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27.01.2009 – LE AMNESIE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

DI ENRICO GALOPPINI
Cpeurasia

Premessa (gennaio 2009). Tre anni fa, un “coraggioso” (sic) professore di Liceo mio amico propose questo articolo alla sua classe come argomento di discussione. Ne uscirono dei temi nei quali i ragazzi espressero un ampio consenso per le idee in esso sostenute, sostenendolo con numerose ed originali riflessioni. I giovani, infatti, non avendo ancora una “posizione” da mantenere, una “reputazione” da difendere, un “ruolo” (una “maschera”?) da recitare, non si “scandalizzano” come gli adulti, non hanno sviluppato il fiuto che li tiene lontani dalle “rogne”: sono naturalmente portati – prima di essere “educati” – ad accogliere ogni “verità”, per discuterla ed integrarla con altre “verità”.

Si capisce bene perché dei “poveri di spirito” si agitano tanto affinché le “giovani generazioni” vengano “educate”… Per evitare che ragionino, che “pensino con la propria testa”, sebbene si senta ripetere incessantemente che questo è un (moderno e laico) “valore”…

Quest’anno, come ‘elemento di novità’, vale la pena di aggiungere che dopo quanto appena accaduto a Gaza, la “Giornata della Memoria” assume a tutti gli effetti i caratteri di un’operazione di cattivo gusto e di mancanza di rispetto per coloro che stanno soffrendo in Palestina.

[fonte: “Rinascita”, 29 gennaio 2005]

A seguito: “Riflessioni sul giorno della memoria” (Carlo Gambescia);

Mentre una propaganda a tamburo battente in questi giorni ci obbliga a «non dimenticare», il circo politico-mediatico (nel quale si agitano, appunto, veri pagliacci) che da un settimana a questa parte, totalitariamente, propone all’attenzione degli italiani solo e sempre un’unica interpretazione di un’unica vicenda, è lo stesso che di fronte a situazioni del tutto analoghe a quelle vissute dagli abitanti di Varsavia sessant’anni fa non trova di meglio che glissare, occultare, mistificare, far passare una cosa per un’altra. Per cui, se gli ebrei del ghetto avevano tutte le ragioni per insorgere contro i tedeschi, ed il loro eroismo varrà sempre come fulgido esempio, per gli insorti delle odierne Varsavia non c’è neanche l’ombra di una citazione: nessuno – a meno che non si vada su internet a cercare informazione alternativa – ne vedrà mai gli abitanti massacrati e le abitazioni sventrate: Jenin, nel 2002, Falluja, nel 2004 (e tutt’ora)… città i cui abitanti hanno opposto una strenua resistenza agli invasori israeliani, nell’un caso, americani, nell’altro. Occhio non vede, cuore non duole.

Un innominabile parlamentare, commentando la storica sentenza milanese che distingue tra guerriglia e terrorismo in Iraq, ha sproloquiato: “Tutti gli italiani che seguono quel che accade in Iraq non possono non indignarsi di fronte a questa sentenza”. Tanto per cominciare, tutti gli italiani meno uno, ovvero il sottoscritto. E poi chissà quanti altri… probabilmente tutti quelli che leggono questo giornale, verrebbe da dire parafrasando quell’esaltato.

Ma non solo, perché almeno tutte le persone che frequento io hanno trovato quella sentenza sacrosanta. Le cose sono due: o io, i lettori di “Rinascita” e i miei amici siamo tutti ‘sbagliati’, oppure si è in presenza di un fenomeno di sovraesposizione mediatica di un unico punto di vista, di un controllo dei confini della «moralità» del dibattito politico mai visto prima. Le redazioni dei giornali, i centri studi, le «fabbriche del consenso», insomma, più le segreterie dei partiti, sono difatti presidiate da personaggi incaricati di fissare i paletti del «moralmente corretto»: oltrepassarli equivale inequivocabilmente a collidere con tendenze innominabili, ad evocare «rigurgiti nazisti», ad intelligenza col Nemico, a farsi portatori del Maligno.

Tuttavia, in circolazione ci sono molti meno cretini di quanti spererebbero questi apprendisti stregoni, per cui ciascuno, in mancanza di tribune partitiche, televisive e giornalistiche libere da questa invadente, insolente, prepotente e vomitevole presenza (per non parlare di quegli ‘alternativi’ che si autocensurano), può arrangiarsi come può. Ad esempio, recandosi in un’emeroteca per rileggersi come la stessa stampa che oggi vediamo allineata in blocco sulle posizioni israelo-americane si posizionava negli anni Settanta-Ottanta riguardo agli stessi argomenti.

L’ipotetico investigatore si accorgerebbe che le cose non sono sempre andate così come ci troviamo a sopportarle. Se ne rende conto se solo va a ripassare la stampa di sinistra radical chic, quella benpensante scalfariana, che ha sempre avuto la pretesa di parlare in nome della «gente», mentre in realtà è espressione di uno snobismo elitario che è quanto di più lontano si possa pensare dalla famosa «gente».

Il nostro Sherlock Holmes, spulciando, s’imbatterebbe nel titolo dell’editoriale de La Repubblica del 13 agosto 1976 sulla strage di palestinesi avvenuta nel campo di Tell el Zaatar, assediato da siriani e falangisti libanesi: Come 30 anni fa nel ghetto di Varsavia. E ad un primo sbigottimento, ne farebbe seguito un altro: lo stesso quotidiano, il 20 settembre 1982, dopo il massacro di Sabra e Shatila (16-18 settembre), titolava: Le menzogne israeliane; nell’occhiello: I soldati israeliani rastrellano e deportano i sopravvissuti.

Sembra di riesumare dei reperti archeologici, eppure sono titoli di venti-venticinque anni fa, quando il ricatto morale dei filo-sionamericani non era ferreo come oggi e stare con i palestinesi garantiva pur sempre un rendita. Che cosa è cambiato nel frattempo, si chiederebbe il nostro allibito investigatore?

A chiarirgli le idee è giunta, quanto mai tempestiva, la messa in onda, in occasione della «Giornata della memoria», del film Il pianista diRoman Polanski, in cui si narra la storia di un suonatore di piano di religione israelita, le cui note vengono irradiate nell’etere dall’ultima trasmissione della radio polacca prima che i nazisti provvedano a chiuderla.

