27.01.2009 - LE AMNESIE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI ENRICO GALOPPINI

Cpeurasia

Premessa (gennaio 2009). Tre anni fa, un "coraggioso" (sic) professore di Liceo mio amico propose questo articolo alla sua classe come argomento di discussione. Ne uscirono dei temi nei quali i ragazzi espressero un ampio consenso per le idee in esso sostenute, sostenendolo con numerose ed originali riflessioni. I giovani, infatti, non avendo ancora una "posizione" da mantenere, una "reputazione" da difendere, un “ruolo” (una "maschera"?) da recitare, non si "scandalizzano" come gli adulti, non hanno sviluppato il fiuto che li tiene lontani dalle "rogne": sono naturalmente portati - prima di essere "educati" - ad accogliere ogni "verità", per discuterla ed integrarla con altre "verità".

Si capisce bene perché dei "poveri di spirito" si agitano tanto affinché le "giovani generazioni" vengano "educate"... Per evitare che ragionino, che "pensino con la propria testa", sebbene si senta ripetere incessantemente che questo è un (moderno e laico) "valore"...

Quest’anno, come ‘elemento di novità’, vale la pena di aggiungere che dopo quanto appena accaduto a Gaza, la “Giornata della Memoria” assume a tutti gli effetti i caratteri di un’operazione di cattivo gusto e di mancanza di rispetto per coloro che stanno soffrendo in Palestina.

[fonte: "Rinascita", 29 gennaio 2005]



A seguito: “Riflessioni sul giorno della memoria” (Carlo Gambescia);

Mentre una propaganda a tamburo battente in questi giorni ci obbliga a «non dimenticare», il circo politico-mediatico (nel quale si agitano, appunto, veri pagliacci) che da un settimana a questa parte, totalitariamente, propone all’attenzione degli italiani solo e sempre un’unica interpretazione di un’unica vicenda, è lo stesso che di fronte a situazioni del tutto analoghe a quelle vissute dagli abitanti di Varsavia sessant’anni fa non trova di meglio che glissare, occultare, mistificare, far passare una cosa per un’altra. Per cui, se gli ebrei del ghetto avevano tutte le ragioni per insorgere contro i tedeschi, ed il loro eroismo varrà sempre come fulgido esempio, per gli insorti delle odierne Varsavia non c’è neanche l’ombra di una citazione: nessuno - a meno che non si vada su internet a cercare informazione alternativa - ne vedrà mai gli abitanti massacrati e le abitazioni sventrate: Jenin, nel 2002, Falluja, nel 2004 (e tutt’ora)… città i cui abitanti hanno opposto una strenua resistenza agli invasori israeliani, nell’un caso, americani, nell’altro. Occhio non vede, cuore non duole.

Un innominabile parlamentare, commentando la storica sentenza milanese che distingue tra guerriglia e terrorismo in Iraq, ha sproloquiato: “Tutti gli italiani che seguono quel che accade in Iraq non possono non indignarsi di fronte a questa sentenza”. Tanto per cominciare, tutti gli italiani meno uno, ovvero il sottoscritto. E poi chissà quanti altri… probabilmente tutti quelli che leggono questo giornale, verrebbe da dire parafrasando quell’esaltato.

Ma non solo, perché almeno tutte le persone che frequento io hanno trovato quella sentenza sacrosanta. Le cose sono due: o io, i lettori di “Rinascita” e i miei amici siamo tutti ‘sbagliati’, oppure si è in presenza di un fenomeno di sovraesposizione mediatica di un unico punto di vista, di un controllo dei confini della «moralità» del dibattito politico mai visto prima. Le redazioni dei giornali, i centri studi, le «fabbriche del consenso», insomma, più le segreterie dei partiti, sono difatti presidiate da personaggi incaricati di fissare i paletti del «moralmente corretto»: oltrepassarli equivale inequivocabilmente a collidere con tendenze innominabili, ad evocare «rigurgiti nazisti», ad intelligenza col Nemico, a farsi portatori del Maligno.

