AHMADINEJAD, BERLUSCONI E L'ERA POST-DEMOCRATICA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI SLAVOJ ZIZEK

carta.org

Quando un regime autoritario approda alla crisi finale, di solito la sua dissoluzione segue due passi. Prima del collasso, si verifica una misteriosa rottura: tutto all’improvviso le persone sanno che il gioco è finito, e semplicemente non hanno più paura. Non solo il regime perde la sua legittimità, il suo potere stesso viene percepito come un’impotente reazione di panico. Tutti conosciamo le classiche scene dei cartoni animati: il gatto raggiunge il precipizio ma continua a camminare, ignorando il fatto che non ha la terra sotto i piedi; comincia a cadere solo quando guarda in basso e si accorge dell’abisso. Quando perde la sua autorità, il regime è come un gatto sul precipizio: sta per cadere, e ha solo bisogno che gli si ricordi di guardare in basso.


In «Shah in Shah», un classico racconto della rivoluzione di Khomeini di Ryszard Kapuscinski, si colloca il preciso momento di questa rottura: a un incrocio di Tehran, un manifestante si rifiuta di spostarsi quando un poliziotto gli ordina di muoversi, e il poliziotto imbarazzato si limita a voltarsi di spalle; in un paio d’ore, tutta Tehran seppe dell’accaduto, e sebbene ci fossero scontri in strada che continuavano da settimane, ognuno seppe che la partita era finita. Sta accadendo adesso qualcosa di simile?

Nella foto: Slavoj ZizekCi sono molte versioni sui fatti di Tehran. Alcuni vedono nelle proteste il culmine del «movimento riformista» a favore dell’Occidente, sulla scia delle «rivoluzioni arancioni» di Ucraina, Georgia, eccetera – una reazione secolare alla rivoluzione di Khomeini. Costoro supportano le proteste come il primo passo verso un nuovo Iran liberaldemocratico, liberato dal fondamentalismo musulmano. Sono contraddetti dagli scettici che pensano che davvero Ahmadinejad ha vinto davvero: lui è la voce della maggioranza, mentre il supporto a Mousavi arriva dal ceto medio e dalla sua gioventù dorata. In breve: scacciamo le illusioni e affrontiamo il fatto che, con Ahmadinejad, l’Iran ha il presidente che merita. Ci sono poi quelli che liquidano Mousavi come un membro dell’establishment religioso, con differenze solo apparenti con Ahmadinejad: Mousavi vuole proseguire col programma energetico nucleare, è contrario al riconoscimento di Israele, in più ha ricevuto il pieno appoggio di Khomeini come primo ministro ai tempi della guerra contro l’Iraq.



Infine, i più tristi di tutti sono quelli che supportano Ahmadinejad da sinistra: la vera posta in palio sarebbe per loro l’indipendenza dell’Iran. Ahmadinejad ha vinto perché ha combattuto per l’indipendenza del paese, smascherato la corruzione delle élite, e utilizzato le ricchezze petrolifere per incrementare il reddito della maggioranza dei poveri – questo è il vero Ahmadinejad, ci dicono, oltre l’immagine dei media occidentali di un fanatico negazionista dell’Olocausto. Seguendo questo punto di vista, ciò che sta davvero accadendo in Iran è una replica dell’abbattimento di Mossadegh del 1953: un golpe finanziato dall’Occidente contro un presidente legittimo. Questa lettura non solo ignora i fatti: l’alta affluenza alle urne – dal 55 per cento all’88 per cento – si spiega solo con il voto di protesta. Ma mostra anche la cecità nei confronti di una genuina dimostrazione della volontà popolare, assumendo con condiscendenza che per gli arretrati iraniani, Ahmadinejad va benissimo, non sono sufficientemente maturi per avere una sinistra secolare.

