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ACQUA, PROFITTI E MASCALZONI

DI FRANCO BERARDI BIFO

La mattina del 22 dicembre con persone che da anni si battono contro la privatizzazione dell’acqua sono entrato nella sede della Provincia di Bologna, dove i sindaci della Provincia erano stati convocati per votare un ordine del giorno in cui, fra le altre cose, è previsto che nonostante (in barba a) i risultati del referendum del 14 giugno 2011, il capitale privato investito nell’erogazione dell’acqua deve essere remunerato.

Fin dal giorno successivo al referendum il comitato contro la privatizzazione dell’acqua ha chiesto un incontro con Emanuele Burgin, Assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, per discutere del modo migliore per preparare la transizione oltre l’attuale regime di semi-privatizzazione. Questo signor Burgin non soltanto si è ben guardato dall’accettare l’incontro, ma per due volte ha detto ai sindaci della Provincia che il Comitato aveva rifiutato di incontrarlo.Ecco allora che, a pochi giorni dalla fine dell’anno, senza aver consultato coloro che hanno promosso il referendum, questa banda di mascalzoni provinciali si presenta ai sindaci per imporre una deliberazione che fa pagare ai cittadini la remunerazione dei capitali privati in barba (nonostante i) risultati del referendum del 14 giugno.

La maggioranza degli italiani ha detto che sull’acqua non si può speculare, ma Draghetti Burgin e compagnia, dopo aver brindato alla vittoria del referendum (sempre meglio stare dalla patre di chi vince, anche senza aver fatto niente per rendere possibile la vittoria) usano del loroo potere perché in ogni caso la comunità paghi il pizzo ai privati.

Verso le ore nove e mezzo i truffatori Draghetti e Burgin si erano già seduti davanti a una platea di sindaci dalla faccia pallida, quando, non senza baccano, una settantina di persone entrava nella sala, portando un cartello che diceva: “L’acqua fuori dal mercato il profitto fuori dall’acqua”.

Due rappresentanti del comitato hanno contestato la legittimità di quella assemblea, e soprattutto la legittimità dell’ordine del giorno che veniva proposto a questa assemblea. “Non avete il diritto di votare un ordine del giorno che contraddice in maniera palese i contenuti del referendum del 14 giugno. In particolare non potete aumentare le tariffe dell’acqua per far pagare ai cittadini la remunerazione del capitale privato, dato che una schiacciante maggioranza di elettori italiani hanno espresso la loro volontà di non sottoporre l’acqua alle leggi del profitto e della speculazione finanziaria.”

Che avessero la coscienza sporca si leggeva nelle loro facce e nelle loro voci.

Ho pensato che la Presidente Draghetti avrebbe riconosciuto l’evidenza e sospeso la riunione, per rinviare le decisioni a un altro incontro, e incontrare (come doveroso) le parti sociali, i cittadini, gli utenti. Ma i mascalzoni non si fermano di fronte a nulla, e, fottendosene completamente delle contestazioni puntuali, Draghetti e Burgin hanno proceduto nel loro rituale. Hanno messo ai voti la loro richiesta ottenendo all’unanimità un sì a qualsiasi cosa, da parte di un pubblico di sindaci terrorizzati. Lo stipendio di sindaco non è gran cosa, ma coi tempi che corrono è sempre meglio che niente, e il partito democratico non perdonerebbe mai a un piccolo burocrate un voto contrastante con gli interessi degli speculatori che del partito democratico sono il principale riferimento sociale.

Gli speculatori privati che hanno investito il loro capitale in Hera, hanno vinto la loro battaglia senza neppure doversi presentare. C’ha pensato l’ottima Draghetti a garantire gli interessi della speculazione anche se questo peserà sui bilanci già miseri dei cittadini comuni. Nei prossimi anni, infatti, seppure la voce “remunerazione di capitale” è destinata a scendere, la voce “oneri finanziari” è destinata a salire esattamente della stessa cifra. In questo modo la società privata Hera manterrà intatti i suoi profitti, alla faccia del referendum popolare. Chi ha consegnato a Hera tutto questo potere? Chi ha consegnato il governo dell’acqua bolognese a una società a capitale misto che deve trarre profitto?

