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AHMADINEJAD ALL’ONU: COME LEGGERE LE SUE PAROLE

FONTE: CORRIERE. IT

Lettera a Sergio Romano

Contrariamente al lettore Silvano Stoppa (Corriere, 29 settembre), lei non si dichiara d’accordo con la delegazione italiana che ha abbandonato l’aula dell’Assemblea dell’Onu a seguito delle affermazioni di Ahmadinejad contro Israele. Eppure tali affermazioni sono espressione di un evidente antisemitismo e incitamento all’odio. Ahmadinejad ha detto: «Non è più accettabile che una piccola minoranza domini la politica, l’economia e la cultura di maggior parte del mondo con le sue complicate reti, stabilisca una nuova forma di schiavitù e danneggi la reputazione di altre nazioni, persino le nazioni europee e gli Stati Uniti, per realizzare le proprie ambizioni razziste». Cosa c’è di più antisemita di questa affermazione che ricalca le teorie della cospirazione di Hitler? Lei scrive: Ahmadinejad, di fronte all’Assemblea, «non ha auspicato la distruzione di Israele e non ha negato la realtà del genocidio ebraico».
Sembra quasi che lei consideri questo un merito, in quanto Ahmadinejad non ha ripetuto queste nefandezze che ha invece pronunciato in innumerevoli occasioni.
Bisogna stare attenti a lasciare intendere, come fa lei, che nel complesso le posizioni di Ahmadinejad siano accettabili e solo alcune «contestabili o grossolanamente esagerate».
Preferisco essere d’accordo con l’Italia, la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, l’Ungheria, la Danimarca, l’Olanda, e anche gli Usa, l’Australia, il Canada, e anzi avrei preferito che l’Unione europea tutta si fosse comportata a New York come questi Paesi.

on. Enrico Pianetta, Presidente dell’Associazione parlamentare Italia-Israele ,

Caro Pianetta,

Nella traduzione dalla versione inglese la frase «antisemita» del discorso di Ahmadinejad è la seguente: «Ancora più pericoloso è che certi circoli (in inglese: parties), facendo uso del loro potere e della loro ricchezza, cerchino d’imporre un clima d’intimidazione e d’ingiustizia nel mondo e agiscano con prepotenza, mentre rappresentano se stessi, grazie alle loro enormi risorse mediatiche, come difensori della libertà, della democrazia e dei diritti umani». È un’allusione a quegli ambienti ebraici che negli scorsi anni hanno strenuamente difeso, negli Stati Uniti e in Europa, le posizioni del governo israeliano? E’ possibile. E’ una manifestazione di antisemitismo? Se fosse tale sarebbero antisemiti anche tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto l’esistenza di una forte lobby filo-israeliana. Sarebbe antisemita ricordare che i consiglieri neo-conservatori di Bush all’epoca della guerra irachena erano in buona parte ebrei americani. Sarebbe antisemita ricordare che la politica del primo governo di Benjamin Netanyahu fu largamente ispirata dal rapporto di una organizzazione americana (Institute for Advanced and Strategic Political Studies), dovuto in buona parte a Richard Perle. Sarebbe antisemita il saggio di due studiosi americani, John Mearsheimer e Stephen Walt, sull’importanza dell’American Israel Public Affairs Committee (la grande lobby filo-israeliana) nella vita pubblica degli Stati Uniti. Sarebbe antisemita sostenere, come si legge frequentemente nella stampa americana, che la politica di Obama sulla questione palestinese e sugli insediamenti ebraici nei territori occupati non può ignorare la posizione di quegli ambienti del Congresso che sono risolutamente schierati a favore di Israele. L’espressione «antisemitismo » non può essere usata come una clava per impedire legittime discussioni e legittime critiche.

Quanto alla mancanza nel discorso del leader iraniano delle solite filippiche su Israele e sul genocidio, mi sono limitato a osservare, come ho già risposto a un lettore, che queste affermazioni, all’Assemblea generale dell’Onu, non sono state fatte. L’uso di linguaggi diversi, a se­conda del contesto, può presentare un certo interesse per coloro che cercano di decifrare le reali intenzioni di un uomo e di un Paese. I recenti colloqui di Ginevra con l’Iran (a cui gli Stati Uniti hanno partecipato per la prima volta con un negoziatore) sembrano dimostrare che Washington non ha mancato di rilevare questa differenza.

