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25 ANNI IN MEZZO ALLA LEGGE E AL DIRITTO

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.com/

Sono oltre 25 anni che vivo in mezzo al diritto. 25 anni di esperienze con carabinieri, polizia, magistratura, e operatori del diritto in genere.
E voglio festeggiarli facendo un resoconto.
Da quando sono entrato alla facoltà di legge ne ho viste un po’ di tutti colori, e molti amici, ex compagni, conoscenti, sono diventati magistrati, poliziotti, avvocati… l’insegnamento nelle scuole post-universitarie, poi, ai corsi di magistratura e avvocatura, mi ha dato modo di conoscere molte persone oggi magistrati, avvocati, e operatori nel settore della giustizia in generale.
Voglio fare un lungo racconto degli aneddoti principali della mia vita, con una riflessione finale.

Nella foto: i protagonisti della serie poliziesca di Raitre “La Nuova Squadra”Claudio

Quando facevo l’università, a 20 anni, uno dei miei compagni di casa, Claudio, ospitò per una settimana una ragazza che faceva la prostituta per farle un favore, perché questa non sapeva dove andare. Era venuta in Italia con la promessa di un matrimonio ed era stata bidonata all’arrivo dal suo promesso sposo.
La ospitò quindi per qualche giorno finché questa non avesse trovato una sistemazione.
Dopo qualche giorno gli arrivò una citazione a giudizio per sfruttamento della prostituzione, e sequestro di persona, e percosse; in sostanza la donna aveva detto alla polizia di essere stata sequestrata e picchiata da questo mio amico.
L’avvocato cui si rivolse il mio amico la mise sul tragico e predisse una serie di sciagure giudiziarie, che loro potevano evitare – ovviamente – versando milioni e milioni di parcella.
Claudio, preoccupatissimo, parlava con me e io non riuscivo a capire la situazione.
La cosa assurda poi era che, nonostante questa denuncia, nessuno venne a perquisire la casa; nessuno venne a fare domande a noi altri abitanti della casa (che avremmo potuto testimoniare la falsità delle accuse).
Soprattutto, un eventuale sopralluogo avrebbe potuto dimostrare l’assurdità delle accuse mosse, per un motivo semplicissimo: la nostra casa era infatti un enorme loft, di 200 metri quadri, ove una parete (la parete che dava sulla strada) era costituita unicamente da… vetro. In altre parole una parete della casa era costituita da un’immensa vetrata che dava sulla strada, da cui chiunque poteva guardare dentro casa, e noi potevamo vedere fuori. Anche le poche porte che chiudevano le stanze da letto al piano sopra, erano di vetro.
Era impossibile quindi sequestrare qualcuno, perché questo qualcuno avrebbe potuto liberarsi con un semplice calcio alla parete. Per giunta la casa era al piano terra.
E solo un idiota sequestrerebbe una persona nascondendola in un locale con un’immensa parete di vetro che dà sulla strada. La nostra casa infatti era così strana che i miei amici la chiamavano “il mobilificio”, perché in effetti sembrava un grande negozio, non un appartamento.
Consigliai quindi al mio amico di cambiare avvocato, e lui così fece.
Tempo pochi giorni e il nuovo avvocato risolse la situazione, senza neanche chiedere una lira di parcella, perché risolvere una questione così era stato fin troppo facile e non se la sentiva di chiedere dei soldi per aver solo fatto un semplice colloquio con la polizia.
Nei giorni seguenti Claudio incontrò la donna e le chiese spiegazioni; si scoprì così che la donna, essendo brasiliana e non conoscendo per niente l’italiano, aveva firmato una dichiarazione di cui non capiva il contenuto, con la promessa che le avrebbero dato il permesso di soggiorno. Lei, insomma, pensava di aver firmato un permesso di soggiorno, non una denuncia di quel genere.
Non ho mai capito perché la polizia avesse fatto un lavoro del genere; perché non avessero effettuato alcuna indagine.
Quella fu la prima volta che mi trovai in una vicenda giudiziaria, e potei notare l’approssimatività dei comportamenti degli operatori di giustizia.

Ciro

Qualche anno fa al mio amico Ciro uccidono il fratello sotto casa, nel napoletano, crivellandolo di colpi, e finendolo poi con un colpo di lupara in volto, nella zona sotto il controllo del clan dei Casalesi. L’omicidio avviene pochi giorni dopo che era stato messo in libertà un esponente del clan Contini, che era andato in galera grazie alle denunce del padre di Ciro.
Qualche tempo dopo io e Ciro parliamo con un ispettore di polizia per sapere a che punto sono le indagini. “Stiamo seguendo la pista passionale”, ci dice, “perché la pista mafiosa non ci convince”.
Due anni dopo uccidono un altro fratello.
Chissà se anche questa volta seguono la pista passionale.

