Abbandoni da Covid: «Così papà è morto in pochi giorni»

Continua l’inchiesta del quotidiano ‘La Nuova BQ’ sugli abbandoni terapeutici, storie di persone con i sintomi iniziali della malattia da sars-cov-2 lasciate per giorni a casa senza adeguate indicazioni mediche e poi drammaticamente peggiorate fino ad arrivare in gravi condizioni in ospedale.

L’articolo precedente ha illustrato alcune vicende a lieto fine, ma non sempre la situazione si può recuperare.

Come purtroppo è successo al signor Mario Marcon: non aveva patologie particolari e, nonostante l’età non più giovane, era ancora in forma e attivo anche nel volontariato, ma sfinito da “ritardi nella diagnosi, difficoltà di comunicazione col medico e errori nella fornitura delle bombole” è morto in ospedale e i suoi cari non lo hanno nemmeno potuto salutare e seppellire adeguatamente.

* * *

 

di Andrea Zambrano
www.lanuovabq.it

Morire di covid. Non ci facciamo ormai più caso, sembra un fatto ineluttabile. Colpa della narrazione mediatica che mette tutti i decessi in un unico calderone, come se fossero una conseguenza fatalista di una pandemia invincibile. Ma se guardiamo dentro le storie si scopre che ci sono anche sfumature che possono sembrare decisive. Sfumature in grado di farci percepire una realtà di morti covid per abbandono terapeutico.

Pazienti che hanno perso la vita a causa di lentezze e inefficienze dovute a un sistema che, privilegiando la vigile attesa e la somministrazione di farmaci inadeguati, ritarda quelle terapie che, se somministrate precocemente, darebbero a certe storie tragiche una direzione diversa, anche di guarigione.

Ieri nel corso dei venerdì della Bussola abbiamo raccontato una di queste storie di abbandono terapeutico nel corso di una puntata dedicata al covid at home col dottor Andrea Mangiagalli, creatore della rete di medici in prima linea per la cura precoce del covid.

Mario Marcon
Mario Marcon

Il signor Mario Marcon (in foto), della provincia di Como, era uno stimato falconiere. Amante della montagna, conosciuto da tutti in paese per il suo impegno nelle guardie ecologiche volontarie, non aveva patologie particolari quando ha accusato i primi sintomi, ma dopo pochi giorni la sua vita è cambiata e a 80 anni ha dovuto lasciare i suoi cari dopo giorni di ritardo terapeutico.

A raccontare alla Bussola la sua storia è la figlia Silvia Marcon, che lo ha seguito fin dove glielo hanno consentito, ma che non lo ha neppure potuto salutare e seppellire degnamente.

«I primi sintomi covid iniziano lunedì 11 gennaio – racconta Silvia alla Bussola ancora commossa – : mal di testa persistente, sudorazione e una marcata inappetenza. Il mercoledì si reca dal medico che gli dice di tornare la settimana seguente senza prescrivergli nulla, neppure il tampone».

Ma alla domenica inizia a comparire la febbre e si reca a effettuare un tampone rapido: positivo.

Il lunedì seguente Mario contatta il suo medico, ma non riesce a parlargli: «Riceve le telefonate dalle 7.30 alle 8.30 – prosegue la figlia – ma in quel lasso di tempo non riesce a trovare la linea libera. Decide così di chiamare l’Asl e soltanto alle 8 di sera aggancia una guardia medica di turno, che non può fare altro che prescrivergli Tachipirina, pur sapendo che era positivo».

L’indomani, Mario riesce finalmente a parlare col medico e soltanto il martedì inizia una terapia covid a base di antibiotico, eparina e cortisone. «Ma la saturazione è a 95 e per giunta non viene nemmeno visitato. Dopo alcuni giorni, chiedo io stessa al medico di poterlo visitare, ma mi dice che non può. Allora insisto domandandogli di attivare una USCA. La risposta mi lascia di sasso: “Ne ho sentito parlare, ma non le ho mai attivate, se vuole proviamo e vediamo se funzionano”».

