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SILENZIO-ASSENSO PER IL TRAFFICO DELLE PARTI DI RICAMBIO

DI NICOLETTA FORCHERI
mercatoliberotestimonianze.blogspot.com

Dal traffico degli stupefacenti e delle armi, al traffico delle persone e dei disperati, adesso vi è il traffico dei nascituri (con scelta eugenetica del tipo di bambino desiderato magari sul net, pagando una “banca” del seme) e, soprattutto, il traffico dei pezzi di ricambio.

Senza volere togliere nulla a chi nel privato della sua casa decidesse liberamente di lasciarsi morire di fame e di sete, o di subire l’eutanasia – una iniezione e via – poiché nel privato, in qualsiasi sfera personale, sostengo la sacralità della privacy e della libertà personale senza intromissioni di Stato, ciononostante metto in guardia contro lo sciacallaggio delle lobby farmaceutiche che nelle strutture ospedaliere si danno al traffico degli organi per espianto/trapianto, che subdolamente ha portato alla modifica della definizione di “morte” cerebrale o cardiaca.Ed è così che si dichiara morta una persona dalla curva cerebrale piatta, ma con il cuore battente (e gli organi ben irrorati pronti ad essere trapiantati in nuovo organismo) o, viceversa, che si dichiara morta una persona in arresto cardiaco – con curva del cervello normale – per non più di due minuti (Belgio), o dopo mezz’ora (Italia), invece di tentare per due ore di rianimarla.

Subdoli semanticismi anticipano il momento della dichiarazione della morte, anche per chi avrebbe voluto che fosse stato tentato di tutto per rianimarlo o salvarlo. E se è vero che, come penso, la volontà della persona in fin di vita o in pericolo di vita, è sacrosanta, allora lo dov’essere altrettanto, e soprattutto, per chi non abbia previamente espresso la volontà esplicita di arrestare l’accanimento terapeutico in talune circostanze.

Anche perché la definizione stessa di “accanimento terapeutico” è molto soggettiva, a apre la porta ai più svariati abusi, soprattutto quando ci sono in ballo tanti €€€€, o ££££, e $$$$ , nel traffico degli organi.

Non ci credete? E’ successo alla mia migliore amica due mesi fa. Era un po’ stanca da qualche giorno. E’ andata dal dottore. Insufficienza cardiaca a 41 anni, endocardite, è arrivata all’ospedale in piena crisi. L’hanno addormentata (peggiorando forse lo stato) e hanno tentato di rianimarla per tutta la notte.

L’indomani, con il cervello ancora vivo, e con un cuore battente seppur pochissimo, hanno deciso che qualsiasi ulteriore cura terapeutica sarebbe stata “futile” – non so con quale razza di criterio visto che per legge si sono tenuti la cartella clinica e non la rilasciano alla famiglia. Il peggio è che quando hanno deciso di arrestare le cure e di staccare il ventilatore, non hanno neanche creduto opportuno aspettare la famiglia di origine che stava arrivando (dalla Grecia), ed è bastato ai medici “notificarlo” al presunto “partner” – nessuna verifica dello status maritale, basta avere “immaginato” che fosse il partner o il coabitante, a questo punto sarebbe potuto anche essere il suo assassino.

Staccata la spina, sono bastati due minuti di arresto cardiaco per dichiararla “morta”.

Sciocciante? E’ successo in quella che gli anticlericali A TUTTI I COSTI, e italioti complessati, considerano il “lindo” e “civile” Belgio. Pertanto invito tutti a considerare la questione senza ideologie e animosità pro o anti papa, che tanto falsano molti dei dibattiti più importanti in Italia e di analizzare la questione da TUTTI I PUNTI DI VISTA.

Se non altro, se uno non ha espresso alcuna volontà, trovo più normale, soprattutto come per la mia amica, all’età di 41 anni, presupporre una volontà di vita e non già una volontà di farla finita al più presto.

