ABBAGLI

DI PAOLO BARNARD

In Italia c’è una congiura
accidentale fra la politica e l’antipolitica che ha come risultato il medesimo
punto d’arrivo: impedire ai cittadini di agire sui problemi più gravi che li
affliggono. In questo senso, Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Bruno Vespa e
soci vanno a braccetto con Beppe Grillo, Marco Travaglio, Piero Ricca e
compagni. I primi hanno un preciso interesse nell’agire: il mantenimento del
loro potere e quello dei loro sponsor nazionali e
internazionali. I secondi hanno un interesse non dissimile: il mantenimento
della loro fama e del loro ego ipertrofico, che alla fine sono potere,
travestito da passione civica. I metodi però sono
molto differenti. Quelli del potere politico sono noti. Più subdoli e meno
citati sono quelli dell’antipolitica, ovvero dei
leader dell’antipolitica. Essi hanno lavorato e lavorano ormai da anni per contagiare i cittadini attivi con una febbre,
con una sorta di frenesia incontrollabile, un’ossessione esponenziale che
riguarda Silvio Berlusconi e ogni suo trascorso, ogni suo collaboratore,
contatto, conoscenza, ogni sua mossa, processo, lite, decisione, idea, parola,
battuta, tic, smorfia, tutto. Decine di migliaia fra
dibattiti, libri, blog, articoli, documentari, film, serate, comunicati,
volantini, manifestazioni, discussioni, notti insonni, grida e furie rincorrono
ossessionati il Cavaliere e i suoi, ogni giorno, da anni, moltiplicato per
centinaia di migliaia di italiani in un chiasso che fa uscire di senno. E infatti sono tutti usciti di senno. Come se Arcore fosse il
centro cosmico dei destini di questo nostro Paese.

Invece, i fondamentali problemi
che ci stanno sequestrando la vita sono altri, e soprattutto esistono da ben
prima del berlusconismo politico. Non sono le leggi ad personam, le ruberie delle
Caste, o gli inciuci degli amministratori. Quella roba è patrimonio comune di
quasi tutti i regimi politici, e anzi, in Paesi da noi
considerati più civili si scoprono, a voler scavare, fenomeni molto più
aberranti di qualsiasi cosa il Cavaliere o i d’alemiani
abbiano mai fatto da noi.

Mi prendo
qui la responsabilità di elencare alcuni dei grandi problemi reali e
invalidanti che stanno affossando la nostra vita e il futuro di chi abbiamo
messo al mondo, ma ai quali viene dedicata una frazione dell’energia che si
impiega ad alimentare il movimento No Cav. Ne cito, fra tanti, solo cinque.

Le donne italiane. Sono passate
nella Storia dall’essere considerate 3/5 umane – dunque animali da soma
liberamente stuprabili dal padre o bruciabili in piazza – alla modernità del manageriato, dello spinning, dell’università o del parto
indolore senza acquisire la cosa più preziosa: una soglia di
dignità invalicabile. L’immagine e il corpo della donna in Italia sono abusati
come in pochi altri casi sull’intero pianeta. Ma come siete arrivate a permetterlo? Come permettete che
milioni di vostre figlie crescano in un Paese che vi
umilia con una sistematicità giunta al grottesco? Come tollerate che quasi ogni
media e sistema commerciale esistenti vi chiedano
preferibilmente di essere “viste (nude) ma non udite”? Cioè delle immagini mute
ma tirate a lucido perennemente preda di voluttuosi
spasmi al solo contatto con lo yogurt, con i collant, con la superficie di una
cucina economica. Per non parlare di ciò che vi accade negli ordinari ambienti
di lavoro. E allora ditemi, a chi toccava tutelarvi? A Berlusconi e alla
sensibilità delle sue tv commerciali? Ma figuriamoci!
No, toccava a voi. E non lo avete fatto. E’, questa, una tara che voi
permettete venga trasmessa in dote a ogni singola
ragazza italiana nella relazione col mondo maschile, e che così spesso ne
sfigura senza rimedio la dignità, l’autostima, lo spirito. Altro che la vicenda

Carfagna. Ne compromette sia le chances
di affermazione paritaria in ogni sfera della vita
adulta che la collocazione come genere nella modernità civile internazionale.
Ecco un vero urgente problema italiano per cui mai avete
fatto un No Day, una marcia su Roma o uno sciopero
generale di tutte le lavoratrici italiane.