Per quanto opposte, tutte queste interpretazioni leggono le proteste iraniane come scontro tra integralisti islamici e riformisti liberali pro-Occidente, che è il motivo per cui hanno difficoltà a collocare Mousavi: si tratta di un riformista spalleggiato dall’Occidente che chiede libertà personali ed economia di mercato o un membro delle gerarchie religiose la cui eventuale vittoria non influenzerebbe seriamente la natura del regime? Queste oscillazioni così estreme mostrano che nessuna delle letture di cui sopra ha capito la vera natura della protesta.


Il colore verde adottato dai sostenitori di Mousavi, le grida «Allah akbar!» che rimbombano dai tetti di Tehran al calare della sera, indicano nitidamente che questi si vedono in continuità con la rivoluzione di Khomeini del 1979, come ritorno alle sue origini, cancellazione della corruzione che ne è seguita. Questo ritorno alle radici non è solo nelle rivendicazioni; riguarda piuttosto il modo in cui la folla agisce: l’enfatica unione della gente, la loro solidarietà onnicomprensiva, l’auto-organizzazione creativa, l’improvvisazione nei modi di articolare la protesta, l’accoppiata unica di spontaneità e disciplina, come la minacciosa marcia di migliaia di persone in completo silenzio. Stiamo avendo a che fare con una sollevazione popolare genuina da parte dei delusi dalla rivoluzione di Khomeini.

Dobbiamo trarre un paio di conseguenze cruciali da questo quadro. Innanzitutto, Ahmadinejad non è l’eroe dei poveri islamici, ma un corrotto islamico-fascista populista, una specie di Berlusconi iraniano la cui mescolanza di pose da clown e spietata gestione del potere sta causando disagio persino presso la maggioranza degli ayatollah. La distribuzione demagogica di briciole ai poveri non ci deve ingannare: dietro di lui non ci sono solo gli organi di polizia e un apparato di public relations molto occidentale, ci sono anche i nuovi ricchi, il risultato della corruzione di regime [la Guardia rivoluzionaria iraniana non è una milizia operaia, ma una mega-coroporation, il più forte centro di potere del paese].

Inoltre, bisogna tracciare una differenza tra i due candidati principali opposti ad Ahmadinejad, Mehdi Karroubi e Mousavi. Karroubi è effettivamente un riformista, fondamentalmente propone la versione iraniana della politica identitaria e promette favori a tutti i gruppi particolaristi. Mousavi è completamente diverso: si batte in nome della resurrezione del sogno popolare che ha sostenuto la rivoluzione di Khomeini. Anche se questo sogno era un’utopia, bisognerebbe riconoscere in esso l’utopia della rivoluzione. Significa che la rivoluzione del 1979 non può essere ridotta a un’insurrezione integralista, si trattava di molto di più. E’ il momento di ricordare l’incredibile effervescenza dei primi anni dopo la rivoluzione, con l’esplosione mozzafiato di creatività sociale e politica. Il solo fatto che questa esplosione è stata soffocata dimostra che la rivoluzione era un autentico evento politico, una momentanea apertura che ha scatenato una forza di trasformazione sociale inaudita, un momento in cui «ogni cosa sembrava possibile». Quello che seguì è stata una chiusura graduale tramite la presa del potere dell’establishment islamico. Per metterla in termini freudiani, le proteste di questi giorni sono il «ritorno del rimosso» della rivoluzione khomeinista.
E, last but not least, ciò significa che c’è un potenziale di liberazione nell’Islam, per trovare un «Islam buono» non c’è bisogno di tornare all’anno Mille, ce l’abbiamo giusto qui, davanti a noi.

Il futuro è incerto, con ogni probabilità chi starà al potere conterrà l’esplosione popolare, e il gatto non cadrà nel precipizio ma riguadagnerà la terra ferma. Comunque, non sarà più lo stesso regime, ma un governo autoritario e corrotto tra gli altri. Qualunque sia l’esito, è di vitale importanza che teniamo a mente di aver assistito a un grande evento emancipatorio che non rientra nello schema della lotta tra liberali pro-Occidente e fondamentalisti anti-Occidente. Se il nostro cinico pragmatismo ci fa perdere la capacità di riconoscere questa dimensione liberatoria, significa che in Occidente stiamo davvero entrando in un’era post-democratica, preparandoci al nostro Ahmadinejad. Gli italiani già conoscono il suo nome: Berlusconi. Gli altri stanno aspettando in fila.

