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ANALFABETI D'ITALIA

DI PIERO RICCA
wumagazine.com

Cinque italiani su cento sono analfabeti, trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice, l’abitudine alla lettura di libri non coinvolge più del venti per cento della popolazione. Alla democrazia italiana mancano le basi.

Qual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi. Vediamo alcuni dati, tratti da due indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina nei saggi “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli, 2000) e “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni” (Armando editore, 2006).

Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi o di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.

Sia chiaro: la tendenza al declino delle competenze e all’analfabetismo di ritorno riguarda tutte le società occidentali. Ma in Italia il fenomeno ha un impatto maggiore. Tant’è vero che siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat oltre il 60 per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel 20 per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’80 per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione. Questa televisione. In compenso gli italiani sono in vetta alle classifiche per uso del telefonino. Inutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile della minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Più vicino al rango del consumatore (o del suddito) che non del cittadino.

Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio della de-alfabetizzazione di massa e le conseguenze per la tenuta della democrazia, c’è Tullio De Mauro, linguista e lessicografo, autore tra l’altro del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET. “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, afferma De Mauro, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche, pur sempre preferibili ai totalitarismi e ai fascismi, sono forme vuote”. Prima ancora del deficit di informazione, dunque, alla radice del “caso Italia” sembra esserci un problema di formazione, o meglio: di istruzione primaria. “Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto, partecipando alle scelte collettive e documentandosi sul senso di quelle scelte?” si chiede de Mauro.
Possibili rimedi? “Rafforzare la scuola pubblica, avviare un sistema di educazione continua per gli adulti, creare una fitta rete di centri di pubblica lettura”. E magari programmare un piano decennale di pedagogia di massa, con nuovi maestri Manzi al posto di Vespa e Maria De Filippi. Pura utopia…

Pietro Ricca
Fonte: www.wumagazine.com
Link: http://www.wumagazine.com/index.php/wumagazine/articoli/attualita/2/
Marzo 2009

VEDI ANCHE:

Antonella Randazzo – LA CONDIZIONE CULTURALE DEGLI ITALIANI

Tullio De Mauro – ANALFABETI D’ITALIA

Pubblicato da Davide

  • bredchic

    Ah ok,
    allora si spiega tutto…

  • Eli

    Ora capisco perchè votano per l’ottimista di Arcore…

  • glomer

    E’ un piano ben mirato…

  • Galileo

    Mi sono chiesto sempre una cosa: ma perchè quando parlano di classifiche, il paese in questione che sia Italia, Spagna o qualsialtro, é l’ultimo dell’Europa o primo (come per l’uso del telefonino) se si tratta che essere primi significa essere i peggiori.

    Ma com’è possibile?

  • consulfin

    mmah! io ho due lauree, leggo libri, credo di informarmi abbastanza bene, in tv guardo solo film… eppure sono sotto occupato.
    La vita e la sua qualità non dipendono dalla lettura di libri. Sicuramente, dalla lettura di libri dipende la qualità della vita di chi li scrive.
    Se dovessimo seguire i ragionamenti di chi vuole incrementare a parole gli alfabetizzati, culture come quelle degli aborigeni, delle tribù africane ecc. come dovremmo valutarle? Vogliamo mettere a confronto la pace interiore che riusciva a raggiungere un contadino di una volta che aveva una famiglia in cui si sentiva realizzato e che si sentiva in armonia con il suo mondo con l’ansia di una cosiddetta intellettuale urbanizzata divoratrice di libri?

