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25 MILIARDI DI CALCI IN BOCCA

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

E’ stata passata come una noterella a margine del gran tourbillon greco, un modesto “aggiustamento” dei conti pubblici italiani – se s’ha da fare, si fa… – perché la crisi…i conti…la congiuntura economica…il riequilibrio…l’Europa…le agenzie di rating…
Ma sono 25 miliardi di euro. Forse, il numero “50.000 miliardi di lire” farebbe più effetto, ma oramai non si può più ragionare in lire: troppo diverso il potere d’acquisto reale, le retribuzioni, la struttura stessa della società italiana, ecc.
Il piccolo numeretto, però, è una di quelle quantità che mettono i brividi.

Tremonti, si sa, vive nel suo studio e, calcolatrice alla mano, dovrà cercare di far quadrare conti che non hanno più quadratura perché è considerato da Berlusconi soltanto un “magico contabile”, colui che in qualche modo dovrà rimettere le cose a posto. Che non ha, però, voce in politica, ossia nella programmazione economica del Paese, nelle scelte che contano: fai bene i conti e taci, più volte Berlusconi ha ammesso che Tremonti lo “infastidisce” con il suo rigore, però non ne può fare a meno.Qui, appare in tutta la sua tragicità il limite dell’uomo di Arcore: vede l’Italia soltanto come un’azienda. Basta mettere gli uomini giusti nei settori chiave dell’amministrazione, poi il business va avanti da solo: troppi anni, trascorsi in una posizione di privilegio – quasi un monopolista, sin dai tempi di Craxi e dei vari “decreti Berlusconi” per favorirlo – lo hanno forgiato a credere che la gestione dello Stato sia solo una questione di bilancio (da affidare, appunto, all’uomo “dei conti”) per dedicarsi alla conquista del suo “azionariato” elettorale.
Il solito pudding di sondaggi, numeri, affermazioni…la politica è soltanto una ricerca di mercato, nient’altro, l’Italia una S.p.A. (che dovrà, prima o dopo, portare i libri contabili in Tribunale).

Così, Giulio Tremonti si è trovato – solo – ad affrontare l’audizione parlamentare nella quale doveva comunicare ai deputati quali fossero le sue linee d’intervento per risolvere il problema: a dire il vero, era in “scarsa compagnia”, giacché ad ascoltarlo c’erano soltanto 58 deputati, meno del 10%.
C’è stato un possente clamore su tutti i media per quel disinteresse, quel fregarsene di comunicazioni così importanti e decisive per il futuro del Paese: ai più – anche se il momento, solo per la sua gravità, avrebbe richiesto almeno una presenza per “educazione istituzionale” – è sfuggita la vera ragione di quelle assenze.
In realtà, Tremonti poco aveva da dire, poco ha detto e poco ha lasciato intendere: la solita solfa che tutto è a posto…il consueto sciorinare dati sul futuro (che, poi, se saranno diversi…chi lo ricorderà?)…l’inflazione sotto controllo (e chi compra più niente, con i chiari di luna che ci sono?)…la pressione fiscale che scenderà (per salire quella degli enti periferici): insomma, non proprio un “tutto va bene, madama la marchesa”, ma solo “qualcosa va, dove non si sa, ma va.” Il che, non ha proprio sollecitato i parlamentari (che già sapevano) a correre ad ascoltarlo.

Quei 25 miliardi di euro, che Tremonti dovrà far saltar fuori in un biennio – l’1,6% del PIL – ci sembrano, però, una goccia che può far tracimare il vaso delle sempre più fibrillante politica nazionale. Perché non sono una “goccia”, sono in realtà un bicchiere bello colmo, che dovrà scovare in un panorama economico asfittico per varie ragioni.

La prima – e più importante – è la mancanza di una politica economica: per Berlusconi, i vari Ministri sono soltanto dei prestatori d’opera. Fissato un obiettivo e stabilita la prassi per raggiungerlo, il compito dei vari Scajola, Brunetta, Matteoli e via discorrendo è soltanto quello di rispettare i vincoli di bilancio imposti da Tremonti e di fornire un quadro che sia spacciabile, sotto l’aspetto pubblicitario, come il meglio su piazza. Ancora l’impostazione aziendale.

La seconda è di natura internazionale: Silvio Berlusconi ha cercato più “sponde” in politica internazionale, quando ha compreso che l’avvento di Obama gli avrebbe precluso quella “familiarità” della quale godeva con la precedente amministrazione. Addirittura la provocazione di Gheddafi.
Vorrei precisare che fui fra i primi a porre dei dubbi sulla “rivoluzionaria” figura di Obama, e questo in tempi non sospetti: lo raccontavo il 6 Gennaio del 2008, quando era ancora in corsa per la presidenza la Clinton in “Uomo della Provvidenza o Cavallo di Troia?” [1]
Oggi, l’attacco all’Europa di Obama (le modalità dello stesso sono irrilevanti: le servili agenzie di rating, le vendute burocrazie europee, ecc) si è materializzato colpendo, ovviamente, gli “anelli deboli” ed è riuscito a riportare l’euro ad un cambio intorno ad 1,25 – ossia a quello che già avevo indicato nel 2003 in “Europa svegliati!” [2] – come un rapporto credibile di cambio che teneva conto delle reali potenzialità e differenze fra le due aree economiche.

