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ANCORA SUL DECLINO ITALIANO

DI MARCO DELLA LUNA
leconomistamascherato.blogspot.com

Il mio articolo La Meta del Declino Italiano (scritto il 19 Marzo, e in seguito aggiornato) ha suscitato commenti in parte basati su malintesi, e che richiedono qualche chiarificazione.

L’articolo si basa fondamentalmente sui dati econometrici, oggettivi, dati di realtà, forniti dal recentissimo saggio di Luca Ricolfi Il Sacco del Nord.
La separazione è l’unica riforma che possa rendere efficiente l’Italia ed elevare il Sud. Nessun’altra riforma può riuscire, se prima non si fa questa. Nessuna è mai riuscita. Di nessuna maggioranza politica. Non riuscirà in ciò nemmeno il federalismo, perché, ammesso e non concesso che lo lascino andar a regime, non risolve il problema monetario, ossia il fatto che l’Euro è una moneta troppo forte per consentire lo sviluppo economico del Sud e pure del Centro.

Questi dati dimostrano che lo Stato italiano, da 60 anni oramai, spolia delle loro risorse e dei loro redditi Veneto, Lombardia, e secondariamente Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Marche, per trasferire questo bottino in Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Umbria, Liguria, Val d’Aosta, e Roma. Evidenzia che questo spolio, giustificato dal progetto di perequare le regioni povere all regioni ricche, non ha prodotto alcuna perequazione, anzi il divario è aumentato. Quindi è un trasferimento che ha altre funzioni.

Il mio articolo ha il fine di descrivere il funzionamento del sistema di potere presente in Italia, evidenziandone i presupposti, gli effetti, e formulando previsioni sulle chances che possa essere modificato (dalla politica, dalla giurisdizione), su quanto potrà andare avanti, con quali sviluppi; e su quali eventi possano porre fine ad esso.

In base a queste previsioni, formulo consigli per i lettori.

Né il libro di Ricolfi (che sta ritornando su quei temi con nuovi argomenti, mediante articoli e conferenze), né il mio articolo, fanno valutazioni morali o antropologiche sui meridionali, né affermano che tutto il Nord sia spoliato e tutto il Sud sia parassita (anche se, nel complesso, ciò è vero): Umbria, Liguria, Val d’Aosta, Roma sono “prendenti” e non sono meridionali; la Puglia non è “prendente”, ed è meridionale. Ricolfi, in un suo articolo su La Stampa del 1° Aprile, osserva che la Lega Nord va forte nelle regioni spoliate, che quindi esprime la resistenza alla spoliazione.

Non affermo, anzi nego, che i Meridionali ricevano tutto il bottino del sacco del Nord compiuto dalla casta politica: essa usa il Sud povero come pretesto per spoliare il Nord, ma una buona parte di quelle risorse viene dirottata all’estero, oppure su grandi società che, oltre ad eludere il fisco, non reinvestono in Italia. Di quello che viene speso al Sud e in Roma, buona parte, forse una metà, finisce in opere pubbliche inutili, in servizi pubblici fasulli, in salari inutili, in pensioni di falsa invalidità, in lauti appannaggi per pubblici amministratori più o meno disutili (€ 400.000 l’anno ad ogni consigliere comunale siculo). Una parte minoritaria va effettivamente a beneficio di persone che ne hanno bisogno. Ma è assistenzialismo, non investimento. Queste spese-sprechi-assistenzialismi producono consenso, voti, sponsorizzazioni alla politica che le garantisce. Producono anche una mentalità tra il rassegnato e l’opportunista. Una mentalità che non si interessa, anzi neppure sa che cosa sia, l’efficienza, la produttività. Che non sa chiedersi “che utilità reale produce ciò che sto facendo, ciò per cui mi pagano?”. Mentalità tipica anche della burocrate, che sovente non percepisce il costo sociale e l’inutilità o disutilità propria e dell’ufficio in cui lavora. E ci ritroviamo con una burocrazia del 34% superiore a quella tedesca, con un’efficienza assai inferiore. Però questa è la media del pollo, perché la burocrazia lombarda è una frazione di quella siciliana. Ricolfi stima al 5% il tasso di inefficienza della pubblica amministrazione lombarda, contro il 55% di quella sicula.