  • francesco67

    Sono anni che vivo in Spagna. Qui la televisione è inguardabile, come del resto in Italia. Il problema è che la televisione non si deve guardare. La televisione si deve spegnere. Tanto piu se è la banca Mondiale a prenderci per i fondelli. Prima fanno in modo che i programmi scolastici siano sempre piu scadenti. Poi ci ingozzano di tele fino alle orecchie. Ed infine ci dicono anche che siamo ignoranti. Io la televisione l’ho spenta da piu di un anno e non vedo piu neanche e i film. I film li vedo o al cine o sulla rete. In tutti i modi, devo dire che questo problema non mi preoccupa. Mi preoccupa che ci siano persone che credono che leggere non rientri nella manipolazione generale. In realtá la propaganda alla quale siamo sottoposti non risparmia niente, nemmeno i libri. Consiglio vivamente di leggere Aronson Pratkanis_L’età della propaganda (ovviamente attualmente fuori catalogo e non in previsione di ristampa). Siamo imbottiti di bugie manipolate, ed ogni qualvolta qualcuno cerca di fare luce gli mettono il bavaglio (vedi Faurisson), come tenteranno di fare con la rete e con i blog come questo. Le masse saranno sempre manipolate, in quanto masse la coscienza collettiva, anche nell’atto di ribellione fa si che la massa si muova come un pachiderma dove tra il cervello ed i movimenti ci sono segnali alterati, lenti e dissociati.
    Spegnete la televisione!

  • Tatanka_Yotanka

    Sarebbe interessante sapere quale “contadino di una volta”: quello dell’antico egitto? o delle provincie ispaniche durante la Roma imperiale? Ma perché non parlare dei contadini tedeschi ai tempi di Lutero in Germania? Per non dimenticare i contadini inglesi di metà ottocento, quelli russi in epoca zarista; o, per non andare troppo in là, perché non dire dei braccianti delle campagne bolognesi dei primi cinquant’anni del XX° secolo… loro totalmente analfabeti e “sotto occupati” (cos’é? mancanza del lavoro a cottimo? ma che vuol dire sotto occupato?!).

    Comunque nell’articolo non si parla di alfabetizzare gli aborigeni… si parla del tuo vicino di casa, che può guidare l’automobile senza saper distinguere una A da una O; si parla del tuo collega di “sotto occupazione” con la terza media (mai frequentata) che può andare a votare (proprio come te che hai due lauree) per un partito che promuove il federalismo senza avere in casa neanche un vocabolario sul quale cercare il significato della parola.

    Grado di alfabetizzazione non significa “migliore qualità della vita individuale”, significa semplicemente che se tamponi con l’auto il trattore del contadino di una volta, questo non scende e ti spara, ma ti fa compilare il modulo di constatazione amichevole (che potrebbe anche essere peggio ^_^).
    Comunque informati meglio sulla qualità della vita dei contadini di una volta… potresti avere delle sorprese.

  • frankleone

    avrai due lauree ma poco comprendonio, perchè mi sembra che tu non abbia colto affatto lo spirito dell’articolo.

  • indyp

    Idiota! l’ansia urbana non deriva dal divorare libri! Ma dalla tua cazzo di macchina sputamerda e dal tuo telefonino frizzacervello. L’ansia deriva dall’inceneritore che hai sotto casa, dal lavoro che domani lo perdi. Da quella scatola vuota distruggi cervelli della tv.
    Se siamo arrivati a questi punti della civiltà urbanizzata è perchè una massa di beoti incolti e sottoculturati sono stati allevati per essere dei sudditi col bastone nel culo e col telecomando nel cervello!
    Le tue due lauree dimostrano che non si sfugge facilmente a questa lobotomia.

  • indyp

    “L’ignoranza è forza, la guerra è pace, la schiavitù libertà”
    George Orwell

  • alexg

    […] Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. “Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!”.
    “Tanti: e mi pesano” convenne il professore.
    “Ma che dice? Lei non è mutato per nulla, nell’aspetto”.
    “Lei sì” disse il professore con la solita franchezza.
    “Questo maledetto lavoro…Ma perché mi dà del lei?”.
    “Come allora” disse il professore.
    “Ma ormai…”.
    “No”.
    “Ma si ricorda di me?”
    “Certo che mi ricordo”.
    “Posso permettermi di farle una domanda?…Poi gliene farò altre, di altra natura…Nei componimenti d’italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?”.
    “Perché aveva copiato da un autore più intelligente”.
    Il magistrato scoppiò a ridere. “L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…”.
    “L’italiano non è l’italiano: è il ragionare” disse il professore. “Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto”.
    La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio.

