A Trieste c'è profumo di NATO

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A noi piace, Trieste.

Città nobile, altera. Una volta la si definiva "mitteleuropea", con quell'aria un po' così, di chi sta a metà tra due mondi che in realtà di cose in comune ne hanno tante. Il suo è il porto italiano con il maggior traffico merci ed è uno dei più importanti nel sud Europa, e per questo ci interessa parlarne.

L'idea di svenderla allo straniero non ci piace neanche un po', anche se è un "porto di mare" per definizione. Gli affari sono affari, certo, ma questo non significa abbandonarla a destini alieni, dove l'Italia c'entra ma anche no, surclassata da nazioni barbare in assetto di guerra.

E figuriamoci, poi, se a spingere per una sua collocazione addirittura bellica sono proprio quelli che a Trieste contano. Tutti matti, questi signori, ai quali piacerebbe vedere la Piccola nostra Vienna sul mare come base futura di una NATO in pieno assetto di guerra.

Ne hanno parlato i nostri giovani redattori di questa inquietante vicenda, che vede classi dirigenti vogliose e pronte ad allestire portaerei straniere di fronte a Piazza Unità d'Italia (ironia del destino, questo nome).

A raccontarci per filo e per segno quale sia il problema e la indecente prospettiva ventilata da più parti sul futuro del porto e in generale delle infrastrutture di Trieste, sono Adam e Konrad, e noi li abbiamo ascoltati con grande interesse, tornando anche un po' indietro con la memoria.

Cosa capiterà a questa orgogliosa città, da ora all'immediato futuro? Proviamo a rispondere nella nostra conversazione:

Buona Visione!

Commenti (3)

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    1. BrunoWald 9 marzo 2025

      "Territorio Libero di Trieste", occupato dagli angloamericani...

      E c'è chi li invita pure a ritornare, con tanto di bandiere esposte in Piazza della Borsa:

      https://c8.alamy.com/comp/2Y4Y3BR/free-territory-of-trieste-headquarters-in-casa-bartoli-piazza-della-borsa-trieste-italy-2Y4Y3BR.jpg

      Free Territory of Trieste / USA - UK come back!

      Così, senza pudore...

      Meno male che vivo dall'altra parte del mondo, perché la voglia di venire alle mani ci sarebbe.

    2. BrunoWald 9 marzo 2025

      E per non farci mancare niente: "WE, THE PEOPLE"!

      https://www.triesteallnews.it/wp-content/images/2019/09/tlt-territorio-libero-trieste.jpg

      Negli anni '70 - '80 questi sarebbero finiti al pronto soccorso, ma ormai siamo diventati tutti apatici, indifferenti. In fondo, il mondo in cui viviamo è quello che ci meritiamo.