Non affermo che il Sud, o meglio il Regno delle Due Sicilie, al tempo della sua conquista, fosse un paese arretrato e misero rispetto al Regno di Sardegna. Anzi – come spiego nel mio saggio del 2008, Basta (con questa) Italia – con l’eccezione di alcune sue aree estremamente svantaggiate, era più prospero, più avanzato nelle arti e nelle scienze, e, al contrario di quello, aveva le finanze in ordine. Proprio per questo era allettante, come terra di conquista. Inoltre era riuscito, per secoli, a difendersi dalla potenza Ottomana.

Non affermo che il Sud non abbia a sua volta subito spoliazioni: ne ha subite di brutali, accompagnate da feroci eccidii di civili – come spiego nel suddetto saggio – ad opera di Garibaldi, Bixio, Crispi, durante e dopo la conquista nel 1860; e furono tali spoliazioni a ridurlo come esso è a tutt’oggi. Ma non su mandato e nell’interesse del Nord (Veneto e Mantova saranno annesse solo nel 1866; Friuli V.G. e Trentino A.A. solo nel 1919), bensì su mandato e nell’interesse di Londra, che sfruttava il dissesto finanziario del Regno sabaudo per mandarlo a conquistare e saccheggiare il resto d’Italia, e insieme voleva costituire sotto le Alpi una media potenza che disturbasse l’Austria-Ungheria, l’espansionista Germania di Bismark, e la Francia imperiale di Napoleone III. Buona parte dei tesori e delle concessioni minerarie del centro e sud Italia finirono oltre manica, in effetti. I Savoia saccheggiarono anche lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana.

Il Trattato di Plombières tra Torino e Parigi stabiliva che le annessioni piemontesi si fermassero a nord del Lazio. La spedizione dei Mille, assistita dalla flotta britannica dell’Amm. Mondy (senza di cui sarebbe stata annientata dalla Marina borbonica), con la successiva annessione del Regno delle Due Sicilie, era contraria ai disegni del Conte di Cavour, il quale era consapevole che i meridionali avevano, nel complesso, un sistema sociale e valoriale, una mentalità, poco compatibili con quelli prevalenti nei popoli del Nord. Quando Camillo Benso morì, nel 1861, lasciò scritti in cui spiegava che, perlomeno, si doveva dotare Nord e Sud di due legislazioni separate. Ma anche questo suo consiglio fu, purtroppo, disatteso, e i Savoia, coi loro burattinai d’oltremanica, accozzarono ciò che ancora oggi non sta insieme: un paese costituzionalmente non funzionale e, oramai, anche non vitale, vista la sua persistente incapacità di reagire al suo ventennale declino.

Non affermo che la Mafia sia solo al Sud, ma è notorio che solo al Sud essa è dominante e capillarmente presente nella società, con ampie basi popolari (secondo il Viminale, il 72% dei Meridionali “sente” la presenza della Mafia intorno a sé). Vi è ampia letteratura storiografica che dimostra che la mafia era assai forte nelle istituzioni centrali dello Stato anche nel Ventennio, e che il governo USA deliberatamente rinforzò tale presenza dal 1944 in poi. Forme mafiose di controllo dei poteri pubblici e del mercato si hanno ovviamente anche al Nord, anzi in tutto il mondo o quasi: basti pensare ai cartelli delle materie prime, del cemento, delle sementi, del credito, del petrolio. O ai c.d. comitati d’affari, che altro non sono che cosche mafiose, anche se sovente non usano i metodi materiali caratteristici della mafia. O a quelle regioni tradizionalmente e stabilmente dominate da un certo partito politico, dove bisogna fare la volontà delle direzioni locali di quel partito, se si vuole vincere un posto pubblico o un pubblico appalto, od ottenere una licenza, una concessione, un permesso, e conservarla dopo averla ottenuta.

Dopo aver chiarito ciò che non affermo, passo a chiarire ciò che affermo.

Affermo che la stessa circostanza che il paese Italia comprende due aree, di cui una sviluppata, produttiva ed efficiente, e un’altra sottosviluppata, sottoproduttiva e inefficiente, determina – ribadisco: determina – il tipo di politica, di produzione del consenso e di esercizio del potere, che si fa in Italia:

-mantenere il Sud nella povertà e nell’inefficienza, nel bisogno,

-onde avere sempre la giustificazione per prelevare moltissimo al Nord

-col pretesto di trasferire e perequare o assistere il Sud;

-intercettare e usare quanto più possibile di quei prelievi per arricchirsi e comperarsi voti e sostegni.