Intromissione inaudita da parte di una razza medica incapace di fare il suo lavoro, anzi del tutto asservita a Big Pharma e che non fa altro che speculare sul corpo umano, esami su esami, e farmaci su farmaci, senza mai arrivare alla causa dei problemi sanitari, dall’acne, di cui ufficialmente non si è mai scoperta la causa, ma si conosce con “scientificità” l’unica Cura (Antibiotici) alla banale influenza (di cui non hanno mai capito, in quanto non hanno mai indagato, su come mai alcuni la fanno pesante, altri leggera, e altri ancora non se la beccano neanche).

Ed è così che la mia amica, scampata al Linfoma di Hodgkin nell’adolescenza, era stata ricuperata dagli effetti nefati delle cure pesanti subite allora (chemio e radio) e ha continuato ciononostante a ricorrere regolarmente alle strutture ospedaliere e ai medici per esami e problemi vari con religiosa meticolosità e grande soddisfazione del sistema di Big Pharma and Co: asportazione della milza, asportazione della tiroide e farmaco a vita, linfoedema mai risolto, papillomavirus … Pensava di curarsi, in buona fede, come pensava che l’avessero tirata fuori dal suo tumore in adolescenza, e invece la macellavano, pezzo dopo pezzo le toglievano la sua immunità, farmaci dopo farmaci, le intossicavano il sistema, e quel che è peggio le toglievano la sua fiducia in sé stessa e in quella macchina fantastica e perfetta che è il corpo umano. Che in disfunzione, tende naturalmente all’entropia.

Primo non nuocere, dicevano gli antichi, e invece la nostra medicina per risolvere un neo, ti crea un altro problema in una spirale senza fine molto proficua a un esercito di persone e di società, con complicità dello Stato, fino all’epilogo finale di rischiare di essere dichiarati morti anzitempo per servire al traffico dei pezzi di ricambio.

Non ci credete?
Allora perché secondo voi anestetizzano il gentile “donatore” dichiarato morto, al momento dell’espianto degli organi?
Nicoletta Forcheri
4 aprile 2009
(nella foto: Elita Georgana, nata il 30 agosto 1967, a Kalamata, Grecia)

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Al riguardo pubblico il comunicato della Lega Nazionale contro la Predazione degli Organi che presenta un punto di vista diverso dal solito schieramento clericale o anticlericale.

LEGGE SUGLI ESPIANTI/TRAPIANTI
X Anniversario della L. n. 91 del 1° Aprile 1999
CONTRADDICE IL TESTAMENTO BIOLOGICO

Nelle leggi dello Stato italiano vige l’eutanasia/distanasia di Stato (L. 578/93) imposta nelle rianimazioni con dichiarazione di “morte cerebrale” a cuore battente emessa in 6 ore su persone che vorrebbero essere curate ma, nel falso anti-accanimento terapeutico, vengono eliminate: alcune fatte a pezzi per ricambio d’organi, altre (i non-donatori) soffocate con la sospensione della ventilazione senza svezzamento.

La “scelta” se donare gli organi o essere soffocati dipende dalla Legge 91 – 1° Aprile 1999 artt. 4 e 5 che introduce il silenzio-assenso previo Decreto attuativo di dieci regole sulla manifestazione di volontà personale. Il Decreto non fu mai emanato, in sua vece i Ministri della Sanità in combutta con le lobby dei trapianti e il Centro Nazionale Trapianti (CNT) hanno avviato una schedatura illegale, dato informazioni contro legge, aperto a qualsiasi forma di manifestazione pur di procacciare organi.

Nanni Costa, direttore del CNT, ha dato ai cittadini indicazioni contro legge nel sito ufficiale.

Marino, trapiantista, ha dichiarato che il Decreto attuativo non è stato emesso perché costoso.

I Ministri della Sanità si sono astenuti dal fare il Decreto, perché temevano i “NO”:
Rosy Bindi ha diffuso il famoso, ma fasullo, “tesserino blu” per proteggere i medici;
Veronesi non ha fatto quello che doveva per legge, per proporre il suo testamento biologico;

Sirchia ha negletto il silenzio-assenso temendo il dibattito e ritenendo funzionale l’ignoranza;

Livia Turco ha stretto accordi con Veltroni per coinvolgere le anagrafi romane nella illegale raccol
ta pro-donazioni e prima di andarsene ha emesso un decreto illecito esteso a tutti i sindaci d’Italia per dare un aspetto di legalità all’operazione che resta contro legge;

Sacconi, attualmente diretto responsabile dell’omissione del Decreto attuativo per la manifestazione di volontà dei cittadini, fa lo gnorri. Dovremo diffidarlo.
Solo le associazioni pro-trapianti sono state cooptate nella Consulta Tecnica Permanente della L. 91/99 e per questo ricevono finanziamenti: neppure un rappresentante dell’opposizione su 35 membri!

