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ACQUA IN BOCCA – VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA

DI ROSARIA RUFFINI
liberacittadinanza

Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica.

Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica.
Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 [si tratta in realtà della legge 133/08. N.d.r.] del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L´acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre.
Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.

Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia)
Fonte: www.liberacittadinanza.it/
Link: http://www.liberacittadinanza.it/articoli/acqua-in-bocca-vi-abbiamo-venduto-l2019acqua
16.10.08

Pubblicato da Davide

  • consulfin

    forse ho guardato con scarsa attenzione ma dell’articolo 23 bis nel decreto non c’è neanche l’ombra. O è sbagliato l’articolo o è sbagliato l’Articolo

  • ghigo

    qualcuno finalmente ha capito perché la gente non vota più a sinistra? portano avanti gli stessi programmi, non quelli che conosciamo ma quelli fatti passare quasi di nascosto, o proprio di nascosto, o pubblicizzati come necessari, sono sempre gli stessi programmi. la sinistra è peggio perché la gente ci aveva creduto nelle sue promesse, ha fatto sembrare sincera la destra, vi rendete conto o no?
    non c’è differenza sostanziale, andare a votare questi criminali significa solo essere complici. diffamare grillo è facile, lui ha successo, ma dice la verità, sempre in anticipo sui tempi, parlava del signoraggio nel ’98, controllate su youtube, e adesso lo si critica come complice del sistema, per i creduloni non c’è mai fine alle baggianate proposte. non m’importa di difendere grillo, per lui provo solo ammirazione, ammirazione che avrà fine solo per ragioni reali e comprovate dai fatti, non per le balle atte a screditarlo. travaglio invece se l’è meritata, è esperto delle frodi finanziarie della iena ma non sa del signoraggio o degli illuminati, ma chi ci crede, ha fatto il coglione e adesso è ora che paghi.

  • geopardy

    Confermo, nenanch’io ho trovato niente in merito alle acque nella legge 112/08 sopra citata.
    Vorrei maggiori chiarimenti, se possibile.
    Non possiamo, data la vastità delle argomentazioni generalmente pubblicate, occuparci anche di articoli riportati male o non esistenti, mi sembra un po’ troppo.
    Cerchiamo di essere un po’ più precisi per favore.
    Ciao

  • sacrabolt

    Infatti nel decreto non c’è perchè è un “bis”, inserito al volo il 6 Agosto, quando eri in spiaggia.
    Trovi l’articolo 23-bis nel testo della Legge 133/2008 [www.parlamento.it]

  • V267

    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08133l.htm

    E’ stato modificato il 5 agosto al Senato. L’autrice dell’articolo, invece, aveva messo il testo iniziale del decreto legge.

    V267

  • V267

    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08133l.htm

    Riporto integralmente l’art. 23 bis della Legge n. 133/08 del 6 agosto 2008, GU n. 195 del 21 agosto 2008 (suppl. ord.). Testo coordinato G.U. n. 195 del 21 agosto 2008 (suppl. ord.).

    Art. 23-bis.
    Servizi pubblici locali di rilevanza economica

    1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.

    2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.

    3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento può avvenire nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria.

    4. Nei casi di cui al comma 3, l’ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un’analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l’espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione.

    5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

    6. E’ consentito l’affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa. In questo caso la durata dell’affidamento, unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore.

    7. Le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini di gara per i diversi servizi, in maniera da consentire lo sfruttamento delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell’espletamento dei servizi, nonche’ l’integrazione di servizi a domanda debole nel quadro di servizi più redditizi, garantendo il raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello di impianto per più soggetti gestori e la copertura degli obblighi di servizio universale.

    8. Salvo quanto previsto dal comma 10, lettera e) le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall’evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3.

    9. I soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante le procedure competitive di cui al comma 2, nonche’ i soggetti cui e’ affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall’attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, ne’ svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, ne’ direttamente, ne’ tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, ne’ partecipando a gare. Il divieto di cui al periodo precedente non si applica alle società quotate in mercati regolamentati. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l’affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato. In ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l’affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica.

