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ANTIFASCISTI GRECI TORTURATI DALLA POLIZIA

“Nessuno lo saprà mai …. A meno che non direte queste cose all’estero”.

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Manifestanti con uno striscione che recita Mai più il fascismo, durante una protesta al Pireo vicino Atene. Foto: Kostas Tsironis / AP.

Quindici manifestanti antifascisti sono stati arrestati ad Atene durante uno scontro con i neo-nazisti di Alba Dorata e hanno detto di essere stati torturati nella Centrale di Polizia dell’Attica (GADA) – l’equivalente di Atene di Scotland Yard – e sono stati sottoposti  ad un trattamento che il loro avvocato descrive umiliante come ad Abu Ghraib.
Un altro gruppo di 25 persone, che è stato arrestato dopo aver dimostrato a sostegno dei loro compagni antifascisti, ha dichiarato che molti di loro sono stati picchiati, fatti spogliare nudi e fatti piegare di fronte a ufficiali e altri manifestanti all’interno della stessa stazione di polizia.

I manifestanti hanno mostrato ferite e lividi. Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Molti dei manifestanti arrestati dopo la prima dimostrazione di Domenica 30 Settembre hanno detto al Guardian che sono stati schiaffeggiati e colpiti dagli agenti di polizia mentre cinque o sei altri agenti guardavano, che gli hanno sputato e “usati come posacenere” perché “puzzavano”, e li hanno tenuti svegli tutta la notte con torce e laser puntati negli occhi.

Qualcuno ha detto che sono stati bruciati sulle braccia con un accendino, e che gli agenti di polizia li hanno video registrati con i telefonini, minacciandoli di pubblicare le foto su internet e dare i loro nomi e indirizzi a Alba Dorata, che ha un una registrazione della violenza politica.

La popolarità di Alba Dorata è aumentata dopo le elezioni di giugno, quando ha guadagnato 18 seggi in parlamento, ma di recente è arrivata terza in diversi sondaggi, dietro il partito conservatore Nuova Democrazia e la sinistra di Syriza.

Il mese scorso il Guardian ha scritto (1) che alcune vittime di reato erano state consigliate dagli agenti di polizia di chiedere aiuto a Alba Dorata, che poi li avrebbe fatti sentire obbligati ad una donazione.

Una delle due donne arrestate ha detto che gli ufficiali hanno usato con loro brutali insulti sessuali e le hanno tirate per i capelli quando cercavano di evitare di essere riprese.  I manifestanti hanno detto che per 19 ore non hanno potuto bere né chiedere l’intervento di un avvocato. “Eravamo così assetati che abbiamo bevuto acqua dai gabinetti”, ha detto uno di loro.

Un uomo con una ferita alla testa sanguinante e un braccio rotto che dice che gli hanno rotto durante il suo arresto ha sostenuto che la polizia ha continuato a picchiarlo nelle stanze della GADA e gli ha rifiutato il trattamento medico fino al mattino dopo.

Un altro ha detto che la polizia lo ha costretto a tenere le gambe aperte e che lo ha preso a calci nei testicoli durante l’arresto. “Mi hanno sputato e mi hanno detto che saremmo morti come i nostri nonni durante la guerra civile”.

Un terzo è stato colpito sul dorso con un Taser, mentre cercava di scappare e la bruciatura si può ancora vedere.

“E’ come una scossa elettrica,” ha detto. “Le gambe si sono paralizzate per qualche minuto e sono caduto a terra. Mi hanno ammanettato con le mani dietro la schiena e hanno cominciato a colpirmi nelle costole e in testa con i calci. Poi mi hanno detto di stare in piedi, ma non ce la facevo, così mi hanno tirato con una catena, mentre mi trascinavo sugli stinchi. Hanno continuato con calci e pugni per cinque isolati fino all’auto della pattuglia.”

I manifestanti hanno chiesto di non pubblicare i loro nomi, per timore di rappresaglie da parte della polizia o di Alba Dorata.

Un secondo gruppo di manifestanti ha anche detto di essere stato “torturato” negli uffici del GADA.

