A COSA SERVE LA CRISI FINANZIARIA. PARTE 2

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.com

Sommario. 1. Premessa. 2. Due parole sul sistema fiscale (parzialmente pubblicato in precedenza. 3. E torniamo alla crisi finanziaria. 4. Come ti elimino il rompicoglioni (cioé colui che non si adegua al sistema).

1. Premessa.
Tra settembre e ottobre, a dispetto delle rassicurazioni del nostro presidente del consiglio, ci aspetta, pare, una ripresa della crisi, che diventerà sempre più grave per avere il massimo picco nel 2011 – 2012.

Di questi giorni poi è la notizia che nelle scuole hanno diminuito in modo drastico le cattedre, e quindi pare che salteranno circa 100.000 posti di lavoro in tutta italia. Il che è come dire che ci saranno 100.000 persone a spasso, in Italia, che non lavoreranno. Persone che hanno studiato anni, spesso si sono specializzate facendo le famose SSIS (ovvero le scuole di specializzazione per l’insegnamento) pagate a caro prezzo, si ritroveranno lo stesso a girarsi i pollici.
Nel nostro precedente articolo sulla crisi finanziaria ci eravamo occupati dei motivi che hanno provocato questa situazione, soffermandoci sulle dinamiche strettamente economiche; in altre parole avevamo individuato a chi giova, nell’immediato, il tracollo finanziario dei mercati occidentali.

Tuttavia c’è un’altra ragione, meno immediata e meno visibile ma ancora più valida della precedente.
Vediamo quale è questa ragione, non prima però di aver fatto alcune osservazioni.

Avevamo detto che la crisi finanziaria serve essenzialmente ad arricchire i banchieri, perché il fatto che il denaro non valga più nulla (a seguito degli accordi di Bretton Woods del 1944), unitamente al fenomeno dell’acquisizione di beni reali in cambio di beni fittizi, in ultima analisi giova esclusivamente ai proprietari delle grandi banche mondiali e delle multinazionali. E’ un meccanismo che avevano giù descritto e su cui ora non torneremo, che potremo definire “redistribuzione delle ricchezze”. In pratica a seguito della crisi ci sarà una redistribuzione delle ricchezze del pianeta, perché il denaro varrà poco più della carta straccia, e chi aveva basato la sua vita sull’accumulazione del denaro o di prodotti derivati da esso, si ritroverà con un pugno di mosche in mano; in compenso invece conserveranno valore i beni reali (terreni, case, oro, pietre preziose).
Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito, l’effetto ultimo della creazione delle crisi finanziaria, sarà che i privati avranno perso molti dei loro beni per l’impossibilità di coprire i costi dei mutui, e quindi coloro che avranno guadagnato da tutta questa operazione saranno coloro che si ritroveranno proprietari di terre, case, beni di valore, ecc…

In poche parole chi si avvantaggera´da questa situazione sono i grandi gruppi di potere economico.

Tuttavia la logica porta a cercare anche altri motivi a questa crisi.

Le grandi multinazionali e le grandi banche infatti, sono già, di fatto, proprietarie della maggior parte delle ricchezze del pianeta. Poche famiglie, non più di una ventina in tutto, controllano direttamente o indirettamente oltre la metà dei beni della terra e per acquisire l’altra metà non occorre provocare una crisi finanziaria; le grandi multinazionali sono già proprietarie, nella stragrande maggioranza dei casi, delle miniere di diamanti e pietre preziose dell’Africa e dell’Asia; le cosiddette sette sorelle hanno il monopolio dell’energia del pianeta, non permettendo alle energie alternative di svilupparsi; controllano di fatto la maggior parte degli stati asiatici, africani, e dell’america latina, mediante governanti compiacenti, allineati, corrotti, o semplicemente incapaci di reagire alla strapotenza del mondo occidentale e dei suoi diktat.
Le grandi superpotenze economiche sono così ricche che potrebbero tranquillamente acquistare tutto il rimamente in modo leciti o illeciti.
Allora…. Perché provocare una crisi finanziaria di questa portata?

Solo per acquistare altri beni, a seguito del fallimento di molti privati e molte aziende?