    10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonche’ le competenti Commissioni parlamentari, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di:
    a) prevedere l’assoggettamento dei soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l’osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e servizi e l’assunzione di personale;
    b) prevedere, in attuazione dei principi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all’articolo 118 della Costituzione, che i comuni con un limitato numero di residenti possano svolgere le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata;
    c) prevedere una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi pubblici locali, anche attraverso la revisione della disciplina sulle incompatibilità;
    d) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando le norme applicabili in via generale per l’affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche’ in materia di acqua;
    e) disciplinare, per i settori diversi da quello idrico, fermo restando il limite massimo stabilito dall’ordinamento di ciascun settore per la cessazione degli affidamenti effettuati con procedure diverse dall’evidenza pubblica o da quella di cui al comma 3, la fase transitoria, ai fini del progressivo allineamento delle gestioni in essere alle disposizioni di cui al presente articolo, prevedendo tempi differenziati e che gli affidamenti diretti in essere debbano cessare alla scadenza, con esclusione di ogni proroga o rinnovo;
    f) prevedere l’applicazione del principio di reciprocità ai fini dell’ammissione alle gare di imprese estere;
    g) limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e razionalità economica, i casi di gestione in regime d’esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale;
    h) prevedere nella disciplina degli affidamenti idonee forme di ammortamento degli investimenti e una durata degli affidamenti strettamente proporzionale e mai superiore ai tempi di recupero degli investimenti;
    i) disciplinare, in ogni caso di subentro, la cessione dei beni, di proprietà del precedente gestore, necessari per la prosecuzione del servizio;
    l) prevedere adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale anche con riguardo agli utenti dei servizi;
    m) individuare espressamente le norme abrogate ai sensi del presente articolo.

    11. L’articolo 113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e’ abrogato nelle parti incompatibili con le disposizioni di cui al presente articolo.

    12. Restano salve le procedure di affidamento già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto

    E’ terrificante…..

  • lino-rossi

    adesso ci devono essere meno perdite, l’acqua deve essere più buona e deve costare meno di adesso.

    invito a monitorare tutto ciò e denunciare sistematicamente tutte le “anomalie”.

    solo così si potrà fare un servizio alla collettività.

    perchè questo sito non diventa il collettore per le segnalazioni?
    così si “guarderà” il piatto.

  • sacrabolt

    … e comunque non è l’unica porcata avvenuta in quel 6 agosto, la festa di Hiroshima [sacrabolt.altervista.org]

  • sacrabolt

    La situazione di Latina [www.invisiblewater.org]. Ai voglia di monitorare quando ci stanno i soldi in ballo!

  • nautilus55

    Ecco l’articolo della legge 133 in oggetto:

    Art. 23-bis.
    Servizi pubblici locali di rilevanza economica

    1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.

    2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.

    3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento può avvenire nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria.

    4. Nei casi di cui al comma 3, l’ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un’analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l’espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione.

    5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

    6. E’ consentito l’affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa. In questo caso la durata dell’affidamento, unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore.

    7. Le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini di gara per i diversi servizi, in maniera da consentire lo sfruttamento delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell’espletamento dei servizi, nonche’ l’integrazione di servizi a domanda debole nel quadro di servizi più redditizi, garantendo il raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello di impianto per più soggetti gestori e la copertura degli obblighi di servizio universale.

    8. Salvo quanto previsto dal comma 10, lettera e) le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall’evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3.

    9. I soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante le procedure competitive di cui al comma 2, nonche’ i soggetti cui e’ affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall’attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, ne’ svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, ne’ direttamente, ne’ tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, ne’ partecipando a gare. Il divieto di cui al periodo precedente non si applica alle società quotate in mercati regolamentati. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l’affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato. In ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l’affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica.

    10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonche’ le competenti Commissioni parlamentari, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di:
    a) prevedere l’assoggettamento dei soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l’osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e servizi e l’assunzione di personale;
    b) prevedere, in attuazione dei principi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all’articolo 118 della Costituzione, che i comuni con un limitato numero di residenti possano svolgere le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata;
    c) prevedere una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi pubblici locali, anche attraverso la revisione della disciplina sulle incompatibilità;
    d) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando le norme applicabili in via generale per l’affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche’ in materia di acqua;
    e) disciplinare, per i settori diversi da quello idrico, fermo restando il limite massimo stabilito dall’ordinamento di ciascun settore per la cessazione degli affidamenti effettuati con procedure diverse dall’evidenza pubblica o da quella di cui al comma 3, la fase transitoria, ai fini del progressivo allineamento delle gestioni in essere alle disposizioni di cui al presente articolo, prevedendo tempi differenziati e che gli affidamenti diretti in essere debbano cessare alla scadenza, con esclusione di ogni proroga o rinnovo;
    f) prevedere l’applicazione del principio di reciprocità ai fini dell’ammissione alle gare di imprese estere;
    g) limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e razionalità economica, i casi di gestione in regime d’esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale;
    h) prevedere nella disciplina degli affidamenti idonee forme di ammortamento degli investimenti e una durata degli affidamenti strettamente proporzionale e mai superiore ai tempi di recupero degli investimenti;
    i) disciplinare, in ogni caso di subentro, la cessione dei beni, di proprietà del precedente gestore, necessari per la prosecuzione del servizio;
    l) prevedere adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale anche con riguardo agli utenti dei servizi;
    m) individuare espressamente le norme abrogate ai sensi del presente articolo.

