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ABBONDANZA O CARESTIA: PRODUZIONE DI CARNE E FAME NEL MONDO

DI MARK HAWTHORNE
OpEdNeews

Nel Newseum di Washington è esposta una foto straziante, scattata da Kevin Carter nel 1993, di un bambino sudanese raggomitolato sul terreno, con il ventre gonfio dalla sindrome di Kwashiorkor e le gambe tanto esili da non poterlo sostenere: a rendere il quadro maggiormente inquietante l’immagine dell’avvoltoio appollaiato a pochi passi da lui. Questa fotografia, che è valsa all’autore il premio Pulitzer, è il simbolo del prezzo che i paesi sottosviluppati del mondo pagano per le carestie.

Tragicamente, il problema della fame nel mondo è solo peggiorato negli ultimi quindici anni – questo è affermato chiaramente nel report del “Centro per gli studi strategici ed internazionali” (CSIS) rilasciato il 29 luglio scorso. Il Centro raccomanda interventi urgenti di sostentamento a lungo termine, e chiede “un approccio strategico degli USA alla crisi mondiale del cibo”.

Dire “crisi del cibo”, tuttavia, fa credere che essa sia causata da alcuni fenomeni di causa-effetto a breve termine, e infatti la “tempesta perfetta” della crescita dei costi energetici, l’accaparramento di cereali, i sussidi governativi, le siccita’ e la domanda di biocombustibili distolgono l’attenzione dagli interessi di una radicata industria e da una soluzione che né gli strateghi del CSIS né tanti attivisti in campo sociale vogliono contemplare: eliminare la produzione di carne.

“Aaah!” direte. “Non toglietemi le mie bistecche e i miei cheeseburger”. Il “mangiar carne” e’ talmente radicato nella cultura occidentale che il solo proporre di eliminarla, sia pure per salvare il mondo, richiede una discussione. Va bene, facciamola.

Le Nazioni Unite stimano che 854 milioni di persone – quasi il 13% dell’intera popolazione mondiale [e quasi 2 volte la popolazione dell’Unione Europea] – soffrano costantemente la fame. E il problema non fa altro che peggiorare. Josette Sheeran, direttore esecutivo del Programma alimentare dell’ONU ha dichiarato che “l’indice di poverà del mondo è in crescita”.

Come in crescita è anche la nostra fame di carne. Come osserva Gene Buar in “Farm Sanctuary: Changing Hearts and Minds About Animals and Food”, negli Stati Uniti, nel 1950 vi erano 50.000 fattorie che producevano 630 milioni di polli “da carne”. Nel 2005 c’erano 20.000 aziende in meno, ma producevano 8,7 miliardi di polli da carne. Il che comporta il consumo di un’enorme quantità di mangime. In effetti gli allevamenti intensivi consumano ogni anno 157 milioni di tonnellate di leguminose, cereali e altre proteine vegetali, per ricavare 28 milioni di tonnellate di proteine animali per il consumo umano. Un utilizzo molto inefficiente delle risorse che impiega nutrienti a base vegetale che potrebbero servire per sfamare gli esseri umani invece che diventare mangime per animali.

Jeremy Rifkin, presidente della Fondazione sui Trend Economici di Washington, DC, afferma: “Ci sono popoli che soffrono la fame perché gran parte della terra arabile viene utilizzata per coltivare vegetali che diventano mangime per animali invece che cibo per gli uomini”. Riporta poi l’esempio della carestia del 1984 in Etiopia che è stata causata dall’industria della carne: “mentre la gente moriva di fame, l’Etiopia produceva semi di lino, di cotone, di colza destinati agli allevamenti europei”. Milioni di ettari di terreno nei paesi in via di sviluppo sono usati a questo scopo. Tragicamente, l’80% dei bambini affamati vivono in paesi che paradossalmente dispongono di eccedenze alimentari che vengono però usate per nutrire animali destinati al consumo nei paesi ricchi.”