2. Due parole sul sistema fiscale (la prima parte già pubblicata in precedenza)
La ragione delle crisi è la stessa che regge il sistema fiscale dissennato che abbiamo. Un sistema fiscale assurdo, che però ha una ragione molto profonda. Ripeto qui quello che ho detto nell’articolo sul sistema in cui viviamo con alcuni correttivi.
Il sistema di tassazione deve essere vessatorio e non ci sarà mai un governo che ridurrà le tasse veramente. I soldi, infatti, in realtà ci sono, ma vengono dispersi decuplicando il costo delle opere pubbliche, finanziando società inesistenti grazie all’aiuto della CE, creando fondi neri, spendendo miliardi di euro per una sanità malata.
Il vero scopo del sistema di tassazione attuale, però, non è quello di reperire fondi da spartire tra le elite (ne hanno già a sufficienza senza dover rubare anche pochi spiccioli al cittadino comune) ma quello di costringere il cittadino a non alzare mai la testa; lo scopo è cioè quello di farlo lavorare dodici ore al giorno per sopravvivere. Se non avrà troppo tempo libero, non avrà tempo per riflettere, informarsi e svegliarsi.
Ecco quindi che appena il livello economico della popolazione inizia ad innalzarsi, sopravviene una nuova crisi economica, una nuova necessità finanziaria per cui lo stato chiede nuovi sacrifici… Quello che non ci dicono mai, infatti, è che il 99 per cento dei nostri soldi va allo stato, e quindi non è con un aumento delle tasse che migliorano le condizioni di vita generali, né è in questo modo che lo stato si procura una maggiore disponibilità di risorse. Le tasse infatti non sono il 40 o il 50 per cento, a seconda dell’aliquota. Le tasse coprono invece quasi il 100 per cento dei guadagni dei cittadini. Se sembra assurdo, proviamo a fare questo ragionamento. Se un cittadino guadagna 1000 euro, 300 le da immediatamente allo stato. Ne rimangono 700 che può spendere come vuole.
Queste 700 verranno usate per acquistare dei beni, quindi verranno date ad altri cittadini. Questi cittadini, su queste 700 euro, pagheranno un altro 30 per cento di tasse, quindi ne rimarranno 490. Che verranno utilizzate per acquistare altri beni da altri cittadini che pagheranno altre tasse. Aggiungiamo che ogni bene è gravato da IVA. Cioè un’imposta all’origine che grava i beni di ulteriori carichi fiscali.
Facciamo un esempio con una parcella emessa da un professionista (medico, avvocato, notaio, ecc..). Lo stato ti dice che la tua aliquota è del 50 per cento. Ma è falso. Perché quando io faccio una fattura da 1000 euro, il 50 per cento va in tasse, ma il 20 per cento è l’Iva, a cui si aggiunge l’IRAP (circa il 4 o il 5 per cento) e la Cassa (che per noi avvocati è il 10 per cento). Il che significa che di quelle 1000 euro ce ne rimangono in tasca 200 o 300 circa. Quindi in merito al problema delle tasse sono due le balle che ci raccontano:
1) è falso che il prelievo fiscale, sia del 30, 40 o 50. Il prelievo (quando si calcola Iva, imposte locali e casse) è comunque dal 70 all’80 per cento, a seconda delle aliquote.
2) Quando il cittadino acquista un bene, lo acquista comunque giù gravato da Iva (che, ricordiamolo, fino a qualche anno fa per certi beni era il 40 per cento). E ciò che va allo stato è molto di più anche di quell’ottanta.
E’ una somma molto vicina al 100 per cento.
In pratica tutto ciò che produciamo finisce nelle tasche dello stato, tranne quel poco che uno riesce a risparmiare e mettere da parte senza farne alcun uso. In sostanza: solo i soldi non utilizzati rimangono a noi e non vanno allo stato. Quelli messi in circolazione prima o poi finiscono nelle casse statali.
Insomma, quando lo stato aumenta quindi le tasse del 2 per cento, non incassa realmente quel 2 per cento. Perché il cittadino, guadagnando il due per cento in meno, acquisterà meno beni, e quindi il risultato è che ad un’entrata da una parte, corrisponde un’uscita dall’altra.
Ne consegue che quello che ci raccontano, sulla necessità di aumentare le tasse per far entrare più soldi nelle tasche dello stato, è una balla colossale.
Allo stato va già quasi tutto. L’aumento dell’imposizione fiscale serve unicamente per vessare il cittadino affinché non possa mai godere una vita di reale benessere.
Inoltre un sistema
così congegnato aumenta le aree di illegalità e di evasione, quindi si traduce in una ulteriore perdita economica per lo stato.

Che la vera ragione del sistema fiscale non sia quella di reperire fondi, lo dimostra un fatto emblematico. Sotto il governo Prodi venne fuori lo scandalo (di cui ovviamente i media non hanno più riparlato) dei 98 miliardi di euro che i monopoli dello stato dovevano incassare dai gestori di video games e slot machine. Sono state accertate 98 miliardi di euro di evasione, pari a quasi 200.000 miliardi di lire. Il costo di diverse finanziarie. Una somma che si potrebbe (e dovrebbe) recuperare in poco tempo, ma che il governo si guarda bene dal recuperare. Basterebbe una semplice operazione coordinata dalla guardia di finanza per ottenere in poche settimane un somma che consentirebbe allo stato di respirare per due o tre anni senza drenare altro ai cittadini.
Tant’è che l’8 luglio di quest’anno il deputato del Partito Democratico Alberto Fluvi ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze della Camera per sapere dal Ministero dell’Economia e Finanze “quali misure abbia adottato o intenda adottare in ordine alla presunta, imponente evasione d’imponibile nel settore delle slot machine, eventualmente valutando le ipotesi, prospettate nella richiamata relazione della commissione ministeriale, di ridurre l’aliquota del Preu, di introdurre il divieto per i gestori di assumere la veste di concessionari, nonché di utilizzare la Sogei per effettuare controlli sui dati di gioco, l’imposta conseguentemente dovuta e quella effettivamente dichiarata e versata, e se, considerata la dimensione del problema, non ritenga opportuna una correzione della struttura organizzativa dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che preveda, a tutela della stessa amministrazione, l’istituzione di una struttura di audit centrale analoga a quella presente in tutte le Agenzie fiscali.
Ma noi sappiamo benissimo quali misure adotterà il governo. NESSUNA.
In conclusione. Non sono i soldi di cui ha bisogno il governo. Il governo ha bisogno di schiavi che tengano la testa bassa per lavorare dodici ore al giorno e che non si informino, non pensino, non si evolvano.

3. E torniamo alla crisi finanziaria.
Dunque, le ragioni delle crisi finanziaria sono le stesse che valgono per il sistema fiscale, ovverosia abbassare le aree di benessere della popolazione.
Con l’aumentare delle aree di benessere, infatti, aumentano le persone che si informano, che hanno tempo per pensare, che possono fare collegamenti pericolosi. E hanno piu´ tempo per organizzarsi in associazioni che possano contribuire alla vita democratica del paese.
Al contrario, in una situazione di crisi la gente ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere…. Chi lavora dodici ore non ha tempo per fermarsi a riflettere e allora i telegiornali, i giornali, ecc…, è costretto a guardarli di sfuggita, distrattamente, e senza relazionare tra loro fatti il cui legame è invece evidentissimo.
Se le persone avessero tempo per pensare e riflettere succedere questo:
– delitto di Bagno a Ripoli; Lapo Santiccioli uccide la fidanzata, e poi si suicida con tre coltellate sul collo. Non ci sono tracce di sangue della ragazza sul suo corpo, perché dopo averla uccisa si sarebbe lavato e poi si sarebbe suicidato. Tre coltellate sul collo – si domanderebbe il cittadino che ha tempo per pensare – ? Ma come fa uno a suicidarsi con tre coltellate sul collo? E poi perché hanno archiviato subito la cosa anche se non c’erano tracce di sangue sul corpo del ragazzo?