    11. L’articolo 113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e’ abrogato nelle parti incompatibili con le disposizioni di cui al presente articolo.

    12. Restano salve le procedure di affidamento già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto

  • lino-rossi

    bisogna entare nei contratti e tampinare la politica.
    se non sono rispettate le clausole si fa intervenire il magistrato.
    se l’utile del privato è eccessivo bisogna far entrare un competitore, magari costituito da un gruppo di operatori locali.

    il mercato ha le sue leggi e vanno rispettate.
    a meno che i politici NON vogliano la competizione.
    ma questo sarebbe molto grave: niente competizione? niente privati!

    se il privato è disonesto, sottoposto a “tampinatura” prima o poi molla. idem per il politico.

    la prova del noce c’è: meno sprechi, più qualità, bollette più leggere.

  • lino-rossi

    questo principio deve valere anche per le autostrade: il pedaggio, considerando anche gli investimenti, deve diminuire di almeno il 50%. consiglio la lettura di “i signori delle autostrade” di Giorgio Ragazzi – il mulino. quando le cose sono CHIARE è dura fare sotterfugi.

  • lino-rossi

    perchè non chiedere conto ai responsabili?

  • _bardamu_

    sembri un disco rotto – absit iniuria verbis

  • _bardamu_
  • RobertoG

    La mercificazione di un bene essenziale come l’acqua è l’ennesima riprova che questo parlamento è il ritrovo di un’unica indistinta ghenga di farabutti asservita agli interessi di banche e multinazionali.

    Come non concordare con Alex Zanotelli

    http://lists.peacelink.it/news/2008/09/msg00008.html

  • lino-rossi

    la ricerca del sacro graal o dell’ennesimo paese dei balocchi non ti ha ancora stancato?
    e finiamola con questa storia del crollo del capitalismo. cosa si propone in alternativa? un tubo!
    quando la finiremo di fare della sterile ideologia?
    c’è il problema che il lavoro non viene compensato? bene! RISOLVIAMOLO!

    possibile che non si riesca ogni volta ad evitare di andare per la tangente?

    pensi che risolverai dei problemi facendo dei voli pindarici?

    deve crepare il capitalismo oligarchico a favore di quello distribuito e regolamentato.
    questa è una pista costruttiva; il piano quinquennale non mi interessa!
    pensi di essere utile al Popolo sovrano, Lucignolo?

  • _bardamu_

    Il reato di lesa maestà è stato abolito da tempo e il popolo sovrano non esiste nemmeno nei reality, esiste solo nel paese dei balocchi (il tuo). Che il capitalismo sia morto lo dicono i fatti, non il sottoscritto. Quanto alle alternative basta guardare all’america latina, unico laboratorio di vera politica economico-sociale. Ma si sa, Chavez, Lula, Morales sono terroristi rossi mentre Uribe è un vero democratico. Saluti

  • lino-rossi

    ma ci credi a quello che scrivi? sei veramente convinto che io stimi uribe? sei veramente convinto che l’economia socialista sarà il futuro? scendi dalla nuvoletta e cerchiamo il modo di fare qualcosa di propositivo!

  • Mattanza

    Molta gente come te giustamente si chiede cosa fare,pero sempre piu gente e´ convinta che questo sistema sia irriformabile.
    Prova anche ad aprire le tue visioni magari, ¿conosci Parecon?http://www.zmag.org/znet/topics/parecon. La parte in italiano (che ora e down)offre i primi libri di Albert scaricabili.

  • lino-rossi

    perchè non metti il link giusto?

  • castigo

    _bardamu_:

    Il reato di lesa maestà è stato abolito da tempo e il popolo sovrano non esiste nemmeno nei reality, esiste solo nel paese dei balocchi (il tuo).

    vero.
    esistono solo consumatori ed illusi all’ultimo stadio che credono ancora alla “rivoluzione proletaria” (LOL).
    tu in quale categoria sei??