Il giorno dopo a casa di Mario arriva finalmente il medico della USCA precedentemente attivato. La saturazione dell’uomo è scesa ancora, è a 92, il dottore gli ascolta i polmoni e non commenta, ma gli prescrive una terapia a base di ossigeno. E qui, per Mario, che già ha iniziato in ritardo le terapie per contrastare il covid, inizia il secondo tempo dell’abbandono terapeutico che lo porterà di lì a pochi giorni a morire.

«La prescrizione della USCA per l’ossigeno da ritirare in farmacia è scarsa, la bombola è piccola – insiste nel racconto Silvia – La farmacista mi spiega che il medico di base deve fare una ricetta diversa per poter avere la fornitura completa di ossigeno a domicilio». Il medico di base «che in quei giorni non si è mai fatto vivo» dice non sapere di dover fare quella prescrizione. Silvia viene così rimpallata diverse volte dalla USCA al medico di famiglia, che nel frattempo non riesce più a contattare. Ma la prescrizione giusta non arriverà mai.

dott. Andrea Mangiagalli
dott. Andrea Mangiagalli

Tra il 19 e il 21 gennaio, Mario riceve pochissimo ossigeno perché il servizio di ossigeno a domicilio non è ancora stato attivato correttamente a causa della mancanza della ricetta. Nella notte del 22 gennaio, la saturazione scende a 87 e Mario verso le 2 e 30 termina l’ossigeno. «In preda al panico chiamo il 112 che arriva dopo poco». All’arrivo dei sanitari finalmente gli somministrano l’ossigeno, ma la saturazione è già a 82, si parte per l’ospedale, dal quale Mario uscirà soltanto dopo tre settimane di sofferenza e chiuso nella bara.

«Nel corso di quelle tre settimane, papà ha tenuto sempre il casco, non potevano fargli neppure la tac per evitare di staccarlo dalla respirazione artificiale. È morto il 14 febbraio, poco prima mi avevano telefonato dall’ospedale per dirmi che i suoi valori erano terminali».

Oggi Silvia non è arrabbiata, ma non riesce a darsi pace: «Ci sono stati ritardi nella diagnosi inziale del covid e poi ritardi ulteriori nella somministrazione adeguata dell’ossigeno». Ma ciò che più la addolora è l’abbandono nel quale è stato lasciato il pover’uomo nelle fasi iniziali e con lui la figlia e la moglie: «La gestione di questa prova è stata lasciata tutta a noi famigliari, noi vedevamo che le cose peggioravano e ci sentivamo impotenti. Non accuso nessuno, sia chiaro, men che meno i medici, anzi quelli dell’ospedale sono stati eccezionali, ma non posso dire che papà sia stato accompagnato a morire dignitosamente e che si sia fatto di tutto per affrontare la malattia». Ancor oggi, infatti, la donna non è riuscita a ritirare i suoi effetti personali lasciati in quarantena in ospedale. «Non abbiamo neanche potuto vederlo nella bara, lo hanno sigillato e lo abbiamo portato al cimitero. Siamo stati abbandonati».

Quello di Marcon è un caso limite, che ha portato a un esito infausto. Però nella sua storia possono ritrovarsi tanti pazienti covid che hanno subito un abbandono terapeutico più o meno grave: visite mai fatte, diagnosi assenti, terapie insufficienti, disguidi burocratici e impossibilità a essere seguiti adeguatamente. Il primo passo è riformare le linee guida e i protocolli.

2/3 (continua)

Andrea Zambrano
www.lanuovabq.it
FONTE: https://www.lanuovabq.it/it/abbandoni-da-covid-cosi-papa-e-morto-in-pochi-giorni

Scelto e pubblicato da Valentina Bennati – ComeDonChisciotte.org

27 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
R66
R66
31 Marzo 2021 6:25

L’ennesimo “[…]che non può fare altro che prescrivergli Tachipirina”.
La domanda ormai dovrebbe essere assillante: “quanti sono i deceduti e quelli finiti in ospedale che non hanno usato paracetamolo? – invece ancora il nulla.
Mi rendo conto che se venisse riconosciuta come concausa si aprirebbero possibilità di denunce per strage, ma i parenti ancora con la filippica dei ritardi, ce ne fosse uno che si faccia qualche domanda.
Nelle poche vicende che ho potuto constatare di persona la statistica Tachipirina/ospedale è del 100%.