Alessandro

Il mio amico Alessandro è molto ricco. Così ricco che ha diversi bancomat, e non si accorse di averne dimenticato uno in un negozio.
Dopo qualche mese gli telefona la banca dicendo che il suo conto (50 milioni) era esaurito. Lui non capisce come sia possibile, dato che quel conto non lo usava mai. Chiede l’estratto conto e scopre che qualcuno aveva periodicamente prelevato i soldi del conto, sempre dallo stesso sportello automatico; e lo sportello, guarda caso, era situato proprio accanto al negozio dove lui si era dimenticato l’ultima volta la carta bancomat.
Inoltra regolare denuncia e chiede che vengano acquisite le immagini riprese dalla telecamera della banca. La risposta è che le riprese non possono essere acquisite perché vengono distrutte dopo un certo numero di giorni per tutelare la privacy dei clienti (sic!!!!!!).
E viene sconsigliato dal proseguire con la denuncia, altrimenti il negoziante potrebbe fare una controquerela per calunnia.
Chiedo ad Alessandro il nome del negoziante.
Guarda caso, è il figlio di un noto politico locale.

Tiziana

Pochi anni fa una banca telefona alla mia amica Tiziana. Le hanno protestato un assegno e chiuso il conto in banca.
In pratica è successo che una truffatrice ha fabbricato una falsa carta di identità, con le generalità di Tiziana, e con i suoi dati ha aperto alcuni conti correnti e emesso assegni a vuoto.
La truffatrice viene denunciata, individuata e portata in commissariato.
Interrogata, confessa tutto; “sì, ammette, ha truffato decine di persone con questo sistema”, e fa pure il nome dei complici.
A questo punto viene rilasciata perché se la persona confessa, per il nostro codice di procedura penale, non può essere arrestata fino al processo e alla condanna definitiva.
La truffatrice esce e il giorno dopo, con un’altra carta di identità falsa, apre un altro conto corrente e si fa rilasciare un altro blocco di assegni. E continua questo gioco all’infinito.
Il processo inizia dopo qualche tempo, ma già dopo il primo grado è tutto prescritto.
La tipa ovviamente è ancora in libertà.
E ovviamente continua a emettere assegni a vuoto.

Giovanni Mascherucci

Il mio amico Giovanni ha la mia stessa età. E’ una persona abbastanza conosciuta a Viterbo, si è sempre impegnato socialmente e politicamente tanto che un giorno viene eletto alla circoscrizione del centro storico.
Pochi giorni dopo la sua elezione, gli arriva un avviso di citazione a giudizio. Motivo: avrebbe rapinato una tabaccheria davanti a casa sua. Rapina a mano armata.
In poche parole, Giovanni sarebbe così cretino da rapinare a volto scoperto una tabaccheria a pochi metri da casa sua.
Il tabaccaio, che lo conosce da venti anni, va alla Digos e alla magistratura a dire che non era Giovanni il rapinatore.
Non importa.
Giovanni viene rinviato a giudizio lo stesso, perché un testimone di passaggio per caso, lo ha riconosciuto.
E al processo non si tiene in alcun conto la testimonianza del tabaccaio.

Il notaio

Un notaio di Milano un bel giorno scopre che una sua dipendente truffava i clienti dello studio chiedendo somme non dovute.
Scoperta la cosa, il notaio denuncia la sia dipendente e restituisce ai clienti i soldi persi.
La dipendente non viene neanche processata perché tutto è archiviato; anzi, per premio, viene assunta in un altro studio notarile.
Il notaio viene sanzionato dal Consiglio dell’Ordine dei notai.

Alcuni miei amici in polizia

Quando facevo l’università un mio amico entrò in polizia e iniziò a prestare servizio a Roma. Mi raccontava spaventato che alcuni colleghi taglieggiavano i negozianti e commettevano una serie di illeciti. E mi disse di aver paura, perché se lui si rifiutava di fare le stesse cose potevano pensare che li avrebbe denunciati. Allora assumeva un atteggiamento ambiguo, di complicità, ma senza spingersi troppo oltre; e nel frattempo aveva chiesto il trasferimento in Sardegna. Nella sua terra, lui sperava, si sarebbe trovato meglio.

Anche Massimiliano cambiò lavoro per aprire un ristorante. Era nei reparti speciali. E decise di cambiare lavoro quando si accorse che le rapine su cui il suo reparto indagava erano compiute da uomini del suo reparto, il che spiegava il motivo per cui, quando le gioiellerie rapinate facevano scattare l’allarme, i soccorsi arrivavano sempre con qualche minuto di ritardo (giusto quel ritardo che permetteva ai rapinatori di fuggire).