In Italia, sinché perdurerà quella composizione, non è possibile che sia fatta una politica diversa da questa, perché questa è la politica più redditizia e più facile, e i nostri politici sono selezionati, generazione dopo generazione, per fare questa politica e nessun’altra.

La stessa composizione dell’Italia, con la sua area ricca e la sua area povera, crea un’opportunità di profitto che è superiore ad ogni altra possibile formula, quindi determina che sia sfruttata proprio quella opportunità.

Ecco perché si cambiano i colori delle maggioranze e si fanno molte riforme, ma niente cambia nella sostanza, e il paese rimane immobile e sempre più indietro rispetto agli altri.

Finché non venga meno questa opportunità, ossia la compresenza di un’area ricca e di un’area povera, quel tipo di politica continuerà, non importa quali danni esso produca.

Che cosa può far venir meno quest’opportunità? Non la perequazione del Sud al Nord, che è contraria agli interessi oggettivi della politica e che non in 60 anni non è nemmeno iniziata. Piuttosto, la perequazione del Nord al Sud – perequazione che è in corso attraverso lo spolio del Nord, che lo priva delle risorse anche per gli investimenti e la competitività nelle esportazioni. Forse un federalismo fiscale che ponga fine allo spoglio delle regioni efficienti e che, portando all’aggregazione di macroregioni omogenee, prepari il vero federalismo, che consiste nella libera scelta di ciascun popolo indipendente di federarsi o non federarsi, mediante un trattato (foedus, appunto, in Latino) con un altro popolo. Ossia, alla possibilità per Lombardi, Veneti, Emiliani, Piemontesi, di votare se federarsi o no, e a quali condizioni, con le altre regioni, mettendo in comune alcune funzioni, come la moneta, la difesa, la politica estera, una quota dei redditi, etc. Perché il federalismo, giuridicamente, è esattamente questo, non ciò che oggi si fa credere alla gente.

Affermo, inoltre, che, per le suddette ragioni, non solo il Nord, ma anche il Sud, oggi, avrebbe oggettiva convenienza a separarsi.

Il Nord, ovviamente, avrebbe l’immediato sollievo di trattenere circa 80-90 miliardi l’anno e di non essere più governato da Roma e dalla fauna romana, né da partiti collegati con la mafia del Sud, perlomeno per ragioni elettorali. Potrebbe abbattere la pressione fiscale e contributiva e investire in infrastrutture, ricerca, scuola, ambiente.

Il Sud, nel breve termine, perderebbe, è vero, 20-30 miliardi l’anno per effetto della separazione, ma li perderebbe egualmente fra due o tre anni, quando il Nord, per effetto delle spoliazioni, finirà fuori mercato. In compenso, avrebbe una serie di vantaggi immediati o quasi:

– la sua classe politica (mafiosa e paramafiosa) sarebbe automaticamente definanziata, quindi perderebbe potere;

– riceverebbe cospicui fondi strutturali dall’Unione Europea;

– uscendo dall’Euro, rilancerebbe le esportazioni e i turismo, nonché la produzione interna;

– non potendo più scaricare sul Nord i costi della propria inefficienza e degli sprechi, sarebbe finalmente costretto a divenire efficiente.

La separazione è inoltre l’unica riforma che possa porre fine al sistema di potere partitocratico che si è consolidato in Italia, e che tiene sottosviluppato il Sud per avere il pretesto di depredare il Nord, e che intercetta i trasferimenti per arricchirsi e comperarsi i consensi e i voti. E in tal modo governa e prospera senza aver da curarsi della gestione del paese.

Ma, proprio perché questo sistema è così redditizio e facile da gestirsi, quella riforma non si farà. La classe politica italiana, che non ha le capacità di gestire un sistema diverso, la impedirà. Criminalizzerà il solo parlarne. Forse però vi saranno conati di liberazione, al Nord, nel prossimo inverno. Infatti già da oltre un anno, al Nord, è in corso una moria di piccole e medie imprese, e a Maggio le imprese dovranno rinegoziare le loro linee di credito con le banche, e presenteranno i loro brutti conti del 2009 e i loro portafogli d’ordinazioni per il 2010 (-23% circa). E le banche sono esse stesse in difficoltà di bilancio. Quindi è da aspettarsi una marea di licenziamenti, chiusure, fallimenti per l’autunno prossimo. Il Nord allora sentirà in modo stringente che, unito al Sud e a Roma, è spacciato. A quel punto, è possibile un forte movimento di protesta e ribellione a quella che lo stesso Luca Ricolfi chiama “ingiustizia territoriale”. Ma non credo che si potrà arrivare all’indipendenza: troppo forte, soprattutto militarmente, è lo Stato romano. Troppo coesa, nel suo interesse distruttivo e nella sua incompetenza, è la casta politica romana. Da qui il mio consiglio: emigrare. L’Italia non ha futuro. E’ un cadavere che cammina, senza prospettive.

