A COSA SERVE LA CRISI FINANZIARIA. PARTE 2

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAOLO FRANCESCHETTI

paolofranceschetti.blogspot.com

Sommario. 1. Premessa. 2. Due parole sul sistema fiscale (parzialmente pubblicato in precedenza. 3. E torniamo alla crisi finanziaria. 4. Come ti elimino il rompicoglioni (cioé colui che non si adegua al sistema).



1. Premessa.
Tra settembre e ottobre, a dispetto delle rassicurazioni del nostro presidente del consiglio, ci aspetta, pare, una ripresa della crisi, che diventerà sempre più grave per avere il massimo picco nel 2011 - 2012.

Di questi giorni poi è la notizia che nelle scuole hanno diminuito in modo drastico le cattedre, e quindi pare che salteranno circa 100.000 posti di lavoro in tutta italia. Il che è come dire che ci saranno 100.000 persone a spasso, in Italia, che non lavoreranno. Persone che hanno studiato anni, spesso si sono specializzate facendo le famose SSIS (ovvero le scuole di specializzazione per l'insegnamento) pagate a caro prezzo, si ritroveranno lo stesso a girarsi i pollici.
Nel nostro precedente articolo sulla crisi finanziaria ci eravamo occupati dei motivi che hanno provocato questa situazione, soffermandoci sulle dinamiche strettamente economiche; in altre parole avevamo individuato a chi giova, nell’immediato, il tracollo finanziario dei mercati occidentali.

Tuttavia c’è un’altra ragione, meno immediata e meno visibile ma ancora più valida della precedente.
Vediamo quale è questa ragione, non prima però di aver fatto alcune osservazioni.

Avevamo detto che la crisi finanziaria serve essenzialmente ad arricchire i banchieri, perché il fatto che il denaro non valga più nulla (a seguito degli accordi di Bretton Woods del 1944), unitamente al fenomeno dell’acquisizione di beni reali in cambio di beni fittizi, in ultima analisi giova esclusivamente ai proprietari delle grandi banche mondiali e delle multinazionali. E’ un meccanismo che avevano giù descritto e su cui ora non torneremo, che potremo definire “redistribuzione delle ricchezze”. In pratica a seguito della crisi ci sarà una redistribuzione delle ricchezze del pianeta, perché il denaro varrà poco più della carta straccia, e chi aveva basato la sua vita sull’accumulazione del denaro o di prodotti derivati da esso, si ritroverà con un pugno di mosche in mano; in compenso invece conserveranno valore i beni reali (terreni, case, oro, pietre preziose).
Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito, l’effetto ultimo della creazione delle crisi finanziaria, sarà che i privati avranno perso molti dei loro beni per l’impossibilità di coprire i costi dei mutui, e quindi coloro che avranno guadagnato da tutta questa operazione saranno coloro che si ritroveranno proprietari di terre, case, beni di valore, ecc…

In poche parole chi si avvantaggera´da questa situazione sono i grandi gruppi di potere economico.

Tuttavia la logica porta a cercare anche altri motivi a questa crisi.

Le grandi multinazionali e le grandi banche infatti, sono già, di fatto, proprietarie della maggior parte delle ricchezze del pianeta. Poche famiglie, non più di una ventina in tutto, controllano direttamente o indirettamente oltre la metà dei beni della terra e per acquisire l’altra metà non occorre provocare una crisi finanziaria; le grandi multinazionali sono già proprietarie, nella stragrande maggioranza dei casi, delle miniere di diamanti e pietre preziose dell’Africa e dell’Asia; le cosiddette sette sorelle hanno il monopolio dell’energia del pianeta, non permettendo alle energie alternative di svilupparsi; controllano di fatto la maggior parte degli stati asiatici, africani, e dell’america latina, mediante governanti compiacenti, allineati, corrotti, o semplicemente incapaci di reagire alla strapotenza del mondo occidentale e dei suoi diktat.
Le grandi superpotenze economiche sono così ricche che potrebbero tranquillamente acquistare tutto il rimamente in modo leciti o illeciti.
Allora…. Perché provocare una crisi finanziaria di questa portata?


Commenti (27)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. adriano_53 20 agosto 2009

      "due parole sul sistema fiscale", ossia il fisco visto da un avvocato con pulsioni evasive.




      Spero di non dover mai ricorrere alla prestazioni di un simile leguleio, pechè se il pressapochismo, la palese ignoranza che dimostra nell'articolo per quanto rigurada la questione fiscale, sono indici delle sue prestazioni professionali, allora non è assurdo pensare che il suo assistito, imputato per il non pagamento di una multa, si ritrovi con il carcere a vita.




      Così come per l'uomo che "se nasce torto, muore torto", anche l'articolo di Franceschetti segue lo stesso destino.

