“Senza Patria non può esistere libertà”

Intervista allo storico Danilo Leo Lazzarini sulla contestata adunanza al Sacrario di Redipuglia

Sacrario di Redipuglia, 8 dicembre 2021

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Lo scorso 8 dicembre, al Sacrario di Redipuglia, luogo simbolo della Prima Guerra mondiale, si sono date appuntamento alcune centinaia di persone. Tra i civili, sotto una pioggia leggera, anche uomini e donne delle forze armate e dell’ordine.
Un’adunanza durata circa un’ora in cui chi ha parlato ha fatto riferimento a valori come Patria, Libertà, Democrazia, ma che ha generato inquietudine e dure reazioni nel mondo delle istituzioni e della politica.

La presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani ha parlato di “gesto inaccettabile” e di “oltraggio a un simbolo sacro”. Dello stesso avviso la senatrice Tatjana Rojc (Pd) secondo la quale si è trattato di una “profanazione di un luogo sacro”, di una “provocazione novax, che mi auguro non trovi adesione tra chi è deputato a proteggere la comunità”.
Grave anche il giudizio di Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha dichiarato: “Stiamo vedendo una degenerazione di persone che, legittimamente, la possono pensare anche in modo diverso, irrazionale dico io, ma l'irrazionalità è legittima. Non si può, però, arrivare ad eccessi, provocazioni e offese. Vuol dire che si è perso anche il rispetto per la nostra storia e per quello che rappresenta il Sacrario del Redipuglia”. Mentre la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Fvg Sandra Savino, annunciando un’interrogazione parlamentare, ha rincarato la dose: “Offensivo, oltre che fuorilegge, che gli organizzatori abbiano scelto quale sede un luogo laicamente sacro come Redipuglia. Violare il Sacrario per fini insulsi non è solo vergognoso, ma passibile di sanzioni. Il Ministero dell’Interno ci dica se sono state prese tutte le misure per evitare la vergognosa manifestazione di ieri, se sono stati individuati gli organizzatori e se c’è l’intenzione di procedere con le denunce. Eventi come questi non sono più tollerabili”. Dello stesso orientamento il collega di partito Roberto Novelli, deputato di Forza Italia e componente della commissione Affari sociali della Camera, che ha definito l’episodio “squallido”. “Abbiamo veramente toccato il fondo” – ha commentato – “mentre la stragrande maggioranza della popolazione ha aderito alla campagna vaccinale, rispetta le norme che tutelano la salute individuale e collettiva e accettano il green pass quale strumento utile per scongiurare nuove chiusure, una minoranza ancora demonizza il vaccino e una minoranza della minoranza lo fa con adunate irresponsabili, come accaduto al porto di Trieste, in altre città del Fvg e del Paese, e ora al Sacrario”. E ancora: “Nonostante la scienza ufficiale indichi la via per un’uscita la più rapida possibile dalla pandemia, questi comportamenti scellerati insistono nell’alimentare falsità. Se non c’è speranza di recuperarli, è necessario far sì che non producano danni alla comunità, e questo significa anche individuare gli organizzatori e sanzionarli a norma di legge”. Subito, infatti, il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè ha fatto sapere che, una volta accertata la presenza tra i partecipanti di militari, sarebbero scattate nei loro confronti le massime sanzioni.

Insomma, si è sollevato un gran polverone, perché oggi dissentire non è assolutamente permesso.
Non è ammissibile che ci siano medici e sanitari che possano mettere in dubbio qualsiasi protocollo presentato all’opinione pubblica come necessario.
Non è accettabile che ci siano maestri e professori ‘disallineati’ che possano insegnare a bambini e giovani a pensare con la propria testa.
Né, a maggior ragione, sono tollerati soggetti ‘divergenti’ tra gli uomini e le donne in divisa che, dall’interno, possano disattendere eventuali ordini lesivi di diritti costituzionalmente garantiti.
Meglio eliminare eventuali problemi alla radice facendo fuori le persone dalla vita lavorativa e sociale. In barba alla democrazia.

Ma come mai il raduno di Redipuglia ha sortito immediatamente reazioni così sdegnate? Mentre scrivo mi tornano in mente le parole del Prof Paolo Sceusa, illustre giurista, già presidente emerito di sezione in Cassazione ed ex giudice al tribunale dei minori a Trento e Trieste: “L’Unica cosa di cui può aver paura il potere politico non è la magistratura, ma il potere militare.”
E oggi c’è parecchio malcontento tra gli addetti del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Si vocifera che – tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina, Aeronautica e Vigili del Fuoco – la quota di chi è senza vaccino non sia marginale, si parla di 50 mila unità. Dopo il Decreto Legge sul super green pass voluto dal presidente del Consiglio Draghi, il capo della polizia Giannini ha firmato una circolare urgente per gli uffici del dipartimento PS e tutti i questori sul territorio in base alla quale chiunque non si è vaccinato sarà sospeso immediatamente e si potranno aggiungere perfino multe da 600 a €1000. È evidente che chi non ha forza economica per resistere dovrà, molto probabilmente, cedere per garantire cibo ai propri figli e un tetto sopra la loro testa, ma non è con le costrizioni e con la repressione che si può pensare di ottenere fedeltà e consenso.
La situazione è molto delicata e cresce ogni giorno di più la distanza del popolo dalle istituzioni che oggi sembrano volere solo cittadini obbedienti e acritici, in particolare su certe tematiche sulle quali non è permesso avere una propria opinione se non quella degli ‘esperti’ di turno. Un sistema che sta educando alla divisione sociale, allo scontro e all’esclusione degli individui che la pensano diversamente dalla massa percepiti come scomodi e classificati come irresponsabili e anche pericolosi per gli altri.