A Viterbo abbiamo un ispettore di polizia serio ed onesto, A.M.
Prima l’hanno trasferita diverse volte in posti dove non potesse nuocere.
Infine, un incidente imprevisto (i freni dell’auto non hanno funzionato e lei si è salvata per miracolo) le ha causato un forte stress; pochi giorni prima qualcuno aveva sparato un colpo di arma da fuoco contro il negozio del coniuge.

Poi ho una mia amica di cui non farò il nome. E’ ispettore di polizia in una città del nord.
Qualche anno fa discutemmo perché lei diceva che io ero troppo paranoico, che vedevo rose rosse ovunque.
Oggi, dopo qualche anno, mi ha ricontattato dicendomi che forse in parte avevo ragione.
Per tre volte si è trovata sulla scena di un probabile delitto, e il magistrato e i periti hanno archiviato come suicidio (in un caso, mi ha specificato, la donna si sarebbe suicidata con una coltellata nel petto, poi avrebbe estratto il coltello; e per giunta non c’era sangue sul luogo del delitto, quindi era chiaro che la donna era stata uccisa altrove).
Mi ha raccontato che non riesce a fare indagini serie perché ogni qualvolta vuole andare a fondo su alcune questioni viene bloccata.
E mi ha raccontato che durante una perquisizione in un locale dove c’era la sede di un gruppo criminale organizzato hanno trovato una strana lista. La lista conteneva i nomi del questore, del vice questore, e di molti funzionari di polizia.
“Chissà che cos’era questa lista”, mi ha domandato.

Infine, un mio amico magistrato che lavorava in terra di mafia, ha deciso di trasferirsi al nord lavorando nel settore civile il giorno in cui un mafioso, che aveva ucciso il cliente di una banca durante una rapina, è uscito di galera per un cavillo processuale; fuori dal tribunale lo ha incontrato al bar e gli ha detto: “Dottore, posso offrirle un caffè?”.

Qualche giorno fa conosco per caso un funzionario di polizia. Parlando di queste cose, cioè di come le persone oneste e capaci vengano allontanate affinché non diano fastidio, lui mi dice che forse esagero, che magari vedo tutto troppo in negativo.
Poi aggiunge che in fondo, però, lui non è molto esperto. Lui solo per poco tempo è stato alla sezione investigativa, perché dopo poco ha avuto un incidente, è stato ricoverato a lungo, e quando l’hanno dimesso è stato trasferito.
– Che incidente? – domando.
– Un incidente strano – mi dice – Sono andato fuori strada in un rettilineo. Le analisi mi hanno trovato positivo all’alcol test, anche se io non bevo, e il referto medico non era firmato. Sto ancora cercando di capire come e perché mi sia successo.

Chi segue questo blog non ha bisogno che spieghi ulteriormente la situazione. Probabilmente, il funzionario lavorava troppo bene. E quindi gli è capitato un incidente.

Scena di un omicidio

Qualche tempo fa viene nel mio studio una persona che chiede di parlarmi. Lavora al cimitero, e ha avuto modo di assistere ad alcuni strani comportamenti di un magistrato e del medico legale che hanno archiviato come suicidio la morte di un personaggio scomodo; e viene a riferirmi alcuni particolari.
– Ma perché viene da me, che per giunta non sono neanche il legale della famiglia della vittima, e non va alla magistratura? – chiedo.
– Perché vorrei che avvertiste la famiglia. Se vado in procura, forse non esco neanche vivo dalla procura.

Conclusioni

In tutti questi anni non mi è mai capitato di vedere una operazione di polizia giudiziaria ben condotta. Un’indagine che abbia portato a dei risultati. Non un mio amico in polizia o magistratura è venuto da me raccontandomi qualcosa di positivo, di indagini ben fatte, di reparti che funzionano alla perfezione.
Al contrario, ricevo solo racconti di gente che scappa, di gente terrorizzata, di gente impotente. Ho l’immagine di un mio parente, ufficiale della finanza, che si vantava di aver ricevuto questo o quel regalo e di aver pagato il BMW solo la metà del suo prezzo di acquisto.
E poi le mille vicende quotidiane di amici, parenti, conoscenti.

