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ALI KHAMENEI E’ MORTO ?

LA “LIBERA INFORMAZIONE” E LA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’ IRAN

FONTE: IO NON STO CON ORIANA (BLOG)

Alla metà di ottobre del 2009 si diffondono in rete notizie sulla morte di Ali Khamenei.
Le gazzette cianciano di “blog dell’opposizione” di “paese in fibrillazione” e via di questo passo, secondo un registro condiviso da trent’anni che impone di presentare la Repubblica Islamica nella peggior luce possibile, qualunque sia l’argomento all’origine della “new”.
Secondo il giornalame la notizia a Tehran sarebbe stata accolta da cortei festanti di automobili.

Chiunque abbia visitato l’Iran si è probabilmente reso conto che Tehran, nei suoi quartieri a nord, è praticamente un mondo a parte.Dire che a chi ci vive tutto sia concesso è una palese esagerazione: tuttavia il tenore di vita ed i comportamenti di consumo dei suoi abitanti non differiscono potenzialmente in nulla da quelli di un cittadino “occidentale”, e questo vale anche per l’accesso alla rete e ai mass media, ivi compresa la spazzatura “occidentalista” sparata a zero sulla Repubblica Islamica da un aggregato di professionisti dell'”informazione” che non stanno certo a chiedersi se certe condotte possano o meno essere controproducenti.

Il problema è che il mondo è cambiato, certe strategie sono note da anni e le contromisure sono, per fortuna, alla portata di quasi tutti, con la sola apparente esclusione dei sudditi che vegetano nella penisola italiana, capacissimi a tutt’oggi di bersi qualunque fandonia la pornocrazia governativa decida di diffondere.
Uno dei molti che fa finta di non essere al corrente di questo stato di cose è un tizio di nome Michael Leeden, disinformatore “occidentalista” di lungo corso, al quale si deve la diffusione della non notizia -anzi, della menzogna- di cui qui si tratta, e che l’interessato afferma come al solito di aver avuto da “fonti affidabili”. Sull'”affidabilità” delle fonti usate da gente come lui si dirà qualcosa nei paragrafi che seguono.

Michael Leeden fa parte della feccia gazzettara che tanto ha contribuito a creare il clima ebete di terrore quotidiano che dal 2001 permea la cosiddetta “informazione”; un trend che nella penisola italiana rimane tuttora incontrastato raggiungendo vette di ripugnanza difficilmente eguagliabili e macinando ogni giorno intere esistenze. Di Michael Leeden il mainstream mediatico peninsulare tentò con buon successo di presentare delle copie carbone, nello stile interattivo e nel look. L’aggressione yankee all’Iraq fu seguita da “commentatori” stile promotore finanziario che non avevano mai sentito l’odore di una ferita ai visceri ma che andavano in orgasmo ad ogni flash di agenzia che annunciava una nuova strage fatta da qualche bomba “intelligente”, di quelle che smentiscono la loro definizione finendo poche volte sul Pentagono e spesse volte su mercati ed ospedali.

Michael Leeden

Il resto dovrebbe essere storia abbastanza nota: due guerre d’aggressione contemporaneamente, costosissime, in cui l’unica superpotenza mondiale non soltanto non è riuscita ad aver ragione di quelli che all’apparenza non sono che gruppi di guerriglieri sprovvisti di tutto, ma neppure a capitalizzare, come scelleratamente previsto in anticipo dalla marmaglia dei Leeden stipendiata apposta, i vantaggi conseguiti sul campo. Vittima dei meccanismi globali da essa stessa messi in moto, durante l’amministrazione dell’ubriacone Bush l’AmeriKKKa è passata dal rango di unica superpotenza mondiale a quello di paese come un altro. Per l’entità statale che per oltre cinquant’anni ha dominato l’immaginario di tutto il mondo con le sue produzioni mediatiche e con il tenore di vita che prospettava, non esistono secondi gradini in un podio: retrocedere in questo modo significa atterrare direttamente nel fango.