Eppure, tra l'indifferenza di alcuni e la sadica soddisfazione di altri, c’è chi non ci sta.
C’è chi, nonostante tutto, crede ancora nella gerarchia delle fonti e nella divisione dei poteri.
C’è chi, ancora, ha fiducia negli altissimi valori espressi dalla Costituzione e, memore del passato, vuole proteggere il futuro.
Non possiamo sapere come andrà a finire ed in che direzione si andrà nei prossimi mesi, ciò che è palese, anche a giudicare dalle manifestazioni che pacificamente continuano a susseguirsi da mesi in tutta Italia, è che è sempre più coscienze si stanno svegliando.
La politica, i media e i social mainstream non possono continuare a raccontare solo una verità e a soffocare in eterno il dissenso. Un dissenso che ormai è trasversale e tocca sia i civili che molti appartenenti alle forze armate e dell'ordine, sempre più delusi e adesso criminalizzati al pari di tutti coloro che rifiutano la puntura di Stato.

A nessun collega giornalista della TV o dei soliti giornali è venuto in mente di chiedere a chi era presente al ritrovo presso il Sacrario di Redipuglia perché fosse lì. Come da copione è partita subito la condanna senza cercare di capire le motivazioni di un gesto tanto forte perché, va detto, non si è trattato di un luogo qualunque e di un’adunanza qualunque ma, al contrario, dalla grande valenza simbolica. Motivo per cui ci è sembrato, invece, opportuno approfondire e dare voce a chi quel giorno c’era.
Segue l’intervista allo storico Danilo Leo Lazzarini che ha fatto un breve e sentito intervento quel pomeriggio. Alla fine alleghiamo il video per consentire, a chi lo desidera, di ascoltare le parole che sono state pronunciate, frasi a nostro parere per nulla offensive, al contrario di ciò che è stato riportato dalla stampa.

* * *

La presenza di uomini e donne delle forze armate e dell'ordine al sacrario di Redipuglia ha suscitato reazioni di sdegno da parte delle istituzioni e del mondo della politica. Si è parlato di "provocazione", di “oltraggio a un simbolo sacro", di "gesto offensivo e fuorilegge". Qual è stato il vostro intento?

“Più che altro, qual è stato il mio di intento. Avendo saputo che vi sarebbe stata questa adunanza delle forze dell'ordine a Redipuglia, ho deciso di andarci anch’io. Una volta lì ho chiesto di poter parlare di fronte al gruppo che si era composto rassicurando i presenti che intendevo solo onorare il luogo, dati i cento anni della traslazione della Salma del Milite ignoto da Aquileia a Roma.
Lo volevo onorare con un piccolo racconto inerente la Grande Guerra. Tra l’altro mio nonno era un ragazzo del '99 e mi sembrava una cosa magnifica poter onorare anche lui in quel sacro luogo ricordandone la memoria, e ricordando anche a me stesso i troppo brevi pomeriggi in cui lo ‘assalivo’ con le mie interminabili domande da bambino, chiedendogli di quella guerra che mi appariva come magia e dolore allo stesso tempo.
Mi occupo spesso di storia, qualcuno mi ha riconosciuto e così ho preso la parola. Avevo anche portato con me lo scritto che avevo composto e letto a Mira, proprio in occasione della commemorazione del Milite Ignoto, ma la prosa ha bisogno di sfumature vocali che il discorso libero non necessita, così alla fine ho preferito il solo racconto e dialogo. Ho così avuto l’immenso onore di parlare in quel luogo e, posso dire, non ho mai visto folla tanto educata e rispettosa; d’altra parte il Sacrario, per chi ha solo un briciolo di amor patrio, non consente scappatoia alcuna dal rispetto che incute.
Potete quindi immaginare la mia sorpresa quando ho letto certe frasi sui giornali. In verità poi ho sorriso perché, dopo l'indignazione, rimane solo il divertimento in relazione all’inganno svelato e la conferma che, se esiste la capacità di essere attinenti alla realtà, tale capacità va ricercata altrove, perché in alcune menti ne esiste solo il riflesso contorto poi, se questo si verifica per connivenza con la menzogna o per ignoranza dei fatti, questo non lo saprei dire.”

Alcune testate giornalistiche hanno sottolineato che si è trattato di una "manifestazione non autorizzata", qualcuno ha scritto che "sono stati introdotti animali" e che "alcune persone hanno cominciato a fumare dove non era consentito", alludendo quindi a un comportamento irrispettoso. Sì sono verificati realmente i comportamenti descritti in alcuni servizi giornalistici?