Sergio Romano
Fonte: http://www.corriere.it/
Link: http://www.corriere.it/romano/
5.10.2009

VEDI ANCHE: Il discorso di Ahmadinejad all’assemblea Onu

Pubblicato da Davide

  • Tao

    DI ANTONIO CARACCIOLO
    civiumlibertas.blogspot.com/

    La prima cosa che attrae la mia attenzione è la firma della lettera alla quale Sergio Romano risponde. Chi è che gli scrive? Nientemeno l’on. Enrico Pianetta che si firma come Presidente dell’Associazione parlamentare Italia-Israele. Mi si torcono le budella. Ma provo a spiegarmi con calma. Che io sappia i membri delle comunità ebraiche in Italia non dovrebbero essere superiori a 30.000 unità o al massimo 40-45 mila. Questi sono i numeri che mi è capitato di leggere qua e là. Ebbene, credo che l’on. Pianetta sia un ebreo e se sono in errore non credo che sia per lui un’onta esserlo né ritengo io che lo sia. Ma non credo che sia l’unico ebreo in parlamento. Cito a mente, salvo veniale errore e con piena facoltà di venir corretto da chiunque lo voglia: Nirenstein, Ruben, Fiano, Frattini e penso altri ancora. La costituzione italiana dice che un parlamentare non importa di quale partito sia rappresenta la nazione italiana nella sua interezza e a tutela di ciò è previsto il divieto di mandato imperativo. Ciò significa che il deputato una volta eletto se ne può tranquillamente infischiare dei suoi elettori. Lo sapeva bene il comico Totò che ci aveva avvertito per tempo. Ma non mi diffondo su delicate questioni di diritto costituzionale. Osservo soltanto che se l’on. Pianetta, addirittura presidente di un’Associazione parlamentare Italia-Israele, dovesse rappresentare gli ebrei d’Italia che forse si riconoscono più in Israele come loro prima patria che non con l’Italia, avrebbe una comunità iperrappresentata in parlamento. Quanti voti ci vogliono per eleggere un parlamentare? Credono che 40/45 mila non basterebbero, ammesso che tutti gli ebrei votino allo stesso modo ed abbiano un voto differenziato, come ad esempio gli altoatesini che non credo abbiano lo stesso numero dei parlamentari ebrei.

    Qui mi fermo senza addentrarmi in spinosi problemi come quella della doppia o tripla fedeltà, cittadinanza, identità, che prima o poi dovremo affrontare in modo organico. Vado invece al punto che mi sembra contraddica vistosamente ciò che Pianetta vorrebbe far credere. Per chi abbia letto il volume insuperato di Mearsheimer e Walt sulla “Israel lobby e la politica estera americana” non è difficile avere chiaro il concetto di “lobby” che sono per timore di strumentali accuse di antisemitismo non è detta “lobby ebraica” ma più genericamente “Israel lobby”. È però vero che esistono i “cristiani sionisti”, importanti sostenitori di Israele, che in quanto cristiano non dovrebbero essere “ebrei”. A leggere tuttavia i libri del teologo don Curzio Nitoglia si potrebbe contestare ai puritani americani, che hanno sulla coscienza il genocidio degli indiani, il nome di “cristiani”. Ma lasciamo perdere queste digressioni quanto mai allettanti. E torniamo a bomba. L’on. Pianetta con il suo scoperto “gruppo parlamentare Italia-Israele” può ben costituire l’equivalente italiano di quella Lobby di cui si parla nel libro dei due politologi americani, regolarmenti tacciati di antisemitismo, accusa che è ormai chiaro a tutti sia del tutto strumentale e finalizzata a intimidire ogni avversario, attesa la qualificazione penale che un’accusa di antisemitismo sempre riveste. Si può essere tranquillamente antitaliani o anticristiani o antipalestinesi o antislamici etc. senza temere conseguenze penali di nessun genere. Ma essere “antisemiti” non si può. Salvo poi a riuscire a capire cosa significa essere “antisemiti”.