Glielo ha consegnato un sindaco di nome Walter Vitali, che conosco dai tempi in cui militava nel partito comunista bolognese, e il partito comunista bolognese chiamava i carri armati contro gli studenti e applaudiva il ministro Cossiga per aver fucilato uno studente di nome Lorusso.

Dopo aver applaudito ai carri armati (Praga Bologna, medesima vergogna) il giovane Vitali divenne sindaco negli anni ’90, e La Repubblica lo presentò come la “Thatcher bolognese”. Dai carri armati al neoliberismo: un’epitome della classe dirigente stalino-liberista che ha portato l’Europa al collasso e oggi sta portando l’Italia alla guerra civile. Il bravo Vitali si presentava come il sindaco delle privatizzazioni. Faceva fino all’epoca, ed ecco adesso i risultati.

Quando l’ottima Draghetti ha dichiarato “mi assumo la responsabilità di fare quello che occorre fare e chiedo ai sindaci di votare”, ripetendo una frase stereotipa che appartiene a tutti kapò, ho guardato verso la platea raggelata dei sindaci, e ne ho visto uno particolarmente raggelato. La faccia gli si era accartocciata, con ogni evidenza si vergognava. Mi sono allora gettato in ginocchio ai suoi piedi, e gli ho chiesto di votare contro la mascalzonata. Gli ho detto: “leggo il tuo cuore e vedo che ti vergogni. Compi un gesto di coraggio poi torni a casa e dici alla tua signora che forse il partito democratico non ti rinnova l’incarico, ma hai fatto la cosa giusta.”

Lui sorrideva e i suoi occhi cercavano il cielo freddo di questo primo mattino d’inverno.

Ma un suo collega, che era seduto lì accanto, mi ha rivolto la parola dicendo: “Io non mi vergogno.”

Mi sono allora seduto al suo fianco e gli ho detto: “spiegami come fai.”

Ci siamo presentati. Si chiama Vladimiro Longhi ed è sindaco della piccola città di Bentivoglio. E’ una persona intelligente ed onesta, se posso trarre conclusioni da un dialogo di pochi minuti. Ma quello che ho capito è che grazie a quelli come lui Berlusconi ha vinto e continua a vincere, e soprattutto grazie a quelli come lui l’Europa sta precipitando nella guerra civile e nel nazismo.

Cosa mi ha detto per trarre conclusioni tanto gravi?

Non ho registrato, sintetizzo a memoria, (ma ho un’ottima memoria, e Vladimiro può smentirmi se mi sbaglio nel riferire le sue parole).

“Ti spiego perché non mi vergogno. Sono stato eletto due volte dai miei concittadini: alle ultime elezioni, mentre la sinistra arretrava quasi dappertutto, io ho avuto un incremento del tre per cento dei voti. Ogni anno due quartieri della città che amministro si allagano. Se noi non diamo a Hera quello che ci chiede la prossima volta che i quartieri si allagano, non ci mandano le idrovore per riparare i danni. Ammetto che abbiamo sbagliato a non accettare il confronto con il comitato nei mesi scorsi, ma non possiamo sottrarci agli impegni che abbiamo preso nei confronti degli investitori privati.”

“Quello che mi stai dicendo, gli ho risposto, è che avete un cappio intorno al collo e se provate a far valere le ragioni del referendum tirano il cappio e vi strangolano. Ma chi gliel’ha dato tutto questo potere ai privati della società Hera?”

“Venticinque governi su ventisette sono di destra in Europa” mi ha detto Vladimiro, “dobbiamo riconoscere la realtà.” E ha aggiunto: “Non mi vergogno di essere stato comunista e adesso sono del partito democratico anima e corpo.”

Proprio così mi ha detto, in un afflato commovente, dicendomi in lingua cifrata che è orgoglioso di aver partecipato allo sterminio dei kulaki, all’invasione di Budapest e Praga, ma di essersi poi convertito all’entusiasmo per Sergio Marchionne.