Gli yankee sono capaci di fornire esempi continui di assoluta incultura. Il web è pieno di filmati che mostrano qualche grassone del midwest alle prese con una carta geografica, a collocare l’Afghanistan vicino all’Australia. Il fatto che individui in grado di scatenare una guerra termonucleare vengano eletti a maggioranza da mostri come questo pare non allarmare nessuno. Nonostante tutto, la gravità delle oscenità commesse tutte insieme dall’amministrazione ha finito per coinvolgere anche il grassone del midwest, su cui è piombata una caterva di debiti da pagare, di sfratti e di pignoramenti, mentre i mutilati di guerra irrompevano nella vita quotidiana raccontando storie un po’ diverse da quelle della televisione. Al primo giro di ruota dunque l’amministrazione è cambiata, mettendo all’angolo molte delle lobby in voga fino al giorno prima. E questo spiega la situazione piuttosto difficile che i cosiddetti “neo-con” stanno attraversando da qualche mese. Michael Leeden si è adoperato senza soste per facilitare il lavoro a chi stava distruggendo l’AmeriKKKa e con essa il mondo intero: finanza allegra e bombe, con bando mediatico -o con la galera- per chiunque dissentisse. Logico che al primo rovesciarsi delle sorti gli toccasse assistere ad un brusco ridimensionamento della propria influenza, e che la cosa gli andasse poco o punto a genio. La sua urgenza è quella di recuperare voce in capitolo con qualunque mezzo.

Il problema è che Michael Leeden è una voce ascoltata. Ascoltata fin troppo. Le sue produzioni mediatiche finiscono in un mainstream che non opera più da solo e che è affiancato, nel bene e nel male, dal web. E sul web si esprimono milioni di individui che la responsabilità sociale non hanno alcuna idea di cosa sia, proprio come i fans delle guerre d’aggressione e delle esportazioni di democrazia che ciarlano in tv… che nozione del concetto dovrebbero, in teoria, averla.

La Repubblica Islamica dell’Iran, abbiamo detto, soffre da sempre di un bias mediatico negativo dovuto al peccato originale della sua nascita: cacciare gli yankee a calci ed in quel modo può essere perdonato dagli ambienti che contano davvero, ma non certo dal servitorame incaricato di indottrinare il corpo elettorale. Questo bias negativo inscalfibile perdura, permeando di sé le produzioni di un mainstream affidato acriticamente alle manine dei Leeden ed ampiamente utilizzato per campagne denigratorie che lasciano addirittura spiazzato qualche governo “occidentale”. Ignorare il concetto di responsabilità sociale permette alla feccia delle redazioni di mangiare -e di mangiare molto- non solo a spese di chi la paga, ma anche a spese della vita di individui, di paesi o di settori sociali mediaticamente inesistenti, e dunque inesistenti tout court. Un effetto collaterale di questo modo di agire è che dal rapporto biunivoco tra media mainstream e contenuti del web può uscir fuori un cocktail micidiale, di cui i gazzettieri sono ovviamente gli unici a trarre degli utili.

Il caso della cosiddetta “rivoluzione verde” del giugno 2009 è un esempio perfetto di quanto può succedere grazie ai Michael Leeden.
Addirittura ignorando il sostanziale disinteresse per la questione dei politici “occidentali”, perfettamente al corrente del fatto che le elezioni presidenziali non avrebbero inciso sostanzialmente sulla politica estera iraniana e che la politica delle scoperte intromissioni negli affari altrui sta attraversando una fase di riconsiderazione (è il caso di ricordare l’exploit dell’agosto 2008 con il quale lo yankee di complemento Shaakashvili è arrivato ad un niente dall’essere portato a Mosca come prigioniero di guerra) il gazzettame “occidentale” ha preso in blocco le parti di uno degli sfidanti per le elezioni presidenziali, trattando il contesto politico iraniano -uno dei più complessi del mondo- con incompetenza assoluta e considerando rappresentativa dell’intero paese la borghesia di Tehran nord. Il contenuto di singoli blog apparentemente -ed in qualche caso sedicentemente- iraniani, a volte redatti in un inglese gergale per lo meno sorprendente, è rimbalzato sul mainstream ed è stato ridiffuso anche nei contesti di apparente provenienza, alimentando furibondi scontri di piazza apertamente approvati dai mass media “occidentali”, gli stessi che hanno additato al pubblico disprezzo le centinaia di migliaia di manifestanti che nel 2001, a futuro immediato ampiamente divinabile, scesero in piazza per opporsi alla pianificazione di un decennio intero di prevaricazioni e di ingiustizie sociali. Fracassare un bancomat o pestare un gendarme a Tehran si può e si deve fare, a Genova no.