    Prima di addentrarmi nella lettura dei testi voglio ancora soffermarmi su questa strana “associazione parlamentare Italia-Israele” che non ricordo di aver mai studiato nei miei manuali di diritto costituzionale. Mi sono laureato nel lontano 1975 e può darsi che i nuovi manuali siano stati aggiornati. Ma chi rappresenta questa “associazione”? Se non vado errato fu proprio questa associazione che durante l’Operazione Piombo Fuso indisse una manifestazione di sostegno ad Israele, e dunque a “Piombo Fuso” – responsabile di “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità” secondo l’ebreo Goldstone (pure lui antisemita?) –, una manifestazione che si tenne in Piazza Montecitorio e che aveva l’adesione di 100 parlamentari. Come cronista era presente sulla piazza, ma non per la durata di tutta la manifestazione. In quello stesso giorno se ne svolgevano altre due di segno opposto, anche se con graduazioni. Di tutte la meno numerosa era decisamente quella indetta dalla suddetta Associazione che non era riuscita ad attrarre più di 400 partecipanti (meno almeno due che erano lì solo come osservatori, non certo come aderenti). È da dire che i partecipanti erano tutti i quasi ebrei, alcuni venuti perfino da Israele, se pretendevano che io rispondessi loro in ebraico in una stada di Roma (via della Colonna Antonina, adiacente alla piazza). Dunque, cento parlamentari che a malapena rappresentano 400 persone di dubbia nazionalità italiana (= il rabbino con la barba che ignorava la lingua italiana). C’era – l’ho visto – Giuliano Ferrara, che come italiano da solo ne fa almeno 400.000. Diciamo che un osservatore critico avrebbe potuto concludere che in piazza Montecitorio l’Italia e gli italiani non c’erano. Certamente vi si trovava Israele.

    Altra osservazione preliminare che salta subito all’occhio. Fornendo la corretta traduzione dell’intervento di Ahmadinejad l’ambasciatore Romano da par suo ha fatto vedere al parlamentare Pianetta che egli non è neppure capace di una buona filologia. Da parlamentare della Repubblica ad almeno 30.000 euro al mese, con servizi parlamentari a sua disposizione, non si è dato neppure la pena di procurarsi il testo ufficiale di Ahmadinejad e darne una corretta traduzione. Quale sia la cultura dei nostri parlamentari è stato reso noto da una serie di trasmissione televisive che hanno fatto ridere ogni italiano appena in possesso di licenza della scuola dell’obbligo. La faziosità intrigante ed aggressiva che si nota nella lettera di un parlamentare della repubblica che dovrebbe rappresentare tutti noi italiani è cosa che incute timore e che ci induce alla prudenza. Non so di quale partito sia e non mi interessa saperlo, ma so che la presenza ebraica è trasversale. Invano, come elettore, militante e perfino dirigente del PdL ho gridato di non avere nulla a che fare con una Nirenstein e con quanti sono stati messi in lista unicamente per rappresentare gli interessi di Israele nella nostra politica estera ed anche in quella interna.

    Altra osservazione preliminare, altro sassolino nelle scarpe che con gioia – grazie al mio Lettore – mi tolgo dalle scarpe è quanto avevo notato giorni addietro leggendo l’articolo di un giornalista sionista, tal Andrea Morigi, il quale osservava che in realtà l’egiziano Hosni non era stato eletto all’UNESCO grazie al voto determinante dell’Italia, malgrado Berlusconi avesse promesso all‘Egitto il sostegno dell’Italia. Poiché l’ONU è cosa di Frattini, io ho subito pensato, se le cose stanno come il sionista Morigi mena vanto che siano: Ma allora Frattini risponde a Netanyahu, non a Berlusconi! La questione è di una gravità assoluta che non dovrei faticare a dover spiegare. Allo stesso modo di Morigi l’altrettanto sionista Pianetta va “fiero” del fatto che l’Italia sia stata uno dei pochi paesi che ha ubbidito alla richiesta proveniente da Israele di uscire dall’aula quando Ahmadinejad avrebbe parlato. Non si può qui non ricordare quell’autentico grido di dolore con il quale Vittorio Emanuele Orlando fustigava la «cupidigia di servilismo» di cui i nuovi governanti italiani davano subito prova. Israele ha festeggiato i suoi 60 anni di pulizia etnica e noi Frattini celebriamo i nostri 60 anni di servilismo. Meglio non potevamo stare. Si dica pure “fiero” l’on. Pianetta. Noi ci vergogniamo di questa Italia e di questo Parlamento.