Se un cittadino denuncia un furto… non possono intervenire. Hanno troppo lavoro per poter indagare sui furti.
Se un cittadino teme per la sua vita o la sua incolumità…. non possono intervenire se il reato non è stato commesso.
Denunci una delle innumerevoli truffe perpetrate dai tanti enti statali, come Enel, Telecom, Equitalia? Non possono intervenire… quelle sono questioni politiche e se non c’è una decisione di un magistrato…
La criminalità organizzata invade il territorio? Non possono intervenire se non c’è un mandato da parte del magistrato.
Se c’è un omicidio in terra di mafia… si sa… la mafia è potente, la polizia è sotto organico, non possono intervenire.
Se c’è un omicidio dal centro al nord…. è un suicidio, o un incidente.
Gli omicidi rituali? Non sanno neanche cosa sono. Fantasie.
Le stragi? Non possono intervenire. Dietro ci sono dei poteri troppo forti.

La conclusione che posso trarre dopo tutti questi anni è una sola. Che i vari telefilm come la Squadra, Carabinieri, RIS, ecc… sono solo immense operazioni propagandistiche per diffondere l’immagine di corpi di PG sani e funzionali, ma che servono a nascondere una realtà molto più complessa.
Una realtà in cui polizia, carabinieri, guardia di finanza, magistratura, sono apparati del potere politico ed economico, funzionali al mantenimento dello status quo.
Del resto basti pensare che è da tempo stato dimostrato, oramai, che il cosiddetto “terrorismo”, rosso o nero che fosse, era in realtà un terrorismo di Stato, nel senso che tutte le stragi e le bombe nel nostro paese, sono state compiute da uomini dello Stato. Allora, se questo presupposto è vero, è anche vero che la Digos, che è la sezione antiterrorismo della polizia di stato, è un corpo creato ad hoc non per reprimere il fenomeno del terrorismo, ma per impedire che venga accertata la verità.

Qualche anno fa, ero all’università mentre dicevo queste cose ad una classe di circa 100 allievi tutti laureati in legge, mi dicevano, come mi capita spesso, che forse esagero.
Allora ho fatto una prova.
In aula c’erano 100 persone. Tutte praticanti avvocati in procinto di sostenere l’esame da avvocato.
Ho chiesto loro di alzare la mano se, negli anni di pratica legale, avevano effettuato anche una sola denuncia che avesse avuto un esito positivo (nel senso che le autorità avessero effettuato anche solo un’indagine per accertare la verità, indipendentemente dall’esito dell’indagine).
Tre persone hanno alzato la mano, e una ha precisato “ma ho fatto circa 40 denunce, perché lavoro in uno studio penalistico molto famoso, e solo due hanno dato l’avvio a qualche indagine”.

Qualche tempo fa ero in una caserma di polizia per l’omicidio del fratello di un mio amico. Ritenendo in pericolo tutta la famiglia del mio amico chiediamo al commissario se non sia possibile ottenere una protezione.
– Impossibile – risponde questo – Parliamoci chiaro, avvocato… i servizi di protezione non vengono dati per proteggere, ma per controllare le persone scomode. Noi non possiamo fare nulla, abbiamo le mani legate, perché se anche solo proviamo a fare qualcosa, ci trasferiscono o addirittura ci ammazzano.

E ripenso agli incidenti che ho avuto in moto, proprio poco tempo dopo essere stato in una procura del nord a fare una denuncia gravissima, portando documenti, atti, fatti, nomi.
E poliziotti, persone esperte dell’ambiente giudiziario, che quando racconto questo fatto mi dicono “Ma sei matto? Una denuncia al procuratore X? Sei fortunato ad essere ancora vivo. In linea di massima, con una denuncia del genere, non esci vivo dalla procura”.

Quando qualcuno mi dice che sono un visionario, faccio sentire la registrazione della conversazione avuta con questo commissario: “Noi non possiamo fare nulla, abbiamo le mani legate, perché se anche solo proviamo a fare qualcosa, ci trasferiscono o addirittura ci ammazzano”.

Sono entrato alla facoltà di legge pensando che un giorno, come avvocato, come magistrato, o in qualunque altra veste, avrei lavorato per ottenere giustizia.
Un tempo quando andavo a Casal di Principe, Frattamaggiore, Caivano, e i paesi dell’asse mediano di Napoli, avevo paura. Mentre mi sentivo sicuro quando vedevo una divisa.
Oggi, mi ritrovo nella assurda situazione di avere paura quando entro in una procura o quando mi ferma la polizia. E giro tranquillo per le zone di mafia.