    1. AmonAmarth 19 agosto 2009

      Ciao Ivanoe, tutto ciò è verissimo, ma la cosa ancora più strana è che è da tempo che la cosa è palese e sfacciata per troppe persone, ma nel frattempo sembra che la popolazione malgrado fortemente indignata ed incazzata non reagisca. Io intendo spingere il ragionamento oltre l'incazzatura e l'indivuazione dei maggiori responsabili, o meglio il discorso è questo: ormai siamo a conoscenza di come funziona la rete di potere fatta di corruzione, clientelarismi, occultismo, mafia, etc... e non ha significato la ricerca dei singoli colpevoli o "maxi-capi" (cosa che meriterebbe sì un adeguata misura di giustizia, ma ahimè su questo abbiamo fallito da tempo...). Comunque vada con ciò intendo dire che anche una loro precisa individuazione ed una successiva "applicazione di giustizia" non apporterebbe un reale cambiamento della società tale da smantellare l'attuale sistema di fare le cose. Da questo punto di vista la Rivoluzione pare essere molto più vicina non ti sembra? Molto probabilmente ciò che importa di più ora è ragionare sull'effettiva efficacia di tutte le azioni possibili intraprendibili, e scegliere la migliore per redimerci da questo sistema di ricatto, magari anche solo "evitandolo", "schivandolo", "snobbandolo" o qualcosa di simile. La mia convinzione è che il primo passo da fare sia "uscire dalla jungla prima che ci intrappoli per sempre", una metafora che spero funzioni per rendere l'idea: dobbiamo evitare il più possibile di allacciare dipendenze con il sistema o trovare il modo più plausibile per staccare quelle esistenti. In questo modo saremmo più liberi di muoverci avendo la certezza di sopravvivere senza ricevere "punizioni" o "ricatti" da esso. Ecco perchè parlavo del lavoro e dei mutui, in quanto oggi è esattamente lo strumento attraverso il quale questa forma di dominio e di dipendenza da parte nostra si verifica, e nonostante tutto continuiamo a non poterne fare a meno, perchè ancora non ci sono le basi per potersene liberare del tutto e questo per moltissima gente è l'unico modo di vivere. Dobbiamo puntare su una maggiore indipendenza a livello di piccoli gruppi comunitari all'interno dei quali la collaborazione è la linfa vitale della sopravvivenza. Quale legge sul lavoro potrebbe toccare tali cellule? Quale abbassamento dei salari potrebbe farlo? Quale inflazione? Quale finanza? E' utopia, ma non smetto di crederci e di credere in essa, l'istinto di sopravvivenza garantirà l'attuazione di questo modello per i pochi che lo capiranno, visto che la perpetuazione di questo sistema ci porta dritti al collasso e al genocidio da ingenuità. Cosa ne pensi? Ciao!

    1. materialeresistente 19 agosto 2009

      Certo che i ragionamenti contorti e senza senso qui prendono tutti il primo premio.
      Questo tizio antisistema prima ci fa una pippa perché secondo lui i governi vogliono che la gente non pensi e si limitino a lavorare come matti per sopravvivere.
      Dopo di che, dopo aver descritto un mondo preda di pochi, fa il moralista contro un terrorista che ha ammazzato un poliziotto.
      Scusa, ma te la rivoluzione come pensi di farla? a chiacchiere e facendoti le pippe e scrivendo solo minchiate in quantità industriale?
      Vai a lavorare, forse è meglio anche per te.

    1. IVANOE 19 agosto 2009

      AmonAmarth ,
      hai fatto centro !!!
      E' così è proprio così. Il lavoro dipendente che nei bei decenni andati 60 - 70 era il punto di riferimento per intere generazioni che hanno prima lottato per ottenere condizioni migliori e poi goduto putroppo per un breve periodo di quei frutti, è ormai andato non c'è più.
      E la cosa che lo ha distrutto come una melassa schifosa che lo ha sporcato è stata la mancanza di meritocrazia, il nepotismo le clientele, incapaci invasati alla guida delle aziende e delle risorse umane un festival dell'abuso e dell'indecenza che ha calpestato tutto anche i più volenterosi e li ha piegati sotto il continuo ricatto della rappresaglia e l'intimidazione del licenziamento ancora meglio se uno ha dei figli.
      Ecco questo oggi è il lavoro in italia. Una guerra tra poveri e precari e lavoratori in genere dove si consumano veramente pazzie di ogni genere soprattutto da parte della cosidetta classe dirigente un'accozzaglia di cinici ipocriti e frustrati lontani da ogni forma di umana sensibilità che fanno finta di non capire le esigenze o per tirare a campare si nascondono dietro un dito.Non voglio arrivare a dire che oramai siamo vicini alle filosofie naziste.Un razzismo e un classimo di questi tempi che annichiliscono persino quello passato. E i capi non vanno oltre perchè vorrebbero farlo così solo per soddisfazione gratuita, solo perchè hanno paura sono dei vigliacchi e si nascondono quando devono colpire dietro l'organizzazione.
      Ecco questa è la situazione del lavoro in italia e tutto sta andando alla malora senza senso solo fine a se stesso.
      Cosa succederà più avanti ?
      Il lavoro dipendente a tempo determinato e ben pagato sarà lasciato solo agli eletti alla classe eletta che sempre più protetti spadroneggeranno.
      Come andrà a finire ?
      Male.Vedo l'albania, l'argentina e cioè noi che gireremo a piedi faremo la fila per il poco pane ci saranno strade piene di buche e limosine nere che ci sfrecceranno davanti.
      Perchè non abbiamo la cultura giusta per reagire, aspettiamo sempre che l'altro faccia il primo passo e comunque non dipende solo da noi...
      troppe fregature hanno preso gli italiani da alcuni sindacalisti e politici cosidetti alternativi a doppia faccia.