Lo svolgersi degli eventi iraniani fa pensare che questo meccanismo abbia funzionato molto bene, dando il peggio di sé: pennaioli ben pasciuti e ragazzi a farsi ammazzare in piazza a solo beneficio delle tirature “occidentali” e della pubblicità che le impesta. Il giornalame è arrivato al punto di “documentare” la realtà iraniana con fotomontaggi sfacciati: all’automobile del presidente Ahmadinejad si sarebbe parata davanti una ragazza a dito medio alzato che nelle intenzioni del cialtrone che ha ideato la cosa doveva rappresentare la quintessenza della denuncia sociale. Peccato che in Iran un gesto simile non abbia alcun significato. L’episodio è minimo ma dimostra come la produzione di contenuti mediatici sia guidata da un intento esclusivamente denigratorio e rivolta all’uso e consumo di un pubblico “occidentale” ed “occidentalista” che della realtà iraniana non ha alcuna cognizione, e che meno che mai potrà farsene una affidandosi a simili fonti di “informazione”.
Ma c’è di peggio.

Lo sfondo degli scontri di piazza è scopertamente servito per pubblicizzare un arnese chiamato Twitter, ennesimo portale inutile di un internet che ne presenta centinaia. Su Twitter si sono affastellati migliaia di messaggi genericamente indicati come “dall’Iran” che hanno riferito tutto ed il contrario di tutto. Un paio di mesi dopo, e neanche tanto in sordina, i responsabili del servizio hanno ripristinato la tracciabilità dei messaggi. Probabile che i sottoscala di Tel Aviv non abbiano mai pullulato di fonti informate sugli accadimenti iraniani come in quei giorni di giugno!
Tra i blogger sedicenti iraniani il 21 giugno si è dato il caso di alcuni mentecatti repellenti, osceni irresponsabili autentica espressione della civiltà contemporanea, che hanno diffuso la notizia secondo la quale la Repubblica Islamica stava perdendo il controllo dell’esercito. Nulla di più probabile che una voce del genere abbia esasperato gli scontri tra ragazzi disarmati e bassij, che disarmati non lo erano e non lo sono affatto.
Il tutto si è svolto in un tessuto sociale i cui appartenenti hanno spesso una vera passione per i complottismi e le dietrologie, secondo un atteggiamento condiviso che in un contesto del genere va ritenuto sicuramente responsabile di ulteriori peggioramenti della situazione.
La “libera informazione” dei Leeden ha reso pessimi servizi al popolo iraniano, costruendo una realtà fittizia e mendace e mandandolo ancora una volta con noncuranza al macello. Il tutto, probabilmente, in un utilizzo estremo (sperabilmente l’ultimo, ma c’è poco da illudersi) della libertà di linciaggio di cui ha goduto per molto, troppo tempo.

Fonte: http://iononstoconoriana.blogspot.com/
Link: http://iononstoconoriana.blogspot.com/2009/10/ali-khamenei-e-morto-la-libera.html
17.10.2009