La mafia al massimo ti può togliere la vita.
Lo Stato ti toglie tutto. La vita, la dignità, la speranza, la voglia di lavorare, di impegnarti.
Le regole della mafia sono chiare: se sei contro di loro ti ammazzano. Se sei con loro ti aiutano.
Le regole dello Stato sono ambigue: se operi nella illegalità ti possono arrestare. Se operi nella legalità e lavori per la giustizia, ti ammazzano, ti suicidano, ti tolgono il lavoro, ti denunciano.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/04/25-anni-in-mezzo-alla-legge-e-al.html

5.04.2010

Pubblicato da Davide

  • Kerkyreo

    Questo articolo e’ un vestito perfetto per la mia opinione sulla giustizia e sullo stato.
    Quando sento l’intervista di Falcone che afferma che la mafia non e’ invincibile allora capisco che questo sogno utopistico era il vero motore che lo spingeva alla lotta contro di essa.
    Secondo me lui intendeva che se lottassimo tutti come lui allora la mafia e il male si potrebbero sconfiggere, ma lottare agendo dall’interno di ogni singolo individuo, cercando di educare o trasmettere dei valori reali di giustizia e rispetto delle persone.
    Pero’, io sono anche convinto che oggi il male e’ cosi’ radicato e stratificato nella nostra societa’ che qualsiasi tentativo diretto di cambiamento sia impossibile. L’unico cambiamento che possiamo fare e’ quello di insegnare ai nostri figli cosa significa il rispetto per l’uomo, per la vita e la natura che ci circonda.
    La realta’ e’ che qualsiasi movimento facciamo per opporci a questo sistema MAFIA-STATO rimane sterile! Per me bisogna agire sulle coscenze e cercare di educare i nostri figli nel miglior modo possibile.
    Guardatevi indietro e capirete meglio cio’ che accade oggi! Chi ha tentato di diffondere valori e principi di giustizia e’ stato sempre BRUTALMENTE ammazzato, quindi da questo possiamo capire che il sistema non potra’ essere cambiato se non cambieranno le coscienze.
    Il male oggi e’ cosi grande che MAI aveva raggiunto livelli cosi elevati!
    L’uomo oggi e’ “globalizzato” e come tale ha imparato a spargere merda su tutto il globo!
    Non sono un catastrofista o paranoico pessimista, sono solo un uomo che non vede niente di positivo nella strada che l’umanita’ sta percorrendo! Ho 28 anni e una laurea in economia, ma la generazione che mi ha preceduto e che tutt’ora e ai vertici ha saputo regalarmi solamente un mondo di merda senza prospettive e piu sporco di prima La mafia oramai controlla tutto, giustizia, politica, commercio, energia…. non per altro si chiama MAFIA S.p.a!!
    E’ una lotta impari dove se non riescono a farti fuori con le istituzioni ti fanno saltare in aria con una bomba! Riflettete!

  • renatino

    “Lo Stato ti toglie tutto. La vita, la dignità, la speranza, la voglia di lavorare, di impegnarti.”

    Aggiungo:lo Stato siamo noi e facciamo davvero schifo!!

  • stendec555

    è essenzialmente l’italia che è una merda. hai 28 anni e una buona laurea, scappa all’estero, ti consiglierei addirittura via dall’europa…in italia è solo tempo perso e incazzature.

  • Tonguessy

    “polizia, carabinieri, guardia di finanza, magistratura, sono apparati del potere politico ed economico, funzionali al mantenimento dello status quo.”
    Sinceramente non serviva tutta quella casistica per dimostrare un’ovvia verità.
    L’etat c’set moi non è mai passato di moda: dai poliziotti della Uno bianca ai Carabinieri di Marrazzo passando per le guardie carcerarie di Cucchi e gli agenti di polizia, carabinieri, guardie carcerarie, militari e medici che erano presenti a Bolzaneto durante la mattanza.
    L’errore è credere che succeda solo qui. Forse qui succede di più. O forse neanche….

  • backtime

    sa Sig. Franceschetti, visto che più volte quello che lei col suo articolo certifica, sono state parti di più constatazioni da me fatte su vari episodi accaduti come il giovane Androvaldi, Cucchi, il G8 e via discorrendo.

    Se il coraggio si misura in litri, credo che lei abbia più coraggio che sangue in corpo dopo questa denuncia!

    Grazie per la sua testimonianza.

  • amensa

    …. e poi c’è qualcuno uhuh uh ahahah…. che sostiene che uuh ahhahhahahah che viviamo in una …. uhuhuh ahahahah ehehehe democrazia
    uhuhuhuhhuhuahahahha ohohoh (se non smetto mi viene un infarto per le risate) … perchè ci lasciano votare hahahah uhuhuhuu ohohohoohoh ho mal di pancia…

  • osva

    Quoto.