Soprattutto – e qui bisogna “tirare le orecchie” ai fautori dei “numeri” come soli indicatori economici – per il diverso approccio al risparmio fra i due continenti: il dato che più faceva (e fa) paura negli USA è l’inveterata tendenza a spendere più di quel che si ha. Altro che risparmiare.
Alla lunga, il meccanismo – così ben “oliato” dal sistema statunitense delle carte di credito, del “think pink”, della pubblicità osannante, del “sogno americano” da realizzare ad ogni costo, ecc… – si è rivelato una trappola irta d’aculei, che ha obbligato il sistema ha creare quel mostro dei mutui truccati. Sostanzialmente, un modo per creare ricchezza dal nulla e far pagare, dopo, lo scotto alla collettività planetaria, come avevo indicato nel Settembre del 2008 ne “Il crepuscolo degli Dei [3].
Il mutato rapporto di cambio allontanerà, per gli USA, lo spettro della concorrenza dell’euro come moneta per gli scambi internazionali: ho assistito in silenzio, per anni, a tanti sproloqui su fantomatiche nuove monete e nuovi assetti “mondialisti”. Oggi, questa crisi riporta in auge la realtà: gli USA sono ancora i padroni del Pianeta e lo saranno ancora per molto, seppur in una inevitabile fase calante. Ricordiamo il discorso d’insediamento di Obama: “Noi non negozieremo mai il nostro stile di vita”. Lo negozino, per noi, i greci, che hanno un debito risibile, pochi spiccioli se confrontati con la voragine statunitense.

Non ci sarà, inoltre, nessun (o scarsissimo) vantaggio dalla svalutazione dell’euro per l’economia europea (e, soprattutto, italiana), giacché una svalutazione del 15-20% non intacca minimamente le potenzialità della Cina e delle economie asiatiche nella produzione dei beni di consumo: anche con l’euro ad 1,25 sul dollaro, nessuno può sognarsi di fare concorrenza a chi vende un computer per 100 dollari (o meno).
Se, un tempo, una svalutazione dell’euro avrebbe favorito le merci europee negli USA, oggi dobbiamo riflettere che la gran parte della popolazione americana non ha nemmeno più gli occhi per piangere. Figuriamoci entrare all’emporio Armani o pasteggiare con il Brunello.
Qualche chance in più l’avrà chi produce la nuova tecnologia energetica – in Europa, soprattutto la Germania – mentre l’Italia, con i suoi “sogni nucleari”, è e rimane al palo nonostante la generosa creatività dei suoi ricercatori e dei suoi ingegneri.
L’unica vera differenza la scopriremo ai distributori di carburanti i quali, anche con il petrolio in calo, acquisteranno in dollari e ci presenteranno il conto in euro svalutati.

Ritornando a bomba, su quei 25 miliardi che Tremonti d
ovrà far saltare fuori dal cappello nei prossimi due anni, possiamo concludere che non ci sono concrete speranze di un’inversione di tendenza per l’economia reale italiana, ossia di una sua maggiore affermazione sui mercati mondiali. Da noi, si chiude perché gli archibugi non interessano più a nessuno e sul piano internazionale non godiamo di grandi appoggi: Russia a parte, ma vatti a fidare di Putin.
Questa è l’economia reale italiana, un luogo dove le aziende chiudono per la mancanza di una vera politica economica, per il passo “stratosferico” raggiunto dalla commistione fra i boiardi di Stato e la classe politica: la nota vicenda legata a Bertolaso, Anemone e Scajola è sintomatica per comprendere il fenomeno non tanto sotto l’aspetto delle corruttele, quanto sulla negazione e sottovalutazione degli aspetti dell’economia reale.

Insomma, se con qualche tangente e qualche “massaggio” riesco a costruire tot metri cubi, pur pagando le dovute tangenti, in fondo ho incrementato il PIL…che male ho fatto?
Ho, praticamente, costruito sulle sabbie mobili, poiché quei milioni di metri cubi di cemento non costituiscono niente sotto l’aspetto della reale politica economica: sono, soltanto, l’estremo tentativo di rimediare alla sua mancanza “drogando” il PIL con una “iniezione” di cemento. Un embolo assicurato: se non ci credete, leggete “La guerra di Cementland [4].
Come ben sappiamo, servono poi i “supporti” per addolcire la pillola: la stampa, l’informazione diventa il luogo dove – ad ogni inizio d’anno – s’ammansiscono previsioni rosee [5] sull’economia e sulle esportazioni per poi, quando giungono i dati reali (e basta con queste previsioni! Ci azzeccava di più Nostradamus!), certificare il fallimento delle “scientifiche” previsioni. [6]

La crisi economica, data per “finita” un po’ troppo presto, sta oggi mostrando i suoi effetti sui conti pubblici: un miliardo in meno d’entrate tributarie nel solo primo trimestre del 2010! [7]
Le domande che ci poniamo sono: dove troverà Tremonti quella montagna di soldi? Sarà lui a doverli trovare? Per una simile operazione, dovranno anche cambiare capoccia? Riusciremo a scapolare il “rischio Grecia”?