Franco Berardi Bifo
Fonte: www.facebook.com
22.12.2011

22 dicembre 2011

Pubblicato da Davide

  • Iacopo67

    Ma dove andiamo a finire ?
    Oggi al pranzo di Natale, parlando del più e del meno, ho saputo altre cose simpatiche che vi riferisco.
    Un impiegato che lavora per un grande magazzino di cui non farò il nome avrebbe detto di lavorare per la cifra incredibile di due euro e mezzo all’ora. Proprio così, due euro e mezzo ! Non si tratta di un dipendente fisso, è un lavoratore a chiamata, e, sentite questa, nel contratto che ha firmato ci sarebbe una clausola che lo obbligherebbe a non rivelare a nessuno le condizioni economiche a cui deve sottostare.
    Un’altra bella cosetta che ho saputo è che in una piazza importante nella zona dove abito, dove c’è un ampio parcheggio, si sono messi a fare le multe col motivo che è obbligatorio (non so da quando, per me è una cosa nuova) avere a bordo della macchina le catene da neve.
    Almeno così mi è stato detto
    Ora, qua non siamo in zona di montagna, siamo in pianura, e le nevicate sono eventi eccezionali, nessuno o quasi, pertanto, tiene le catene da neve in macchina. In questo modo avrebbero multato quasi tutti quelli che hanno controllato, e la multa sarebbe di 80 euro a testa.
    Diversi si sarebbero anche arrabbiati, perchè nessuno sapeva niente, la TV non ha detto niente, pare.
    Un’ultima cosa; parlando di come si sta muovendo il governo Monti, abbiamo pensato che le spinte che vogliono mettere in atto per far si che noi depositiamo i soldi in banca anzichè tenerceli sotto il materasso, potrebbero andare in direzione di una futura totale abolizione del contante, come qualche volta è capitato di leggere su internet. Ci sarà il controllo totale sulla popolazione, perchè senza contante si dovranno usare gli altri mezzi di pagamento per cui tutte le compravendite potranno essere tracciate, di ognuno si saprà cosa ha comprato e cosa ha venduto;
    queste informazioni potrebbero essere utili anche per individuare, man mano che la “crisi” economica peggiora e aumenteranno per forza di cose iniziative di gente che vuole fare qualcosa, proprio le persone che potrebbero dare dei problemi, ( per esempio in base ai libri che uno legge ). Ci sarebbe anche l’eliminazione del lavoro nero, della qual cosa dobbiamo esserne contenti, ma in realtà si deve considerare che questo equivale a una tassazione più pesante nel complesso della società, a un’ulteriore inasprimento della deflazione forzata, cioè mancheranno ancora di più i soldi in circolazione e la crisi si aggraverà.
    Perchè, mi sbaglierò, ma non credo che i maggiori introiti allo stato, si tradurranno in maggiori servizi al cittadino, come dice quella pubblicità, ma andranno per lo più alle banche per via del debito pubblico, che in realtà mi sembra un debito piuttosto discutibile.
    Con tutto quello che sta accadendo, lo so, non è facile, ma vi auguro comunque a tutti un buon anno nuovo.

  • jaisss82

    se i Bolognesi pagheranno di più l’acqua sarà per gli Utili Hera, qui azionariato e Ceo

    Azionariato Hera S.p.A. 2010
    Comuni della Provincia di Bologna 18,8%
    Comuni delle Province della Romagna 26%
    Comuni della Provincia di Modena 13,2%
    Comuni della Provincia di Ferrara 3,3%
    Totale enti pubblici 61,3%
    Flottante 38,7%

    si evince che hera è in mano ai comuni delle regioni storicamente del Pd.

    il presidente è Tomaso Tommasi di Vignano, qui la sua audizione alla commissione per l’Affaire Telekom-Serbia

    http://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenbic/55/2003/1112/s050.htm

  • dana74

    il riferimento al nazismo fa “moda”, praticamente obbligatorio, vabbhe se ci si rifugia dietro a termini anacronistici per giustificare ogni recente cosa non mi stupisce che le cose stiano come stiano.
    E’ l’economia neoliberista imposta dai vincitori a me risulta ma vabbeh, mistifichiamo che aiuta a capire a quanto pare.
    “Ma chi gliel’ha dato tutto questo potere ai privati della società Hera?”