E poi c’è il tempo. Ce lo siamo rubato, l’abbiamo reso inconcepibile, ormai
insperabile e neppure più sognato. Non abbiamo più tempo, neanche per salvarci
la vita. Abbiamo acconsentito a uno stile di vita che porta in sé un paradosso
assurdo: l’esplosione della tecnologia che ha ridotto enormemente i carichi di lavoro in ogni campo (immaginate oggi
un’archiviazione di un ministero senza computers, la
trebbiatura a mano di 100 ettari), ma che non ha liberato alcun tempo per noi,
anzi. La mancanza di tempo è poi uno dei fattori di
maggior importanza nella strategia del Potere per mantenere se stesso, come
spiego più sotto. Siamo masse di milioni di persone
prive di tempo per imparare a costruire una relazione vera con i figli, non c’è
il tempo per la cura della propria anima fuori dalla parrocchia di default,
eppure dobbiamo tutti morire, o per la conoscenza delle più basilari regole di
salute; non c’è tempo per sopravvivere a un lutto, per trovar senso se un senso
viene a mancare, per accorgerci se la vita ci sta deformando e per trovare
rimedio prima di fare danni tragici a noi stessi o ai nostri figli. Lavoriamo
tutta la vita adulta e più nessuno osa immaginare che potremmo ottenere un
nuovo diritto, un passo avanti epocale di civiltà: il
diritto a non dover lavorare sempre. Il diritto ad avere tempo per noi, finché
il corpo funziona, finché possiamo goderne. E poi questo: chi non ha tempo,
mai, come fa, ditemi, a informarsi oltre le narrative preconfezionate (solo
questo richiede tempi enormi), e poi a partecipare, a organizzare, a lottare, e
a dare di se stesso/a per cambiare il proprio tempo?
Come fa, in altre parole, a contrastare il Potere? Impossibile, non può farlo,
e infatti la maggioranza non lo fa. Ecco perché la
società civile organizzata realmente e costantemente attiva si assesta in media
sullo 0,25% degli elettori italiani. E per il Potere il gioco è fatto. Ecco un
vero gravissimo nostro problema. Altro che lodo

Alfano.

Ce ne sono altri, come la scuola,
dove non è assolutamente una questione di Moratti o Gelmini, ma di obbrobrio strutturale dell’istituzione stessa. La scuola
è sempre stata, e rimane, una macchina il cui compito primario è distruggere
l’autostima della persona entro l’età di 8 anni, per
annientarne la futura capacità di essere cittadino attivo, temuta dal Potere.
Nell’istruzione superiore essa insegna da sempre contenuti del tutto
irrilevanti alle priorità essenziali ed esistenziali dei giovani. In generale,
lungo tutto il suo iter essa impartisce due insegnamenti, che saranno poi alla
base del congelamento delle coscienze civiche dei
futuri cittadini: non avete diritti, siete ricattati. Dall’età di 6 anni fino alla maggiore età l’alunno/a impara soprattutto
questo: inutile ribellarsi alle tante plateali storture o follie del regime scolastico, inutile contestare un insegnante o un metodo, non si ottiene nulla, anzi, ci si
rimette. Devastante, da tempi immemorabili e ben prima di Berlusconi. Altro che
depenalizzazione del falso in bilancio, qui parliamo

dei nostri bambini, tutti.

E poi l’autostima. Nella mia vita
ho avuto il pregio di vivere quasi sempre fuori dalla
cerchia dei miei simili, e nel mondo maggioritario. Sono un giornalista,
scrittore, ho studiato, ho avuto una carriera che mia ha portato a contatto coi miei pari, cioè con una gamma ampia fra professionisti,
intellettuali, attivisti, pensatori. In genere ci collochiamo saldamente all’interno della cerchia dei nostri affini a da lì non ci
spostiamo più. Finiamo per fonderci in essa e da essa osserviamo e giudichiamo
il mondo (folli!). Ma in tal modo, in realtà, perdiamo contatto con esso, chiusi
come siamo nella nostra torre d’avorio d’appartenenza.
Io invece no. La gran parte del mio tempo l’ho speso in mondi che col
giornalismo, l’intelletto e il potere che essi comportano non avevano nulla, ma
proprio nulla da spartire, e nei quali mai ho incontrato un mio pari. Sono i
mondi maggioritari, quelli che non comprano il giornale, che vivono