Apriamo una parentesi necessaria. Per comprendere come il ricatto morale imposto su tutto ciò che coinvolge il Sionismo si stia rinforzando sempre più, è bene tenere a mente che i filo-israeliani (israeliti e non) profondono energie intellettuali e risorse finanziarie di non poco conto in una certosina opera di conservazione dello stato di narcosi in cui i non diretti interessati – che potrebbero sempre tornare in sé – vengono interessatamente e forzatamente mantenuti. Tuttavia, come nei normali casi di tossicodipendenza, il drogato non può restare tale se non gli si somministrano dosi sempre più elevate. A questo provvedono i vari Schindler’s List, La vita è bella, Perlasca… sfornati e riproposti con cadenza regolare, a dosi omeopatiche, ammantati dell’aura del capolavoro e puntualmente sommersi da statuette premio, elargite da istituzioni culturali ovviamente libere e indipendenti.

Ma non è questo il punto più importante. E non è neppure in questione l’aspetto artistico de Il Pianista, come quello delle altre pellicole summenzionate. Si tratta invece di una questione di equità.

Questo genere di film – ci viene detto – viene proposto all’attenzione del pubblico perché impartirebbe una lezione imperitura, affinché simili abiezioni non abbiano più a ripetersi. «Mai più», è uno degli slogan più ripetuti.

E allora perché lo stupro di Jenin? Perché il martirio di Falluja? E, soprattutto, perché la totale indifferenza da parte dello stesso sistema che manda le scolaresche ad Auschwitz e impone un consenso bulgaro sulla «Giornata della memoria»?

Ecco, piuttosto, le lezioni che si traggono dall’osservazione della realtà:

Prima lezione: simili abiezioni – malgrado le rieducazioni cinematografiche – si sono ripetute e si ripetono regolarmente, per non dire sempre più spesso;

Seconda lezione: la maggior parte di simili odierne abiezioni si svolgono nell’indifferenza, massima nel caso della Palestina e dell’Iraq;

Terza lezione: per tale indifferenza si distinguono particolarmente coloro che sono in prima fila nel denunciare quotidianamente l’abiezione che ha portato alla rivolta del ghetto di Varsavia.

Parliamoci chiaro. A chi non vuol vedere le cose con le lenti del pregiudizio, l’osservazione dei dati forniti dall’esperienza insegna che la somministrazione regolare di queste pellicole determina un unico risultato: l’impunità dei crimini passati, presenti e futuri dell’America e del Sionismo, e la garanzia della (immeritata) rispettabilità per tutti quei politici, giornalisti ed opinionisti che hanno qualche interesse nel dimostrare una somma indifferenza di fronte ai massacri dei popoli aggrediti dai loro padroni. Popoli la cui cinematografia, al massimo, viene proposta in qualche cineclub seminascosto (è il caso dell’ultimo documentario-intervista ad Arafat, che né la Rai né La7 hanno voluto trasmettere), con la scusa che si tratta di materiale inopportuno, fazioso, antiamericano, antisemita…

L’insistenza su una «memoria» a senso unico alimenta il conformismo, e il risultato è che un solo messaggio veicolato da una sola cinematografia, la più potente e dotata di mezzi, impone la dittatura dei soggetti e dei palinsesti. Ecco dove conduce la cultura della «memoria» sponsorizzata Hollywood: al punto zero dell’indifferenza.

Enrico Galoppini
Fonte: http://cpeurasia.org
Link: http://cpeurasia.org/?read=17801
27.01.2009

A. Lai, Un’assoluzione per la Resistenza, “Rinascita”, 26 gennaio 2005.

A. Venier, Considerazioni sulla distinzione tra guerriglia e terrorismo, “ISTRID – Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, anno VI, n. 87/88/89, set.-dic. 2003, pp. 21-23 (http://www.identitaeuropea.org/archivio/articoli/venier_considerazioni.html)

Cfr. Let’s stop with the Auschwitz lies. This was a work camp, http://judicial-inc.biz/Auschwitz.htm.

P. Barnard, Due pesi due misure: riconoscere il terrorismo dello Stato d’Israele, http://www.disinformazione.it/duepesiduemisure.htm

Cfr. Hollywar. Le guerre di Hollywood, http://xoomer.alice.it/sitoaurora/Hollywar/Hollywar.htm

Pubblicato da Davide

  • Tao

    RIFLESSIONI SUL GIORNO DELLA MEMORIA

    DI CARLO GAMBESCIA

    Dal punto di vista delle relazioni fra i popoli è più importante dimenticare o ricordare le sopraffazioni subite collettivamente in passato, anche le più feroci ?
    Per rispondere a questa domanda si deve dare prima riposta a una questione fondamentale: qual è la differenza tra memoria individuale e memoria collettiva?
    Sul piano individuale si può dimenticare o ricordare, diciamo così, una cattiva azione ricevuta attivando le proprie facoltà cognitive individuali e riducendo l’ emotività al minimo.
    Ma sul piano collettivo? Tutto resta più difficile, dal momento che le azioni del dimenticare e ricordare presuppongono un sistema di valori e simboli collettivi che vanno a costituire la memoria collettiva. Che, a sua volta, non è mai la somma delle memorie individuali, ma un inglobante che preesiste e orienta per istituzioni l’individuo. E al quale il singolo attinge più in termini emotivi che cognitivi. Pertanto, mentre la memoria individuale è una corda sempre tesa tra ragione e sentimento, la memoria collettiva resta ancorata alla riva delle emozioni.
    Di qui, dal momento che le emozioni, come insegna la psicologia, seguono un andamento ciclico, la necessità di un apparato simbolico, per trasformarle in realtà o sentimenti istituzionali stabili (o quasi). Di regola, infatti, si parla di spirito, senso e sentimento delle istituzioni.

    Il Giorno della Memoria che oggi si celebra parla il linguaggio sentimentale delle istituzioni, puntando sulla costruzione simbolica del ricordo del male (effettivo) ricevuto dal popolo ebraico ( http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_26/giorno_memoria_f2c838b0-eba4-11dd-92cf-00144f02aabc.shtml ). Purtroppo il linguaggio delle emozioni è discontinuo. E per consolidarsi richiede un crescente sostegno istituzionale e simbolico. E nello spazio di tempo (difficilmente quantificabile) che intercorre tra stato nascente e istituzionalizzazione, l’attività di consolidamento provoca forti reazioni di segno contrario, dal momento che la società, come insegna la sociologia, non è costitutivamente una tabula rasa. Innescando così un meccanismo conflittuale, spesso al rialzo, tra istituzioni rivolte alla costruzione della “nuova memoria” e istituzioni dirette alla conservazione, della “memoria preesistente”. Un conflitto la cui intensità cresce o diminuisce in relazione alla profondità, in termini temporali e valoriali, del contenzioso tra gli attori sociali in conflitto.
    Inoltre, piaccia o meno, ma in un mondo sociale dominato da emozioni e simboli, gli appelli, anche se moralmente giustitificati, alla ragione collettiva e al pacifico confronto pluralistico, di regola, rischiano di restare inascoltati: quel che può valere per il singolo, come si diceva all’inizio, non vale, purtroppo, per il gruppo sociale, e soprattutto per istituzioni e valori simbolici collettivi, stratificatisi nei secoli e depositarie di pre-giudizi opposti.
    Il che non significa che la spirale dei contrasti non possa entro un certo numero di secoli stabilizzarsi e la società recepire istituzionalmente, spesso per puro istinto di conservazione, i nuovi valori. Resta però difficile dire con esattezza quando. E a che prezzo.
    Forse, sul piano collettivo, sarebbe preferibile dimenticare.

