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AMANDA E RAFFAELE LIBERI. NESSUNA PIETA' PER RUDY GUEDE

DI SUSANNA CURCI
mirorenzaglia.org

Eccolo qui. Nient’altro che uno dei tanti omicidi eccellenti che periodicamente intasano i nostri tg e i nostri giornali; nient’altro che uno dei troppi omicidi irrisolti (perché la sentenza di ieri sera non ha fatto che aggiungere nuove domande ad una questione già molto intricata) che ritualmente dividono l’opinione pubblica, trasformando ogni spettatore in un giudice ansioso di battere il proprio martelletto ed emettere la propria personalissima sentenza.

Ultimissimo in linea di successione quello di Carmela Rea, col popolo già pronto a invocare la sedia elettrica per Salvatore Parolisi. E ancora Yara & Sarah, ormai quasi indivisibili: la prima senza neanche un sospettato, la seconda con troppi possibili assassini. Come dimenticare poi Cogne, e gli striscioni dei sostenitori di Anna Maria Franzoni?
Come dimenticare l’assoluzione a sorpresa di Alberto Stasi, fino ad allora dipinto come un mostro?

A seguito. “PUR DI ASSOLVERE AMANDA, LA FANCIULLA DEL WEST, ORA DIRANNO CHE MEREDITH SI E’ SUICIDATA” (Francesco Lamendola, ariannaeditrice.it);
Cosa c’è di diverso in questo delitto, a parte i personaggi, la trama e l’intreccio della storia (ché altrimenti gli spettatori non si possono appassionare)? La risposta è semplice: niente. Le prove compromesse, gli avvocati sempre uguali, l’arma del delitto mancante, l’insufficienza di prove e le prove indiziarie, i moventi farlocchi, le supposizioni. Per tacere dei plastici di Bruno Vespa, ovviamente.

Tutto sempre uguale a cadenze regolari, non fosse che in quest’ultimo omicidio la follia collettiva si è estesa ben oltre i confini nazionali, investendo come uno tsunami anche gli Stati Uniti e l’Inghilterra, con le relative ambasciate al seguito e con le relative televisioni a raccontare la storia a proprio modo. Insomma, una baraonda. E in questa baraonda si sono ritrovati per quattro anni un bella ragazza americana, il suo boyfriend italiano – laureando e di buona famiglia, va specificato – e un nero. Guarda caso l’unico condannato della vicenda è il nero. Ma l’appunto non ha nulla a che vedere col “razzismo giudiziario”, quanto piuttosto con il “razzismo televisivo”. Semplicemente, Rudy Guede è per l’opinione pubblica un assassino più accettabile: e l’opinione pubblica, si sa, è sovrana.

Venendo ai fatti: contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito pare non ci fossero (come al solito) prove di colpevolezza che non fossero indiziarie. È dunque improponibile anche solo l’idea di contestare una sentenza che giustamente ricorda a noi tutti (da troppo tempo sconvolti da una vera e propria epidemia di giustizialismo forcaiolo) che è sempre meglio un colpevole fuori di prigione rispetto ad un innocente dentro: che un innocente in galera (in ogni galera, e dunque a maggior ragione nella nostra) è un orrore giudiziario che non dovrebbe neanche essere contemplato o immaginabile. Ma in tutto questo, che fine ha fatto Rudy Guede? Condannato a 16 anni per concorso in omicidio, pare abbia “concorso” da solo. Non sarebbe forse più giusto (o più umano), alla luce di questa sentenza, rivedere anche la sua? Non sarebbe più giusto riconsiderare la sua posizione?

Il problema dei delitti televisivi, probabilmente, è proprio questo. Della giustizia o della verità (in un senso come nell’altro) non importa a nessuno. È importante piangere, questo sì. È importante essere telegenici e suscitare empatia. È importante il taglio di un’immagine, il giudizio di un commentatore, la capacità di attenersi alla sceneggiatura. Ma alla fine della storia, di tutta questa baraonda, cosa rimane? Rimane un omicidio irrisolto, una ragazza sacrificata sull’altare del reality show. Rimaniamo noi che tranquillamente continuiamo ad agitare il nostro martelletto, a sparare la nostra sentenza giornaliera: sia mai che per caso una volta tanto l’azzecchiamo.

Susanna Curci
Fonte: www.mirorenzaglia.org
Link: http://www.mirorenzaglia.org/2011/10/amanda-e-raffaele-liberi-nessuna-pieta-per-rudy-guede/
4.10..2011