“Siamo dovuti passare davanti a un ufficiale che ci ha fatto spogliare nudi nel corridoio, piegarci e girarci di fronte a tutti quelli che erano lì,” ha detto un manifestante al Guardian. “Ha fatto tutto quello che voleva con noi -ci ha preso a schiaffi, ci ha colpito, ci ha detto di non guardarlo e di non sedere a gambe incrociate. Nessuno degli ufficiali che sono passati in tutto quel tempo ha fatto nulla per fermarli.

“Tutto quello che potevamo fare era guardarci a vicenda girando gli occhi, senza muoverci,  per darci coraggio. Quell’ufficiale ci ha tenuto lì per più di due ore mentre telefonava al cellulare e diceva ‘sto lavorando e me li sto inculando, proprio per bene’. Alla fine solo quattro di noi sono stati accusati, per resistenza all’arresto. E’ stata una giornata del passato, come quando c’era la giunta dei colonnelli.”

In risposta alle accuse, Christos Manouras, portavoce della polizia ellenica, ha detto: “Non c’è stato uso della forza da parte degli agenti di polizia, contro nessuno, negli uffici del GADA.  La polizia greca sta esaminando e studiando approfonditamente ogni singola relazione per quanto riguarda l’uso della violenza da parte di agenti di polizia, se saranno riscontrate responsabilità, la polizia intraprenderà ogni  azione disciplinare prevista contro gli agenti responsabili.  Non c’è nessun dubbio che la polizia greca rispetterà sempre i diritti umani e non userà la violenza.”

Le proteste di domenica sono avvenute dopo un attacco vandalico contro una comunità tanzaniana  da parte di un gruppo di 80-100 persone in un quartiere centrale di Atene, nei pressi di Aghios Panteleimon, una roccaforte di Alba Dorata, dove già ci sono stati molti attacchi violenti contro gli immigrati.

Secondo i manifestanti, circa 150 persone hanno attraversato il quartiere in moto distribuendo volantini. Hanno detto che alla testa della sfilata c’erano due o tre uomini con delle magliette nere con scritto “Alba Dorata” e poi è scoppiata una rissa. Un gran numero di poliziotti sono subito arrivati dalle strade circostanti.

Secondo Manouras: “Durante la protesta con le moto ci sono stati scontri tra manifestanti e gente del posto. La polizia è intervenuta per evitare che la situazione degenerasse e per ristabilire l’ordine pubblico, forse c’è stata qualche contusione di lieve entità, durante gli scontri tra residenti, i manifestanti e la polizia… “

Marina Daliani, un avvocato di uno dei tanti gruppi di manifestanti arrestati ad Atene, ha detto che l’accusa era di  “disturbo della quiete pubblica con volto coperto” (perché i manifestanti  indossavano  caschi da motociclista), e di lesioni personali gravi nei confronti di due persone. Ma, ha detto, finora nessuna prova di questi fatti è stata presentata. I manifestanti sono stati rilasciati su cauzione di € 3.000.

Secondo Charis Ladis, un altro avvocato dei manifestanti, il maltrattamento di cittadini greci durante la custodia di polizia è stato raro fino a quest’anno: “Questo caso dimostra che abbiamo girato pagina. Fino ad ora eravamo convinti che chiunque fosse stato arrestato, anche per violenza, sarebbe stata al sicuro in mano alla polizia, ma questi giovani hanno detto di aver vissuto una notte di buio interminabile.

Dimitris Katsaris, un avvocato che difende quattro dei manifestanti, ha detto che i suoi clienti hanno patito una umiliazione sullo stile di Abu Ghraib, riferendosi al centro di detenzione dove alcuni detenuti iracheni sono stati torturati dai soldati americani durante la guerra in Iraq:

“Questo non è un caso di brutalità della polizia come quelli di cui si sente parlare di tanto in tanto in tutti i paesi europei. Questo sta accadendo ogni giorno. Abbiamo le foto, abbiamo le prove che quello che succede alle persone arrestate per aver protestato contro l’ espansione del  partito neonazista in Grecia. Questo è il nuovo volto della polizia, con la collaborazione del sistema giudiziario”.

Uno dei manifestanti arrestati, un uomo tranquillo di trent’anni, in piedi da una parte isolato, ha detto: “I giornalisti qui non denunciano queste cose.  Dovete  dirlo voi quello che sta succedendo qui, in questo paese che ha sofferto così tanto per il nazismo.  Nessuno lo saprà mai …. A meno che non direte queste cose all’estero”.