Tuttavia, in circolazione ci sono molti meno cretini di quanti spererebbero questi apprendisti stregoni, per cui ciascuno, in mancanza di tribune partitiche, televisive e giornalistiche libere da questa invadente, insolente, prepotente e vomitevole presenza (per non parlare di quegli ‘alternativi’ che si autocensurano), può arrangiarsi come può. Ad esempio, recandosi in un’emeroteca per rileggersi come la stessa stampa che oggi vediamo allineata in blocco sulle posizioni israelo-americane si posizionava negli anni Settanta-Ottanta riguardo agli stessi argomenti.

L’ipotetico investigatore si accorgerebbe che le cose non sono sempre andate così come ci troviamo a sopportarle. Se ne rende conto se solo va a ripassare la stampa di sinistra radical chic, quella benpensante scalfariana, che ha sempre avuto la pretesa di parlare in nome della «gente», mentre in realtà è espressione di uno snobismo elitario che è quanto di più lontano si possa pensare dalla famosa «gente».

Il nostro Sherlock Holmes, spulciando, s’imbatterebbe nel titolo dell’editoriale de La Repubblica del 13 agosto 1976 sulla strage di palestinesi avvenuta nel campo di Tell el Zaatar, assediato da siriani e falangisti libanesi: Come 30 anni fa nel ghetto di Varsavia. E ad un primo sbigottimento, ne farebbe seguito un altro: lo stesso quotidiano, il 20 settembre 1982, dopo il massacro di Sabra e Shatila (16-18 settembre), titolava: Le menzogne israeliane; nell’occhiello: I soldati israeliani rastrellano e deportano i sopravvissuti.

Sembra di riesumare dei reperti archeologici, eppure sono titoli di venti-venticinque anni fa, quando il ricatto morale dei filo-sionamericani non era ferreo come oggi e stare con i palestinesi garantiva pur sempre un rendita. Che cosa è cambiato nel frattempo, si chiederebbe il nostro allibito investigatore?

A chiarirgli le idee è giunta, quanto mai tempestiva, la messa in onda, in occasione della «Giornata della memoria», del film Il pianista diRoman Polanski, in cui si narra la storia di un suonatore di piano di religione israelita, le cui note vengono irradiate nell’etere dall’ultima trasmissione della radio polacca prima che i nazisti provvedano a chiuderla.

Apriamo una parentesi necessaria. Per comprendere come il ricatto morale imposto su tutto ciò che coinvolge il Sionismo si stia rinforzando sempre più, è bene tenere a mente che i filo-israeliani (israeliti e non) profondono energie intellettuali e risorse finanziarie di non poco conto in una certosina opera di conservazione dello stato di narcosi in cui i non diretti interessati - che potrebbero sempre tornare in sé - vengono interessatamente e forzatamente mantenuti. Tuttavia, come nei normali casi di tossicodipendenza, il drogato non può restare tale se non gli si somministrano dosi sempre più elevate. A questo provvedono i vari Schindler's List, La vita è bella, Perlasca... sfornati e riproposti con cadenza regolare, a dosi omeopatiche, ammantati dell’aura del capolavoro e puntualmente sommersi da statuette premio, elargite da istituzioni culturali ovviamente libere e indipendenti.

Ma non è questo il punto più importante. E non è neppure in questione l’aspetto artistico de Il Pianista, come quello delle altre pellicole summenzionate. Si tratta invece di una questione di equità.

Questo genere di film - ci viene detto - viene proposto all’attenzione del pubblico perché impartirebbe una lezione imperitura, affinché simili abiezioni non abbiano più a ripetersi. «Mai più», è uno degli slogan più ripetuti.

E allora perché lo stupro di Jenin? Perché il martirio di Falluja? E, soprattutto, perché la totale indifferenza da parte dello stesso sistema che manda le scolaresche ad Auschwitz e impone un consenso bulgaro sulla «Giornata della memoria»?