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Pubblicato da Davide

  • raiss

    Stamattina commentando la sentenza con la mia compagna moltissimo arrabbiata per come si è concluso il processo ieri sera che per me era già scontanto dal momento in cui si erano mossi i pezzi da 90 amerkani.continuava a sostenere che non era giusto in questo modo si dà la sensazione che la Giustizia è come si dice nel sud “a pan e puparuoli”.non è uguale per tutti.Gli ho spiegato che è così che vogliono far pensare alle persone perchè vogliono far degradare la società perchè alla fine (le stesse persone che hanno criticato il sistema) giungano alla conclusione che ci vuole la pena di morte che ci vuole la dittatura che nessun essere umano può più fidarsi del prossimo relizzando in un sol colpo una SCHIAVITù accettata per sentirsi un pò più sicuri e certi che le regole vengano ferreamente applicate.
    e comunque ritornando alla sentenza comunque un colpevole c’è già Rudy.Questo basta e avanza e tra i tanti bianchi incarcerati ingiustamente che capita ad un nero fà molto meno male alla opinione pubblica dell’assoluzione dei fidanzatini. come dire “o pesc pisc è o cul abbusc”.
    sicome non siamo nell’america multietnica chi farebbe un appello perchè anche Rudy venga liberato?
    con amore e rabbia

  • Giancarlo54

    Io sinceramente con tutta la buona volontà non riesco a capire come si possa trarre da una vicenda squisitamente processuale, come la vicenda di Perugia, delle analisi socio-geo-politiche. Perchè non dire la cosa più semplice e palese e cioè che abbiamo in Italia, giudici e poliziotti incapaci di fare le indagini? Perchè dobbiamo andare a scomodare il razzismo, la geopolitica, il dipartimento di stato, le prospettive dittatoriali? Ma per favore! Cerchiamo di essere seri.

  • stendec555

    beh, certo che per il popolino videodipendente, che ha come unica soddisfazione nella vita assistere alle macabre vicende della cronaca nera, questa è una vera mazzata…neanche la soddisfazione di vedere la bella americana e il ricco italiano condannati. è proprio una vita misera e grama……..

  • ilnatta

    ricordiamo anche che la graziosa ragazza ha tentato di incastrare Patrick Lumumba… strano atteggiamento per una innocente…

  • Giancarlo54

    Comprensibile. Se ti accusano ingiustamente non può essere che tendi a scaricare addosso a qualcun altro la responsabilità. Sbagliato, certo, però comprensibile. O siamo tutti fatti di ghiaccio senza difetti e solo pieni di virtù?

  • fervorino

    “Il problema dei delitti televisivi, probabilmente, è proprio questo. Della giustizia o della verità (in un senso come nell’altro) non importa a nessuno.” e’ vero e mi chiedo: quanta distanza c’è tra la verità e la verità processuale ? Penso si gioca quasi tutto sulla bravura degli avvocati difensori, poi come realmente è andata chi lo sa…….

  • carloslage

    Beata ingenuita’!

  • ilnatta

    ok. ma allora non si sogni di chiedere un risarcimento per i 4 anni di detenzione. cercare di incastrare un innocente per omicidio glieli fa meritare tutti

  • ilnatta

    e cmq non mi sembra una così logica strategia difensiva… se inizi ad inventarti prove per accusare un innocente e cambiare spesso versione è ovvio che ti complichi solo la vita, se sei innocente

  • alecale

    prendete e mangiatene tutti questo è il corpo di cristo sacrificato per voi .

  • misunderestimated

    Se chiedono i danni passeranno per pidocchiosi: se ne fuggono tutti e due negli Stati Uterini d’America, milioni di dollari per interviste, libri, copioni cinematografici e royalties varie, la Cassazione emetterà lo stesso verdetto della prima condanna e li dichiarerà colpevoli in contumacia (non esiste estradizione dagli USA all’Itaglia Fognosa Unita), il povero negro Guede sconterà altri due o tre anni in prigione, poi basta, per “concorso in omicidio” (ma perchè non “concorso in suicidio assistito”, a questo punto? è lui il complice della Fatina Buona del Cazzo?) e i parenti della Kercher arriveranno al punto di autoconvincersi che la loro pulzella è morta di freddo, perchè agli inizi di novembre si copriva poco…

    Mmhhhh, quanto era buono il cioccolato del Piano Marshall… slurp… gnam… burp!

    Oh, aspetta, non è cioccolata.. questa è merda! Come no, già ci bastava leccare il buco del culo!

  • Giancarlo54

    Sei mai stato arrestato dalla polizia che ti ha accusato di omicidio? Io no. Può anche darsi che farei anche io qualche capzata. Mi sembra che si vada fuori dal seminato. Sono stati assolti perchè gli indizi sono insufficienti, anzi proprio per non aver commesso il fatto. Le “prove” scientifiche si sono rivelate fasulle. Quanto a Lumumba, il personaggio non è dei più limpidi, secondo le ultime notizie che provengono da Perugia.

  • Tao

    PUR DI ASSOLVERE AMANDA, LA FANCIULLA DEL WEST, ORA DIRANNO CHE MEREDITH SI E’ SUICIDATA

    E bravi i giudici della corte d’appello al processo per il delitto di Perugia, in cui una povera ragazza inglese, Meredith Kercher, venne sgozzata nel suo appartamento, nel corso dio un “gioco” erotico che avrebbe dovuto culminare nel suo stupro e finì invece con il suo brutale assassinio.
    In primo grado avevano condannato rispettivamente a ventisei e venticinque anni di carcere l’americana Amanda Knox e l’italiano Raffaele Sollecito, che l’avrebbero uccisa insieme, l’una infliggendole la coltellata mortale, l’altro tenendola ferma; con loro avrebbe agito anche l’ivoriano Rudi Guedé, già condannato a sedici anni con sentenza definitiva.

