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1992: LA CROCIERA DEL BRITANNIA FRA AFFARI E SOSPETTI


FONTE: CORRIERE.IT

Lettera a Sergio Romano

Che cosa accadde realmente il 2 giugno 1992 a bordo del Britannia, il panfilo della Corona d’Inghilterra, dove manager ed economisti italiani discussero con i banchieri britannici della prospettiva delle privatizzazioni in Italia? Una minicrociera di mezza giornata al largo di Civitavecchia attorno alla quale si è sviluppata la leggenda di un complotto per svendere l’industria pubblica italiana alla finanza anglosassone. Quali esponenti italiani vi parteciparono? Che effetti ebbe quella riunione?

Giuseppe Zaro

Caro Zaro,
Posso dirle anzitutto quello che accadde nei giorni seguenti. Vi furono indignate prese di posizione della stampa nazionalista. Vi furono preoccupate interrogazioni parlamentari di esponenti del Msi. E vi fu un coro di voci allarmate che denunciarono la «regia occulta» dell’incontro, le strategie dei «poteri forti», la «svendita dell’industria italiana». L’uso del panfilo della Regina Elisabetta sembrò dimostrare che la crociera del Britannia era stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata «British Invisibles» provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche. Cominciamo dal nome degli organizzatori. «Invisibili», nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. «British Invisibles» nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama International Financial Services e raggruppa circa 150 aziende del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che anche l’Italia avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e decise di illustrare al nostro settore pubblico i servizi che le sue imprese erano in grado di fornire. Come luogo dell’incontro fu scelto il Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel Mediterraneo in occasione di un viaggio della regina Elisabetta a Malta. Era invalsa da tempo l’abitudine di affitarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, la promozione degli affari britannici nel mondo è sempre stata una delle maggiori occupazioni del governo del Regno Unito.

Fra gli italiani che salirono a bordo del panfilo vi furono banchieri pubblici e privati, manager dell’Iri e dell’Efim, rappresentanti di Confindustria. Vi fu anche Mario Dra­ghi, allora direttore generale del Tesoro nel governo di Giuliano Amato. Ma Draghi si li mitò a introdurre i lavori del seminario con una relazione sulle intenzioni del governo italiano e scese a terra prima che la nave salpasse per l’Argentario. La crociera fu breve e pittoresca, con una orchestrina della Royal Navy che suonava canzoni nostalgiche degli anni Trenta e un lancio di paracadutisti da aerei britannici che si staccarono in volo da un incrociatore e scesero come stelle filanti intorno al panfilo di Sua Maestà. Fu anche utile? È difficile fare i conti. Ma non c’è privatizzazione italiana degli anni seguenti in cui la finanza anglo- americana non abbia svolto un ruolo importante.

Sergio Romano
Fonte: www.corriere.it
16.09.2009

Pubblicato da Davide

8 Commenti

  1. “Era invalsa da tempo l’abitudine di affitarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, …..non c’è privatizzazione italiana degli anni seguenti in cui la finanza anglo- americana non abbia svolto un ruolo importante.”
    Semplicemente disgustoso. Questi pur di rapinare a 360° si fanno pagare anche il nolo dei locali dove tengono ostaggi i governi. Con British aplomb, ça va sans dire…..

  2. E c’è ancora chi crede nella sinistra e nella destra.

  3. Ma Draghi si li mitò a introdurre i lavori del seminario con una relazione sulle intenzioni del governo italiano e scese a terra prima che la nave salpasse per l’Argentario.

    Come solo un perfetto criminale sa fare: crearsi un alibi. Non dover dimostrare di essere presente nel momento e nel luogo in cui si commette il delitto.

  4. Fonte:

    reset-italia [www.reset-italia.net]

    La politica nazionale italiana la raccontano con le vicende vittoriose o le disavventure delle varie marionette, i Signori Bonaventura, ricchi ormai da far paura e i Baroni Partecipazio che si alternano, ma non troppo, nei Posti dei Giusti, come fosse una partita di bocce. Le vicende non personali bensì internazionali politiche e incisive per i milioni di cittadini europei e oltre confine dovranno pure avere un filo conduttore, mani esperte nel dipanare matasse indistricabili della Crisi del Sistema liberistico dei Capitali. E allora mi chiedo come mai i Media tutti, che ci riportano anche i fiati notturni emessi dai nostri cari al governo non ci fanno sapere niente di quei 130 e più che si incontrano dal 1954 in un albergo ospitale, quest’ anno alle porte di Atene ?