    1. AmonAmarth 19 agosto 2009

      Ciao Viruss! Si è vero, la prima cellula "collettiva" dove senza aiuto non si campa è proprio la famiglia... Sono ormai decenni (specialmente l'ultimo) che ci limitiamo a sopravvivere tirando le somme cercando di "gestire meglio" questo nucleo, ma oltre un certo limite non è possibile cambiare le cose, e il più delle volte e sempre più spesso i nuclei si accorpano perchè non si riescono più a saldare i debiti. Dobbiamo cominciare a considerare seriamente l'alternativa fisicamente attuabile di staccarsi dal ricatto di qualsiasi potere, cioè cominciare a porre le basi per riuscire a sopravvivere senza un lavoro dipendente non perchè generalmente non ci piaccia o non sia utile (per pochi fortunati), ma perchè di sti tempi (e più si va avanti sarà peggio) il lavoro dipendente (e quindi passibile di ricatto) non sarà accessibile a tutti e la retribuzione ottenuta a fronte del tempo rubato per esso non garantisce ad ognuono l'effettiva libertà materiale che permette di essere inanzitutto psicologicamente liberi, quindi cittadini attivi (qualcuno riesce a farlo anche ora ma per passione, la maggior parte perde il suo tempo libero oltre il lavoro davanti alla televisione o in tematiche inutili, considerandole un "diritto" di contrappasso alla fatica sul lavoro). Il concetto da recuperare per me è quello originario della democrazia greca (nonostante ad essa partecipassero solo i maschi adulti e i greci erano schiavisti...) ovvero quello di "autarchia": ogni cittadino per partecipare alle assemblee dei demos dovera garantire di essere in grado di badare a sè stesso e alla propria famiglia, e il tutto accadeva nella realtà casalinga, senza dipendenze da qualcun'altro. Ciò che ho appena detto si rivela essere un'utopia nell'attuale mondo di pressante burocrazia e tassazione, e realisticamente non credo che nessuno (almeno individualmente) riesca a dare luogo a tali "isole di autosufficienza e indipendenza"... Qualcosa che si muove in quella direzione (ma non sono ancora nettamente indipendenti) sono i "cohousing", le città ecologiche, le città di transizione, le comunità montane, etc... gli esempi esistenti sono molteplici e sono una piccola rinascita di ciò che in in passato era la normalità nell'organizzazione delle comunità umane su tutto il pianeta, magari in sovrastrutture come le sittà stato, ma oltre a queste non c'erano stati e altre superstrutture (quali gli stati, UE, etc...) sulle quali oggi il singolo ha sempre meno capacità di scelta e cambiamento... Anche stavolta ho sforato di parecchio il tema, ma tutto questo lo considero comunque una buona analisi di ciò che manca alla nostra organizzazione fisica per far si che esista un effettiva indipendenza psicologica dal ricatto e dal debito. Quindi si, attualmente siamo incastrati come le dita dei piedi, ma il libero arbitrio è in mano a tutti, e il mondo va avanti grazie alle azioni di ogni singolo. L'incatenzazione psicologica oggi è pesantissima, ma nel subconscio tutti abbiamo presente cosa significhi essere veramente liberi, e la collettività dovrà attivare i suoi anticorpi per espellere il sistema attuale di dominio. Spero che accadrà, per ora dobbiamo impegnarci a ricreare questi ambienti di autosufficienza e collaborazione, e non sarà facile. Un saluto a te e ai tuoi figli, voi madri siete delle eroine in questo mondo di sfruttamento. Ciao!

    1. IVANOE 19 agosto 2009

      Hai colto il significato.Questo sistema di cose ha un'altra arma ancora più subdola : far sentire le persone in difficoltà in colpa ( e credimi sono tante anche quelle che lavorano perchè hanno addirittura la frustrazione che non possono nemmeno lamentarsi di essere disoccupati e però non ce la fanno a campare con il salario che gli danno !!! E guarda che anche questa è una brutta situazione ).
      Il senso di colpa che non è la tua colpa ma è del sistema che cambia le carte in tavola quando e come vuole.
      Che colpa può avere un capo-famiglia che cresciuto ed educato nelle buone regole tradizionali italiane ad un certo punto trova moglie mette al mondo i figli come vuole la nostra santa chiesa ( ci bombardano da bambini !!! ) e viene spesso spinto dalle famiglia a mettere su casa ( come si usa nelle sane famiglie italiane che spingono i figli ad andare via da casa per fare la propria vita ).
      Ecco queste due condizioni già sono sufficienti per farci sentire innocenti come agnellini.
      Il fatto di mettere al mondo oggi dei figli con i tempi che corrono vuol dire essere eroi.
      Un padre di famiglia dovrebbe essere iper tutelato e invece nel nostro paese prende solo calci in bocca le più delle volte.
      Non ti aiuta nessuno a meno che uno non abbia una famiglia facoltosa alle spalle oppure i cosidetti beni al sole.
      Tutti gli altri sono mandati allo sbando senza alcuna protezione sociale senza alcuna protezione sul reddito ( tranne le mancie che ti danno con l'indennità di disocuppazione ).
      Basta guardare cosa sono i posti di lavoro oggi : il 70% dei dipendenti sono single oppure coppie senza figli.Gli sposati con figli diventano minoranza e prende piede la cultura del chi se ne frega dei tuoi problemi ( sarebbero i figli ) io tanto adesso non li ho !!!
      Questo fa si che le aziende in modo cinico incoraggino il comportamento anomalo di chi non ha figli creando vere e proprie spaccature. Si da precedenza ad aumenti o premi a chi è single, si tratta tutti allo stesso modo quando c'è un licenziamento collettivo.
      In sostanza oggi mettere al mondo dei figli oltre che uno svantaggio è anche una discriminante.
      Non è giusto.
      Le istituzioni devono pensare a :dare sempre priorità alle esigenze familiari a rendere grautuiti tutti i servizi ( compreso anche un buono vacanze per tutta la famiglia ) quando il capo-famiglia è in difficiltà ecomiche e/o a perso il posto di lavoro a farsi promotori per trovare in breve tempo una nuova occupazione.
      Le aziende dovrebbero dare adeguati aumenti automatici di stipendio ai capi-famiglia in relazione al numero dei figli e laddove non arrivasse l'azienda ci deve pensare lo stato a dare sostanziosi assegni familiari o pesanti detrazioni irpef.
      E questo deve essere applicato proprozionalmente a tutte le famiglie che hanno figli a carico !!! (che abbiano tre anni o venticinque anni...)
      Perchè quello che stiamo assistendo dalle politche di questi ultimi governi è che gli aiuti vengono dati solo a chi ha figli inferiori di tre anni e che non superino un reddito di 20.000 euro lordi !!!
      Anche questa è discriminazione, perchè si fanno crescere economicamente solo uno strato sociale lasciando gli altri dove si trovano.
      Non è giusto.
      Quindi bando alle false ipocrisie di chi in televisione dice che la famiglia è la parte fondante della società. Si passi ai fatti !!!

