A questi ritmi, presto non ci saranno più pesci in fiumi e laghi: in atto estinzione di massa, il report

greenme.it

di Francesca Mancuso

Una vera e propria estinzione di massa sta colpendo i pesci d’acqua dolce. A lanciare l’allarme è un nuovo inquietante report reso noto oggi dal WWF e da altre 15 organizzazioni a livello mondiale. Il titolo è evocativo: I pesci dimenticati nel mondo (The World’s Forgotten Fishes) e conferma che un terzo delle specie rischia l’estinzione.

I pesci d’acqua dolce sono fondamentali per la salute, la sicurezza alimentare e il sostentamento di centinaia di milioni di persone, ma sono sempre più minacciati. Secondo quanto emerso dal World’s Forgotten Fishes, ne esiste una straordinaria varietà con le ultime scoperte che hanno portato il totale a 18.075 unità.

Probabilmente molti di noi non sanno che ci sono più specie d’acqua dolce di quelle d’acqua salata nel mondo. Si tratta di oltre la metà di tutte le specie di pesci del mondo e di un quarto di tutte le specie di vertebrati sulla Terra. Tra queste, circa 11.000 migrano ad un certo punto della loro vita. Ma c’è ancora tanto da sapere su queste creature.

Due cose però appaiono certe: popolazioni di pesci d’acqua dolce sane sono di fondamentale importanza per le persone e la natura ma essi stanno affrontando una crisi senza precedenti.

Un patrimonio importante di biodiversità, fondamentale per la salute dei fiumi, dei laghi e delle zone umide del mondo. Purtroppo i pesci d’acqua dolce continuano a essere sottovalutati e trascurati e migliaia di specie stanno rischiando l’estinzione. Secondo l’analisi, la biodiversità dell’acqua dolce sta diminuendo a una velocità doppia rispetto a quella degli oceani e delle foreste. I numeri parlano chiaro: oltre 80 specie di pesci d’acqua dolce sono già state dichiarate estinte dall’IUCN, di cui 16 solo nel 2020.

Come se non bastasse, le popolazioni migratori hanno subito un drastico calo del 76% dal 1970 e le specie più grandi invece sono calate addirittura del 94% rispetto a 50 anni fa.

Le cause del declino

Secondo il rapporto, purtroppo le cause sono molteplici e tale combinazione è devastante per gli ecosistemi di acqua dolce e di conseguenza per i pesci. Si va dalla distruzione dell’habitat alla costruzione di dighe idroelettriche sui fiumi a flusso libero, dall’estrazione di acqua per l’irrigazione all’inquinamento domestico, agricolo e industriale.

Inoltre, i pesci d’acqua dolce sono a rischio anca a causa della pesca eccessiva e delle pratiche di pesca distruttive, l’introduzione di specie non autoctone invasive e degli impatti dei cambiamenti climatici. A completare il quadro anche la pesca illegale. Ad esempio quella legata al caviale è una delle ragioni principali per cui gli storioni sono una delle famiglie di animali più minacciate al mondo, mentre le anguille europee, a rischio estinzione, sono l’animale più trafficato.

“In nessun luogo la crisi della natura nel mondo è più acuta che nei nostri fiumi, laghi e zone umide, e l’indicatore più chiaro dei danni che stiamo facendo è il rapido declino delle popolazioni di pesci d’acqua dolce”, ha detto Stuart Orr, responsabile globale del WWF per l’acqua dolce. “Nonostante la loro importanza per le comunità locali e le popolazioni indigene in tutto il mondo, i pesci d’acqua dolce vengono invariabilmente dimenticati e non vengono presi in considerazione nelle decisioni di sviluppo sulle dighe idroelettriche o sull’uso dell’acqua o sulla costruzione di pianure alluvionali. Essi sono importanti per la salute delle persone e degli ecosistemi da cui dipendono tutte le persone e tutta la vita sulla terra. È ora che ce lo ricordiamo. “

A rischio la sopravvivenza di alcune popolazioni

La pesca d’acqua dolce è la principale fonte di proteine ​​per 200 milioni di persone che vivono in Asia, Africa e Sud America. E’ anche fonte di reddito e garantisce i mezzi di sussistenza per 60 milioni di persone.

Oltre alle minacce, il dossier ha individuato anche una serie di soluzioni per salvaguardare i pesci, a partire da un accordo globale sulla biodiversità ambizioso e attuabile in occasione della conferenza della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (CBD) a Kunming, in Cina.

“La buona notizia è che sappiamo cosa è necessario fare per salvaguardare i pesci d’acqua dolce. Garantire un New Deal per gli ecosistemi d’acqua dolce del mondo riporterà la vita ai nostri fiumi, laghi e zone umide morenti. Riporterà anche le specie ittiche di acqua dolce dall’orlo del baratro, assicurando cibo e posti di lavoro a centinaia di milioni di persone, salvaguardando le icone culturali, aumentando la biodiversità e migliorando la salute degli ecosistemi di acqua dolce che sono alla base del nostro benessere e prosperità “, ha concluso Orr. “Ciò di cui abbiamo bisogno ora è riconoscere il valore dei pesci d’acqua dolce e della pesca, e che i governi si impegnino a realizzare nuovi obiettivi e soluzioni, oltre a dare la priorità agli ecosistemi di acqua dolce che necessitano di protezione e ripristino”.

Ma occorre agire in fretta, prima che questo prezioso ecosistema venga completamente distrutto.

Fonte: https://www.greenme.it/informarsi/animali/pesci-acqua-dolce-estinzione/

Pubblicato il 23.02.2021

2 Commenti
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Astrolabio
Astrolabio
24 Febbraio 2021 10:08

Il problema non consiste se ci sono pesci ma se sono commestibili.Se ce ne fossero in acque inquinate non ne potremo mangiare. Il problema è molto più vasto.

VincenzoS1955
VincenzoS1955
26 Febbraio 2021 3:19

Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche“. Questo detto fu pronunciato più di un secolo fa.