    L. Sciascia, Una storia semplice

  • alexg

    […] Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. “Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!”.
    “Tanti: e mi pesano” convenne il professore.
    “Ma che dice? Lei non è mutato per nulla, nell’aspetto”.
    “Lei sì” disse il professore con la solita franchezza.
    “Questo maledetto lavoro…Ma perché mi dà del lei?”.
    “Come allora” disse il professore.
    “Ma ormai…”.
    “No”.
    “Ma si ricorda di me?”
    “Certo che mi ricordo”.
    “Posso permettermi di farle una domanda?…Poi gliene farò altre, di altra natura…Nei componimenti d’italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?”.
    “Perché aveva copiato da un autore più intelligente”.
    Il magistrato scoppiò a ridere. “L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…”.
    “L’italiano non è l’italiano: è il ragionare” disse il professore. “Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto”.
    La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio.

    L. Sciascia, Una storia semplice

  • alexg

    […] Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. “Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!”.
    “Tanti: e mi pesano” convenne il professore.
    “Ma che dice? Lei non è mutato per nulla, nell’aspetto”.
    “Lei sì” disse il professore con la solita franchezza.
    “Questo maledetto lavoro…Ma perché mi dà del lei?”.
    “Come allora” disse il professore.
    “Ma ormai…”.
    “No”.
    “Ma si ricorda di me?”
    “Certo che mi ricordo”.
    “Posso permettermi di farle una domanda?…Poi gliene farò altre, di altra natura…Nei componimenti d’italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?”.
    “Perché aveva copiato da un autore più intelligente”.
    Il magistrato scoppiò a ridere. “L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…”.
    “L’italiano non è l’italiano: è il ragionare” disse il professore. “Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto”.
    La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio.

    L. Sciascia, Una storia semplice

  • BlackWarrior

    Educazione continua, piano pedagogico decennale…tutto supervisionato dallo Stato, cioè dal governo, ovvio…ci mettiamo dentro anche i due minuti d’odio già che ci siamo?

  • indyp

    Un rimedio peggiore del male.
    Se proprio vogliamo essere sadici io ci metterei anche qualche libro di Travaglio…

  • Eli

    Straquoto!

  • Eli

    Staquoto indyp, naturalmente.

  • afragola

    eheheh eli sembrava strano che avessi “quotato” la riflessione del “laureato” a oxfordde’

  • myone

    il senso e’ questo.
    poi si vede l’ intelligenza dove va a finire in certe risposte.

  • afragola

    la tv è uno dei tanti sacchi per la raccolta differenziata della monnezza ..

  • afragola

    noooooooo fravaglio noooooooooooooooooooo meglio “la vita erotica di suor gelmina “

  • Pausania

    Strano: abbiamo l’istruzione di Stato “gratuita” e obbligatoria. Come è possibile? Non può essere vero!

  • myone

    Il piu’ grande senso delle cose, dei modi, e di tutto, e’ dentro di noi, nasce con noi, e cresce con noi.
    Non seguirlo, porta a tutte quelle fenomenali deficenze, che diventano fenomeni da erudirci, per capirle, risolverle, o meglio ancora, complicarle e complicarci di piu’ la vita, pensando di sapere, e di sapere sopratutto, con il prodotto inutile del modo di possederlo, che e’ mentale, illusorio, e incapace di attechire nulla.

    Piu’ che guardare tv o leggere, manca una vera e propia vita del dialogo, del confronto, e del dire, e non solo leggere o scriverlo, del modo in cui le cose andrebbero o dovrebbero essere o concepite, come espressione del tutto, della soluzione, e di come siamo effettivamente noi. Da li in poi, fare del male o del peggio, diverrebbe impossibile.
    Si sa che questo avviene o avverrebbe uguale. E qui c’e’ la differenza fra un’ entita’ personale e un’ altra. E qui ancora, non c’e’ libro o sapere che tenga.

  • myone

    ……………il solo fatto di metterlo in azione, puo’ rendere tante cose migliori, e di fatto, cambiare pure quelle menti e quelle situazioni, che di loro, sono parallelamente diverse, in senso ottuso.

    Spesso, ne si cambia ne si manifesta il migliore, in quanto, il potenziale saputo o che si ha, viene sempre annichilito dal peggio e dalla cretineria cosi chiamata astuta, dell’ animale “ingnorante” che e’ nell’ uomo e che e’ l’ uomo, ma che di ingnorante non ne ha certo, ma una vera e propia selta di comodo e di meschinita’ che lo comporta.