    Che il capitalismo sia morto lo dicono i fatti, non il sottoscritto.

    hemmmm…… capitalismo???
    quale capitalismo???
    ah, questo era capitalismo??
    la LOLLL……

    Quanto alle alternative basta guardare all’america latina, unico laboratorio di vera politica economico-sociale. Ma si sa, Chavez, Lula, Morales sono terroristi rossi mentre Uribe è un vero democratico.

    politica???
    economia??
    sociale??
    hemmmm…. forse non te l’ha detto ancora nessuno ma…… non sono gli ingredienti dall’ultimo piatto eco-solidale……

    Saluti

    eh, magari……

    P.S. hai usato il termine giusto, laboratorio.
    peccato che nei laboratori di solito ci stanno le cavie, mica le persone…..

  • _bardamu_

    non ti rispondo nemmeno, sarebbe tempo sprecato ciao ciao

  • castigo

    [b]_bardamu_[/b]:

    com’è brutta la mancanza di argomenti……

    ciao ciao pure a te, furbacchione 😉

  • _bardamu_

    Non mi confronto con quelli come te, ripeto è tempo perso. Faremmo la solita polemica inutile. Spero che tu riesca a capire questo semplice concetto. Non rispondo più, ti lascio anche l’ultima parola visto che ci tieni tanto adios

  • davideatzeco

    Queste, soprattutto a fronte degli avvenimenti prossimo-venturi, sono notizie che dovrebbero portarci tutti sulle strade a chiedere la testa di quanti stanno mandando in briciole l’italia e il futuro dei nostri giovani.
    Io mi chiedo, e chiedo al blog: perchè non si dà rilevanza a queste notizie, perchè si tace di fronte a una fonte di sfacelo così immensa?
    Provate a pensare alla gente, tutta la gente che ogni giorno cerca spazi per sopravvivere, di ogni colore ed età, pensateli come saranno: “poveri”, spaventati, aggressivi, privati di tutto, alla ricerca di cibo e vesti e generi di sopravvivenza.
    Questo è il futuro alle porte. E ora, se li avete focalizzati, levate loro anche l’acqua, il primo sostentamento per chi non ha nulla da mangiare. Pensate alle lunghissime estati senza pioggia, come è stata quest’ultima a Pisa, con tutte le fonti d’acqua pubbliche chiuse. Come sopravvive la povera gente?
    Mi fermo qui. Ci sarebbe troppo da dire!!

  • Mattanza

    Scusa Lino,bisognava omettere il punto finale http://www.zmag.org/znet/topics/parecon la sessione italiana e´tutt´ora down,il libro in libreria costa poco piu di 10ori ricordo,nel sito,gratis, trovate i primi libri,esposizioni per economisti e quant´altro,e´una visione economica laternativa la comunismo e al capitalismo vecchia quasi di 20 anni,molto considerata nell´ambito attivista,a me pare molto promettente.
    Vi sono anche visioni politiche molto utili per ispirarci,quali “Parpolity”,e la “democrazia a bolle” della rete Lilliput (cerca con google),che vanno nella giusta direzione IMO,quanta gente sente la necessita e sente che sarebbe piu efficente se l´amministrazione pubblica locale fosse affidata interamente ai cittadini (asessorati da esperti nei vari settori),molta gente crede che poco a poco sperimentando e grazie alle nuove tecnologie si potrebbe arrivare ad una forma soddisfacente di democrazia quasi-diretta…parpolity e la dem a bolle ne sono due esempi,dai quali farsi ispirare,l´esperienza di grottamare (o grottammare non ricordo)vicino Rimini e´un esempio concreto di democrazia quasi-diretta,piano regolatore…tutto prodotto della cittadinanza (comune di 20000 anime),con gran soddisfazione dei partecipanti,se loro ne sono stati soddisfatti…voi che dite?come erano i risulatati?E´un po che non seguo la situazione per di la (dato che vivo ormai lontano da voi)ma ricordo che dopo il termine del mandato della giunta che gli consegno il potere,i cittadini rivotarono per la seconda volta gli stessi “loschi figuri” che avevano rinunciato al potere per donarlo ai cittadini.

  • castigo

    _bardamu_:

    Non mi confronto con quelli come te, ripeto è tempo perso.

    e chi sarebbero quelli come me??
    in quale casellina del tuo cervellino mi hai piazzato??

    Faremmo la solita polemica inutile.

    certo, quel che esula dal dogma è solo polemica inutile.
    dì la verità, non riusciresti a riconoscere la realtà per quel che è nemmeno se ti mordesse le chiappe…..

    Spero che tu riesca a capire questo semplice concetto. Non rispondo più, ti lascio anche l’ultima parola visto che ci tieni tanto adios

    l’ultima parola tienitela.
    ti sarà utile quando finalmente i morsi riusciranno a svegliarti.