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AMNESTY INTERNATIONAL E I NUOVI 'GULAG'

La parola “gulag” provoca proteste troppo interessate

DI HDS GREENWAY

‘GULAG’, Basta una parola per provocare uno sconvolgimento. E’ bastato che i rispettati difensori dei diritti civili e umani del pianeta, facenti parte dell’organizzazione mondiale Amnesty International, paragonassero il trattamento americano dei prigionieri al vasto e complesso sistema di campi di prigionia dell’ex URSS, perché i nostri leaders si mettessero a ululare contro l’ingiustizia.

Il presidente ha definito il paragone: “Assurdo”, il segretario alla difesa: “Reprensibile”, mentre il vice presidente si è dichiarato “offeso”.

Con un rapporto sui diritti umani di ben 308 pagine Amnesty international ha accusato l’America di mantenere a Guantanamo Bay un campo di prigionia definito “il gulag dei nostri tempi”. Subito l’amministrazione Bush si è auto-indignata rivestendosi del drappo tricolore, bianco rosso e blu. Secondo Rumsfeld il rapporto è un offesa per tutti i militari americani che si stanno impegnando tanto per portare ovunque la libertà, mentre Bush ha liquidato l’intera questione dicendo che il rapporto è stato scritto da gente che “odia l’America.”

Veramente nel mondo c’è un sacco di gente che odia l’America, e da quando Bush è entrato in azione il numero è cresciuto ancora di più, però fra questi certamente non si trovano i rappresentanti di Amnesty International. Le ricerche di Amnesty sono condotte con metodo rigoroso e i suoi risultati vengono considerati attendibili. Spesso le sue conclusioni si adattano perfettamente a quello che gli USA pretendono dal resto del mondo. “Se i nostri rapporti sono così ‘assurdi’, ha scritto William Schultz in una lettera diretta al The New York Times, “ Allora perché l’amministrazione ne ha fatto uso così frequente quando si è trattato di Saddam Hussein prima della guerra in Irak? Come mai le nostre critiche a Cuba, Cina e Corea del Nord sono così bene accolte? E come mai le nostre ricerche vengono sempre citate ogni anno nel suo rapporto sui diritti umani nel mondo?”

Qual è la base delle accuse di Amnesty? Il rapporto dice: “ Il governo USA è andato molto in là nel restringere l’applicazione della convenzione di Ginevra e nel ‘ridefinire’ il significato della parola tortura. Ha cercato in ogni modo di giustificare la pratica degli interrogatori coercitivi e quella di detenere ‘prigionieri fantasma’, cioè gente che viene detenuta senza possibilità di comunicazione all’insaputa di tutti, oltre alla pratica di ‘imprestare’ cioè di consegnare i prigionieri a paesi terzi dove si pratica la tortura.”

Il collegamento Guantanamo-Gulag è apparso nel contesto della “pratica di detenere in modo indefinito e arbitrario dei prigionieri in violazione delle leggi internazionali. I processi dei tribunali militari sono una caricatura della giustizia e del giusto processo.” Come è scritto nel rapporto. Purtroppo tutto ciò è vero ed è stato documentato da fonti diverse da Amnesty.

La parola ‘gulag’ deriva dalle iniziali della frase russa per ‘campi di lavoro correttivi’ che hanno costellato l’ex Unione Sovietica come isole di un arcipelago, secondo la memorabile definizione di Solgenitzin. Non si è trattato tanto di una creatura dell’Armata Rossa quanto di una abominazione dei suoi dirigenti politici. Allo stesso modo la decisione di abbandonare le convenzioni mondiali sulla tortura e la detenzione abusiva dei prigionieri a Guantanamo e in altri posti non è attribuibile alla responsabilità dei militari quanto all’abominazione dei suoi dirigenti politici.

Secondo quanto scritto da Schultz: “Non c’è travisamento che tenga che possa cancellare la miriade di violazione dei diritti umani commessi dagli USA nella sua ‘guerra al terrore’. Gli Stati Uniti non possono pretendere,da una parte, che essi “promuovono la libertà nel mondo” mentre, dall’altra, tengono in prigione decine di migliaia di persone senza alcuna accusa né regolari processi.”
Ed eccoci al punto. Gli Stati Uniti sono impegnati in uno sforzo di lunga durata per cercare di convincere un universo musulmano avverso che essi combattono per la giustizia. Però permettendo l’uso sistematico della tortura e la detenzione indeterminata dei prigionieri hanno offuscato il loro sistema, regalando ai suoi nemici la migliore arma propagandistica di reclutamento, dal momento che i suoi alti ideali democratici vengono sconfessati come pura ipocrisia dalle pratiche illegali adottate.

Invece di prendersela con Amnesty International l’amministrazione Bush dovrebbe prendere sul serio le sue accuse e istituire una commissione indipendente che cerchi di capire come sia stato possibile che le leggi internazionali venissero ignorate e si ricorresse al metodo della tortura. L’amministrazione dovrebbe fare in modo che qualsiasi rassomiglianza fra ciò che succede a Guantanamo e ciò che succedeva nei campi sovietici venga eliminata piuttosto che cercare di cambiare argomento a causa di una singola parola. Le pulizia deve cominciare dall’alto, e non deve limitarsi alla condanna di qualche pesce piccolo. La pulizia dovrebbe iniziare con le dimissioni di Rumsfeld, come egli stesso aveva più volte pensato dopo lo scandalo di Abu-Ghraib.

L’uso della parola ‘gulag’ è andata oltre il segno? Si, ed è stata controproducente nella misura in cui ha permesso all’amministrazione Bush di evitare la vera questione. Però, come ha detto una volta Ralph Waldo Emerson: “Qualche volta un grido è più efficace di una tesi.”

H:D:S: Greenway è un collaboratore regolare di the Globe.



Fonte :www.commondreams.org
http://www.commondreams.org/views05/0610-25.htm
10.06.05



Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da VICHI

Pubblicato da Vichi genio

  • demonbox

    stanotte su Rainews24 verso le 3 di notte appariva il flash di una notizia ovviamente nn riportata sui telegiornali che diceva “Via all’ampliamento della base di Guantanamo. La società Halliburton costruirà nuovi edifici per 20 mln di US$”….e questo è quanto.

  • eresiarca

    Per capire il senso ultimo dell’esistenza di Guantanamo (e della pubblicità che i “media liberi” gli hanno comunque dato…):

    http://utenti.lycos.it/brigataeurasista/talebani.htm

    Come spesso accade, John Kleeves, ha colto l’essenza del problema perché è attento a come gli Usa lavorano di fino sul piano della psicologia collettiva.