    Ora la sentenza d’appello ha mandato assolti i due giovani, mentre l’ivoriano resta in carcere per lo stesso delitto che avrebbero compiuto tutti e tre insieme; e ci sono ben poche probabilità che la bella fanciulla di Seattle, dagli occhi verdi e freddi come il ghiaccio, se ne rimanga in Italia ad attendere l’esito del processo davanti alla corte di cassazione: se ne tornerà dritta negli States a festeggiare, accolta trionfalmente dai suoi connazionali che, da quattro anni, hanno sempre fatto il tifo per lei, con Hillary Clinton che non ha esitato a compiere pesanti pressioni diplomatiche affinché si arrivasse alla sua assoluzione..

    E così è stato..

    Fino all’ultimo avevamo sperato, pur non credendoci sul piano razionale, che l’Italia mostrasse un soprassalto di orgoglio; che, per una volta, dicesse “no” al borioso padrone americano; che drizzasse la spina dorsale come non aveva mai saputo fare (tranne che a Sigonella nel 1985), memore, almeno, della vergognosa vicenda del Cermis, che vide due criminali piloti americani tranciare il cavo di una funivia e provocare una ventina di morti per uno stupido gioco aereo: scommettevano qualche cassa di birra con altri colleghi per vedere chi fosse capace di volare più basso, passando sotto il cavo della funivia.
    Gli Americani, si sa, sono un popolo giocoso; sono gente allegra, cui piace la risata: se la risata non viene spontanea, allora la registrano e la mandano in onda in quei loro pietosi telefilm per cerebrolesi che vorrebbero essere tanto divertenti ma che loro soltanto, chi lo sa il perché, trovano così simpatici e avvincenti; in compenso le nostre televisioni pubbliche e private li comprano e ce li scodellano a tutte le ore, come fosse merce di prima qualità..

    Tutto è andato come doveva andare, dunque: la pura Fanciulla del West è stata riconosciuta innocente e un immenso sospiro di sollievo è stato tirato non solo oltre Atlantico, ma anche qui da noi, dove i dollari generosamente distribuiti per favorire le tesi innocentiste hanno fatto miracoli; al punto che un tifo da stadio ha accolta la sentenza vergognosa della corte d’appello, quasi che un torto gravissimo fosse stato riparato e due sfortunati ragazzi, ingiustamente detenuti per ben quattro anni, avessero fatto un bagno purificatore d’innocenza..

    Tra poco ci verranno a dire che la povera Meredith è morta di raffreddore: qualunque cosa, qualunque bassezza, qualunque enormità, pur di compiacere lo Zio Sam e fare sfoggio di buonismo, di garantismo a senso unico, di generosità all’ingrosso sulla pelle degli altri: dei genitori della vittima, per esempio, dei quali non sembra ricordarsi neanche un cane..

    Un’altra bella figura per l’Italia, un’altra prova di mancanza di credibilità: condannato l’ivoriano, assolta la statunitense e il suo amico figlio di papà; cosa strana, non capita mai il contrario: che si assolva un poveraccio ivoriano mentre si condanni, per lo stesso delitto, un cittadino statunitense o un cittadino italiano delle classi abbienti..

    È la stessa mancanza di credibilità che sta mandando a picco le nostre finanze, bruciando ogni giorno milioni di euro dei nostri risparmi: le banche e gli investitori stranieri non hanno fiducia in noi e i cosiddetti attacchi della speculazione altro non solo che la conseguenza di tale sfiducia. Perché gli speculatori non attaccano la Gran Bretagna, che ha, essa pure, un debito estero colossale e un’economia che non marcia proprio al massimo?.

    Ed è la stessa mancanza di credibilità che porterà il nuovo governo libico a rivedere i contratti con le nostre aziende in Libia, non appena scadranno, e che farà perdere al nostro Paese la posizione di partner commerciale numero uno: come si fa a stare con Gheddafi ancora il lunedì e contro Gheddafi a partire dal martedì; e poi far finta che non sia successo nulla e che la posizione dell’Italia sempre stata limpida e coerente?.

    Non siamo credibili nel resto del mondo: così si spiega, anche, lo schiaffo che il Brasile ci ha dato, negando l’estradizione per Cesare Battisti e, anzi, rimettendolo in libertà e concedendogli la cittadinanza brasiliana, cosa che lo metterà definitivamente al riparo da ogni futura richiesta della nostra magistratura o del nostro governo: con un presidente del consiglio come Berlusconi, che descrive i nostri giudici come una banda di sovversivi, non ci si poteva aspettare altro..