Qualcuno mi ha criticato ricordandomi che io stesso ho più volte scritto che il problema di fondo, comune all’Italia e a quasi tutti gli altri paesi, e non superabile mediante la separazione, è quello monetario, del signoraggio bancario, del debito infinito, di cui parlo in Euroschiavi, in Polli da Spennare e ne La Moneta Copernicana. Confermo che tale problema non sarebbe superato dalla separazione tra Nord e (Centro-)Sud. E’ ovvio. Ma, entro i limiti economici che vengono e continueranno a venire posti dal potere monetario, ci sarà sempre molta differenza tra un sistema di vita europeo e uno africano. E solo la separazione può assicurare al Nord, e consentire al Sud, di vivere in Europa anziché in Africa nei decenni a venire.

Marco Della Luna
Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com
Link: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/04/ancora-sul-declino.html
6.04.2010

Pubblicato da Davide

  • ludovico

    La tesi che il Mezzogiorno sia anzitutto un “costo” per il “dinamico” capitalismo padano (che senza la zavorra meridionale) si proietterebbe lancia in resta e in maniera vincente nella grande competizione globale, oltra a contenere un discutibile giudizio di valore inequivocabilmente brambilliano del capitalismo padano, si fonda su giudizi di fatto aleatori non meno discutibili.
    Il mezzogiorno come “zavorra” del Nord è un alibi alla mucillagine delle micro-imprese padane, venete anzitutto, che per dimensioni e capitalizzazione non solo non possono sperare di giocare la partita dei merca globali, ma l’hanno già persa. Il sistema coriandolare d’impresa sottomedimenzionata ha sin qui tenuto solo in virtù dei bassi salari, dell’alta produttività insita nell’assetto corporativo, e quindi puntando sui mercati esteri. Un simile sistema, com’è mostrano incontrovertibili dati empirici sta indietro di almeno dieci anni. Vedi anche la crisi di modello dei distretti. La secessione risolverebbe dunque ben poco, ovvero non risolverebbe i limiti costitutivi, sistemici, del capitalismo-mucillaggine.
    Vero è che i prossimi mesi saranno il Giudizio di Dio per l’industria padana. Capitalismo per capitalismo, il Capitale padano può salvarsi a condizione che dia corso ad un circolo virtuoso di aggregazioni e fusioni tala da dar vita a aziende che abbiano la capacità effettiva di competere nei mercati globali, di autofinanziarsi (quantomeno di quotarsi in borsa) invece di puntare sullevasione e l’elisione (Cioè sull’assistenzialismo di Stato!), di capitalizzarsi, spogliandosi per sempre dell’assetto familistico corporativo e primitivo.
    Ma per fare questo il Capitale-mucillaggine padano ha bisogno non solo delle banche (e di farle entrare negli assetti proprietari) ma di un forte Stato-nazione che lo protegga, anzitutto ripristinando la sovranità monetaria, nonché una politica protezionistica e svalutativa. Ovvero, la secessione dal Mezzogiorno, la fine dell’Italia come Stato-nazione, con contestuale permanenza nell’eurozona e amputazione del naturale mercato interno di sbocco e di approvvigionamento di forza lavoro a basso costo, si risolverebbe in una catastrofe, nella trasformazione del Nord in un zona di saccheggio per il Grande Capitalismo Finanziario Tedesco.
    En passant: non è affatto vero che l’unificazione tedesca si sia conclusa con successo. Parlano i fatti riguardo alle sperequazioni strutturali tra Ovest e Est.

  • Truman

    Se io fossi l’imperatore e dovessi mantenere sotto controllo i paesi sudditi, userei sicuramente (tra l’altro) la vecchia tecnica romana del “Divide et impera”.