– Tò… è stato realizzato in pieno il programma della P2. Lo trovate qui.
http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf
Controllo dei giornali, separazione delle carriere nella magistratura, controllo dei mass media, abolizione monopolio RAI, riforma dei rapporti stato-regione, ecc…. E, caso strano, coloro che erano nelle liste della P2 oggi sono ai vertici del potere statale. Ma non sarà che…
– Come mai il primo atto del governo Prodi, al momento dell’insediamento, fu quello di nominare sottosegretario alla camera un ex terrorista che aveva scontato anni di galera per l’assassinio di un poliziotto? Si trattava – disse Bertinotti, il leader dei poveri – di un cittadino che aveva pagato il suo debito con la giustizia, quindi poteva tranquillamente stare in una posizione di potere politico. Ma non sarà che c’è un collegamento tra terrorismo e istituzioni? Non sarà che la sinistra di Bertinotti aveva in qualche modo agevolato, se non peggio, quel terrorismo che a parole diceva di non volere. E soprattutto il cittadino si domanderebbe: ma come cazzo e´stato possibile che sia stato eletto un soggetto del genere? Non sarà che la legge elettorale e´una fregatura?
– Perché non recuperano i 98 miliardi dai gestori di slot-machine, ma in compenso se un barista non fa uno scontrino di due euro gli rifilano una multa che questo se la ricorda finchè campa?
– Come mai lo stato permette grandi illegalità a cielo aperto, ospedali iniziati e mai costruiti, strade iniziate e mai costruite ma poi se un cittadino qualunque cambia il tipo di fari montato sull’auto, o costruisce un garage abusivo, patisce conseguenze pesanti?

Queste sono le domande che si farebbe il cittadino che avesse tempo per riflettere, pensare, collegare, senza l´ossessione di arrivare a fine mese.

Questa crisi finanziaria poteva essere evitata. Poteva essere evitata in molti modi. Prima di tutto perchè erano anni che i “complottisti” andavano dicendo che ci sarebbe stata una crisi finanziaria.

Quando Disinformazione nel 2002 diceva che nel 2006 ci sarebbe stato il collasso economico, Pamio (il direttore di Disinformazione) veniva accusato di essere un paranoico complottista.

Ma la verità era che nei centri del potere economico e finanziario queste cose erano risapute.

Una persona che conosco, dirigente di banca, mi ha detto “certo che tutti noi sapevamo… gli esperti di finanza non potevano non accorgersi che i prodotti finanziari piazzati dalle banche erano un flop… un collage di nulla destinato a far saltare il sistema. Così come oggi, le rassicurazioni sulla ripresa sono ridicole, e chi è esperto lo sa, perchè un’economia che piazza prodotti finanziari pari a sei volte il prodotto interno lordo DEL MONDO INTERO, prima o poi è destinato a crollare, perchè vuol dire che le banche stanno piazzando è un prodotto vuoto, senza sostanza e che prima o poi ci sarà un botto di proporzioni clamorose”.

La crisi quindi poteva essere evitata con un maggiore controllo dei prodotti finanziari da parte delle banche, con una riappropriazione da parte dello stato della capacità di battere moneta (ricordiamo che oggi lo stato NON batte moneta, perchè questa è emessa dalle banche centrali e dalla BCE, che NON sono sotto il controllo dei governi, e NON dipendono dai governi, ma dalle grandi banche d’affari mondiali).

Ma non è stata evitata.

Nè è stata annunciata, dai governi. Eppure Prodi, solo per fare un esempio, era un economista… avrebbe potuto e dovuto capirlo, ed era suo preciso dovere istituzionale avvertire i cittadini.

Il punto è – lo ripetiamo – che vero scopo della crisi finanziaria è impedire che i cittadini possano un giorno alzare la testa, e riflettendo si accorgano di essere degli schiavi al servizio dei padroni. Le banche e la grande industria. E questa crisi, ovviamente, aumenterà lo stato di sudditanza dei cittadini nei con
fronti dei “padroni” perchè aumenteranno le persone che andranno a raccomandarsi dal politico, dall’amministratore, dal potente di turno.
La crisi finanziaria non ha altro scopo che renderci ancora più schiavi.
.
4. Come ti elimino il rompicoglioni (ovvero colui che non si adegua al sistema).
La cosa non deve stupire piu´di tanto. E´dall´antichita´che chi governa cerca di mantenere in uno stato di soggezione i sudditi mediante i sistemi piu´diversi. Panem et circensem, diceva il poeta Giovenale, intendendo dire che per tenere soggiogata la popolazione e´sufficiente dargli un po´di pane e farla divertire con il circo.
In periodo Borbonico, a Napoli, l´espressione divenne “feste farina e forca”, ma la sostanza era la stessa.
Attualmente i metodi usati per rendere la popolazione una massa di pecore fedeli al potere, sono gli stessi di un tempo; al posto del circo abbiamo la televisione, i media, il calcio, e tutti i miti creati dalla societa´consumistica.

Pochi si rendono conto però, che uno degli strumenti più formidabili per controllare le masse e´ proprio il sistema fiscale e l’attuale crisi finanziaria. Perche´ l’ínformazione può essere manipolata quanto si vuole, ma ci sarà sempre qualcuno che capirà l’inganno; le leggi possono essere repressive quanto vogliono, ma per quanto esse siano dure, ci saranno sempre degli spiragli che consentiranno alle persone piu´ intelligenti di reagire; ed inoltre, quando le leggi superano una certa soglia di durezza e diventano intollerabili, ci sara´ sempre qualcuno disposto a ribellarsi e pagare con la vita la sua ribellione.
L´unica cosa a cui non e´ possibile porre rimedio e´ la carenza di beni necessari per la sussistenza. Se la persona viene privata dei beni essenziali, per quanto possa essere consapevole, informata, e intelligente, il suo obiettivo principale diventera´ sopravvivere, e quindi diventa inoffensiva per il sistema, anche perche´ spesso, pur di sopravvivere, scendera´ a compromessi con i potenti di turno, specialmente se ha figli.
Aumenteranno cioe´ le persone che saranno disposte a rivolgersi al politico di turno, che accetteranno condizioni disumane o patti moralmente illeciti, pur di avere un lavoro.