    Carlo Gambescia
    Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
    Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2009/01/riflessioni-sul-giorno-della-memoria.html
    27.01.2009

  • Jack-Ben

    Messaggio del giornalista Fulvio Grimaldi
    http://lists.peacelink.it/

    Lo sterminio eugenetico dei bambini sefarditi

    Proverei a suggerire ai vari giornalisti “esperti inantisemitismo” di procurarsi copia del programma andato in onda in Israele il 14 agosto, alle 21, su Channel Ten, per Dimona Productions, reperibile anche nel sito del più liberal dei giornali israeliani:
    http://www.haaretz.com/hasen/spages/458044.html . Si intitola “100.000 Radiations”. Partecipavano testimoni, esperti del Ministero della Sanità, vittime.
    Ne devo notizia a Olga Daric. Grazie.

    ”Con il pretesto di combattere la tricofitosi (ringworm) nella testa dei bambini sefarditi immigrati, per lo più dal Marocco, o rapiti dallo Yemen, il Ministero della Sanità israeliano, sotto la supervisione di Simon Peres, acquistò nel 1951 negli Stati Uniti sette macchine di Raggi X e li adoperò per un esperimento nucleare di massa su un’intera generazione di cavie umane sefardite. A 100.000 bambini sefarditi vennero sparate in testa e sul corpo (non coperto da protezioni) dosi 35.000 volte superiori alla soglia massima di raggi gamma. Tali da friggergli il cervello. Per avergli risparmiato gli esperimenti, a quel punto ufficialmente proibiti, sui
    propri detenuti, o malati mentali, il governo USA versò a quello israeliano 300 milioni di sterline israeliane all’anno, per una somma che oggi varrebbe miliardi di dollari. 6000 bambini morirono subito, gli altri svilupparono tumori che hanno continuato a uccidere e uccidono anche oggi. In vita, le vittime hanno sofferto e soffrono di epilessia, amnesia, Alzheimer, psicosi, emicranie croniche. Essendo stato esposto l’intero corpo, i bambini svilupparono difetti genetici. La generazione che sopravvisse diventò in perpetuo la classe più povera, malata ed emarginata
    del paese. Uno storico spiega nel documentario che l’operazione era parte di un programma eugenetico mirato a eliminare le componenti deboli o difettose della società. Mengele.
    Nel programma si indicano i responsabili del progetto: Nahum Goldman, capo del Congresso Ebraico Mondiale, Levi Eshkol, primo ministro, Shimon Peres, allora direttore generale del Ministero della Guerra, Eliezer Kaplan, ministro delle finanze, Jospeh Burg, ministro della Sanità, accusato dai rabbini yemeniti di essere il responsabile del rapimento dei loro bambini. E’ stata questa cabala che nel 1977 avrebbe poi eletto primo ministro Menachem Begin. Alcune centinaia di spettatori hanno visto questa trasmissione in Israele. Chissà se Guido Caldiron ne vorrà sentire le impressioni, magari per confermare che davvero infinite sono le vie dell’antisemitismo.”

    si a ricordo dell’olocausto fatto da loro sui bimbi sefarditi….. sfortunati

  • flespa

    L’usuale, politically correct nell’ambito dell'”estrema sinistra” così come di certi ambienti cattolici, comparazione tra sionisti e nazisti è per molti versi farlocca e presuppone la comune credenza obbligatoria (imposta dai vincitori del secondo macello mondiale) nel “male assoluto” del Terzo Reich. Accomunava gli uni con gli altri senza dubbio il razzismo – ancora più radicale, del resto, nei giudei, dal momento che costoro da sempre ritengono se stessi superiori, “eletti”, rispetto a tutti gli uomini, delirio che non ha mai sfiorato le meningi dei tedeschi -, ma ben più pregnante è l’analogia e la consanguineità degli ebrei tirannici moderni (in nettissima prevalenza appartenenti all’etnia ashkenazi) coi loro padri bolscevichi. Orwell, quando scrisse 1984, aveva in mente non Hitler, ma Stalin e la sua corte lovecraftiana, come prefigurazione del Grande Fratello. E’ in quel regno del falso al potere, anzi dell’inversione istituzionale della verità, e soprattutto nei primi vent’anni mostruosi, che i teppisti bolscevico-giudaici, impossessatisi con un putch dello Stato, portarono a compimento le profezie di sventura di Bakunin. Dal 1917 al 1937 la Madre Russia, stuprata, rappresentò il campo di un enorme esperimento in corpore vili. Fu la nuova “Gerusalemme terrena” degli ashkenaziti, come lo era stato, durante il Medio Evo e sino alle soglie del mondo contemporaneo, l’enorme regno di Polonia. Con la differenza che a dirigere con la sferza i goyim, gli animali parlanti, e in particolare i contadini cristiani, furono non più dei principi disgraziati, ma loro stessi in prima persona. Come non vedere l’analogia impressionante tra l’assedio genocidario di Gaza e quel che fu fatto in Ucraina e nel Kuban durante il 1932-1933 (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57472
    http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57477, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57489, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57504, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57532, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/57538)? Sempre il medesimo disprezzo-odio, la stessa esazione da vampiri nei confronti dei lavoratori della terra, la cui identità, indipendenza e autonomia andava (va) annientata, distrutta. E con ogni mezzo necessario, a cominciare da quello shylockiano per eccellenza: l’affamamento. In cui il tiranno all’uncino, per far crepare l’avversario, non deve sborsare neanche l’ombra di uno shekel.

    Joe Fallisi

  • whiteheart

    Oggi, 27 gennaio, come ogni anno, si celebra “Il Giorno della Memoria”, ossia
    la giornata in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo,
    dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto
    i perseguitati.