  • myone

    ……….l’ analfabetizzazione, non sta’ nello scrivere di andare d’ agio,
    ma di non rispettare un senso dei mezzi e dei modi.

  • indyp

    “La vita e la sua qualità non dipendono dalla lettura di libri”…di Travaglio.
    Certo che se ti fanno imparare a leggere e scrivere per inculcarti le idee del sistema allora hai ragione tu.
    Ma siamo purtroppo in una società che è urbanizzata e manipolata tecnologicamente e a me da sempre più l’idea che si avvicini a quel film Idiocracy, dove l’intelligenza è ormai crollata e un mondo di stupidi ha portato il pianeta alla catastrofe.
    I popoli che cita il tipo con due lauree non esistono in questa società ma in una tutta loro. Se questi popoli vengono avvicinati dalla società di Macchine occidentale vengono mangiati.
    Noi stiamo parlando invece dei cittadini dei paesi “occidentali” che pare si stiano rincoglionendo alla maniera dei cittadini del paese di Idiocracy. Cioè hanno perso la loro fiera cultura contadina e le loro tradizioni ancestrali.Hanno perso anche la facoltà di capire in che mondo sono perchè non sanno leggere ne scrivere e non capiscono un cazzo di quello che il potere fa di loro.
    Caro myone è meglio vivere con dei cittadini “rincoglioniti” che non sanno leggere ne scrvere, che passano tutto il giorno a farsi delle seghe davanti alla tv oppure cercare di trovare la possibilità di riaccendere i neuroni imparando a pensare criticamente imparando anche a leggere e scrivere. Se io non ho gli strumenti per capire in che mondo sono non ho gli strumenti per desiderare meglio e oppormi.
    Se io stò davanti a tv, quando esco sono sommerso dallo smog, le macchine mi tagliano la strada, il cibo è di plastica non me la devo prendere con i libri! me la devo prendere con il degrado umano della civiltà imbarbarita e lobotomizzata nelle capacità intellettive a tal punto che anche con due lauree non riesce a capire che il male non sono i libri ma il potere tecnocratico di un elite manipolatoria e arraffona.
    IL MALE SONO I SOLDI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • indyp

    Siamo nel paese di Idiocracy.
    Se uno manca di capacità di riflessione critica le cose non le cambia. Non siamo aborigeni ne zulu, che hanno una loro sofisticata cultura.
    Noi la cultura e l’intelligenza l’abbiamo distrutta. Siamo in una dittatura della mente. Ci hanno manipolato la mente a tal punto che come disse Orwell, non sappiamo nemmeno più fare due più due.
    Dire in questa situazione che è meglio essere ignoranti, non leggere libri, non far di conto, è avallare la società di Idiocracy, dove alla distruzione della cultura millenaria di una tribù, si affianca il rincoglionimento Totale del cervello. E’ la società ideale per il potere avere dei cittadini rincoglioniti, sradicati e manipolati.
    Certo la cultura di stato sarebbe peggiore del male, ma una cultura e intelligenza alternativa che abbia spirito critico e creatività è sicuramente meglio che avere gente che si fa pippe con l’ipod tv macchina e non sa fare nemmeno 2+2

  • Zret

    Chi è l’autore della scritta? Umberto Eco?

  • Zret

    Il livello culturale è innalzato da Kattivix che scrive nel modo seguente. Si noti il “c’è” ripetuto sino alla nausea.

    “Da una parte ci sono dei fatti, c’è una grande quantità di letteratura tecnica, scientifica che è coerente e dimostra una situazione. Dall’altra c’è una serie di teorie alternative. Infatti i vari sostenitori delle scie chimiche non sono d’accordo su che cosa siano, quale sia lo scopo per il quale esisterebbero queste scie chimiche. Quindi non possiamo dire “c’è da una parte e dall’altra a pari merito”. Da una parte c’è un enorme corpus scientifico di esperti di settore. Dall’altra abbiamo un gruppo di non esperti, molti dilettanti, che non sono nemmeno d’accordo fra di loro su quali teorie devono sostenere.