In altre parole. Noi viviamo in un´illusione di democrazia. Una vera democrazia implicherebbe il governo del popolo ma invece sappiamo bene che non abbiamo alcun potere, neanche di scegliere i nostri governanti. Il mezzo migliore per imporre una dittatura non e´ la forza (perche´ prima o poi qualcuno si ribellera´) ma dare al popolo l´illusione di essere libero, e quindi creare una dittatura mascherata, facendo si´ che la gente chieda esattamente quello che i potenti vogliono imporre.

Non ci si ribella a qualcosa di cui non si sospetta l´esistenza e in questo modo il controllo sulla popolazione puo´ andare avanti all´infinito.

Ed e´ tempo di rendersi conto che il mezzo di controllo piu´ potente e´, appunto, il sistema fiscale e finanziario, che puo´ essere riassunto cosi´:
1) sistema fiscale ai limiti della tollerabilita´, in modo che ciascuno lavori dodici ore al giorno per poter sopravvivere;
2) leggi fiscali e controlli strutturati in modo tale che sia impossibile mettersi in regola, di modo che i controlli fiscali siano diretti a vessare il cittadino (a cui verra´controllato l´emissione di uno scontrino da due euro) e a favorire i potenti (non verranno mai richiesti i 98 miliardi di euro ai gestori di video-games);
3) sistema economico che garantisca sempre un´alta percentuale di disoccupati, e un´alta percentuale di lavoratori che vivano al livello di sussistenza.

Se, nonostante tutti gli sforzi, il benessere aumenta (il che e´ inevitabile perche´ ogni societa´ tende naturalmente, nel lungo periodo, a migliorare le sue condizioni di vita) si crea una bella crisi finanziaria… e voila´… l´equilibrio e´ ristabilito.

In pratica, negli stati dittatoriali in cui la dittatura e´ conclamata si usano le uccisioni di massa per eliminare i possibili dissidenti.
Nella nostra “democrazia” si usano le tasse e la crisi finanziaria. Gli eventuali dissidenti che non venissero resi innocui con questo sistema, perche´ troppo in vista, troppo potenti, o troppo vicini al sistema per non capirlo fino in fondo, avranno un incidente d´auto come Rino Gaetano, un malore improvviso come Berlinguer (che peraltro qualche anno prima si salvo´ per miracolo proprio da un incidente d´auto); oppure si suicideranno, come Luigi Tenco. Oppure, quando la tesi del suicidio o dell´incidente sarebbe cosi´ridicola che pure Emilio Fede, Mentana, e Liguori si rifiuterebbero di accettarla, arrivera´ un pazzo isolato e fara´ fuoco, come accadde a Gandhi, Martin Luther king, Jonh lennon, John Kennedy o Papa Giovanni Paolo II.

La gente sara´troppo occupata a far quadrare i conti di casa per capire che si tratta di omicidi programmati dal sistema.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html
15.08.2009

VEDI ANCHE: A COSA SERVE LA CRISI FINANZIARIA ? E A CHI GIOVA ?

0 0 voti
Valuta l'articolo
27 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Xeno
Xeno
17 Agosto 2009 , 12:00 12:00

Ho sempre pensato fosse il contrario:il popolo in crisi alza la testa e si sveglia,mentre un popolo appagato s’addormenta e gode dei suoi agi senza farsi altre domande.
Ma l’articolo non fa una grinza e rispecchia l’attuale situazione di questa società “moderna”.
Un buon articolo.
Tnx.

AnviL
AnviL
17 Agosto 2009 , 12:15 12:15

Buon articolo, quoto al 100%!
Aggiungo però che se vero che con la Crisi il popolo tende a tirare a campare e quindi a diventare più malleabile per il “sistema”, è anche vero però che le Crisi portano una parte di persone a reagire, a farsi domande, a cercare i colpevoli, piuttosto che a restare immobili ad autocommiserarsi.
La mia speranza è che questo secondo gruppo di persone cresca sempre di più…

fengtofu
fengtofu
17 Agosto 2009 , 12:16 12:16

Sarebbe un ottimo articolo, se Franceschetti solo mettesse un poco di freno a mano sulla sua leva complottista, invece schiaccia giù l’acceleratore, perdendo quindi credibilità anche con chi simpatizza. Infatti la sua analisi economica, i suoi collegamenti con la mafia massonica su su fino ai padroni del vapore, anglo-americani, israeliani ecc. sono ineccepibili, se non dimostrabili certamente plausibili – usando linguaggio investigativo si potrebbe dire che le banche, le mafie, i governi occidentali globalisti e capitalisti, la UE ecc. hanno il “movente” per la crisi, per tutte le crisi.
Non dovrebbe invece più cascare, da quel maturo studioso che è, in leggende metropolitane come complotti dietro la morte di cantautori o di papi moderni, o farneticare dietro agriturismi antropofagi in Toscana (vedi CDC pochi mesi fa) altrimenti fa lo stesso gioco di DISINFORMACJIA dei terroristi mediatici delle agenzie stampa, tipo “la fine del mondo 2012 secondo i Maya” e minchiate hollywoodiane del genere.

Lestaat
Lestaat
17 Agosto 2009 , 15:12 15:12

Fino a non troppo tempo fa sarei stato daccordo con te fengtofu, ora non più. Come ormai sembra evidente, la diffusione “della verità” di per sè, non è affatto la soluzione ai mali del mondo di conseguenza non è più davvero importante quanto Franceschetti “sia credibile” ma quanto intelligente è la cosa che dice. Non possiamo più permetterci di credere che “se la gente sapesse” cambierebbe tutto. Perchè la “gente” già sa. Sanno bene tutti che è uno schifo, che i governanti non ci rappresentano, che hanno trasformato le nostre vite in un “affare”, che qualsiasi cosa accada, e in qualsiasi modo accada le responsabilità sono comunque chiare. Lascia perdere i dettagli, nel complesso, ne abbiamo a sufficienza per mettere tutti quanti al rogo, eppure, non accade nulla. Perchè non è la verità che li smuove, è la natura pacifica e cogliona dell’essere umano. Solo quando messi davanti alla sopravvivenza, di norma, diventiamo violenti. Non tutti, certo, ma una evidente e schiacciante maggioranza. E’ quindi indifferente la “credibilità” di Franceschetti, se non quella che ha per te, che, come giusto che sia, interpreti e valuti ciò che dice. Se si vuole che cambino le cose, non si deve aspettare una… Leggi tutto »