“Non vi è stata alcuna manifestazione, il volantino che ho visto parlava di adunanza, non manifestazione e, in effetti, non è stata fatta alcuna manifestazione, ma solo libera testimonianza di amore verso la propria terra, la nostra terra, sovente umiliata da corta memoria; umiliata da una narrazione che si accorge della sacralità di un luogo solo quando fa comodo ad un determinato contesto culturale che indossa la bandiera solo per coprire le pezze ai pantaloni.
Come ho detto sopra, non ho mai visto tanto rispetto ed educazione in un gruppo di persone.
Alla fine è stato cantato l’inno d'Italia, l’unico momento in cui i presenti hanno alzato la voce.
Ecco, questa sì, unica pietra lanciata contro una narrazione fallace. Ecco l’unica e vera manifestazione: una manifestazione di ineludibile rispetto e amor patrio. E lanciata a voce alta.”

In effetti il video che è circolato non dà l'idea della mancanza di rispetto alla memoria dei caduti nella prima guerra mondiale, anzi, si direbbe il contrario. Quanto è durato il raduno e quanti erano gli uomini e le donne in divisa (quel giorno in borghese) presenti? Rappresentavano delle sigle sindacali, gli appartenenti a un corpo ben preciso o c’erano rappresentanti di tutte le varie forze?

“Credo vi fossero circa 400 persone. Quando ho finito il mio intervento, molte persone sono venute a complimentarsi, così ho scoperto che molti erano i militari senza sigla alcuna, né civile né militare, e di variegata appartenenza, ma molti erano anche i civili intervenuti all’adunanza, e questa comunanza l’ho trovata stupenda.
È stato un momento bellissimo, carico di dignità e di consapevolezza, La consapevolezza di essere figli di una storia drammatica, ma eredi di una terra uguale come a nessun’altra che sta attraversando un momento tragico. E ribadisco che ho trovato bellissimo tale momento perché in questo tempo così colpevolmente divisivo, trovarvi un popolo unito nella commozione del luogo, non può che assumere forma meravigliosa, anche proprio nel senso etimologico della parola”.

[caption id="attachment_120259" align="aligncenter" width="1024"]Sacrario Militare di Redipuglia Sacrario Militare di Redipuglia[/caption]

Al momento la situazione degli addetti del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico appare particolarmente difficile: ci sono migliaia di agenti impegnati nel controllo sul green pass, se a questi adesso si aggiungono i colleghi sospesi perché contrari all'obbligo vaccinale non si rischia di andare incontro a una sensibile diminuzione delle forze dell'ordine impegnate nel controllo del territorio e nella prevenzione e repressione dei reati?

“Si, l’ho detto, stiamo vivendo una situazione tragica e a me sembra di vivere un incubo quando penso al dispendio morale e materiale che si sta operando con il controllo del lasciapassare, non lo chiamo Green Pass per ché non mi piace, come tutti gli anglicismi non necessari.
È evidente che, se già prima si parlava di sotto-organico quindi di un numero del tutto insufficiente a garantire le normali funzioni delle forze dell'ordine se non a prezzo di eroici sacrifici, ora con il surplus introdotto per la caccia, a mio parere del tutto ingiustificata, a possibili ‘evasori sanitari’ – che già messa così mi pare terribile – si andrà incontro ad un peggioramento della situazione di garanzia sulla sicurezza pubblica, come a dire che piove sul bagnato.
Io spero che al più presto ci si possa svegliare da quest'incubo e si possa ritornare ad una più vera e rilassata lettura della società. Quanto prima bisognerà suturare quella crepa che si è prodotta anche nella società civile: c'è bisogno di unità, non di divisione, ed è orribile quando si presenta il bisogno di sottolineare l’ovvio.”

Si è partiti con l'obbligo a varie categorie con una certa gradualità, prima i sanitari, poi è arrivato il turno dei docenti e delle forze armate e dell'ordine che rappresentano, forse, l'ultimo baluardo prima di un obbligo generalizzato. Finora né le manifestazioni pacifiche né le argomentazioni addotte da professori universitari, filosofi o valenti medici e scienziati hanno minimamente scalfito il Governo che pare voler rimaner sordo rispetto i segnali che giungono dall'opinione pubblica, anche rispetto i segnali che provengono ormai da mesi da chi indossa una divisa e ha giurato fedeltà alla Costituzione della Repubblica. Cosa succederà se si va avanti con questa impostazione? Ritiene che siano in pericolo la sicurezza e la convivenza civile?

