ALLEGRIA DI NAUFRAGI

ALLEGRIA DI NAUFRAGI

DI CLAUDIO MARTINI

lamicodellabc.blogspot.it

L'ottimo Mazzetta, su Twitter, ha trovato un campionario dei commenti più disgustosi alla grande carneficina del Canale di Sicilia. Eccoli (clicca sull'immagine per ingrandire):
Non bisogna mai dimenticare che l'Apartheid, il segregazionismo USA, i vari fascismi conobbero un sostegno di massa. Così è anche per la mattanza dei migranti africani.

In un mondo più giusto, queste persone andrebbero messe su un apposito barcone e lasciate alla deriva. Nel mondo in cui realmente viviamo, queste persone votano. Ed è proprio questa la ragione principale dell'impossibilità di risolvere il problema dell'immigrazione.

Cerchiamo di ragionare.
Per risolvere il problema, ci sono due vie, alternative tra loro. La prima è quella del blocco navale, naturalmente sponsorizzata dai Nazisti dell'Illinois, ma anche da Renzi, il quale, ricordiamolo, è responsabile del passaggio da Mare Nostrum a Triton, ovvero del taglio dei due terzi delle risorse destinare al soccorso in mare dei migranti. Questa proposta, ovviamente, non può aver alcun riflesso pratico finché non si è disposti a sparare sulle imbarcazioni dei migranti; per la banale ragione che quelli non si fermano. Occorrerebbe pertanto un pattugliamento costante (e costoso) delle coste libiche e tunisine, composto da unità pronte ad annientare le imbarcazioni che tentano di forzare il blocco. Al decimo affondamento è presumibile che i migranti si scoraggino, e che smettano di tentare la fortuna sui barconi.
Naturalmente questa via è del tutto impercorribile. Nessun politico, militare o funzionario si assumerebbe mai la responsabilità di simili crimini contro l'umanità. Tali crimini sono però l'elemento che darebbe effettività al blocco navale. In ultima analisi, non ci sarà alcun blocco navale: chi ve ne parla spacciandolo per soluzione è un cialtrone e/o un ipocrita.
L'altra soluzione è quella di approntare una linea di traghetti tra le coste libiche e un qualche porto siciliano. Questa proposta, assai meno paradossale di quel che appare, è stata avanzata da alcuni studiosi seri del fenomeno, e implicherebbe numerosi vantaggi: impedirebbe le stragi, stroncherebbe le organizzazioni criminali (i migranti pagherebbero alla linea di traghetti il biglietto che ora pagano agli scafisti), farebbe risparmiare fior di quattrini alla marina militare, permetterebbe un controllo preventivo, anche sotto il profilo sanitario, delle persone che intendono migrare in Italia. In una battuta: se la Tirrenia avesse cominciato a fare questo tipo di operazioni dieci anni fa, oggi non avrebbe i conti in rosso, e si sarebbero salvate molte migliaia di vite umane.
Questa soluzione, tuttavia, implica altre iniziative, di notevolissima portata. L'afflusso di immigrati andrebbe regolato, gestito, organizzato. Al netto dei richiedenti asilo, andrebbe preparato un programma di avviamento al lavoro, vincolato al buon comportamento del soggetto e dotato di un termine; ad esempio, si potrebbe prevedere di concedere all'immigrato una permanenza, e un impiego, della durata di 5 o 10 anni. Si tratterebbe pertanto di un programma di lavoro garantito*. Il programma, tuttavia, non potrebbe includere solo gli immigrati, ma anche i cittadini italiani, pena un'intollerabile disparità di trattamento.
Anche così facendo, occorrerebbe comunque cercare di limitare i numeri degli arrivi. Per farlo, sarebbe necessario prendere sul serio il leit-motiv di tutti gli xenofobi, aiutare gli stranieri a casa loro. Ma cosa può significare questa espressione? Se vogliamo darvi un senso, dobbiamo interpretarla nel senso che gli stati europei dovrebbero investire alcune decine di miliardi di euro l'anno nell'indutrializzazione (possibilmente compatibile con l'ecosistema) dei paesi dell'Africa sub-sahariana. Gli impieghi sarebbero innumerevoli: dall'introduzione di metodi moderni e meccanizzati per l'irrigazione dei suoi, all'introduzione di reti di servizi efficienti negli agglomerati urbani, all'installazione di centrali di produzione di energia rinnovabile (si pensi al solare); il tutto realizzabile da una forza lavoro retribuibile in misura trascurabile (per gli standard occidentali, non per quelli sub-sahariani: si pensi a stipendi da 100 euro al mese in Mali).
Come è evidente, le soluzioni sarebbero molteplici; il problema è che non sono praticabili. La Lega Nord, e tutti i partiti consimili, sarebbero favorevoli a che l'Europa investisse alcuni decimali del suo PIL** nei paesi da cui provengono gli immigrati? La risposta è prevedibile: un rotondo NO. "Aiutarli a casa loro" va bene come slogan per evitare di affrontare il problema, non come soluzione pratica.
La verità è che possiamo inventarci tutte le soluzioni più variopinte, ma che esse verranno tutte invariabilmente affondate dal feroce egoismo dei commentatori di cui sopra, che sono massa elettorale per soddisfare la quale si prodigano Salvini e Renzi, Berlusconi e Grillo (e Sarkozy-Merkel-Farage-Le Pen-Cameron-Rutte). Questo non è una questione che possiamo pensare di affrontare gratis, senza concedere qualcosa, senza fare alcun sacrificio (ampiamente ripagato nel lungo termine); senza mettere tra le premesse del problema la necessità di rispettare la dignità dei migranti, anche a costo di togliervi il principio della conservazione del quattrino con ogni mezzo.
Al prossimo affondamento.
Claudio Martini
Fonte: http://lamicodellabc.blogspot.it
Link: http://lamicodellabc.blogspot.it/2015/04/allegria-di-naufragi.html
21.04.2015