Annibal61
Annibal61
31 Marzo 2021 6:41

Mattere Ministro alla Sanità Speranza è come mettere Soros…e questi sono i risultati. E se Speranza ha la faccia di un povero mite ideale per instupidire la gente di sicuro Soros stupido non è! Stupidi, purtroppo, sono coloro che si fidano ancora …

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  Annibal61
31 Marzo 2021 9:26

Mettere BobHope a guardia della salute pubblica e’ come mettere una volpe a guardia del pollaio.
E lo sanno tutti che e’ cosi.
Per questo sono tutti colpevoli. I morti a volte sono piu feroci dei vivi e non lasciano scampo per il torto subito.

Ieri sera a FuoridalCoro una signora ha descritto l ospedale in cui era ricoverata per covid.
Il racconto e’stato allucinante. C’erano molti anziani nelle corsie sulle sedie in fin di vita.I medici li guardavano e passavano oltre. Ha denunciato il tutto.
Vedremo in seguito.

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/letti-soltanto-chi-pu-farcela-scelta-choc-terapia-intensiva-1935206.html
Chi e’ che deve giudicare chi puo farcela o meno?
letti soltanto a chi puo farcela.Scelta choc in terapia intensiva.

Siamo arrivati al punto che i medici diventano boia quando devono salvar vite? Qui non siamo piu nemmeno bestie,siamo andati oltre.

lady Dodi
lady Dodi
31 Marzo 2021 6:42

Cara Valentina, detesto i casi particolari di cui peraltro sono pieni zeppi i talk show. Con i “casi” si può dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Io stessa, fino all’alba dei settant’anni non sapevo di essere portatrice di una malattia autoimmune che appunto, si è manifestata a quest’età.
Sono però d’accordo sul fatto che bisogna stare attenti e non sottovalutare nulla in medicina.
Mio fratello ai suoi tempi, enciclopedia medica alla mano, mi ha fatto vedere innumerevoli esempi di cose e doloretti insignificanti ma precursori di gravissimi decorsi clinici. Il tutto sempre maledicendo di aver scelto il mestiere di medico e non quello dell’avvocato che non deve rispondere di nulla,al massimo dice: siamo capitati con un Giudice cattivo, proseguiamo.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  lady Dodi
31 Marzo 2021 16:50

Per esperienza personale, non è facile far rispondere una struttura sanitaria e ancor meno un medico se non hai un minimo di cash. E ci sono certi medici che deontologicamente sarebbero degli ottimi pendagli. Lassamo perde va’.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  a-zero
1 Aprile 2021 8:58

Ho visto tempo fa una reclame di bande di avvocati, che solo a risultato ottenuto vogliono la percentuale, pronti a farti risarcire da medici che hanno sbagliato. La categoria dei medici e più ancora degli assicuratori, era imbestialita per questa cosa che poi è sparita. Forse girando sul web si trova ancora.

IlContadino
IlContadino
31 Marzo 2021 8:55

Son nel campo che manovro di motozappa, mi prendo due minuti per un bicchiere d’acqua fresca, vedo la vicina conversare con la nuova arrivata, che rimane a distanza, con la mascherina.
Abbiamo perso il lavoro, abbiamo avuto lutti, ci hanno chiuso in casa e impedito gli svaghi, non abbiamo celebrato le feste, ce ne fanno di ogni, ma le cose che davvero mi stridono nel cervello sono il divieto di poter onorare i defunti e il fatto che le persone non si abbracciano più. Questi due aspetti sono quelli che rischiano di far più danni a mio avviso.
Ora torno dalla mia cara, vado ad abbracciare la motozappa;)
Pace al Sig. Mario Marcon

VincenzoS1955
VincenzoS1955
Risposta al commento di  IlContadino
31 Marzo 2021 9:27

Tu sei nel campo con la motozappa. Io lo sono con la vanga e la zappa. E ti dico che più “zappo” e più mi sento in forma! Ecco: una zappa ci vorrebbe per i nostri politici e per chi vive sulle spalle dei lavoratori.