    Questa mancanza di credibilità, che è il logico risultato della nostra mancanza di serietà, è una pessima tradizione che ci portiamo dietro da quando esiste l’Italia come stato unitario, e probabilmente anche da prima. Non fu una bella cosa dichiarare guerra all’Austria nel 1915 e alla Germania nel 1916, nostre alleate nella Triplice da più di trent’anni; e non fu certo una bella pagina quella dell’8 settembre 1943, quando voltammo le spalle all’alleato tedesco per firmare una pace sottobanco con gli Alleati, nostri nemici e invasori, che era, a tutti gli effetti, una resa incondizionata.
    La sentenza d’appello che dichiara innocenti Amanda Knox e Raffaele Sollecito si inscrive in questo quadro di scarsissima serietà e di nessuna credibilità internazionale. .

    Gli Stati Uniti non aspettavano questa conclusione: la pretendevano. Essi non ammettono che un loro concittadino sia giudicato dal tribunale di una semicolonia, quale l’Italia si è ridotta ad essere, anche dopo la fine della Guerra fredda, quando tutti gli altri Paesi N.A.T.O. si sono ripresi ampi margini di autonomia..

    Peraltro, non si tratta solo di una ennesima figuraccia internazionale; è anche una ennesima figuraccia della nostra giustizia. Quando si condanna la gente per omicidio volontario in primo grado e la si assolve in secondo grado, cosa già vista troppe altre volte, qualche dubbio sul buon funzionamento della nostra macchina giudiziaria non può non formarsi anche nei cittadini più docili e fiduciosi..

    Chi mai vorrebbe mettersi nelle mani di un medico che oggi ti dà per spacciato e domani ti dichiara guarito completamente, e viceversa? Queste famose prove esistevano o non esistevano? È possibile che i risultati di queste costosissime indagini, durate non settimane o mesi, ma anni e anni, svaniscano così tutt’a un tratto, come delle bolle di sapone?.

    La legge non può dare di sé questa immagine schizofrenica, come se i processi fossero una continua altalena o, peggio, un terno al lotto: se si condanna, si condanna e basta; se si assolve, si assolve: non si può ribaltare la sentenza ad ogni nuovo grado, magari perché gli imputati si possono permettere avvocati molto cari o perché riescono a influenzare la stampa, creando un vero e proprio partito innocentista..

    La sentenza del processo d’appello era già stata emessa dai giornali e dalle televisioni: quella uscita dall’aula giudiziaria non ne è stata che la passiva ratifica..

    È evidente che qualcosa non funziona, non solo nelle aule dei tribunali, ma anche nei laboratori della polizia scientifica. Troppi errori, troppe approssimazioni, troppe inconcepibili contaminazioni dei reperti esaminati nel corso delle indagini. Qualcuno si ricorda ancora del caso di Unabomber? Anche lì, incredibili errori e perfino una adulterazione deliberata dei reperti utilizzati dall’accusa; anche lì, una verità che non è mai emersa, una giustizia che non è mai arrivata, delle vittime che non hanno mai potuto guardare in faccia il criminale e saperlo condannato e relegato dietro le sbarre di una solida cella, dove non farà più del male..

    Adesso i nostri logorroici opinionisti potranno sbizzarrirsi a dire di tutto e di più; il circo mediatico, ieri assetato di un mostro da sbattere in prima pagina, ora festeggia con impudente trionfalismo l’atteso riscatto di Knox e Sollecito, i due “perseguitati”..

    Solo i genitori di Meredith Kercher non hanno proprio nulla da festeggiare..

    La loro figlia era una ragazza di soli ventidue anni, approdata in Italia con il programma “Erasmus”: allegra, simpatica, gentile e altruista; tutti quelli che l’hanno conosciuta l’apprezzavano e le volevano bene..

    Amanda, dallo sguardo cattivo, dura, fredda, rosa dall’invidia, non la sopportava: lei era venuta in Italia con tutt’altro spirito, sesso e droga erano i suoi passatempi preferiti; più che a studiare, badava a divertirsi: però voleva anche piacere, essere la prima, occupare la scena. Non sopportava che qualcuno le rubasse la mettesse in ombra, con quella cattiveria e con quel narcisismo paranoide che sono così diffusi fra gli studenti delle scuole americane: quelli che vanno in aula armati fino ai denti e che accoltellano un compagno per un’occhiata storta.
    .

    Amanda pare che avesse rubato dei soldi a Meredith, qualcosa come duecentocinquanta euro, e che l’inglese se ne fosse lamentata, avesse accusato apertamente di furto la coinquilina. Un motivo in più per attizzare l’odio dell’americana, il cui viso d’angelo ha sedotto milioni di telespettatori e divoratori di settimanali attualità. Una volta si è presentata in aula con una maglietta che recava una frase d’una canzone dei Beatles; un’altra volta, con una maglietta talmente aderente, da mostrare generosamente le sue grazie, come se fosse stata inzuppata d’acqua, i capezzoli ben esposti agli sguardi della giuria.
    .

    È il modo di fare di una persona consapevole del ruolo che interpreta, quello di condannata in primo grado per omicidio? Un omicidio selvaggio, assolutamente gratuito, quale può maturare solo in un animo malvagio, che calcola meno di nulla il valore della vita altrui e che pone il proprio piacere al di sopra di tutto e di tutti..