con Rete 4 perennemente accesa, che Santoro sanno vagamente chi è, e Travaglio
proprio non l’hanno mai sentito nominare. Sky calcio, super Enalotto, le rate
della casa e della macchina, Franco Rosso, il venerdì sera fuori con le amiche
e lui con gli amici, Piero Angela ogni tanto, governo ladro… ma che ci vuoi
fare?, e soprattutto la loro vita ordinaria ovunque si
trovino. Nati alla Fantuzza di
Medicina, a Piazzola sul Brenta, a Termoli, o nelle periferie di tutta Italia, impiegate in un’acciaieria, magazzinieri da Pittarello, o taxisti, camiciaie, bariste sull’Eurostar, studenti degli istituti professionali, postini…

Milioni di persone così, soprattutto giovani, con un
problema asfissiante, o meglio, una domanda asfissiante: “Chi sono io? Sono qualcuno io? Cioè, come mi
colloco nella scala dei valori in cui sono nato/a?
Perché quella scala, che mi martellano nella testa da quando sono venuto/a al mondo mi dice una e solo una cosa: io non sono nessuno.
Nel trionfo smisurato della Cultura della
Visibilità
(leggi Vip) che oggi tutto pervade (anche l’antisistema), io non ho chances. Non sono visibile, non lo sono i miei genitori,
non lo sarò mai. Non ho la cultura, non ho la bellezza shock, non ho la ricchezza,
non ho le conoscenze che contano, non ho potere, la mia parola non conta, mai,
non ho accesso ai luoghi che contano, la mia vita è il tran tran. Io sono la massa, indistinta, che non piace, che non muove
nulla, che non ha accesso a nulla, che subisce sempre, che assiste di continuo
alla vita degli altri, quelli Visibili,
quelli che contano, i ‘Personaggi’, onnipresenti, strapresenti, vincenti. Vivo
in un mondo che mi insegna ogni giorno che noi, ‘the little people’, non siamo nulla, anzi, non siamo“. Fine di ogni brandello di autostima.

Non so come esprimerlo in queste righe, forse non ci sono le parole, ma la
devastazione che la totale mancanza di autostima in tal modo indotta infligge a questi esseri umani
spezza il cuore a vederla. La si spia con chiarezza anche
solo se si è vagamente ‘qualcuno’, come sono io. Non appena costoro apprendono che
tu sei ‘qualcuno’, perché ti hanno visto in tv per
caso e anche una sola volta, perché gliel’hanno detto, o per qualunque altro
motivo, si trasformano, si piegano su se stessi, si paralizzano spesso. E
regolarmente, quando ti si rivolgono per una domanda o altro, la premessa è “io non sono nessuno, ma…”. Sempre, quel
terribile “io non sono nessuno”, Dio quante
volte! Poi, “mi scusi se la disturbo, lei
è impegnato
…” (riflettete su questa valutazione dell’impegno
di chi è ‘qualcuno’, che è automaticamente valutato come più importante dell’identico
impegno di chi ‘qualcuno’ non è), o addirittura ti mandano a dire che ti
vorrebbero chiedere qualcosa, non osano. O ancora, se in una situazione
pubblica prendi le loro difese, li vedi improvvisamente divenire baldanzosi,
proprio mettersi dietro di te con un fervore da bimbi e
con una afflato che commuove perché per una volta qualcuno “che conta” li ha considerati. Per una
volta!

Per sfuggire al soffocamento del non essere, essi fanno di tutto. E
spesso sono comportamenti fatui, deleteri, persino aberranti, solo perché
quelli che contano, i Vip, fanno esattamente la stessa
cosa, che però a loro garantisce impunità, anzi ancor più fama, e ancor più
privilegi.

Persone che crescono così private
di qualsivoglia autostima, e sono milioni, muoiono
dentro fin dall’adolescenza. Soprattutto perdono per sempre ogni speranza di
incontrare se stessi, di amarsi, e di sentirsi degni. E chi non si sente
degno, non osa, non partecipa, non può cambiare il proprio tempo. E’ così che
milioni di cittadini vengono resi inattivi, e la
società civile muore. Questo fa la Cultura
della Visibilità
, quest’orrore incalcolabile. Altro che leggi ‘salva
premier’.