“In effetti, se analizzata con occhio critico, tutta la situazione sembra essere stata creata apposta per generare confusione, ma soprattutto divisione. Non sarebbe occorsa molta avvedutaggine per far scorrere le cose su di un più lieve declivio, invece abbiamo avuto dati perennemente in contrasto e azioni che, chiunque lo avrebbe capito, avrebbero generato competizione morale da parte dei cittadini; e con il passare del tempo, preso atto di quello che stava avvenendo, invece di porvi rimedio, continuare su quella china inasprendo ulteriormente la situazione. A pensar male sembrerebbe fatto a bella posta.
È chiaro che una società divisa è una società pericolosa. È nella differenza di potenziale civile che si può celare il seme del disordine, e siccome la politica dovrebbe essere l’arte di conciliare i contrari, io mi aspetto un’azione in tal senso, ovvero che la politica ritorni ad avere potere sui tecnicismi e che i politici si ricordino che essi rappresentano il popolo tutto, in divisa ed in borghese.”

Oggi ha ancora senso parlare di Patria, di Libertà?

“Ha sempre senso parlare di Patria e di Libertà, non ci sono divieti né temporali né spirituali che ci spingono ad abdicare alla nostra voglia di lottare per un mondo migliore.
Provo a spiegarmi: il nostro mondo non è sicuramente perfetto, quindi è perfettibile e smettere di lottare per provare a renderlo migliore è un tradimento soprattutto verso noi stessi.
La libertà, lungi da me l’idea di volerla incatenare a delle definizioni, le quali tutte la obbligherebbero ad una deformante figura, è possibile solo in un luogo a cui sentiamo di appartenere e che inoltre ci appartenga; è il confine sacro, il sacro limes consolidato da un comune sentire dove ognuno di noi identifica il proprio rifugio rispetto ad un altrove che rappresenta ‘l'altro’, non migliore né peggiore, semplicemente ‘non nostro’. Parlare quindi di Patria ha senso perché senza questa idea di ‘nostro’ non è possibile nemmeno l'idea di Libertà. Senza la Patria non può esistere la libertà e senza la libertà, non avrebbe senso parlare di Patria.”

Come siamo arrivati a questo punto? Come ne usciremo?

“Questo punto di arrivo presume una lontana partenza. Sì, siamo partiti da lontano rinunciando, forse per pigrizia intellettuale, a porci delle domande sulla situazione che stavamo vivendo. Abbiamo rinunciato a studiare e a comprendere la storia, abbiamo rinunciato a capire come siamo arrivati a concepire un mondo, il nostro mondo, e questo è già di per sé grave.
Ci siamo scordati di come la nostra libertà sia il frutto di lotta e sofferenza, non di ozio e facezia, aiutati nel nostro oblio anche o soprattutto, da un pensiero che si vorrebbe omologare per sacrificarlo poi sull’altare della convenienza economica.
Abbiamo accolto le idee che rendono l’essere umano un predicato di un qualcosa d’altro eliminando gradualmente, da tutte le nostre teorie sociologiche, l’idea dell’uomo per l’uomo come centro di ogni valore da ricercare o da completare.
Inoltre, non abbiamo capito che la nostra libertà esige un continuo controllo, non è valore ereditario, essa va difesa in ogni istante della nostra vita assieme al valore che trascina con sé, ovvero la Democrazia.
Come ne usciremo? Io in quel raduno a Redipuglia ho visto questo: una società di civili e di forze dell’ordine che, attraverso un silenzioso tributo a quel suolo sacro, ricordavano a tutti che è l’impegno a rendere migliore il nostro mondo, che al netto della lealtà che noi tutti dobbiamo alle leggi, la nostra vigilanza deve essere totale e, attraverso una civile consapevolezza, alzare la testa quando le cose non sembrano procedere nel verso giusto anche dicendo semplicemente “NO, non è giusto”.

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Valentina Bennati
ComeDonChisciotte.Org

Commenti (39)

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Mostra commenti 39 caricati
    1. sbregaverse 23 dicembre 2021

      Amor di Patria.
      È amore se si ferma sull'uscio di casa?!

    2. BrunoWald 23 dicembre 2021

      Eppure io mi sento in qualche modo "a casa" quasi ovunque, in Europa.
      La bellezza, sia naturale che culturale, la trovi dappertutto nel mondo. Ma non è la stessa cosa. Quel quid che risuona in noi è l'essenza di ciò che possiamo chiamare Amor di Patria, se si vuole.

    1. sbregaverse 23 dicembre 2021

      Patria sono i dintorni di casa.

    1. BrunoWald 23 dicembre 2021

      La Patria non è un concetto, ma un sentimento - più precisamente un "sentire" - inevitabilmente ignoto a chi vive in mondi artificiali di squallido cemento, fabbriche fumanti e capannoni industriali, a chi frequenta centri commerciali identici a mille altri, a chi ascolta la tecno o il rap, o semplicemente a chi è abituato a passare più tempo nella testa che nel cuore.
      La Patria è un insieme di paesaggi, luci, profumi, piante, architettura, giardini, edera che si arrampica su vecchie mura, gastronomia, vini, parlate locali inconfondibili, che risuonano in te fin da bambino...
      Girare il mondo e conoscere nuovi orizzonti è magnifico, e ti permette di crescere, ma la magia del tuo piccolo mondo nativo ti accompagnerà per sempre, specialmente se la vita ti porta lontano.
      La patria non è la retorica patriottarda, ma bensì l'insieme delle cose che varrebbe la pena difendere: ciò che puoi definire "tuo" perché era dei tuoi antenati e sarà dei tuoi discendenti. Qualcosa che risultava evidente agli abitanti dell'antica Firenze, Norimberga, Brugge o Cracovia, e a quelli dei campi circostanti, mentre noi facciamo fatica persino a concepirlo, come dimostrano la maggior parte dei commenti.

