A BOCCE FERME

DI CARLO BERTANI

Ogni istante che trascorro in questa stanza, divento più debole. Charlie sta là, acquattato nella jungla, ed ogni istante che passa diventa più forte.”
Dal film “Apocalypse now” – di Francis Ford Coppola, (1979).

Di questi tempi, pare che lo sport nazionale non sia più il calcio bensì l’ “Obama World Cup”, ossia la previsione sul “come sarà” l’America di Obama. Io, quello che avevo da dire su Obama, lo esternai in tempi non sospetti, quando scrissi “Uomo della Provvidenza o Cavallo di Troia?”, il 7 gennaio 2008. Potrete trovarlo facilmente sul mio blog o sul Web. E, questo, è tutto quello che ho da dire sul personaggio Obama.

A dire il vero, mi sembra che questo sport stia diventando una para-Olimpiade per non vedenti, dove schiere di solerti giornalisti continuano a fissare, ostinatamente, il dito. Guardiamo un po’ il cielo, per favore.
Per non tediare i lettori con le solite solfe ritrite dello Stivale e dallo Stivale, ho preferito chiedere lumi ad un collega statunitense – noto cronista delle vicende di quel Paese – il quale mi ha inviato una corrispondenza molto originale, perché testimonia che gli umori del Belpaese non sono poi così sconosciuti negli Iuessé.
Non perdo altro tempo e vi copio/incollo la sua mail. Solo, vi prego di scusare il linguaggio un po’ “confidenziale” e ricco d’espressioni colorite:

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Caro Carlo,
mi stupisce, come tu stesso racconti, che da voi qualcuno ancora spilluzzichi sul particolare che Obama è nero. Da noi, salvo qualche decerebrato nazistoide, nessuno ci pensa un solo istante, nemmeno qui in Alabama ove – tu ben sai – su queste faccende scherzano poco. Abbiamo altro cui pensare.
Gli alchimisti di Wall Street ci hanno giocato proprio un brutto scherzo, ed io – mentre raso il prato di casa – osservo gli occhi dei miei vicini, apparentemente intenti a far scorrazzare i loro tosaerba: mi sembrano assai preoccupati per il futuro e tutti la pensano allo stesso modo. Per dirla con una vostra espressione – che ben ricordo d’aver udito più volte in Italia, ma che per decenza non posso riportare – sono veramente “ca… da ca…”.

Cosa vuoi che gliene freghi se Obama è nero: fosse anche stato verde e fosse giunto da Marte, dopo Bush tutto andava bene. L’importante, è che riesca a tirarci fuori dalle peste.
L’altro, Mc Cain, non convinceva: potevamo scambiare un cow boy del Texas con uno dell’Arizona? No…non avrebbe funzionato: voi avete provato a cambiare presidenti democristiani, banchieri e comunisti – tutti rigorosamente ottuagenari – e vedete come siete messi. Quando le cose vanno male, caro Carlo, bisogna avere il coraggio di cambiare e sperare nella Dea Bendata. Fintanto che non cambi niente, potrai star certo che le cose andranno sempre nello stesso modo: di merda.

Ho letto quel che scrivono di Obama i vostri politici e – scusami, sai – ma sembrano non capire proprio un cazzo. A parte quello stupidotto che va a fare le battute cretine al Cremlino – come se Obama fosse solo abbronzato, no: è nero come il carbone, originario del Kenya – anche gli altri non scherzano. Nessuno, qui, crede che sia la reincarnazione di Kennedy, e nemmeno un Clinton al quale hanno dato una mano di vernice: Obama ha convinto soprattutto con la promessa di “5 milioni di posti di lavoro nei nuovi settori energetici”, questa è stata musica per le orecchie degli americani, mica gli strampalati sogni di un ex sindaco di Roma che vorrebbe esser nato a Rome, quella che abbiamo qui, in Georgia.
Provate voi, ad avere il coraggio d’eleggere, alla presidenza della Repubblica italiana, un tale Beshim Hashtalachi jr, figlio di Beshim Hashtalachi sr, nato in Romania o in Albania, soltanto perché è bravo. Provateci.