*è il primo articolo in italiano che ho trovato sul lavoro garantito, non datemi del memmetaro.
** il quale, nel 2014, ha superato i 18400 miliardi di euro.

Commenti (26)

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Nascondi area commenti 6 caricati
    1. andriun 21 aprile 2015

      Ma si vuol veramente credere che questi signori salirebbero su una nave per arrivare in Italia perfettamente in regola e registrati. Mi piacerebbe chiedere all'autore dell'articolo chi garantirebbe loro un posto per dormire e un pasto caldo una volta qui. Io credo piuttosto che i rischi che corrono oggi li correrebbero comunque anche con una linea passeggeri creata apposta per loro, perchè una cosa è arrivarci da normali cittadini (leggasi come "arrangiarsi"), e un'altra da naufraghi.

    1. lanzo 21 aprile 2015

      I nazisti dell'Illinois, troppo forte !

    1. lanzo 21 aprile 2015

      Sono tutti - i media) a sbavare e leccare Israele.

      Tutti abbacinati dagli emirati (Dubai, Qatar. Oman et cetera) e che bravi e che belli. Fra l'altro gli Emirati hanno un'altissima popolazione non autocnoca, bengalesi, pak, indiani - il flusso e' super controllato, ricongiungimenyi familiari te li scordi, finito il contratto te ne ritorni a casetta, conclusione saranno beduini ma sanno gestire la situazione molto meglio degli europei.
      Perche' i barconi non si fanno vedere da quelle parti ?
      Meditate.
    1. rebel69 21 aprile 2015

      Credo che il più grosso aiuto che possiamo dare a quelle persone sarebbe di farcela finita di interferire nelle loro politiche , cosa che avviene da quando abbiamo iniziato ad importare spezie.Quando leggo articoli come questi , anche se l'autore è veramente pieno di buone intenzioni ,sento puzza d'ipocrisia.L'Africa ed il medio oriente hanno la sfortuna di essere fra i posti più belli r icchi di risorse e geostrategicamente importanti.Per quei poveri disgraziati non ci sarà pace come non c'è ne per noi che senza nemmeno rendercene conto stiamo facendo la stessa fine.

    1. ProjectCivilization 21 aprile 2015

      ma quei commenti....sono piu' onesti e Democratici dell'articolo....e di chi ha impaginato cercando polemica e litigio . Celebrare l'invasione dell'Italia , e' una violenza contro la mia vita , cattiveria allo stato puro . La soluzione e' mettere in circolazione piu' soluzioni . In questo caso , la soluzione non puo' che essere Partecipazione ed Etica nel governo , l'istituzione di paesi appositi per i rifugiati , un limite alla popolazione . Perché non abbiamo gli strumenti per ottenere queste cose ? Partiamo da li .

    1. Tanita 21 aprile 2015

      Ah, l'Europa, l'Europa, Primo Mondo da imitare!

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