Un’altra istantanea sulla disfatta militare di Kiev: ma non è ancora finita

Com’era prevedibile, lo spettacolare “successo” della controffensiva di Kiev ha innescato una lotta accanita al vertice.

Pepe Escobar
strategic-culture.su

Lo spettacolare “successo” della controffensiva di Kiev, che ha avuto ampia eco in tutti gli ambienti della geopolitica, ha generato ciò che chiunque avesse un minimo di buon senso poteva attendersi: una lotta accanita al vertice.

Benvenuti al Zelensky-Zaluzhny Show – soprattutto dopo che il comandante in capo delle forze armate ucraine (AFU) ha messo a verbale che la guerra ha “raggiunto una situazione di stallo” – un altro modo per dire: “siamo in un mare di guai”. Ha anche fatto cenno alla tattica di “difesa posizionale” – che poi sta per: “continueremo a perdere sempre più terreno”.

Questo spettacolo ci viene presentato con tanto di elementi in stile mafioso, come nel caso dell’assistente 39enne di Zaluzhny, Gennady Chistyakov, che avrebbe fatto esplodere “accidentalmente” una granata nascosta in un regalo di compleanno, ferendo gravemente sé, e sua figlia [in realtà Chistyakov è morto, Nota Del Revisore].

Questo potrebbe sembrare solo l’ennesimo stravagante sketch in stile Pulp Fiction che riguarda i pezzi da novanta (senza Winston Wolf a “risolvere i problemi”), ma contiene anche un messaggio inquietante per Zaluzhny, ancora una volta in stile mafioso: d’ora innanzi dovrai stare attento anche ai regali che ti fanno gli amici.

Quanto alla “controffensiva”, la questione sembra definitivamente chiusa. Non può essercene un’altra per il semplice fatto che non ci sono più armi, catene logistiche, né truppe per trasportarle, a parte pochi anziani ucraini e ignare casalinghe braccate dai “servizi di sicurezza” mentre escono dal supermercato.

Una debacle morale e psicologica

Questo ci restituisce un’altra istantanea su ciò che sta realmente accadendo in prima linea.

Il documento allegato, di cui è stata verificata l’autenticità, è un rapporto di metà ottobre inviato al comandante del 10° Corpo d’Armata dell’AFU.

La nota riferisce che la 116a brigata meccanizzata “non è in grado di condurre operazioni offensive a causa delle perdite elevate e dei numerosi soldati che necessitano di assistenza psicologica e medica”.

La 116a brigata è impegnata da 5 mesi in operazioni militari nella regione di Zaporozhye. Per tre mesi aveva fatto parte del 10° Corpo d’Armata “Tavriya”.

Nel rapporto si precisa che le perdite subite dalla brigata ammontano a 94 soldati morti; 1122 feriti; e 95 dispersi. Ciò corrisponde al 25% della forza totale.

Per quanto riguarda l’aspetto psicologico e morale, si ritiene che almeno 153 soldati abbiano bisogno di una riabilitazione psicologica urgente.

Questa brigata è un’unità piuttosto rilevante; si può quindi pensare che nel cuore dell’esercito ucraino si stia diffondendo un cedimento morale e psicologico. Le conseguenze, a breve e medio termine, saranno disastrose.

Tutto ciò accade mentre il flusso di mercenari stranieri verso l’AFU si sta esaurendo. Niente di sorprendente: vorrebbe dire infilarsi nella Tempesta Perfetta in brigate completamente decimate, tra livelli indicibili di corruzione e a fronte di migliori opportunità di carriera nella Guerra Eterna israelo-palestinese appena reinnescata.

I civili di Kharkov, ad esempio, confermano che i mercenari stranieri di origine polacca o britannica sono ormai “quasi invisibili”.

Ciò non significa affatto che, d’ora in poi, per la Russia le cose saranno facili. Tanto per dirne una, l’esercito russo non è ancora riuscito a distruggere la testa di ponte ucraina sul Dnepr, a Kherson.

Col tempo diventerà sempre più difficile espellere gli ucraini dalla sponda orientale del Dnepr.

I media militari russi, al massimo livello, fanno del loro meglio per focalizzare l’attenzione sui gravi casi di inettitudine dell’esercito russo. È parte dei loro compiti fare in modo che la pressione dell’opinione pubblica costringa l’esercito russo a correggere i propri errori e, soprattutto, a non sottovalutare il nemico.

Dopotutto, la situazione è ben lungi dall’aver trovato una soluzione, e questo a prescindere dagli scontri che infuriano nei corridoi del potere di Kiev.

Pepe Escobar

Fonte: strategic-culture.su
Link: https://strategic-culture.su/news/2023/11/10/another-snapshot-of-kievs-military-collapse-but-it-aint-over-yet/
10.11.2023
Tradotto da Samuele per comedonchisciotte.org

Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. Seguitelo su Telegram.

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