Ecco, piuttosto, le lezioni che si traggono dall’osservazione della realtà:

Prima lezione: simili abiezioni – malgrado le rieducazioni cinematografiche - si sono ripetute e si ripetono regolarmente, per non dire sempre più spesso;

Seconda lezione: la maggior parte di simili odierne abiezioni si svolgono nell’indifferenza, massima nel caso della Palestina e dell’Iraq;

Terza lezione: per tale indifferenza si distinguono particolarmente coloro che sono in prima fila nel denunciare quotidianamente l’abiezione che ha portato alla rivolta del ghetto di Varsavia.

Parliamoci chiaro. A chi non vuol vedere le cose con le lenti del pregiudizio, l’osservazione dei dati forniti dall’esperienza insegna che la somministrazione regolare di queste pellicole determina un unico risultato: l’impunità dei crimini passati, presenti e futuri dell’America e del Sionismo, e la garanzia della (immeritata) rispettabilità per tutti quei politici, giornalisti ed opinionisti che hanno qualche interesse nel dimostrare una somma indifferenza di fronte ai massacri dei popoli aggrediti dai loro padroni. Popoli la cui cinematografia, al massimo, viene proposta in qualche cineclub seminascosto (è il caso dell’ultimo documentario-intervista ad Arafat, che né la Rai né La7 hanno voluto trasmettere), con la scusa che si tratta di materiale inopportuno, fazioso, antiamericano, antisemita…

L’insistenza su una «memoria» a senso unico alimenta il conformismo, e il risultato è che un solo messaggio veicolato da una sola cinematografia, la più potente e dotata di mezzi, impone la dittatura dei soggetti e dei palinsesti. Ecco dove conduce la cultura della «memoria» sponsorizzata Hollywood: al punto zero dell’indifferenza.


Enrico Galoppini
Fonte: http://cpeurasia.org
Link: http://cpeurasia.org/?read=17801
27.01.2009

A. Lai, Un’assoluzione per la Resistenza, “Rinascita”, 26 gennaio 2005.

A. Venier, Considerazioni sulla distinzione tra guerriglia e terrorismo, “ISTRID – Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, anno VI, n. 87/88/89, set.-dic. 2003, pp. 21-23 (http://www.identitaeuropea.org/archivio/articoli/venier_considerazioni.html)

Cfr. Let’s stop with the Auschwitz lies. This was a work camp, http://judicial-inc.biz/Auschwitz.htm.

P. Barnard, Due pesi due misure: riconoscere il terrorismo dello Stato d'Israele, http://www.disinformazione.it/duepesiduemisure.htm

Cfr. Hollywar. Le guerre di Hollywood, http://xoomer.alice.it/sitoaurora/Hollywar/Hollywar.htm

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Franky_Ramone 29 gennaio 2009

      Hai risposto al mio post precedente con una cosa che non c'entra nulla. Io parlo di controllo e distorsione dell'informazione, tu di questo non rispondi, e cerchi di portarmi su un campo in cui sei documentata meglio di me per cercare di smerdarmi. Tristissimo.
      Quello che hai scritto non è sbagliato, è verissimo, però incompleto. L'Onu voleva creare uno stato Israelo-palestinese con due governi e terra ripartita e si sono messi entrambi a fare i craponi. Per completezza dunque, dato che vuoi fare la precisa con le risoluzioni e i rapporti ONU, riporta anche quelli di condanna nei confronti di Israele quando questi ha iniziato ad espandersi illegalmente distruggendo i villaggi palestinesi e rubando la loro terra. E questo non lo dico solo io o Barnard lo dice Ilan Pappe che è uno studioso ISRAELIANO. Riportare informazioni incomplete, è come mentire. Meglio affidarsi ai santini allora

    1. maristaurru 29 gennaio 2009

      Una curiosità, dici che dai credito alle risoluzioni di condanna dell'Onu , poi dici : "Israele è uno Stato criminale e terrorista ( e questa è una opinione, anche se il terrorismo ha delle caratteristiche non ravvisabili nei comportamenti e nel tipo di guerra israeliana) e continui dicendo che Israrele "è sorto senza alcuna legge internazionale".

