Vermi siberiani riportati in vita dal permafrost artico dopo 42.000 anni

futuroprossimo.it

di Gianluca Riccio

Due nematodi dell’era del Pleistocene si stanno muovendo e mangiano di nuovo normalmente per la prima volta da quando sono rimasti sepolti nel permafrost 42.000 anni fa.

Un po’ Jurassic Park, un po’ era glaciale

Un team di scienziati russi dell’Università statale di Mosca, della Scuola superiore di economia di Mosca e del Dipartimento di geoscienze di Princeton ha scongelato dal permafrost e analizzato circa 300 vermi preistorici di età e origini diverse.

Dopo la procedura descritta in uno studio scientifico, due dei nematodi nel gruppo hanno mostrato segni di vita. Secondo un report della Yakutia, l’area in cui sono stati trovati i vermi, “hanno iniziato a muoversi e mangiare”.

La “Resurrezione” è avvenuta in un laboratorio presso l’Istituto di problemi fisico-chimici e biologici di scienza del suolo nella regione di Mosca. I due nematodi facevano parte dei campioni di depositi di permafrost del Pleistocene della pianura del fiume Kolyma.

Due parole sul permafrost

In geologia il permafrost è terra, roccia o terreno criotico, al punto di congelamento dell’acqua a 0 ° C (32 ° F) o al di sotto di esso per due o più anni. La maggior parte del permafrost si trova dentro e intorno alle regioni artiche e antartiche. A latitudini più basse, il permafrost alpino si verifica a quote più elevate.

Il paper

Il documento scientifico Viable Nematodes from Late Pleistocene Permafrost of the Kolyma River Lowland è stato pubblicato su Doklady Biological Sciences, una rivista scientifica bimestrale che presenta traduzioni in inglese dell’attuale ricerca russa.

Secondo l’Abstract del documento, gli scienziati hanno ottenuto i primi dati che dimostrano la capacità degli organismi multicellulari di tenersi in vita a lungo termine nei depositi di permafrost dell’Artico.

Secondo il documento di ricerca, un verme proveniva da un’antica tana di scoiattolo in un muro di permafrost dell’affioramento di Duvanny Yar nel corso inferiore del fiume Kolyma. Lo studio ha rivelato che questo worm ha circa 32.000 anni.

Un altro verme trovato nel permafrost vicino al fiume Alazeya all’inizio del 2015, ha circa 41.700 anni.

Attualmente, questi due nematodi sono gli animali viventi più antichi del pianeta. Si ritiene che entrambi siano femmine, sebbene alcuni nematodi siano ermafroditi.

Cosa sono i nematodi?

I nematodi sono vermi. Esiste una stima di oltre un milione di specie diverse di nematodi. Sono gli animali numericamente più abbondanti del pianeta. Possono essere trovati ovunque, dalla parte più profonda dell’oceano fino alla cima della montagna più alta.

Vermi “redivivivi” dal permafrost: mostrano il successo della crioconservazione delle specie

Questa scoperta suggerisce che i nematodi del Pleistocene hanno alcuni meccanismi adattivi impressionanti. Possono essere di rilevanza scientifica e pratica per i campi correlati a scienze come la criomedicina, la criobiologia e l’astrobiologia.

Potrebbe significare l’inizio di una nuova e affascinante conquista scientifica verso la sopravvivenza di organismi multicellulari.

Potrebbe portarci in futuro alla crioconservazione di specie in via di estinzione o chissà, un giorno persino degli stessi esseri umani.

Fonte: https://www.futuroprossimo.it/2021/04/vermi-siberiani-riportati-in-vita-dal-permafrost-artico-dopo-42-000-anni/

Pubblicato il 04.04.2021

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uparishutrachoal
uparishutrachoal
6 Aprile 2021 14:30

Si potranno richiamare in vita anche virus e batteri antichi..ben più robusti di quelli attuali..e pronti a a diffondersi di nuovo nel mondo dopo un sonnellino digestivo di qualche millennio..

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  uparishutrachoal
6 Aprile 2021 15:09

” virus e batteri antichi..ben più robusti di quelli attuali..”

Eh non ci sono più i virus di una volta…

Quasar
Quasar
Risposta al commento di  uparishutrachoal
6 Aprile 2021 16:43

si e’ gia’ fatto cio’

-ihatecheaters
-ihatecheaters
6 Aprile 2021 17:29

La Cosa venuta dallo spazio, film cult, raccontava qualcosa di simile…poi e’ finita a schifio.

a-zero
a-zero
7 Aprile 2021 2:38

Che bello, quante nuove prospettive da studiare e sviluppare per la biotencologia molecolare.

Yuuhhuuh, quante belle nuove prospettive per il transumanesimo tecnocratico … forza cara civiltà del progresso, ancora altri passi avanti da gigante, su forza … semrpe avanti, inarrestabili sullo strame naturale, su, suuu!

E la cosa più bella è che stavolta la prospettiva feconda di nuove mirabilie chimeriche è nella calda e sicura mano di Mamma Russia, che a lei ci facciamo il tifo tutti quanti, perchè é lei tanto brava e buona e religiosa e devota, non come i cattivoni yenkiee-sionisti e pure satanisti!

Proteggiamo la civiltà del progresso da chiunque osi metterla in dubbio, da chiunque abbia l’ardire di prenderla a sassate, da chiunque non lustri con la lingua le suole e i tacchi dei suoi sacerdoti e delle sue sacerdotesse.

Viva la civiltà del progresso, lunga vita all progresso, morte alla biosfera naturale, alle flore e alle faune e soprattutto ai miserabili e puzzolenti bipedi umanicoli!

cave canem
cave canem
7 Aprile 2021 6:02

Si parla di una scoperta scientifica, oltretutto opera di ricercatori russi e americani.
Che c’azzecca con il coronavirus? Che la Scienza oggi sia stata asservita agli interessi del capitalismo globalista implica che la Scienza è di per sè pericolosa? Vogliamo prendere tutti i pensatori del passato, da Pitagora a Einstein e farne un rogo, passando casomai per Galileo e Giordano Bruno?
Ma perché torna a galla sempre il substrato culturale bigotto e clerico-fascista di tanti, che s’illudono anche di essere portatori di un pensiero anticonformista solo perché di tanto in tanto si affacciano a un sito di contro-informazione?

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