Direttamente collegato a quanto
appena detto è l’emergenza nazionale di questo Paese,
che si chiama Prolasso Civico. Dimenticate i politici, le loro ruberie e la
loro immoralità che, lo ripeto, sono intrinseche nella natura di ogni politico al mondo. Il dramma non sono
loro, siamo noi, che non reagiamo a sufficienza. Il Prolasso Civico italiano
siamo noi, tutti noi, è la disabilità civica cromosomica propria degli italiani
sopra a ogni altro popolo, è tutto, è la ragione di
tutto ciò per cui soffriamo come collettività, è Il Punto. Un’osservazione
onesta di ciò che ciascuno di noi ha visto e udito dai propri simili in questo Paese (ma anche in e da se stesso/a) non può che
spingerci a dichiarare che siamo impastati di inciviltà, di indisciplina, di
un’etica del lavoro traballante, di omertà, di mafiosità, di egoismo. In diverse misure, ma tutti lo siamo. Ed è
per questo che in così tanti adoriamo la pratica della fustigazione
della Casta e i suoi sacerdoti, perché essa ci autoassolve in massa dalla
verità: l’Italia di Berlusconi, Cuffaro, Ricucci, dei casalesi, di Andreotti, di Briatore, delle
Veline, di Mediaset, di Moggi, Fassino o Sircana…
siamo noi. Essi sono solo le nostre ombre sul muro. Il più grande problema di questo Paese, mi si perdoni la scurrilità, è questo:
siamo circondati da feci che galleggiano? Bene, perché allora da sessant’anni noi cittadini non tiriamo lo sciacquone?
Noi. La risposta è probabilmente nelle righe appena sopra.

Paolo Barnard
Fonte:http://www.paolobarnard.info/
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=42
20.10.08

Pubblicato da Davide

  • V267

    Il popolo non ha mai contato un cazzo.

    E’ stato usato dai massoni del terzo stato durante la Rivoluzione Francese, è stato usato dai bolscevichi durante la Rivoluzione Russa.

    Ovunque si vada la gente semplice è stata solo strumentalizzata.

    Sono altri a fare le guerre, le rivoluzioni, servendosi del popolo per raggiungere i propri scopi.

    Sono d’accordo su quasi tutto di questo articolo, tranne su una cosa: il giornalista nello scrivere lo stesso ha peccato di quella CULTURA DELLA VISIBILITA’ di cui ha parlato male.

    Anni fa uscì un libro che si chiamava NO LOGO, peccato che l’autrice entrò in una contraddizione semantica ed ontologica.

    L’IO cerca di emergere, a prescindere che si sia un escremento che cerchi il proprio “posto al sole”….

  • bardo

    Un pezzo bellissimo, trasmette un treno di emozioni, aiuta a intercettare il disgusto che va sinceramente, senza violenza, provato per questo nostro paese… A tirar lo sciacquone sono in pochi, solitari individui… e anche loro, hanno perso – comunque – il coraggio di porsi come esempio. Si vive una strana condizione dello spirito: chi si ribella, chi si dibatte, chi scalcia, chi denuncia sul serio le cose, sta aspettando semplicemente domani.