 

 

Note :

  1. http://www.guardian.co.uk/world/2012/sep/28/greek-police-victims-neo-nazi?intcmp=239

 

Fonte: http://www.guardian.co.uk/

Link: http://www.guardian.co.uk/world/2012/oct/09/greek-antifascist-protesters-torture-police

9.10.2012

Traduzione per ComeDonChisciotte a cura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • Tonguessy

    Dove sarebbe la novità?

    Scriveva Luis Sepulveda che «un popolo senza memoria è un popolo senza futuro». La memoria aggrega, è il collante che unisce generazioni, la memoria è la base della storia e del civismo. Ma in Italia la memoria spesso cambia forma, muta la sua pelle, si plasma a seconda della forma e dei contesti. Lascia spazio, alle volte, a rigurgiti di nostalgia che in politica trovano terreno nei movimenti che si rifanno al fascismo. Che non solo vengono tollerati, ma che spesso sono incoraggiati anche dai pubblici amministratori e ufficiali. SEGNALACI I CASI NELLA TUA CITTA’ o scrivi a [email protected] . Come è successo a Isernia. Dove fra qualche settimana si discuterà l’appello contro una strana sentenza di condanna di cinque uomini e due donne avvenuta il 5 maggio scorso. Strana non tanto per l’entità della pena, otto giorni di reclusione poi trasformati in un’ammenda da 1350 euro per ciascun imputato, quanto per le aggravanti. I FATTI, IN BREVE – Il 27 ottobre del 2011 nella città molisana si confrontano due gruppi. Da una parte Casa Pound e Gioventù Italiana del Molise, movimenti di estrema destra, dall’altra il Comitato antifascista molisano. Quest’ultimo protesta contro la decisione della Amministrazione provinciale di concedere l’uso di una sala pubblica «alle associazioni neofasciste» che hanno organizzato un incontro pubblico. Per questo chiede e ottiene il permesso dalla questura di poter organizzare un sit in davanti al palazzo della Provincia. C’è forte tensione quel giorno. Alimentata anche dai giornali locali che ipotizzano l’arrivo di black block. Eppure tutto fila liscio. Le disposizioni del comitato per l’Ordine pubblico sono rispettate alla lettera fino a quando un gruppo di antifascisti, circa quaranta, si stacca dal sit-in. Ma fanno pochi metri. Fronteggiati dalla polizia desistono e se ne vanno via cantando. I gruppi, dunque, non vengono a contatto. Ma tanto basta perché la questura identifichi sette del Comitato e li porti davanti a un giudice. La colpa? Aver disatteso le disposizioni della questura, con le aggravanti di aver gridato, come scrive il procuratore Federico Scioli nella richiesta di condanna, «slogan del tipo “il Molise è antifascista” e intonato la canzone “Bella Ciao”». «Dunque – dice il giuslavorista Carlo Smuraglia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – nulla è successo se non che un gruppo di manifestanti si era appena mosso e soprattutto aveva cantato, ahimè, Bella Ciao». Ad Isernia, sostiene ancora Smuraglia, «lo Stato dimostra tolleranza per un movimento di fascisti sedicenti “del terzo millennio”, che in quanto tali sarebbero fuori dalla Costituzione, e poi fa la faccia feroce con gli antifascisti che protestano senza aver compiuto alcun atto di rilevanza penale». Ma in Molise non è solo senza memoria il giudice che ha condannato sette persone per aver cantato una canzone partigiana, non ricordando per altro che l’ideologia fascista in Italia è pur sempre un reato, ma anche la Regione e il suo presidente Michele Iorio. Il quale, il sette agosto scorso, si è affrettato ad assicurare il patrocinio del Molise, come si evince da una nota della presidenza con tanto di numero di protocollo, alla manifestazione commemorativa su «X settembre ’43 – Isernia bombardata» promossa lo scorso otto settembre ancora una volta da Casa Pound e Gioventù Italiana. Una manifestazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche di un esponente della repubblica fascista di Salò. «Tutto questo – spiega ancora il presidente dell’Anpi che lo scorso 25 luglio ha lanciato da Gattico (Reggio Emilia) una campagna di contrasto al neo fascismo – trova le sue radici nel fatto che il nostro Paese non ha mai fatto i conti con il proprio passato, non ha mai fatto conoscere e analizzato a fondo il fascismo ed è stato troppo tiepido di fronte ai continui attacchi di revisionismo». Che come un fiume carsico ogni tanto ritrova la superficie. Il caso di Affile, piccolo comune romano, e del mausoleo dedicato al criminale di guerra Rodolfo Graziani e sovvenzionato dalla regione Lazio con 170mila euro, è solo l’ultimo dei tanti casi.