    2. Primadellesabbie 23 dicembre 2021

      La cosa su cui fare qualche riflessione è che il "sentire" che indichi è infallibilmente richiamato ed enfatizzato proprio da coloro che i "mondi artificiali di squallido cemento, fabbriche fumanti e capannoni industriali, ..... centri commerciali identici a mille altri" li hanno ideati e costruiti facendo scomparire "paesaggi, luci, profumi, piante, architettura, giardini, edera che si arrampica su vecchie mura, gastronomia, vini, parlate locali inconfondibili", e facendolo ne hanno ricavato ricchezze e autorità (per tenermi leggero).

    3. BrunoWald 23 dicembre 2021

      Hai ragione. Viviamo in un'epoca tragica.
      A onor del vero ciò che dici avvenne agli inizi del processo, oggi i padroni del vapore enfatizzano semmai la "società aperta" e gli "United Colors of Benetton", ma in essenza hai colto nel segno. Al punto che io, mai stato marxista, ho finito a malincuore per dar ragione a Marx, quando afferma che il patriottismo è una finzione borghese, e persino a Brecht, secondo il quale il nemico è nelle retrovie.
      Ma i conti da saldare a casa propria nulla tolgono alla necessità di fare i conti col nemico esterno. Se fossi stato ad Anzio avrei sparato fino all'ultima pallottola sugli angloamericani, e ai russi di oggi raccomando fraternamente di fare buona guardia sui confini occidentali, armati sino ai denti.

    4. Primadellesabbie 23 dicembre 2021

      VE-MI, ero bambino, non c'era che un piccolo tratto di super strada fino a PD, poi la statale entrava in magnifiche città, traversava grandi piazze alberate che ospitavano l'antidiluviana pompa della benzina, le sedie dei bar e le luci fievoli di ospitali trattorie che, definire modeste implica di assegnare un significato regale a questo aggettivo, talvolta il pittoresco vigile issato sul predellino cilindrico. Tutto il viaggio era nel verde che nascondeva borghi intatti e faceva pensare a un Paese di una bellezza irresistibile.

      Oggi, come da molti anni, quando non posso farne a meno, percorro quella strada con l'aria ben chiusa per i miasmi che, inizialmente, le fabbriche rilasciavano solo di notte, oramai, da molto, anche di giorno.

      Non mi trovi impreparato in questa materia: il pane cambiava forma e cottura ogni pochi chilometri.

      Definirli ricordi struggenti è dire poco.
      (Sono talmente coinvolto che temo di essermi ripetuto.)

    1. marcoferro 22 dicembre 2021

      Le isituzioni, tutte e i partiti politici che siedono in parlamento che appaludono al rettiliano e ai disastri che sta facendo, sono fottuti. dovrebbero essere rasi al suolo e ricostituiti exnovo. il divario col cittadino e la realta' del paese e' cosi' grande ormai che queste entita' vivono una dissonanza coglitiva come si e' anche visto dal discorso del basista del qurinale, l'altro giorno...

    1. sbregaverse 22 dicembre 2021

      Patria è dove stai......bene.

    1. Abraxas68 22 dicembre 2021

      Si dà il caso che l’estate scorsa sia andato a rivedere il sacrario. Vi feci un picchetto nel lontano ‘89, quand’ero al servizio militare. Ho un figlio di 12 anni e vi sono tornato insieme con lui per mostrargli luoghi in cui rimasi confinato per circa un anno. Abbiamo condiviso insieme quei ricordi e siamo saliti fino in cima alla costruzione. Non sono sicuro che lui ne abbia capito il senso, sebbene abbia provato a spigarglielo e nemmeno lo pretendo, mi basta che gli resti il ricordo del gesto, perché possa rifletterci quando gli anni verdi saranno alle sue spalle.
      Mi fa piacere che sia stato scelto quel luogo per riunire persone che hanno idea altra di libertà, vita civile e diritti rispetto a chi oggi ci sta governando; e la reazione scomposta di alcuni di quei personaggi autoreferenziali che siedono (abusivamente) sugli scranni del nostro Parlamento è la prova che sono disperati, che hanno paura, che sentono vicina la fine delle loro menzogne. Reazione priva di senso, perché nulla è stato fatto illegalmente. È evidente che la simbologia del luogo li spaventa e li spaventa l’educazione e la pacatezza, perché una manifestazione in Piazza del Duomo che finisse con vetrine rotte e auto incendiate darebbe loro l’opportunità di stigmatizzare il comportamento becero dei soliti “no-vax-greenpass” agli occhi di coloro che definiscono civili in quanto “pluribucati". Qui no, devono trovare motivazioni speciose per criticare l’avversario. Non so quanto ancora ci vorrà, ma a me pare chiaro che abbiamo scollinato.