    Antonio Caracciolo
    Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com/
    Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/10/commenti-alla-lettera-del-giorno-di.html
    5.01.2009

  • ottavino

    Grande Ahmadinejad!

  • fabiodellalazio

    In iran sono cosi antisemiti che la piccola comunità ebraica, composta da circa 40mila persone, non avrebbe rappresentanza in parlamento ma quegli antisemiti di iraniani hanno PER LEGGE imposto che almeno un rappresentante della comunità ebraica sieda in parlamento. E i famosi occidentali, tutto questo lo fanno? Chi sarebbe l’antisemita??

  • cloroalclero

    epico, sei epico antonio…
    🙂
    con ammirazione…

  • 21

    “Coccinella” da 10° DAN superiore e oltre.

    Complimenti sig. Antonio 😉

    Implacabile scritto.

    Stima.

  • massi

    Piacevolmente stupito dalle parole di Sergio Romano sul Corriere della Sera… mi sa che avevo un idea sbagliata di lui.

  • edo

    Il Travaglio nazionale avrà letto e poi avuto un piccolo travaso di bile?

  • bstrnt

    Temo che le infiltrazioni sioniste nel parlamento italiano siano ben più gravi di quanto si possa sospettare. Il fatto che molti, in maniera trasversale ai vari partiti abbiano il coraggio di definire Israele come “unica democrazia” in medioriente, la dice lunga; il fatto poi, che qualcuno ventili la sua annessione all’Europa, la dice ancora più lunga.
    A mio avviso Israele non è altro che una bieca etnocrazia, peggio, se possibile, del Sud Africa di buona memoria.
    Peggio, perché è un’etnocrazia di rapina e stupidamente criminale.
    Dopo l’infausta invasione del Libano, nella quale Israele è riuscito solo a in fierire contro una popolazione inerme, mentre sul campo le cose andavano un po’ diversamente e non come previsto dal Tsahal, che si autodefiniva l’esercito più morale al mondo, per ridare credibilità a quell’esercito, Israele ha pensato bene di intraprendere una guerra contro gli indifesi abitanti di Gaza. Una inutile vigliaccata, come tante che avvengono in guerra, ma particolarmente ignobile come il bombardamento di Dresda. Ora questi signori, cominciano a realizzare che forse gli USA non potranno essere coinvolti nelle loro guerre di rapina all’infinito, quindi, con dei quisling appositamente attivati, faranno in modo che sia l’Europa tutta a essere coinvolta nei loro traffici .. e di quisling, qui in europa, ce ne sono parecchi!

  • maumau1

    caro Pianetta sarebbe antisemita dire che lei è fazioso e pertanto non attendibile
    sarebbe antisemita ricordargli che il capo consulente di Obama alla casabianca è un certo Emanuel Israel Rahm,sionista,figlio del terrorista dell’Irgun da cui non si è mai dissociato e che la stampa USA ha completamente censurato la notizia,fino a cancellare la voce relativa al padre Benjamin ,però salvata da alcuni insostituibili blogger?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Rahm_Emanuel

    ecco la pagina cancellata da wikipedia:
    http://www.cco.net/~trufax/pdf/Benjamin_Emanuel.pdf

    Per questo i giochini di Obama si sono sgamati subito…la sua posizione è fortemente filoisraeliana(se non non avrebbe messo il figlio di un terrorista estremista israeliano come capo consulente!!) forse più di Bush,ma diversamente dal primo si nasconde dietro un polverone di parole con tono solenne all martin luther king,ed inizia a starmi veramente sui c.
    poveracci quei neri e quei bianchi che gli hanno votato e quei c. di europei che ancora lo nominano,Veltroni e Grillo in primis.
    Ridicoli,soprattutto Grillo sarà sepolto da questo ancora parla di Obama e non dice nulla sell’appoggio che Obama ha dato sul massacro di Gaza ad Israele e nulla dirà quando attaccheranno l’Iran..
    ancora con le cazzate dell’Obama verde ..che idiozie per beoti..
    Farci fregare da un nero ,si badrone,zio tom,incredibile.