Pubblicato da Davide

  • Coscienza_di_classe

    A gente come Michael Leeden farei provare un po’ di carcere del popolo per
    vedere se poi ritratta le sue menzogne.Sono tutte menzogne quelle scritte
    dai media occidentali sull’Iran oscurantistya e repressivo,basti guardare la
    finta morte di Neda che si e’ cosparsa il corpo di ketchup per rendere piu
    cruenta la scena o la finta notizia che tre adultere stavano per essere impoiccate,mentre invece che di adultere si trattava di spie al soldo del
    mossad.L’Iran da fastidio perche’ il popolo iraniano e’ il vero popolo eletto,
    quello cioe’ che guidera’ la rivolta mondiale contro Usa e Israele,i due veri
    stati canaglia:spero che l’Europa in quel momento stia dalla parte giusta,
    quella cioe’ degli oppressi,quella di coloro che hanno sete di giustizia sociale e sono pronti ad ottenerla ad ogni costo,quelli che sono stufi delle conseguenze nefaste di questo neo capitalismo killer globalizzato che miete
    quotidianamente piu’ vittime di una gigantesca pandemia.L’Islam sara’ il
    braccio armato che guidera’ la rivoluzione internazionale dei popoli contro
    il capitalismo yankee sionista,l’avvento di un nuovo ordine mondiale basato
    su una grande giustizia sociale e’ imminente.

  • mikaela

    Posted May 8, 2003. Who is Michael Ledeen?He is a former employee of the Pentagon, the State Department and the National Security Council. ………………. Now Michael Ledeen is calling for regime change beyond Iraq. In an address entitled “Time to Focus on Iran — The Mother of Modern Terrorism,” for the policy forum of the Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA) on April 30, he declared, “the time for diplomacy is at an end; it is time for a free Iran, free Syria and free Lebanon.”

    With a group of other conservatives, Ledeen recently set up the Center for Democracy in Iran (CDI), an action group focusing on producing regime change in Iran.

    http://www.alternet.org/story/15860/

  • mikaela

    Quello che dici e’ scritto nel link sotto hai ragione e’ uno pagato dal pentagono per creare rivoluzioni colorate contro i regimi che non si sottopongono al volere Usionista.L’articolo e’ del 2003 ma e’ interessantissimo.http://www.alternet.org/story/15860

  • vic

    E’ appena atterrato sul nostro davanzale, trafelato, il piccione viaggiatore proveniente da Teheran. Apriamo la capsula che porta con se’ e leggiamo il cablogramma in essa contenuto:

    — Inizio cablogramma (via piccione)

    Khamenei e’ morto. W Khamenei. STOP

    Per mantenere il quieto vivere mondiale la nostra nuova Guida Suprema viene dall’estero e si chiama Ron Paul. STOP
    W la nuova Guida Didattica Suprema. STOP

    Postilla
    Il Consiglio Supremo della Rivoluzione ha deciso all’unanimita’ di essere disposto ad offrire la Guida Didattica Suprema in leasing agli USA fino all’abolizione della Temocrazia negli USA. STOP
    Temiamo che la cosa andra’ per le lunghe, ma siamo pazienti. STOP
    Basta guardare le nostre barbe. STOP

    Lunga vita alla Guida Didattica Suprema. STOP STOP

    — Fine cablogramma (ricordarsi di nutrire ed abbeverare il piccione, ed anche di radersi ogni tanto)

  • maumau1

    in effetti quello che dice Coscienza_di_classe ha un fondo di verità
    i sionisti temono alla morte l’Iran temono possa essere la loro Nemesi..
    ma questo affonda le sue ragioni non tanto nell’ositilità di oggi
    quando in motivi antichi e di religione..
    finchè ci sarà l’Iran ,il sionismo sarà in pericolo…e cmq ostacolato ogni progetto di grande Israele biblico

    quindi questa potrebbe essere la battaglia finale se i sionisti convinceranno gli USA ad appoggiarli perchè non si risparmieranno tipologie di armi…
    l’Iran per Israele deve essere annientato non solo affrontanto o colpito…
    oppure completamente rovesciato il regime ed instaurato al suo posto un fantoccio che ne opprima emassacri la popolazione…
    come accadde con lo scia fantoccio USA-UK-Israele
    come accade da oltre 1 secolo in Iran che è sempre stato sotto scacco
    della finanza internazionale che ne sfruttava le enormi risorse energetiche di petrolio gas urano ad oggi è l’unico stato al mondo che abbia in se tali risorse(oltra alla russia si intende) ed è lo stato con maggiore capacità produttive di petrolio(anche se oggi importa benzina dalla Cina a causa di mancanza di raffinerie e di pezzi di ricambio a causa dell’embargo internazionale)

    ciao

  • maumau1

    cmq ad oggi non si sa della certezza o meno della morte di Kamhenei che anche nel 2007 Leeden ne aveva annunciato la morte..