In sintesi dopo 10 anni siamo ancora in Disposizioni Transitorie (art. 23) nel pericolo totale.

Dentro queste provate inadempienze e illegalità, il testamento biologico diventa una beffa, perché arrogandosi ancora il diritto di dichiararci “morti cerebrali” di fatto ci privano di qualsiasi “scelta terapeutica”. Si distrae l’attenzione pubblica spostando il dibattito a valle sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT), nell’illusione dell’autodeterminazione, quando entrambi gli schieramenti politici a monte impongono la “morte cerebrale”, eutanasia/distanasia di Stato.
Il testamento biologico, esattamente come la L. 91/99, accresce il potere dei medici sul paziente e li protegge nel loro agire.

LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 – Telefax 035-235660
[email protected]
www.antipredazione.org
nata nel 1985
COMUNICATO STAMPA
ANNO XXV – n. 5
1° Aprile 2009

Nicoletta Forcheri
Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/
Link: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2009/04/testamento-biologico.html
04.04.2009

Pubblicato da God

  • gelsomino

    Sono allibito !!! L’anestesia per coloro che sono dichiarati morti ????

  • albertgast

    Scrivere sull’onda dell’emozione che si prova alla perdita di una persona cara non fa essere obbiettivi. Mi spiace, ma è così. In generale vorrei dire che, in questo momento, sono coloro che NON vogliono essere tenuti in vita ad ogni costo, ad essere discriminati. Secondo la legge che sta per entrare in vigore in Italia, proprio quando non potrai più ribellarti, schiere di medici ed infermieri saranno pronti a violentare il tuo corpo, piantandoti tubi e tubicini dappertutto per “non farti morire di fame e sete”. Poco importerà se pian piano il tuo corpo si rattrapirà, si riempirà di piaghe (quelle sì dolorosissime), e la ferita aperta del respiratore ti causerà un dolore insopportabile. I politici dal cuore sensibile hanno deciso che, se non potrai scappare con le tue gambe, dovrai per forza sottostare a quella tortura, finchè un qualche altro accidente ti porterà finalmente al riposo eterno. Mi sembra una prospettiva decisamente più orribile, di quella dei medici che ad un certo punto decidono di sospendere le cure, perchè non si può più fare nulla. Ma è sicura chi scrive, che la sua amica avrebbe voluto davvero vivere, dopo una insufficienza cardiaca di quel genere? E se fosse sopravvissuta gravemente handicappata? Quanto tempo ci vuole al cervello per subire danni irreparabili, dopo una grave insufficienza di ossigeno? Io credo che l’errore sia non parlarne prima, perchè così ognuno resta nelle sue convinzioni e discuterne non porta a niente. Bisognerebbe dichiarare finchè si è lucidi ed in buona salute, come gestire la propria malattia e la propria morte. Solo che adesso non te lo lasciano più fare. Personalmente, dopo una vita piena di malattie come quella descritta nell’articolo, non avrei di certo voluto continuare. Potendo, avrei chiesto io stessa ai medici di lasciarmi andare. Non ho tanta paura della morte, ho moltissima paura delle malattie, soprattutto quelle gravemente invalidanti. Ho bazzicato più di una volta per ospedali, per carità, se sono ancora qui a scrivere vuol dire che è andato tutto bene, ma potendo non vorrei più entrarci, nemmeno per un mal di denti. Per quanto riguarda i trapianti, credo che ci sia bisogno di un ferreo controllo per non arrivare ad abusi, ma detto questo io il mio cartellino blu in tasca ce l’ho……Anche se ormai non ci sarà quasi più nulla di buono da riciclare….