Per comprendere la gravità della situazione, riflettiamo che la cosiddetta “riforma Gelmini” – in realtà una serie di tagli concordati da Tremonti e Brunetta e controfirmati dalla neo-mamma, che darà il colpo finale alla scuola italiana – prevede 7,8 miliardi di “risparmi”. Sì, ma in cinque anni.
Fu pianificata per bilanciare l’abolizione dell’ICI per i redditi più elevati (per una fascia più bassa già l’aveva eliminata Prodi): questo, per dire che quei soldi sono già previsti a bilancio, così come i proventi della “tassa sulla malattia” – a nostro avviso incostituzionale: opposizione, dove sei? – imposta ai pubblici dipendenti, un introito che s’aggira sul miliardo l’anno. Già, ma questo è il passato.

Vorrei segnalare ai lettori queste premesse, poiché è difficile pensare ad ulteriori “suzioni” dai pubblici dipendenti: la ragione non è da ricercare in un improvviso afflato d’amore di Brunetta per i suoi “dipendenti”, quanto per i riflessi che avrebbe sulla domanda interna, già al lumicino. Potranno sì aggiungere qualche “taglio”, ma nulla che sia significativo per quella montagna di soldi da scovare.
In Grecia, da un paio di mesi, hanno iniziato a “sforbiciare” le pensioni, operando in modo proporzionale: circa 200 euro – tanto per capire l’ordine di grandezza – su pensioni medio-alte. E’ percorribile, in Italia, una simile proposta?
Teoricamente sì, praticamente farebbe saltare il banco: è prassi consolidata, in Italia, che le pensioni non si toccano. Perché? Poiché nessuno – in un quadro dove un (qualsiasi) governo è votato da circa 30 italiani su 100 – può permettersi un simile azzardo, farebbe “impazzire” quella base elettorale consolidata che è l’unica ancora fedele alla politica. Un patto di ferro: tu non tocchi e noi votiamo, difatti le punte d’assenteismo sono fra i giovani.

Altro, possibile scenario, è compiere quella “riforma” che Prodi annunciò – e che gli fece perdere milioni di voti – ossia portare la tassazione sulle rendite (vari buoni: BOT, CCT, Poste, ecc) dal 12% al 20% com’è nel resto d’Europa.
Anche qui, però, ci sarebbe da attendersi una “rivoluzione elettorale”, poiché i possessori di questi titoli sono dispersi fra la popolazione, ricca o meno, Nord e Sud, destra e sinistra. Difatti, Prodi rinunciò.
Per la stessa ragione, non si può fare un’altra controriforma delle pensioni, poiché non è possibile farne una ogni due o tre anni. Già c’è l’accordo – felicemente controfirmato da UIL e CISL, grandi difensori dei lavoratori! – per legare l’età della pensione all’aspettativa di vita! E poi, questo vale solo per una parte dei lavoratori: i giovani non hanno quasi più accantonamenti pensionistici!

Insomma, sul piano degli interventi “politici” c’è oramai poco da raschiare senza compromettere la propria base elettorale: Berlusconi mai farà pagare le tasse a chi non le paga, mai farà una seria riforma degli Studi di Settore, poiché il “popolo delle partite IVA” è il nocciolo duro del suo elettorato (e della Lega).
In egual modo, è improbabile un intervento sui dipendenti privati (soprattutto gli operai) poiché la Lega ha oramai in pugno l’elettorato che fu del PCI, mentre l’attuale “maretta” fra Fini, parecchi ex AN e Berlusconi riguarda proprio il “trattamento” riservato da Brunetta ad una consistente parte della base elettorale che fu di AN, ossia il pubblico impiego, soprattutto al Sud.

Più probabili degli interventi di tipo finanziario: già nella scorsa Finanziaria, ci fu il prelievo di 3,5 miliardi di euro dal fondo TFR dell’INPS per destinarli alla spesa corrente. Attenzione, alla spesa corrente, non in quella in conto capitale: cosa mai avvenuta in passato.
Questo è un precedente importante, poiché potrebbe schiudere la via ad interventi sulle altre casse previdenziali (INPDAP, ad esempio, ma anche altre) oppure sulla Cassa Depositi e Prestiti, che è finanziata in larga parte con il risparmio postale. La trasformazione delle Poste, da sistema di trasporto a banca, non è stata casuale.
Giocando, come le banche, sulla certezza che solo una piccola parte del denaro depositato viene movimentato, qualcuno potrebbe pensare d’impadronirsi – ovviamente come “prestito” – dei soldi depositati sui libretti postali. Una sorta di consolidamento del debito. E, una vocina che vaga per l’aria, ci dice che Tremonti ci sta meditando.
D’altro canto, la nomina di Massimo Varazzani alla presidenza dell’ente, portò proprio il suggello di Tremonti [8].