Slavoj Zizek

Fonte: www.carta.org

Link: http://www.carta.org/campagne/dal%20mondo/17887

25.06.2009

Commenti (21)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. victorserge 29 giugno 2009

      essi lottano per la libertà.
      quale libertà? la libertà di intrapresa? la libertà di poter consumare le stesse cose di noi occidentali? la libertà di produrre lo stesso nostro inquinamento? la libertà di distruggere il residuo welfare state ancora esistente? oppure la libertà di credere alle promesse di un ex ministro di khomeini al solo scopo di difendere le "libertà" dell'interesse privato?
      ma quando in occidente ci si libererà dalla schiavitù di quella parola chiamata libertà?
      la libertà è ormai il totem del pensiero occidentale, in suo nome tutto è permesso e lecito e dunque negazione stessa di quanto si vuole promuovere in chiave di progresso per l'umanità.

    1. marcello1950 29 giugno 2009

      Non ho mai sopportato BERLUSCONI come politico, dopo l'uscita del libro L'UNTO DEL SIGNORE mi pare logico pensare che riuscì a candidarsi alle elezioni del 1993 anche per merito della chiesa cattolica (e per la stupidità degli ex comunisti)

      ha fatto promesse mirabolanti che non è mai riuscito a concretizzare, racconta frottole e gli Italiani sono felici, va a letto con giovincelle e veline e gli italiani lo amano di più, non capisco il nesso con Ahmadinejad, il quale è un fanatico religioso asceta che sogna il ritorno di ALI', Ahmadinejad ha un apparato feroce e repressivo ma non è un dittatore, e non penso che berlusconi sia un dittatore
      io direi che IRAN è in una fase pre democratica, ma non è detto che maturi in democrazia (potrebbe sclerotizzarsi nella dittatura della maggioranza) l'Italia da una fase democratica è degenerata ad una para democratica (di manipolazione del pensiero di massa cosa che non c'è in IRAN dove le classi urbane si stanno scontrando per interessi veri di libertà con sottoproletariato e popolo delle campagne che lotta per la pagnotta che e non gliene frega niente della libertà),

      devo aggiugere una cosa, Io La politica estera di berlusconi la condivido ed è la prima volotà dai tempi di Craxi.

    1. portoBF 28 giugno 2009

      Giusto, hai ragione c'è un limite a tutto.....

    1. Bloody_mary 28 giugno 2009

      Povero Ahmadinejad,definito addirittura il Berlusconi iraniano,questo e'
      davvero troppo.Anche alle offese c'e' un limite.

    1. cloroalclero 28 giugno 2009

      staccasegnista. Un po' come per definire il "relativismo" di Protagora e dei suoi seguaci si dice "l'uomo è misura di tutte le cose". Qui vi si dice "la consistenza dell'assegno che stacchi è misura di tutte le cose"
      tecapi?

    1. afragola 28 giugno 2009

      stacca che? ..un nuovo piatto a base si stoccafisso?..mah

    1. cloroalclero 28 giugno 2009

      Non denigrate Zizek. Insieme a Henry-Levy è un illustre filosofo esponente della corrente "staccassegnista" che oggi raggiunge le vette del pensiero occidentale.

    1. adriano_53 28 giugno 2009

      in questo articolo c'è tutto SLAVOJ ZIZEK.




      Un profluvio di parole, sconfinante nella logorrea, intorbidito con lemmi del freudismo e del lacanismo più balordi: il tutto versato sul tema del giorno, che fa da stampo.




      Ma è sufficente rilevare la povertà concettuale, a fronte dell'opulenza delle parole, per scoprire il sapore della sua brodaglia.