    “Venticinque governi su ventisette sono di destra in Europa”

    E che spiegazione sarebbe?
    In base a quale legge hera ha acquisito questo potere?
    Che venticinque gov su ventisette sono di destra? Quindi avesse governato il Pd sarebbe stato tutto statalizzato?
    Hera come è nata, bastava anche spulciare wikipedia per rispondere invece di tergiversare, capisco che risponda così il tizio politico del Pd ma Bifo poteva anche fare un escursus giuridico nella “comunista” emilia e renderci edotti sulle differenze delle giunte di destra visto che a quanto pare il fulcro sarebbe quello.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Hera_%28azienda%29

    Visto che a Genova è successa la stessa cosa chiedere lumi a Marta Vicenzi (PD)
    http://triskel182.wordpress.com/2011/10/23/lacqua-pubblica-si-anzi-%C2%ABni%C2%BB-alessandra-fava/

    O anche all’amico Vendola che dichiara Nessun taglio alle bollette dell’acqua
    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2011/27-giugno-2011/nessun-taglio-bollette-acquavendola-cancella-referendum-tariffe-190961546847.shtml

    Quando l’ipocrisia è politica e ben connotata di che ci si deve meravigliare?

    Eppure a Cremona i sindaci non si son fatti ricattare ed hanno vinto
    http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1270:i-cittadini-di-cremona-e-provincia-hanno-ritrovato-i-propri-sindaci&catid=149&Itemid=71

    Fassino idem fa lo gnorri
    http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1268:torino-1512-buon-natale-signor-sindaco&catid=152&Itemid=84

  • dana74

    anche nel piazzale han multato? Ma c’erano i cartelli Iacopo?
    Pare sia una bella iniziativa di quest’anno per spillare soldi..
    http://www.infomotori.com/auto/2011/12/20/obbligo-catene-da-neve/

  • Iacopo67

    Grazie del link, Dana.
    Non saprei, nessuno ha parlato di cartelli.
    Però ho visto sul sito della polizia che l’obbligo esiste veramente, nel nostro caso vale per TUTTE le strade della provincia, (Massa Carrara), forse non mettono i cartelli perchè non c’è bisogno di discriminare, visto che l’obbligo vale in tutte le strade. E sono d’accordo che si tratti di un modo per spillare soldi anche perchè nessuno sapeva niente.

  • sandman972

    Purtroppo la storia delle catene o gomme da neve è “tristemente” nota da un paio d’anni ormai…dove c’è rischio di neve anche in pianura (e l’Emilia Romagna, io sono di Modena, ha aderito) c’è obbligo di pneumatici da neve o catene a bordo dalla fine di Novembre alla fine di Marzo, o giù di li. Ci sono anche i segnali stradali su certi tratti di strada.

    Da un lato, lo scopo “ufficiale” della regola (che sarebbe condivisibile) è per evitare problemi alla circolazione in caso di nevicate improvvise: non so da te, ma qui nel modenese quando veniva un centimetro di neve per strada il traffico si inchiodava regolarmente per colpa dei furbi che giravano con le gomme estive, magari lisce, mettendo in pericolo se stessi e gli altri.

    D’altro canto, i “veri” scopi sono più plausibilmente legati al risparmio sui costi della pulizia strade (i mezzi antineve dalle mie parti adesso girano solo quando si arriva ai 10 cm di neve per le strade, se è meno non si spostano neppure), e come tu hai sottolineato al fare cassa sulle spalle dei cittadini; solita solfa all’italiana.

    Comunque la norma non è una novità. Auguroni di buone feste!!! 🙂

  • Iacopo67

    Il fatto è che qua in Versilia è raro che nevichi, sarà successo si e no un paio di volte negli ultimi trent’anni. E l’obbligo di catene a bordo ( o dei pneumatici da neve), vale nel periodo invernale anche quando è bel tempo. Le multe ho letto che possono superare anche i trecento euro.
    Anche se l’obbligo può avere una certa logica, viene abbastanza spontaneo di pensare male…

  • Kiddo

    Dalle mie parti hanno messo l’obbligo di catene a bordo sulla superstrada Firenze- Pisa – Livorno . Ufficialmente per una nevicata avvenuta il 17-12-2010 che ha bloccato tutto per ventiquattr’ore, in realta’ .. vai a sapere.. la lobby dei produttori di catene e pneumatici da neve..

  • greiskelly

    a cremona la questione non è ancora finita….
    il presidente della provincia privatizzatore non molla l’osso

    http://www.cremonaoggi.it/?p=39682

    e anche piacenza mi sembra che non sia messa bene da questo punto di vista.