ALBERTO BAGNAI E I NAZISTI DELL'ILLINOIS

ALBERTO BAGNAI E I NAZISTI DELL'ILLINOIS

DI CLAUDIO MARTINI

L'Amico del'ABC

Partiamo da questa notizia. La Lega Nord non solo vuole radere al suolo i campi Rom, ritenuti indistintamente feccia della società. Non solo vuole sospendere le operazioni di soccorso navale nel Canale di Sicilia, il che non significa altro che lasciar annegare i migranti. Non solo esprime, attraverso i suoi esponenti di punta, l'esigenza di rivalutare il Nazismo. Adesso tra i bersagli ci sono anche i partiti comunisti. Ricorda la poesia di Martin Niemoller: prima vennero...

La Lega di Salvini si presenta come diversa dalla Lega austeritaria, tecnocratica e confindustriale di Maroni e Tremonti; quella che è stata al governo fino al 2011, per intenderci. In realtà, gli elementi di intolleranza e razzismo erano già fortissimi allora, e si può dire che facciano parte del patrimonio genetico del partito. Con Salvini, tuttavia, quegli elementi definiscono in via quasi esclusiva la linea del partito: una linea di attacco, aggressiva e feroce, tesa a costruire un forte polo di destra neo-nazista in Italia, sul modello greco e ungherese, ancor più che francese. Il tutto con il favore di media irresponsabili, che con l'intento di fornire a Renzi una opposizione di comodo danno visibilità alla nazi-Lega, giocando con il fuoco.

La Lega di Salvini è una minaccia per la democrazia. C'è da chiedersi cos'altro dovrebbero fare i suoi esponenti perché tanti se ne accorgano: passare all'azione? Organizzare dei pogrom?
Ora, Alberto Bagnai è molto, molto vicino alla Lega Nord. Fino a ieri gravitava soprattutto nei pressi di Gianni Alemanno, ma poi qualcosa è andato storto. Si può dire che Bagnai abbia avuto una parte non trascurabile nel successo della nazi-Lega di Salvini: in effetti un partito di estrema destra favorevole all'euro, com'era la Lega prima del 2013-2014, è una contraddizione in termini. Bagnai ha fornito a Salvini le parole per dirlo; e di conseguenza la Lega ha potuto attingere appieno al suo bacino elettorale naturale. Un sodale di Bagnai, Claudio Borghi, è divenuto persino un quadro organico del partito.
Come molti lettori si ricorderanno, la carriera di "divulgatore" anti-euro di Bagnai non inizia tanto con gli articoli sul Manifesto o su La Voce, bensì con il convegno di Chianciano dell'ottobre 2011; Convegno organizzato da quei Marxisti dell'Illinois di cui tanto il nostro si è fatto beffe in questi anni.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma che senso ha prendere le distanze dai Marxisti dell'illinois, per poi cadere nelle braccia dei Nazisti dell'Illinois, anzi della Padania?
Ma non eravamo tutti contro l'euro in nome dell'antifascismo, perché l'euro è nazista? (ah no, forse adesso l'euro è comunista...). Come si fa a combattere l'euro-nazismo collaborando con una forza neo-nazista? Forse Bagnai, per una questione morale ancor prima che politica, farebbe bene a pronunciarsi in maniera chiara e netta contro le mostruosità della Lega di Salvini. Parola di commentatore n.1 del suo blog (firmato):
/primo commento
Claudio Martini
Fonte: http://lamicodellabc.blogspot.it
18.04.2015




Commenti (71)

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    1. patrocloo 18 aprile 2015

      Ma da dove salta fuori questo? E soprattutto: che gli offre ancora da bere?

    1. MarioG 18 aprile 2015

      "La Lega Nord non solo vuole radere al suolo i campi Rom, ritenuti indistintamente feccia della società [www.ilfattoquotidiano.it]. Non solo vuole sospendere le operazioni di soccorso navale nel Canale di Sicilia, il che non significa altro che lasciar annegare i migranti."

      Tradotto: la Lega non vuole piu' che la Marina italiana sostituisca gli scafisti (evidentemente sotto stress da lavoro ultimamente).
      "Soccorso navale... lasciar annegare i migranti":
      vada a spendere la sua ipocrisia altrove.