Un simile intervento, però, sarebbe di ben altro livello rispetto alla consueta prassi della Cassa – i soldi prestati ad Alemanno per Roma vengono da lì, ma sono centinaia di milioni, non decine di miliardi – e potrebbe ingenerare qualche “mal di pancia” se non, addirittura, la fine di quella “cassa a basso costo” che da sempre è la Cassa Depositi e Prestiti.
C’è sempre, inoltre, la dismissione e la vendita ai privati del patrimonio immobiliare degli Enti Locali e dello Stato (il precedente governo, già s’era “mangiato” quello militare): anche qui, però, il “passaggio” rivela alcune “strettoie”.
Ammesso e non concesso che possa essere “cartolarizzato” quel patrimonio – giungeremo a venderci la Fontana di Trevi? – le operazioni di privatizzazione, in Italia, ben sappiamo c
he vanno ad arricchire i soliti noti e portano solo le briciole nel bilancio. Quando, addirittura, un Ministro si dimette “per capire chi gli ha dato 900.000 euro per comprar casa” c’è da fidarsi, come no.

In definitiva, ciò che Tremonti ha in mente è probabilmente un piano finanziario su due fronti: Cassa Depositi e Prestiti e patrimonio immobiliare, sempre che la frittata riesca con il buco e senza sporcar troppo la cucina.
E qualora la frittata finisse a terra?
Beh, in quel caso sarebbe il Governo a farne le spese, inevitabilmente, perché sarebbe necessario “toccare” quei settori di cui sopra, che scatenerebbero l’anarchia elettorale.

Una piccola voce che mi colpì, nella disfida fra Berlusconi e Fini, fu l’invito alla prudenza che Gianni Letta – del premiato studio associato “Letta&Letta” – quasi accoratamente rivolse a Berlusconi.
Attenzione – disse Letta – non sottovalutare che, proprio in questi giorni, Luca di Montezemolo ha abbandonato la presidenza della FIAT e non ha più incarichi rilevanti in Confindustria. Come a dire: occhio, che quello – da domani – è libero battitore.
Quella notiziola, potrebbe rappresentare le fondamenta per un “piano B”, che veda il “banco” saltare e salire al potere i veri “uomini forti” della finanza internazionale. I quali, a dire il vero, non amano molto calcare il proscenio ma, se le condizioni fossero disperate, partirebbero anch’essi per la guerra.

Insomma, il solito governo tecnico presieduto dal Montezemolo, con Draghi – magari Tremonti a fare il contabile, in fondo è un uomo per tutte e stagioni – e tutti i corifei in crisi d’astinenza di potere, da Fini a Di Pietro. In fondo, non ci vorrebbe molto: con uno scandalo il giorno, si sopravvive male e poco, e se Berluskaiser si fa le leggi per sopravvivere, gli farebbero il vuoto intorno. Già le prossime puntate del reality “Bertolaso & Co.” s’appressano.
Quale delle due soluzioni?

In realtà, sono soltanto susseguenti l’una all’altra, inevitabilmente.
Gli interventi del “Piano A” di Tremonti sono, sostanzialmente, la solita politica di posticipare i guai al giorno dopo, nella speranza che arrivi qualche “miracolo economico” che nemmeno Dio sceso in terra potrebbe realizzare.
L’intera economia europea ed americana sono al lumicino – questo è il vero dato di fondo – e questi mezzucci sono ciò che possiedono e propongono gli omuncoli politici, dal FMI alla BCE, da Obama alla Commissione Europea: figuriamoci cosa può fare la servitù degli omuncoli, ossia la casta politica italiana.
Perciò, il governo tecnico “castigamatti” è la certezza: nel tempo, non ci sono altre soluzioni.

Non vogliamo nemmeno entrare nella noiosa disquisizione della serie “sarebbe possibile se nuove forze politiche…”, eccetera, eccetera: non esiste nessun “Piano C”, soprattutto perché quelli che potrebbero proporlo non hanno voce in capitolo, cioè noi.
Perciò, accomodiamoci ancora una volta di fronte al PC od alla TV per seguire l’ennesima puntata del “reality Italia”: al minimo, avremo qualcosa da discutere al bar.

PS. Un una notizia appare a ciel sereno: il parco automezzi dello Stato e delle Amministrazioni – le cosiddette “auto blu” – pesa ogni anno per 18 miliardi sui bilanci pubblici, giacché abbiamo 574.215 automezzi per il diletto dei nostri amati governanti et similia. Siamo i primi al mondo: gli Stati Uniti sono secondi con 73.000 auto blu, seguiti da Francia (65.000), Regno Unito (58.000), Germania (54.000), Turchia (51.000), Spagna (44.000), Giappone (35.000), Grecia (34.000) e Portogallo (23.000) [9]. Basterebbe portarci al livello della Francia per ridurre praticamente ad un decimo quelle spese, così con 2 miliardi l’anno manderemmo in giro solo quelli che lo meritano. E con i restanti 16 miliardi?
Beh, tolti i 12,5 miliardi per i conti pubblici, gli altri 3,5 miliardi li destinerei ad un reddito di cittadinanza (o disoccupazione, od altro) per la parte meno abbiente della popolazione: 300 euro il mese per 12 mesi per quasi un milione d’italiani. Sarebbero pochi, ma sempre meglio che 25 miliardi di calci in bocca.

