ACQUA, BENE COMUNE

ACQUA, BENE COMUNE

DI PIERO RICCA (BLOG)

L’Acqua si avvia a diventare un bene di rilevanza economica, una merce e non più un diritto. Dal 2010 la gestione dei servizi idrici sarà messa completamente sul mercato e andrà di fatto nelle mani di società private. Lo stabilisce l’articolo 23bis del famigerato decreto legge 133 (quello che conteneva i primi provvedimenti sulla scuola), approvato dal parlamento con il voto di fiducia il 6 agosto 2008.

La definitiva privatizzazione dell’Acqua toglierà dalle mani della pubblica amministrazione il controllo e la responsabilità della qualità e dei costi, trasformando una volta di più i cittadini in consumatori. Non sempre privato è sinonimo di efficiente. Laddove l’Acqua è già in mano ai privati i costi sono sensibilmente aumentati, e i controlli sulla qualità si abbassano in nome del profitto. La gestione delle reti idriche è uno dei grandi business del futuro e alcune multinazionali sono già all’opera per dividerselo. La legge approvata ad agosto, nel silenzio dei media e con gli italiani in vacanza, non ha acceso gli animi dell’opposizione. La mercificazione dell’Acqua, già in atto in molte realtà locali, è figlia di interessi trasversali, di una politica subalterna all’economia.

Nella società un pensiero critico esiste e si diffonde grazie a uomini dei movimenti e a numerose amministrazioni locali.
Abbiamo intervistato su questi temi Rosario Lembo, Segretario nazionale del Comitato per il Contratto Mondiale dell’Acqua.




QUI la prima parte dell’inchiesta sul tema di Paolo Rumiz (la Repubblica)

Piero Ricca

Fonte: www.pieroricca.org

Link: http://www.pieroricca.org/2008/12/03/acqua-bene-comune-2/

3.12.08

Commenti (16)

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    1. lino-rossi 4 dicembre 2008

      un mondo senza controlli sarebbe una giungla ...



      nei sogni non bisogna risparmiare.

    1. lino-rossi 4 dicembre 2008

      grazie. ma quello che è successo a Latina è veramente da galera. ciao. lino

    1. lino-rossi 4 dicembre 2008

      vorrei sottolineare che la scelta è già stata fatta, sia da quelli del centrodestra che da quelli del centrosinistra. non serve a nulla insistere sull'aspetto del principio. bisogna martellare su qualità, prezzi, investimenti, ecc.. ciao. lino

    1. Allarmerosso 4 dicembre 2008

      capiso che può essere sembrata esagerata lamia affermazione ma dire che ci devono essere "i controlli" scusate ma mi pare un po' da ingenui dati i precedenti sia sull'acqua avvenuti ovunque nel mondo sia in altri servizi gia presenti in italia .
      La mia voleva essere appositamente una esagerazione , nn auguro a nessuno di trovarsi senz'acqua .

    1. SempreIo 4 dicembre 2008

      Quando accenni alla galera, usa uno di questi termini*:

      więzienie

      închisoare

      затвор

      väzenie

      Altrimenti i realmente interessati alla cosa potrebbero non capire.


      * in polacco, rumeno, serbo, ...

    1. SempreIo 4 dicembre 2008

      Gentile Lino,

      già detto, apprezzerei anche la concorrenza, l'efficienza, ma il mercato dell'acqua si inserirà nel sistema attuale.
      Quindi oltre ai 100.000 euro per il passacarte (che diventerà il controllore) si aggiungerà la quota che vorrà il prenditore.
      Con buona pace per la qualità dell'acqua, dell'ammodernamento della rete idrica del contenimento della bolletta, ecc.

      O libero mercato o pubblico meritocratico. Che NON ESISTONO.

      Alessio

    1. lino-rossi 4 dicembre 2008

      ovviamente in galera devono andare i colpevoli. se gli attori pubblici hanno firmato dei contratti penalizzanti per la collettività, ci devono andare loro. se i contratti sono fatti bene, ci deve andare la controparte.

      mettetevi d'accordo: uno ci deve andare di sicuro; talvolta entrambi.

      urge allargare le patrie galere.