    Incaricherei così i miei ascari locali di trovare le leve su cui agire per dividere la popolazione. Se la divisione principale fosse tra destra e sinistra, finanziarei la sinistra contro la destra e la destra contro la sinistra, farei compiere qualche attentato contro la destra, che verrebbe attribuito alla sinistra e viceversa. Potrei così creare un estremismo di centro. E avanti così per decenni.

    Quando questa strategia si logorasse, dovrei intraprendere nuove strade, in alcuni paesi potrei mettere i mussulmani contro quelli di altra religione, in altri paesi sarebbe più agevole sfuttare i contrasti tra varie regioni del paese, per esempio tra nord e sud.

    Se ci fosse una tale possibilità finanzierei i nordisti contro i sudisti, i sudisti contro i nordisti, comprerei giornali orientati geograficamente e giornalisti. E il popolo bove continuerebbe a scannarsi. E io regnerei sovrano.

  • Rossa_primavera

    Articolo pienamente condivisibile che ribadisce in modo chiaro che il
    principe di Metternich aveva ragione dicendo che l’Italia e’ solo un’espressione geografica e non una nazione.

  • stefanodandrea

    Bravo Truman
    tra breve pubblicherò un’intervista interrotta, inizialmente concessami da un esperto di signoraggio e poi interrotta, appunto. Agli eroi la gloria, ai traditori fucilate alla schiena e ai maghi, venditori di fumo e cazzari scatarrate nella bocca: di piùnon meritano

  • Tonguessy

    “nego che i Meridionali ricevano tutto il bottino del sacco del Nord” ma “buona parte, forse una metà, finisce in opere pubbliche inutili, in servizi pubblici fasulli, in salari inutili, in pensioni di falsa invalidità”.
    Chiaro, no? I Meridionali non prendono “salari inutili”. Cioè sì.

    Una visita psichiatrica di controllo ogni tanto, no?
    E comunque concordo con Truman: che gli Ascari continuino a mangiare panini col sapone e la smettano di scrivere. Specialmente se sono abitanti Della Luna.

  • ario

    “La separazione è l’unica riforma che possa rendere efficiente l’Italia ed elevare il Sud.” Questa affermazione mi trova perfettamente daccordo e, torno a ripetere, qualora si verificasse, in un paio di decenni potremmo assistere a un completo ribaltamento della situazione attuale con un Sud prospero e un Nord fuori dalla competizione globale proprio per la dimensione minuscola del suo apparato industriale, assolutamente non in grado di competere con i grandi “giocatori” del mercato mondiale.

    “Il Nord, ovviamente, avrebbe l’immediato sollievo di trattenere circa 80-90 miliardi l’anno e di non essere più governato da Roma e dalla fauna romana…” fauna in gran parte proveniente dalle regioni del Nord, i rappresentanti delle quali, regolarmente eletti, dopo aver poggiato i loro nordici deretani nelle comode poltrone romane fanno grossa fatica a staccarsene.

  • Kerkyreo

    E’ forse questo un pesce d’Aprile arrivato in ritardo? Mi scuso anticipatamente con tutti i lettori per la lughezza del mio commento. Detto cio’ il mio pensiero si sposta inizialmente sugli amministratori del blog! Probabilmente dormivano tutti mentre qualcuno pubblicava questo articolo scritto da un 15enne che vede le cose in superficie senza mai cogliere il reale problema italiano E NON SOLO.
    Lasciando stare tutte le sciocchezze storiche di 200 anni fa che sicuramente hanno un incidenza nulla su cio’ che accade oggi in Italia, vorrei spostare l’attenzione su altri aspetti che il NORDICO scrive nel suo articolo. Per l’Italia il Sud e il Nord sono a mio parere di uguale importanza. Osservando dal punto di vista economico le due macroregioni,caro signor Della Luna, si puo’ affermare che una compensa i limiti dell’altra, infatti, al Nord c’e’ la produzione di beni di consumo, ma il flusso di turismo che hanno regioni come Lazio, Marche, Campania, Calabria, Puglia e Sardegna e’ nettamente superiore a quello delle regioni industriali del nord e come lei sapra’ il turismo e’ un settore cruciale per l’economia del paese,inoltre, non credo che l’agricoltura sia il settore forte del Nord.
    Ma ci sono tanti e tanti altri aspetti che mi piacerebbe ferle notare!
    La cosa, pero’, che mi ha fatto ridere di piu’ sono questa sorta di vantaggi di separazione dei quali gioverebbero le due future NAZIONI.
    C’e’ da dire che quelli del Sud sono un po’ campati per aria, cioe’, lei dice che la classe politica mafiosa sarebbe definanziata e perderebbe potere, ma poi successivamente dice che riceveranno dei cospiqui fondi dalla UE. Un po come dire “vabbe’ separiamoci ,poi sono cazzi loro” .Ma lei crede veramente nelle cose che dice? Ma Gli amministratori dove sono? hahahah!!! E’ doveroso sottolineare che la mafia ha comprato tutte le aziende del Nord,quindi , non ve ne sbarazzerete tagliando lo stivale in due!
    Comunque non mi prolungo oltre….
    Vede Signor Della Luna la cultura e la storia del sud, con i suoi sapori e i suoi odori, la sua musica e le poesie, con i paesaggi splendidi e le bellezze artistiche, non puo’ essere liquidata con un semplice articolo e tantomeno da una legge balorda. Io, nato a Milano, MA figlio di Meridionali sento dentro di me un italianita’ fatta da Nord e Sud insieme.
    Falla finita! e se devi parlare di economia fallo seriamente e non pubblicando sciocchezze.
    E ancora mi chiedo ” ma gli amministratori dove sono?”