mazzi
mazzi
17 Agosto 2009 , 15:16 15:16

Ma, io non andrei tanto lontano. Gli stiamo dando piu’ cervello di quello che hanno, sono solo una massa di bifolchi arricchiti e senza scrupoli che pensano solo ad arricchirsi di piu’ (la loro immaginazione non gli permette piu’ di tanto).————— Il potere se lo sono comprato (si sono comprati tutto, incluso il nostro buon senso – e il senso del ridicolo) ora il potere ce l’hanno e ne fanno quello che vogliono. Buon pro – pero’ qualcosa mi dice che costoro, a dispetto di soldi e potere, della vita non hanno capito un cazzo.

myone
myone
17 Agosto 2009 , 15:57 15:57

La gente sa’, quanto basta per dire ho i coglioni pieni di tutto questo caos.
Che sia castrata e’ vero, ma se si stacca dalle maniglie del tram finisce a terra,
perche’ di altre miniglie a cui appoggiarsi o dare appoggio non ce ne sono.
Ma maiale il vostro deo, quando mai un’ infinita’ di colti fenomeni di ogni risma,
in nome del giusto e dell’ intelligenza del sopravvivere e del vivere,
non si mette in mostra, senza pagliacciate politichesi, e non forma un partito al governo con la solo maggioranza?
E da li riscrivere un vivere giusto e idoneo, e quando i parametri escono o no ci sono, ci si adegua?
Quando mai questo?

Allora e’ vero, il mondo in mano a pochi, pochi che lo foraggiano per farlo andare avanti, pochi che lo uliscono e lo monopolizzano,
e tanti braccianti per la produzione di quello che serve per farlo.

Basta accendere la tv, acoltare, vedere, e non fare gli gnorri su come vivi,
che il volta stomaco dell’ anima e’ assicurato.

A quando la prima bomba atomica reale?

paudos
paudos
17 Agosto 2009 , 16:05 16:05

Certo che si può pensare che tutto cio letto sopra possa avere una certa logica, ho un’attività in proprio che mi ha sempre fatto stare bene ma ora a forza di pagare balzelli è divenuto quasi impossibile cavarci da vivere, non ho mai pensato che votando questo o quello si possa risolvere qualche problema..la mia condizione è fondamentalmente anarchica..se ognuno facesse cio che deve con criterio tutto filerebbe liscio…
Quello che mi lascia perplesso è che questo sistema colplottista per il “dominio delle genti” raccolga in combutta Prodi, bertinotti e tutto quello che vi è di opposto in terra..ho un figlio di 18 anni che si sta preparando al 2012…dice che il suo corpo di luce si salverà….e insiste percgè pure io mi prepari….

ma…!!!! vedremo anche questa

edoxxx
edoxxx
17 Agosto 2009 , 17:15 17:15

Salve, trovo assurda questa teoria delle tasse.

Che i soldi abbiano un circolo vizioso dove i soldi alla fin fine vanno allo stato ci può stare.

Ma almeno avere alla base un 10 pittosto di un 40 % di tasse fa una bella differenza. Uno si trova in tasca più denaro da spendere come meglio preferisce, e non è poco.

Poi un popolo benestante avrà ovviamente meno voglia di ribellarsi, perchè dovrebbe farlo?

A chi giova la crisi?

A chi vuole le guerre, avrà più arruolati “volontari” (perchè non avranno altra scelta) da mandare qui e la per fargli fare lo sporco lavoro.

Allarmerosso
Allarmerosso
17 Agosto 2009 , 17:19 17:19

“Non capisco perché invoca la teoria del complotto. Guardi, tutte le volte che qualcuno evidenzia delle costanti, ogni volta che qualcuno va oltre le azioni spontanee della gente, si sente parlare della teoria del complotto! Penso che la storia sia fatta di ben altro che delle mere azioni spontanee della gente”.

Norman Gary Finkelstein

AmonAmarth
AmonAmarth
17 Agosto 2009 , 19:56 19:56

Argomento di cruciale interesse… Ciò che più ci opprime in effetti ci è noto: lavorare continuamente per pagare i debiti, la nascita dei quali ci sono serviti per garantirci una vita “normale”, per poi crepare poco dopo averli estinti. Lineare no? L’importante per chi sa a cosa serve tutto questo è che tutti rimangano occupati lavorando per la maggior parte del nostro tempo da svegli e non pensare ad altro se non alla solita routine settimanale/mensile/annuale: è effettivamente faticoso e normalmente in queste condizioni la maggior parte delle persone non lo fa. Ecco quindi nascere il disinteresse comune su questioni politiche ed economiche, mentre il meccanismo continua a funzionare e a fottere la libertà della gente giorno per giorno. Nel frattempo continuano a raccontarci che la difficoltà ad andare avanti (la crisi) sia perenne e ad essa ci sia una sola medicina: l’aumento del nostro sacrificio. Anche qui non si fa una piega. Ci danno cifre (e pure quelle ci fanno incazzare!) del tipo 40-50% di tasse dovute allo stato (sono molte di più come si è letto…), questa figura paterna e severa, ma che dopotutto eh dai si, dopo tutto questo colapasta ci fa arrivare qualche contentino: la scuola… Leggi tutto »

Viruss
Viruss
18 Agosto 2009 , 4:35 4:35

straquoto al 100%
sfogo sacrosanto.
“Ciò che più ci opprime in effetti ci è noto: lavorare continuamente per pagare i debiti, la nascita dei quali ci sono serviti per garantirci una vita “normale”, per poi crepare poco dopo averli estinti”…questa è la legge del produci-consuma-crepa.
E’ un modo di vedere la vita ancora troppo di “nicchia” ..ahi noi!
Proprio ieri parlavo con una mia coetanea che ha un bimbo di due anni come me, e che si lamentava delle 10 ore lavorate il giorno di ferragosto (e figlio parcheggiato da nonna) in un centro commerciale del nord est della Sardegna, gremito di questi giorni.
Le ho detto che la vita che abbiamo accettato di vivere non è vita degna di tale nome, in particolare per i nostri figli, perchè non si può pensare di lavorare 10 ore in un giorno di festa per uno stipendio misero e stare attaccati all’idea…” menomale che c’è…”
ma non ha capito. L’unica cosa che ha pensato è “menomale che c’è”.