    Roberto Rossi
    l’Unità – 9.10.12-

  • Biribissi

    per saperne di più..con una lettera degli arrestati.

    NotiziedaInfoaut [www.infoaut.org]

    in cosa consiste la manifestazione con moto..

    http://www.youtube.com/watch?v=zKeTfw3wrKU&feature=related

    un corteo in moto per la difesa di migranti soprattutto aggrediti e uccisi da militanti di albadorata..ma magari giancarlo54 ci sapra spiegare meglio..

  • Tao

    Ormai protestare costa un occhio, il dramma di Nicola Tanno

    7 FERITI DA PALLOTTOLE DI GOMMA: 3 SONO ITALIANI

    BARCELLONA. La Spagna brucia. Come la Grecia. Non c’è giorno che nelle principali città non si scenda in piazza. Come in quella pubblicità di molti anni fa, il governo di Mariano Rajoy cerca disperatamente di tappare le falle che si aprono su tutti i fronti con un nuovo rubinetto, ma ormai non riesce più a star dietro alle rivendicazioni catalane, alle sempre più incandescenti campagne elettorali nei Paesi Baschi e in Galizia, alle manifestazioni a Madrid, ai sindacati che annunciano il secondo sciopero generale dell’anno, alle minacce dei ministri tedeschi per il riscatto prossimo venturo, e ora all’Audencia Nacional, il tribunale che ha giurisdizione per i delitti più gravi, che si ribella ai suoi diktat e si rifiuta di incriminare i manifestanti del 29-S.

    Esponenti di primo e secondo piano del Pp parlano apertamente di necessità di «modulare» il diritto allo sciopero. Nicola Tanno ha drammaticamente provato sulla sua pelle come si «controllano» le manifestazioni. Ha perso un occhio l’11 luglio 2010 in una manifestazione, peraltro per la vittoria della Spagna ai mondiali di calcio. Una manifestazione repressa nel sangue dai Mossos d’Esquadra, la polizia locale catalana, che colpì Nicola in un occhio con una pallottola di gomma. Lui racconta la sua storia nel libro Tutta colpa di Robben (Edizioni Ensemble, 2012), presto in seconda edizione. Lo abbiamo incontrato in un bar di Barcellona. «Ho cercato di raccontare la Spagna di questi ultimi anni – racconta Nicola – credo che quello che mi è successo dia il senso di un’epoca: l’uso delle forze dell’ordine, la crisi della democrazia, l’ottimismo improvvisamente collassato».

    Sembra ieri quando Zapatero diceva che la Spagna era nella Champions League dell’economia mondiale.

    L’Italia affonda nella crisi da 15 anni. Quando Berlusconi vendeva fumo, gli italiani gli dicevano: Ma che stai a dì. Qui invece ci credevano tutti che la Spagna stava rinascendo. Il crollo è stato talmente forte che li ha trovati impreparati.

    Come ha reagito il paese?

    La crisi della democrazia da un lato ha spinto molti cittadini a scendere in piazza ma dall’altro ha evidenziato nella magistratura e nelle forze dell’ordine l’impronta autoritaria che non avevano mai perso. Gente come la delegata del governo di Madrid, che parla di limitare il diritto a manifestare, è proprio fascista. Il paese è chiaramente in una fase di arretramento. Credo di essere stato vittima dell’inizio di questa fase.

    Paradossale che sia proprio stata una forza di polizia locale, come i Mossos, a essere protagonista di episodi di aggressività come quello di cui sei stato vittima.