La crescita della domanda di carne è particolarmente drammatica nei paesi in via di sviluppo: “In Cina il consumo di carne è in rapida crescita per via dello sviluppo e dell’urbanizzazione, ed è piu’ che duplicata rispetto alla generazione passata” dice Rosamond Naylor, professore associato di economia all’universita di Stanford. Il risultato è che la terra che prima era destinata a produrre grano per le persone, ora viene utilizzata per produrre mangimi destinati a polli e maiali.

L’USDA (Dipartimento di Stato per l’Agricoltura degli Stati Uniti) e le Nazioni Unite dichiarano che utilizzare un ettaro di terra per allevare bovini produce circa 22 kg di proteine. Se invece lo si coltivassea soia, lo stesso ettaro renderebbe 403 kg di proteine. La zootecnia inoltre spreca preziose risorse idriche. I biologi Paul e Anne Ehrlich fanno notare che per coltivare un kg di frumento servono 200 litri d’acqua, mentre 1 kg di carne richiede di 20.000 ai 40.000 litri.

Ecco un altro modo di guardare al problema. Secondo il gruppo Vegfam, un terreno di 4 ettari può “dare da mangiare” a 60 persone se viene coltivano a soia, a 24 se coltivato a frumento, a 10 se a granturco e solo a 2 se utilizzato per l’allevamento del bestiame. Negli USA, riducendo anche solo del 10% la produzione di carne si avrebbe cibo vegetale per sfamare 60 milioni di persone: così stima il nutrizionista Jean Mayer. Sessanta milioni di persone sono la popolazione della Gran Bretagna, una nazione, che, detto per inciso, potrebbe sfamare 250 milioni di persone con un’alimentazione completamente vegetale.

Non deve sorprendere che l’industria della carne metta in discussione questo tipo di dati. Ad esempio sostengono che il frumento e la soia coltivati per gli animali non sono di qualità adatta al consumo umano (andatelo a dire al bambino che muore di fame). E’ pero’ difficile negare il fatto che la zootecnia usi terreni e acqua che potrebbero servire per produzioni vegetali ad uso umano…

Come osserva Rifkin, è ironico che milioni di persone nei paesi sviluppati stiano morendo a causa di malattie del benessere come ad esempio attacchi di cuore, diabete e cancro, causati dal consumo di alimenti di origine animale, mentre nel terzo mondo stiano morendo a causa di malattie dovute alla povertà causata dal vedersi negato l’accesso alla terra da coltivare per le loro famiglie.
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“Siamo in grande ritardo nell’affrontare globalmente il tema di come promuovere una dieta vegetariana variata e con alto contenuto di proteine per il genere umano” afferma Rifkin, il cui libro “Ecocidio – Ascesa e caduta della cultura della carne” affronta proprio il paradosso morale del consumo di carne..
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Tutte quelle bistecche e cheeseburger valgono davvero tutte le vite che si prendono – umane e non umane? Sarebbe ingenuo pensare che il mondo possa diventare vegetariano dalla sera alla mattina, o anche in pochi decenni. Ma guardando la potente fotografia di Carter non posso fare a meno di credere che sia vergognosamente sbagliato il modo in cui trattiamo chi con noi condivide il pianeta. Se vogliamo lasciare un mondo vivibile alle future generazioni dobbiamo fermare questo disastro causato dalla produzione di carne e abbracciare uno stile di vita più rispettoso..
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Versione originale:

Mark Hawthorne
Fonte: www.opednews.com
Link: http://www.opednews.com/articles/Feast-or-Famine-Meat-Prod-by-Mark-Hawthorne-080808-523.html
8.08.08

Versione italiana:

Fonte: www.agireora.org
Link: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=583
18.08.08