      un po' di confusione ? Mi sa di si.
      preso da comunicati stampa dell'epoca:

      30 NOVEMBRE 1947 - L'Onu approva la spartizione della Palestina. - L'assemblea generale della Nazioni Unite ha approvato oggi con 33 voti favorevoli, 13 contrari e 10 astensioni il piano per la spartizione della Palestina (Ib. ore 00,30). La votazione è avvenuta per chiamata. Prima interpellata la Francia, che nel silenzio più assoluto della sala ha risposto "Sì". Questa risposta inaspettata è stata accolta da uno scroscio di applausi. Hanno votato contro Afghanistan, Cuba, Egitto, India, Iran, Iraq, Libano, Pakistan, Arabia Saudita, fra gli astenuti, INGHILTERRA, Jugoslavia, Messico, Honduras, Etiopia, Salvador, Colombia, Cina, Cile, Argentina. (Ib. ore 10.50)
      ONU - COSTITUZIONE E GOVERNI FUTURI DELLA PALESTINA

      OGGETTO: RISOLUZIONE 181 - Fine del mandato, spartizione e indipendenza

      1. Il mandato per la Palestina avrà fine al più presto possibile e in ogni caso il 1° agosto 1948:
      2. Le forze armate della potenza mandataria evacueranno progressivamente la Palestina; al più tardi il 1° agosto 1948.
      La potenza mandataria farà tutto ciò che è in suo potere al fine di assicurare l'evacuazione di una zona situata sul territorio dello Stato ebraico e dotato di un porto marittimo e di un retroterra sufficienti per offrire le strutture necessarie in vista di un'importante immigrazione.
      3. Gli Stati indipendenti arabo ed ebraico, così come il regime internazionale particolare previsto per la città di Gerusalemme, cominceranno ad esistere in Palestina due mesi dopo che l'evacuazione delle forze armate della potenza mandataria sarà portata a termine.

      Poi sappiamo tutti che la divisione non accontentò una parte di ebrei, che gli Arabi ci misero lo zampino, e quel che seguì, ma reinventarsi la Storia, mi sembra un vizietto da buttare alle ortiche, i tempi evolvono e disinformare diventa maledettamente difficile e infatti dalla melma lentamente emergono zozzerie nascoste da gli uni e dagli altri sotto il tappeto, pian piano chi sa, avremo le pulizie di primavera?

      Leggiti un bel libro di storia, con freddi documenti dell'epoca, lascia stare i santini e vedrai che andrà meglio

    1. Franky_Ramone 29 gennaio 2009

      Questo tuo commento è del tutto privo di logica e sembra che abbia come obiettivo quello di farmi passare per un filopalestinese che odia gli ebrei. Non è che sei dell'ADL? No perchè quelli fanno proprio così non appena si tocca la dirigenza israeliana: un bel bollino da antisemita.
      Personalmente non ho nulla contro il Popolo Eletto. Penso che ci siano persone buone e cattive ovunque. Anche a Gaza. Tuttavia dato che sono una persona con molti difetti, ma non sono impaziente, cercherò di esprimermi meglio per l'ennesima volta.
      In Italia e nel mondo esiste una cupola mediatica che non permette di parlare di certe cose e di approfondire determinati argomenti e, in certi casi, l'olocausto ebraico viene utilizzato
      come strumento per mettere a tacere voci dissenzienti e per permettere alla dirigenza sionista israeliana di fare sostanzialmente quel cazzo che gli pare, in Palestina e nel mondo.
      Questo è il nocciolo della questione, e non me la sono inventata io dato che è da mesi che ne stiamo discutendo qua sopra.
      Per quanto riguarda Barnard lo cito perchè secondo me ha fatto un ottimo lavoro, onore al merito.

