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ALLA GUERRA DELL'EURO

DI IDA MAGLI
italianiliberi.it

Porta questo titolo: “Alla guerra dell’euro” l’ultimo numero di Limes, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. Anche questo numero è scritto come sempre da persone molto competenti e, per quanto riguarda l’Unione europea, quasi del tutto obiettive. Dico “quasi” perché, sebbene siano comparsi più volte fascicoli di fuoco sull’Europa e sull’impossibilità della sua realizzazione (ricordo fra gli altri: “L’Europa è un bluff”), si è però sempre sentita sotto traccia una specie di dolorosa rabbia per questa impossibilità. Insomma: se si potesse fare sarebbe bellissima, ma di fatto non si può.

Nella foto: Lucio Caracciolo Non si può per gli innumerevoli, evidenti motivi di ordine geopolitico, storico, economico, che ormai anche l’ultima delle casalinghe ha imparato a conoscere bene perché ne ha vissuto le tragiche conseguenze in questi anni nei quali i politici hanno imposto l’unificazione.

L’editoriale di Caracciolo è ricco di bruciante ironia e non risparmia il fuoco a pallettoni: se la banca svizzera Ubs afferma che “l’euro non dovrebbe esistere”, Caracciolo aggiunge che si tratta di una moneta in sé improbabile, tecnicamente autodistruttiva, figlia di genitori separati che per fingersi uniti decisero di battezzarla … Non è possibile riassumere in poche righe tutti i punti importantissimi toccati in questo editoriale ma, a conferma del sottinteso rimpianto di cui parlavo, alla fine viene avanzata una proposta: piuttosto che rimanere strangolata fra le mire di Sarkozy e quelle della Merkel, l’Italia ha in mano una carta potente: se non volete che faccia saltare il banco, formiamo una Confederazione Europea, uno Stato democratico multinazionale che riunisca soltanto Francia, Germania, Spagna, Polonia e Italia, abbastanza simili per dimensioni demografiche, territoriali, economiche, culturali. E’ a questo punto che la geopolitica mostra il suo peccato d’origine, quello che, pur se per tutt’altri motivi, l’accomuna ai costruttori dell’unione europea: mancano i popoli. Manca la vera ricchezza dei popoli d’Europa, la loro creatività, la loro lingua, la loro volontà, il loro “carattere”. Quando Sarkozy dice sottovoce, lamentandosi della testardaggine della Merkel: “i Tedeschi sono sempre gli stessi” e Caracciolo giustamente aggiunge: “ i Francesi sono sempre gli stessi”, a che cosa ci si riferisce se non ai caratteri dei popoli? Sono quegli eterni caratteri per i quali ci ritroveremmo nella eventuale Confederazione con il conflitto direttivo fra Germania e Francia e i nuovi, vecchi “sudditi” disprezzatissimi dei quali si può continuare a dire “gli Italiani sono sempre gli stessi”, ecc. ecc.

Non preoccupiamoci, però, della proposta di Caracciolo: pur amico della sinistra e di Enrico Letta con il quale ha scritto, combattendone la fede europeista, ben due libri, non sarà ascoltato. Amaro eppure luminoso destino quello dell’Italia: ricchissima di intelligenze critiche e governata dai peggiori politici che possano toccare in sorte a una nazione. Che siano stati sempre i peggiori non c’è dubbio: nessun popolo, se non l’italiano, sarebbe riuscito a rimanere intellettualmente vivo pur governato per duemila anni dai Papi, dogmaticamente infallibili. Ma il progetto di unificazione europea ha messo in luce qualcosa di peggio dell’infallibilità papale: l’esistenza di politici che usano il potere con l’assolutezza di una infallibilità che supera quella garantita dallo Spirito Santo, o meglio, che non ne ha bisogno. E’ nata, contestualmente con la finzione di un impero creato per la “pace”, una nuovissima forma di politica, quella che per certi aspetti aveva previsto oltre un secolo fa Vladimir Solovëv parlando proprio degli Stati Uniti d’Europa: la falsificazione del bene. Il Male adesso opera direttamente nella storia portando con sé i doni del Bene: la pace, l’uguaglianza, l’amore di tutti con tutti. Si tratta di una finzione assoluta, indistinguibile dalla verità. Non sono necessari i termini teologico-cristiani di Solovëv per capire che questa finzione è il male su cui si fonda l’unione europea e che ha proseguito giorno per giorno la sua opera distruttiva fino alla fase finale. E’ l’attuale dittatura degli operatori del nulla: il gioco di borsa, il denaro virtuale. Ne ha convalidato la verità Mario Monti eliminando la moneta concreta.

Ida Magli
Fonte: www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito11/alla-guerra-dell-euro.html
9.12.2011

Pubblicato da Davide

  • illupodeicieli

    Una volta si pensava,come volo pindarico, a una Europa formata più che altro da pigs, ma appunto irrealizzabile. Ci vorrebbe un nuovo parlamento convinto di voler uscire da questa situazione. Difficile anche con l’aiuto, con la presenza di certi intellettuali, con giornalisti come la Magli.