      Con Salvini,
      tuttavia, quegli elementi definiscono in via quasi esclusiva la linea
      del partito: una linea di attacco, aggressiva e feroce, tesa a costruire
      un forte polo di destra neo-nazista in Italia, sul modello greco e
      ungherese, ancor più che francese. Il tutto con il favore di media irresponsabili [www.huffingtonpost.it], che con l'intento di fornire a Renzi una opposizione di comodo danno visibilità alla nazi-Lega, giocando con il fuoco.

      La Lega di Salvini è una minaccia per la democrazia. C'è da chiedersi cos'altro dovrebbero fare i suoi esponenti perché tanti se ne accorgano: passare all'azione? Organizzare dei pogrom?

      Poveretto, in mancanza di altro, si e' ridotto a dover far ricorso ai bau bau, ai sensi di colpa atavici, al terrorismo psicologico (magari dello stesso tipo di quello che ascrive a Salvini).
      Adesso e' la lega, che addirittura e' "feroce".
      Di fronte alla ferocia di una immigrazione imposta, il feroce e' Salvini. Di fronte a decine di migliaia di sbarchi nel giro di mesi, con i prefetti incaricati di cercare in tutta Italia qualche buco dove mettere questi individui, che altrimenti non si sa piu' dove mettere, l'aggressivo e' il signor Salvini...
      Se uno chiede di dare un taglio all'immondo traffico, ecco le " le mostruosità della Lega di Salvini" (senno' i migranti annegano...)
      Uno si chiede da quale perversione della societa' (e della psiche) possano saltar fuori simili "opinionisti".

      Ma non eravamo tutti contro l'euro in nome dell'antifascismo, perché l'euro è nazista? (ah no, forse adesso l'euro è comunista... [blog.ilgiornale.it]). Come si fa a combattere l'euro-nazismo collaborando con una forza neo-nazista?

      Molto divertente! Questo succede a causa dei mentecatti come lui che si dilettano a riconoscere il nazismo ogni volta che sollevano una pietra. Cosi' rimangono ingarbugliati nella tela delle loro stesse fissazioni.

    1. clack 18 aprile 2015

      In sostanza, si avrebbe gioco fin troppo facile nel dire: se questo e' l'elemento piu' in vista del movimento sovranista, figuriamoci gli altri cosa sono.

    1. Valdo 18 aprile 2015

      Il problema principale è che il Pd sta con la Merkel, ci mancherebbe. Ma nessuno sostiene che l'Italia è in recessione per colpa di Bagnai.
      Ciò non toglie che il ritratto di Bagnai fatto da Clack sia corretto. Ma lo può capire solo chi a) ha un minimo di senso critico e non ha bisogno di un padrone cui prostrarsi; b) ha conversato, sul suo blog, via email o di persona, con l'economista-musicista e sa di che lana va vestito

    1. Deck85 18 aprile 2015

      Ecco si, mi sono un po' rotto i coglioni.


      Ne ho piene le palle del mainstream propugnato ovunque, anche qui, dove, per la verità, si dovrebbe leggere qualcosa di diverso.

      Ed invece no. Ancora una volta coloro che sommessamente pensano che 150/200 mila persone sbarcate sulle coste italiane siano un evento violento sono tacciate di nrazzismo.

      Lo spostamento di 200 mila persone da un paese ad un altro è violenza: la faccia sinistra della globalizzazione. Certo, per essere veri "No Global" è necessario prendere il patentino anti-razzista, è perciò necessario decantare l'impossibilità di governare il fenomeno. Ma non basta, bisogna andare oltre, postulare cioè che gli immigrati non sono un problema, che sono uguali a noi, minimizzando, se non eliminando, le differenze culturali.

      Si ritorna, guarda un po', all'orrida dittatura intelletuale relativista. Ideologia dominante degli ultimi 30 anni.