IVANOE
IVANOE
18 Agosto 2009 , 4:35 4:35

Concordo con l’articolo. Franceschetti ha il coraggio di scriverlo, perchè quanti di noi ci sono arrivati riflettendoci sopra ? E’ purtroppo proprio così. Il meccanismo è perverso e qualsiasi sia la nostra natura, estrazione credo politico è inevitabile che tutti abbiamo in modo naturale ed automatico ( e senza sensi di colpa particolari ) l’ambizione a migliorarci. E’ sempre stato così una rincorsa sulla rincorsa è proprio questo sistema sociale perverso che ci spinge a migliorare continuamente il nostro tenore di vita. Solo che adesso da almeno 8-9 anni ci siamo tutti accorti che stanno chiudendo sempre più i rubinetti. i nostri padri ad esempio hanno sempre lavorato da soli e con molta fatica ( hanno magari vissuto il periodo della guerra ) hanno tirato su i figli e comunque li hanno visti crescere ecomicamente cioè hanno aumentato il proprio tenore di vita rispetto ai loro.Noi figli di quella generazione ci abbiamo creduto abbiamo cominciato a vedere migliorare gradualmente il nostro tenore di vita e così facendo mettendo in moto le aziende, i consumi e lo sviluppo. Poi nel 2001/2002 è successo qualcosa.I salari si sono bloccati e i prezzi sono cominciati ad aumentare e conseguentemente le tasse ( sarebbe… Leggi tutto »

ranxerox
ranxerox
18 Agosto 2009 , 6:33 6:33

La sopravvivenza è l’unica aspirazione concessaci dal Potere. Produrre per consumare è il meccanismo in cui incasellarci. La cultura dell’effimero q.b. per illuderci e tirare avanti. Infine un pizzico di religione cosicchè la speranza sia l’ultima a morire. Si dice che la consapevolezza porti all’illuminazione, noi aspettiamo Godot.

AmonAmarth
AmonAmarth
18 Agosto 2009 , 7:16 7:16

Eh si, la percezione di questa oppressione quotidiana ce l’hanno tutti ma la cosa è percepita come normale ed inevitabile! Come se non se ne potesse fare a meno… O meglio, tempisticamente parlando, credo che ribellarsi a tale sistema di cose dall’inizio dell’azione a quando cambi qualcosa in positivo sia molto difficile per moltissimi soggetti della società, specialmente i più vulnerabili. Come dici tu appunto, la gente è reticente a ribellarsi per paura, per ricatto, come se tutti fossimo legati ad un esile filo rotto il quale si è in balia di tutto. Io nella società ci credo, o meglio credo nel subconscio di libertà che hanno tutti, e ci sarà un tempo in cui uniti riusciremo a redimerci da queste catene, ovviamente aiutandoci. Ecco perchè, andando fuori tema caro Viruss, credo che il primo passo da fare per una rivoluzione sia “salvare i corpi”, ovvero porre le basi per l’autarchia di tutti i nuclei famigliari o di convivenza, ponendo le solide basi per staccare la nostra vita dalla dipendenza dei cicli di vita di ricatto e debito. La successiva fase è imprevedibile, ma la cascata di fatti che deriverebbe da una tale condizione di libertà fisica e quindi psichica… Leggi tutto »

Viruss
Viruss
18 Agosto 2009 , 7:43 7:43

Sono d’accordo con te, in particolare quando ti riferisci all’importanza del nucleo familiare come cellula. Da una parte la buona gestione di questa cellula, può consentire di sganciarsi dal sistema per quanto possibile, dall’altro, una buona formazione dei nostri figli può porre le basi per la creazione di una società futura migliore. E’ da tanto tempo che vado dicendo (lo dico da mamma) che è necessario rivalutare l’importanza della figura genitoriale e del rapporto con i figli. Spesso vengo tacciata di integralismo, anche e soprattutto dalle altre donne che sono troppo impegnate a rincorere se stesse e l’immagine delle carriere che si sono (o si sono fatte) assegnare. Ancora invece, mi scontro con quelle donne che lavorano per necessità materiali come un mutuo da pagare (anche io ho un mutuo da pagare) e ritengo che anche loro non siano tanto distanti dalle prime, sono l’altra faccia della stessa medaglia, solo che loro si sentono meno responsabili e più vittime. La nostra “società civile” ci ha inculcato che “il lavoro nobilita l’uomo” tanto che il primo articolo della nostra costutuzione già ci condanna ad una sorte scritta ed inesorabile. In più le donne hanno voluto allontanarsi dall’uomo come soggiogatore diventando come… Leggi tutto »

goslow
goslow
18 Agosto 2009 , 16:41 16:41

e propio perchè disoccupato (47anni diplomato in Elettronica industriale) vivendo con l’assegno di disoccupazione (e due figlie 16 e 6 anni Insieme a mia moglie Diplomata in ragioneria finita nelle losche delle Coop. a 3,50 l’ora)ho avuto piu tempo a disposizione per poter conoscere la verita tramite internet ed ad accrescere in me la convinzione che non ho niente da rimproverarmi ma semplicemente che sono stato vittima del sistema e sto cercando di informare anche gli altri che sono distratti dal propio lavoro a conoscere la verità

mazzi
mazzi
18 Agosto 2009 , 16:59 16:59

Mi dispiace, non sono nei tuoi panni ma immagino che non sia facile… e come te molti altri. La preoccupazione sono soprattutto i figli e la famiglia. Queste cose non dovrebbero piu’ succedere, sono un’infamia.

