FONTE: VITA NEL PETROLITICO (BLOG)
Offro ai miei cari lettori il grafico* del giorno dalle terrificanti pagine dell'E.I.A.
Solo durante la Seconda Guerra Mondiale l'Italia ebbe un tale rapido e continuato collasso della fornitura petrolifera. Ovviamente questo crollo non è la causa di nessun problema, infatti le cose vanno ancora benissimo: la maggiorparte degli italiani non coltiva il proprio cibo ma mangia ogni giorno, non sa cucire un bottone ma ha armadi pieni di vestiti ed inoltre non sa la differenza fra un mattone ed una barra di combustibile nucleare ma vive più che altro in case ultra-moderne di cui è per altro è proprietaria.
2018, ANNO SENZA PETROLIO PER L'ITALIA
Commenti (16)
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sicuramente, ma non venirmi a dire che lo stato siamo noi, perché ormai è chiaro a tutti che NON è così.
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Se questa risorsa fosse stata sfuttata dallo Stato forse tu, io e gli altri italiani ( noi ), staremmo meglio di adesso, non credi.
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ancora con "lo stato siamo noi"???
ma per favore......
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quoto assolutamente quello che dici, mi sono posto le tue stesse domande e nn riuscivo a comprendere che cavolo volesse veramente dire questo articolo.
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In Basilicata abbiamo il piú grande campo petrolifero di terra d'Europa, stimato in 900 milioni di barili, peccato che come sempre lo Stato (noi) guarda mentre altri guadagnano.
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Da dove si legittima la domanda sul 2018 "l'anno del senza petrolio"? In ogni caso quel grafico rispecchia il "consumption" ... consumo, non la fornitura (che sì, sono voci collegate ma non nel senso prospettato).
Per il resto visto che l'illustre autore ironizza sui suoi immeritevoli connazionali (come sparare sulla Croce Rossa peraltro) mi pare non si discosti dalla media ...
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quando sarà necessario coltivare, cucirsi i vestiti e sopratutto trovare acqua potabile, gli uffici non ci saranno piu'... ne gli orari di lavoro.
Penso intendesse questo.
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La soluzione e' semplice e vicina: terza guerra mondiale
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No,quel grafico,mostra che il sistema produttivo del paese si sta lentamente spegnendo e con esso l'intero paese-4 pannelli solari e qualche auto ibrida non incidono sui consumi petroliferi in quelle proporzioni,poi il riscaldamento,condizionatori e vari elettrodomestici, si tengono sempre piu spenti perchè non si lavora ,quindi non cè reddito per poterli utilizzare,compreso le auto che restano ferme nei box,garage e parcheggi-siamo nell'era del consumismo,il nostro sistema economico-sociale è basato su di esso,se scendono i consumi per noi è finita-
sono anche io del parere che l'iperconsumismo che viviamo oggi è sbagliato,ma se non creiamo un modello socio-economico alternativo a questo odierno,o si consuma o si muore.
Questi segnali sono l'anticamera della catastrofe che ci attende-
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Aironeblu:
[snip]Se il grafico continuerà la sua curva, significa che tra pochissimi anni dovremo fare i conti con la carenza energetica e ci arriveremo totalmente impreparati, sempre grazie alla solita lungimiranza della nostra classe politica.
no, significa che la nostra economia è morta.
il grafico mostra il CONSUMO di petrolio, vale a dire quanto petrolio consumiamo per la produzione di energia e carburanti.
e dato che il petrolio come fonte di energia non è stato sostituito da altre fonti, grazie alla solita lungimiranza della nostra classe politica [cit.], se ne può facilmente dedurre che il consumo di energia in italia sia caduto in verticale.
come possa tutto questo dimostrare una ipotetica scarsità di petrolio è un mistero misterioso.....