Pubblicato da Davide

  • fengtofu

    Cosa risaputa sin dai rapporti FAO/WHO degli anni 70. Il consumo eccessivo di carni dei paesi ricchi (e anche, più commerciali, militaristi e imperialisti, praticamente i membri NATO +Israele…)è la causa della sperequazione alimentare mondiale, altro che le fesserie di Malthus!
    Quindi ogni vegetariano è di per sè, per mancati consumi carnei o lattei, assai migliore aiuto in termini economici per l’equilibrio mondiale alimentare, immensamente meglio di tutti i possibili aiuti in sacchi di cereali spediti al Ciad o in Somalia. Idem per l’equilibrio ecologico del pianeta, il minor spreco di acqua e altre risorse, e in specie, parlando anche del nostro beneficio, questa scelta responsabile oltre che altruista apporta per noi stessi uno status di salute generalmente più sano e più al riparo dalle grandi malattie degenerative occidentali, prodotte quasi tutte da squilibri dietetici fondati su eccessi di carni, zucchero, latticini e cibo chimicato. Non è necessario diventare integralisti e nemmeno vegan totali, basta un ridimensionamento ma nella dieta di tutti – anzi, oggi da noi son le classi più modeste a dover mangiare peggio per via di fast-food e discount scadenti – ed una riconversione graduale all’uso di più proteine vegetali, autosufficienza alimentare locale ovunque, forte penalizzazione di import/export per puri motivi di “competitività” globalizzata che uccide le economie locali. Ma la carta vincente resta l’educazione del pubblico, che passa sovente al di fuori dei canali ufficiali, delle TV e dei giornali asserviti al Potere che impugna farmaci, armi, chimica nefasta, inquinamento generale, e che intanto nutre se stesso e le sue ideologie di Morte a suon di cibi putrefatti.

  • Blackrose4400

    Nel 1982 i miei genitori, a seguito di un viaggio in India, decisero di diventare vegetariani. Io nacqui nell’86 quindi posso dire con certezza che sono vegetariano da sempre. La carne l’ho assagguiata sì, ma sempre con riluttanza. Mi è sempre stato insegnato che fondamentalmente un pezzo di carne non è altro che un cadavere. Infatti i miei genitori divennero vegetariani per il semplice motivo che si resero conto della barbaria che è mangiare la carne, di certo ancora non c’erano quei problemi che ogi crea la produzione di carne, come spiega l’articolo quì sopra. Inoltre ho saputo che la produzione di carne inquina l’aria più di tutte le automolibili del mondo, a causa di certi gas che servono negli allevamenti.
    La cosa che però mi ha più colpito in tutti questi anni, è la discriminazione verso di me per la mia alimentazione vegetariana. Nei primi anni 90 comincia ad andare alle elementari ed erano molto strane le reazioni dei miei compagni a questa mia diversità. Bè potrebbe essere naturale direte voi che dei bambini giudichino facilmente per una diversità, ma la cosa si è protratta nel tempo. Quando all’età di 14anni cominciai a requentare un gruppetto di amici, saltò fuori che io ero un essere impuro perké non mangiavo la carne. Qualcun’altro mi disse che era peccato!! Cose da matti!!! fatto sta che ancora oggi, che ho 22anni i miei coetanei, e anche adulti e anziani, faticano ad accettare questa cosa. Giusto 2 mesi fa mi trovavo con amici a bere una birra, e saltò fuori che ero vegetariano: bè fui guardato come un mostro, o almeno fu l’impressione che ebbi. La domanda più frequente che mi viene fatta è : “ma se non mangi carne cosa mangi allora?” Che domanda idiota!!! Ma puttana miseria che cazzo vuoi che mangio????? Pasta, verdure, formaggi…aalora mi chiedono :”anche il pesce vero?” Nooooooooooooooooooooo!!! il pesce è carne!!! come si fà a pensare che non lo sia? è FATTO DI CARNE ANCHE LUI NO?. La cosa curiosa poi è che naturalmente adesso che sono maturo espongo la mia tesi con prove concrete, insomma spiego che gli animali sono trattati in modo bestiale, che mangiano merda, che soffrono assurdamente che neanche i nazisti con gli ebrei, che la carne inquina e provoca ancora più fame ecc ecc, e la risposta è sempre quella “Ah ma io non la mangio quasi mai la carne…” Vaffanculo….