  • Firenze137

    Ida Magli hai ragione. Il Male che si traveste da Bene. Io in qualche occasione di comitato o assemblea cittadina ho urlato che “il re è nudo” …
    che è un po’ la stessa cosa. Ma nessuna reazione. Addirittura mi sono accorto che si rischia di passare per esagitato e un po’ fuori luogo. Un po’ troppo fuori dalle righe…

    Ma siamo sicuri che a tutti noi – in fondo in fondo – il Male non ci sta poi tanto “male” ? .

    La soglia di separazione fra ciò che è giusto fare e ciò che conviene fare è sempre più spostata verso la seconda. Perchè la convenienza di pochi si impone con tutta la propria forza rispetto al senso civico ed il senso di equità dei molti. Senza contare il fatto che i pochi possiedono tutti i mezzi e le risorse per “ingabbiare” i molti che pur consapevoli dell’ingiustizia subita, ma che possono fare di concreto ?.

    Ovvero potrebbero fare qualcosa anzi secondo me potrebbero fare cose davvero grandi se solo avessero fede nella loro unità ed agire compatti, ad es. esercitando il proprio potere contrattuale commerciale (cioè boicottando) di un gruppo d’acquisto composto di migliaia/milioni di persone ( milioni di persone possono davvero incidere se vogliono) … Ma già occorre essere uniti ci vuole fede, crederci .. e dove la troviamo la fede .. una fede anche piccola piccola ? Io ne vedo poca in giro, salvo quella nella propria visibilità, nei Grandi Fratelli, negli Xfactor ecc.

    E quindi non c’è scampo. Gli eventi tsunamici ( io purtroppo vedo all’orizzonte una guerra che come ha scritto U. Eco la seconda guerra mondiale è un giochetto in confronto..) determinati – badate bene – non da una carestia o da un terremoto, ma solo da scritture contabili truccate ad arte e quindi “tossiche”. [Quindi in fondo, parlando di Bene e di Male il male codificato in numeri. ] nostro malgrado ci scuoteranno dal torpore mediatico di tutti i reality e dei bla bla dei giornalisti pagati per tenerci buoni.

    Spero che la tribolazione non sia “troppo” apocalittica, anche se mi pare di ricordare che una Apocalisse da qualche parte sta scritta, ma per il momento con molto rispetto spero di dimenticarmene.

  • paudos

    pezzo che ho scritto 20 anni fa …si rivela oggi in tutta la sua profezia..

    L’Europa che si unisce in T.V. alla sola convenienza economica delle grandi industrie nella speranza di una pari lotta con il dollaro si sfalda in realtà giornalmente sempre più in ogni sua provincia, città,paese,comune,quartiere.
    La prospettiva di una offerta massificata per produrre denaro a pochi si spaccherà a favore della capacità del singolo di difendersi da tutto questo creando,diversificando, costruendo soluzioni uniche, sincere e non solo votate al dio “denaro”.
    La creazione di un’Europa unita data al popolino dai politici è utile solo a giustificare il continuo imbastire di teoremi,congressi,dibattiti alle spalle di chi realmente produce.
    La massa di signori che scaldano le sedie all’europarlamento,al parlamento ai comuni, è il concreto assemblaggio della bieca politica che aumenta sempre più la corsa a posti di prestigio super pagati sotto la bandiera Europea del qualunquismo mascherato da interesse di parte mistificato a sacrificio a favore della comunità , parassitario in realtà nei confronti di chi realmente lavora .
    E’ chiaro che fino a che ci sarà l’offerta di tali posti di privilegio si manterrà attiva la corsa a coprirlo anche da persone oneste che non si chiamano “Giocondor” .
    In un’Europa dove l’Inghilterra subisce scissioni a favore dell’Irlanda,i paesi nordici se ne fottono dell’unità europea, la Spagna a i separatisti Baschi la Yugoslavia è massacrata da divisioni etniche,l’Italia ha un Bossi che preme su di una padania libera che non esiste , il mio vicino mi guarda male se compro la macchina nuova e i forlivesi maledicono sulle strade le targhe di chi non è del loro paese si continua a volerci far credere ad un’unità dei popoli .
    Uno strafottente disinteresse è il reale concreto puntello di chi è costretto dalla bieca politica e difendere i propri interessi fottendosene di quelli degli altri e coltivando il proprio giardino in “primis”. Questo si vede chiaro dalle dalle ultime votazioni : chi và a votare e solo quello che è immanicato politicamente e deve trarre profitto dal suo voto tutti gli altri ne hanno le tasche piene e vogliono essere lasciti in pace.
    L’individualismo è il futuro del mondo….nell’individualismo stà tutto ciò che di buono si può ancora fare visto che poi il denaro regola il resto. L’individualismo , l’interesse personale avanzano prepotentemente forse nel bene,forse nel male e l’esperienza insegna che nulla è meno chiaro e sicuro di qualcosa in comune con altri. Quel che e mio e mio e voi se volete qualcosa dovete guadagnarvelo!!
    Onoriamo di citazione anche la “ famiglia” che è fulcro dell’unità del mondo. Questa si sta sfaldando sta morendo sotto i colpi del consumismo che divora tutto , si infrange, si annulla nel cuore,nell’anima costringendo le donne e le mamme a lavorare a discapito della famiglia . Uno stato civile dovrebbe sostenerle perchè adeguatamente a casa curino ciò che da sempre la donna ha curato e serve al futuro più di ogni cosa : i figli
    Figli che invece mancano perché le donne ora alla pari con gli uomini non sono più tali ma sono ,manager…..avvocati ..commercialisti perdendo un’identità che fino ad oggi ha cresciuto il mondo con il sacrificio che molti più non conoscono e che dovrebbe tornare di moda per dare valore ed unità ai popoli e famiglie stesse.
    I figli generazioni che saranno ,si spera, il nostro futuro ….il futuro del mondo rischiano di perdersi …di non sapere a che padre e o madre rivolgersi .