    Hanno ragione i sionisti del falso libro dei savi di sion,siamo inferiori,non trovo altre spiegazioni!

    ciao

  • maumau1

    il Rahm ha anche scritto un libro The Plan: Big Ideas for America
    in cui riassume la nuova politica per la sinistra USA ossia un pò quello che sta è avvenuto anche in Italia o Inghilterra dove praticamente la sinistra insegue sullo stesso piano la destra facendo pure peggio se possibile…
    ossia adotta una politica estera di ancora maggiore aggressione militare,entra in simbiosi con le banche d’affari,solo che lo fa con una spessa coltra di demagogia come fumo negli occhi e quindi mentre da una parte inneggia al verde al clima all’assistenza sanitaria per i più poveri
    e quindi prende consenso(cosa che non poteva fare più bush)dall’altra continuano la politica neo-con sui punti che contano veramente ossia
    armi,petrolio,banche,chimica-farmaceutica.

    Qualcuno in USA pensa anche che costui,sionista,figlio di terrorista di un movimento stragista dei più efferati(qualcuno dovrebbe dirlo a Travaglio!)sia il vero ispiratore(come Wolfowitz lo era per i neocon)della politica che sta dietro ad Obama e che l’intrusione dello stato nelle banche (o delle banche nello stato a seconda dei punti di vista)sia un tentativo di ripetere in USA quanto successo in Russia nella presa del potere del 1917,che sterminò la classe media e i cristiani,mentre i ricchi veri ed i potenti si riciclarono cmq.
    Chiara quindi la matrice sionista visto che più sionista di un figlio di un terrorista dell’Irgun,non penso ci possa essere nessuno.
    Ovviamente i metodi per realizzare tutto quello non possono essere gli stessi…e la pandemia e vaccinazioni forzate ormai sono vicine…
    in Europa(Grecia e Belgio partono dal 15 di ottobre in UK pare siano già partiti )e dal 15ottobre in USA circa 160milioni di persone verrano vaccinate oltre metà popolazione,guardacaso come fatto rilevare da qualcuno proprio alla chiusura dell’anno fiscale USA(spostato per il rientro dei capitali)dove verranno alla luce molte magagne che potranno indurre nuovi crolli come l’anno scorso..
    Sarebbecmq interessante stilare un elenco di stati europei ed USA per capire in tutti gli stati quando si parte..

    ciao

  • airperri

    Faccio i complimenti a Sergio Romano e a tutti quanti hanno scritto su questo blog per l’equilibrio dimostrato nelle risposte.
    Vi invidio Ma come fate? Io questi israeliani non li sopporto proprio piu’ .
    Qualche tempo fa ero a Dubai in una fiera e sul mappamondo anziche’ lo stato di Israele c’era una macchia bianca, poi mi hanno spiegato che loro non riconoscono lo stato di Israele nemmeno sugli atlanti geografici.
    E ovviamente non possono entrare nel paese.
    Improvvisamente ho provato una sensazione di benessere…

  • Saysana

    Piano piano le verita’ verranno a galla a dispetto degli sforzi dei sionisti (il fatto che si scrivano certe cose sul Corriere e’ un segno direi), l’unico dubbio e’… il popolo pecorone si accorgera’ di cosa significhi questa verita’ ?

  • 1sasso

    La stima dei 40/45000 ebrei italiani è assolutamente ridicola.
    Questa stima fa riferimento agli “ebrei iscritti “alle varie comunità e non al numero totale degli ebrei con cittadinanza italiana.
    Il numero degli iscritti alla comunità è volutamente limitato ai capofamiglia e non a tutta la famiglia per motivi politici che regolano i “rapporti tra stato italiano e comunità ebraica”,riconosciuta in tal modo come minoranza (se non supera un certo numero di iscritti).
    Esiste anche una clausola che fa riferimento al “CONFLITTO DI INTERESSI”che vieta ad un ebreo che ricopre un ruolo politico interno alla comunità ebraica, di essere eletto in parlamento italiano;clausola facilmente aggirabile dimettendosi dall’incarico ;un esempio è la recente elezione alla guida del PD LAZIO E PROVINCIA di due ex esponenti della comunità ebraica -MORASSUT E RICCARDO MILANO-
    Un altro fattore da considerare per capire quale sia la realta della presenza ebraica in italia e nelle altre nazioni è la particolare consoderazione della donna nell’ebraismo che è molto simile a quella mussulmana e dove essa ricopre il ruolo principale di “incubatrice di figli”.Le famiglie ebraiche hanno un numero di figli enormemente superiore alle famiglie occidentali e questo permette a cittadini ebrei italiani che vanno a vivere all’estero di trasmettere la cittadinanza italiana ai figli nati e vissuti in altri paesi delmondo;è per questo motivo che ad esempio a MILANO esiste una comunita di ebrei tutti di origine medio orientale che hanno acquisito per discendenza diretta la cittadinanza italiana-Ad esempio Emanuele fiano e fiamma ninerestein sono cugini ed imparentati con molti altri esponenti delle comunità ebraiche italiane.
    UNA VERA E PROPIA “INVASIONE DEGLI ULTRA CORPI”…HAHAHA!!!