airperri
airperri
18 Agosto 2009 , 17:40 17:40

‘Vedi, abbiamo reso l’esistenza un qualcosa di spaventoso da vivere. La vita e’ diventata una battaglia. E questa e’ una cosa molto evidente. Un costante lottare… lottare… lottare. E abbiamo diviso quel -vivere- dalla morte. Separiamo la morte come qualcosa di orribile, qualcosa da dover combattere. E invece questa vita, che per noi e’ infelicita’, la accettiamo cosi’….. Se l’essere umano impara a vivere in questo mondo senza conflitto, allora la morte acquista un significato completamente diverso.’ Cosi’ parlava Jiddu Krisnhamurti qualche decina di anni fa. Quello che piu’ mi e’ piaciuto dell’articolo sono i commenti, tutti concordi. Mi associo in pieno, e mi fa piacere sapere di non essere solo in tanta merda! Ormai e’ chiaro a tutti che c’e’ un disegno globale, un piano generale fatto da banchieri e politici senza scrupoli allo scopo di dominare risorse naturali ed umane. Sono discorsi che gia’ Ezra Pound faceva nel ‘900, nell’ ABC dell’economia. Il discorso del lavorare 12 ore al giorno, il creare ghetti e barriere invisibili all’interno delle aziende, ponti levatoi, gabbie, ( gabbie salariali, risorse umane, ammortizzatori sociali.. ma che cazzo stanno dicendo questi schifosi???) griglie energetiche…competizione nelle persone laddove non ce ne sarebbe bisogno, pubblicizzare cazzate… Leggi tutto »

kolza
kolza
18 Agosto 2009 , 17:41 17:41

La crisi è uno shock, un colpo, un trauma che serve a riequilibrare (si fa per dire) il sistema dalla parte dei padroni del vapore. In tal senso è illuminante il libro “Shock Economy” di Naomi Klein.
Per ragioni tecniche (la circolazione delle informazioni su Internet), ogni shock non può durare all’infinito. Quindi questa crisi quanto durerà a lungo prima che la gente si informi?
Anni di benessere paradossale (il prezzo dell’elettronica giù, quello degli alimentari su) ha portato ad una sorta di anestetizzazione di massa, sperabilmente temporanea…
Ora vedremo come andrà a finire…
K

LonanHista
LonanHista
18 Agosto 2009 , 19:56 19:56

a forza di vedere mostri, la realtà diventa distorta e si perde il filo……cosa è effettivamente successo?……è successo che la finanza, immense quantità di danaro -virtuale o meno è relativo- ha creato un immensa bolla dove le cifre non corrispondevano al vero….ma per evitare però che per questo tutto il sistema bancario-finanziario crollasse sono dovuti intervenire i governi, cioè la collettività a sanare qesti debiti…….se la bce ha dato alle banche 1000miliardi di euro(esempio)…adesso dovranno essere i governi a rimborsare questa cifra(c’è il segreto di stato, ma all’Italia dovrebbe toccare una quota di 150miliardi di euro)…CIOè TUTTI I CITTADINI DOVRANNO PAGARE E SUDARE PER DEBITI NON FATTI DA LORO……….,..ma il bello è che adesso quelle stesse banche alle quali i governi hanno dato i soldi, NEGOZIERANNO I TITOLI DI STATO, CIOè I DEBITI CHE DOVREMMO PAGARE……. 1-le banche hanno fatto i debiti..2-i governi dovranno pagare questi debiti…..3 -le stesse banche tratteranno e negozieranno questo debito, guadagnandoci e speculandoci sopra…………………..IL COLMO ASSOLUTO…………………………..ma quale è stato il vero scopo della crisi?……………..QUESTA CRISI SERVE A TRASFERIRE LA SOVRANITà DEI GOVERNI AD ENTI SOVRANAZIONALI….perché di fatto ogni persona, o governo non è tenuta per le palle dalle tasse(che in fondo finanziano la sanità la… Leggi tutto »

maumau
maumau
19 Agosto 2009 , 4:37 4:37

su una cosa siamo d’accordo: la politica è l’arte di convincere qualcuno a votare per chi rappresenterà interessi di altri… come convincere i poveri a votare i rappresentanti dei ricchi(visto che chi viene eletto ,prima di essere eletto viene candidato o meglio designato e vi posso rassicurare che anche in un piccolo comune farsi candidare è difficilissimo,e spesso intervengono a decidere organi provinciali o regionali e quindi anche nei piccoli comuni nulla si muove se non fa comodo ai partiti sin dalle alte sfere!!) e tutto questo deve avvenire senza farsene accorgere almeno nel breve medio periodo…qualora questo meccanismo non fosse più possibile perchè sgamato(ma a quanto pare non lo è ancora!) i ricchi ed i potenti saprebbero come andare al potere,ci andrebbero direttamente senza il tramite e la buffonata della rappresentazione democratina,appunto poco più di uno spettacolino di bassa lega..lo prenderebbero direttamente con un golpe ad oggi non serve,visto che ancora molti credono alla rappresentanza e soprattutto alla dicotomia destra-sinistra,anche questa finta(ricordo a tutti La Torre PD che passa i pizzini al suo collega della PDL messo in difficoltà da un dipietrista..!Oppure gli accordi dichiarati ormai tra D’Alema-Violante con Berlusconi in occasione dello scambio Bicamerale con la legge contro… Leggi tutto »

IVANOE
IVANOE
19 Agosto 2009 , 5:07 5:07

Hai colto il significato.Questo sistema di cose ha un’altra arma ancora più subdola : far sentire le persone in difficoltà in colpa ( e credimi sono tante anche quelle che lavorano perchè hanno addirittura la frustrazione che non possono nemmeno lamentarsi di essere disoccupati e però non ce la fanno a campare con il salario che gli danno !!! E guarda che anche questa è una brutta situazione ). Il senso di colpa che non è la tua colpa ma è del sistema che cambia le carte in tavola quando e come vuole. Che colpa può avere un capo-famiglia che cresciuto ed educato nelle buone regole tradizionali italiane ad un certo punto trova moglie mette al mondo i figli come vuole la nostra santa chiesa ( ci bombardano da bambini !!! ) e viene spesso spinto dalle famiglia a mettere su casa ( come si usa nelle sane famiglie italiane che spingono i figli ad andare via da casa per fare la propria vita ). Ecco queste due condizioni già sono sufficienti per farci sentire innocenti come agnellini. Il fatto di mettere al mondo oggi dei figli con i tempi che corrono vuol dire essere eroi. Un padre di famiglia… Leggi tutto »