Già, ma questo farebbe parte le “Piano C”: ditelo piano, bisbigliando, non s’ha da sapere.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/05/25-miliardi-di-calci-in-bocca.html
9.05.2010

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.

[1] Vedi: http://carlobertani.blogspot.com/2008/01/uomo-della-provvidenza-o-cavallo-di.html
[2] Carlo Bertani – Europa Svegliati! – Malatempora – Roma – 2003.
[3] Vedi: http://carlobertani.blogspot.com/2008/09/il-crepuscolo-degli-dei.html
[4] Vedi : http://carlobertani.blogspot.com/2010/02/la-guerra-di-cementland.html
[5] Fonte : http://www.businessonline.it/news/8246/Esportazioni-italiane-le-nazioni-emergenti-le-supereranno-nel-primo-trimestre-2009.html
[6] Fonte: http://www.businessonline.it/news/9544/Esportazioni-in-Italia-nel-2009-fatturato-dati-e-statistiche-Crolla-il-Made-in-Italy%20.html

[7] Fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/05/07/news/fisco_a_marzo_il_calo_degli_occupati_riduce_le_entrate_contributive_dello_0_6_-3890321/
[8] Fonte: http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=6848&T=A
[9] Fonte: http://blog.panorama.it/autoemoto/2007/05/21/record-negativi-litalia-prima-nelle-auto-blu/

Pubblicato da Davide

  • robocop

    Proviamo a vedere quello che sta succedendo senza pensare all’Italia.
    Questa è una crisi studiata a tavolino, e tutti gli attori recitano la parte che gli è stata assegnata.

    Ma quello che è interessante è la trama del film, non i ruoli di qualche comparsa.

    Vediamo la trama:
    le banche centrali diventano prestatori di ultima istanza, il sistema crolla lo stesso, allora la banca mondiale diventa prestatore di ultima istanza.

    Ed il disegno di un governo mondiale delle banche è realizzato.

    I governi politici degli stati, dovranno rispondere tutti alla banca mondiale, governata da banchieri, massoni-giudaici.

    A loro volta questi plutocrati dovranno rispondere ai loro capi, che sono: …………

    Chi vuole provare a dare una risposta?

  • alvit

    E che, vuoi scatenare un putiferio? 🙂

  • nettuno

    Il nostro Carlo Bertani ha detto delle cose interessnti su come Tremonti gestisce gli spiccioli che stanno in cassa, e la tresca di chi vuole subentrare alla gestione , dicasi Draghi Montezemolo e soci .. Per questo è venuto in Italia Heil Luttwak ..a dare consigli..Anche l’attacco al vaticano per pedoflia viene da Washington . Devono spezzare l’asse
    tra il Vaticano e Brlusconi, per impadronirsi del vassello e per poi mandarlo a picco VUOTO ..
    Bertani non ha detto che i mali stanno nella nascita di una MONETA PRIVATA e che i Signoraggio bancario alla lunga ci distrugge. STIAMO IN UNA EUROPA MASSONICA come massonico è stato creato il dollaro.
    Fatti per indebitarci e tassarci sempre di più fino a scoppiare. Occorre Uscire dalla moneta unica e riprenderci la sovranità monetaria. PUNTO !
    Per una Moneta Pubblica come in CINA o In Russia o in Canada occorre prima distruggere la BCE e coloro che l’anno cosi voluta. Ci sono altri modi di stare in Europa , cosi ci sono tanti modi di ciocare a carte. Consiglio a tutti di leggere attentamente —
    http://bsaett.altervista.org/economia-e-finanza/signoraggio-il-valore-dei-soldi.html
    Quando andate a votare, se crdete di esser degnamente rappresentati date al vostro “pupillo “un mandato preciso. Banche Pubbliche , moneta al popolo, scuola pubblica, acqua pubblica..
    Solo non troverete nessuno .. che faccia i Vs interessi. C’e solo una possibilità di dare un voto di protesta e se volete organizzare una protesta con le RSU .. per avere meno dolori che i nostri vicini greci ..

  • nettuno

    Leggimi sotto
    Nettuno

  • nautilus55

    Ma che bello! Non pensiamo all’Italia, pensiamo di vivere su Marte, tanto è già stato tutto programmato e deciso altrove.

    E cosa se ne farebbero, i banchieri, d’ereditare un’economia distrutta? Come farebbero soldi?

    Prova tu a dare una risposta al quesito. Ce lo stanno mettendo dove?