    1. maristaurru 29 gennaio 2009

      Con me non attacca, sai bene che non sono confusa, e se tu non lo sai, lo so io.
      A me non interessa portare a casa la ragione, nè molta nè poca. Ti senti preso per il culo dagli israeliani? Questo non significa che tu debba per questo negare di fronte alla evidenza, non raccontiamoci balle, non ti piacciono gli ebrei? Dillo. Sei profondamente razzista? Dillo.
      Invece sei sicuro che politicamente gli ebrei abbiano inanellato prepotenze e castronerie? Dillo. Ti piace hamas, trovi romantici i Kamikaze ? Dillo. Ti piace e giustifichi chi si fa scudo dei bambini? Dillo.

      Ma per favore, basta con i vaneggiamenti che sembrano coprire solo odio, intolleranza e che non servono ad aiutare ad uscire da questa situazione, ma pare proprio che a molti piaccia troppo che i palestinesi continuino come scemi a tirare pietre , mentre i contrabbandieri di armi si arricchiscono, il Paese viene distrutto, e io non dimentico che a Gaza, come gli Israeliani sono andati via, quello che era rimasto, compresi gli aranci ( anche se alcuni ebrei avevano lasciato terra arsa come la avevano trovata), insomma quello che è rimasto è stato distrutto dai palestinesi.. bravo chi li ha spinti , così poveri e affamati li comanda meglio!! Insomma troppa brutta gente mangia su un popolo e non aiuta affatto a liberarli , ma li usa, e dimmi tu chi fa schifo.. e mi vieni a dire scemenze come questa ultima, ma con chi credi di interloquire, io conosco anche ebrei dissenzienti caro mio, quanto a Paolo Barnard, manca solo che ci raccontiate che cammina sull'acqua, ma sai i santini non mi sono mai piaciuti, io sono tanto poco "religiosa" da non sentire il bisogno di crearmi santini, paolo Barnard ve lo lascio tutto a voi.. sempre che non lo veda camminare sull'acqua.. solo allora potrei forse ripensarci

    1. Franky_Ramone 29 gennaio 2009

      Cerchi di aggrapparti a piccolezze per portare a casa un minimo di ragione mia cara. Vediamo di riportare la discussione sul focus, e forse è colpa mia se ne siamo usciti. Il problema non sono i diritti umani. I diritti umani sono un problema mondiale che non coinvolge solo Israele. Il problema è, come ho già scritto in altri post, l'ipocrisia. Il fatto che mi piglino per il culo cercando di modificare la realtà e riparandosi, se criticati, dietro allo scudo dell'olocausto. I'poverini' a cui il mondo ha voluto solo male, e a causa di tutto ciò si devono sentire giustificati di perpetrare crimini nei confronti di un altro popolo. Cmq ti consiglio le letture dell'israeliano Ilan Pappe o del buon Paolo Barnard perchè mi sembri un tantinino confusa

    1. maristaurru 29 gennaio 2009

      ONU? Mi scrivi che l?ONU ha condannato Israele per crimini contro l'umanità? Guarda che sicuramente ragioni e torti vanno vagliati nella questione Israelo 7 Palestinese, ma non insultare la media intelligenza di chi ne abbia almeno un pochino più di un moscerino, Non mi va di ricercare tutti gli stati che fanno parte dell'elelfante costoso ed inutile chiamato ONU, ma la volo ti dò due nomi: CINA e Corea del Nord, se non sbaglio, e sembra una barzelleta che costoro e tanti altri dell'elefantiaco consesso osino discettare dei diritti umani, che comincino a guardare in casa loro... dai su Franky Ramonew, un minimo di senso del ridicolo!!

    1. myone 28 gennaio 2009


      Ci sono Galoppini di ogni sorta.

      Sto per andare a letto. Ho sonno boia. Solo due cose, quelle che dormendo sogno:

      1) Benigni e' sionista e fa' film solo su finanziamento Mossadd

      2) Un buon 70% non sa' cosa sia l' olocausto, ne le cause del nazzismo, ne la seconda guerra mondiale, la prima, e ne tante altre cose.


