a scattare, tra l’altro, la foto che vediamo qui [1].

Fa poi piacere vedere queste armi di mobilitazione di massa rivolte contro chi, negli Stati Uniti, le adopera ogni giorno a sostegno di Israele in nome del cristianosionismo.

Il problema è che la tesi di Alex Jones non è vera (ma i fatti da lui denunciati, sì): anche per credere nel male, ci vorrebbe un idealismo che manca del tutto ai politici, mediatici e imprenditori che fanno parte del Bohemian Club.

C’è poi l’imbarazzata giustificazione ufficiale, che viene fuori solo dopo che i complottisti evangelici hanno svelato quello che succede. A parte aver deciso a suo tempo di produrre la bomba atomica, dicono gli apologeti, non si è mai fatto nulla di politicamente importante durante le riunioni a Bohemian Grove.

Il rito, poi, sarebbe una goliardata, e ciò che si sacrifica al Gufo sarebbe semplicemente un oggetto che impersona “Care” – i problemi, le preoccupazioni, i pensieri che assillano sempre i potenti.

Probabilmente hanno ragione, ma non un motivo sufficiente per ridicolizzare gli evangelici.

Infatti, il vero problema è un altro. Riti grotteschi tra bande di maschi che si ritengono degli eletti sono una costante della storia umana, dai tempi dei pirati dalmati a quelli della camorra napoletana, passando per le triadi cinesi. Diciamo tra parentesi che “grottesco” e “segreto” costituiscono una coppia inscindibile: siamo obbligati a non svelare il segreto anche perché, se no, tutti ci riderebbero dietro.

In questi casi, l’omosessualità, più o meno palese, gioca spesso un ruolo importante, che non ha nulla a che fare con la questione dei diritti delle persone omosessuali: tra i frequentatori del Bohemian Grove (come tra certi parà che sono andati a Nassiriya, ma non disdegnano, ci dicono, di frequentare la Mucca Assassina di Roma) si trovano ben pochi sostenitori dei diritti civili.

Anche se in contesti di ben diversa dignità, questi temi sono stati trattati dal viaggiatore arabo Ibn Fadlân durante la sua permanenza tra i vichinghi, e mille anni dopo, dal regista tedesco Volker Schlöndorff nel film Colpo di grazia.

Nei rituali maschili, l’esclusione delle donne, la convivenza, l’obbligo di preservare un segreto, la trasgressione – spesso sessuale e/o alcolica – sono strumenti per affermare, uno, che noi siamo fratelli uniti al di sopra ogni altro legame o morale, e, due, che insieme possiamo fare quello che ci pare al resto dell’umanità.

Il militare, il politico e l’uomo d’affari stanno dicendo che il legame che li vincola tra di loro è infinitamente più forte del legame che li vincola alla truppa, agli elettori o ai consumatori.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/1165985916#10219849
13.12.2006

Nota:

[1] Alex Jones denuncia quotidianamente improbabili complotti degli Illuminati di Baviera, agitando la Bibbia.

Ma davanti a 14 milioni di fedeli radioascoltatori, denuncia anche le guerre imperiali, il connubio politico-economico-militare, gli orrori di Guantánamo e Abu Ghraib, la mistificazione del terrorismo, la strumentalizzazione del cristianesimo, l’abolizione dello stato di diritto, e lo fa rivolgendosi a persone che non presterebbero mai ascolto a un Chomsky. God bless Alex Jones.

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“THE CONSPIRACY OF SILENCE”: IL VIDEO PROIBITO

Pubblicato da Davide