    Per concludere vorrei spiegare che ho notato, in questo quasi quarto di secolo che ho vissuto, che il mangiar carne si è radicato così tanto nelle persone che io, con le mie convinzioni, divento scomodo,
    perké accettare che è tutta la vita che sbagli, e nonostante ti piaccia farlo sarebbe meglio che smettessi, da fastidio, e tanto.
    Ma prima o pio vi toccherà a tutti, perké la carne che è prodotta adesso è malaticcia, e con la richiesta di oggi legata ad un consumismo sfrenato e ignobile, è impossibile produrre carne a maniera naturale, cioé dando una vita dignitosa al bestiame, e alimentarlo con cibi adatti (non come fanno adesso che danno gli scarti ad es. dei polli ai polli!!!). Sarebbe troppo costoso e non si può fare. L’unica è rendersi conto che si può (e io ne sono la testimonianza vivente) campare senza carne. Le proteine le predo dai formaggi, i carboidrati dai cereali e i grassi dll’olio ad esempio. Non c’è niente nella carne, a parte qualche vitamina, che non ci sia in una dieta vegetariana. E se per caso mi mancano delle vitamine mi comprerò un multicentrum!!! Naturalmente ci sno certe malattie che non consentono la mancanza di carne, come ad esempio gli anemici. In quel caso però sarebbe meglio consumare carne presa da qualche contadino, perché è sicuramente più buona e più salutare. Anche il Dalalilama è anemico e non può non mangiare carne, gli dispiace, ma non può.
    Ma chi può che non è affetto da simili malattie, che cominci a metterselo in testa : Basta mangiare carne!!!

  • sultano96

    Siamo alle solite, si danno i numeri!!
    Consiglio vivamente il webmaster di fornirsi di pallottoliere e verificare le cifre citate nell’articolo, onde evitare esempi negativi suggeriti ai bambini di scuola primaria. Nel testo si dichiara che un terreno di 4 ha coltivato per l’alimentazione animale può sfamare 2 persone.
    Molti anni fa in prima elementare la mia maestra mi ha trasmesso il dato che in Italia la densità di popolazione era di 2 abitanti per ha -superficie circa 300.000 kmq, ab. circa 60 mil.- vale a dire che il territorio italiano può sostenere alimentarmente 15 mil. di persone e gli altri 45 si riducono, forse, come il bambino della foto?
    O la matematica è un opinione? Dal momento che in questo forum, anche di recente, avete pubblicato articoli sui tipi di alimentazione (carnivora o vegetariana) vi consiglio di rivedere i dati, onde evitare di scadere nel banale!
    In questa sede ho ripetuto fino alla nausea che sono un imprenditore agricolo e di conseguenza, anche per l’arroganza che mi permea, parlo con cognizione di causa e sono schifato dalla superficialità con cui si trattano temi così delicati. Non si può essere banali con la vita degli altri!

  • emid

    HAI DETTO BENE…il territorio italiano POTREBBE sostenere solo 15 milioni di persone MA SOLO SE TUTTO IL TERRITORIO FOSSE ALLEVATO X IL BESTIAME!

    ma dato che ci sono coltivazioni di prodotti ortofrutticoli e cereali x uso UMANO che consentono produzioni maggiori che sfamano il nostro paese e esportiamo addirittura LA TUA CRITICA NON HA SENSO!

    calcolatrice alla mano e nn ti parlo da perito agrario…basta un minimo di logica!

  • sultano96

    emid. Lungi da me l’intenzione polemica, ma lei probabilmente, diversamente mi scuso in anticipo, non ha posto attenzione sui numerosi articoli a tema agricolo-alimentare ospitati in questo forum. Non voglio esercitarmi in tautologia e perciò la invito calorosamente a rivedersi anche il precedente articolo in tema di vegetarianesimo e quant’altro.
    E’ scontato che la mia logica è diversa dalla sua, in effetti non ho mai preteso di coltivare cereali e orto-frutticoli sul lago di Garda, sulle Dolomiti o sulla laguna veneta, ma ho cercato di fare la tara a simili proposte, intendo come le sue, per ovvie opportunità di spazio, ma adesso mi capacito di aver posta troppa fiducia sulle doti pratiche e sintetiche dei lettori. Reitero con più forza la mia critica e non serve essere uno specialista della materia per evincere la banalità contenuta nel testo in questione.