    3. KN 9 marzo 2025

      A Trieste la storia del TLT venne per così dire riscoperta in massa a partire dal 2011, quando nacque il movimento Trieste Libera che nel giro di poco tempo raccolse un numero consistente di adesioni e simpatizzanti, anche grazie al clima di grande malcontento e sfiducia generatosi dopo la crisi 2008/2011 e nel periodo del governo Monti, che a Trieste portò migliaia di persone a sostenere una sorta di opzione "indipendentista". La cosa assunse una dimensione notevole, attirandosi anche le attenzioni di Roma e degli apparati di sicurezza nazionali, ed ebbe come acme un corteo che nel 2013 portò diverse migliaia di cittadini a sfilare chiedendo l'istituzione del Territorio Libero. A partire da quel momento il movimento triestino, che era sicuramente zeppo di contraddizioni e ambiguità, imploderà improvvisamente (si dice che l'implosione e la frattura sia stata favorita da fuori, col fine di spegnere un movimento che, pur con le stranezze del caso, iniziava ad essere minaccioso data la grande adesione nonché un'effettiva e reale base giuridica internazionale che rende la spartizione del TLT tra Italia ed ex Jugoslavia illegale, sul piano giuridico) e da esso una serie di scissioni porteranno alla nascita di vari gruppuscoli.
      Uno di questi, che mantiene il vecchio nome del movimento unitario e che per quanto veramente piccolo riesce a mantenersi una vistosa sede in pieno centro (non si sa come!), si caratterizzò per essere filo americano e per il tentativo di orientare il discorso TLT in senso americanista. Ma questo è uno dei prodotti di quel movimento, isolato e ultra minoritario, per quanto inspiegabilmente (SIC!) ricco di mezzi, capaci di dargli una visibilità notevole.
      Nel movimento c'era un'anima con tutt'altra visione e posizione, così come c'era anche una "fazione" decisamente filorussa e una filoaustriaca. Queste anime hanno trovato la loro casa negli altri gruppi eredi dell'esperienza di Trieste Libera 2011-2013.
      In più, dal 2022, è nato un nuovo movimento prevalentemente giovanile per il TLT "estraneo" alla precedente esperienza, che ha il proposito di rilanciare la questione con uno sguardo nuovo e aggiornato alla questione. Tale movimento, a cui in alcuni articoli ho fatto riferimento, è nato dopo l'esperienza del Green Pass ed è dichiaratamente anti NATO e contro la presenza americana, così come contro qualsiasi strumentalizzazione della città da parte di potentati e blocchi di potere.
      Nel settembre 2024, questo movimento fece una manifestazione unitaria (riuscendo a portare in strada qualche centinaio di persone, cosa di non poco conto in un periodo di apatia e immobilismo generale), specificamente contro Nato e uso bellico del territorio, con gli altri gruppi per il TLT, con la sola eccezione della fazione "americanista" che ha la sede con la scritta "USA AND UK COME BACK", marginalizzata nel panorama politico locale.

      Piccola curiosità: Putin visiterà quasi a sorpresa Trieste circa due mesi dopo il grande corteo del 2013, e riuscirà a far dire a Letta "Viva Trieste Libera". Sui tetti del centro c'erano cecchini russi, e sorprendentemente la gran parte della sicurezza fu svolta da personale russo (di norma dovrebbe essere il personale "di casa" ad espletare questo compito). Addirittura per un lasso di tempo le comunicazione via cavo e via etere furono passate alla supervisione russa per la durata dell'incontro in città. In quell'anno si parlava di piani riguardanti un ipotetico rigassificatore da costruire in porto, a svantaggio della russa Gazprom che ancora trafficava per la realizzazione del South Stream (i fatti post Maidan manderanno in fumo tutto). Sulla città già allora gravitano molti interessi, e i russi si fecero avanti alla grande... a quanto pare non ignorando affatto la questione Territo Libero.
      La città è dunque un punto di convergenza e scontro di grandi interessi internazionali, e a suo tempo anche parte del movimento per il TLT ha risentito ed è stato coinvolto in questa cosa. A mio avviso la causa ha un suo valido motivo d'esistere, e lo si può comprendere comoscendo e respirando il clima e la storia triestina (che sotto l'Italia ha visto un crollo ed una crisi in tutti campi, nonché uno stravolgimento delle sue radici), anche perché sul piano legale e giuridico gli argomenti del TLT sono tutt'altro che infondati.
      Una mobilitazione per questa causa può (in potenza e a certe condizioni, si badi) portare a sviluppi interessanti, purché non venga strumentalizzata e usata da interessate potenze straniere. A tal proposito la linea del nuovo movimento giovanile per il TLT, a cui ho già fatto riferimento, mi sembra essere valida. Esso propugna un cambiamento sistemico radicale ed esprime l'esigenza di una lotta ampia e collettiva, e tende la mano a mobilitazioni, movimenti e lotte dei popoli italiani, europei ed oltre... e inserisce la propria rivendicazione del TLT come parte di un processo di liberazione che si vuole ampio ed internazionale.

      Mi scuso in anticipo per eventuali errori o ripetizioni. Scrivo questa risposta dal telefono e di getto.

      Un caro saluto al lettore!

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