    Risposta: nel…

  • Tonguessy

    Cosa vuoi che siano 25 miliardi? Tremonti ha già provato a intascarsene 3,5 dall’INPS, e nessuno gli ha detto niente. Nessuno sciopero, nessun segno di irritazione sindacale. Tutto normale. Vedrai che adesso va all’assalto delle casseforti INPS, tanto nessuno se ne accorge. Poi ci dirà che è tempo di passare alla previdenza privata perchè quella pubblica “è fallita”, causa i soliti extracomunitari che rubano il lavoro a noi italiani, gli farà eco Bossi.
    E noi che intanto abbiamo versato per 35-40 anni i nostri contributi convinti di arrivare ad un meritato pensionamento ci ritroveremo a vendere fiori agli angoli delle strade, in concorrenza con i Cingalesi. Perchè gli extracomunitari ci rubano il lavoro, dice Bossi. Ah, l’avevo già scritto?

  • sheridan

    Ecco l’immancabile frescone che tira fuori le balle sul signoraggio. I debiti li hanno fatti i politici, cosa c’entra il signoraggio??? Con queste panzane sul signoraggio fai la felicita’ dei politici corrotti, quelli (i politici) fanno i debiti spendento in tangenti, malffare ed escort e poi ti raccontano che e’ colpa del signoraggio e tu, come un baccala’ fritto, ci credi anche, anzi gli dai pure corda!!!!

  • SempreIo

    No, no, ti sbagli, non ce lo stanno mettendo: stanno cominciando a toglierlo. Probabilmente già da un po’.
    E quando avranno finito saranno dolori.

  • maristaurru

    Due conti facili facili che potete verificare sul web:BNS ( Banca nazionale Svizzera) , non quindi REGALATA ai privati come con lampo di genio abbiamo fatto in questa ciofeca di Paese dei furbi coi soldi degli altri.

    anno 2004 utili della Banca Nazionale Svizzera= 13, 4 miliardi di euro
    anno 2005 utili = 21, 4 miliardi euro comprensivi di una quota da vendita oro.

    Questi utili non sono rimasti in pancia a banche private, ma sono andati al Paese seguendo criteri precisi, trasparneti che anche il meccanico svizzero sa, perchè tutto è pubblico e trasparente e ti viene spiegato alla virgola.

    nel frattempo nel paese di farloccolandia , leggi Italia, noi abbiamo dovuto emettere titoli pubblici per coprire il valore della moneta stampata dalla BCE ( Banche private, vale a dire aziende , imprese comuni), circa 1/3 del debito pubblico ogni anno lo dobbiamo a questo costo, vale a dire 75 miliardi annui, ma con questo sistema tutto italiano voluto per noi da noti ed osannati Padri della Patria, noi perdiamo anche i ricavi da TUS..infatti se presti la moneta , incassi i soldini, e gli svizzerotti e non solo loro ovviamente , ma tutti quelli che non sono stati tanto imbecilli da buttare al cesso la sovranità monetaria che appartiene al popolo e non a questo o a quel politico illuminato non si sa da chi o da che , dalla moneta che emette ci guadagna circa un altro terzo.

    se ti fai due conti vedi che togliendo due terzi da 75 miliardi di debito pubblico per anno, devi togliere 50 miliardi di euro l’anno… te ne restano 25 miliardi di euro. Gli economisti hanno calcolato che i minori introiti fiscali e le spese sia pure grandi dello stato, contribuiscono circa per un decimo… Quindi il nostro debito pubblico lo dobbiamo alle banche centrali privatizzate. Poi arriva il buon Draghi e chiede in sostANZA DI AUMENTARE LE TASSE perchè lorsignori hanno bisogni del solito sacrificio annuale di lacrime e sangue e quel picchio di mpstruosa intelligenzza , padoa schioppa ci racconta , dall’altro della sua posizione di privilegi di chi non paga casa epaga il 9% di aliquota di tasse e non il 60% ed oltre, che PAGARE LE TASSE E’ BELLO. Ci prendono bellamente in giro , e noi ce la meniamo con discorsi e distinguo del cacchio, le cifre che ho scritto, quello è, il resto= frescacce al cubo

  • maristaurru

    I Governi così detti tecnici, oltre a mettere pesantemente le mani in saccoccia ai cittadini, non sanno fare. Se arriva Montezemolo, immagino che la spremuta di sangue umano la darà direttamente tutta alle industrie e mille lecchini ci spiegheranno che è per il nostro bene, una delle tante balle.