    È comprensibile, perché non si pretende che un politico sia per definizione esperto in qualunque cosa. Anzi, ci sono in archivio tanti casi di politici che hanno fatto interrogazioni su argomenti totalmente bufalini. Ricordo, per esempio, il questore Ballaman che ai tempi fece un’interrogazione parlamentare per scoprire cosa c’era dietro l’allarme di un numero telefonico che addebitava cinquanta euro alla chiamata. E poi in realtà era una bufala che poteva controllare via internet. Quello che voglio dire è che il fatto che un politico faccia un’interrogazione non vuol dire che la domanda che fa è scientificamente fondata. Semplicemente un politico, come ogni altra persona, se non è correttamente documentata sui fatti, se non conosce la materia della quale sta parlando, può dire delle fesserie.

    Sì, l’attacco è abbastanza frequente. Purtroppo devo sconfessare chi sostiene che io faccia parte della C.I.A. o dei massoni. Mi piacerebbe molto, perché vorrebbe dire che io sarei pieno di soldi, avrei grandi sponsor e potrei averne dei vantaggi nella mia vita personale. Purtroppo non è così, queste indagini le faccio per pura curiosità personale perché queste cose sono un’offesa alla scienza. Minacce sì, ne capitano. Per fortuna fino adesso sono sempre state incruente, grosse parole, ma il cane che ha abbaiato non ha mai morso. E spero che vada avanti così, sinceramente. Da come vedo anche in altri settori che sostengono teorie del complotto, se si è comodi a casa propria, a riparo dello schermo del computer, si lanciano minacce e si dicono cose che magari faccia a faccia non si ha il coraggio né di dire né di fare.

    Non è un’accusa, è un dato di fatto: fra loro non c’è un esperto di settore: né un meteorologo, né un pilota di linea, né nessun altro del settore, come può essere un climatologo, che dica che le scie chimiche siano un fenomeno reale.

    Giustissimo, infatti non mi presento io come autorità del settore. Non faccio altro che quello che può fare qualsiasi persona di fronte a un fenomeno sul quale vuole indagare: chiedere agli esperti. Ed è quello che ho fatto: ho chiesto agli esperti, ho chiesto ai piloti di linea, ho chiesto ai meteorologi, ho chiesto ai chimici e tutti mi dicono “Guarda, questa storia delle scie chimiche è una stupidaggine”. È comprensibile che alcune persone poco familiari con il linguaggio della scienza e le regole della scienza possano essere sedotte da questa storia. Perché è una bella storia, effettivamente, molto intrigante, questo grande complotto con questi aeroplani che vanno in giro, spruzzano e avvelenano. Suona, di primo acchito, interessante e avvincente. È un bel romanzo. Poi si va a vedere i fatti e si ci rende conto che la verità è più banale.

    Intendiamoci, non è che una persona, per il fatto di essere esperta in un argomento, è quindi esperta e infallibile in tutti gli altri. Io ho visto anche fisici prendere delle cantonate in ingegneria strutturale. Questo perché sono due argomenti completamente distinti. Quando c’è una domanda di ingegneria strutturale si fa questa domanda a un ingegnere strutturista, quando c’è una domanda di fisica la si fa a un fisico. Ed è così che si fa nella scienza. Si mettono a confronto i pareri professionali e quindi si ottiene un quadro generale. E un consenso. Alla fine si guarda il consenso: la comunità scientifica è d’accordo sul fatto che la meteorologia funziona in un certo modo, gli aerei quando volano rilasciano una quantità di condensa significativa che forma l’equivalente di nubi e queste nubi seguono le leggi della chimica e della fisica nel dissolversi o persistere più o meno a lungo nell’atmosfera. Quindi lì la cosa finisce”.

  • indyp

    La cultura in mano al potere è potere di distorcere la realtà a fini di dominio.
    L’incapacità di capire la cultura e la propaganda del potere è la condanna dei sudditi

  • Galileo

    🙂

  • tersite

    complimenti alexg!