  • IVANOE

    E’ un articolo che denota un vero talento.
    Bisogna però dire che ormai in tanti abbiamo capito che la politica e l’antipolitica sono una cosa sola e non tanto perchè dalla parte dell’antipolitica ci sia solo e sempre malafede, ma perchè questa è creatura della politica.Infatti tutti irapprsentanti di queste categorie sono soggette ad una sorta di vigliaccheria strisciante poichè si presentano davanti al popolo o nascosti dietro il vetro della tv, oppure su alti palchi protetti da servizi di ordini imponenti.
    Se poi andiamo ad analizzare chi sono i loro caporioni notiamo che provengono dalla borghesia e/o comunque si sono arricchiti con la benevolenza di quest’ultima. Quindi niente di nuovo sotto al sole ( e viene sempre in mente la frase dell’on. Andreotti che diceva : in italia è stato inventato tutto e non c’è niente di nuovo ).Bisogna dargli ragione in questo.
    Una nota particolare và fatta a Ricca. E’ forse l’unico che rischia qualcosa che affronta di petto il potere senza paura.
    Allora farebbe piacere vedere ( ma forse non lì vedremo mai ) fare i caporioni qualche operaio della fiat o dei bassi di napoli oppure la casalinga che nonsà arrivare a fine mese… e invece il potere mette indirettamente a capo della plebe i vari di pietro, grillo, travaglio, moretti, gabanelli, santoro gente che ha la stessa provenienza diciamo di classe : gente ricca che fà antipolitica per hobbies e non per interessi diretti come lì ha l’operaio, la casalinga ecc. ecc.
    Discorso donne e del tempo sono convinto che ci sono delle colpe nei nostri comportamenti ma… i gironalisti, gli scrittori, gli intelletuali di sinistra ecc. ecc. che cosa hanno fatto di alternativo a questa disastrosa società dei consumi esaperata ?
    Niente di niente non hanno mai creato nessuna alternativa valida dove riconoscersi non hanno mai affrontato di petto il potere per loro personale vigliaccheria.
    E allora ? E’ ora di finirla di dare la colpa al gregge quando i cani da gregge sono stati addomesticati dal lupo o peggio stanno a mezzi con il lupo.
    La reatà è che la vera svolta culturale di questo paese ci sarà solo quando la gente reale e cioè la gente che lavora che troviamo al mercato tutti i giorni nelle case popolari e cioè la gente comune diventi da comparsa a personaggio principale, quando i tg, gli approfondimenti, gli speciali e quant’altro in tv vero mezzo di trasmissione di massa della cultura ci vengono propinati siano condotti non da improfumate show girl, o da grigi raccomandati presentatori che di ora in ora si prestano alla politica, ma da gente vera dall’operaio fiat che guadagna 1000 euro al mese che sicuramente non avrà una dizione perfetta e affemminata come tanti, ma sicuramente bucherà il video penetrando nelle coscienze dei tanti.Cambiare cioè la classe dirigente dal basso.
    Tutto il resto, la politica, l’anti-politica, Carfagna, Corona, fratello e sorella Guzzanti, la dandini, Benigni che legge la Bibbia ecc. ecc. E’ NOIA.

  • mendi

    eh?

  • Franky_Ramone

    Bravo Paolo, i tuoi libri e i tuoi interventi sono sempre interessanti e illuminanti.
    Continua così
    Fra

  • Iwona

    Il suo articolo si può accettare solo come una provocazione. Concordo con lei quando riferendosi all’Italia usa il termine –regime.
    Ringrazio Travaglio, Beppe Grillo, Saviano, perché aiutano a capire la realtà vissuta, relazionarsi con essa; forniscono le informazioni che sono la base di conoscenza e di pensiero. Io so e io sono.
    La sua raccapricciante descrizione degli individui che formano la nostra società corrisponde perfettamente allo stato di popolazioni tenute sotto controllo dalle dittature, dove l’ignoranza è voluta. Un popolo ignorante è facile da tenere a bada, non ha mezzi e ha ridotta capacità di riflessione. Si può vedere le decisioni di questo governo con l’ottica di educare prescelti e tenere nell’oscurità la massa.
    Di fondamentale importanza per questo è la riforma della ministra Gelmini, mai troppe parole spese al merito. Possiamo parlare delle numerose manifestazioni contro questa riforma, fatte dalle persone, che non hanno niente a che vedere con “little people” “che non sono nulla”. Studenti , professori,… cercano di relazionarsi con avvenimenti anche in nome di chi analfabeta lo è ancora.
    Di persone così, nell’Italia di oggi bisogna parlare. Con il mio rispetto verso tutti, anche verso ‘’little people’’.

    Iwona.