      Indagine statistica programma Rai ( anche lui sionista ovvio):

      Il 40% degli italiani e' razzista, il 60% antisemita e xenofobo, e mandarli ad Auschwitz per vedere o essere testimoni, nn ha nulla di malsano. O e' sionismo pure quello?


      Dal 27 di dicembre 2008 al 29 gennaio 2009, si calcola che sugli 8.000 minori muoiano solamente per fame, senza contare il rimanente di come sta o che vive, e che 8.000 x 32 giorni = 256.000 (duecentocinquantaseimila) vittime, che non sono libanesi e ne ebree,


      ma che sono della Shoah nostra. E quando e' nostra, anche, basta e avanza.

    1. Franky_Ramone 28 gennaio 2009

      Non mi sembra che alcun banchiere ebreo finanziatore di Hitler sia stato perseguitato. A differenza dei gerarchi nazisti che sono stati perseguitati e giustiziati (che umanità!). Israele è uno stato criminale e terrorista, sorto senza alcuna legge internazionale e più volte condannato dall'ONU per crimini contro l'umanità. Lì non è una questione di Islam o mica Islam è una questione che se tu mi fotti la terra e magari mi ammazzi un familiare in un bombardamento io appena riesco ti metto una bomba sotto il culo. Per quanto riguarda la crisi di ora neppure io credo nel complotto ebraico, anche perchè sembra che si stiano buttando la zappa sui piedi da soli. A proposito, proprio oggi hai letto che i rabbini hanno chiesto le scuse al Papa per le affermazioni di alcuni suoi vescovi? E ti sembra che un rabbino chiederà mai scusa ad una madre palestinese che ha visto il proprio figlio morire in un bombardamento a Gaza? Sono degli ipocriti. L'ha detto Gesù Cristo 2000 anni fà e le cose non sembrano cambiate di una virgola

    1. calliope 28 gennaio 2009

      «Io credo che non ci fossero camere a gas. E lo credo da quando ho iniziato a studiare le prove storiche, dunque non in modo emotivo. I revisionisti, cioè coloro che sono contro ciò che è largamente riconosciuto come vero sull´Olocausto, ebbene, i più seri tra questi revisionisti, arrivano alla conclusione che tra i 200mila e i 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno di questi in una camera a gas.

      Ad esempio, conosce ciò che ha scritto Fred Leuchter? Era un esperto di camere a gas negli Stati Uniti. Negli anni ‘80 ha visitato quelle che sono ritenute le camere a gas tedesche, il crematorio di Auschwitz ad esempio. Ecco, le sue conclusioni sono che è impossibile che quel crematorio sia stato usato per uccidere con il gas un gran numero di persone. I gas che si dice siano stati usati erano molto pericolosi, anche per chi lavorava nei campi di concentramento. Quei gas, dopo aver ucciso le vittime, avrebbero ucciso anche chi doveva rimuoverle.

      Olocausto
      Altro esempio: ci sarebbero volute ciminiere molto alte, per disperdere in cielo quei gas. Ma nessuna foto aerea degli alleati ci ha fatto vedere ciminiere alte. Altro aspetto: le porte delle camere non erano ermetiche. Il gas avrebbe ucciso chiunque nei paraggi».

      Dunque lei mi sta dicendo che l´Olocausto non è mai avvenuto.
      «Io seguo l´evidenza storica. Io credo nelle conclusioni degli esperti. Ripeto: duecento, trecentomila morti. E non nelle camere a gas».

      Ma se questo non è antisemitismo, cosa è l´antisemitismo?
      «Se l´antisemitismo è cattivo, è contro la verità. Se qualcosa è vero, non è cattivo. Antisemitismo è una parola che non mi interessa. E non mi interessa se qualcuno mi chiama antisemita. La verità storica si fa con le prove, non con l´emozione. Su tutta questa vicenda storica c´è stato un grande sfruttamento. La Germania ha pagato miliardi e miliardi di marchi, perché i tedeschi hanno un forte senso di colpa per aver ucciso col gas sei milioni di ebrei.