    Prima di andare avanti, ammetto la mia mal-disposizione in proposito: trovo odiosa la discriminazione che l’umanità compie addirittura nella morte. Ma, è risaputo, la storia è scritta dai vincitori, i quali hanno deciso che i due milioni di donne, vecchi e bambini tedeschi lasciati morire di fame, di freddo e di malattie – dopo la fine delle ostilità – non meritano alcun ricordo; che i saccheggi, gli stupri, le uccisioni perpetrate dai soldati Alleati non sono una vergogna; che Dachau, Dresda, Hiroshima, Nagasaki non fanno parte della barbarie; che la seconda guerra mondiale è stato uno scontro tra il bene ed il male, ed essi erano il bene.

    Ammetto anche che trovo ripugnante l’idea che un certo grado di violenza vendicatrice fosse inevitabile e forse persino giustificata. Come tutti dovrebbero sapere, le spaventose crudeltà inflitte dai nostri e giusti eroi andarono decisamente oltre l’immaginabile… continua [ideesupposte.net]

  • Eli

    Oggi, giornata della memoria, ho un attacco di amnesia. Grave. Grazie a voi tutti che fornite questo tipo di informazioni, altrimenti introvabili. Grazie veramente.

  • 2novembre

    Caro Enrico,
    la gente, parlo della gente comune, ne ha le scatole piene di questa ipocrita commemorazione.VERAMENTE !
    Ha capito che è solo una speculazione pietistica, falsa, ipocrita e strumentale.E’ come una tangente di falsa solidarietà da pagare alla lobby ebraica.Nessuno o pochi ci credono.
    La massaia, l’impiegato, l’operaio,ed anche alcuni piccoli imprenditori , solidarizzano con i palestinesi e non ne possono più di questo tedio insitente e controproducente (per i sionisti).
    Ci sono molti più “bambini” che vedono che il re è nudo, di quanto non si pensi.Anche tra persone adulte, pensionati.
    Questo fa ben sperare.
    Per quanto riguarda l’informazione o meglio la disinformazione “ufficiale” fatta da giornalisti lacchè e/o sionisti….,che si fottano….
    Avranno anche loro dei figli che un giorno dovranno guardare in faccia,e che gli rammenteranno altri bambini, palestinesi, uccisi vigliaccamente dai tronfi giudei con carri armati e razzi.
    La gente comune è dalla parte dei poveri Palestinesi.Grazie a Dio.

  • Eli

    P.S. Vorrei anche una giornata della memoria per 1.500.000 di Indios Nativi sudamericani sterminati dai Conquistadores cattolici, una giornata della memoria per qualche milione di Nativi Nordamericani sterminati dai gli Yankees protestanti, ed anche una giornata della memoria per 1.300.000 armeni sterminati dai turchi agli inizi del Ventesimo secolo. Una giornata per i Vietnamiti sterminati per far progredire l’economia americana. Poi una giornata per il milione d’Iracheni(per il momento) sterminati da Bush, e per i non-si- sa- quanti Afghani sterminati dalle truppe della Nato in combutta con gli U.S.A., di cui si è perso il conto perchè in Iraq ed in Afghanistan non ci sono più giornalisti a raccontare. L’ipocrisia con cui cercano di lavarsi la coscienza è davvero ripugnante.

  • illupodeicieli

    L’unica cosa che riesco a pensare è che è successo, che queste persecuzioni ci sono state: appunto, in passato, quando io non ero nato e neppure miei figli. Dicono bene coloro che vorrebbero si ricordassero gli indios o gli armeni, tuttavia non si dovrebbe cadere nella trappola del “io di più” oppure “solo i miei morti contano”.Oltre alla cosa indecente dei risarcimenti in denaro o favori obbligatori o forniture tecnologiche che,secondo alcuni post precedenti e letti in altri siti, proseguono anche ai giorni nostri: cioè stop, basta con questi risarcimenti perenni. Quanto a ciò che avrebbe detto il presidente della repubblica italiana, mi pare illogico non poter pensare o dire cose diverse da quelle che lui dice: c’è proprio nella costituzione il diritto al libero pensiero e al poterlo manifestare.Queste cose insegno ai miei figli e queste ho insegnato: quanto ai campi di sterminio, ho detto loro che ci sono stati, ed è vero, gli ho anche detto che non importa se i morti siano stati 10 o un milione, ma che i morti durante la seconda guerra mondiale, sono stati oltre 45 milioni e ,a voi e a me, che siamo venuti dopo questa guerra, questo dato ci deve far pensare e riflettere , i loro nomi e non la loro religione o etnia. Ed è a questo punto che si apre il discorso su religioni e convinzioni politiche e filosofiche, su religioni che incitano al dominio altrui e impongono il credo che solo loro si salveranno e che gli altri vanno convertiti o sterminati:bisogna vedere se queste affermazioni sono superate o se invece le riteniamo noi, in coscienza , superate e non invece chi se le trova scritte nei “propri libri sacri o le sente durante le omelie del venerdì,del sabato o della domenica” o, peggio, le legge sui quotidiani o blog… e si convince che è giusto così, come dice il proprio maestro.

  • maristaurru

    Molti amano spaccare il capello in quattro, mescolare fatti, circostanze, nella speranza di annacquare. Ero bambina mio padre e mia madre quando ebbero sentore di quello che cominciava ad avvenire qua e la nelle scuole e nella società, mi raccontarono ancor meglio di quello che avevano subito gli Ebrei a Roma e del perchè loro giovani e con una figlia piccola, avevano messo a repentaglio loro stessi per aiutare chi potevano. Mi raccontarono dei campi, dei forni , delle torture e delle umiliazioni, della burocratica e folle decisione di sterminio di un popolo , della precisa cattiveria con cui si annientava fin nell’anima la gente già prosciugata nel corpo, uomini e donne simili a scheletri, costretti a bruciare i cadaveri dei propri figli e peggio, bimbi di pochi mesi strappati alle braccia delle madri e sparati ridendo e sbeffeggiando o peggio… E qualcuno dice che dobbiamo dimenticare? Non so gli Ebrei, ma noi no, noi come dicevano i miei, noi non ebrei non dobbiamo dimenticare a quale abisso l’uomo indottrinato, reso zombie ed acritico burattino, può arrivare , noi non dobbiamo dimenticare e non solo per il ricordo doveroso dell’olocausto avvenuto nella indifferenza di tanti anche e soprattutto più vergognoso dei tanti che poi lo hanno usato per politica per 50 e più anni, magari nascondendo una giovanile tolleranza ed indifferenza per le leggi razziali e non alzando un dito se potevano per salvare manco un Ebreo, ma per noi stessi dobbiamo ricordare, noi poveri ciechi sempre pronti dietro ai pifferai del momento.