    1. maumau 19 agosto 2009

      su una cosa siamo d'accordo:
      la politica è l'arte di convincere qualcuno a votare per chi rappresenterà interessi di altri...
      come convincere i poveri a votare i rappresentanti dei ricchi(visto che chi viene eletto ,prima di essere eletto viene candidato o meglio designato
      e vi posso rassicurare che anche in un piccolo comune farsi candidare è difficilissimo,e spesso intervengono a decidere organi provinciali o regionali e quindi anche nei piccoli comuni nulla si muove se non fa comodo ai partiti sin dalle alte sfere!!)

      e tutto questo deve avvenire senza farsene accorgere almeno nel breve medio periodo...qualora questo meccanismo non fosse più possibile perchè sgamato(ma a quanto pare non lo è ancora!) i ricchi ed i potenti saprebbero come andare al potere,ci andrebbero direttamente senza il tramite e la buffonata della rappresentazione democratina,appunto poco più di uno spettacolino di bassa lega..lo prenderebbero direttamente con un golpe ad oggi non serve,visto che ancora molti credono alla rappresentanza e soprattutto alla dicotomia destra-sinistra,anche questa finta(ricordo a tutti La Torre PD che passa i pizzini al suo collega della PDL messo in difficoltà da un dipietrista..!Oppure gli accordi dichiarati ormai tra D'Alema-Violante con Berlusconi in occasione dello scambio Bicamerale con la legge contro il conflitto di interesse,entrambe mai fatte!)

      una cosa è certa la destra si è sempre saputo che difendeva gli interessi dei ricchi(sebbene i poveri gli hanno votato in massa per quanto detto sopra),ma la sinistra non ha scuse ,si è presa la fiducia dei ceti popolari e l'ha sacrificata sull'altare del potere e delle poltrone...
      in vero la sinistra ha venduto per poche lire il potere ed il consendo datogli dai cittadini e ne ha pagate in parte le conseguenze...infatti i partiti di sinistra sono stati cancellati dal parlamento,ma ci è rimasto il PD
      che pur era complice di quelle vendita..ma potendo usare un potere mediatico enorme concessogli da Berlusconi in modo da avere una finta controparte senza gli estremismi...è riuscita tuttavia ad ingannare di nuovo il popolo della sinistra ed ottenere un 30%....solo perchè parecchi non voterebbero mai Berlusconi

      in vero sono un unico gruppo che difende gli interessi delle banche(Veltroni alle ultime elezioni ad ogni intervista ripeteva il mantra,banca Intesa,glielo fece notare anche Berlusconi,ma era fin troppo chiaro..d'altronde i debiti dei DS furono pagati da Geronzi..della banca di roma poi capitalia oggi Unicredit-Intesa che tra l'altro da sole hanno il 60% delle azioni di banca italia ecco perchè fassino e napolitano si infuriano appena si tocca bancaitalia o Unicredit-Intesa che sono la stessa cosa...!) e della grande industria che hanno concesso loro di stare dove stanno e che pensano solo a restarci e quindi far bene il lavoro di rappresentanti di chi li ha designati o candidati(in un modo o nell'altro anche prima dell'attuale legge era più o meno uguale con possibili defezioni che poi andavano eliminate,esempio Moro,oggi invece si controlla ogni candidatura e questo va bene sia a PD che PDL ,non serve più eliminare nessuno,basta controllare le candidature..)proteggendosi in casta mentre proteggono gli interessi dei loro padroni veri,che non sono certo il popolo...