      Ma io non penso che siano stati uccisi sei milioni di ebrei. Attenzione, quello che dico è contro la legge tedesca. Se ci fosse qui un funzionario dello Stato tedesco, mi metterebbe in prigione. Spero (il vescovo lo dice rivolgendosi all´intervistatore-ndr) che non sia la sua intenzione».

    1. maristaurru 28 gennaio 2009

      Grazie porto Bf , sapevo che fosse esistito qualcosa del genere, non ne conoscevo il nome, ed hai ragione tu, anche di questo si dovrebbe parlare nella giornata della memoria, come anche di altri casi di tradimento della propria gente, del proprio Paese, che anche se meno raccapriccianti nel complesso, hanno provocato lutti, e questo perchè solo se si sarà detto tutto, poi si arriverà a ricordare serenamente, e finchè ed ovunque resteranno sacche di silenzio, il rancore, resterà a rovinare la vita delle generazioni future che molti coinvolgono per interesse nell'odio.

      Detto questo, spiegami, l'esistenza dello Judenrat cancella forse quelle oscenità della ragione avvenute? Cancella gli orrori subiti? O credi che le colpe dei banchieri ebrei lavino le colpe degli aguzzini? ma che cavolo di sragionamenti fate! Un popolo dannato due volte: per le colpe dei traditori, per le colpe dei banchieri e chi sa forse per le colpe di chi islamico, non ha interesse che sorga lo stato palestinese e magari anche per le colpe di chi in Israele ebbe mire espensionistiche e allora... dai all'ebreo e rinfocoliamo odi, ma ci state col cervello? Io credo di no.
      E davvero credete che la crisi attuale sia solo colpa dei banchieri ebrei? Ma che tutti i banchieri sono ebrei? Io ho conosciuto in Italia a suo tempo banchieri "puliti" e professionali al massimo, fatti fuori dal quadro di comando da banchieri disinvolti che hanno sfasciato il Paese Italia, e i "banchieri disinvolti" che tutti conoscete, non sono ebrei, gli piaceva e gli piace il potere e lo stanno esercitando alla grande e continueranno anche se tutti i banchieri ebrei delle cui colpe si è parlato e forse chi sa se c'è dell'altro, si facessero da parte, state tranquilli che i nostri non son secondi a nessuno. Eppure non vi sdegnate più di tanto.. di troppe cose non si sdegnano gli Italiani, troppe davvero

    1. Die_fahne_hoch 27 gennaio 2009

      Aveva ragione quello scrittore ebreo antisionista che ha scritto che Israele ha sfruttato per 60 anni la tragedia dell'Olocausto per garantirsi l'impunita' e l'immunita' mondiale di fronte alle sue aggressioni.La domanda e' questa:fino a quando le sara' permesso di farlo?

    1. portoBF 27 gennaio 2009

      Maristaurru,sai cos'è lo JUDENRAT, no? Te lo dico io: organismo EBREO, complice dei NAZISTI nelle deportazioni nei campi di concentramento.
      Tanti saluti

    1. portoBF 27 gennaio 2009

      Perchè non ti indigni anche per tutti gli altri popoli che hanno subito quello che che hanno subito gli ebrei e di cui non si parla mai, furbetta.

    1. portoBF 27 gennaio 2009

      Se si deve commemorare, nella giornata della memoria, le persone che hanno patito i campi di sterminio, allora, commemoriamo anche gli altri, e cioè tutti i popoli che hanno subito deportazioni e crimini. Slavi, Russi, Italiani e altri, che come gli ebrei furono uccisi nei campi di sterminio nazisti, non contano nulla? Nativi Americani, armeni, Palestinesi, non sono esseri umani? Perchè i "nostri" politici ( mai eletti ), non usano lo stesso metro? Perchè bisogna ricordare solo gli ebrei? Forse qualche onorevole ha qualcosa da farsi perdonare? E poi perchè parlano a nome di tutti gli Italiani, cosa ne sanno di quello che pensa la gente, LORO si ricordano degli Italiani solo quando gli conviene.