      L'immigrazione è un fenomeno brutale e deve essere combattuta con qualsiasi mezzo. Lo sradicamento di un essere umano dalla terra natia è una bestialità e, di conseguenza, il suo prodotto, la società multi-merda, è orrido.
    1. roberto4321 18 aprile 2015

      Bagnai si è sempre dichiarato di sinistra, quella vera. Nei suoi libri Bagnai ha identificato come IL problema l'adesione dell'Italia all'Euro, moneta troppo forte per la nostra economia studiata per avvantaggiare la Germania. Ad un certo punto resosi conto che la sinistra (quella falsa) aveva con l'entrata nell'Euro condannato le classi lavoratrici italiane alla miseria, ha preso atto che l'unica forza che si batte contro l'Euro è la Lega e, insieme a Rinaldi, ha deciso che andava votato l'unico partito che si batte contro l'Euro anche a costo di "turarsi il naso". Poi al rifiuto dell'Euro ci sono arrivati anche Grillo e Fassina, ma in ritardo. A questo punto qual'è il problema maggiore, che Bagnai stia con la Lega, o che il PD stia con la Merkel?
      https://www.youtube.com/watch?v=R8VzyespISo


    1. clack 18 aprile 2015

      Sinceramente non ho capito a chi ti stia riferendo nella tua critica, ma tutto sommato non ha molta importanza. I frizzi e i lazzi vanno bene e servono a rendere piu' digeribile una materia difficile per i piu'. Ma da qui ad apostrofare le persone nel modo in cui fa, e ti assicuro che di persona e' anche peggio, sempre con la malcelata ricerca di visibilita' a ogni costo e quel che e' peggio con l'intenzione evidente di mostrare la propria competenza mediante il discredito altrui invece che con le proprie forze, corre un divario che pare esagerato. E non solo a me.
      Al di la' della sue teorie che altri eminenti studiosi della materia mettono in discussione, e a me sembra con una certa proprieta' di argomenti, davvero non so fino a che punto un personaggio simile possa arrecare del giovamento al movimento sovranista. O quanto invece contribuisca a un suo grave discredito, in base agli elementi ben noti che, al momento opportuno potrebbero essere usati mediaticamente per far passare l'idea euroscettica come fissazione un po' balzana di persone in debito evidente di equilibrio psichico. Cosa di cui ritengo non vi sia alcun bisogno.

    1. albsorio 18 aprile 2015

      Se Salvini, non i leghisti tutti, vuol andare a caccia di voti a sud e nella estrema destra non può prendersela coi bersagli usuali, restano i nomadi e i migranti...

      Poi ancora con sto comunista vs fascista, qua c'è il ricco e il povero, la classe media incazzata dovrebbero capire chi è che li ha massacrati... forse quelli a cui hanno dato il voto perche bisogna essere competitivi in un mondo liberale, poveri stronzi che non hanno capito avevano perso in partenza con la globalizzazione... i no global era ignoranti che volevano un mondo assistenziale... adesso godetevi Salvini.
    1. mincuo 18 aprile 2015

      In parte le tue critiche a Bagnai, che in sostanza sono di maleducazione, cesarismo e opportunismo, sono condivisibili ma se l'alternativa è quella di un idiota integrale capace di cose come: “eravamo tutti contro l'euro in nome dell'antifascismo” meglio allora un Bagnai che tra un frizzo, un lazzo un autoincensamento e una censura, perlomeno qualcosa di economia l'ha spiegata alla gente.



    1. clack 18 aprile 2015

      Boh, occuparsi ancora del più macchiettistico tra gli EGOnomisti nazionali mi sembra una perdita di tempo.

      E mai più fuori luogo come in questo sito, che egli ha dichiarato più volte di detestare.
      Probabilmente perché qui vige una libertà di idee e di parola non tollerata nel suo, in cui l'adesione alla personalissima ortodossia del Capo deve essere totale, assoluta e incondizionata.
      Pena, l'insulto e l'esposizione al ludibrio di quelli che più che sostenitori o seguaci, somigliano a fedeli.
      Ecco come, con il ricatto e la minaccia Egli ha instaurato il regime del "Grazie Prof." con annessa genuflessione, in una riedizione non so se più comica, patetica o deprimente del "Bravo! Grazie!!!" di petroliniana memoria.

      E dove è giocoforza accettare che l'idea sia sempre e soltanto una sola, quella del Capo Supremo, pena la messa alla berlina, l'insulto reiterato e la riduzione a strumento per la scalata politico-sociale che così si dimostra essere la sola, vera, irrinunciabile priorità di chi di quel sito tira le fila.