    2. Nestor Halak 22 dicembre 2021

      Spero che tu abbia ragione, ma sinceramente a me sembra che le cose non vadano affatto bene e che la situazione sia in costante peggioramento. E' vero che qualsiasi azione "scomposta" sarà presa a pretesto per accusare gli oppositori, ma è anche vero che continuando ad andare avanti così, se vedo giusto, la catastrofe diventa inevitabile.

    1. Fedeledellacroce 22 dicembre 2021

      Patria é una chimera.
      É la scusa per la guerra.
      Il valor patrio serve solo per combattere.
      Il concetto "patria" é il colpevole di oppressione della prima e inalienabile libertá: Il movimento, la libertá di muoversi, appunto, liberamente tra una "patria" e l'altra.
      Sono abusi concettuali.
      Come pensate di vivere in un mondo giusto e libero, quando per passare fiumi o montagne o oceani, serve il passaporto.
      Il passaporto ci illude di essere liberi di spostarci dove vogliamo. Ma non é vero!
      Di fatto non possiamo neanche restare a vivere dove casso ci pare perché ci vuole il visto, o la residenza, o la cittadinanza.
      Alla patria gli ho dedicato (forzatamente, eh!) un anno di vita. E me ne pento.
      Aborro la patria e il patriottismo.
      Patria é un concetto molto "provinciale", limitante, ridicolo e causa di dispute infinite.
      Che andassero tutti affanciulo. La mia patria é il pianeta Terra.

    2. Primadellesabbie 22 dicembre 2021

      Patria è un luogo dove si perpetuano soverchieria e sopraffazioni in una determinata lingua.

    3. LuxIgnis 22 dicembre 2021

      Sapevi, sapevate che il famoso passaporto è un'invenzione recente? Ora non ricordo esattamente quando ma credo ai primi del 900 o poco prima.
      In realtà nonostante le tante nazioni presenti in Europa ed altrove, per passare il confine non serviva nulla. Né per risiedere in luoghi stranieri.
      La gente era molto più libera nell'800 che ora.
      Evviva la modernità! :) Affangala.

    4. Fedeledellacroce 22 dicembre 2021

      Allora siamo ancora in tempo per tornare liberi!

    5. Fedeledellacroce 22 dicembre 2021

      O con una determinata moneta
      :-)

    6. BrunoWald 23 dicembre 2021

      La libertà di movimento esisteva nel Paleolitico. Ed anche allora è probabile che ci fossero accordi tra i diversi gruppi nomadi circa i rispettivi itinerari stagionali e i territori di caccia.
      Poi si cominciò a costruire villaggi stanziali, a dissodare terreni, a costruire ponti e canali: tutte cose che costavano sudore e garantivano l'accesso a risorse, e pertanto andavano difese. Fine della libertà di movimento: da allora bisogna fare i conti con i proprietari, e magari richiedere il visto.
      Da sempre, il singolo viandante ha il sacro diritto di andare per la sua strada, e fare sosta con rispetto in terra d'altri.
      Ma quando orde di estranei entrano a casa tua senza chiederti il permesso, lasciando in giro la loro spazzatura, e magari mettendosi a mendicare, spacciare, battere, rubare o scannarsi fra loro, le cose cambiano parecchio. Oltretutto, se noi ci comportassimo così nei posti da cui provengono, ci taglierebbero la gola. Giustamente.

    7. Primadellesabbie 23 dicembre 2021

      Uno storico austriaco, Freidrich Heer, ha trattato l'argomento studiando i periodi, attraversi i secoli, in cui l'Europa è stato un luogo "aperto" e quelli in cui è stato "chiuso".

      Casanova ha scorazzato avanti e indietro per l'Europa come pochi e, nelle sue memorie, fornisce una descrizione dettagliata e viva della situazione nel '700.

      I ricchi viaggiatori che facevano il Gran Tour, a loro volta ci forniscono indicazioni interessanti (molte città avevano le porte, fisicamente, e prima del buio le chiudevano: chi è dentro è dentro...), la Penisola si caratterizzava per la radicata e diffusa corruzione, anche spicciola, che la accomunava già allora: ad ogni confine, ed erano frequenti, o pagavi o ti facevano scaricare la carrozza (i viaggiatori si portavano dietro letteralmente "tutto"!), che significava un intera giornata o più di lavoro e di sosta.

      Credo che molti facciano fatica ad immaginare la vita prima che l'era industriale avvolgesse e coinvolgesse ogni cosa. Certi concetti che si sono affermati, che ci sono famigliari e sui quali abbiamo opinioni contrastanti non erano nemmeno proponibili, tantomeno nei termini odierni in un mondo ancorato all'assolutismo feudale, che non si è dissolto all'improvviso ma ha continuato a dirigere vita e sentimenti.

      Negli anni '30, appena dopo l'ascesa del dittatore tedesco, Patrick Leigh Fermor, 19 anni, ha traversato l'Europa a piedi (Paesi Bassi-Istanbul) senza bagaglio, occasionalmente ospite di famiglie, anche importanti, o dormendo nei fienili, e ce ne ha lasciato testimonianza in alcuni libri che sono di grande interesse per farsi un'idea della società europea del tempo, appena prima della WWII.