    Amanda Knox è una brutta persona. La mattina dopo il delitto, ha visto il sangue sul pavimento davanti alla camera di Meredith, ma non ha fatto una piega e, come dice lei stessa, se n’è andata tranquillamente in bagno a farsi una bella doccia. Poi, quando le indagini hanno puntato su di lei e Sollecito, ha accusato dell’omicidio Patrick Lumumba, il proprietario del pub dove lavorava. Lavorava per modo di dire: non appena il padrone si girava, lei si metteva a flirtare con tutti i clienti; di servire non aveva alcuna voglia. Lumumba si è fatto diversi giorni di carcere per le sue calunnie e lei, fra parentesi, deve ancora rispondere del reato di calunnia nei suoi confronti. Una persona capace di tutto..

    La ricostruzione di come lei e Sollecito hanno trascorso le ore precedenti il delitto getta una luce significativa sulla amoralità, sulla immaturità, sull’edonismo brutale dei due ragazzi: neppure hanno saputo dire quante volte hanno fatto all’amore, tanto erano imbottiti di alcool e droga. Intanto la colta studentessa di Seattle leggeva il libro di Harry Potter, a base di stregoneria da minorenni: si era a ridosso della festa di Halloween, quando una volta, in Italia, si ricordavano i nostri cari defunti, mentre ora i bambini si vestono da mostri e da vampiri e se ne vanno in giro ululando nella notte come anime dannate..

    Fra parentesi, sarebbe ora che qualcuno desse un’occhiata a certi ambienti universitari cosmopoliti e a come certi studenti, italiani e stranieri, utilizzano i programmi di studi internazionali per darsi alla bella vita con i superalcolici e la droga: forse si scoprirebbe che non è tutto oro quello che luccica, anzi, che il coperchio della pentola copre parecchie porcherie che avvengono sotto il nostro naso, con i soldi dei contribuenti e con il paravento di una cultura che non è tale, ma solo la comoda facciata dietro la quale i figli di papà possono spassarsela meglio di Pinocchio nel Paese dei Balocchi..

    Ora Hillary Clinton sarà soddisfatta: le sue pressioni non sono rimaste senza effetto, la sua concittadina è fuori pericolo; missione compiuta.
    E anche da noi, pare che tutti siano al settimo cielo: si sa, quando qualcuno viene assolto, ci si sente tutti un po’ più buoni. Figuriamoci in Italia, dove tutti fanno sempre il tifo per l’imputato e mai per la giustizia che lo vorrebbe condannare..

    Italiani brava gente; ce lo siamo detto da soli e siamo convinti che lo pensino anche gli altri, nel resto del mondo. .

    Abbiamo creato questa leggenda e abbiano finito per crederci noi stessi, prendendola sul serio come se fosse la pura verità..

    Che vergogna..

    Non è solo una pagina nera della nostra giustizia, ma anche della nostra dignità nazionale..

    No, non c’è proprio niente da festeggiare..

    Quando impareremo a tenere un po’ la schiena dritta, davanti a noi stessi e davanti agli altri? .

    Francesco Lamendola
    Fonte:/www.ariannaeditrice.it
    Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40451
    4.10.2011

  • lpv

    niente geopolitica, ma inchieste “scomode”, potenti da proteggere, insabbiamenti e fughe di notizia create ad arte, talvolta rituali occulti ed esoterici.
    ci sono centinaia di delitti in Italia ogni anno, ma solo pochi fanno notizia, e in quei pochi, guarda caso, ricorrono spesso le stesse dinamiche, gli avvocati, le procure, i dubbi e gli errori giudiziari, testimonianze contrastanti.. che poi, in fin dei conti, tutto questo si lega bene con l’infinito intreccio di interessi che ai massimi livelli diventa geopolitica

  • Hadrian

    Ricordiamo :
    Cermis….
    Ustica….
    avete capito che :
    i cittadini americani all’ estero sono per grazia di Dio e dell’ Impero americano INNOCENTI !!!!!!
    Cittadini italiani : schiena in giù !

    Dear Meredith RIP !

  • stendec555

    francesco lamendola scrive sempre ottimi articoli, ma in questo caso non capisco come faccia a essere così convinto su questa vicenda. dunque i giudici sarebbero dei mentecatti corrotti? il fatto che sia una ragazza gelida, libertina e viziata non implica che sia anche un’assassina………ha abbastanza ragione per quanto riguarda questi programmi erasmus, ma sono le stesse cose che capitano da sempre nei campus americani. i ragazzotti di provincia si trovano per la prima volta lontani dalla famiglia e come peraltro è anche giusto che sia si danno alla pazza gioia. se non altro non saranno degli allupati affamati di sesso in terza età (berlusconi docet), visto che si saranno abbondantemente sfogati nell’età più consona. peraltro sul fatto che l’italia sia una colonia usa, ubbidiente e servile, non ci piove………