  • castigo

    renatino:

    Aggiungo:lo Stato siamo noi e facciamo davvero schifo!!

    mi spiace ma lo stato NON siamo noi.
    lo stato è un insieme di consorterie politiche e burocratiche dedite alla spoliazione sistematica del “popolo sovrano”.
    quindi smettiamo di nasconderci dietro un dito e guardiamo in faccia la realtà……

  • grilmi

    L eterna illusione che fuori ci siano i cattivi ma anche i buoni subito pronti a combatterli e metterli fuori gioco è la nostra favola della buonanotte; la realtà è che fuori ci sono solo cattivi, nella migliore delle ipotesi individualisti, opportunisti ed egoisti, nella peggiore assassini, stupratori, gente senza scrupoli e la cosa piu grave che i piu spietati stanno proprio dentro gli organi che dovrebbero proteggerci. E’ per questo che non mi stupisco quando qualcuno si fa giustizia da solo. La fiducia nello stato è una cosa reciproca, se ti fidi dello stato lasci che sia lui a proteggerti, lo deleghi, lo rispetti e lo ringrazi; se si avverte la completa inefficienza dello stato a risolvere qualunque situazione la fiducia scompare, il rispetto scompare, per ogni divisa, per ogni persona che la rappresenta. Dove sono finiti Super man, Spider man e fantastici quattro?La giustizia fai da te è il vero rischio che si corre, o forse sara un bene.

  • Earth

    lo stato SIAMO NOI. Il problema e’ che siamo persone che se ne sbattono degli altri e pretendiamo aiuto quando tocca a noi. Non esisterebbe nessun problema irrisolvibile se fossimo uniti…

  • Earth

    e dove, in america che e’ ancora peggio? O in cina che i criminali vengono giustiziati?

  • stendec555

    in america ci vivo ed è meglio…ma a parte la cina, c’è il brasile, l’australia, il canada o magari anche l’india, per esempio……

  • Tonguessy

    Le due posizioni sono equidistanti ed equivalenti. In effetti siamo noi Italiani a determinare, ad esempio, la demografia. Siamo circa 60 milioni, e sono quei 60 milioni che formano il “popolo” italiano.
    Diverso è il discorso sulla rappresentatività. Anche le ultime elezioni vedono in grande aumento l’astensionismo, ovvero la disaffezione a questo modello: la democrazia rappresentativa è un ossimoro, visto che da troppi decenni un’oligarchia si fa rappresentare dai soliti noti, e che non esiste alternativa sensata (praticamente tutto l’apparato politico tende al Grande Centro).
    Io non mi sento rappresentato da quei signori che hanno stipendi da nababbi e dopo 2 anni di “lavoro” possono ritirarsi con pensioni d’oro.
    E per tornare all’articolo: neanche questo Stato mi rappresenta. Non ho nulla a che spartire con le “forze dell’ordine” della Uno bianca o Bolzaneto.
    Forse voi invece sì?
    Un’ultima annotazione: siamo in schiacciante superiorità numerica e POTREMMO prendere in mano la situazione, se ci organizzassimo. Ma ne abbiamo veramente voglia? Quindi: lo Stato siamo noi?

  • nicus

    quoto dalla prima all’ultima parola.

  • redme

    ….bravo….se frequentassi i bar di periferia ne sentiresti delle belle…..forse sarebbe ora di rivedere e aggiornare la vecchia teoria del doppio stato….stai attento..coraggio!

  • renatino

    Appunto perchè non mi nascondo dietro un dito ripeto:
    lo Stato siamo noi e facciamo davvero schifo!!

    Le trappole burocratiche si potrebbero tranquillamente superare se insieme!
    Ma da soli è dura e poi quotidianamente ti strema sia fisicamente che mentalmente!
    Guardi che purtroppo conosco benissimo l’andazzo.

  • zingaro

    Che botta…. Non che non ci si potesse arivare prima (e credo che più o meno tutti ci eravamo già arrivati) ma trovarlo raccolto e condensato tutto insieme… fa un bell’effetto.
    Credo che al mondo esistano tre tipi di persone: i bastardi (carogne, farabutti figli di… ) che detengono il potere; i babbioni, che credono che tutto il modo vada bene (guardano la TV, leggono i giornali) e la brava gente volenterosa, che però ha l’acqua alla gola e un piede sulla testa perciò può fare ben poco (tacere o morire).
    Che bell’orizzonte su El Dorado!

  • redme

    ..il noi è piuttosto ottimista…la stato è un organo di mediazione tra le classi…se noi ( intesi come cittadini-sudditi) eleggiamo mafiosi e delinquenti o semplicemente padroni cosa ci vogliamo aspettare?…non vi siete accorti che ormai è solo una guerra per bande?…e la polizia non sfugge a questa logica..

  • GRATIS

    Anche in questo caso: Leggiamoci o rileggiamoci James Ellroy per capire il vero mestiere del poliziotto.