  • Blackrose4400

    Guarda che la carne che consumiamo in Italia è prevalentemente importata dai paesi del terzo mondo dove appunto viene tolto terreno agli stati per poter impiaantare industrie della carne. Il McDonald’s ad esempio ha i suoi allevamenti in sud-america e in etipoa.. Non certo in America o in Europa. Certo anche quì ci sono allevamenti, ma sopratutto nei paesi del sud del mondo

  • emid

    io sono vegetariano da molto e la mia nn è una scelta salutistica o animalista!

    semplicemente ci tengo all’ambiente (gli animali inquinano) e mangio il minimo indispensabile x sopravvivere col minimo impatto sullo stomaco degli latri!

    a me pare una cosa stupida dare la maggioranza dei nostri cereali agli animali (ke rendono energeticamente molto meno di quello ke hanno mangiato!) oppure ai serbatoi dei motori eco-diesel o nella spazzatura e nn alla stragrande maggioranza degli essere umani ke muoino di fame!

    è un dato oggettivo..poi ognuno ha delle priorità diverse nella vita..io ho queste!

  • sultano96

    Blackrose sta parlando con un vegetariano e per giunta astemio. Non mangiavo carne molto prima di andare in India, visitata, guarda caso, per la prima volta nel 1980, e anagraficamente potrei essere suo nonno. Quindi s’immagini che tutto quello che lei sta vivendo ora io l’ho vissuto 1/2 secolo prima! Come lei, posso testimoniare che la nostra civiltà non si è affatto evoluta bensì involuta nel lasso di tempo che va dalla mia giovinezza alla mia maturità. Non ha posto attenzione nella lettura del mio commento che la invito a rileggere ed analizzare, aggiungendole che risiedo nel paese dove, fino a pochi anni orsono, si produceva e si commerciava il 60% di tutta la carne bovina consumata in Italia e nonsolo, concluda lei se sono preparato in materia o no.
    Se si fa un giro nel web potrà rilevare che il gruppo Cremonini-Inalca è uno dei maggiori distributori di carne esistente in Italia, è semplicemente uno dei tanti clienti serviti dai miei concittadini e Mc Donald Italia è compreso nel portafoglio. In attesa le porgo i miei più “vivi” saluti e rimanga sempre lontano dalla cadaverina e putrescina.

  • Blackrose4400

    Sultano 69 Le porgo ufficialmente le mie scuse, in quanto allora non ho compreso bene la Sua critica all’articolo. Sicuramente, Lei che è del settore ne saprà più di me sulla questione. A volte la mia esuberanza mi rende poco obbiettivo e mi lascio trasportare dalle emozioni senza ragionare. Ciò non toglie che rimango dell’idea che se l’Occidente non comnsumasse così tanta carne il terzo mondo sarebbe meno affamato, e il pianeta meno inquinato. La ringrazio comunque per essere stato meno volgare di quanto possa essere stato io nei sui confronti, avendomi dato del Lei nonostante la mia veneranda età. Inoltre mi congratulo per il fatto che è diventato vegetariano, in quanto di fatto a me è stato “imposto”, e comprendo che risulta più facile la mia situazione. Le porgo i miei saluti e i miei ringraziamenti per avermi fatto notare l’errore. A risrentirci.

  • sultano96

    Accetto le sue scuse e nuovamente la esorto ad essere più riflessivo.
    Io ho semplicemente evidenziato un macroscopico errore contenuto nell’articolo, perchè lo ritenevo di facile comprensione ad una platea di lettori, ma come lei può facilmente evincere è stato l’unico che mi ha risposto. Le assicuro che non è il primo caso ne sull’unico sito, spontaneamente mi chiedo: ma cosa capiscono l’internauti dal loro vagare sul web? E ancora: ma se gli stessi, presumo, sono i più preparati, almeno così dicono gli istituti di statistica, cosa capiscono gli altri italiani?
    La prego di rileggere il post in titolo ed analizzare profondamente tutte le cifre in esso contenute, rimarrà sbalordito delle macro inesattezze.
    Poi mi dirà. Auguri e buona lettura.
    P.S. Quando ognuno arriverà ad un grado di evoluzione determinato, spontaneamente abbandonerà la dieta carnea.

  • Paxtibi