  • albertgast

    Dato per scontato che quello che è stato detto sia vero, e lo è sicuramente, mi chiedo: cosa c’è di male a desiderare di avere dei ministri al governo che per lo meno non siano mai stati inquisiti per qualcosa? O delle ministre che non abbiano avuto lo scranno per doti che nulla hanno a che vedere con la politica? O ancora un presidente del consiglio che non abbia bisogno di alcun lodo per poter svolgere i suoi compiti? O dei ministri che prima di rivoluzionare le nostre scuole, vadano almeno a vedere cosa ci succede dentro e magari scambiare qualche parola coi maestri e professori? E si potrebbe continuare….. E’ davvero strano che al giorno d’oggi, quelli che sembrano normali desideri di un cittadino normale possano essere considerate quisquilie, perchè ci sono dei “grandi problemi reali” a cui pensare. Come che avere gentaglia che ci governa fosse un problemino solo di etica. E perchè mai una cosa dovrebbe escludere l’altra? Ed è proprio sicuro chi scrive, che questa gente inquisita, bisognosa di lodi vari, inciuciata con chissà chi e chissà cosa, riuscirebbe a dare risposte corrette ai grandi problemi reali che ci affliggono? Beato lui che ha di queste certezze. Infine, io non sono nessuno, è troppo tardi perchè io diventi qualcuno, e sinceramente, col cuore in mano le dico: non me ne può importare di meno. Saluti.

  • reza

    siamo impastati di inciviltà, di indisciplina, di un’etica del lavoro traballante, di omertà, di mafiosità, di egoismo. In diverse misure, ma tutti lo siamo.

    Essi(i politici -ndr) sono solo le nostre ombre sul muro.

    E’ davvero una bella confesione.

  • illupodeicieli

    Da tempo nel mio blog ho proposto una riflessione,non mia ma mediata da considerazioni fatte da Carl Segan e Isaac Asimov, e cioè che l’umanità e non solo gli italiani, potranno salvarsi e salvare il pianeta solo se ci sarà la partecipazione,attiva, delle donne nelle decisioni vitali e importanti. Per cui la considerazione che viene da tanti riservata alle donne, e quella che tante hanno di se stesse, deve cambiare.Ad oggi pare che non siamo ancora arrivati a maturare una reale parità tra i sessi e non si vede la partecipazione attiva alla gestione politica o aziendale, salvo casi sporadici. Basta vedere certe foto di consigli di amministrazione o di rappresentanti del governo.Mi premeva sopratutto fare questa osservazione.

  • Cornelia

    Paolo,
    sul tuo blog non si può commentare quindi commento qui.
    Il tuo pezzo è ovviamente bellissimo, ma commetti un errore: i vari Travaglio, Grillo, Santoro (il NoCav è una caxxata, sono d’accordo con te) rappresentano pur sempre la prima e più immediata possibilità per il tassista, il magazziniere, la barista di uscire dal trip tronisti/veline/vipperia.
    Ho un’esperienza non dissimile dalla tua, vivo in un contesto non dissimile dal tuo, e ti assicuro che quando mi imbatto in un vicino che invece di pensare alla bolletta o alla De Filippi mi nomina Grillo mi appare come un illuminato. Tutto è in prospettiva.
    Pecchiamo di snobismo nello stigmatizzare certi personaggi come “annacquati” o funzionali al sistema. Proprio per il motivo che più sotto tu sottolinei. In fin dei conti, se non si apre mai un libro non si arriverà mai alla conoscenza. Quindi, ben venga il primo libro anche se è… Pinocchio.

  • Hassan

    Ha ha. Che ridere.

    Ecco l’ennesimo “Paladino delle Donne”, il “Principe Azzurro” che fa il suo pistolotto sulla “oppressione delle donne”, sulla “mercificazione del corpo delle donne” (da parte delle donne stesse…), e le solite altre pappardelle femministe trite e ritrite (sciopero delle lavoratrici ? quali ? quelle che NON lavorano in miniera e che NON lavorano nei cantieri ? HA HA HA).

    E poi le solite sparate contro Grillo, Travaglio, Ricca… questo Barnard è come Filippo Facci: si vorrebbe costruire una reputazione spalando merda su altri che, magari non saranno perfetti (Barnard lo è invece ?), ma cercano nel loro piccolo di fare qualcosa. E tutto quello che fanno sono solo “boiate”, finchè non arriva l’Illuminato a dirci il “vero problema dell’Italia”: l’oppressione delle donne.

    Che ridere.

