DI NICOLETTA FORCHERI
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Dal traffico degli stupefacenti e delle armi, al traffico delle persone e dei disperati, adesso vi è il traffico dei nascituri (con scelta eugenetica del tipo di bambino desiderato magari sul net, pagando una "banca" del seme) e, soprattutto, il traffico dei pezzi di ricambio.
albertgast 13 aprile 2009
Era ed è un grosso ospedale di una civilissima città del nord. Io non propongo niente in nessun caso, propongo solo che ognuno di noi sia libero di scegliere cosa fare del proprio corpo in caso di malattia, mortale o no. Per questo ci vorrebbe un vero testamento biologico da fare quando ancora si è sani e lucidi di mente. Ora in Italia passerà invece una legge del tutto contraria e per me questo è inaccettabile. Io non sono dalla parte dei medici, casi come quello che ti ho raccontato ne ho avuti altri in famiglia (purtroppo forse c'è una predisposizione), e spesso succede che alle nostre domande rispondano in modo evasivo o "professionale", cioè del tutto incomprensibile. Penso però che, nel caso non ci sia più nulla da fare, l'unica cosa accettabile sia accompagnare le persone in modo che soffrano il meno possibile. Credo che ogni caso sia diverso, perchè a fronte di morti, in famiglia ho avuto anche chi è stato preso per i capelli e riportato ad una vita quasi normale. A volte anche il caso gioca con le nostre vite. Infine se per te c'è stata incuria da parte dei medici che hanno avuto in cura la tua amica, perchè non ti rivolgi al tribunale del malato? Qui da noi c'è e funziona abbastanza. Ciao.