  • ROE

    L’idea di un superstato europeo è diventata un mito, una sorta di feticcio come la merce. L’idea ha come presupposto che lo stato, piccolo o grande, possa essere al servizio dei cittadini. Non è mai esistito e non può esistere uno stato che faccia l’interesse dei suoi cittadini (della larga maggioranza di essi). Lo stato è sempre stato e non può che essere solo un mezzo mediante il quale meno dell’uno per mille della popolazione, aiutato (per interesse, ovviamente) da meno del dieci per cento della popolazione. ha imposto il suo dominio sul novanta per cento. E questo è stato ed è possibile con il denaro, perché con il denaro si controlla il mondo e quindi chi controlla il denaro controlla il mondo. Denaro che oggi è rappresentato da moneta a corso legale che non ha e non rappresenta alcun valore reale (se avesse valore reale non avrebbe bisogno del corso legale). L’unica soluzione non è né la moneta di stato né la moneta delle banche ma la moneta del popolo, la moneta del lavoro, una moneta senza corso legale, garantita fin dalla emissione da valore reale che rappresenti il valore del lavoro futuro necessario a produrre i beni e servizi che con essa saranno scambiati, emessa per conto dei lavoratori e da essi controllata, con un limite massimo di emissione, da assegnare in parti uguali fra tutti gli abitanti del pianeta. Con questa moneta si estingue lo stato e si passa dall’economia capitalistica (sia capitalismo privato sia capitalismo di stato) ad un’economia fondata su libere associazioni di lavoratori-produttori. Fine dello sfruttamento del lavoro degli altri; fine della concentrazione della ricchezza in poche mani e della povertà della stragrande maggioranza. Non solo in Italia od in Europa ma in tutto il mondo. Ma bisogna ragionare ed agire razionalmente. E soprattutto bisognerebbe avere il coraggio di “osare”.

  • RicBo

    La Magli si rassegna all’impossibilità dell’Europa Unita e desidera il ritorno al passato di Stati rinchiusi nello sterile slogan del “rispetto della diversità”.
    Non sa o fa finta di non sapere che l’Europa unita dei popoli è GIA’ una realtà inarrestabile, è nella mia vicina di casa di origine bulgara che parla perfettamente 4 lingue, nella mia amica polacca che si è laureata in Spagna e lavora tra Varsavia, Madrid e Milano, nel mio amico di Palermo che ha vissuto a Barcelona, parla catalano spagnolo e inglese e vive tra Puglia, Sicilia e Catalogna.
    Perchè non si chiede a loro come vedono il futuro dell’Europa?
    Perchè dobbiamo stare a sentire tromboni nazionalisti come la Magli che parla di popoli senza sapere di cosa sta parlando invece che le persone che di questi popoli fanno parte?
    Il passato non può tornare, neanche le monete di una volta. Cerchiamo di lavorare per il fututo di un’Unione Europea non dominata dalle elite finanziarie, con un Euro emesso da un BCE sotto controllo di un Tesoro Unico, esattamente come la FED in USA.

  • hotwildweb

    Hai ragione,

    infatti tutte le bulgare parlano perfettamente 4 lingue, i polacchi poi sono
    tutti laureati e regolarmente lavorano tra spagna, polonia e italia, che dire
    poi dei siciliani globtrotter? Sono gli italiani della penisola che non
    capiscono un c…o, è chiaro, quindi chiediamo a questi 4 amici come deve essere
    l’europa, sembra un campione ben definito e rispondente alla maggioranza degli
    europei, come abbiamo fatto a non capirlo prima!

    Il passato poi, roba da pirla incontinenti è chiaro, come si fa a denigrare la
    bellissima europa come ce la stanno proponendo, ovvio ha un difetto, la banca
    centrale, mica robetta da nulla, poi le differenze sociali, linguistiche,
    culturali ma chi se ne fotte, non sono un c…o in confronto alla modernità del
    futuro dove tutti sono uguali, sì, i barboni sono uguali dappertutto …

    NB: Ovviamente il massimo rispetto per i bulgari, polacchi e i nostri
    siciliani, chiamati in causa solo per evidenziare che a volte si parla solo per
    aprire bocca!

    Ma per favore!