    1. LonanHista 18 agosto 2009

      a forza di vedere mostri, la realtà diventa distorta e si perde il filo......cosa è effettivamente successo?......è successo che la finanza, immense quantità di danaro -virtuale o meno è relativo- ha creato un immensa bolla dove le cifre non corrispondevano al vero....ma per evitare però che per questo tutto il sistema bancario-finanziario crollasse sono dovuti intervenire i governi, cioè la collettività a sanare qesti debiti.......se la bce ha dato alle banche 1000miliardi di euro(esempio)...adesso dovranno essere i governi a rimborsare questa cifra(c'è il segreto di stato, ma all'Italia dovrebbe toccare una quota di 150miliardi di euro)...CIOè TUTTI I CITTADINI DOVRANNO PAGARE E SUDARE PER DEBITI NON FATTI DA LORO..........,..ma il bello è che adesso quelle stesse banche alle quali i governi hanno dato i soldi, NEGOZIERANNO I TITOLI DI STATO, CIOè I DEBITI CHE DOVREMMO PAGARE.......
      1-le banche hanno fatto i debiti..2-i governi dovranno pagare questi debiti.....3 -le stesse banche tratteranno e negozieranno questo debito, guadagnandoci e speculandoci sopra.......................IL COLMO ASSOLUTO................................ma quale è stato il vero scopo della crisi?.................QUESTA CRISI SERVE A TRASFERIRE LA SOVRANITà DEI GOVERNI AD ENTI SOVRANAZIONALI....perché di fatto ogni persona, o governo non è tenuta per le palle dalle tasse(che in fondo finanziano la sanità la scuola ed altri servizi)...MA DAI DEBITI.....come gli strozzini rovinano la persona indebitata....banche ed organismo soranzaionali ORA TERRANNO PER LE PALLE INTERI PAESI...........questo è lo scopo della crisi...che non si può provare che sia stata pianificata.....PERò è CERTISSIMO CHE POTEVA ESSERE EVITATA E NON è STATO FATTO...ANZI SI è PEGGIORATO...................e questo avvocato...vabbè che ha mangiato carne umana....MA NON ESISTONO SOLO I 100MILA STATALI DELLA SCUOLA CHE PERDERANNO IL LAVORO.....MA ALTRE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE NON AVRANNO PIù OCCUPAZIONE.......mentre bertinotti è in costa azzurra ospite di facoltosi amici.....epifani passa le notti in hotel 4-5 stelle svuotando i frigobar(anche champagne)e con ricevute per ogni notte da oltre 1000 euro...mMENTRE MILIONI DI COGLIONI ANCORA PAGANO LA TESSERA ALLA CGIL E AGLI ALTRI..........e i colpevoli dei guai delle masse non sono i banchieri o i padroni CHE SI FANNO I CAZZI LORO COME è LOGICO CHE SIA...I COLPEVOLI DI QUESTO DISASTRO SONO LA SX ED I SINDACATI CHI CIOè DOVEVA RAPPRESENTARE LA MASSA....DIFENDERE GLI INTERESSI DEI PIù DEBOLI E NON LO HA FATTO..........................per cui se si dovrà cominciare a fare sul serio..versare sangue, staccare teste dal collo scannare come maiali....BISOGNA COMINCIARE DAI PARASSITI, FANNULLONI SINDACALI E DELLA SX........................sono loro i veri venduti al sistema di potere.... E MAI COME OGGI CI VORREBBE UN POL POT CHE SPAZZA VIA TUTTA LA SX DIRIGENTE E I PARASSITI LARVE UMANE DEI SINDACALISTI!!!!

    1. kolza 18 agosto 2009

      La crisi è uno shock, un colpo, un trauma che serve a riequilibrare (si fa per dire) il sistema dalla parte dei padroni del vapore. In tal senso è illuminante il libro "Shock Economy" di Naomi Klein.
      Per ragioni tecniche (la circolazione delle informazioni su Internet), ogni shock non può durare all'infinito. Quindi questa crisi quanto durerà a lungo prima che la gente si informi?
      Anni di benessere paradossale (il prezzo dell'elettronica giù, quello degli alimentari su) ha portato ad una sorta di anestetizzazione di massa, sperabilmente temporanea...
      Ora vedremo come andrà a finire...
      K

    1. airperri 18 agosto 2009

      'Vedi, abbiamo reso l'esistenza un qualcosa di spaventoso da vivere. La vita e' diventata una battaglia. E questa e' una cosa molto evidente. Un costante lottare... lottare... lottare. E abbiamo diviso quel -vivere- dalla morte. Separiamo la morte come qualcosa di orribile, qualcosa da dover combattere. E invece questa vita, che per noi e' infelicita', la accettiamo cosi'..... Se l'essere umano impara a vivere in questo mondo senza conflitto, allora la morte acquista un significato completamente diverso.'
      Cosi' parlava Jiddu Krisnhamurti qualche decina di anni fa.

      Quello che piu' mi e' piaciuto dell'articolo sono i commenti, tutti concordi. Mi associo in pieno, e mi fa piacere sapere di non essere solo in tanta merda!

      Ormai e' chiaro a tutti che c'e' un disegno globale, un piano generale fatto da banchieri e politici senza scrupoli allo scopo di dominare risorse naturali ed umane. Sono discorsi che gia' Ezra Pound faceva nel '900, nell' ABC dell'economia.
      Il discorso del lavorare 12 ore al giorno, il creare ghetti e barriere invisibili all'interno delle aziende, ponti levatoi, gabbie, ( gabbie salariali, risorse umane, ammortizzatori sociali.. ma che cazzo stanno dicendo questi schifosi???) griglie energetiche...competizione nelle persone laddove non ce ne sarebbe bisogno, pubblicizzare cazzate che non servono per abitudini innaturali, artificiali, ecc... e' solo la punta dell'iceberg.

      Si potrebbe parlare all'infinito, ma credo che il cambiamento debba avvenire in primis dentro noi stessi. E se gli altri continuano nella loro spasmodica corsa e scalata sociale, cavoli loro.
      Purtroppo poi i problemi ricadono su tutti, e allora cosa fare?..
      Se uno non si uniforma al matrix cosa fanno? ti emarginano?

      Ho studiato fino a prendere laurea, master, corsi di perfezionamento, ecc.. ma piu' studiavo e piu' capivo l'inutilita' di certi sistemi.
      E alla fine, con una laurea in legge, smisi pure di cercare lavoro.
      A quasi 33 anni posso dire di non aver mai ricevuto uno stipendio ufficiale, di non aver mai versato un contributo, di essere risultato sempre disoccupato, di aver votato 1 sola volta in vita mia, di aver fatto piu' ferie di 3 generazioni di impiegati, di aver conosciuto pescatori e contadini che hanno una qualita' della vita di molto superiore a noi occidentali.
      E' un sistema tutto fracico, Il castello di Kafka allo stato puro.
      Ci hanno fatto perdere di vista tutte le cose importanti a cominciare dal guardare il cielo, le stelle, i tramonti, parlare con il vicino, camminare, respirare...
      Ormai la persona e' giudicata in base al lavoro che fa. Non esiste altro perche' non c'e' tempo per fermare e pensare, parlare! NEIN!! ACTUNG!