  • fusillo

    Non capisco l’ articolo…..
    I greci hanno fatto il ponte sullo stretto di cui noi favoleggiamo da anni.
    E’ demerito del sul o boicottaggio del nord?
    Dopo gli inglesi siamo tra le popolazioni che parlano meno lingue straniere nei paesi evoluti.
    E’ responsabilità del nord o pigrizia del sud?
    In certe facoltà universitarie danno dei corsi supplementari di lingua italiana perchè gli studenti non la conoscono.
    E’ un regalo del nord o una regalia del sud?
    Se vogliamo cambiare dobbiamo essere noi stessi disposti a farlo per primi:
    quest’ anno andrò in vacanza in albania:
    cominciate così….ad esempio.
    Meno ipocrisia più unità!
    E’ una ricetta che funziona sempre.
    Viva gli italiani abbasso i farabutti.

  • Truman

    Chiede Kerkyreo: …amministratori del blog! Probabilmente dormivano tutti mentre qualcuno pubblicava questo articolo…
    Tutti gli articoli pubblicati nella parte centrale sono scelti direttamente da qualcuno degli amministratori. Le scelte sono criticabili, ma non ci sono articoli entrati per sbaglio.
    A parte questo, l’articolo di Marco Della Luna espone dei punti di vista sempre più diffusi nel nord-Italia. A me appaiono errati, ma molta gente (spesso la maggioranza) ci crede. Non basta riderci su, ma occorre controbattere a tali argomenti.

  • TizianoS

    Se in Jugoslavia all’epoca di Tito si diceva: «Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Tito», per l’Italia di oggi si può solo dire: «Uno stato, una nazione, una lingua, una religione, un alfabeto e un solo Berlusconi». In teoria quindi non ci dovrebbe essere in Italia l’ “effetto Jugoslavia”. Ma io credo che ci sia, di fondo, un fattore che accomuna, ad esempio, la Slovenia al Lombardo-Veneto: il fatto che la Slovenia si senta mitteleuropea (e non balcanica) e parimenti mitteleuropeo si senta il Lombardo-Veneto (e non mediterraneo).

    E’ Berlusconi colui che di fatto tiene unita la nazione ? La sua eventuale scomparsa dalla scena politica porterà alle stesse conseguenze della fine di Tito ? Io sono propenso a rispondere sì ad ambedue le domande.

  • nuvolenelcielo

    l’italia deve uscire dall’europa e dall’euro, più che la padania dall’italia…

    questa sarebbe una questione molto più interessante. ovviamente affiancata a quella del signoraggio, non vedo perché bisognerebbe metterla in secondo piano per dei limiti imposti dal sistema quando poi si propone addirittura di fare una secessione…, è ridicolo

    vista tra l’altro la gigantesca opposizione che c’è rispetto a una secessione. al massimo il veneto si può fare la secessione da solo, per il resto dell’italia la vedo difficile.


    e la forza di ogni organismo, come quella di ogni nazione, sta anche in quelle che sono le sue debolezze.
    non siamo solo un pil del cazzo, siamo vita