Vedi, Carlo, qui la gente ha fatto un ragionamento molto semplice: se con il petrolio – seguendo la politica di Bush – siamo finiti a carte quarantotto, vorrà dire che il petrolio non è più un buon affare, meglio cambiare, a new way.
So che a te, proprio a te che lo hai sempre scritto in tanti articoli e libri, queste cose non le dovrei certo ricordare, ma è un fatto che, se punti sul petrolio, ti tocca giocare la partita con una serie di soci che mai desidereresti avere accanto, nemmeno a Las Vegas, figuriamoci nel piatto di Risiko del Pianeta.

Anzitutto, ti tocca metterti in affari con la famiglia regnante saudita che – t’assicuro – è meno affidabile di un serpente di Key West. Un giorno te le fanno buone, il giorno dopo fanno zacat e sadaqua alla Fratellanza Musulmana, che mai saprai a chi darà quei soldi, il giorno dopo ancora – per non correre il rischio di rafforzare troppo l’Iran – manderanno direttamente armi ai loro cugini iracheni. Poi c’è l’Iran – e se vuoi il petrolio iraniano devi chiudere entrambi gli occhi sui loro desideri espansivi verso l’Iraq – ma, se “tralasci” troppo la questione nucleare, sono gli israeliani ad incazzarsi, e allora vai nei guai con le loro banche…

In passato, abbiamo fatto ottimi affari con Saddam Hussein poi, sempre per colpa del petrolio – grazie al fatto che Bush il Vecchio aveva concessioni petrolifere in Kuwait, proprio sul confine iracheno – siamo andati ad infilarci per la prima volta nel casino iracheno. E la Unocal? Per quelle storie d’oleodotti che s’incrociavano in Afghanistan, siamo stati costretti a ricevere alla Casa Bianca dei pecorai del cazzo…quei Taliban…gli stessi che adesso ci sparano addosso…
Eh, ma allora le Russia non era nessuno…in braghe di tela…e siamo stati proprio noi, con questa cavolo di politica del petrolio, a rifornirla di tutto punto. Adesso sono fuori dai casini, hanno pagato i debiti e – voi europei lo sapete bene – siete costretti a dire di sì a tutto, altrimenti vi chiudono il rubinetto del metano.
A noi, i cinesi potrebbero chiudere il rubinetto del credito: non lo faranno, ma più di tanto non possiamo più fidarci.
Il mondo è cambiato, caro Carlo: un peones del cazzo come Chavez si permette di sputarci in testa, i vietnamiti, i nipoti di Charlie, scorrazzano in cielo sui Su-27, gli iraniani costruiscono caccia, gli indiani missili…

Obama è un tipo semplice, di quelli che non si riempiono la testa di piscio e vento; s’è svegliato un mattino ed ha detto alla gente:

“Ehi, ragazzi: vi ricordate chi siamo? Siamo i grandi Iuessé, il Paese che tutto può, se vuole. Abbiamo le migliori università del mondo, i migliori centri di ricerca del pianeta, nessuno è in grado di fare impresa – presto e bene – come noi. Se desideriamo farlo.
Perché cavolo dobbiamo continuare ad impestarci con le guerre, con ‘sta merda di petrolio e con tutte le guerre del cazzo che si trascina appresso, se abbiamo la possibilità di primeggiare senza dover mandare i nostri figli a morire in quelle merdose strade irachene del cazzo?
Invece di mettere loro un fucile in mano, armiamoli di cacciavite e di computer e mandiamoli a costruire la migliore tecnologia del mondo: facciamo in modo che, se gli altri producono un kwh elettrico per 10 centesimi, con la nostra tecnologia ne costi 5. Verranno a frotte – dovranno venire a frotte a comprare da noi – perché non avranno scelta: o venirci a leccare il deretano, oppure andare fuori mercato.
Le premesse ci sono tutte: i cinesi vogliono continuare a produrre bamboline e computer? Bene! Noi compreremo milioni, miliardi di bamboline e computer e, con un solo impianto energetico che venderemo loro, avremo bamboline e computer per un anno.
Gli europei? Gli europei non hanno scampo: cosa volete che possano fare con la loro “Unione”, quando persero anni a discutere il colore della copertina per il futuro passaporto europeo? Quella è gente che ciancia e basta, che si riempie la bocca di vento: come sempre, s’inchineranno ai nostri desideri.
La Russia gongola perché sa d’avere gas per mezzo seco
lo ma, se con quel gas produrrà energia a prezzi maggiori rispetto alle nostre tecnologie, potranno farci i clisteri con il loro gas. Degli arabi e di tutta l’altra gente del cazzo non c’importa niente: che s’arrangino, oppure che crepino.
Dite che è una storia difficile da realizzare? No, era difficile solo perché quell’idiota di Bush dovevano sorvegliarlo a vista, altrimenti si soffocava da solo con le noccioline. E quell’altro fetente…quello che mi ha chiamato “abbronzato”…che rovescia i leggii mentre blatera che «Bush sarà ricordato come il più grande presidente degli USA»?
Quello dev’essere il suo degno compare: uno che caccia un premio Nobel per la Fisica – che gli aveva appena creato una tecnologia d’avanguardia sul solare – per costruire centrali nucleari! Non facciamolo, però, sapere in Italia: prima d’avere nuovi sistemi da esportare, pensiamo a far fuori tutto il rottame nucleare che abbiamo in casa. Fesso com’è, è capace di pagarcelo a peso d’oro.
Io avevo già preso contatti con Stanford: affermano che in soli tre stati abbiamo sufficiente energia eolica per alimentare l’intera nazione! E poi: le innovazioni sul fotovoltaico…non passa giorno senza che qualcuno inventi qualcosa…presto arriveremo a superare il 30% di rendimento delle celle, forse più…
E il mare? Quel fessacchiotto di Mc Cain e la sua compare…quella ballerina dell’Alaska…pensavano di trivellarlo per il petrolio…che idioti…
Semplicemente, in Florida, stanno progettando enormi generatori sospesi a grandi boe, da immergere al largo, nella Corrente del Golfo. Praticamente eterni, produrranno energia per 365 giorni l’anno, costantemente.
Cari americani: l’energia non manca, quel che ancora non hanno sondato per bene (per nostra fortuna!) è il modo più economico per ricavarla. Anche Bush, però, ci ha dato una mano: con i soldi che hanno speso in disinformazione le compagnie petrolifere, negli ultimi decenni, solo i tedeschi (sempre loro…) non ci sono cascati.
I maledetti Deutsch hanno tuttora 400.000 persone che lavorano nelle nuove tecnologie energetiche, e sono 80 milioni. Ebbene? Con lo stesso rapporto, noi dovremmo mettere a lavorare sul sole e sul vento un milione e mezzo di persone. Invece, nei prossimi 10 anni, saranno cinque milioni a lavorarci: tre volte tanto! Giovani americani che combatteranno ancora una volta contro la Germania ed il Giappone, ma con cacciavite e computer: basta con le armi, è roba desueta!
I tedeschi sono un pericolo, ma sono in Europa: basterà lavorare ai fianchi i tanti utili idioti europei – che si dicono ancora di destra e di sinistra! – per avere carta bianca. Ancora una volta, la Germania dovrà capitolare: bisogna sapersi scegliere gli alleati!”