    invece sono stati uccisi sa USA-UK due comandanti dei Pasdaran guardiani della rivoluzione http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_18/iran-ucciso-capo-pasdaran_df497668-bbb6-11de-b0a3-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

    ciao

  • BSMLLHTL

    Concordo!…SPECIALMENTE SULL’ULTIMA FRASE!!!…io però non ho più illusioni, né speranza alcuna, sulla posizione politica ed etica dell’Europa!

  • myone

    Un attentato in iran, fa’ dire al potere, che tutto e’ opera di usa e inglesi,
    ricalcando il conto dalle elezioni, alle contestazioni, ecc ecc.
    Praticamente, il conto di secoli di cultura e anni di storia, sono sempre nei conti delgi uni e degli altri.
    Inutile sperare in cambiamenti, che sono sempre una facciata di apparenza.
    Gli usa, hanno ribadito, che rivolgere tali affermazioni e accuse, si sommano alle centrali nucleari pro atomica, agli intenti di fabbricarla uguale lavorando con paesi esteri, al regime che ancora tiene stretti tutti, sebbene a comanadare, siano sempre stati islamici-iraniani, e che il tempo dell’ attesa e’ finito.
    Nessun sconto. Da oggi in avanti, ogni parola fara’ la differenza,
    ogni evasione di imposizioni al fine di arrivare all’ atomica, non sar’ piu’ tollerato.
    Se saddam, avendo collaborato con gli usa per mettere freno all’ islam integralista,
    non si fosse poi di parte islamicizzato, non avendone titolo, per quello che era,
    e si fosse fermato nel suo territorio per far star bene la sua gente, senza rappresentare l’ islam pro questo e quello,
    con tutte le arguzie dialettiche e propagandistiche, ne avrebbe subito un embargo,
    dove LUI deteneva ogni rifornimento entrate in irak, e ne gestiva a piacere per se’ e il suo regime,
    e ne, fumentando guerre religiose contro questo e quest’ altro, e palesemente,

    coltivando insediamenti di campi di formazione terroristi-globali,
    non sarebbe passato ne per la forcqa, e ne per un bombardamento, dove, si sa’,
    e purtroppo le cose vanno e sono cosi, ci rimettono persone che hanno e avrebbero il diritto di vivere.
    Ora, l’ iran, non fa altro che calcare i medesimi passi, nei medesimi modi,
    sfidando l’ insfidabile; un principio, e una potenza nucleare.
    L’ iran, come diceva manumanu1, e’ il capo e la mente ancora attiva, della causa palestinese e islamica mondiale.
    La cosa, gli e’ andata male ancora nel 48, ancora non chiusa, e gli andra’ male definitivamente, ora, se continuera’.
    Oltre che gli interessi vari, credo propio, che nel contesto globale, l’ iran,
    davanti a come lo si conosce e davanti ai suoi scopi, avendone ottenuta la nuclearizzazione come forza dissuasiva bellica,
    non trovera’ nessuno a schierarsi in sua difesa, e parlo di nazioni con potere dissuasivo atomico.
    L’ iran, sara’ sostenuta solamente da islamici, ubicati in stati islamici, e islamici globali, sparsi nel monso.
    Curiosista’: se sara’, che l’ iran venga non come l’ irak, [polverizzata], ma privata di centri che contano sia militari che di fabbriche pro atomica, e che venga pettinata in certi centri di potere,
    mi piacerebbe vedere, dicevo, cosi….., come si metterebbe qui da noi, tanto per tastare il polso,
    con tutti gli islamici che ci sono. Chissa….
    La mia non e’ una constatazione di fatto, ma cosi, un pensiero realista,
    e pure una curiosita’.
    La storia, se cosi la su vuole chiamare, non la faccio io. Se la fanno loro.
    Voluta o subita, e qui, nessuno sa’ determinare dove comincia e dove finisce, questa linea di considerazione.
    Gli uni sanno dire in un modo, gli altri pure. I fatti, rimangono quello che rimarra’, ma pure quello che si e’ detto e fatto, prima del peggio.