    perchè ci rompono le balle con i governi tecnici ai quali se fossimo meno miopi ed ameboidi ci dovremmo opporre con tutte le forze, magari scendendo in piazza? Solo per mettere da parte quel fantasma di politica che ancora esiste, l’ultima e finale spoliazione dei ceti medio bassi avverrà da parte di un governo tecnico, non sarà più un Prodi o un Amato, gente che ha favorito un po’ le burocrazie, ma sarà Montezemolo che toglierà a noi quel pochissimo che ci resta per darlo ai Merloni, alle marcegalia e simili, ci diranno che lo fanno per i lavoratori del comparto.. poi li sbatteranno fuori grazie ai nuoco annortizzatori sociali che gli pagheremo.. in cassa integrazione di poco più prolungata e poi… ci sono i ponti, o i parenti, tertium non datur, e i Padroni.. sempre più ricchi per reggere il confronto con la globalizzazione.. abbiamo torme di immigrati che prenderanno felici molto meno, mentre i cittadini pagan gli “ammortizzatori sociali” di modo che sulla carta appaia tutto bene ed a posto, magari con un po’ di alchimie contabili ci racconteranno che Monteprezzemolo ha aggiustato “i fondamentali”. e ci credo, bisogna vedere che si intenderà per fondamentali, che portafogli e di chi, ma so già di quali portafogli non si tratterà.

    vedremo chi si presterà stavolta a derubarci dei soldi nottetempo.. per continuare di giorno.. e noi zitti, ben preparati a credere che non ci sia via di uscita.

  • Tonguessy

    “sarà Montezemolo che toglierà a noi quel pochissimo che ci resta per darlo ai Merloni, alle marcegalia e simili”.
    Sarà. Intanto è Tremonti. Oggi, mica domani, eh?

  • Eurasia

    Noam Chomsky su Internazionale di questa settimana… titolo dell’ediotriale “Il suicidio degli emarginati”… Prendendo spunto dal suicidio di Joes Stack, un ingegnere informatico di 53 anni, schiantatosi con un piccolo aereo contro il palazzo del fisco di Austin, in Texas… Chomsky parla del dualismo del “bipensiero” orwelliano ovvero la capacità di credere contemporaneamente in due idee contraddittorie … in questo caso lo Stato. In America, da un giorno all’altro ti puoi ritrovare, scrive Chomsky, come “la vedova di un metallurgico. Il marito aveva sgobbato tutta la vita nelle acciaierie della Pennsylvania con la promessa che avrebbe avuto la pensione e l’assistenza medica. Invece era stato uno delle migliaia che non avevano avuto nulla, perché i manager incompetenti dell’acciaieria e i sindacalisti corrotti avevano sperperato i fondi pensione dei lavoratori e rubato la liquidazione”. L’articolo continua: “Negli Stati Uniti il movimento dei Tea party riflette questa delusione. Il suo estremismo antifiscale non è tecnicamente suicida come la protesta di Joe Stack, ma è autodistruttivo. La California ne è un esempio drammatico. Stanno smantellando il più grande sistema mondiale di istruzione superiore pubblica. Il governatore Arnold Schwartzenegger dice che, se il governo non gli darà sette miliardi di dollari, dovrà eliminare l’assistenza sanitaria e i servizi sociali. E altri governatori stanno minacciando di fare lo stesso. Intanto un nuovo e potente movimento per i diritti degli stati chiede al governo federale di non interferire nei loro affari. Un bell’esempio di quello che in 1984 Orwell chiama “doppiopensiero”. (…) Le difficoltà della California nascono in buona parte dal fanatismo antifiscale. E la stessa cosa succede anche altrove. L’ostilità contro il fisco è da tempo il tema principale della propaganda del mondo degli affari. La gente deve essere spinta a odiare e temere lo stato, per un ottimo motivo: tra i sistemi di potere esistenti, lo stato è quello che in teoria, e a volte anche in pratica, rende conto alla popolazione e può impedire ai poteri privati di depredarla. Anche nella propaganda contro lo stato ci sono però delle sfumature. Il mondo degli affari, ovviamente, preferisce uno stato forte che lavora per le multinazionali e le istituzioni finanziarie, e le tira fuori dai guai quando distruggono l’economia. Con un brillante esercizio di doppio pensiero, i cittadini sono spinti a odiare i deficit di bilancio. Così i signori di Washington possono tagliare i servizi e diritti, ma poi salvano banche e imprese. Però, al tempo stesso, non devono essere contrari a ciò che crea davvero il deficit, come le spese militari sempre più alte e l’inefficiente sistema sanitario privato.” (…) (fonte: Internazionale n. 845 del 7/13 maggio 2010)

  • Albertino

    Grazie Carlo Bertani, i suoi articoli sono sempre spunto per riflessioni profonde. Io la vedo nera, perchè oggi è l’ asse silvio-tremonti, domani sarà (forse) montezemolo-draghi, ma per noi cittadini la musica non cambierà. Siamo governati dai peggiori di noi, quelli più “furbi” e senza scrupoli, ma il tragico è che ce li abbiamo messi noi.

  • AlbaKan

    Ovvio che sia definito il “magico contabile”….solo con la magia potrebbe riuscire a far quadrare i conti!

  • AlbertoConti

    “ma il tragico è che ce li abbiamo messi noi” Già, se li conosci li eviti, come l’AIDS. Il nostro peggior nemico è l’ignoranza.