    Se non fosse che le donne italiane vivono in media 7 anni in più degli uomini, vanno in pensione 5 anni prima, hanno varie agevolazioni fiscali come nell’imprenditoria, rappresentano solo l’8% delle morti sul lavoro, si beccano casa, figli e soldi alla fine del matrimonio, hanno il diritto di voto come gli uomini, sono meno soggette al suicidio rispetto agli uomini per la generale benevolenza che la società ha nei loro confronti, al contrario dell’efferatezza con cui questa si accanisce contro gli uomini, ricevono pene detentive più leggere per lo stesso reato, beneficiano di doppi-standard d’ingresso nelle forze armate, utilizzano il loro corpo come un’ARMA sfruttando i desideri maschili al fine di estorcere soldi agli uomini, e come se tutto questo non bastasse, come se il perenne Pestaggio Anti-Maschile e la Misandria nei mass-media, la discriminazione dei padri separati nelle aule dei tribunali e l’emarginazione della figura paterna nella famiglia non bastasse… ecco l’ennesimo maschio, “paladino e amico delle donne”, che si fa portavoce della PIU’ GRANDE FALSITA’ che la società occidentale sia mai stata in grado partorire: la presunta cappa di “oppressione” sotto cui vivrebbero le femmine occidentali.

    Le femmine che vanno in giro in strada mezze nude non stanno facendo un “torto alla loro dignità femminile”, ma stanno commettendo un quotidiano STUPRO PSICO-EMOTIVO ai danni degli uomini, utilizzando il loro ben noto Potere Sessuale per far leva sui desideri maschili (la sessualità maschile è, al contrario della femminile, prevalentemente “visiva”… per questo in altre culture tagliano la testa al toro coprendo le femmine dalla testa ai piedi), e facendo sì che l’uomo medio debba REPRIMERE costantemente i desideri dettati dalla propria BIOLOGIA perchè la femmina italiana “liberata sessualmente” ha deciso di esporre il suo corpo senza il minimo ritegno e senza il minimo senso di rispetto nei confronti degli uomini e della loro sessualità. Uomini che poi, perennemente bombardati da richiami sessuali in ogni dove, si vanno a sfogare facendo largo uso di prostitute (che qualche merdina vorrebbe anche “abolire”), cioè a spendere soldi per farsi una scopata. Bella “rivoluzione sessuale” de ‘sta minkia, quella “femminista”.

    Che ridere, davvero, ma ci sarebbe da piangere se non fosse che simili CAZZATE non le sta dicendo una merdosa Andrea Dworkin o Betty Friedan, ma… un maschio! Ironia della sorte. Forse hanno ragione le femministe, quando dicono che i maschi sono “storpi emotivi” e il “prodotto di un gene danneggiato”.

    Comunque, dato che sono rimasti anche maschi sani, qua e là, ecco qualche consiglio di lettura:

    “Questa metà della terra”, di Rino Barnard, Ed. Altrosenso
    “Il Mito del Potere Maschile”, di Warren Farrell

    E qualche sito che potrebbe aprire la mente a qualcuno/a:

    http://www.uomini3000.it/

    http://antifeminist.altervista.org/index.htm

    http://www.maschiselvatici.it/

    http://maschiselvatici.blogsome.com/

    http://www.landriscina.it/wiki/doku.php?id=qm:start/

    http://www.altrosenso.info/

    http://jonathanx.altervista.org/

    http://razzismodemocratico.blogspot.com/

    http://sonoattila.blogspot.com/

    http://metromaschile.blogspot.com/

    http://blog.libero.it/questmaschile/

    http://sentierodelpadre.blogspot.com/

    Buona Notte. Con la speranza che Morfeo partorisca nella testa di certi maschi uno o due pensieri REALMENTE ANTICONFORMISTI che gli stuprino un paio di neuroni una volta per tutte.

    ps. l’intro del tuo sito “cari amicI e amichE” è di chiaro stampo Misogino.

    Cos’è, gli amicI (maschi) stanno metaforicamente “sopra” (ad opprimere ?) le donne ?