    1. lino-rossi 4 dicembre 2008

      chi ha fatto sì che succedesse quanto sopra descritto deve andare in galera. trattasi di questione di cronaca, non di politica.



      il gioco del mercato ha senso se migliorano TUTTI i parametri. se non migliorano significa che qualcuno deve andare in galera.

      hanno voluto la bicicletta? ora pedalano.



      mi rendo conto che il carrozzone è anche un ammortizzatore sociale, ma non mi sembra quello più efficiente quando si danno a dei passacarte stipendi dell'ordine di 100.000 euro (centomila euro) MENSILI

    1. SempreIo 4 dicembre 2008

      Competizione, efficienza, mercato ...


      Questo ne è un esempio:


      Da Latina parte un forte appello per tornare indietro sulla privatizzazione del servizio idrico. Dal Comitato Provinciale di Difesa Acqua pubblica di Latina si alza la voce rispetto ai problemi che si sono verificati con la gestione privatizzata. "Bollette triplicate dal 2001, ovvero dall'inizio della gestione di Acqualatina. In gran parte del territorio pontino il costo dell'acqua è triplicato a fronte di una qualità sempre più scadente della stessa; a maggio 2005, per esempio , si sono riscontrati tassi di arsenico a Cisterna di oltre 200 microgrammi/l. Oltre il 70% dei acqua si disperde o non arriva a fatturazione - non è mai stata recapitata a nessuno dei contriuenti la "carta dei servizi" della società, prevista dalla vigente convenzione di gestione dell'ATO4. E' ora di dire basta alla privatizzazione dell'acqua!
      Da http://www.unimondo.org/article/view/125729/1/4431


      Qundi "competizione, efficienza e mercato" sarebbe bello, sì, se il controllo non fosse nelle stesse mani di quelli che oggi gestiscono il carrozzone.



      C'è poco da fare, oggi, in queste condizioni, il privato è "prenditore" e il pubblico è partitocratico.


      Caro Lino, pur apprezzando la tua speranza per un mercato sano, io sosterrei un pubblico cristallino, efficiente e meritocratico (per beni e servizi di interesse sociale).
      Oggi non sono possibili. Entrambi.

      Su acqua, pubbblico e privato, contributo di Alex Zanotelli:
      http://video.google.com/videoplay?docid=5333750725635487631

      Ciao,
      Alessio

    1. lino-rossi 4 dicembre 2008

      e allora andiamo avanti coi carrozzoni!



      ragionando in maniera così ideologica i delinquenti avranno carta bianca.

    1. Allarmerosso 3 dicembre 2008

      quoto ... ormai sono uno spot , una cantilena senza senso ... e chi ancora non riece a vederlo mi spiace ma deve ritrovarsi un giorno con la società dell'acqua locale che chiede 200 euro al mese o rubinetti "vuoti" poi vediamo se sei te senza o se si parla di fidejussioni gare d'appalto ...

    1. alnilam 3 dicembre 2008

      Come già giustamente asserito dal bravo P. Rumiz gli esempi non solo nel mondo (paesi latino americani soprattutto ma vorrei ricordare anche Parigi laddove il neo sindaco Delanoe vuol far ritornare l'acqua un bene pubblico) ma anche i casi italiani di Arezzo e Latina che con Veolia e Suez hanno toccato con mano il significato della privatizzazione del servizio idrico: aumento significativo delle tariffe di erogazione senza un miglioramento della rete, che per un paese come il nostro, o comunque appartenente alla classe dei paesi ricchi, non significa sostanziale depredazione del bene pubblico ma l'ennesima occasione di lucro su un monopolio naturale.

      La panzana (e qui mi associo alla risata sardonica di Cornelia!) del richiamo alla maggior efficienza efficacia e trasparenza e controllo della gestione del servizio idrico da parte di multinazionali dell'acqua dovrebbe far riflettere e molto alla luce di quanto detto ora!