      Comunque le soluzioni se le cerchiamo le troveremo sempre.

    1. mazzi 18 agosto 2009

      Mi dispiace, non sono nei tuoi panni ma immagino che non sia facile... e come te molti altri. La preoccupazione sono soprattutto i figli e la famiglia. Queste cose non dovrebbero piu' succedere, sono un'infamia.

    1. goslow 18 agosto 2009

      e propio perchè disoccupato (47anni diplomato in Elettronica industriale) vivendo con l'assegno di disoccupazione (e due figlie 16 e 6 anni Insieme a mia moglie Diplomata in ragioneria finita nelle losche delle Coop. a 3,50 l'ora)ho avuto piu tempo a disposizione per poter conoscere la verita tramite internet ed ad accrescere in me la convinzione che non ho niente da rimproverarmi ma semplicemente che sono stato vittima del sistema e sto cercando di informare anche gli altri che sono distratti dal propio lavoro a conoscere la verità

    1. Viruss 18 agosto 2009

      Sono d'accordo con te, in particolare quando ti riferisci all'importanza del nucleo familiare come cellula. Da una parte la buona gestione di questa cellula, può consentire di sganciarsi dal sistema per quanto possibile, dall'altro, una buona formazione dei nostri figli può porre le basi per la creazione di una società futura migliore.
      E' da tanto tempo che vado dicendo (lo dico da mamma) che è necessario rivalutare l'importanza della figura genitoriale e del rapporto con i figli.
      Spesso vengo tacciata di integralismo, anche e soprattutto dalle altre donne che sono troppo impegnate a rincorere se stesse e l'immagine delle carriere che si sono (o si sono fatte) assegnare.
      Ancora invece, mi scontro con quelle donne che lavorano per necessità materiali come un mutuo da pagare (anche io ho un mutuo da pagare) e ritengo che anche loro non siano tanto distanti dalle prime, sono l'altra faccia della stessa medaglia, solo che loro si sentono meno responsabili e più vittime.
      La nostra "società civile" ci ha inculcato che "il lavoro nobilita l'uomo" tanto che il primo articolo della nostra costutuzione già ci condanna ad una sorte scritta ed inesorabile.
      In più le donne hanno voluto allontanarsi dall'uomo come soggiogatore diventando come lui invece di puntare tutti gli sforzi su cio che davvero le avrebbe consentito di cambiare il mondo: l'educazione dei suoi figli.
      Se poi consideriamo che in questo mondo è buono solo ciò che è misurato nel PIL e visto che la maternità e la genitorialità non sono misurate in quest'ultimo ma anzi, rappresentano un costo per la società, ecco che diventano quasi disonorevoli.
      Siamo incastrati, costretti come dita dei piedi, a dirla come Guccini.

    1. AmonAmarth 18 agosto 2009

      Eh si, la percezione di questa oppressione quotidiana ce l'hanno tutti ma la cosa è percepita come normale ed inevitabile! Come se non se ne potesse fare a meno... O meglio, tempisticamente parlando, credo che ribellarsi a tale sistema di cose dall'inizio dell'azione a quando cambi qualcosa in positivo sia molto difficile per moltissimi soggetti della società, specialmente i più vulnerabili. Come dici tu appunto, la gente è reticente a ribellarsi per paura, per ricatto, come se tutti fossimo legati ad un esile filo rotto il quale si è in balia di tutto. Io nella società ci credo, o meglio credo nel subconscio di libertà che hanno tutti, e ci sarà un tempo in cui uniti riusciremo a redimerci da queste catene, ovviamente aiutandoci. Ecco perchè, andando fuori tema caro Viruss, credo che il primo passo da fare per una rivoluzione sia "salvare i corpi", ovvero porre le basi per l'autarchia di tutti i nuclei famigliari o di convivenza, ponendo le solide basi per staccare la nostra vita dalla dipendenza dei cicli di vita di ricatto e debito. La successiva fase è imprevedibile, ma la cascata di fatti che deriverebbe da una tale condizione di libertà fisica e quindi psichica di tutti sarebbe oltremodo positiva e costruttiva per la libertà di tutti. Io ci credo ed è imperativo cominciare da subito, il collasso ecologico/economico/sociale che ci spetta continuando a mantenere in vita questo sistema è troppo per l'umanita, è tutto in gioco. Un saluto e grazie per l'ottima discussione!

    1. ranxerox 18 agosto 2009

      La sopravvivenza è l'unica aspirazione concessaci dal Potere. Produrre per consumare è il meccanismo in cui incasellarci. La cultura dell'effimero q.b. per illuderci e tirare avanti. Infine un pizzico di religione cosicchè la speranza sia l'ultima a morire. Si dice che la consapevolezza porti all'illuminazione, noi aspettiamo Godot.