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Bene mi sembra una buona tendenza, è vero che sottintende una diminuzione della produzione ma attenzione: vuol dire anche che alcuni come me vendono la bmw e comprano la ibrida, che qualcuno ha montato i pannelli solari, che ha isolato meglio la casa, che usa di più i mezzi pubblici, che al bar ci va a piedi, che magari ogni tanto usa la bicicletta, che ha sostituito le lampadine con quelle a basso consumo o led, che i nuovi televisori consumano meno, che lavatrici e lavastoviglie e frigoriferi sono in classe A+, che magari si spengono gli apparecchi elettrici etc. etc magari qualche condizionatore inverter, qualche pompa di calore insomma che ci stiamo provando. è una buona notizia.
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consumiamo meno perché produciamo meno quindi ne abbiamo meno bisogno, non perché ce ne vendono meno in quanto scarso rispetto alla domanda.
è la domanda di greggio che diminuisce (come da grafico), non l'offerta.......
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Apprezzo il tono del tuo commento, ma non possiamo negare di essere una nazione completamente dipendente dai rubinetti petroliferi, e se la tendenza è quella del grafico, non sono poi così fantasiose le immagini accennate nell'articolo.
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Nella sua brevità, il commento didascalico di questo grafico suggerisce una tragedia imminente per una società che ha sviluppato la sua economia industriale sulla meccanizzazione a petrolio, decuplicando la forza lavoro umana, e sganciando i suoi cittadini (quasi tutti i suoi cittadini) dalle attività produttive primarie per assorbirli nel terziario dei servizi e del superfluo.
Se il grafico continuerà la sua curva, significa che tra pochissimi anni dovremo fare i conti con la carenza energetica e ci arriveremo totalmente impreparati, sempre grazie alla solita lungimiranza della nostra classe politica.
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VITA NEL PETROLITICO (BLOG):
Offro ai miei cari lettori il grafico* del giorno dalle terrificanti pagine dell'E.I.A. Solo durante la Seconda Guerra Mondiale l'Italia ebbe un tale rapido e continuato collasso della fornitura petrolifera.
miracoli dell'euro all'epoca della crisi.
l'autore di questo pregevole pezzo dovrebbe esserne felice.....Ovviamente questo crollo non è la causa di nessun problema, infatti le cose vanno ancora benissimo:
parrebbe che la società stia tenendo, ancora.
ma durerà poco, forse entro fine anno saremo un'altra grecia.la maggiorparte degli italiani non coltiva il proprio cibo ma mangia ogni giorno,
questo è male!
dopo le ore passate in fabbrica o ufficio, si deve coltivare il proprio orticello di guerra.
per chi non possedesse abbastanza terra per farlo, il terrazzo o il giardino condominiale andranno benissimo.non sa cucire un bottone ma ha armadi pieni di vestiti
questo è male!!
dopo le ore di fabbrica o ufficio, ed il tempo passato a coltivare di che sfamarci, si devono cucire i propri abiti, possibilmente dopo aver tessuto le proprie stoffe.ed inoltre non sa la differenza fra un mattone ed una barra di combustibile nucleare
questo è male!!!
ma grazie alla cultura distribuita dalla scuola pubblica rimedieremo.ma vive più che altro in case ultra-moderne di cui è per altro è proprietaria.
questo è male!!!!
presto per tutti una bella capanna di fango, di proprietà dello stato e concessa in comodato d'uso, ma solo ai più meritevoli: quelli che lavorano, coltivano il proprio cibo e cuciono i propri vestiti.
gli altri dovranno farsi bastare un tetto di foglie.La fine del petrolio non è e non sarà un problema per chi non ha mai voluto sapere o saper fare nulla.
qualora dovesse esserci, naturalmente.
il che è una considerazione puramente marginale, perché come tutti ben sanno i consumi calano per il suo rapido esaurimento, non per via della crisi mondiale, no no.Questi 40, diciamo 50 milioni di incapaci supplementari che hanno calpestato i suoli italici nell'ultimo secolo se ne andranno come sono venuti, faranno rumore e scorrerà il sangue, ma poi saran millenni di silenzio.
via i cialtroni, a morte!
e gaia, finalmente libera da questi beceri, potrà nuovamente sorridere.
titoli di coda e sigla finale.
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Nauseato 2 luglio 2013
+1
lo stato sono loro, altri ... noi siamo solo la carne da macello, il loro cibo.