    Si può ripetere ovunque l’uomo sarà considerato solo un numero, ovunque l’interesse per il potere e per il danaro sarà primario, ovunque si farà in modo di indottrinare e rincretinire la gente con ideologie, sofismi e imbecillità, filosofeggiamenti ed arzigoglii che coprono il gioco sporco dei poteri forti, e mi pare che ci siamo dentro già fino al collo, basta poco e cadiamo nella fossa .
    Israele e Palestina , non tiriamoli dentro per giustificare un odio di fondo che traspare da molti scritti, non ripetiamo errori già visti, ammantandoli di amore per i Palestinesi.
    I palestinesi sono vittime, gli israeliani piacciono fiche si tengono buoni il terrorismo in casa ed aspetttano di essere sopraffati come da programma, e noi in cambio gli scriviamo belle cose demonizzando un fascismo passato grazie al cielo, ma i cui semi sono trasmigrati a sinistra al momento opportuno.
    I Palestinesi erano vitime in mano ad Arafat, e molti zitti zitti, ci si sono arricchiti, e Arafat ha avuto il Nobel; ora esce fuori che Peres non sarebbe stato l’angelo che la stampa in coro affermava, ha avuto anche lui il Nobel, onori e salamelecchi, ora esce sta storia dei bambini sefarditi, di cui evidentemente prima non si è voluto parlare perchè non serviva. Ed allora i peggiori sospetti scusate, ma sono giustificabili: è solo “passione” di parte politica e chi sa che altro questo attacco agli isreliani? Abbiamo come italiani mandato aerei e bombe in Kossovo, non ho riscontrato di fronte ad altri morti e mattanza a cui abbiamo partecipato , lo stesso slancio morale … e badate che non personalizzo rispetto ai commenti qui, parlo in genere ovviamente, non posso sapera la posizione di ogni commentatore. In genere vedo molta ipocrisia e molto interesse per le proprie personali preferenze, pragmatismo politico, chiamiamolo così, calcolo politico, ma non mi sarei mai aspettata di arrivare a vedere quanto profetizzato dai miei già negli anni 50: che si sarebbe, limato, negato, cercato di sfumare quello che era successo, la posta in gioco era alta, gli interessi molteplici, allora non capivo, ora purtroppo, si.

  • nessuno

    Ecco una splendida rappresentazione del pensiero unico…non spaccare il cappello in 4?Una che si parla adosso e spesso non sà di che parla.Una che afferma che il fascismo non c’è più e poi si stupisce se a verona squadre di naziskin tengono in ostaggio una citta.
    E dove avrebbero visto i suoi genitori gli orrori descritti?I campi i forni? Ci sono stati gli hanno visti o sono tutte cose “de relato”.
    E ancora che cazzo c’entrano le bombe in kossovo? Stiamo parlando di un’altra cosa se non lo ha ancora capito piccola borghesuccia azzeccagarbugli.
    Che cazzo ne sa lei di Arafat? Ma quali ostaggi?
    Peres begin tutta gente che ha fatto parte della banda stern lei lo sà che crimini hanno commesso in nome col pretesto dell’olocausto?
    I suoi genitori erano cosi lungimiranti??
    Niente niente è la solita giudea?
    Ringrazio Comedonchisciotte per quest’articolo e per tutti gli altri che smentiscono la propaganda di questa gentaglia.

  • calliope

    Maristaurru si legge mossad???
    per le vostre nefandezze vi aspettano 40 anni di deserto,
    come da copione.

  • adriano_53

    allora non capivi?
    e adesso?
    non vorrei sembarti sgarbato, ma o sei blogger embedded o non capisci una cippa neppure ora.

  • Franky_Ramone

    Maristaurru ha scritto:

    ‘ovunque l’interesse per il potere e per il danaro’

    infatti, come i banchieri ebrei ‘ariani d’onore’ che hanno contribuito a sterminare il loro stesso
    popolo finanziando Hitler

  • maristaurru

    Appunto, il danaro corrompe, e non solo gli Ebrei. E che vi fossero banchieri che hanno tradito, capo capanna, Kapò ecc… non vuol dire che milioni di innocenti non siano stati sottoposti ad un fredoo, burocratico sterminio, ad umiliazioni, torture, condannati a seppellire i propri figli ed amenità del genere e che noi anche se non ebrei, e forse più di loro, non dobbiamo ricordare e sapere che può succedere a noi tutti domani se al potere del danaro serve, e con una scusa qualsiasi, certo che dobbiamo sapere perfettamente quello che è successo e COME e PERCHE’sono stati sterminati , ebrei ,armeni, cambogiani, contadini russi, e tanti e tanti altri, tenendo presente che al di là del numero dei morti, della contabilità, lo spirito, le umiliazioni la disumana freddezza, le risate di scherno e tante nefandezze che fa impressione solo a scriverne e che hanno resi muti di dolore tanti ebrei scampati, è stata un “finezza” tutta nazista e proprio perchè ci sono dei poveracci come nessuno, e gli altri che mi hanno “gentilmente” e con sottile arguzia risposto, che dobbiamo ricordare e vegliare che menti deboli e malate non vengano usate ancora , ci siamo vicinissimi, mi pare.

  • maristaurru

    calliope, il tuo commento conferma quello che ho scritto, menti deboli possono esser manipolate e condotte dove si vuole addirittura arrivando a negare la realtà. Se Israele sbaglia con i Palestinesi non vuol dire che l’olocausto non ci sia stato e che lo si debba negare, dove è la logica ? Boh!
    che ci sia stato come la raccontano loro lo dimostra il fatto che i tedeschi accettano quel che gli ebrei dicono e hanno loro stessi processato criminali nazisti ed appurato i fatti e gli orrori, quale ubriacatura vi fa dire tante fesserie ? E tu davvero arrivi a credere che un agente del mossad o di qualunque altro servizio si metterebbe qui a disquisire con te e con quel tipo buffo stizzoso e maleducato che si firma nessuno? ma davvero non ci state col cervello.