  • Tao

    DUNQUE, alla fine, il colpevole è proprio lui, l’uomo nero. Come nelle peggiori favole dei bambini o nelle strofette del Ventennio, è la faccetta nera africana a mietere vittime nell’eterno ruolo di massacratore. Il Tribunale di Perugia, in Appello, ha deciso per tutti, e fra lo giubilo dei due mondi, Salento e Stati Uniti, ha proclamato innocente la coppia che scoppia (e, fino a ieri, che accoppa), Sollecito-Knox. Escono dal carcere fra i cori da stadio e male parole della folla inferocita. “Vergogna! Assassini! Bastardi!” Lui, capello corto ed occhio vitreo, che anela a rivedere il mare. Lei, dopo un pianto liberatorio, che vuole ricrearsi una vita (in realtà si è beccata tre anni per diffamazione nei confronti di Patrik Lumumba, l’altro uomo nero della storia umbra. Ma ai trionfalisti, questo, interessa poco e sono già stati scontati). Chi resta, invece, è Rudy Guedè. Nel 2009, in primo grado, i guidici gli hanno rifilato 30 anni, divenuti poi 16. La stranezza è che, Guedè, è in carcere – e, ripetiamo, ci resterà ancora a lungo – con l’accusa di concorso in omicidio. Tradotto, era nella casa perugina la notte dell’omicidio, ha partecipato al probabile festino fatale, ha sparso in giro le sue impronte digitali, ma non è l’esecutore materiale dell’atto delittuoso. Lui stesso ha più volte raccontato di aver trovato Meredith morta ammazzata dopo una rapida capatina in bagno. E, nel contempo, di aver visto due persone, un uomo ed una donna, fuggire via.

    Chiaramente, l’impianto accusatorio nei confronti dell’uomo, a questo punto, risulta ridicolo. Se mancano i concorrenti, manca il concorso. Se manca il concorso manca il reato. Manca tutto, in definitiva, tranne le sbarre, che rimangono ben chiuse e serrate. Già, perché nella solita atmosfera di tifo e tifoserie, del terorema Porta a Porta applicato alla società, massaie opinioniste e Vespe e Fede conduttori del gioco, ci si è dimenticati di lui, l’eterna riserva, scacciata ai bordi del campo dal fatti più in là di giornali e telecamere, ansiosi di creare i mostri o le vittime. Quegli stessi cronisti che ora li scrutano come bestie da zoo, per dar loro voce. Anche per risarcire quei due giovani così lontani per cultura e proveninza, fusi in un meltin’pot da globalizzazione d’Ateneo, che, per quattro anni, 48 mesi, hanno dipinto come omicidi senza scrupoli, satanisti, malati di sesso. Degenerati in una società di degenerati.

    Ed allora eccole le dichiarazioni di Amanda, che torna negli Usa dispensando frecciate che neppure Robin Hood nel mezzo della Foresta di Sherwood. Ringrazia l’Italia, forse più che altro per averla resa una star (immaginiamo che, ora, negli Usa sarà in televisione a spron battuto). Ma, nel contempo, accusa tutti (senza specificare chi) di averla considerata “colpevole d’ufficio anche fuori dalle aule di Tribunale”. Bisognerebbe ricordarle che, probabilmente, negli Stati Uniti sarebbe una donna in cammino verso il patibolo, una Dead Woman Walking. Forse con un seguito pubblico, con tante manifestazioni d’affetto della popolazione civile, ma con ben poca clemenza della spietata corte nord americana. Amanda è stata fortunata, comunque siano andate le cose, di essere stata processata in un paese tutto sommato civile. Dove sopravvivvono corto circuiti impensabili (come si fa a rovesciare del tutto una sentenza emessa dallo stesso Tribunale sulla base degli stessi indizi e delle stesse prove?), ma dove, per lo meno, c’è una parvenza di garantismo.

    La famiglia Kercher, di rimbalzo, ha annunciato ricorso. Spera nella giustizia. Spera di poter stanare da un anfratto buio il ratto che s’annida e che ha divorato, nell’arco di una notte confusa e ancora maldestramente ricostruita, una ragazza di vent’anni. “Rispettiamo la decisione dei giudici ma non comprendiamo come sia stato possibile modificare completamente la decisione del primo grado”, è stata l’espressione degnissima di un dolore contenuto, amplificato, verosimilmente, di fronte a quelle sfacciate immagini di giubilo provenienti da Seattle, dove amici e familiari di Amanda si sono riuniti attorno alle televisioni per assistere all’evento e sopraffatto dal rumore delle stoviglie sbatture contro le sbarre dai detenuti del carcere di Terni, intenti a celebrare la liberazione di Raf.

    Già, Raf, la pennellata di Puglia in una sporca storia. Salentino, padre nobile dell’Avetrana-style, passato dallo stile avvocatizio, capello biondo curato e stirato a quello essenziale del cranio rasato. Lui, impassibile per anni, che si sfoga dicendo: “Hanno giocato con le nostre vite”. Neppure trent’anni e a difenderlo una parlamentare del calibro di Giulia Bongiorno, avvocato con specialità “cause impossibili”. Di lei, nell’epitaffio della Seconda repubblica, resta la telefonata, ripresa da tutte le televisioni d’Italia, con la quale annuncia al suo assistito Giulio Andreotti l’assoluzione dal reato di associazione a delinquere di stampo mafioso (assoluzione per i fatti contestati dal 1980 in poi. Per i fatti precedenti, “commessi” secondo il Tribunale di Palermo, c’è stato il colpo di spugna della prescrizione): “Vai! Per noi una cosa stupenda. Presidente, senza rinvio! Finito per sempre! Senza rinvio, senza rinvio, senza rinvio! La storia si chiude qui”. Assioma dichiarato, da Palermo a Perugia è, dunque, chiudere. Silenziare il caso, accartocciarlo su se stesso. Lasciando che il più debole, quello senza avvocati di grido, paghi per tutti.