  • 1sasso

    La stima dei 40/45000 ebrei italiani a cui Caracciolo fa riferimento è purtroppo assolutamente ridicola. Questa stima fa riferimento agli “ebrei iscritti “alle varie comunità e non al numero totale degli ebrei con cittadinanza italiana. Il numero degli iscritti alla comunità è volutamente limitato ai capofamiglia e non a tutta la famiglia per motivi politici che regolano i “rapporti tra stato italiano e comunità ebraica”,riconosciuta in tal modo come minoranza (se non supera un certo numero di iscritti). Esiste anche una clausola che fa riferimento al “CONFLITTO DI INTERESSI”che vieta ad un ebreo che ricopre un ruolo politico interno alla comunità ebraica, di essere eletto in parlamento italiano;clausola facilmente aggirabile dimettendosi dall’incarico ;un esempio è la recente elezione alla guida del PD LAZIO E PROVINCIA di due ex esponenti della comunità ebraica -MORASSUT E RICCARDO MILANO- Un altro fattore da considerare per capire quale sia la realta della presenza ebraica in italia e nelle altre nazioni è la particolare consoderazione della donna nell’ebraismo che è molto simile a quella mussulmana e dove essa ricopre il ruolo principale di “incubatrice di figli”.Le famiglie ebraiche hanno un numero di figli enormemente superiore alle famiglie occidentali e questo permette a cittadini ebrei italiani che vanno a vivere all’estero di trasmettere la cittadinanza italiana ai figli nati e vissuti in altri paesi delmondo;è per questo motivo che ad esempio a MILANO esiste una comunita di ebrei tutti di origine medio orientale che hanno acquisito per discendenza diretta la cittadinanza italiana-Ad esempio Emanuele fiano e fiamma ninerestein sono cugini ed imparentati con molti altri esponenti delle comunità ebraiche italiane. UNA VERA E PROPIA “INVASIONE DEGLI ULTRA CORPI”…HAHAHA!!!

  • Hassan

    Frattini è ebreo ? Non lo sapevo. Adesso si spiegano molte cose…

  • AndFinallyWillBeZeitgeist

    Sei pagato per scrivere queste idiozie? Israele ha tutto il diritto di esistere. Deve cessare il solo odio dei sionisti verso le popolazioni arabe, convogliando tutti gli sforzi verso una nuova Consapevolezza, per un domani migliore.
    Saluti.

  • dino23

    Gloria eterna a Ruhollāh Mustafa Mosavi Khomeyni !

  • Pellegrino

    Già Sergio Romano rispondendo a Teodori sulla questione Risorgimento/Pellicciari affermò :”(Berlusconi) Ha scelto di stare dalla parte di Israele perché l’amicizia del governo di Gerusalemme costringeva le comunità ebraiche a disso­ciarsi dal fronte anti-berlusco­niano della sinistra europea.”

    Mentre ne La Stampa del 12 settembre 2009, FABIO MARTINI nell’articolo “Quei cento pretoriani che aspettano lo strappo” si legge:
    “E dal 2003, anno della prima, storica visita in Israele, Fini ha via via conquistato il primato nelle preferenze nella classe dirigente dello Stato d`Israele,
    al quale fa riferimento una delle più potenti lobbies internazionali”.
    …curioso sentirla spiattellata così dal giornale degli Elkan

    Mentre Mohammed El Baradei direttore generale della AIEA ha detto recentemente in una conferenza stampa «E’ Israele il pericolo numero uno in Medio Oriente, per via delle armi nucleari che possiede»

    che il clima stia cambiando???