  • tersite

    per ritornare indietro devi ripercorrere la strada al contrario, la maggor parte poi ignora come sia arrivata dov’è ora

  • tersite

    e a me capita pure di invidiarli…

  • pietro200

    sempre piu’ evidente che non sa come uscirne dalla fogna in cui si trova.
    la malafede si nota dal particolare che non fa nessun nome, ne degli “specialisti nel settore” che dice di aver interpellato, e neanche dei sostenitori dei vari problemi causati dalle scie chimiche, di cui si limita a chiamarli dilettanti col pallino del complotto, senza menzionare i vari specialisti del settore, tipo d.ssa palit e altri, compresi militari molto in alto con i gradi.
    e poi, possiamo vederlo con i nostri occhi come stanno cambiando i colori del cielo, non mi vengano a dire che e’ tutto naturale.

  • pietro200

    anch’io per la suor gelmina.

  • achab

    Ho un figlio che frequenta la scuola media inferiore, credo che il problema nasca lì, è una scuola sbagliata, i programmi sono assurdi, stento a pensare che tutto ciò sia casuale. In italiano si ripetono le cose fatte alle elementari ma imbrigliate in un nozionismo stucchevole e mortificante, non vorrei essere drastico ma in genere i ragazzi regrediscono, i libri per quanto costosissimi in genere sono fatti male ,incompleti ,pieni di refusi ed errori pacchiani . Se in questo paese c’è una sorta di analfabetismo di ritorno , ormai coinvolge pesantemente chi stà dietro le cattedre, se vi chiedete perchè siamo pieni di diplomati e laureati che non sanno dove si trovano tante città italiane , provate ad aprire il libro di geografia di vostro figlio .

  • consulfin

    mmmah!
    grazie per i complimenti. Fanno onore soprattutto a chi me li ha fatti.
    Tatanka non sa a quale contadino mi riferisco nel precedente commento però lui si è scelto il nik che si è scelto.
    Frankleone mi fa sapere che sono duro di comprendonio.
    Eli e Afragola si spellano le mani per applaudire Indyp il quale supera tutti: lui naturalmente non sa chi si cela dietro il mio messaggio ma si sente autorizzato a ritenerlo un idiota che inquina il mondo con la sua macchina sputamerda (naturalmente lui conosce alla perfezione la mia dotazione automobilistica). Poi, continuando a leggere i suoi messaggi, vedo che non fa altro che ripetere citazioni di Orwell o cinematografiche… perchè lui legge (orwell l’hanno letto lui e pochi altri) e vede film impegnati, e allora, forse, avanzo l’ipotesi (non conoscendolo direttamente, non vorrei cadere nel suo stesso errore ma mi voglio togliere una piccola soddisfazione restituendogli il favore) che si possa sentire frustrato perchè non trova abbastanza gente con cui condividere le sue conoscenze, le emozioni che ha vissuto leggendo questo o quell’altro autore, guardando questo o quell’altro film da cineclub (chissà, forse avrà visto anche la corazzata di fantozziana memoria e, proprio come quel dirigente di Fantozzi, vorrebbe costringere la popolazione intera a guardarlo al solo scopo poi di “intavolare un dibattito”).
    Se questo è il livello cui si giunge leggendo libri, preferisco scambiare quattro chiacchiere con il vecchietto che incontro al bar. Mi faccio raccontare la sua vita, la confronto con la mia, mi diverto a scoprire strane coincidenze ecc.
    La cosa strana del messaggio di Toro Seduto è che lui si chiede a quale contadino mi riferisco, di quale epoca. Vedi, mio caro, nonostante io sia un urbanizzato inquinatore, sono nato e vissuto per un bel pezzo in campagna con due contadini (mia madre e mio padre) che hanno sbarcato il lunario faticando (scrivo “faticando” perchè loro non lavoravano ma faticavano, dalla mattina alla sera e in questa fatica spesso mi sono cimentato anch’io) e vivendo saggiamente ed in armonia senza mai essere affetti da consumosi, calciosi, fashionosi, e tante altre malattie croniche che tanto affliggono il meraviglioso mondo dei letterati.
    Avrei molto altro da scrivere ma preferisco chiudere con un proverbio: il gatto nella dispensa quello che fa pensa.