      Per finire vorrei far notare - se ancora non vi fosse sfuggito - come per l'attuale opposizione (bah!) abbia significato qualcosa l'introduzione del 23bis nel decreto 133: NULLA (IL VUOTO ASSOLUTO), hanno taciuto dal primo all'ultimo parlamentare! Laddove per l'aumento dell'aliquota IVA per il digitale satellitare (sic!) hanno scatenato il putiferio e tuttora intendono cavalcare la battaglia del massonico merdoch! Ma vi rendete conto?!!
      saluti

    1. Lestaat 3 dicembre 2008

      LOL
      La solita leggenda infatti.

    1. Cornelia 3 dicembre 2008

      Vigilare???
      Trasparenza?????

      HA HA HA HA HA HA HA HA HA

      Oddio mi state facendo sentire male... i privati che "si fanno concorrenza" e ci "offrono servizi migliori"!!!
      Che risate...

    1. sickboy 3 dicembre 2008

      L’Acqua si avvia a diventare un bene di rilevanza economica, una merce e non più un diritto.

      Ottima partenza.

      Dal 2010 la gestione dei servizi idrici sarà messa completamente sul mercato e andrà di fatto nelle mani di società private.

      Dei privati. Cioè in mano a farabutti che devono rendere il processo economico ed efficiente, a differenza di quelle brave persone che sono gli amministratori pubblici;

      oppure parli delle solite mani degli amichetti degli assessori di turno? Che almeno, essendo eletto democraticamente qualche garanzia la dà.

      La definitiva privatizzazione dell’Acqua toglierà dalle mani della pubblica amministrazione il controllo e la responsabilità della qualità e dei costi, trasformando una volta di più i cittadini in consumatori.

      Pensa te, con la bacchetta magica proprio. Tu eri appena tornato ad essere cittadino pagando l'ennesima multa dopo aver riottenuto la patente e aver pagato una multa di mille euro+avvocati perché avevi bevuto DUE birre, e ZAC! subito ti ritrasformano in consumatore.

      Laddove l’Acqua è già in mano ai privati i costi sono sensibilmente aumentati, e i controlli sulla qualità si abbassano in nome del profitto.

      Tutti i privati tutti insieme? No perchè guarda che ne basta uno che abbassi i costi e, semplicemente, ci si rivolgerà a lui. Ma magari quando parli di privati continui a riferirti agli amici del politico di turno, quando non ai familiari.

      La gestione delle reti idriche è uno dei grandi business del futuro e alcune multinazionali sono già all’opera per dividerselo.

      Per poi tenersi l'acqua per loro e ucciderci tutti! Più Stato!

      Nella società un pensiero critico esiste e si diffonde grazie a uomini dei movimenti e a numerose amministrazioni locali. Abbiamo intervistato su questi temi Rosario Lembo, Segretario nazionale del Comitato per il Contratto Mondiale dell’Acqua.

      ma vanni di annartene Ricca, và! Qui crolla tutto e tu mi presenti il segretario del comitato mondiale dell'acqua!! E che cazzo di titolo è?

    1. lino-rossi 3 dicembre 2008

      "La definitiva privatizzazione dell’Acqua toglierà dalle mani della pubblica amministrazione il controllo e la responsabilità della qualità e dei costi, ..."



      se ciò sarà vero, avrà ragione Ricca.



      se ciò NON sarà vero, come dovrebbe essere, Ricca avrà torto.



      a mio avviso bisognerebbe vigilare affinchè:

      1) il controllo della qualità e dei prezzi rimanga pubblico;

      2) sia trasparente e permanente lo stato di competizione fra le imprese contendenti; NIENTE COMPETIZIONE? NIENTE MERCATO!!! (oggi per avere l'acqua spendo 10 col carrozzone? la cedo in base ad un progetto di qualificazione e di investimenti spendendo 8? si può fare. se la società che si propone viola il contratto si riscuote la fidejussione e viene rifatta la gara. che problema c'è?)



      incaponirsi sulla proprietà dell'acqua equivale a farlo per la determinazione del sesso degli angeli. ciò che conta sono i controlli (per qualità, prezzi, sprechi, perdite, ecc.), gli investimenti e lo smantellamento dei carrozzoni più o meno partitocratici.

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