AmonAmarth
AmonAmarth
19 Agosto 2009 , 8:32 8:32

Ciao Viruss! Si è vero, la prima cellula “collettiva” dove senza aiuto non si campa è proprio la famiglia… Sono ormai decenni (specialmente l’ultimo) che ci limitiamo a sopravvivere tirando le somme cercando di “gestire meglio” questo nucleo, ma oltre un certo limite non è possibile cambiare le cose, e il più delle volte e sempre più spesso i nuclei si accorpano perchè non si riescono più a saldare i debiti. Dobbiamo cominciare a considerare seriamente l’alternativa fisicamente attuabile di staccarsi dal ricatto di qualsiasi potere, cioè cominciare a porre le basi per riuscire a sopravvivere senza un lavoro dipendente non perchè generalmente non ci piaccia o non sia utile (per pochi fortunati), ma perchè di sti tempi (e più si va avanti sarà peggio) il lavoro dipendente (e quindi passibile di ricatto) non sarà accessibile a tutti e la retribuzione ottenuta a fronte del tempo rubato per esso non garantisce ad ognuono l’effettiva libertà materiale che permette di essere inanzitutto psicologicamente liberi, quindi cittadini attivi (qualcuno riesce a farlo anche ora ma per passione, la maggior parte perde il suo tempo libero oltre il lavoro davanti alla televisione o in tematiche inutili, considerandole un “diritto” di contrappasso alla fatica… Leggi tutto »

IVANOE
IVANOE
19 Agosto 2009 , 9:57 9:57

AmonAmarth , hai fatto centro !!! E’ così è proprio così. Il lavoro dipendente che nei bei decenni andati 60 – 70 era il punto di riferimento per intere generazioni che hanno prima lottato per ottenere condizioni migliori e poi goduto putroppo per un breve periodo di quei frutti, è ormai andato non c’è più. E la cosa che lo ha distrutto come una melassa schifosa che lo ha sporcato è stata la mancanza di meritocrazia, il nepotismo le clientele, incapaci invasati alla guida delle aziende e delle risorse umane un festival dell’abuso e dell’indecenza che ha calpestato tutto anche i più volenterosi e li ha piegati sotto il continuo ricatto della rappresaglia e l’intimidazione del licenziamento ancora meglio se uno ha dei figli. Ecco questo oggi è il lavoro in italia. Una guerra tra poveri e precari e lavoratori in genere dove si consumano veramente pazzie di ogni genere soprattutto da parte della cosidetta classe dirigente un’accozzaglia di cinici ipocriti e frustrati lontani da ogni forma di umana sensibilità che fanno finta di non capire le esigenze o per tirare a campare si nascondono dietro un dito.Non voglio arrivare a dire che oramai siamo vicini alle filosofie naziste.Un razzismo… Leggi tutto »

materialeresistente
materialeresistente
19 Agosto 2009 , 11:26 11:26

Certo che i ragionamenti contorti e senza senso qui prendono tutti il primo premio.
Questo tizio antisistema prima ci fa una pippa perché secondo lui i governi vogliono che la gente non pensi e si limitino a lavorare come matti per sopravvivere.
Dopo di che, dopo aver descritto un mondo preda di pochi, fa il moralista contro un terrorista che ha ammazzato un poliziotto.
Scusa, ma te la rivoluzione come pensi di farla? a chiacchiere e facendoti le pippe e scrivendo solo minchiate in quantità industriale?
Vai a lavorare, forse è meglio anche per te.

AmonAmarth
AmonAmarth
19 Agosto 2009 , 18:59 18:59

Ciao Ivanoe, tutto ciò è verissimo, ma la cosa ancora più strana è che è da tempo che la cosa è palese e sfacciata per troppe persone, ma nel frattempo sembra che la popolazione malgrado fortemente indignata ed incazzata non reagisca. Io intendo spingere il ragionamento oltre l’incazzatura e l’indivuazione dei maggiori responsabili, o meglio il discorso è questo: ormai siamo a conoscenza di come funziona la rete di potere fatta di corruzione, clientelarismi, occultismo, mafia, etc… e non ha significato la ricerca dei singoli colpevoli o “maxi-capi” (cosa che meriterebbe sì un adeguata misura di giustizia, ma ahimè su questo abbiamo fallito da tempo…). Comunque vada con ciò intendo dire che anche una loro precisa individuazione ed una successiva “applicazione di giustizia” non apporterebbe un reale cambiamento della società tale da smantellare l’attuale sistema di fare le cose. Da questo punto di vista la Rivoluzione pare essere molto più vicina non ti sembra? Molto probabilmente ciò che importa di più ora è ragionare sull’effettiva efficacia di tutte le azioni possibili intraprendibili, e scegliere la migliore per redimerci da questo sistema di ricatto, magari anche solo “evitandolo”, “schivandolo”, “snobbandolo” o qualcosa di simile. La mia convinzione è che il primo… Leggi tutto »

adriano_53
adriano_53
20 Agosto 2009 , 14:46 14:46

“due parole sul sistema fiscale”, ossia il fisco visto da un avvocato con pulsioni evasive.

Spero di non dover mai ricorrere alla prestazioni di un simile leguleio, pechè se il pressapochismo, la palese ignoranza che dimostra nell’articolo per quanto rigurada la questione fiscale, sono indici delle sue prestazioni professionali, allora non è assurdo pensare che il suo assistito, imputato per il non pagamento di una multa, si ritrovi con il carcere a vita.

Così come per l’uomo che “se nasce torto, muore torto”, anche l’articolo di Franceschetti segue lo stesso destino.