Questo è stato il discorso che ha convinto gli americani, gli amici che tagliano il prato nella mia stessa via, e che ha convinto anche me.
Mi ha convinto perché non vedo proprio la ragione di continuare su una strada perdente: cosa sarebbe stata l’America di Mc Cain? La fotocopia sbiadita di quella di Bush: pericolosa per sé e per gli altri.
Questo non significa che Obama sarà quell’angioletto che credono alcuni ingenui della politica italiana: saprà farsi valere, sapendo che oggi è debole – troppi debiti, troppe industrie migrate all’estero – ma che è alla testa di una delle nazioni che più hanno possibilità di riscatto.
Qui, nessuno vuole rinunciare al sogno americano: se gli USA, domani, dovessero svegliarsi senza il loro sogno, finirebbero come gli italiani, a grattare nelle tabaccherie dei talloncini per sperare di diventare milionari. Questa è la differenza fra una nazione che ha un sogno collettivo, ed un’altra che non l’ha mai avuto o, se l’ha avuto, da troppo tempo l’ha scordato.
Ogni continente ha i suoi sogni – pensa ai latino-americani ed ai loro libertador – ed è giusto averli: l’importante, per chi crede nella pace, è che il tuo sogno non sia quello d’abbattere i sogni altrui. Difficile? Impossibile?
Non lo so, però so che questo pianeta sta diventando terribilmente piccino, e non potremmo più permetterci un tale sabba di distruzione come l’ultima Guerra Mondiale. Consumeremmo quel poco di risorse che ancora restano.
Certo, da domani la CIA non smetterà d’infiltrare agenti, l’FSB di comprare “gole profonde” il Mossad di fare altre nefandezze…questo è di là dei nostri desideri…però, la vicenda sembra oggi incamminata verso una competizione economica. Perché? Poiché è quella che più favorisce noi, che possiamo scegliere fra la pace e la guerra, non perché siamo improvvisamente diventati più buoni. Queste illusioni, lasciamole ai sognatori.
Per noi, il fatto che domani ci sia la speranza di una bomba in meno di oggi, è già qualcosa.

Fatti sentire, il tuo sempre amico e cronista

Nathan Bedford Forrest Gump

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Che dire…non posso che sottoscrivere…certo, sentire aria di cambiamento, mi ha fatto tornare alla mente i più brutti incubi degli americani, spossati da anni nei quali la peggior fobia assumeva un nome gentile, Charlie, quasi che i vietcong della jungla fossero personaggi di Disney.
Quelle scritte sui muri iracheni – “questo è il vostro nuovo Vietnam” – devono averli spaventati, anche se oggi la media dei soldati USA uccisi in Iraq è scesa a “solo” 2 il giorno.
La scorsa volta, per uscire dalla sconfitta vietnamita, finirono in un altro incubo: quello di Reagan, continuato da Bush il Vecchio, praticato in silenzio da Clinton e sparato poi nel Pianeta da Bush il Giovane. Com’è finita la vertigine unipolare di New American Century, è lì da vedere.
Oggi, gli USA non hanno più margini per perdere un’altra guerra, fosse anche una semplice competizione economica: la strada è obbligata, ed Obama è l’unico ufficiale che può farli uscire dalla jungla.

Si fa presto a dire che praticherà un politica neo-rooseveltiana, perché la situazione finanziaria e di bilancio non consente il deficit spending dell’epoca: nessun Keynes all’orizzonte.
In quegli anni, però, gli USA seppero diventare leader nella radiotecnica, poi nell’elettronica: oggi, la sfida è sull’energia ed Obama ha dichiarato di volerla mettere al centro del suo programma. Mica scemo.
Mentre qualcuno continua a blaterare su questioni come l’Iran o lo scudo stellare, non si rende conto che il mondo ha voltato pagina. Qualche rimpianto? No, proprio rimpianti no, ma un’altra occasione persa per l’Europa, incapace di sottrarsi all’egemonia statunitense anche quando ne riceverebbe solo vantaggi.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2008/11/bocce-ferme.html
9.11.08

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Tetris1917
Tetris1917
10 Novembre 2008 , 10:46 10:46

Senza farla lunga sig Bertani, potrebbe chiedere al tuo amico americano, perche’ si e’ speso tanto per penetrare nel golfo persico, per poi mollare tutto e andare a impiantare boe nel golfo del messico? Io penso che il petrolio e’ cruciale per almeno altri 40 anni, e che nessun serio sviluppo o ri-sviluppo passi per le fonti alternative a meno che il neo-presidente non ha pensato a una sana decrescita economica, ma non mi pare. Con tutto il rispetto, saluti.