  • Tonguessy

    Ho avuto la disgraziata idea di comprare, tempo addietro, “Le chiavi del potere”, scritto dal “famoso” Della Luna. Mi fossi pulito il culo con quei soldi (anche in metallo) non avrei provato lo stesso senso di disagio di quando mi sono cimentato nel leggerlo.
    Non vi tedierò con un’improbabile sintesi dei deliri ivi contenuti, mi bastano alcune pirle (chiamarle perle mi sembra oltremodo offensivo nei confronti di quei bivalvi) prese a caso, dopo avere riesumato il libro dal fondo dello scaffale in cui era poco dignitosamente finito.
    “Per tenere unito il paese si è scelto di mantenere milioni di persone improduttive concentrate al sud e nel pubblico impiego; ciò comporta che chi lavora deve subire il dimezzamento del proprio salario” (pg67)
    “Il cosiddetto stato sociale…. fu inventato da governi sicuramente antidemocratiche…, mentre le democrazie più riuscite-quella britannica e soprattutto statunitense- sono o sono state restie a introdurlo” (sul fatto che siano restie a “introdurlo” senza vaselina…soprassiedo-ndr pg61)
    “Gestire la produzione è molto difficile e impegnativo per i politici nostrani- richiede capacità che non hanno minimamente (Berluskoni al contrario le ha, dunque dà scandalo) pg56
    “I comunisti infatti, sempre e dappertutto, tendono a distruggere la ricchezza che non possono dominare e a criminalizzare ciò che non sanno fare. Costanti che troviamo nelle tattiche di persecuzione di Silvio Berluskoni, ampiamente basate sulla fomentazione dell’invidia per il ricco e capace. Perchè il ricco-perchè-capace. Mentre, esattamente all’opposto, il fatto che Berluskoni si sia tanto affermato e realizzato dovrebbe essere valutato a suo favore” pg 76
    “Le Toghe Rosse mper l’ennesima volta all’attacco con nuove perquisizioni e accuse contro Berluskoni e il suo entourage” pg.80
    …Marcello Pera, filosofo e grande pensatore pg 81

    Mi pare abbastanza per consigliare gli amministratori di questo sito a prendere le distanze da certo ciarpame. E’ mia convinzione che neppure una persona soggetta a Trattamento Sanitario Obbligatorio (la vecchia camicia di forza) possa partorire aborti di tale immonda profondità.

  • Tonguessy

    affanculo i deficienti, aggiungerei

  • tres

    mi dispiace ma sei arrivato tardi; tutto quello che tu faresti … gia ce lo fanno !!!

  • AlbertoConti

    Se un parassita mafioso tiene insieme questo paese io sono la fata turchina.

  • Kiddo

    Quast’anno (come l’anno scorso) andro’ in vacanza in Grecia e che si fottano gli speculatori.

  • antsr

    Vorrei esclamare: ma Della Luna dove vive? Quando ci scrive dei vantaggi che ricaverebbe il sud si entra nelle favole.
    A) la sua classe politica (mafiosa e paramafiosa) sarebbe automaticamente definanziata, quindi perderebbe potere (???!!!) E’ proprio sicuro di ciò, non pensando che questa classe politica invece affonderebbe di più i denti sulla popolazione?
    B) riceverebbe cospicui fondi strutturali dall’Unione Europea; ed allora, sicuramente interverrebbe mafia e classe politica come hanno fatto e continuano a fare con risultati ancor più negativi (torta più piccola da spartire)
    C) uscendo dall’Euro, rilancerebbe le esportazioni e i turismo, nonché la produzione interna; qui si va su su in voli pindarici, perchè c’è tanta gente, lavoratori, imprenditori, commercianti che vogliono onestamente portare avanti la carretta, ma il pizzo ed altre belle operazioni mafiose staranno a guardare?
    D) non potendo più scaricare sul Nord i costi della propria inefficienza e degli sprechi, sarebbe finalmente costretto a divenire efficiente. Mi scuserà il prof. Della Luna, ma qui supera tutto e tutti, entra fra i primati dei barzellettieri, perfino i ragazzi in Sicilia riderebbero. Da come viene descritta la realtà del sud si ricava che il proff. non ha mai fatto una passeggiata che non di passaggio o per turismo…