  • ziomarino

    la mia amica era sana e piena di energia, per niente una vita piena di malattie come dici, semplicemente aveva avuto la sfortuna di avere avuto hodgkin in adolescenza e soprattuto le cure oncologiche da giovane. Il resto erano cose considerate banali in Belgio, tutte le donne hanno problemi di tiroide, dicono per chernobyl, io dico che è per venderti le solite medicine a vita o sterilizzarti in un modo o nell’altro, il soffio al cuore che le avevano trovato ad agosto era banale, il resto anche. La differenza tra lei e me è che lei andava spesso dal medico per fare controlli, e soprattutto faceva quel che le dicevano mentre io quand’ero a Bruxelles ci andavo perché ero diventata ipocondriaca ma non prendevo mai o quasi mai le loro schifezze. Finiva sempre che mi curavo in altro modo.

    La mia amica non voleva assoltamente morire, e soprattutto quello che metto in dubbio nell’articolo sono i metodi medici: chi ha detto che il fatto di addormentarla non l’abbia precipitata verso la morte? E contesto nel modo piu assoluto la prevenzione, che non ci è stata. diagnosi sbagliate, niente prevenzione, “medicalizzazione” a vita, la medicina ti uccice fino ad abbreviarti la vita nelle tue ultime ore nel modo piu orrendo, incosciente.

    Non ho scritto sotto l’emozione, ho riflettuto molto e dopo due mesi di lutto sono finalmente riuscita a scrivere.

    Sono strenuamente contraria all’eutanasia per le derive inevitabili che comporta nel sistema ospedaliero medico, che per chi non avesse aperto gli occhi è già un’industria della morte, adesso diventa anche produzione di pezzi di ricambio.

    Ripeto, in un sistema umano, in teoria sono per la libertà. In un sistema disumano come quello farmaceutico ospedaliero, meglio di no.

  • ziomarino

    la mia amica era sana e piena di energia, per niente una vita piena di malattie come dici, semplicemente aveva avuto la sfortuna di avere avuto hodgkin in adolescenza e soprattuto le cure oncologiche da giovane. Il resto erano cose considerate banali in Belgio, tutte le donne hanno problemi di tiroide, dicono per chernobyl, io dico che è per venderti le solite medicine a vita o sterilizzarti in un modo o nell’altro, il soffio al cuore che le avevano trovato ad agosto era banale, il resto anche. La differenza tra lei e me è che lei andava spesso dal medico per fare controlli, e soprattutto faceva quel che le dicevano mentre io quand’ero a Bruxelles ci andavo perché ero diventata ipocondriaca ma non prendevo mai o quasi mai le loro schifezze. Finiva sempre che mi curavo in altro modo.

    La mia amica non voleva assoltamente morire, e soprattutto quello che metto in dubbio nell’articolo sono i metodi medici: chi ha detto che il fatto di addormentarla non l’abbia precipitata verso la morte? E contesto nel modo piu assoluto la prevenzione, che non ci è stata. diagnosi sbagliate, niente prevenzione, “medicalizzazione” a vita, la medicina ti uccice fino ad abbreviarti la vita nelle tue ultime ore nel modo piu orrendo, incosciente.

    Non ho scritto sotto l’emozione, ho riflettuto molto e dopo due mesi di lutto sono finalmente riuscita a scrivere.

    Sono strenuamente contraria all’eutanasia per le derive inevitabili che comporta nel sistema ospedaliero medico, che per chi non avesse aperto gli occhi è già un’industria della morte, adesso diventa anche produzione di pezzi di ricambio.

    Ripeto, in un sistema umano, in teoria sono per la libertà. In un sistema disumano come quello farmaceutico ospedaliero, meglio di no.