  • myone

    Mi piacerebbe sentire, te e altri, cosa farebbe un iran, con un centinaio di atomiche.
    Te lo immagineresti questo scenario? Se sara’, e’ il medesimo scenario,
    secondo me, impedito di fondo, e che cercano di farlo desistere da decenni.

    Allora: Iran, con 100 atomiche. Cosa succederebbe? Che farebbero?
    Cosa imporrebbero? E fino a che punto, rimarrebbero in attesa, avendo detto che sia cosi?

    Chi mi risponde?

  • Santos-Dumont

    Gli yankee sono capaci di fornire esempi continui di assoluta incultura. Il web è pieno di filmati che mostrano qualche grassone del midwest alle prese con una carta geografica, a collocare l’Afghanistan vicino all’Australia. Il fatto che individui in grado di scatenare una guerra termonucleare vengano eletti a maggioranza da mostri come questo pare non allarmare nessuno. Nonostante tutto, la gravità delle oscenità commesse tutte insieme dall’amministrazione ha finito per coinvolgere anche il grassone del midwest, su cui è piombata una caterva di debiti da pagare, di sfratti e di pignoramenti, mentre i mutilati di guerra irrompevano nella vita quotidiana raccontando storie un po’ diverse da quelle della televisione.

    L’articolo sarebbe anche condivisibile, purtroppo questo frammento mi ispira riflessioni non proprio edificanti. Quale sia l’intento dell’articolista, lo lascio all’interpretazione di ognuno limitandomi a tre semplici domande:

    • se gli yankee avessero un livello culturale medio superiore, le loro esportazioni di democrazia sarebbero eticamente più giustificate?
    • la partecipazione alla vita politica della nazione dovrebbe essere funzione del livello culturale dell’individuo?
    • in quale modo la condizione fisica (obesità) dell’ipotetico abitante del midwest inficierebbe le sue capacità decisionali?

    A buon intenditor, etc.
    Sento puzza di kalos kai agathos.

  • Gariznator

    “la partecipazione alla vita politica della nazione dovrebbe essere funzione del livello culturale dell’individuo?”

    Bella domanda, la risposta è complessa, ma in linea di massima è un si…
    Si sa che gli ignoranti (e spesso pure stupidi) sono la maggioranza, la democrazia andrebbe rivista…
    Non è la migliore forma di governo, ma solo una tra le tante possibili, non è sacra e non è un male cercare di vedere dove sbaglia…

    Dare il voto a tutti, senza andare poi a vedere se se lo meritano davvero è sbagliato…
    Anche per guidare serve la patente, non vedo perchè non si possa istituire una sorta di patente per il diritto di voto…

  • Coscienza_di_classe

    Io:e’ uno scenario fantascientifico quello da te dipinto

  • terzaposizione

    Un obeso spesso ottuso che come regime alimentare si ingozza di cheesburger – fritti -cibo sintetico – cocacola e milkshake plastici non dovrebbe avere una grande capacita’ decisionale logica .

  • buran

    Che la notizia della morte di Khamenei fosse una bufala traspariva implicitamente anche dai giornali italiani, i quali l’hanno spacciata come notizia non certa e da confermare, ma intanto, per “dovere”, l’hanno spacciata comunque, anche se un po’ stancamente, a dire il vero. Tutto fa gioco, anche questo presunto “mistero”, se serve a corroborare l’immagine dell’Iran come paese “non normale”, strano e quindi alieno e quindi minaccioso, una specie di “hic sunt leones” delle vecchie cartine geografiche.