  • redme

    sarebbe ridicolo ribadire la differenza tra ebreo e israeliano?……..tra etnia/religione/identità culturale e fase politica?……tra ricchi e poveri che anche in israele ci sono?……tra kibbuz e multinazionali delle armi?…..la lobby sionista è l’unica lobby “cattiva”? …………………per i fans di Ahmadinejad e Khomeini immaginate che esista la reincarnazione e vi reincarnaste come gay in iran…..saluti

  • totonno

    molto bene Caracciolo mi associo ad ogni parola scritta nel suo articolo che condivido e sicuramente girerò a chi ancora si rifiuta di aprire gli occhi. Aggiungo che mi sono stancato di sentire la parola Antisemita , che czz significa antisemita, dire che Israele ha commesso crimini di guerra,genocidi, assassini di massa , che controlla la finanza , tiene per le palle tutti i governanti “occidentali”, che ruba le terre non sue , ammazza donne anziani bambini , che ha ridotto Gaza ad un campo di concentramento,che traffica organi di poveri disgraziati e quant’altro , vuol dire essere Antisemiti ??????? e allora sono Antisemita e non mi spaccate più i maroni!!!!!!!!! Dimenticavo mi rode anche che i coppa campioni ci siano squadre Israeliane che czz c’entrano con l’europa ………!!

  • Nellibus1985

    Sono rimasto di stucco nel leggere la risposta di Sergio Romano all'”onorevole” Pianetta. Non immaginavo di certo che un Sergio Romano qualsiasi fosse dotato del coraggio necessario per porsi al di sopra delle insostenibili pressioni, di natura economica, politica e morale, di cui viene regolarmente fatto oggetto chiunque osi opporsi al debordante filosionismo acritico, in grado di accomunare, di mettere d’accordo, giornalisti ed “intellettuali” di qualunque sponda politica. Questo atteggiamento che definiamo eufemisticamente “bendisposto” nei confronti della violenta politica israeliana è riscontrabile presso Travaglio, Battista, Zagrebelsky, Ferrara, Sofri e gli stranieri, come Glucksmann, Grossman, Oz, Yehoshua, alle cui farneticazioni dedichiamo sempre ampio spazio nei nostri giornali. Citiamo invece alcune righe scritte nei primi mesi del 2009 da un uomo dotato di attributi come Noam Chomsky: “gli Stati Uniti ed Israele continuano di fatto ad opporsi ad una soluzione politica: anche recentemente, nel dicembre 2008, Usa e Israele (e alcun isole del Pacifico) hanno votato contro una risoluzione dell’Onu che riconosceva “ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione” (173 voti a favore, 5 contrari con motivazioni pretestuose, tra cui Usa e Israele).
    Obama non ha speso una parola né sulle colonie né sullo sviluppo delle infrastrutture in Cisgiordania, né sulle complesse misure di repressione dei palestinesi che ne minano l’esistenza, così come minano le prospettive di una soluzione pacifica in due stati. Il suo silenzio è in preoccupante contraddizione con la sua arte oratoria e non fa capire come gli sarà possibile “sostenere attivamente un impegno nella direzione di due stati che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza”.
    Allo stesso modo, silenzio sull’uso di armi statunitensi da parte di Israele contro Gaza, in violazione non solo delle leggi internazionali, ma anche di quelle statunitensi. L’invio in Israele da parte di Washington di una partita di nuove armi proprio nel culmine dell’ultimo attacco contro Gaza non poteva certo essere ignorato dai consiglieri di Obama.
    Obama è stato saldo, tuttavia, nell’affermare che il contrabbando di armi a Gaza debba essere fermato. Egli approva l’accordo tra Condoleeza Rice e il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni, secondo il quale la frontiera tra Gaza e Egitto deve essere chiusa”. Prendendo come spunto gli effetti sortiti dall’operazione “piombo fuso”, Josè Saramago decise di alzare il tiro, e scrisse: “Nazioni Unite? Unite? Contando sulla complicità o la vigliaccheria internazionali, Israele si prende gioco delle raccomandazioni, delle decisioni e delle proteste e fa ciò che vuole, quando e come vuole. È arrivato al punto di proibire l’ingresso di libri e strumenti musicali, come se si trattasse di prodotti che possono mettere in pericolo la sicurezza di Israele. Se il ridicolo uccidesse, non resterebbero in piedi un solo politico né un solo soldato israeliano, specialisti in crudeltà, addottorati in disprezzo, persone che guardano al mondo dall’alto della insolenza che sta alla base della loro educazione. Comprendiamo meglio il loro dio biblico ora che conosciamo i suoi seguaci. Jehova, o Yahvé, o come lo si chiami, è un dio vendicativo e feroce che gli israeliani mantengono permanentemente attuale”. Seppur scritta con minor forza e con molta più cautela, ho apprezzato molto la risposta critica di Sergio Romano, e mi è piaciuto anche il fatto che egli, oltre a smontare la sgangherata tesi del signor Pianetta, abbia colto l’occasione per denunciare l’infame pratica che consiste nel tacciare di antisemitismo chiunque si azzardi a proferir parola di condanna nei confronti delle scelte fatte da Israele. Con questa presa di posizione Sergio Romano ha guadagnato molti punti a suo favore, secondo me. Saluti.