  • Franky_Ramone

    Che sia giusto ricordare i genocidi della storia è sacrosanto, e solo un pazzo o un nazista viscerale potrebbe non essere in linea con questo pensiero. Il problema è l’utilizzo strumentale che si fà di essi, come per l’olocausto ebraico. Appunto. Nella nostra società occidentale chiunque critichi Israele utilizzando canonici strumenti d’informazione viene bollato come antisemita, ad esempio si veda la Chiesa che recentemente ha paragonato Gaza ad un ghetto.
    Ed è sempre curioso notare, che in questi casi non vi sia stata alcuna autorità politica a supporto delle dichiarazioni della Chiesa. Tutto tace.
    Giornalisti come Paolo Barnard che scrivono libri splendidi sulla questione palestinese vengono completamente ignorati e i loro libri non recensiti su alcuna testata giornalistica di rilievo.
    In altre parole una persona che abbia un minimo senso delle cose si rende conto che c’è qualcosa che non và, che vi sia una vera e propria cupola dell’informazione, dove se si parla male di certe cose, si viene distrutti e non c’è nessuno che ti salvi.
    e allora dimmi alla luce di tutto questo, chi è che sta cercando di piegare le menti di chi?

  • myone

    Sono con te.

  • myone

    Mi dispiace, sei propio NESSUNO. Non sei obiettivo, Sei come chi critichi. Occhi bendati. LA realta’ e’ ben diversa. Vai la’, e la’ dico la’. E’ come dire, vieni qui, nel senso, esci da questo pc e vai fra i tuoi coetanei o concittadini, e vedi che differenza puo’ esserci, e quanto pasta, per passare da qui a li. Solo che per arrivare a questo, anche se ignobile, deve sussitere qualcosa di fondo, che te lo faccia fare. POi si, i rimasugli umani, fanno sempre tendenza, pieta’, e altro. Sai perche’ in un certo senso un popolo no si emancipa? sai perche’ rimane sotto dittatura e causa bellica? Perche’ tace e acconsente. Perche’ non parla e non si dialoga. Poi, quello che non pensi , esce, sia da una parte o dall’ altra, nel senso, che il motivo di fondo ti fa essere vittima o aguzzino, mentre il belligerare, qui, e’ dalle due parti, e una si difende, mentre l’ altra, ha sempre attaccato. Sappilo. Informati. Informatevi. E quando la tua razza prende le medesime generalita’, e in piu’ si mostra creditrice di morti e di sopprusi, mentre in sen cova sempre quello di sempre, l’ altra parte e’ cieca, come la loro.

  • diffidente

    Ma che vor di’ ????? uahuahuah

  • alexg

    MA CHI CAZZO SE NE FREGA DI QUELLO CHE E’ SUCCESSO 70 ANNI FA, NON ERA NATO ANCORA NESSUNO DI NOI. E BASTA CAZZO!!!!

    NON VEDETE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO ORA????????

    STATE CON GLI ISRAELIANI? BENE, SIETE DEI MOSTRI!!!

  • portoBF

    Se si deve commemorare, nella giornata della memoria, le persone che hanno patito i campi di sterminio, allora, commemoriamo anche gli altri, e cioè tutti i popoli che hanno subito deportazioni e crimini. Slavi, Russi, Italiani e altri, che come gli ebrei furono uccisi nei campi di sterminio nazisti, non contano nulla? Nativi Americani, armeni, Palestinesi, non sono esseri umani? Perchè i “nostri” politici ( mai eletti ), non usano lo stesso metro? Perchè bisogna ricordare solo gli ebrei? Forse qualche onorevole ha qualcosa da farsi perdonare? E poi perchè parlano a nome di tutti gli Italiani, cosa ne sanno di quello che pensa la gente, LORO si ricordano degli Italiani solo quando gli conviene.

  • portoBF

    Perchè non ti indigni anche per tutti gli altri popoli che hanno subito quello che che hanno subito gli ebrei e di cui non si parla mai, furbetta.

  • portoBF

    Maristaurru,sai cos’è lo JUDENRAT, no? Te lo dico io: organismo EBREO, complice dei NAZISTI nelle deportazioni nei campi di concentramento.
    Tanti saluti

  • Die_fahne_hoch

    Aveva ragione quello scrittore ebreo antisionista che ha scritto che Israele ha sfruttato per 60 anni la tragedia dell’Olocausto per garantirsi l’impunita’ e l’immunita’ mondiale di fronte alle sue aggressioni.La domanda e’ questa:fino a quando le sara’ permesso di farlo?

  • maristaurru

    Grazie porto Bf , sapevo che fosse esistito qualcosa del genere, non ne conoscevo il nome, ed hai ragione tu, anche di questo si dovrebbe parlare nella giornata della memoria, come anche di altri casi di tradimento della propria gente, del proprio Paese, che anche se meno raccapriccianti nel complesso, hanno provocato lutti, e questo perchè solo se si sarà detto tutto, poi si arriverà a ricordare serenamente, e finchè ed ovunque resteranno sacche di silenzio, il rancore, resterà a rovinare la vita delle generazioni future che molti coinvolgono per interesse nell’odio.

    Detto questo, spiegami, l’esistenza dello Judenrat cancella forse quelle oscenità della ragione avvenute? Cancella gli orrori subiti? O credi che le colpe dei banchieri ebrei lavino le colpe degli aguzzini? ma che cavolo di sragionamenti fate! Un popolo dannato due volte: per le colpe dei traditori, per le colpe dei banchieri e chi sa forse per le colpe di chi islamico, non ha interesse che sorga lo stato palestinese e magari anche per le colpe di chi in Israele ebbe mire espensionistiche e allora… dai all’ebreo e rinfocoliamo odi, ma ci state col cervello? Io credo di no.
    E davvero credete che la crisi attuale sia solo colpa dei banchieri ebrei? Ma che tutti i banchieri sono ebrei? Io ho conosciuto in Italia a suo tempo banchieri “puliti” e professionali al massimo, fatti fuori dal quadro di comando da banchieri disinvolti che hanno sfasciato il Paese Italia, e i “banchieri disinvolti” che tutti conoscete, non sono ebrei, gli piaceva e gli piace il potere e lo stanno esercitando alla grande e continueranno anche se tutti i banchieri ebrei delle cui colpe si è parlato e forse chi sa se c’è dell’altro, si facessero da parte, state tranquilli che i nostri non son secondi a nessuno. Eppure non vi sdegnate più di tanto.. di troppe cose non si sdegnano gli Italiani, troppe davvero

  • calliope

    «Io credo che non ci fossero camere a gas. E lo credo da quando ho iniziato a studiare le prove storiche, dunque non in modo emotivo. I revisionisti, cioè coloro che sono contro ciò che è largamente riconosciuto come vero sull´Olocausto, ebbene, i più seri tra questi revisionisti, arrivano alla conclusione che tra i 200mila e i 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno di questi in una camera a gas.