  • Tonguessy

    Visto che ormai ho fatto la scemata di tirare fuori dal fondo dello scaffale l’orrenda stampa (Le chiavi del potere di Marco Della Luna) vi propongo un passo illuminate:
    “Certi intellettuali ed alcuni magistrati progressisti criminalizzano e reprimono sistematicamente, e con mezzi non di rado terroristici, i rari e timidi sforzi della polizia di difendere la legalità, in modo che gli agenti di pubblica sicurezza abbiano paura a intervenire e lascino fare: se non sparano, vengono sparati; se sparano vengono processati” (pg 54)
    Commenti?

  • Earth

    Lo stato siamo noi, il fatto che non mi rappresenta non significa che a qualcun altro invece si. Il punto non e’ se ne abbiamo voglia, ma e’ se le persone sanno veramente che cosa comporta quello che dicono o fanno. Parlavo con un amico di una trasmissione televisiva in cui 2 persone hanno preso per il culo i telespettatori e la redazione del programma stesso, alla fine se n’e’ uscito fuori che tra i 2 lui e’ un grande, e’ colpa di lei, se li hanno beccati perche’ e’ stata stupida. Con persone che ragionano in questo modo… al posto di pensare che persone false e schifose…
    Ma scommetto che se io (e le capacita’ le ho) mi comporto allo stesso modo con lui e poi dopo che il danno glie l’ho fatto, lo viene a scoprire da terzi, scommetto che non saro’ un grande, ma un cattivo…
    con persone che ragionano cosi’… 1+1=4 poi un’altra volta a differenza di chi gli fa la domanda fara’ 3 e ogni tanto azzecchera’ il risultato 2.
    Lo stato non rappresenta me o te, ma di sicuro rappresenta questo tipo di persona, che sono la maggioranza. Quindi lo stato siamo noi, ma “loro”, in “noi”, sono la maggioranza.
    La domanda che uno si deve porre sempre piu’ frequentemente e’ se con le tue conoscenze e capacita’ dovresti approfittarne, visto che poi a loro piace no? Oppure dovresti rischiare la vita, come spiega benissimo franceschetti, per aiutarli? Ma lo capirebbero che li stai aiutando oppure poi vieni pure dimenticato come nulla fosse, e c’e’ pure la terza tragica possibilita’, che lo capiscono e ti danno pure del fesso, con le tue capacita’ potevi averne un guadagno personale. Allora, qual’e’ la tua risposta a questa domanda?

  • Earth

    E’ meglio di cosa? Anche io in italia non ho mai avuto problemi con mafiosi e sto meglio dei casi indicati da franceschetti. Il brasile e’ troppo povero per il mio standard, il canada sarebbe perfetto se non avesse fatto l’unione del nord america, usa, canada e mexico. L’australia cambia come vuole l’inghilterra, visto che comanda pure l’america. l’india si sta sviluppando bene, ma conosco davvero poco, hanno buoni diritti civili? Quante ore al giorno lavorano? La religione e’ infiltrata nello stato oppure e’ laico? Cosa ti puoi permettere con 1 mese di stipendio generico diciamo da operaio? La gente vota con raziocinio o in base alla estensione della propaganda?

  • Tonguessy

    Non riesco a seguire il ragionamento: se ” lo stato siamo noi, ma “loro”, in “noi”, sono la maggioranza” significa forse che loro sono noi? A me sembra una tesi improponibile. Pretendo una linea di demarcazione tra noi e loro.
    Se ho capito la domanda: cosa farei nel caso in cui dovessi aiutare un fetuso? Sinceramente cerco di evitare di trovarmi in quelle situazioni: ho un certo fiuto e scantono appena sento puzza di fetusi. Questo non significa che io mi muova solo per tornaconto personale. Dò ancora importanza a valori come solidarietà e compassione, ma la Storia mi ha anche insegnato che non bisogna lasciarsi fuorviare da fuorvianti sentimenti di fratellanza universale in stile new age. Proprio per questo pretendo quella linea di demarcazione: mi permette di definire chi si merita compassione e solidarietà e chi invece si merita la mia indifferenza o il mio disprezzo

  • Earth

    lo stato siamo “noi”, ovvero io, te, peppino, pinuzza e carolina. ma “loro” peppino, pinuzza, carolina, sono la maggioranza e lo stato di conseguenza li rispecchia.
    E’ giusto che chiedi che vengala fatta una linea di demarcazione, volendo possiamo dire che lo stato sono loro, ma poi loro direbbero lo stesso di noi e siamo punto e a capo… La vera linea di demarcazione la possiamo fare nel micro, scegliendo le persone con cui avere a che fare, ma nella gestione dello stato regna la maggioranza
    Oh interessante, finalmente uno che non parla sempre politicamente corretto e comunque sono d’accordo con te, con la tua risposta alla mia domanda.

  • nuvolenelcielo

    molto interessante.
    secondo me, scrivici un libro.