    1. IVANOE 18 agosto 2009

      Concordo con l'articolo.
      Franceschetti ha il coraggio di scriverlo, perchè quanti di noi ci sono arrivati riflettendoci sopra ?
      E' purtroppo proprio così. Il meccanismo è perverso e qualsiasi sia la nostra natura, estrazione credo politico è inevitabile che tutti abbiamo in modo naturale ed automatico ( e senza sensi di colpa particolari ) l'ambizione a migliorarci.
      E' sempre stato così una rincorsa sulla rincorsa è proprio questo sistema sociale perverso che ci spinge a migliorare continuamente il nostro tenore di vita. Solo che adesso da almeno 8-9 anni ci siamo tutti accorti che stanno chiudendo sempre più i rubinetti. i nostri padri ad esempio hanno sempre lavorato da soli e con molta fatica ( hanno magari vissuto il periodo della guerra ) hanno tirato su i figli e comunque li hanno visti crescere ecomicamente cioè hanno aumentato il proprio tenore di vita rispetto ai loro.Noi figli di quella generazione ci abbiamo creduto abbiamo cominciato a vedere migliorare gradualmente il nostro tenore di vita e così facendo mettendo in moto le aziende, i consumi e lo sviluppo.
      Poi nel 2001/2002 è successo qualcosa.I salari si sono bloccati e i prezzi sono cominciati ad aumentare e conseguentemente le tasse ( sarebbe stato logico in un governo sano che all'aumentare dei prezzi si decrementassero le tasse - alimentari iva al 10% tasse sugli immobili più basse, tariffe più basse e così via... e invece ? non è stato fatto !! perchè ? ).
      Allora viene il sospetto ( tanto per enunciare un detto di bertinotti l'ultimo anti-capitalista all'acqua di rose : salari in lire e prezzi in euro ) che oltre al debito pubblico oltre agli sprechi ci sia dell'altro !!
      Come si può sentire un padre di famiglia che ha la fortuna di lavorare quando vede che il suo salario non basta più, quando vede il suo conto corrente perennemente in rosso, quando dopo aver abituato la sua famiglia a fare un pò di vacanze durante l'anno è costretto a dire ai propri figli rimaniamo a casa, quando è costretto a fare debiti con psudo-finanziarie che tengono tassi oltre il 10% se non di più anche se i tassi sono all1% ( trovando la scusante perchè dicono che ci sono troppe insolvenze e dovono cautelarsi con i clienti ) per riprare la macchina, pagare il dentista, riparare la caldaia e comprare i libri per la scuola ? Mentr incessantemente siamo bombardati da pubblicità di beni e servizi di lusso.
      Come si sente un padre di famiglia ? Un verme un'incapace ( e non per colpa sua ) costantemente in ansia e preoccupato.
      E purtroppo il padre di famiglia oggi ha la senzazione che a differenza del suo genitore, non ha più gli aumenti automatici del suo reddito che non veniva dato come succede oggi a chi è più raccomandato ma bensì venivano usati altri parametri : con l'età di servizio, con la nascita del secondo e/o terzo figlio, la scala mobile ecc. ecc.
      Oggi invece gli aumenti i premi li prendono i soliti noti: quelli più raccomandati, quelli più omologati al sistema, insomma le aziende li danno a chi gli fa più comodo creando una doppia ghettizzazione.
      E a chi giova questo stato psicologico ?
      A chi detiene il potere !!!
      Sappiamo tutti che ai nostri salari mancano oggi 400/500 euro mese netti cadauno.Basterebbe poco per ridarci questi soldi : aumento di tutti i minini contrattuali ed riattivazione temporanea della scala mobile e soprattutto lotta senza quartiere all'evasione fiscale.
      Perchè nessuno è mai intervenuto ? da bertinotti, a berlusconi a prodi ecc. ecc.
      Perchè dicono che aumenta il costo del lavoro ?
      Fesserie !!!
      Perchè se facciamo due conti con i soldi che avrebbe in più una famiglia farebbe ripartire alla grande il consumo interno, farebbe ripartire le aziende, darebbe lavoro anche ai precari ( altro scandalo ) creerebbe sviluppo, darebbe maggiori introiti allo stato, riprenderebbe il circolo virtuoso dell'aumento del tenore di vita degli italiani.
      Invece sempra che la mano di un gigante lo impedisca.
      E' un pò il discorso della fuga dei cervelli dall'italia. Sono 20 anni che ne parlano del nepotismo della mancanza di meritocrazia ecc .ecc. non ultimo i due ricercatori italiani che nessuno faceva lavorare in italia perchè figli di nessuno ed invece oggi sono degli scienziati affermati negli USA... Cosa è stato fatto cosa viene fatto oggi ? Niente di niente.
      Nello stato, nelle grandi aziende, nelle univeristà imperversano bande di clientele di vario tipo che si spartiscono aumenti di stipendio, premi di produttività e quant'altro al becero grido del fancazzismo più sfrenato alla faccia di tutti gli altri che continuano a patire le preoccupazion idei salari bassi.
      A chi giova questo ?
      E soprattuto a cosa serve ? Lo ha spiegato bene Franceschini.

    1. Viruss 18 agosto 2009

      straquoto al 100%
      sfogo sacrosanto.
      "Ciò che più ci opprime in effetti ci è noto: lavorare continuamente per pagare i debiti, la nascita dei quali ci sono serviti per garantirci una vita "normale", per poi crepare poco dopo averli estinti"...questa è la legge del produci-consuma-crepa.
      E' un modo di vedere la vita ancora troppo di "nicchia" ..ahi noi!
      Proprio ieri parlavo con una mia coetanea che ha un bimbo di due anni come me, e che si lamentava delle 10 ore lavorate il giorno di ferragosto (e figlio parcheggiato da nonna) in un centro commerciale del nord est della Sardegna, gremito di questi giorni.
      Le ho detto che la vita che abbiamo accettato di vivere non è vita degna di tale nome, in particolare per i nostri figli, perchè non si può pensare di lavorare 10 ore in un giorno di festa per uno stipendio misero e stare attaccati all'idea..." menomale che c'è..."
      ma non ha capito. L'unica cosa che ha pensato è "menomale che c'è".