    Ad esempio, conosce ciò che ha scritto Fred Leuchter? Era un esperto di camere a gas negli Stati Uniti. Negli anni ‘80 ha visitato quelle che sono ritenute le camere a gas tedesche, il crematorio di Auschwitz ad esempio. Ecco, le sue conclusioni sono che è impossibile che quel crematorio sia stato usato per uccidere con il gas un gran numero di persone. I gas che si dice siano stati usati erano molto pericolosi, anche per chi lavorava nei campi di concentramento. Quei gas, dopo aver ucciso le vittime, avrebbero ucciso anche chi doveva rimuoverle.

    Olocausto
    Altro esempio: ci sarebbero volute ciminiere molto alte, per disperdere in cielo quei gas. Ma nessuna foto aerea degli alleati ci ha fatto vedere ciminiere alte. Altro aspetto: le porte delle camere non erano ermetiche. Il gas avrebbe ucciso chiunque nei paraggi».

    Dunque lei mi sta dicendo che l´Olocausto non è mai avvenuto.
    «Io seguo l´evidenza storica. Io credo nelle conclusioni degli esperti. Ripeto: duecento, trecentomila morti. E non nelle camere a gas».

    Ma se questo non è antisemitismo, cosa è l´antisemitismo?
    «Se l´antisemitismo è cattivo, è contro la verità. Se qualcosa è vero, non è cattivo. Antisemitismo è una parola che non mi interessa. E non mi interessa se qualcuno mi chiama antisemita. La verità storica si fa con le prove, non con l´emozione. Su tutta questa vicenda storica c´è stato un grande sfruttamento. La Germania ha pagato miliardi e miliardi di marchi, perché i tedeschi hanno un forte senso di colpa per aver ucciso col gas sei milioni di ebrei.

    Ma io non penso che siano stati uccisi sei milioni di ebrei. Attenzione, quello che dico è contro la legge tedesca. Se ci fosse qui un funzionario dello Stato tedesco, mi metterebbe in prigione. Spero (il vescovo lo dice rivolgendosi all´intervistatore-ndr) che non sia la sua intenzione».

  • Franky_Ramone

    Non mi sembra che alcun banchiere ebreo finanziatore di Hitler sia stato perseguitato. A differenza dei gerarchi nazisti che sono stati perseguitati e giustiziati (che umanità!). Israele è uno stato criminale e terrorista, sorto senza alcuna legge internazionale e più volte condannato dall’ONU per crimini contro l’umanità. Lì non è una questione di Islam o mica Islam è una questione che se tu mi fotti la terra e magari mi ammazzi un familiare in un bombardamento io appena riesco ti metto una bomba sotto il culo. Per quanto riguarda la crisi di ora neppure io credo nel complotto ebraico, anche perchè sembra che si stiano buttando la zappa sui piedi da soli. A proposito, proprio oggi hai letto che i rabbini hanno chiesto le scuse al Papa per le affermazioni di alcuni suoi vescovi? E ti sembra che un rabbino chiederà mai scusa ad una madre palestinese che ha visto il proprio figlio morire in un bombardamento a Gaza? Sono degli ipocriti. L’ha detto Gesù Cristo 2000 anni fà e le cose non sembrano cambiate di una virgola

  • myone

    Ci sono Galoppini di ogni sorta.

    Sto per andare a letto. Ho sonno boia. Solo due cose, quelle che dormendo sogno:
    1) Benigni e’ sionista e fa’ film solo su finanziamento Mossadd
    2) Un buon 70% non sa’ cosa sia l’ olocausto, ne le cause del nazzismo, ne la seconda guerra mondiale, la prima, e ne tante altre cose.

    Indagine statistica programma Rai ( anche lui sionista ovvio):
    Il 40% degli italiani e’ razzista, il 60% antisemita e xenofobo, e mandarli ad Auschwitz per vedere o essere testimoni, nn ha nulla di malsano. O e’ sionismo pure quello?

    Dal 27 di dicembre 2008 al 29 gennaio 2009, si calcola che sugli 8.000 minori muoiano solamente per fame, senza contare il rimanente di come sta o che vive, e che 8.000 x 32 giorni = 256.000 (duecentocinquantaseimila) vittime, che non sono libanesi e ne ebree,

    ma che sono della Shoah nostra. E quando e’ nostra, anche, basta e avanza.

  • maristaurru

    ONU? Mi scrivi che l?ONU ha condannato Israele per crimini contro l’umanità? Guarda che sicuramente ragioni e torti vanno vagliati nella questione Israelo 7 Palestinese, ma non insultare la media intelligenza di chi ne abbia almeno un pochino più di un moscerino, Non mi va di ricercare tutti gli stati che fanno parte dell’elelfante costoso ed inutile chiamato ONU, ma la volo ti dò due nomi: CINA e Corea del Nord, se non sbaglio, e sembra una barzelleta che costoro e tanti altri dell’elefantiaco consesso osino discettare dei diritti umani, che comincino a guardare in casa loro… dai su Franky Ramonew, un minimo di senso del ridicolo!!

  • Franky_Ramone

    Cerchi di aggrapparti a piccolezze per portare a casa un minimo di ragione mia cara. Vediamo di riportare la discussione sul focus, e forse è colpa mia se ne siamo usciti. Il problema non sono i diritti umani. I diritti umani sono un problema mondiale che non coinvolge solo Israele. Il problema è, come ho già scritto in altri post, l’ipocrisia. Il fatto che mi piglino per il culo cercando di modificare la realtà e riparandosi, se criticati, dietro allo scudo dell’olocausto. I’poverini’ a cui il mondo ha voluto solo male, e a causa di tutto ciò si devono sentire giustificati di perpetrare crimini nei confronti di un altro popolo. Cmq ti consiglio le letture dell’israeliano Ilan Pappe o del buon Paolo Barnard perchè mi sembri un tantinino confusa

  • maristaurru

    Con me non attacca, sai bene che non sono confusa, e se tu non lo sai, lo so io.
    A me non interessa portare a casa la ragione, nè molta nè poca. Ti senti preso per il culo dagli israeliani? Questo non significa che tu debba per questo negare di fronte alla evidenza, non raccontiamoci balle, non ti piacciono gli ebrei? Dillo. Sei profondamente razzista? Dillo.
    Invece sei sicuro che politicamente gli ebrei abbiano inanellato prepotenze e castronerie? Dillo. Ti piace hamas, trovi romantici i Kamikaze ? Dillo. Ti piace e giustifichi chi si fa scudo dei bambini? Dillo.