  • stendec555

    chi sta bene in italia fa bene a restarci. chi continua a lamentarsi, non è soddisfatto di come vanno le cose, è laureato e guadagna meno di un analfabeta, odia l’apparato politico e burocratico, ha qualcosetta da investire ma non so se ne può valere la pena, si può fare un bel viaggetto altrove e toccare con mano le altre realtà…il brasile è un paese in crescita in cui è possibile fare piccoli investimenti e ottenere risultati a lungo termine, il canada va benissimo (però fa freddo e non è facile ottenere un permesso di lavoro, come peraltro negli usa), l’australia è un paese in crescita con buone opportunità per giovani laureati europei in materie quale ingegneria civile, per esempio….l’india offre altre valide opportunità se uno vuole investire piccole cifre..la religione è relativamente importante, non ti scannano mica se vuoi fare qualcosa…il voto è una buffonata dovunque, non è quello il problema………ovvio che bisogna veramente volerlo, essere disposti a spendere tempo e soldi, ma se uno non sopporta l’italia come me, lo può fare, armato di buona volontà e disposto al rischio. l’italia è quella che è, prendere o lasciare, è inutile continuare a piangere e sperare in chissà quale miracolo……..secondo me uno di 28 anni, con una valida laurea può fare di meglio che restare a soffrire e mangiare palate di m**** in italia, ma sono comunque scelte e punti di vista personali. in italia vige prevalentemente la regola di fare i furbi e cercare in tutti modi di fottere il sistema, se uno ha queste attitudini, l’italia fa per lui.

  • ventosa

    A voler essere buono, non si eleva molto al di sopra di un punto di vista.
    In estrema sintesi, la storia e le cronache degli ultimi decenni (cioè quelli che ho potuto vivere sulla mia esperienza), mostrano chiaramente la classica struttura piramidale, dove i livelli inferiori ignorano le strategie e i movimenti che vengono imposti dall’alto. Quindi generalizzare come fa Della Luna, cioè decontestualizzarrlo dalle vere lobby di potere, certamente non solo nazionali, lo trovo un po’ deviante e forzato. Saluti.

  • vraie

    ho anch’io da tempo le sue stesse sensazioni grazie una pluralità di esperienze come … vittima della giustizia

  • Earth

    Son d’accordo su tutto quello che dici ma ti sei soffermato prevalentemente sul guadagno economico, preferirei prendere un po’ meno ma che lo stato funzioni correttamente, il canada era la mia prima scelta, ma forse optero’ per la germania (mi devo ancora informare bene pero’).
    Come dici tu il voto e’ una buffonata ovunque, ed e’ proprio quello che mi ha spinto a mandarti il primo messaggio. Il paradosso che in america comunque si sta meglio c’e’… il governo bush e’ stato un colpo di stato tramite brogli elettorali, e’ lo schifo peggiore che puo’ capitare in una democrazia (oltre alle guerre che va facendo per il globo), d’altra parte pero’ se sai ragionare ti vedi essere valorizzato. Lavorando la’ in un certo senso supporti il loro governo, ma comunque non ti biasimo, dove vai vai c’e’ lo schifo.

  • stendec555

    in usa bisogna viverci un pò per capire come vanno veramente le cose. la maggior parte di quelli che vengono qua rimangono positivamente impressionati a lungo andare. il mio concetto di paese che funzioni è essenzialmente legato al fatto di avere dei ritorni dai propri sforzi e non sentirsi presi per il culo, di non dovere impazzire per fare una pratica burocratica, fare gli slalom ad una coda o di non dovere perennemente avere a che fare con gente incazzata e maleducata o che fa la furba. la germania è una buona scelta (io non so il tedesco altrimenti l’avrei tenuta in considerazione)…in usa la politica è un’entità distante dalla vita reale, l’americano medio pensa più che altro a trovare il modo per stare meglio, è disposto ad adattarsi, a fare diversi lavori…tante volte gli americani vengono dipinti come un popolo di dementi, ignoranti e superficiali, ma quando sento dire queste cose da italiani mi viene un pò da ridere…….questi hanno avuto il nefasto clan bush per decadi che a sua volta ha obbedito agli interessi delle èlites (non solo americane), ma noi ci sorbiamo l’epopea berlusconi e i timidi giochini di circostanza della cosiddetta sinistra parassitaria e nullafacente….qua in usa sono un pò ridicoli gli ultraconservatori della destra repubblicana integralista cristiana, ma noi abbiamo i coretti di “meno male che si silvio c’è…!”…….vai in germania che starai meglio, poi se proprio ogni tanto ti manca l’italia, il viaggio non è così dispendioso….

  • Earth

    Ok, ti ringrazio.