  • TommasoG

    premettendo che penso che da una qualche forma di stato-nazione italiano non si puo’ tornare indietro, penso che una maggiore autonomia (macro)regionale in tutti i campi dell’amministrazione pubblica (difesa a parte) farebbe del bene sia al nord che al sud.
    non concordo con le ultime frasi del commento qui sopra: anche nell’ipotesi estrema di uno stato nazione del Nord e uno del Sud, quando tutti e due facessero parte dell’UE, non vedo come la forza lavoro del sud possa trovare impedimenti a lavorare al nord e come il nord possa essere impedito a vendere prodotti al sud

  • TommasoG

    il problema centrale e’ che lo stato-nazione come concetto e come pratica ha i suoi limiti

  • TommasoG

    il sud diventera’ ricco quando riuscira’ a diventare il “centro” di qualcosa, ad esempio il centro del mediterraneo – il nord puo’ cercare di mantenere una relativa ricchezza se continua ad essere buon fornitore della germania

  • TommasoG

    Concordo con Truman. A mio parere questo articolo contiene alcune verita’. Sta a chi vede le falsita’ sottolinearle e spiegare perche’ sono false. Se ride e basta noi che non riusciamo a vederle continueremo a non vederle

  • TommasoG

    anche io direi che non puo’ essere berlusconi a tenere unita l’italia. come molte cose, l’italia sta unita per inerzia, cioe’ per l’elevato costo necessario per dividerla

  • Kerkyreo

    Ragazzi ma se dobbiamo trattare argomenti seri dobbiamo farlo in modo serio e PROFESSIONALE!!
    La sostanza di questo articolo e’ di livello elementare, inoltre, i ragionamenti sono troppo superficiali e a in gran parte INESATTI.
    Quindi la mia critica viene fatta su questo e non sul fatto che “sempre piu’ gente vota la lega”.
    Io mi soffermo sul fatto che il Sig. Della Luna tratta questo COMPLESSO problema con molta superficialita’ ed ingenuita’.
    Questi sono punti di vista di persone che non riescono ha vedere il problema in tutti i sui strati e che banalizzano tutto con discorsi STUPIDI.
    Il problema del Mezzogiorno MERITA una riflessione piu’ istruttiva e coimplessa e non puo’ essere banalizzato cosi!
    Questa e’ la mia critica!

  • Tonguessy

    Professionale il Della Luna lo è, visto che fa l’economista. Che gli economisti professino un’attività (molto) più dannosa che utile è un dato di fatto che anche questo articolo mette in risalto. Che l’economia sia una fede più che una scienza è un dato di fatto. Lo stesso Galbraith annotava come al vertice ci sia la teoria pura, mentre ai livelli più bassi l’economia applicata.
    Il vero problema quindi è trovare un dialogo con chi è abituato non alla verifica dei fatti, ma alla celebrazione dei dogmi. Personalmente ci rinuncio, ho di meglio da fare. Le riflessioni più istruttive che giustamente auspichi le possiamo fare se non ci sono economisti in giro.

  • Kerkyreo

    Concordo!

  • Kerkyreo

    ” E’ mia convinzione che neppure una persona soggetta a Trattamento Sanitario Obbligatorio (la vecchia camicia di forza) possa partorire aborti di tale immonda profondità.”
    Originale!
    Comunque sono d’accordo con te!

  • pablobras

    …avete paura che i Meridionali frequentatori del sito vi abbandonino e allora distorcete la realtà a loro favore….vergognatevi!

  • cesare52

    Il sig. Lodovico ha ragione da vendere invece. Al sig. TommasoG. Siamo ancora allo Stato-Nazione? Cosa ci vuole per capire che bisogna ragionare per macroregioni? Siamo ancora alla bottega con l’apprendista non pagato che tanto sta imparando il mestiere? L’articolo di cui stiamo parlando è ben inquadrato dal sig.Lodovico ed a me pare pieno di suggestioni, di giustificazioni ma totalmente assente di ragionamenti. Molta ideologia, nessuna ragione. Una volta qualcuno, Virgilio, disse “Mantua me genuit”, ma era una Mantova diversa. Ogggi con gli allevameni di maiali ed i mobilifici..beh non mi meraviglia che possa dire “Mantua me genuit” l’estensore dell’articolo. Purtroppo

  • cesare52

    Il problema è capirlo. Non c’è niente di più ignoto dell’evidente e di più prezioso da capire.

  • Rossa_primavera

    Appunto

  • cesare52

    @Tonguessy. Puntuale, preciso, ed anche divertente. Io aggiungerei:”bracce rubate all’agricoltura”