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  VincenzoS1955
31 Marzo 2021 11:32

Bravo Vincenzo, quello è il miglior modo per tenersi in forma.
Però devo dire che un politico con la zappa è un’immagine che non riuscirei a concepire neanche da ubriaco. La zappa è uno strumento nobile, forma il carattere oltre ai calli. Quando zappi sei in sintonia col creato, quando hai finito ti senti appagato e privo di colpe, e infine i calli ti aiutano a pensare, io li sgrano come le palline del rosario;) Zappa = Nobiltà d’animo
Vincenzo la zappa è un lusso che quei maledetti malvagi non si meritano proprio!

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  IlContadino
31 Marzo 2021 12:11

La zappa forma il carattere maschio..quello che non arretra di fronte alla durezza del vivere e del morire..ma la accetta come insegnamento che tempra il carattere..
Quando mi dilettavo alla coltivazione di legumi e cereali nel mio orto..ricavandone un vasetto con semi gradi quanto una capocchia di spillo..ho dovuto uccidere con la zappa una quantità notevole di bacherozzi..e..dopo un’iniziale senso di colpa..ho accettato il destino che mi vedeva un distruttore di zolle..come Shiva distrugge i mondi..
Anche se il fine era risibile..dovevo partecipare alle fatiche dei campi..che a quell’epoca ero in modalità agreste ed attiva..non come adesso che sono in modalità contemplativa e non uccido neppure un ragnetto che ha edificato la sua ragnatela tra il tavolo di cucina e il muro..e non voglio annullare le sue fatiche..se proprio non è necessario..

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  IlContadino
31 Marzo 2021 16:54

Preferisco le vanghe (anche a forca). Mi spaccano la schiena in maniera diversa. Non scherzo. Ma da te avrai un terricciuolo tenero tenero.

lady Dodi
lady Dodi
31 Marzo 2021 6:59

I saturimetri , tutti cinesi, quanto valgono? Io so che, tanto per cominciare, dichiarano pericolo sotto il 70.
E anche sull’ossigeno avrei molto da dire ma lasciamo perdere.

alessandroparenti
alessandroparenti
Risposta al commento di  lady Dodi
31 Marzo 2021 8:05

70 ? Prova a trattenere il respiro col saturimetro al dito. Io l’ho fatto e a 85 mi sembrava di scoppiare.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  alessandroparenti
31 Marzo 2021 8:25

Io ho esperienza dell’ossigeno. Ero giovane e ligia al dovere, finché ad un certo punto ho strappato quelle ridicole cannucce dal naso al grido : ” sta stron…non serve a niente!”

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  lady Dodi
2 Aprile 2021 0:08

Ci sono passato, sono una sola pure quelli. Almeno quelli che cui mi sono rivolto io. Cercarono di accordarsi sottobanco. Ovvio ci sono quelli seri, ma non sono stato fortunato. Il problema sotanzialmente fu emotivo e cognitivo: non bisogna affidarsi troppo ai professionisti, medici o avvocati o altro, sono pochi quelli onesti con gli altri e con se stessi. Nel mio caso il medico era affetto da hybris professionale. Avrei dovuto farmi giustizia spiccia da me?

VincenzoS1955
VincenzoS1955
31 Marzo 2021 7:58

Non ho realizzato dove vuole andare a parare quasto ariticolo…

Primadellesabbie
Primadellesabbie
31 Marzo 2021 10:40

Sono stato contrario ai Processi di Norimberga fino a quando ho capito che non si sono processati gli ideatori, (penso ancora che il nemico sconfitto non possa essere processato) ma gli esecutori di un abominio, anche se ricoprivano le più alte cariche.

Oggi ci risiamo, e se non saremo capaci, o in grado, di fare i conti con gli esecutori e i fiancheggiatori vorrà dire che quanto accade ce lo siamo meritato (e nessuno ha il diritto di chiamarsi fuori) e diverrà la norma.