P.S se alla mail del suo amico toglie “ca…”, “merda”…..ecc, la mail e’ zippata al 50%

Egon
Egon
10 Novembre 2008 , 11:38 11:38

il trasporto mondiale va a petrolio,
anche se la germania e i paesi nordici sono i più avanti nel campo dell’energia pulita rispetto al resto del mondo, continuano ad usare automobili a combustione.
passare da combustione a elettricità sarà un processo molto lento, sopratutto ora che la gente non ha i soldi per il suv elettrico.

vainart
vainart
10 Novembre 2008 , 13:18 13:18

Ma che stronzate, se fosse stato tanto easy forse lo avrebbe già fatto qualcun’altro!!
Certo l’energia alternativa, quella piace a tutti, ma non può essere una soluzione a breve termine per un paese come gli USA, ci vorrebbero lunghi anni, farà prima a esistere l’Eurasia unita, Afghanistan compreso…

alverman
alverman
10 Novembre 2008 , 14:09 14:09

Ho sempre avuto un mezzo dubbio che gli americani fossero dei mezzi fessacchiotti oltre che eterni bambinoni, ma questo post fuga ogni dubbio perchè se Obama ha vinto con argomenti come questi allora poteva vincere anche mia nonna…perchè lo sapeva anche lei che McCain era impresentabile visto che era chiaro che avrebbe dato continuità alla devastante politica di Bush.
L’abbronzato ha vinto perchè è stato scelto lui da chi tira i fili del potere che sono poi gli stessi che avevano messo li Bush:cambia l’orchestra ma non cambia la musica,anzi credo che ne vedremo di peggio di quelle che abbiamo visto in questi otto anni di amministrazione neocon.
Prepariamoci a tempi molto molto oscuri…

reza
reza
10 Novembre 2008 , 14:22 14:22

Egregio sor Bertani, non ci siamo, probabilmente il suo amico esprime con onestà il suo parere personale o ciò che vorrebe che sia, probabilmente lui è un bushiano pentito e quindi, probabilmente lui insieme a un gruppo di amici suoi sono andati a votare Obama, pensando che ora che l’America ha fallito(ultima di serie in Georgia) nel tentativo di impossessarsi interamente delle fonti energtiche mediorientali e centroasiatiche , non solo l’America ma tutto il mondo potrà fare a meno del petrolio e del gas !?! Sta dicendo che , da amricani capaci di tutto, ci proveremo e lo realizzeremo questo songo !?! Comuque, va ricordato anche al suo amico che i risultati del voto sono stati i seguenti: BARACK OBAMA-JOE BIDEN:GRANDI ELETTORI 364, VOTI 62.447.040 (52%) JOHN McCAIN-SARAH PALIN: GRANDI ELETTORI 174, VOTI 55.389.846 (46%) La fortuna di Obama è stato quello di vincere negli stati dove ci sono un numero più alto di grandi elettori e comunque sia, dica pure al suo amico che oltre 55 milioni(su quasi 120 milioni di partecipanti) di elettori americani ha votato McCain! Inoltre, Obama sta dicendo una cosa semplice e noi ignoranti in europa possiamo capirlo da soli e senza interprete; sta dicendo… Leggi tutto »

cinthia
cinthia
10 Novembre 2008 , 15:18 15:18

E così a bocca ferma e fuori dai denti il caro amico cronista ci dice chiaramente cosa l’America pensa (ammesso che lui la rappresenti) del resto del mondo. Niente cooperazione per migliorare, siamo tutti dei coglioni da schiacciare. Bè, grazie tante. Esprimere senza veli cosa si pensa degli altri ci mette solo di fronte alla cruda realtà… peraltro sempre la stessa. Noi possiamo perché siamo fichi e abbiamo un sogno comune da realizzare, quello di campare altri decenni alle spalle del mondo, ricattandolo, disprezzandolo, dettando le regole. Non che la cosa mi stupisca, ma certo che non mi sembra proprio l’atteggiamento giusto per cambiare direzione. Quale sarebbe la differenza con la politica di Bush? Aggiustare il tiro era inevitabile a questo punto, ma sempre e solo per i propri interessi e nell’assoluto disprezzo degli altri. Gli israeliani vanno tenuti buoni per non farsi ricattare dalle loro banche. Gli europei sono solo dei disquisitori del nulla. Chavez è solo un peones che si permette di alzare la testa. I tedeschi devono piegarsi. Gli italiani poi sono così stupidi che domani gli venderemo gli scarti come abbiamo sempre fatto. I russi si ficchino in culo il loro gas. I cinesi continuino a… Leggi tutto »