    [email protected]
    Fonte: http://www.statoquotidiano.it
    4.10.2011

  • Allarmerosso

    Non conta essere o meno colpevoli conta dimostrare l’opposto dell’accusa o dimostrare che anche se l’accusa ha ragione non può dimostrarlo . La giustizia funziona così , ma leggo commenti di persone che aimhè vivono nel loro mondo … come haa detto qualcuno beata ingenuità !

  • Giancarlo54

    La tua? Adesso dobbiamo fare una battaglia per la sovranità nazionale e monetaria contro Amanda? Amanda = super poteri americani e mondialisti? Ma per favore!

  • Tao

    Di solito non commento i fatti di cronaca e non sarò certo io a dire se la sentenza di ieri a Perugia che ha portato alla liberazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sia giusta o no; però non posso non trattenere la mia indignazione per le due sentenze. Capita in tutti i tribunali che una sentenza possa essere corretta in appello. Per fortuna: l’importante è che chi è innocenete venga riconosciuto come tale.
    Ma quel che colpisce e indigna è la sproporzione tra le due sentenze. Com’è possibile che un tribunale condanni in primo grado gli imputati a pene pesantissime pari a 25 e 26 anni di carcere due imputati, che poi vengono completamente scagionati?

    La svista è troppo grande. Ed è ancor più grave se si considera che nessuno di coloro che hanno sbagliato (pm, giudici, inquirenti) pagherà per questi errori. Che cosa deve pensare un cittadino? Perchè in Italia è così difficile non dico la Giustizia ai livelli di altri Paesi, ma perlomeno una sana indispensabile equità? L’Italia non perde occasione per danneggiare se stessa a livello internazionale (vedi la campagna delle tv Usa) e per diffondere la sfiducia sociale tra i cittadini.

    Marcello Foa
    Fonte: http://blog.ilgiornale.it/
    Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/10/04/amanda-ma-la-giustizia-perde-comunque/
    4.10.2011

  • Italiano

    Condivido in pieno l’articolo.

  • bysantium

    “È evidente che qualcosa non funziona, non solo nelle aule dei tribunali, ma anche nei laboratori della polizia scientifica. Troppi errori, troppe approssimazioni, troppe inconcepibili contaminazioni dei reperti esaminati nel corso delle indagini. Qualcuno si ricorda ancora del caso di Unabomber? Anche lì, incredibili errori e perfino una adulterazione deliberata dei reperti utilizzati dall’accusa; anche lì, una verità che non è mai emersa, una giustizia che non è mai arrivata, delle vittime che non hanno mai potuto guardare in faccia il criminale e saperlo condannato e relegato dietro le sbarre di una solida cella, dove non farà più del male..” Ecco, il succo è questo mentre il resto,che sostanziamente condivido, è ininfluente al fine della sentenza in cui manco mi sogno di entrare nel merito. Solo una volta ed indirettamente ho avuto a che fare con la giustizia, mi è bastata,ho capito…

  • bysantium

    I casi giudiziari non mi appassionano e non ho mai visto un Porta a Porta quindi ho un’opinione esclusivamente tecnica e questa concorda con Giancarlo54 : senza prove non si può condannare,punto. PS : mi stupiscono i commenti che inevece avrebbero voluto una condanna in nome dell’antiamericanismo, mettendosi così allo stesso livello degli yankee che inventano le prove per bombardare chi piace loro.

  • raiss

    come le consideri le ingerenze dei politici americani sul caso un atto dovuto verso una cittadina americana?
    come le consideri le capriole giornalistiche fatte prima e dopo il primo e secondo grado di giudizio?
    sono veramente dei fessacchiotti i nostri investigatori della scentifica?sono incapaci i nostri giudici?
    no caro, cerca di capire meglio qui si è seri per davvero.questa è solo una sentenza politica

  • Zret

    Veramente incomprensibile l’articolo dell’ottimo Lamendola che questa volta ha preso una cantonata. Bisognerebbe ricordare che la povera Kerch fu vittima di un omicidio rituale e che la Knox e Sollecito sono non innocenti, innocentissimi. Consiglieri di lasciare la giistizia a Dio e non ad improvvisati inquisitori.

    Concordo con Stendec.

  • Nauseato

    Il problema dei delitti televisivi, probabilmente, è proprio questo. Della giustizia o della verità (in un senso come nell’altro) non importa a nessuno.

    Sempre della giustizia e della verità non impora nulla a nessuno. Non importa essere colpevoli o innocenti, avere in una causa torto o ragione. Non importa assolutamente nulla a nessuno. Delitti televisivi e non.