    Parlo del Bilderberg Group, Gruppo affatto noto ma passaggio delle politiche mondiali con la sua Conferenza internazionale, che ha visto tra i Nostri partecipare nel passato e nell’immediato : Franco Bernabè, John Elkann, Mario Monti,Tommaso Padoa Schioppa, Paolo Scaroni, Giulio Tremonti, Giovanni e Umberto Agnelli, Emma Bonino, Rodolfo De Benedetti, Ferruccio De Bortoli, Paolo Fresco, Corrado Passera, Marco Tronchetti Provera, Alessandro Profumo, Gianni Riotta, Carlo Rossella, Renato Ruggiero, Domenico Siniscalco, Walter Veltroni, Ignazio Visco, Alfredo Ambrosetti, Emma Bonino, Lucio Caracciolo, Luigi C.Cavalchini, Adriana Ceretelli, Innocenzo Cipolletta, Giampiero Cantoni, Mario Draghi, Francesco Giavazzi, Gabriele Galateri, Gian C. Cittadini Cesi, Ferruccio De Bortoli, Gianni De Michelis, Giorgio La Malfa, Rainer S. Masera, Cesare Merlini,Virginio Rognoni, Sergio Romano, Stefano Silvestri, Barbara Spinelli, Ugo Stille, Paolo Zannoni…

    Questi i nomi in ordine sparso, raccattati, dei signori di Casa Nostra, tra i quali operatori di spicco come i Conciliatori Bancari Finanziari, l’Ombusdman,” il giudice alternativo cui possono rivolgersi i clienti per risolvere gratuitamente le controversie con le banche e gli intermediari finanziari, dopo aver presentato reclamo presso l’ “Ufficio Reclami” della propria banca”.

    Merita segnalare che “La riservatezza degli incontri del Bilderberg è rimasta relativamente intatta fino a che nel Parlamento europeo, nelle ultime settimane del 2004, non è salito alla ribalta il caso Diamandouros. Nell’occasione della rielezione del greco Nikiforos Diamandouros nella carica di mediatore europeo, il cosiddetto ombudsman, fu contestata l’appartenenza di Diamandouros al Gruppo Bilderberg: «Questa potentissima lobby mira a conquistare posizioni nelle istituzioni dell’ Unione Eurpea vantaggio dei suoi membri ed è strutturata con il meccanismo della segretezza quale obbligo assoluto dei membri. Chi vuol essere mediatore Europeo non può vantare la partecipazione come membro di una lobby. Diamandouros ha persino partecipato ad una apposita conferenza Bilderberg come membro, mentre era Ombudsman greco» (intervento di Giuseppe Fortunato)”.

    E dal momento che incombe l’allarme Iran degli Esperti – ” Da Teheran il missile può raggiungere Mosca, Atene e il Sud dell’Italia” – ed Israele commenta che dovrebbe essere fonte di preoccupazione non per loro ma per l’Europa, chiedo ai Media cosa sanno e perchè non dicono.

    Non reclamo un bel niente dal governo italiano, bensì reclamo capire la segretezza assoluta, l’impossibilità totale di sapere chi l’ha visti, cosa hanno detto, i progetti sul nostro destino. Corre voce che quest’ anno i temi siano stati: “Il futuro dell’economia Usa e del dollaro; La disoccupazione Usa: soluzioni e previsioni; Depressione o stagnazione prolungata?; La ratifica del Trattato di Lisbona”

    Seppure non mi appassiona per niente l’agone futuro dell’Urna, alternata al terrorismo globale, posso non ravvedere il nuovo ordine mondiale?

    Chi li ha visti e sentiti, quelli del Gruppo, batta un colpo. Zitta zitta avanza Lisbona ed il silenzio è talmente profondo che strilla come in antica memoria i veri titoli dei quotidiani globali con i venti noti di guerra, scritti dagli umani.

    Doriana Goracci

  5. disgustoso tentativo di minimizzare un mostruoso furto compiuto dalla finanza anglo-massonica ai nostri danni, o eccellente articolo che smonta una volta per tutte le fantasie dei complottisti?

    dov’è la verità? e che cos’è la verità

  6. Mani Pulite-Lega-Rete-Dc-PSI-PCI-mafia-bruciore di culo-Falcone–Borsellino-Forza Italia-the end

  7. hai il dono della sintesi 😀

  8. Grazie a Romano. Come sempre… l’hanno fatto per il nostro bene! Mavaff…..