    1. Ricciardo 22 dicembre 2021

      Nel video è citato il Comicost: si tratta di un Comitato per la difesa delle libertà costituzionali, promosso da uomini di legge.
      Il blog del Comitato: https://www.comicost.it/
      E' molto interessante perché fornisce informazione giuridica e medica, e dispone di vari formulari utili a tutelarsi giuridicamente.
      Peraltro, si è già fatto promotore di varie azioni di tutela legale.
      L'ho messo tra i preferiti.

    1. LuxIgnis 22 dicembre 2021

      Premetto che a me non piace il valore patria. E' un valore effimero spesso forzato. Le patrie vanno e vengono nell'arco della storia e spesso la loro costituzione è fondata sulla violenza e la coercizione. Come non ricordare che l'Italia in fin dei conti è molto giovane ed è stata fondata su un dimenticato genocidio, quello dei popoli del sud. 1/4 della popolazione del sud fu trucidata. Genocidio che è poi proseguito nella 1° guerra mondiale visto che molti dei soldati morti in quelle infame trincee per i voleri dei potenti di quel tempo era gente del sud arruolata a forza. Essendo originario di quelle parti vi posso assicurare che è una ferita ancora aperta.
      Quindi avrei un po' di difficoltà ad asserire che senza patria non vi è libertà.
      Ma devo dire che il tizio fa un discorso molto interessante, dando un valore alla patria molto convincente e molto giusto.
      Quando dice che la patria è uno spazio sacro, il sacro limes. Il confine che è uno dei significati dell'origine della parola sacro (separare, separato), allora ha ragione nell'ambito della libertà.
      Perché la libertà ha un solo confine ed è quello del proprio ed altrui Essere che è inviolabile. Come dice giustamente non migliore o peggiore ma diverso.
      La libertà ha due leggi fondamentali. La prima è che ognuno è libero di esprimere, manifestare e vivere il proprio Essere come meglio crede. La seconda è che questa libertà non può in nessun modo essere impedita ad altri, o violata. E questo è il limite, il sacro o la patria come lo intende lui. Uno spazio inviolabile. Quindi la patria non è la nazione ma questo confine sacro dell'Essere che può essere anche condiviso da più genti.
      Ci sono vari livelli di libertà, personale o collettiva. Ed ogni popolo ha la libertà di poter perseguire il proprio sentire comune sempre rispettando le libertà individuali però, perché arricchiscono le libertà di tutti e quindi anche della patria.
      In questo senso allora patria e libertà coesistono insieme, nel senso comune della patria invece no, almeno per me. Non c'è libertà in una patria dove non c'è un sentire comune e dove vengono represse le libertà individuali. Come sta accadendo ora.

      Comunque è interessante notare che vedendo le reazioni scomposte di tutto l'apparato dominante, questo riveli che non abbiamo a che fare con politica o scienza, ma con una religione con i suoi dogmi incontestabili, ed i suoi templi che vengono "profanati" da chiunque voglia dargli un'interpretazione diversa.
      E contro una religione di questa fatta ci sono poche armi per combatterla. Non serve certo la ragione o la scienza (quella vera). Non si può ragionare con novelli inquisitori, sacerdoti del nuovo culto (nemmeno tanto nuovo in fin dei conti - ha radici profonde e lontane) del Covidismo.

      Si, hanno paura dei militari, perché solo con la forza possono essere combattuti. Per questo li hanno disarmati. Questi sanno quello che stanno facendo. Lo sanno benissimo.

    2. Dante Bertello 22 dicembre 2021

      Cito: "...su un dimenticato genocidio, quello dei popoli del sud. 1/4 della popolazione del sud fu trucidata."

      Potresti, per favore, citare le fonti dalle quali hai estrapolato questa notizia?

      Non solo hanno paura dei militari, ma soprattutto temono i concetto di Nazione e nazionalismo, che quel luogo può suscitare.
      Il giorno in cui una parte di italiani trovasse come comune denominatore, il concetto di Nazione Italia, avrebbero una forza in più, sulla quale poter contare.

    3. Fedeledellacroce 22 dicembre 2021

      Un libro interessante sull'argomento é "Terroni" di Pino Aprile.

    4. Dante Bertello 22 dicembre 2021

      In quel saggio si dice che 1/4 della popolazione del sud venne trucidata?
      Se si, potresti citarmi anche la pagina?

    5. Fedeledellacroce 22 dicembre 2021

      No, non dice 1/4 della popolazione.
      Ma dice che le stime di un milione di morti siano conservatrici.

    6. Dante Bertello 22 dicembre 2021

      Grazie.