  • myone

    iez

  • myone

    airperri: e’ per questo che esiste israele, a questo modo, per le tante teste bianche che ci sono nell’ islam. e l’ islamico, conoscilo qui da noi. arrogante, presuntuoso, irrascibile, violento, despota, fanatico, permaloso, vendicativo, e se te lo mette in culo ha fatto lode ad alla’. non tutti sono cosi, e chi non e’ cosi si adegua per forza maggiore, ma…. non metterli assieme per un motivo dove ci sia religione, donne, diritti a loro, colpe a occidentali, e israele, e vedrai che ne esce. israele ha acquistato terre da ottomani e ottenuto diritti dagli inglesi. a pari passo, ebrei e arabi si sono contrastati per diritti di fondo di appartenenza ad alla’ e yave’, rivendicando terre, di cui gli ebrei hanno storia, e gli arabi solo la menata coranica dal 600 in poi. gli ebrei hanno voluto costituire il loro stato sui territoi loro, secolarmente ebitati da etnia ebrea, senza conflitto con quella araba, ma la diatriba, arrivo’ al sangue e alla religione, a tal punto che le rivalse a sangue, erano di tutte e due le parti. proclamando lo stato di israele, su territorio di locazione ebrea, tutti gli stati confinanti arabi, con il sostegno dei rimanenti stati islamici, proclamarono guerra ad israele, con il motto: mai israele e a morte israele fino alla sua distruzione. gli ebrei, la guerra del 48 contro la coalizione araba unita la vinsero, e presero territori di cui alcuni restituiti, ma non ci fu mai un trattato di pace, non essendo l’ islam mai stato di volnta’ di riconoscere lo stato ebreo su territorio localizzato e insediato di ebrei, e con la fatua, a morte fino alla distruzione di israele. UNA GUERRA APERTA E MAI CHIUSA, CHE SI E’ PROTRATTA FINO AD OGGI, DI CUI ISRAELE CONQUISTA TERRITORI SUL PENSIERO DEI SUOI TERRITORI DI APPARTENENZA MILLENARI, DAVANTI AD UN ISLAM CHE CON I SUOI POPOLI E SOPRATUTTO CON I SUOI ESTREMISTI, SOSTENUTI DALL’ ISLAM TOTALE, CONTINUA CON LA RISOLUZIONE -FINO ALLA DISTRUZIONE DI ISRAELE E DEGLI EBREI. la guerra e’ guerra. se gli ebrei avanzano e prendono, sono in uno stato di guerra continuo, non voluto dalgi enrei, ma iniziato dagli islamici, e continuato sino ai giorni nostri. Purtroppo, fra ebrei e islamici, che davani dicnono cose e poi non la pensano cosi, c’e’ il vero di come sono gli uni e gli altri, uguali, ma con gli ebrei, dalla parte della ragione, anche se costa agli occhi nostri e loro, le cose che non vorremmo vedere, ma che esistono. una guerra aperta, e il piu’ forte vince. punto a capo. e il nemico continua, in parte attivo e sacrificale, e nel rimanente, sostenuitore convinto, mondialmente islamicamente parlando. e’ cosi. povero io e ricco te, o ricco io e povero te, quando la morte la cerchi su di me, e non io su di te? Ora, le parti non si pongono piu’ chi come cosa, il pensiero e’ lontano, rimane solo l’ intento di uno e quello di un altro, il rimanente, per loro, e’ comune di ogni giorno e di ogni azione. punto e a capo.