  • albertgast

    Scrivi: “la mia amica era sana e piena di energia, per niente una vita piena di malattie come dici”, non è che l’ho detto io, veramente, ma nel messaggio originale avevi scritto: “scampata al Linfoma di Hodgkin nell’adolescenza, era stata ricuperata dagli effetti nefati delle cure pesanti subite allora (chemio e radio) e ha continuato ciononostante a ricorrere regolarmente alle strutture ospedaliere e ai medici per esami e problemi vari con religiosa meticolosità e grande soddisfazione del sistema di Big Pharma and Co: asportazione della milza, asportazione della tiroide e farmaco a vita, linfoedema mai risolto, papillomavirus … “. Ora io non conosco la gravità delle malattie che tu hai nominato, quindi non so se incidevano o no sulla sua vita e quanto. Mi ero solo basata su quello che avevi detto tu stessa. Per quanto riguarda il cuore, ho avuto un parente morto a causa della sua malattia cardiaca. Nel suo caso, in seguito ad un attacco, è stato un bel pò di tempo in rianimazione, dopodichè, sembrando stare meglio, è stato portato in corsia. Qui è cominciato il suo peggioramento. Giorno dopo giorno ha fatto sempre più fatica a respirare, fino a quando, negli ultimi giorni, il suo rantolo si sentiva fino in fondo al corridoio dell’ospedale. I medici a quel punto ci dissero che non si poteva più fare nulla. Ci dissero anche che NON GLI AVREBBERO DATO NEANCHE L’OSSIGENO, perchè avrebbe affrettato la sua fine! Ogni tanto urlava “aiuto” e lo si sentiva anche fuori dal reparto. Ha passato una settimana così, nello stanzone dove c’erano altri 7 malati. E’ morto urlando e non gli hanno nemmeno messo attorno un paravento. Morto come un cane, anzi peggio, ai cani certe sofferenze inaudite si risparmiano. Quando sono andata a vederlo, dentro la cassa da morto era irriconoscibile. Quell’agonia così lunga e così atroce gli aveva modificato i lineamenti. In quel momento ho ringraziato Dio che aveva fatto morire mio padre qualche anno prima, senza che quasi se ne accorgesse, e infatti il suo viso da morto era sereno. Io ho avuto incubi per mesi, dopo la disgrazia. Nessuno saprà mai se i medici, nel caso della tua amica, hanno preso la decisione giusta, nemmeno tu. Io però, fra una vita da handicappata ed il pericolo di una morte orrenda, sceglierei senza ombra di dubbio la “morte in due minuti”. Parlo solo per me, naturalmente. Mi spiace davvero tanto per la tua amica. 41 anni sono pochi per morire, ma sarebbero stati pochi anche per sopravvivere e vivere il resto della vita da handicappata. Dici che era un tipo pieno di vita, chiediti come sarebbe stata la sua vita se fosse sopravvissuta come un vegetale, o peggio. Ciao.

  • ziomarino

    Ma che diavolo di ospedale era??? chiaramente lo hanno ucciso… Mi dispiace tanto per tuo zio, ma che cosa proponi nei suoi casi l’eutanasia? Io penso che avrebbero dovuto dargli ossigeno o quantomeno curarlo, questa è omissione di assistenza
    In quanto alla mia amica chi ti dice che sarebbe sopravvissuta come una handicappata
    e comunque se leggi bene io non ho detto che aveva un sacco di malattie ho detto che è stata ricuperata dagli effetti nefasti delle cure pesanti in adolescenza, e quelli si curano, certamente non glieli hanno curati ma “medicalizzandola” al massimo l’hanno solo uccisa

  • albertgast

    Era ed è un grosso ospedale di una civilissima città del nord. Io non propongo niente in nessun caso, propongo solo che ognuno di noi sia libero di scegliere cosa fare del proprio corpo in caso di malattia, mortale o no. Per questo ci vorrebbe un vero testamento biologico da fare quando ancora si è sani e lucidi di mente. Ora in Italia passerà invece una legge del tutto contraria e per me questo è inaccettabile. Io non sono dalla parte dei medici, casi come quello che ti ho raccontato ne ho avuti altri in famiglia (purtroppo forse c’è una predisposizione), e spesso succede che alle nostre domande rispondano in modo evasivo o “professionale”, cioè del tutto incomprensibile. Penso però che, nel caso non ci sia più nulla da fare, l’unica cosa accettabile sia accompagnare le persone in modo che soffrano il meno possibile. Credo che ogni caso sia diverso, perchè a fronte di morti, in famiglia ho avuto anche chi è stato preso per i capelli e riportato ad una vita quasi normale. A volte anche il caso gioca con le nostre vite. Infine se per te c’è stata incuria da parte dei medici che hanno avuto in cura la tua amica, perchè non ti rivolgi al tribunale del malato? Qui da noi c’è e funziona abbastanza. Ciao.