  • babel63

    Quanti sono i livelli di opposizione al sistema?
    Sono almeno tre e ognuno di essi si porta in dote un numero decrescente di seguitori.
    Il primo livello di opposizione è naturalmente quello ufficiale e parlamentare, vale a dire, quelli che credono che un governo di centro-sinistra risolverebbe i problemi.
    Nel momento che si crede che l’opposizione non sia in grado di risolvere i problemi fondamentali, allora si cerca qualcosa d’altro.
    Grillo, Travaglio & C. sono il secondo livello, fra le altre cose, in grado di sfruttare le stesse armi mediatiche del primo livello.
    Se si crede che Grillo e Travaglio stiano toccando molti nervi scoperti ma non quelli decisivi, ecco che si cerca altro.
    Il terzo livello di opposizione si può solo trovare in rete oppure in qualche incontro pubblico attraverso associazioni.
    Quanto più raffiniamo le nostre armi d’opposizione senza utilizzare facili slogan (molto care ai primi due livelli), tante meno persone incontreremo – fuori dalla rete – che condividano queste tesi.
    Per ora sono ancora troppo poche le persone del terzo livello “fuori” dalla rete, mentre, fortunatamente, cominciano ad essere molti coloro che stenno traslocando dal primo al secondo livello.
    In conclusione, Grillo, Travaglio & C. sono importanti perchè rappresentano il ponte tra il sistema e l’anti-sistema. Essi stanno creando una “domanda” sollevando problemi in ogni caso legittimi riguardo alla giustizia.
    Prima o poi i loro seguitori meno ideologizzati sentiranno il bisogno di trovare anche altre risposte.
    Bisogna solo sperare che questi passaggi avvengano il più velocemente possibile poiche il disastro è dietro l’angolo.

  • Attila

    Enumerati molto bene da Hassan i privilegi di cui godono le donne occidentali, mi chiedo come questo sito pssa pubblicare articoli così conformisti? Dove sta l’anticonformismo e l’essere controcorrente che da sempre contraddistingue questo sito? Perchè questo sito, una volta per tutte, non condanna il Femminismo e le sue menzogne? Come si può condannare le politiche criminali Usa e nello stesso tempo sostenere la propaganda femminista che è proprio figlia a quella lercia cultura anglo-nordamaericana e che ben si sposa con il becero e razzista e sessista sistema giudiziario e poliziesco lì vigente?

  • Egon

    sembra tu stia cercando visibilità spalando merda su chi spala merda a chi spala merda

  • Egon

    lol, hassan ti ha fatto pubblicità eh
    furbacchione

  • silviu

    Un po’ di informazione in più non le farebbe male, caro Unno!

    Il femminismo italiano è ben altro che non la “lercia cultura anglo-nordamaericana”, che lei cita. Si faccia una ricerca seria, legga quel paio d’anni necessari e poi ne riparliamo…

  • operaiomantici

    Passiamo 8 o 9 o 10 ore al giorno per fare cose che non centrano nulla con la nostra natura umana, ma chi ci restituisce il tempo perduto, cioè la nostra vita? Che senso ha passare la vita dietro ad un monitor, per poi andarsi a comprare il suv?
    Siamo sicuri che per vivere sia necessario produrre tutte queste cose? Ci sono auto ovunque e non si gira, ci sono case ovunque, ne dobbiamo fare ancora?
    Senza windows, senza microsoft, senza telefono l’essere umano ha costruito le piramidi, le mura poligonali di cusco, machupicchu….. La “nuova” tecnologia è veramente utile?

  • RobertoG

    Solito articolo alla Barnard dai toni irruenti, in buona parte condivisibile nei contenuti ma intriso di fastidioso egocentrismo.

    Preferisco mille volte la Randazzo, dice più o meno le stesse cose ma da analista e studiosa e non da predicatore alla “io so io e voi nun siete un cazzo!”

  • buzz

    quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito

  • Lestaat

    straquoto.
    E aggiungo che soprattutto la Randazzo non vuole far credere che questi pseudorivoluzionari siano parte attiva e cosciente per sviare l’attenzione o che lo facciano per forza per i propri interessi.
    Che abbiano quell’effetto è indubbio, che lo facciano apposta è un punto di vista, a mio avviso anche ingenuo.
    Barnard come al solito chiacchiera a vanvera in sella al suo ego, quello si, ipertrofico e fastidioso.

  • frankad

    Nei commenti ad articoli “diretti”, superflui i complimenti a Barnard, si evince l’impossibilità che questo marciume possa non solo essere cambiato, ma mai capito.

  • abraxas

    tanto la materia prima qui non verrà mai a mancare…