    1. AmonAmarth 17 agosto 2009

      Argomento di cruciale interesse... Ciò che più ci opprime in effetti ci è noto: lavorare continuamente per pagare i debiti, la nascita dei quali ci sono serviti per garantirci una vita "normale", per poi crepare poco dopo averli estinti. Lineare no? L'importante per chi sa a cosa serve tutto questo è che tutti rimangano occupati lavorando per la maggior parte del nostro tempo da svegli e non pensare ad altro se non alla solita routine settimanale/mensile/annuale: è effettivamente faticoso e normalmente in queste condizioni la maggior parte delle persone non lo fa. Ecco quindi nascere il disinteresse comune su questioni politiche ed economiche, mentre il meccanismo continua a funzionare e a fottere la libertà della gente giorno per giorno. Nel frattempo continuano a raccontarci che la difficoltà ad andare avanti (la crisi) sia perenne e ad essa ci sia una sola medicina: l'aumento del nostro sacrificio. Anche qui non si fa una piega. Ci danno cifre (e pure quelle ci fanno incazzare!) del tipo 40-50% di tasse dovute allo stato (sono molte di più come si è letto...), questa figura paterna e severa, ma che dopotutto eh dai si, dopo tutto questo colapasta ci fa arrivare qualche contentino: la scuola (malandata e maltrattata), la sanità (ineguale e mafiosa), le opere pubbliche (non finite, malandate, non funzionanti e mafiose), le pensioni (ahahah!!) e quant'altro si possa definire "servizio" sociale... Tuttosommato... tuttosommato un cazzo! E tutto il resto del nostro sangue versato? Del nostro tempo? Dei nostri "soldi" (quantità ormai piuttosto effimera se avete visto il filmato qui: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/08/rebus-signoraggio-la-grande-truffa-15.html...) ? Chi si è preso tutto il resto? Mah...
      Giunti a sto punto del ragionamento verrebbe da pensare a chi dare la colpa, a chi è il più stronzo, il più mafioso, il più corrotto, etc... E in effetti è ciò che in moltissimi "dissidenti" fanno: persone alla Travaglio che si perdono (e fanno perdere chi pende dalle loro labbra) in innumerevoli e lunghissime litanie di dettagli su chi con chi, su chi con cosa, su chi con come e perchè... E alla fine anche tutto questo a conti fatti fa spettaccolo e distrae la gente dal ragionamento grosso, quello che sta alla base, lasciando tutti con l'amaro in bocca dopo aver solamente "sgamato" qualcuno dei più eclatanti stronzi esistenti (ah-ah! Sgamato! Sgamato! E' lui l'uomo nero! E' super corrotto! E' mafioso!! E' pedofilo!! E adesso? E adesso? ... E adesso vado a letto che è finito Annozero, ho sonno e domani mi sveglio presto, devo andare a lavorare 12 ore per pagare il mutuo...).
      Invece la cosa più utile guardacaso potrebbe essere scoprire le cose non ovvie ma paradossalmente quotidiane! Quali sono i meccanismi che intrecciati ci inducono ad essere umani pseudo-liberi se non completamente sottomessi? Tanto per cominciare si potrebbe parlare di cos'è il lavoro, il prezzo delle case, i mutui, la creazione di un pensiero compatto e deviato dalla "placida", "tenera", "cara" e cullante propaganda quotidiana televisiva, o generalmente tutto quell'insieme di cose che ci inducono a strafare CONTINUAMENTE senza lasciarci il tempo di pensare più che superficialmente alle questioni che ci opprimono, nel singolo e nel gruppo. Senza parlare del tempo che ci servirebbe per attuare quel buono che ci verrebbe in mente...
      Ecco si che allora se smettessimo tutti ad un tratto di credere che tutto questo sia normale il risveglio collettivo da questo torpore genererebbe qualcosa di veramente unico, un empatia di gruppo diversa, non meccanizzata da questi cicli infernali di sudditanza e debito, liberi di pensare e agire per un mondo diverso e giusto, non senza ripercussioni dalla parte di chi ci domina finora ovviamente, bando alle stronzate, non è il paese dei balocchi... Buona salvaguardia del vostro tempo... e riscoperta del profondo pensiero, c'è qualcosa che non va e dobbiamo capirlo tutti... per fare QUALCOSA.

      Ciao.

    1. Allarmerosso 17 agosto 2009

      “Non capisco perché invoca la teoria del complotto. Guardi, tutte le volte che qualcuno evidenzia delle costanti, ogni volta che qualcuno va oltre le azioni spontanee della gente, si sente parlare della teoria del complotto! Penso che la storia sia fatta di ben altro che delle mere azioni spontanee della gente”.

      Norman Gary Finkelstein

    1. edoxxx 17 agosto 2009

      Salve, trovo assurda questa teoria delle tasse.

      Che i soldi abbiano un circolo vizioso dove i soldi alla fin fine vanno allo stato ci può stare.

      Ma almeno avere alla base un 10 pittosto di un 40 % di tasse fa una bella differenza. Uno si trova in tasca più denaro da spendere come meglio preferisce, e non è poco.

      Poi un popolo benestante avrà ovviamente meno voglia di ribellarsi, perchè dovrebbe farlo?

      A chi giova la crisi?

      A chi vuole le guerre, avrà più arruolati "volontari" (perchè non avranno altra scelta) da mandare qui e la per fargli fare lo sporco lavoro.

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