    1. Tonguessy 28 giugno 2009

      quoto

    1. albertgast 28 giugno 2009

      "ma Berlusconi....se nella sua azienda lavorano uomini di qualsiasi pensiero politico, se nelle sue trasmissioni mai attacca gli avversari come vediamo su altri media, se quando parla mai offende come viene offeso. Certo avrà difetti ma dire che Berlusconi.......ma io penso che in fondo tante persone sono gelose di un uomo che dal niente è arrivato ad essere Leader, ma vi rendete conto non fa parte di nessuna casta storica o secolare dalla gavetta è arrivato alla vetta. Il suo esempio forse produce gelosia in tanti che hanno quello che hanno solo perchè "frutto di una eredità". ....Scusa, ma tu quel Berlusconi lì dove lo vedi? Su quale tv? Perchè io, che non avendolo votato mi son beccata del coglione, vedo un Berlusconi del tutto diverso, per non parlare dei suoi giornali. Perchè non chiedi a Mentana come lavorano nelle sue aziende quelli che non la pensano come lui? E come mai se rispetta così tanto le idee di tutti, Santoro è un eversivo e al tg1 c'è uno zerbino? Mah....forse vivo altrove e non me ne sono accorta.

    1. LonanHista 28 giugno 2009

      non c'è proprio limite all'idiozia...però considerato il sito(RETE OPEN SOCIETY)...è giustificato!..........ps.MA QUANTO DANNO PER SCRIVERE SIMILI CAZZATE?..NE AVREI DA FARCI I SOLDI!!

    1. nessuno 28 giugno 2009

      Manifestazioni dirette da un Musavì che è un esperto in pratiche terroristiche

      Che poi cia e mossad siano da sempre molto attivi per cercare di destabilizzare il paese è un fatto storico

      La maggior parte di iraniani che scrive su questo sito e riempie il web di proclami fasulli circa una insurrezione di popolo rappresenta quella borghesia iraniana che non sopporta le riforme sociali imposte da Mahmud Ahmadinejad

      Di rivoluzioni colorate ne abbiamo già viste in passato e dietro ci sono sempre loro mossad e cia

      Il gotha bancario mondiale non può tollerare che l'Iran abbia banche che non chiedono interessi, se la cosa si allargasse per loro sarebbe finita la festa

      Mi auguro che la cosa si sgonfi e che l' amerika sotto la spinta delle lobby giudee non appoggi israele in un attacco militare all'Iran potrebbe essere l'inizio di una catastrofe planetaria della quale noi per primi ne pagheremmo le conseguenze essendo una base usa a tutti gli effetti.

      Che israele sia un fattore destabilizzante in tutta l'area è un dato di fatto,
      il genocidio dei palestinesi , gli attacchi agli hezbollah, il supporto che da a al ciada ( al qaeda per i credenti ) se ne strafotte delle risoluzioni onu
      vuole imporre leggi a tutela dell'industria dell'olocausto in tutta europa
      con l'aiuto di politici venduti e corrotti fanno di israele uno stato non stato canaglia per eccellenza

    1. idea3online 28 giugno 2009

      Ma chi scrive queste cose perchè non ricorda qualche evento di estremismo degli eletti in carica? Ma il tizio che ha scritto l'articolo si dimentica che la guerra dei diamanti in Africa non è finanziata dall'Iran o dall'Italia? Il tizio si dimentica che la ultra liberalizzazione è la DITTATURA più demonica che possa esistere in quanto uccide la proprietà privata di tanti piccoli imprenditori e contadini. Solo Berlusconi è l'ispiratore di questa teoria di super DITTATURA o insieme a lui c'è tutto l'Occidente?( forse Berlusconi è quello meno esposto per alcuni aspetti).
      Ma cosa Berlusconi e frottole varie, questo articolo secondo me è un attacco alla capacità del libero arbitrio, ma Berlusconi....se nella sua azienda lavorano uomini di qualsiasi pensiero politico, se nelle sue trasmissioni mai attacca gli avversari come vediamo su altri media, se quando parla mai offende come viene offeso. Certo avrà difetti ma dire che Berlusconi.......ma io penso che in fondo tante persone sono gelose di un uomo che dal niente è arrivato ad essere Leader, ma vi rendete conto non fa parte di nessuna casta storica o secolare dalla gavetta è arrivato alla vetta. Il suo esempio forse produce gelosia in tanti che hanno quello che hanno solo perchè "frutto di una eredità".