    Io credo che i primi a esserne delusi sono proprio i catalani che dopo decenni di repressione culturale e militare pensavano di essere diversi. Invece, come mi hanno raccontato molti politici con cui ho parlato di quello che mi è successo, i criteri di selezione non sono stati sufficientemente severi. Per mettere insieme una polizia credibile in poco tempo si dovettero per forza abbassare i parametri psicoattitudinali.

    Non credi però che di fronte a episodi di repressione brutale come quelli avvenuti qui per il 15-M, pochi mesi dopo il tuo incidente, o a Madrid dieci giorni fa bisogna considerare una responsabilità politica?

    Senz’altro. Il governo centrale è quello che ha cercato di indultare due volte 5 Mossos condannati per tortura, quello che il giorno dopo quelle scene agghiccianti di repressione attorno al Parlamento ha promosso il capo della polizia di Madrid. Il sistema politico spagnolo è impregnato di cultura autoritaria, compreso il Psoe. Per questo l’archivazione del caso contro i manifestanti del 29-S, in cui il giudice ha formulato un’inedita accusa di «decadenza» alla classe politica e un’esplicita critica alla polizia, ha sorpreso tanto.

    Le foto delle cinque vittime delle pallottole di gomma (che da marzo sono sette, ndr) senza le loro protesi oculari sono esposte da mesi davanti al Museo d’arte contemporanea di Barcellona. La campagna «Barcellona può costarti un occhio della testa» ha avuto un grande impatto. E ora?

    Mostrarci senza la nostra “maschera” serve per far capire di cosa sono capaci le armi. Dopo che il parlamento catalano si è rifiutato di istituire una commissione d’inchiesta sulle pallottole di gomma che la nostra associazione Stop bales de goma proponeva, ci dobbiamo concentrare sui processi. Nel mio caso il giudice ha chiesto l’archiviazione per l’impossibilità di identificare chi ha lanciato la pallottola senza neppure interrogare i Mossos. Dobbiamo cercare di tornare ad attirare l’attenzione su questo tipo di arma.

    Perché secondo te 3 su sette delle vittime in Catalogna sono italiani?

    Non lo so, forse è una casualità. Forse è perché gli italiani sono una comunità visibile, impegnata, o semplicemente molto presente nella società catalana. Ma la cosa che mi indigna è che tre vittime italiane della stessa polizia e con la stessa arma non abbiano causato nessun interesse nel consolato italiano. Non una telefonata o una nota diplomatica. Nulla di nulla. La repressione La polizia spara senza limiti e rispolvera la sua tradizione autoritaria. Ma al governo non basta più: i popolari vogliono «rimodulare» perfino il diritto di sciopero

    Luca Tancredi Barone
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    9.10.2012

  • antiUsrael

    Polizia del regime bombanchiero antifascista che picchia antifascisti in buona fede il tutto condito da propaganda antifa NATO-britannica.
    Niente di nuovo sotto al sole.

  • Matt-e-Tatty

    Poco tempo fa credevo che non esistesse più il pericolo di un ritorno fascista con le modalità degli anni 20, ma ora inizio a pensare di esser stato in torto.
    C’è gia la polizia che li spalleggia, i media che li pubblicizzano, non a caso hanno preso una discreta percentuale di voti. Manca solo di capire chi paga materilmente la pubblicità (le derate alimentari che distribuiscono comprese).

  • castigo

    ormai è palese che si sia in guerra.
    ed in guerra non si può e non si DEVE giocare con regole diverse da quelle dell’avversario, pena l’annientamento.
    queste “persone” si sentono protette dalla divisa che indossano, e godono della più totale e scandalosa impunità.
    ma hanno comunque una faccia, un nome, una famiglia……

  • Merio

    Perdonami Castigo, ma stai per caso suggerendo che tali individui(sbirraglia, picchiatori istituzionali ect) debbano essere cercati casa per casa e ripagati con la loro stessa moneta??
    Sia chiaro che non c’è nessun tono polemico da parte mia…

    Pace ai tuoi sensi

  • castigo

    oibò, cosa ti viene mai in mente……

  • Merio

    Ok, no problem…
    sul fatto che la guerra sia iniziata hai ragione da vendere… il problema è quali tipi di armi utilizzeranno questi demoni…

    Pace ai tuoi sensi

  • Mattanza

    La polizia sta sempre coi fascisti,e’ piena di fasci,e chi e’ poliziotto e non fascio li accetta e asseconda perche in minoranza,questo in tutto il mondo penso sia cosi’.Sembra propio una istituzione fatta per loro,propio ci si sentono attratti loro dalla pistolina,il manganello ecc.