maremosso
maremosso
11 Novembre 2008 , 0:20 0:20

Francamente non capisco cosa si spera che Barack Obama faccia di positivo per l’estero. Dovrà continuare la linea di politica di Bush aggraziandola esteticamente, obbligato dalla situazione vigente. Gli Stati Uniti sono in grande difficoltà economica nonostante comandino militarmente da 60 anni ed abbiano di gran lunga i centri di ricerca tecnologici più avanzati del mondo. Il problema è che la popolazione si è abituata a lavorare poco, male ed a consumare molto, indebitandosi senza limite. Per mantenere questo stile di vita occorre che altre nazioni producano i beni che i cittadini americani pretendono e pagano alla fine della catena economica con dollari convertibili in petrolio. Il deficit sempre crescente nella bilancia dei pagamenti viene poi compensato con l’acquisto da parte dei principali paesi OPEC del golfo dei Bond USD. Un abbandono del controllo militare mondiale (nonostante preveda il sacrificio del 7% del PIL per fabbisogni in armi, esercito ecc.), oppure lo sviluppo quantitativo di fonti energetiche alternative che riducesse la dipendenza dal petrolio, provocherebbe la bancarotta USA poichè la richiesta di dollari crollerebbe. Pertanto Obama non farà nulla che conduca in tale direzione, presumibilmente invece cercherà di ridistribuire i redditi interni e tagliare dove possibile sull’import, mettendo così ancor… Leggi tutto »

trubador
trubador
11 Novembre 2008 , 6:15 6:15

Caro Sig. Bertani, mi congratulo con lei. Ha davvero dei buoni amici! Amici che sputano in faccia al mondo ma di certo non nel piatto dove mangiano. Lo fanno usando l’arroganza che sempre hanno usato per secoli e secoli con tutto e con tutti, con cui hanno costruito il loro impero sterminando e massacrando popoli e culture. Ebbene, sa cosa penso? Penso che il suo egregio amico dovrebbe solo baciare e ringraziare la terra sulla quale poggia il piede invece di sputare sentenze. Dovrebbe considerare che la terra in cui vive, per cui va a dormire la sera, si sveglia la mattina, va a lavorare e gioisce dei piaceri familiari, è una terra rubata, estorta, saccheggiata, rossa di sangue versato secoli e secoli prima che lui potesse essere ancora nel pensiero del creatore. Consapevole di questo dovrebbe rammentarlo, portare rispetto e riconoscenza così come fanno le persone dotate di un minimo di buon senso ed una certa dose di umiltà, e altrettanto dovrebbero fare tutti i suoi connazionali. E invece no, sono sempre gli stessi, non sono cambiati per nulla. Denaro, profitto e potere ad ogni costo, e mr. Obama non è per nulla diverso, specialmente quando si viene a… Leggi tutto »

mirko1313
mirko1313
11 Novembre 2008 , 8:04 8:04

Auguro a Nathan Bedford che il prossimo cigno nero coinvolga anche lui, magari mentre taglia il suo bel praticello del cazzo