    1. Shaman 28 giugno 2009

      ....Gli israeliani già conoscono il suo nome: Netanyahu. Gli altri stanno aspettando in fila.

      Slavoj Judek

    1. nessuno 27 giugno 2009

      Infine, i più tristi di tutti sono quelli che supportano Ahmadinejad ha vinto perché ha combattuto per l’indipendenza del paese, smascherato la corruzione delle élite, e utilizzato le ricchezze petrolifere per incrementare il reddito della maggioranza dei poveri – questo è il vero

      Naturalmente dimentica il vero motivo dell'attacco da parte dell'occidente e cioè :
      Invece vi devo far ricredere poiché come base fondante è la NAZIONALIZZAZIONE della BANCA CENTRALE con tutto ciò che ne consegue. Il DIVIETO assoluto (dal 2000 un pò meno...) di applicare e richiedere INTERESSE alcuno su MUTUI e PRESTITI (assolutmanete IMMORALE...come lo era dopotutto per la dottrina sociale cristiana... se non fosse avvenuta quell'apostasia di cui oggi realizziamo gli effetti!). L'obbligo etico-morale per tutti i soggetti economici-finanziari di osservare lo ZAKAT (ovvero una forma elemosina per le classi più deboli) con ovvi e tangibilissimi effetti equo-redistributivi. Questo per dirvi che il così tanto paventato e strombazzato ASSE del MALE esiste, sì ma per l'OLIGARCHIA FINANZIARIA OCCIDENTALE (avrei voluto aggiungere qualche altro riferimento a sette segrete ed etnie piccolissime e moltissimo agguerrite...ma mi fermo!)


      Se a questo si aggiunge che vuole aprire una nuova borsa del petrolio e eliminare il dollaro come valuta di scambio il quadro è completo
      Ahmadinejad, ci dicono, oltre l’immagine dei media occidentali di un fanatico negazionista dell’Olocausto.

      Forse ha notizie di prima mano sull'industria dell'olocausto.

    1. emid 27 giugno 2009

      nn ho capito bene la polemica: chi è "negazionista"? e chi "rimpiange i forni crematori"? chi dovrebbe "Pronunciarsi chiaramente contro questi"?

      se stiamo ancora al livello di non saper distinguere il "mondo senza ebrei" di Hitler col "mondo senza sionismo" di Ahmadinejad vuol dire non conoscere l'antisemitismo l'antisionismo il negazionismo il nazismo la questione israelo-palestinese ecc

      se poi non ho capito niente della polemica me ne scuso preventivamente..ma nn riesco a trovare altri collegamenti tra il tuo commento e l'articolo

    1. myone 27 giugno 2009

      I colpi di mano ideologici e dei poteri, vanno a finire sempre in corruzione,

      e piu' i poteri hanno danari e risorse, e piu' navigano nei debiti e nelle militarizzazioni.

      Uno stato poi, o un insieme di stati, si ritorce e penalizza altri, sempre per gli stessi motivi.

      Alla fine, qualcosa scoppia sempre, e che si volgia capire o no, intendere o no,

      perdersi nelle letture o lasciare tutto come va', un sunto e un conto alla fine si tira.


      Popoli fra di loro, stati fra di loro, o popoli e stati su altri popoli e stati,

      si sono sempre ammazzati, e hano sempre compiuto carneficine fraticide.

      Una nuova societa', prima o poi, e di subito, nell' arco di poco tempo,

      riprende sempre la piega di prima, piu' fine e piu' grossolana, visto che il passato fa sempre poca storia sana da apprendere.


      L' italia e' uscita cosi, gli usa pure, islamici ebrei si stanno ancora misurando,

      e altri islamici sono sull' orlo del gia' visto, dopo averne fatte di cotte e di crude.



      Meno male che, con il passare del tempo, si evolvono pure le armi,

      e cosi si pulira' tanto di questo, quanche se e' sopra al sangue di tanti innoncenti, ... per molti... si fa per dire.