Cruciverba
Cruciverba
31 Marzo 2021 11:19

I medici hanno ammazzato un sacco di gente , questa è la verità a causa di protocolli e terapie sbagliate .

Questo povero signore è un altra vittima .
Il mio sospetto è che il Covid o la tossina che hanno sparso blocca l’assimilazione dell’ossigeno per via biochimica .
Il meccanismo dell’emoglobina inizia a malfunzionare ed è per questo che si genera l’infiammazione nei polmoni .

Insuflare le persone con ossigeno per via meccanica peggiora solo la situazione poichè infiamma ancor di piu’ i polmoni ampliando la reazione delle citochine per x volte in base ai volumi di ossigeno insuflati .
Un sacco di persone sono state ammazzate cosi’ soprattutto gli intubati a cui hanno bruciato letteralmente i polmoni ed hanno causato tromboembolie ai vasi sanguigni .
L’unico modo per guarire era utilizzare i farmaci corretti per tempo debito , evitare l’inutile e dannosa insuflazione meccanica dell’ossigeno che è deleteria e peggiorativa ( è il fattore realmente mortale della faccenda ) e nei casi piu’ gravi trasfondere plasma da persone sane sottoposte a trattamenti iperbarici in modo che i tessuti si possano ossigenare da via plasmatica e non dall’emoglobina malfunzionante che non ci riesce .

Riddick
Riddick
Risposta al commento di  Cruciverba
1 Aprile 2021 4:08

Ha perfettamente ragione.
Alcuni decenni fa, quando esistevano dei corsi sub non mirati al solo aspetto commerciale, veniva insegnato che l’assunzione continuativa di ossigeno puro, anche se pressione normobarica, era rigorosamente da intervallare ad assunzioni di aria, pena il danneggiamento irreparabile degli alveoli polmonari.
E’ allucinante pensare che queste elementari nozioni non siano state applicate da buona parte dei medici.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
31 Marzo 2021 12:24

Ma usare la menta..come infuso o olio essenziale..è proprio così blasfemo..?
Nel passato..quando mangiavo a casaccio e tutti gli anni mi beccavo rafffreddori che evolvevano in bronchite e poi non so perché non chiamavo il dottore..successe che non respiravo quasi più..
Mi feci una mezza pentola di decotto di foglie di menta che avevo a casa..e tornai a respirare senza problemi..
Magari non sarà stato il covid..ma era sempre un’infiammazione polmonare di tutto rispetto..
Col tempo ho scoperto che la menta apre i polmoni e ne aumenta la capacità in modo fenomenale..
Se qualcuno ha i sintomi covid..consiglio di provarla..in attesa del ricovero..e sono sicuro che non sarà necessario..

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  uparishutrachoal
31 Marzo 2021 16:58

uso da anni i tre oli essenziali (timo-pino-eucalipto) in vapore di tegamino. Mi trovo bene.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  a-zero
31 Marzo 2021 17:52

Io inalo solo i fumi del sigaro toscano..che impediscono ai virus di colonizzare le vie respiratorie superiori (hahaha)
In caso però di infezioni varie..preferisco bere o mangiare sostanze che inibiscono la carica batterica rinfrescando l’organismo e l’intestino..sfiammandolo..
La menta l’assimilo ai cibi..perché non crea problemi digestivi come il pino o l’eucalipto..e quindi è all’interno della mia Via..
Cerco di evitare tutto ciò che non posso integrare nella dieta..perché ne avrei più svantaggi che vantaggi..
E non tutti abbiamo o stesso approccio..

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  uparishutrachoal
1 Aprile 2021 2:24

Il mio approcico non era competitivo, nè comparativo. Ho dimenticato di chiederti che ne pensi della trioli e spero non ti dispiaccia se cerco di “scroccarti” informazioni buone della “tua via” (tanto non sei geloso, vero?). Non sto tutti i giorni a fare suffumigi, ovviamente, e so bene che quelli con la trioli non vanno fatti vicino pasti. Tuttavia lo uso per pulirimi naso e polmoni e come preventiva in certi periodi di passaggio (autunno inverno e inverno primavera). Una amica mi disse che la plantago va bene per i polmoni e si mette in insalata e dove sto io ce cresce a vagonate. Ti risulta? ciao.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  a-zero
1 Aprile 2021 11:05