geopardy
geopardy
11 Novembre 2008 , 19:39 19:39

Potrei sottoscrivere delle parti, ma ci dovrei riflettere bene. I concetti di Obama qui riportati sono alquanto populisti (con un popolo di gran lunga sotto la media cognitiva), praticamente gli ha propinato tutto quello che essi volevano sentirsi dire (mi ricorda qualcuno qui da noi, che ha promesso mari e monti e ci ha lasciato, invece, amari e con Tremonti), un discorso talmente futuribile, che forse lo vedranno i nostri figli o nipoti, nel frattempo gli americani si subprimeranno in altre maniere per sopravvivere. Se hanno ragionato, che al di sotto di Bush non fosse possibile andare, è un conto, ma se tanti lo avessero realmente preso sul serio per queste parole, allora sono messi proprio male, non sarebbero praticamente capaci di collegare i risultati di tutte le decisioni economico-finanziare della storia statunitense, non saprebbero come si regge il dollaro e così via…. Più che un’autentica svolta plausibile, sembra la riproposizione dei nefandi dot.com di clintoniana memoria, posti sull’energia invece che sulla cosiddetta new economy. Quindi un altro grande flop all’orizzonte. Nessuno vuol proprio capire che la crescita infinita è una balla e per forza bisognerà arrivare ad una decrescita, specialmnete per proporre le energie alternative, altrimenti, il petrolio, finchè… Leggi tutto »

NerOscuro
NerOscuro
12 Novembre 2008 , 5:33 5:33

Secondo me siete troppo duri con Bedford/Bertani. La lettera, come presentata da Bertani all’inizio, è confidenziale nei toni e nel linguaggio. La tracotanza che fuoriesce ad ogni riga è paradossale anche se probabilmente riflette l’elitismo del popolo Americano: illustra più che altro un meccanismo psicologico su cui fare leva. Certo, Obama non può cambiare la direzione degli U.S dalla sera alla mattina e non sarà facile opporsi a certi interessi, ma è l’unica alternativa ragionevole. O cambiare e provare di nuovo a vincere, rincuorare gli Americani tirando in ballo anche tutti i vecchi stereotipi sull’Asia, la Russia e la UE (non sull’Italia, purtroppo non sono stereotipi), o continuare per la strada verso il baratro che Bush ha imboccato. Obama sembra la persona più adatta per questo genere di programma abbastanza alternativo, ma nessuno ovviamente ci metterebbe la mano sul fuoco.

NerOscuro
NerOscuro
12 Novembre 2008 , 5:35 5:35

A dimenticavo: anche voi mostrate una sorta di pregiudizio anti-americano. Non che demeritino in tal senso, ma rimanere un po’ più obbiettivi vi aiuterà a non rimanere sorpresi nel caso ce la facessero.

stephano
stephano
12 Novembre 2008 , 5:36 5:36

L’americano medio viene fuori tutto quanto in questa mail del suo amico.
Mezzo sognatore, finto realista, americamente presuntuoso e arrogante al punto giusto tanto da ergersi, in quanto americano, al di sopra di tutti.
Purtroppo son veri tutti i discorsi che riguardano noi italiani….ci aggiungo anche il fatto che noi, essendo un paese che dovrebbe far del businness del turismo il suo cavallo di battaglia, stiamo arrancando insieme alla nostra compagnia aerea di bandiera, cosa che ci sta portando altri debiti futuri (leggasi bad company)…avvilente direi.
Però consiglio al suo amico americano, come anche a tutti quanti, di fare molta attenzione non tanto all’italietta piuttosto che ad altri paesucoli che non intimoriscono neanche un po’ a quanto pare, ma alla Madre Russia. La Russia più passa il tempo più sta venendo fuori alla grande: questo fatto purtroppo passa spesso in sordina, ma sia dal punto di vista energetico, sia da quello delle alleanze, Europa e America presto potrebbero pesantemente accusare colpi duri e posizioni esageratamente pesanti da parte dei sovietici. Io ci starei attento, molto attento.

ElwoodBlue
ElwoodBlue
12 Novembre 2008 , 10:51 10:51

bell’articolo.
E bella mail.

Ci sono milioni di spunti di riflessione, quasi tutti molto positivi (con sfumature un po’ amare a pensare a cosa succede qui da noi, e a quanto siamo stati tenuti prigionieri dal petrolio).