  • Ercole

    CHE senso ha essere antifascisti , se non si e altrettanto anticapitalisti,sono due facce della stessa medaglia,in fondo non dissentono molto dallo stalinismo , e dalla sedicente democrazia borghese . non dobbiamo guardare la forma ma alla sostanza del dominio borghese,altrimenti ci rendiamo complici ,se cadiamo nella trappola del nazionalismo i padroni avranno buon gioco e il capitalismo vivra in eterno anche se si cambia la forma del dominio di classe.

  • antiUsrael

    Vallo a dire al povero Nanni De Angelis.
    Incredibile di quante banalità holliwoodiane siete infarciti..

  • Mattanza

    L’idea che la polizia e’ un corpo reazionario e tendente al fascio sarebbe holliwoodiana?
    Hai le idee chiarissime,continua cosi’!

  • Tonguessy

    A cosa pensi che serva “andare oltre le ideologie”? A chi pensi sia utile chi grida contro Destra e Sinistra indistintamente? Questo è il disegno neocon, mio caro: eliminare le contrapposte ideologie per imporre l’ideologia unica del liberismo sfrenato. E dopo il crollo del muro di Berlino le cose si sono fatte ancora più semplici per il Capitalismo d’assalto, ed il fascismo sta rialzando la cresta. Nel nome della dura lotta contro le vetuste ideologie, ben s’intende.
    Più neoliberismo c’è, e più il fascismo trova humus per crescere, ben protetto com’è da qualunquismo da una parte ed efficientismo dall’altra (corpi repressivi sempre all’erta contro chi dissente). Vedi il caso Grecia.
    Fortunatamente le cose non sono sempre lineari, e le variabili di sistema possono creare qualche intoppo. Leggi Syriza e KKE. L’abbiamo sconfitto una volta, lo sconfiggeremo anche questa volta. A che prezzo, questo nessuno può dirlo.

  • Giancarlo54

    Abbiamo scoperto che i fascisti e i nazionalsocialisti hanno vinto la guerra e hanno imposto il loro dominio su tutto il mondo. Infatti Obama è fascista, la Merkel è fascista, Draghi è fascista, Monti è fascista, Ban Ki Moon è fascista, il papa è fascista, Hollande è fascista, Bersani è fascista, Berlusconi è fascista, il mondo è fascista.
    Antifascismo militante!

  • Giancarlo54

    Tu invece le idee le hai chiarissime. Continua a leggere topolino.

  • Giancarlo54

    Ahahahahaha, la ridicolaggine degli anti non ha il senso del limite. E’ uno spasso leggervi, la vostra democrazia sta crollando travolta da tutto il marcio di 70 anni, in un gorgo di ruberie e di corruzione. Io sto sulla collina a godermi lo spettacolo!

  • Tonguessy

    Ne riparliamo dopo che le forze dell’Ordine avranno bombardato la collina per prendere posizione. Perchè anche loro vogliono vedere cosa succede.

  • Giancarlo54

    Ma non sono amici dei fascisti? (le forze dell’ordine, intendo)