Il mio è un atteggiamento olistico a tutto tondo..nel senso che non è un solo cibo a rimuovere una situazione critica..anche se momentaneamente può essere utile..e non potrà cambiare nulla se l’alimentazione non lo sostiene.. I polmoni e l’apparato respiratorio sono sottoposti all’elemento Aria..e quindi soffrono se mangiamo cibi troppo compressi o troppo rarefatti.. Se in inverno mangiamo troppa carne..o pane..o pasta..i polmoni si comprimono..l’intestino si trova a manovrare in ambiente argilloso..i batteri pericolosi si attivano e veicolano i virus influenzali.. Ma anche se mangiamo troppa verdura..sia cruda che cotta l’intestino si umidifica troppo e si danneggiano i batteri buoni che saranno sostituiti da quelli cattivi e l’influenza arriva.. La piantaggine non l’ho mai provata..anche perché mi riprometto sempre di usare sostanze facili a procurarsi..tranne alcune essenziali che mi faccio arrivare come il Kamut in chicchi..che è la base di un’alimentazione normale..essendo il pane e la pasta cereali alterati con effetti per così dire dopanti.. A seconda poi di dove percepisco una debolezza..che può essere nei polmoni..cuore..reni..pressione..etc..modulo l’alimentazione per stringere o allentare..yang e lo yin per intendersi.. La mia è l’alimentazione intuitiva..quella che ascolta l’organismo e cerca di soddisfarlo nel suo grido d’aiuto.. Lo stesso cibo può essere medicina o… Leggi tutto »

merolone
merolone
31 Marzo 2021 12:43

Intanto continua il genocidio degli italiani mediante vaccino AstraZeneca, una signora morta ad Agrigento https://www.lasicilia.it/news/agrigento/403910/agrigento-malore-improvviso-muore-pochi-secondi-dopo-era-stata-vaccinata-con-astrazeneca.html ed un signore anziano ricoverato a San Benedetto del Tronto https://it.geosnews.com/p/it/marche/sbagliano-vaccino-iniettano-astrazeneca-invece-che-pfizer-all-anziano-cardiopatico-vengono-febbre-alta-e-dolori_33329073 intanto il vaccino AstraZeneca è stato vietato alle persone sotto i 50 o 60 anni ovunque meno che in Italia, il governo vuole ammazzare i giovani.

R66
R66
Risposta al commento di  merolone
31 Marzo 2021 13:02

Attenzione al titolo e al testo del secondo articolo.
Titolo: “Sbagliano vaccino, iniettano AstraZeneca invece che Pfizer, all’anziano cardiopatico vengono febbre alta e dolori”
Testo: “SAN BENEDETTO – Dovevano iniettargli il vaccino Pfizer, ma per errore gli hanno fatto una dose di AstraZeneca (che da martedì ha anche cambiato nome, quello commerciale è ora Vaxzevria, e anche il bugiardino, ora più tranquillizzante). Un errore grave

Perché si tratta di errore?
Da oggi AstraZeneca è diventato il cianuro?
Secondo me c’è qualcosa che ci sfugge, non è il primo che leggo sul genere, sembra che i media abbiano ricevuto l’ordine di andar contro AstraZeneca ed esaltare Pfizer, nonostante il vaccino della seconda statisticamente crea più effetti collaterali.

a-zero
a-zero
31 Marzo 2021 16:45

Dovreste (il mondo del dissenso della cosiddettà società civile dei professionisti dissidenti) da fa partì le denunce specifiche contro il ministeerooo per il fatto che le linee guida e la politica sanitaria hanno seriamente ostacolato la libera ricerca clinica su un nuovo patogeno e sulla inibizione delle cure domiciliari e sullla loro mancata implementazione e tuttwe le dirette e documentabili conseguenze … Sabaglierò, ma mi sembra che il momento è topico. Se nessuno tira la prima pietrà e spacca la prima vetrina si rimane sempre a lagnarsi e a farsi orinare addosso.