    Ma per favore, basta con i vaneggiamenti che sembrano coprire solo odio, intolleranza e che non servono ad aiutare ad uscire da questa situazione, ma pare proprio che a molti piaccia troppo che i palestinesi continuino come scemi a tirare pietre , mentre i contrabbandieri di armi si arricchiscono, il Paese viene distrutto, e io non dimentico che a Gaza, come gli Israeliani sono andati via, quello che era rimasto, compresi gli aranci ( anche se alcuni ebrei avevano lasciato terra arsa come la avevano trovata), insomma quello che è rimasto è stato distrutto dai palestinesi.. bravo chi li ha spinti , così poveri e affamati li comanda meglio!! Insomma troppa brutta gente mangia su un popolo e non aiuta affatto a liberarli , ma li usa, e dimmi tu chi fa schifo.. e mi vieni a dire scemenze come questa ultima, ma con chi credi di interloquire, io conosco anche ebrei dissenzienti caro mio, quanto a Paolo Barnard, manca solo che ci raccontiate che cammina sull’acqua, ma sai i santini non mi sono mai piaciuti, io sono tanto poco “religiosa” da non sentire il bisogno di crearmi santini, paolo Barnard ve lo lascio tutto a voi.. sempre che non lo veda camminare sull’acqua.. solo allora potrei forse ripensarci

  • Franky_Ramone

    Questo tuo commento è del tutto privo di logica e sembra che abbia come obiettivo quello di farmi passare per un filopalestinese che odia gli ebrei. Non è che sei dell’ADL? No perchè quelli fanno proprio così non appena si tocca la dirigenza israeliana: un bel bollino da antisemita.
    Personalmente non ho nulla contro il Popolo Eletto. Penso che ci siano persone buone e cattive ovunque. Anche a Gaza. Tuttavia dato che sono una persona con molti difetti, ma non sono impaziente, cercherò di esprimermi meglio per l’ennesima volta.
    In Italia e nel mondo esiste una cupola mediatica che non permette di parlare di certe cose e di approfondire determinati argomenti e, in certi casi, l’olocausto ebraico viene utilizzato
    come strumento per mettere a tacere voci dissenzienti e per permettere alla dirigenza sionista israeliana di fare sostanzialmente quel cazzo che gli pare, in Palestina e nel mondo.
    Questo è il nocciolo della questione, e non me la sono inventata io dato che è da mesi che ne stiamo discutendo qua sopra.
    Per quanto riguarda Barnard lo cito perchè secondo me ha fatto un ottimo lavoro, onore al merito.

  • maristaurru

    Una curiosità, dici che dai credito alle risoluzioni di condanna dell’Onu , poi dici : “Israele è uno Stato criminale e terrorista ( e questa è una opinione, anche se il terrorismo ha delle caratteristiche non ravvisabili nei comportamenti e nel tipo di guerra israeliana) e continui dicendo che Israrele “è sorto senza alcuna legge internazionale”.

    un po’ di confusione ? Mi sa di si.
    preso da comunicati stampa dell’epoca:

    30 NOVEMBRE 1947 – L’Onu approva la spartizione della Palestina. – L’assemblea generale della Nazioni Unite ha approvato oggi con 33 voti favorevoli, 13 contrari e 10 astensioni il piano per la spartizione della Palestina (Ib. ore 00,30). La votazione è avvenuta per chiamata. Prima interpellata la Francia, che nel silenzio più assoluto della sala ha risposto “Sì”. Questa risposta inaspettata è stata accolta da uno scroscio di applausi. Hanno votato contro Afghanistan, Cuba, Egitto, India, Iran, Iraq, Libano, Pakistan, Arabia Saudita, fra gli astenuti, INGHILTERRA, Jugoslavia, Messico, Honduras, Etiopia, Salvador, Colombia, Cina, Cile, Argentina. (Ib. ore 10.50)
    ONU – COSTITUZIONE E GOVERNI FUTURI DELLA PALESTINA

    OGGETTO: RISOLUZIONE 181 – Fine del mandato, spartizione e indipendenza

    1. Il mandato per la Palestina avrà fine al più presto possibile e in ogni caso il 1° agosto 1948:
    2. Le forze armate della potenza mandataria evacueranno progressivamente la Palestina; al più tardi il 1° agosto 1948.
    La potenza mandataria farà tutto ciò che è in suo potere al fine di assicurare l’evacuazione di una zona situata sul territorio dello Stato ebraico e dotato di un porto marittimo e di un retroterra sufficienti per offrire le strutture necessarie in vista di un’importante immigrazione.
    3. Gli Stati indipendenti arabo ed ebraico, così come il regime internazionale particolare previsto per la città di Gerusalemme, cominceranno ad esistere in Palestina due mesi dopo che l’evacuazione delle forze armate della potenza mandataria sarà portata a termine.

    Poi sappiamo tutti che la divisione non accontentò una parte di ebrei, che gli Arabi ci misero lo zampino, e quel che seguì, ma reinventarsi la Storia, mi sembra un vizietto da buttare alle ortiche, i tempi evolvono e disinformare diventa maledettamente difficile e infatti dalla melma lentamente emergono zozzerie nascoste da gli uni e dagli altri sotto il tappeto, pian piano chi sa, avremo le pulizie di primavera?

    Leggiti un bel libro di storia, con freddi documenti dell’epoca, lascia stare i santini e vedrai che andrà meglio

  • Franky_Ramone

    Hai risposto al mio post precedente con una cosa che non c’entra nulla. Io parlo di controllo e distorsione dell’informazione, tu di questo non rispondi, e cerchi di portarmi su un campo in cui sei documentata meglio di me per cercare di smerdarmi. Tristissimo.
    Quello che hai scritto non è sbagliato, è verissimo, però incompleto. L’Onu voleva creare uno stato Israelo-palestinese con due governi e terra ripartita e si sono messi entrambi a fare i craponi. Per completezza dunque, dato che vuoi fare la precisa con le risoluzioni e i rapporti ONU, riporta anche quelli di condanna nei confronti di Israele quando questi ha iniziato ad espandersi illegalmente distruggendo i villaggi palestinesi e rubando la loro terra. E questo non lo dico solo io o Barnard lo dice Ilan Pappe che è uno studioso ISRAELIANO. Riportare informazioni incomplete, è come mentire. Meglio affidarsi ai santini allora