  • Matt-e-Tatty

    Pochissime le volte che non sono daccordo con ciò che scrivi, in particolare quando si parla di confronto pacifico (ma non è di questo di cui si parla ora) e questa volta con “L’abbiamo sconfitto una volta” perchè di fatto dopo il 45 i fedelissimi rimasero negli stessi ruoli e oggi ne vediamo gli effetti, (pensa solo a quando Monicelli parlava di suo padre e cio che lo portò al suicidio), senza contare che leggendo ciò che scriveva Gramsci sembra parli di oggi.
    Quanto al fascismo “moderno” mi ero un po illuso leggendo certe discussioni… lo ammetto che su questo sono stato un pollo, alba dorata è la prova che ieri come oggi i manovratori partono dal malcontento popolare per creare il loro consenso/sostegno/braccio armato… dietro ci sono i soliti fini.
    Ultimamente, dovendo scontrarmi con la mia ignoranza, sto cercando di approfondire il passato… sto andando a spulciare anche le docuntezioni degli anarchici del mio territorio (era la seconda forza politica negli anni 20 dalle mie parti) e sembra davvero che l’attualità greca conincida con l’Italia di 90 anni fa… lo stesso copione con poche varianti.
    Nel nostro paese credo che la trama sia un po più subdola… non ne sono certo ma oserverei piu attentamente certi movimenti “nuovi” che come dici te gridano contro destra e sinista contemporaneamente (avrai gia capito di chi parlo) più che i neofasci. Questi ultimi temo verranno fuori successivamente quando inizieranno gli scontri veri… ovvero quando tra qualche anno cadranno le finte alternative oggi emertgenti.
    PS: Una cosa che ho notato è che i nuovi simpatizzanti fascisti hanno uno strano pensare fatto di sentimento socialista ( sono dei poveretti tali quali a mè e tè) ma la lotta la sentono verso la classe politica e verso gli immigrati… una miscela di razzismo e opportunismo mascherato in una sorta di lotta di classe… alla base un’ignoranza storica spaventosa e per niente casuale… se è vero che per capire non ho certo avuto alcun aiuto da quella che è l’istruzione pubblica ma solo dalla mia ricerca personale e dalla testimonianza diretta oramai estinta o quasi (anche il fatto che i topi escano dalle fogne dopo 60 anni e non prima non è casuale secondo me).

  • Tonguessy

    Analisi perfetta la tua. Ogni volta che c’è recessione i lavoratori chiedono il pugno di ferro. Costi quel che costi le classi subalterne vogliono riprendere il tenore di vita precedente, e non avendo una coscienza politica adeguata finiscono inevitabilmente a destra, pilotati come marionette. Si dimenticano due cose (o glie le fanno dimenticare): che la crisi è voluta dal capitale, e che il capitale ha tutto l’interesse a mostrare i muscoli contro quei nemici che intralciano il loro cammino. Ecco quindi che l’arte oratoria, il populismo e la propaganda la fanno da padrona mentre nei corridoi dell’accumulo si organizzano piani per far intendere il contrario di quello che realmente è. Nulla di nuovo, davvero. Incluso l’infantilismo picaresco di certe pretese posizioni “neutrali” nel nome del “nuovo che avanza” e del “superamento dei vecchi schieramenti ideologici”.
    Se posso permettermi un consiglio, visto il tuo interesse per la questione: “Le cause del fascismo” di Alessandro Roveri è impagabile. Alla fine l’ho trovato su Ebay, di seconda mano.

  • antiUsrael

    si è un’idea holliwodiana per favorire solo un’autorità quella degli accumulatori d’oro(che oggi hanno creato la loro polizia l’eurogendfor visto che quella normale non gli bastava più)nonchè alfieri dell’antifascismo.
    Ma forse hai ragione tu: la polizia è fasshista ed è un’elemento inesistente nei paesi cosiddetti comunisti infatti non esiste a Cuba come non esisteva in Cina,Cambogia, Yugoslavia, Urss e in tutti i paesi del patto di Varsavia!!
    AntifauniversalstudiosMGM 😉

  • Mattanza

    Ragioni per categorie che sono confuse,Cosa credi che il comunismo russo non avesse connotati reazionari?Come tutte le societa’ moderne poi,la polizia con mentalita fascia ci sguazzava anche sotto Mao!
    Vivono il mito del guerrireo,gli piace comandare o obbedire,gli piacciono storie falliche insomma,capisci?Fascistoidi li vuoi chamare?

  • Mattanza
  • antiUsrael

    Ha i ragione questa maledetta polizia può essere chiamata solo con un nome fascioislamoclericomaschilistanazimaosistafallocentrica

  • antiUsrael

    Certo il Guardian dei bombanchieri ”inglesi” si premura che le masse non capiscano chi è il nemico e scarica la colpa sul ”male assoluto” chiamato fascismo eternamente reo di aver cacciato a calci in culo questi bancheri usurai(di Londra e di Wall Street) che oggi stanno affossando la Grecia e il mondo come ieri fecero con la Germania…