  • TizianoS

    “(per una fascia più bassa già l’aveva eliminata Prodi)”

    Bertani parla di riduzione ICI. Quale sia questa fascia più bassa nessuno si ricorda più, ma la credo estremamente bassa e comunque Prodi passerà alla storia per la sua “tignoseria”, che ben si accompagna con la sua faccia da avaro curato di campagna.

    Berlusconi avrà moltissimi difetti, ma non mi sembra che l’avarizia sia quello suo principale. E oggi ha segnato un punto a suo favore, con il “Piano salva-euro fino a 720 miliardi”. Berlusconi ha capito che bisogna dare almeno il segnale che di soldi ce ne sono in giro tantissimi, e quindi almeno gli avari stile Prodi si sentiranno completamente rassicurati.

    Per la gente comune la notizia non farà comunque né caldo né freddo.

  • nautilus55

    Io l’ICI non l’ho più pagata dopo la riforma Prodi, e non ho proprio un reddito da terzo mondo. Ma come è possibile, mi chiedo, non vedere l’evidenza della situazione, l’inconsistenza della politica di Berlusconi? Ma…lo fai gratis?

  • AlbertoConti

    Stendo un velo pietoso su come viene “percepita” la questione ICI, dopo le vagonate di ripetizioni mediatiche della solita versione bugiarda.
    Ma la “generosità” coi soldi nostri non la lascio passare. Dove credi che abbiano trovato quei 720 miliardi? Li pagheremo tutti e per sempre, oltre agli altri rubati in precedenza dagli stampatori privati di soldi pubblici! Sveglia, che le mani in tasca ce le mettono da troppi anni, che si chiamino PDL o PD meno L.

  • alvit

    Sheridan, mi pare che coll’esempio della banca svizzera NAZIONALE , Maristaurru ti abbia risposto con dei FATTI.
    Qui in USA, c’e’ un altro Stato, il North Dakota, che ha cacciato via tutte le banche private e ha una banca nazionale e vanno cosi’ bene che sono in ATTIVO !

  • Albertino

    concordo. hanno fatto a gara, destra e sinistra, a metterci le mani in tasca. a destra però sono più bravi, ti sfilano il portafoglio con un mano, mentre con l’ altra ti regalano i centesimi. tu non te ne accorgi e magari li ringrazi pure.

  • TizianoS

    Il mio reddito è di 1200 euri al mese, in teoria dovrei votare Prodi e compagni, ma mi sono semplicemente antipatici, e nessuno mi paga per difendere qualche volta Berlusconi. L’ICI sull’unica casa che ho l’ho sempre versata, fino all’arrivo della legge di Berlusconi, ma devo ammettere che la sua mossa mi è parsa demagogica e non è piaciuta nemmeno a me.

    I 720 miliardi non ci sono da nessuna parte, ma viviamo in un’era di “moneta fiduciaria”, dove “basta la parola” per deprimere o eccitare i mercati, come questa giornata insegna.

    Ho da molto tempo perso ogni fiducia sull’amministrazione dei “soldi nostri” da parte dei politici, di qualunque colore siano.

    Il futuro appare comunque nerissimo, e come ha scritto ieri un economista, non rimane che “riprendere in mano la Coroncina del Santo Rosario recitando con Fede il Saluto dell’Angelo alla Vergine Immacolata”.

  • albertgast

    “Berlusconi avrà moltissimi difetti, ma non mi sembra che l’avarizia sia quello suo principale.” Eh già, magari è più specializzato nel malaffare, nella corruzione, nell’illegalità, nel legiferare a suo vantaggio….vuoi mettere?

  • LAZZARETTI

    Filantropi…. ah..ah..ah.. Semplicemente ricattatori. 25 mld o 1000 mld per l’Italia non cambiano nulla, il problema e’ chi li gestira’. E poi che cambiera? Nulla, allunghera’ solo l’agonia. La soluzione migliore: niente soldi, basta espellere certi abusivi italiani , tagliare certi cordoni ombelicali e rimboccarsi le maniche. L’unico cosa di cui abbiamo bisogno e’ tranquillita’. E siamo qui a commentare l’ennesima porcata. che dio ce la mandi buona.
    Sul governo tecnico c’e’ da giurarci, era gia’ pronto
    l’anno scorso, poi riuscirono a ricucire lo strappo col Vaticano,
    ma ormai la pera e’ matura e cadra’ dall’albero.
    Infine un cioccolatino anche per lei dott.BERTANI,
    non le sembra di essere un pelino filo-prodiano?
    Anche lei e’ troppo ossessionato da Berlusconi, e’ inutile
    che ce lo ricorda cosi’ spesso; l’argomento e’ scontato
    e il disco e’ rotto, per par condicio, distribuisca un po’
    di caramelline anche agli altri.
    Grazie per l’ottimo articolo.

  • TizianoS

    Sarà pure vero quello che dici, ma poiché nessuno al mondo è privo di difetti, bisogna vedere alla fine quali sono quelli che la gente perdona maggiormente; e, dati alla mano, risulta che la gente (gli elettori) perdonano (in misura più o meno cospicua) più quelli di Berlusconi che quelli di Prodi e compagni.