  • consulfin

    Non avevo notato che uno dei primi commentatori dell’articolo è proprio Eli, che capisce ORA perchè in Italia si vota per Berlusconi. Certo! l’ignoranza porta a votare per Berlusconi, mentre la cultura fa votare per Prodi o per Rutelli o per Veltroni. Il primo è forse il più grande economista vivente (ma c’è la possibilità che sia ad armi pari anche coi grandi del passato) di quelli, per intenderci, di cui Samuelson diceva che sono in grado di prevedere almeno quattro delle ultime due crisi. Il Rutelli è un uomo politico della levatura del Migliore e poi, di quale coerenza e acume è capace! se non leggi, come fai a votare per lui? Veltroni, l’ex dirigente della FGCI che è stato forse il peggiore direttore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e che afferma di essere un fan di JFK e di non essere mai stato comunista, come fai a votarlo se non leggi. infatti non lo hanno votato. Lo ha votato Eli, che legge.

  • consulfin

    mmmah! grazie per i complimenti. Fanno onore soprattutto a chi me li ha fatti. Tatanka non sa a quale contadino mi riferisco nel precedente commento però lui si è scelto il nik che si è scelto. Frankleone mi fa sapere che sono duro di comprendonio. Eli e Afragola si spellano le mani per applaudire Indyp il quale supera tutti: lui naturalmente non sa chi si cela dietro il mio messaggio ma si sente autorizzato a ritenerlo un idiota che inquina il mondo con la sua macchina sputamerda (naturalmente lui conosce alla perfezione la mia dotazione automobilistica). Poi, continuando a leggere i suoi messaggi, vedo che non fa altro che ripetere citazioni di Orwell o cinematografiche… perchè lui legge (orwell l’hanno letto lui e pochi altri) e vede film impegnati, e allora, forse, avanzo l’ipotesi (non conoscendolo direttamente, non vorrei cadere nel suo stesso errore ma mi voglio togliere una piccola soddisfazione restituendogli il favore) che si possa sentire frustrato perchè non trova abbastanza gente con cui condividere le sue conoscenze, le emozioni che ha vissuto leggendo questo o quell’altro autore, guardando questo o quell’altro film da cineclub (chissà, forse avrà visto anche la corazzata di fantozziana memoria e, proprio come quel dirigente di Fantozzi, vorrebbe costringere la popolazione intera a guardarlo al solo scopo poi di “intavolare un dibattito”). Se questo è il livello cui si giunge leggendo libri, preferisco scambiare quattro chiacchiere con il vecchietto che incontro al bar. Mi faccio raccontare la sua vita, la confronto con la mia, mi diverto a scoprire strane coincidenze ecc. La cosa strana del messaggio di Toro Seduto è che lui si chiede a quale contadino mi riferisco, di quale epoca. Vedi, mio caro, nonostante io sia un urbanizzato inquinatore, sono nato e vissuto per un bel pezzo in campagna con due contadini (mia madre e mio padre) che hanno sbarcato il lunario faticando (scrivo “faticando” perchè loro non lavoravano ma faticavano, dalla mattina alla sera e in questa fatica spesso mi sono cimentato anch’io) e vivendo saggiamente ed in armonia senza mai essere affetti da consumosi, calciosi, fashionosi, e tante altre malattie croniche che tanto affliggono il meraviglioso mondo dei letterati. Avrei molto altro da scrivere ma preferisco chiudere con un proverbio: il gatto nella dispensa quello che fa pensa.

    Non avevo notato che uno dei primi commentatori dell’articolo è proprio Eli, che capisce ORA perchè in Italia si vota per Berlusconi. Certo! l’ignoranza porta a votare per Berlusconi, mentre la cultura fa votare per Prodi o per Rutelli o per Veltroni. Il primo è forse il più grande economista vivente (ma c’è la possibilità che sia ad armi pari anche coi grandi del passato) di quelli, per intenderci, di cui Samuelson diceva che sono in grado di prevedere almeno quattro delle ultime due crisi. Il Rutelli è un uomo politico della levatura del Migliore e poi, di quale coerenza e acume è capace! se non leggi, come fai a votare per lui? Veltroni, l’ex dirigente della FGCI che è stato forse il peggiore direttore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e che afferma di essere un fan di JFK e di non essere mai stato comunista, come fai a votarlo se non leggi. infatti non lo hanno votato. Lo ha votato Eli, che legge.