      La loro coscenza e il loro fare, non ha contribuito certo a creare una societa' migliore.

      Che siano gli iraniani o che siano gli usa, quel mondo marcio va e andra' pulito,

      come del resto, ogni societa' e stato che pretende di farsene legge e ragione, non tanto a casa loro, ma sugli altri.

      I capi saldi, si sanno estrarre da ogni lettura della storia, e da ogni tendenza di valutazione,

      ma quando la pasta rimane sporca, alla fine si contamina tutta la massa

      e tutta la massa, ha e avra' di che pagare dazio.

      Chiamatela poi liberazione, rivoluzione, atti dovuti o cercati,

      ma alla base, hanno sempre la medesima impronta.



      L' iran prima ammazza per instaurare una teocrazia religiosa,

      poi si svende navigando sul petrolio, perche' si ingabbia da solo, e passa nella rete degli affari, l' europa si infinocchia da sola creando altre lobbi di potere di altro stampo teocratico,

      volendo tener testa agli usa e all' avanguardismo mondiale,

      gli usa sgomitano dappertutto, aiutandosi e aiutando ebrei vari,

      la russia ha fatto gia' del suo, pure recentemente, e si sta' mettendo come spoletta detonante fra i botti finali da tirare i conti,

      i paesi che non vediamo o vediamo sempre uguali, o hanno dittature e carneficine,

      o si mangiano la polvere, quelli che si fa ' conto siano i naufraghi dell' economia che si salva,

      sono i piu' deliranti di tutti, concorrendo alla feccia che gia' c'e' , alla massima potenza,

      e pure loro imploderanno.

      Che ci volete fare, l' uomo non cambia mai il suo seminato e il suo coltivare,

      non sradica mai l' erba cattiva, raccolgie solo quella buona, e non la risemina mai,

      se la brucia sempre.

      Se poi volete passare il tempo a rimescolare il tutto volendolo raddrizzare,

      e' solo un passatempo da settimana enigmistica.



      Vero, un tabu', un veto, un lavaggio del cervello, un' intimidazione,

      quando trova la forza di voltarsi, di andare diritta, di trovare coraggio, anche solamente come principio e come azione,

      anche se di mulla, sfata il mito, e come dice l' articolista, il colpo di ritorno e' a due passi, succedera', anzi, e' gia' successo, basta solo metterlo nel fattore tempo.

      Ma come sempre, si cade dalla padella alla brace, perche' chi ha gia' vissuto tutto questo,

      e' gia' avanzato in un altro stato di mutamento, anche se ha affinato le medesime cose,

      in altre articolazioni che danno sempre per futuro, il passato modificato.

      E' un domino, che cade su se' stesso, avendolo gia' predisposto cosi.


      Nessuno cambia gioco. Che uomini-bambini, male educati, viziati, e malati.

      Il lato educativo che non hanno mai subìto come evoluzione,

      e' che non hanno mai trovato nessuno che gli rompesse il di dietro.

      Serve molto, quando a pilotare la vita, non e' solo la tua, ma quella degli altri.


    1. myone 27 giugno 2009

      Io li do' a pari, ma nessuno dei due ha meriti per la gente

    1. cesare52 27 giugno 2009

      Questo articolo segnalatomi da una amica mi ha rimesso in pace con il sito che avevo deciso di non frequentare più. Mantengo invece la mia protesta di non intervenire in replica e nelle discussioni finchè npon ci si pronunci chiaramente contro i negazionisti e coloro che rimpiangono i forni crematori. Non interverrò ma questo plauso dopo le mie critiche indignate ai gestori del sito lo dovevo. Sempre al fianco di chi protesta a Teheran cioè di chi lotta per la libertà

    1. Lif-EuroHolocaust 27 giugno 2009

      "Islamico-fascista populista", peraltro associato poi a Berlusconi... Bell'articolo! Detto ovviamente con sarcasmo... Se la controinformazione è questa, be'... vi attende solo il "pianeta prigione"...

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