    Se non ci fosse in generale da piangere non so quando potrei smettere di ridere. Evidentemente l’autore dell’articolo non ha mai avuto a che fare con avvocati e tribunali. E mi fa piacere per lui. Ma non si capisce allora perché mettersi a scrivere su tale argomento.

  • aNOnymo

    L’avvocato di Sollecito e’ lo stesso che ha difeso Andreotti per associazione mafiosa, Vittorio Emanuele di Savoia per associazione a delinquere, Cragnotti per bancarotta, Bettarini per scommesse illecite, ecc. ecc…… tutte persone per bene, rispettabilissime. Sei ricco? allora la giustizia ti sorride. Sei povero? o magari nero? allora la giustizia non ti guarda neanche in faccia! Troy Davis insegna! Ma allora di che stiamo parlando? Stiamo a prenderci per il culo dietro una maschera di ipocrisia!!!! Il sistema e’ facilmente corruttibile! Punto!!! Questa non e’ una mia opinione, e’ la realta’!!! Gli avvocati, i giudici, i portaborse,gli assessori, i sindaci, i consiglieri, i funzionari, i dipendenti, i committenti, gli amici di amici, i parenti, i cugini, i fratelli, i parlamentari, gli amministratori pubblici, amministratori delegati, gli amministratori di CONDOMINIO(perfino loro), i banchieri, etc etc…. prendono mazzette su mazzette rigorosamente in cash!!!!
    A questo punto non c’e’ bisogno di girarla su questioni geopolitiche o su giri di parole inutili come le mosche! La verita’ ,SECONDO ME, sta alla base di questa neo civilta’ di bastardi vuoti immorali di esseri umani. Fin dai tempi lontani i soldi hanno comprato tutto e l’uomo ha sempre venduto la sua anima per i soldi!!! Facile prima, facile ora!!! L’uomo non e’ cambiato!

  • fernet

    L’UOMO uncazzo. Gli stronzi non sono cambiati.

  • stendec555

    ciao zret. già, purtroppo queste storie degli omicidi rituali per molti resteranno sempre e soltanto fantasie di paranoici…

  • Sintesi

    Riflettendo… si parla di tutte queste pressioni degli americani per liberare la povera Knox… gli americani, la Clinton, la diplomazia, le pressioni… essi ci tengono molto ai loro cittadini, no? Ma non hanno anche tirato giù le torri gemelle uccidendone più di tremila più tutti quelli, dei loro, che hanno mandato a morire in mezzo mondo combattendo un nemico che loro stessi avevano creato e che tutt’ora dirigono? I conti non tornano… Io sinceramente credo che al di là del chiacchericcio mediatico, alle lobby americane non gliene potesse fregare di meno della Knox… e concordo con chi ha detto “meglio un colpevole fuori che un innocente in carcere”, ma sapendo qualcosa sulle sette dei potentati (altro che massoneria!) ed i delitti mediatici, piuttosto Lumumba, il figlio di un ex premier Congolese, per me resta il sospettato numero uno, ovviamente subito scarcerato. Non toccate il figlio di un premier, foss’anco quello del Congo. O forse sono solo mie congetture…

  • Sintesi

    Riflettendo… si parla di tutte queste pressioni degli americani per liberare la povera Knox… gli americani, la Clinton, la diplomazia, le pressioni… essi ci tengono molto ai loro cittadini, no? Ma non hanno anche tirato giù le torri gemelle uccidendone più di tremila più tutti quelli, dei loro, che hanno mandato a morire in mezzo mondo combattendo un nemico che loro stessi avevano creato e che tutt’ora dirigono? I conti non tornano… Io sinceramente credo che al di là del chiacchericcio mediatico, alle lobby americane non gliene potesse fregare di meno della Knox… e concordo con chi ha detto “meglio un colpevole fuori che un innocente in carcere”. Poi magari mi sbaglierò… se mi sbaglio ci penserà il karma (suo) a ristabilire l’equilibrio. Al Karma non si scappa.

  • Nauseato

    Non è certo una novità di oggi che la giustizia – italiana in particolare – sia “classista”. Chi ha i mezzi è meno che mai nelle stesse miserrime condizioni di chi gli stessi mezzi non ha. Non c’è molto altro da dire.

    LA GIVSTIZIA E’ VGVALE PER TVTTI … è un ossimoro.

  • Lucettina

    I gravissimi errori si fanno a monte: chi effettua le indagini, chi raccoglie le prove, chi interroga, chi ha il dovere di coordinare tutta l’attività di ricerca ha il massimo delle responsabilità.
    Solo attraverso una indagine scrupolosa, accurata, minuziosa si può giungere ad un livello accettabile di “giustizia”.
    Ma se, soprattutto il Italia, essa, è condotta con approssimazione, trascuratezza e negligenza, non c’è da meravigliarsi se chi può permettersi il grande avvocato è libero e chi no resta dentro!

  • Nauseato

    No, non c’entrano monti e vallate. Nei tribunali verità e giustizia non esistono. Non è quello che conta. Punto.