    1. alexg 27 gennaio 2009

      MA CHI CAZZO SE NE FREGA DI QUELLO CHE E' SUCCESSO 70 ANNI FA, NON ERA NATO ANCORA NESSUNO DI NOI. E BASTA CAZZO!!!!



      NON VEDETE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO ORA????????



      STATE CON GLI ISRAELIANI? BENE, SIETE DEI MOSTRI!!!

    1. diffidente 27 gennaio 2009

      Ma che vor di' ????? uahuahuah

    1. myone 27 gennaio 2009

      Mi dispiace, sei propio NESSUNO. Non sei obiettivo, Sei come chi critichi. Occhi bendati. LA realta' e' ben diversa. Vai la', e la' dico la'. E' come dire, vieni qui, nel senso, esci da questo pc e vai fra i tuoi coetanei o concittadini, e vedi che differenza puo' esserci, e quanto pasta, per passare da qui a li. Solo che per arrivare a questo, anche se ignobile, deve sussitere qualcosa di fondo, che te lo faccia fare. POi si, i rimasugli umani, fanno sempre tendenza, pieta', e altro. Sai perche' in un certo senso un popolo no si emancipa? sai perche' rimane sotto dittatura e causa bellica? Perche' tace e acconsente. Perche' non parla e non si dialoga. Poi, quello che non pensi , esce, sia da una parte o dall' altra, nel senso, che il motivo di fondo ti fa essere vittima o aguzzino, mentre il belligerare, qui, e' dalle due parti, e una si difende, mentre l' altra, ha sempre attaccato. Sappilo. Informati. Informatevi. E quando la tua razza prende le medesime generalita', e in piu' si mostra creditrice di morti e di sopprusi, mentre in sen cova sempre quello di sempre, l' altra parte e' cieca, come la loro.

    1. myone 27 gennaio 2009

      Sono con te.

    1. Franky_Ramone 27 gennaio 2009

      Che sia giusto ricordare i genocidi della storia è sacrosanto, e solo un pazzo o un nazista viscerale potrebbe non essere in linea con questo pensiero. Il problema è l'utilizzo strumentale che si fà di essi, come per l'olocausto ebraico. Appunto. Nella nostra società occidentale chiunque critichi Israele utilizzando canonici strumenti d'informazione viene bollato come antisemita, ad esempio si veda la Chiesa che recentemente ha paragonato Gaza ad un ghetto.
      Ed è sempre curioso notare, che in questi casi non vi sia stata alcuna autorità politica a supporto delle dichiarazioni della Chiesa. Tutto tace.
      Giornalisti come Paolo Barnard che scrivono libri splendidi sulla questione palestinese vengono completamente ignorati e i loro libri non recensiti su alcuna testata giornalistica di rilievo.
      In altre parole una persona che abbia un minimo senso delle cose si rende conto che c'è qualcosa che non và, che vi sia una vera e propria cupola dell'informazione, dove se si parla male di certe cose, si viene distrutti e non c'è nessuno che ti salvi.
      e allora dimmi alla luce di tutto questo, chi è che sta cercando di piegare le menti di chi?

    1. maristaurru 27 gennaio 2009

      calliope, il tuo commento conferma quello che ho scritto, menti deboli possono esser manipolate e condotte dove si vuole addirittura arrivando a negare la realtà. Se Israele sbaglia con i Palestinesi non vuol dire che l'olocausto non ci sia stato e che lo si debba negare, dove è la logica ? Boh!
      che ci sia stato come la raccontano loro lo dimostra il fatto che i tedeschi accettano quel che gli ebrei dicono e hanno loro stessi processato criminali nazisti ed appurato i fatti e gli orrori, quale ubriacatura vi fa dire tante fesserie ? E tu davvero arrivi a credere che un agente del mossad o di qualunque altro servizio si metterebbe qui a disquisire con te e con quel tipo buffo stizzoso e maleducato che si firma nessuno? ma davvero non ci state col cervello.

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