      Tutto questo vale non solo per le idee in contrapposizione a quelle del Capo Supremo, che di sé stesso ha un'opinione talmente elevata da essere convinto di doversi imporre come il Kim Il Sung dell'economia nazionale. Ma sopratutto per quelle che potrebbero rischiare di apparire, anche nella più remota delle ipotesi, alternative alle sue, dato che la primadonna deve essere sempre e soltanto Lui.

      Quindi, paradossalmente, si rischiano meno insulti e indicazione al ludibrio dei suoi seguaci, o meglio fedeli, contraddicendolo, piuttosto che nel fornire spunti di discussione che Egli non abbia già abbondantemente sviscerato: sia in pubblico che in privato si viene presi a male parole ancora peggiori.

      D'altronde il tentativo di seguire le sue continue contraddizioni, rischia di essere un esercizio da cui ricavare soltanto un gran mal di testa, tali e tante sono.

      Prima pubblica il manuale del bon ton nei confronti dell'avversario politico, tranne poi minacciarlo qualche giorno dopo con un testuale "sappiamo dove stanno di casa". A chi ha fanno notare l'incongruenza ha dato del troll.

      Altra contraddizione plateale riguarda l'accusa per chi ci ha infilato nella disavventura dell'euro senza chiederci il parere. Al riguardo ha usato più volte la significativa metafora del buttare in piscina senza informarsi se la vittima dello scherzo sappia nuotare. Ma poi poi pretende di fare lo stesso con l'uscita dall'euro, che secondo lui deve avvenire proprio di sotterfugio. Cioè chiudendo le banche il venerdì per riaprirle il lunedì, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto.

      Uscita peraltro che preconizza e dà per certa ormai da troppi anni. Ma con l'accortezza di non indicare mai una data, pretendendo con ciò di imporsi quale profeta o meglio Messia della politica economica. Peccato che in pratica sia lo stesso di dire: "pioverà certamente, ma non chiedetemi quando".

      Se gli si fa notare la contraddizione egli risponde accusando di grillismo, attaccandosi del fatto che il M5S ha indetto al riguardo un referendum, e non solo: giunge persino al punto di approfittare di questa sua scorrettezza per indicarlo ulteriormente al ludibrio dei suoi fedeli.

      In realtà egli li sfrutta come la più cinica e avida delle chiromanti, profittando del profondo malessere in cui sono precipitati per indicare loro una fantomatica salvezza, sempre di là da venire. E così facendo si arrampica sulle loro schiene, usandoli e abusandone come strumento improprio di acquisizione di visibilità.

      Di essi sfrutta proprio la credulità, tipica di chi si trova in cattive acque e ha bisogno della speranza per una possibile via di uscita per non capitolare prima di tutto moralmente.

      Modo di fare, questo, che definire spregevole è ancora poco: un ignobile profittare delle disgrazie altrui, con le quali si intende fermamente costruire la propria carriera, dato che così facendo è proprio con l'Euro che si campa benissimo.

      Lo stigmatizza pubblicamente giorno per giorno, pregando in privato affinché ciò che rappresenta il suo personalissimo Bengodi non abbia mai a terminare. Dato che sa perfettamente che la propria esistenza e valenza mediatica è tale solo nella misura in cui possa scagliarsi contro la moneta unica.

      Emerso ormai il suo passato di sostenitore di UE, moneta unica e dell'aumento della flessibilità che è sinonimo di precarizzazione di massa, si vanta malgrado ciò di essere stato tra primi ad aver compreso le conseguenze negative della moneta unica.

      Guardacaso, però, si è deciso a denunciare pubblicamente i guasti che ha prodotto, e con tanta veemenza, solo dopo che essi hanno dimostrato di essere sostanzialmente irreversibili.

      Il che non solo induce a chiedersi da che parte stia in effetti il Profeta, ma dimostra anche che più che economista e musicante, come tiene a pubblicizzare dal suo sito, è un provetto ballerino.

      Date le continue e arditissime piroette che esegue con rara leggiadria, come balla lui la tarantella non la balla proprio nessuno.


    1. pierodeola 18 aprile 2015

      Non ho capito se chi vuol uscire dall'EURO si vuol far passare per un nazista.

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