    7. LuxIgnis 22 dicembre 2021

      1/4 l'ho estrapolato io ed anche al ribasso. In realtà su una popolazione di 6 - 8 milioni circa dell'epoca si stima furono uccise sui 2 milioni di persone.
      Non c'era censimento allora quindi le stime sono per forza di cose approssimative.
      Ora forse sarà un po' esagerato, non sarà 1/4 forse meno ma sempre di genocidio si parla. E rivolto ad uomini donne ed anche bambini o ragazzi. Ci sono anche foto che testimoniano questo. Interi paesi cambiarono nome per evitare le persecuzioni. In quanto il loro nome originario rimaneva fedele ai Borboni. Nomi che hanno tuttora. Basta cercare su internet.

    8. Dante Bertello 22 dicembre 2021

      Quando si fa un' affermazione come la tua bisogna citare, in modo accurato le fonti, dopo essersi prima accertati, che siano attendibili.
      Non basta dire:
      " Basta cercare su internet"

      Quando io scrivo che Cossiga,nel saggio "Fotti il Potere" di A. Cangini, Aliberti editore, alla pagina 133 ammette di aver fatto infiltrare di agenti provocatori il movimento studentesco, per poterlo reprimere con la forza, o che a pagina 127, sempre del medesimo libro, ammette che alcune "bombette" piazzate per non fare male a nessuno (sic), o a profanare cimiteri ebraici, fosse, in alcuni casi, opera dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell' Interno, cito le fonti alle quali tutti possono andarne a verificarne l'attendibilità.

      Sparare notizie alla ca@@o, non fa bene alla verità, per prima cosa, tantopiù che come affermi tu, non essendoci censimenti, non si sa da dove provengano quei dati.

    9. LuxIgnis 22 dicembre 2021

      Quello che ho detto è documentato, in libri e articoli, se non ci credi vattelo a cercare io non ho tempo da perdere. Fonti ce ne sono a bizzeffe.
      Vatti a vedere il livello culturale, tecnologico sociale del Sud ai tempi dei Borboni. Prima in Europa sotto molti punti di vista. Vatti a vedere come i piemontesi hanno depredato tutto ed imposte tasse a tutto spiano. Vatti a vedere interi paesi rasi al suolo, esecuzioni sommarie, campi di concentramento.
      Cosa che il Sud non si è mai più ripreso.
      No, Garibaldi non era un liberatore era un mercenario assassino al soldo dei Savoia.
      E con l'aiuto degli inglesi. Tra l'altro era anche un massone.
      L'Italia non esiste ed è colpa di gente come te che non vuole riconoscere e vedere la verità delle cose.
      E' strano come il potere in fin dei conti vi fa comodo quando rispecchia le vostre credenze ed interessi.
      Tu parli di verità ma non la vuoi cercare.

      Parti da questo, parla di Gramsci (che non può essere sospettato di essere contro a priori all'unità di Italia) e cosa ne pensava della "questione meridionale"
      https://www.lavocedinewyork.com/arts/2015/03/04/il-risorgimento-nel-sud-fu-vera-gloria-gramsci-nutriva-molti-dubbi-2/

    10. LuxIgnis 22 dicembre 2021

      Aggiungo una cosa così la finiamo qui.
      Io non sono uno storico e questo non è un forum di storia. Non si possono citare fonti di qualunque cosa, perché sarebbe impossibile da fare. Io non ho come tutti credo un archivio di tutte le cose, dei libri, degli articoli letti, che ho approfondito nell'arco del tempo. Ognuno da la sua valutazione delle cose, dando delle indicazioni sommarie ed ognuno poi si va a ricercare la veridicità delle affermazioni fatte, se vuole.
      Se il tuo metodo è quello dei fatti, si possono anche contestare tranquillamente articoli o libri che descrivono un'altra versione della storia. Si chiama revisionismo storico il quale è di solito sempre osteggiato dalla storiografia ufficiale, anche portando dei fatti che però possono essere interpretati in diversi modi, a volte in malafede. Le stime sono e saranno sempre approssimative ed in questo non c'è male, e non ha anche importanza, quello che conta è quello che è accaduto. Se sono morti 20 0 100 milioni durante la Spagnola, cosa cambia? Sempre un ecatombe è stata.
      Di libri sul argomento ve ne sono svariati, il già citato Primo Aprile ma anche altri, ad esempio "Un regno che è stato grande. La storia negata dei Borboni".
      Ma prendiamo questo articolo che ho trovato in rete:
      https://www.inuovivespri.it/2017/01/27/la-storia-negata-prima-del-1860-il-sud-era-piu-ricco-del-centro-nord-italia/
      Vi è un elenco delle eccellenze del Sud in Europa (che io già conoscevo).
      Ora queste eccellenze spariscono appena arrivati i piemontesi e con l'unità d'Italia. Sarà un caso? Tutto inventato?
      Chiaramente qui non si difende i Borboni che a loro modo sono sempre stati dei regnanti e come tutti i regnanti da abbattere senza se e senza ma, e che hanno usato anche la violenza contro il popolo. Ma quelli che son venuti dopo sono stati peggio, e la storia d'Italia è piena di sangue che ancora grida vendetta.

    11. Dante Bertello 22 dicembre 2021

      Che il sud fosse più ricco del nord è una baggianata come quella del 25% di morti.
      Vai tu a vederti il video (più sotto), dove un giovane meridionale racconta come nel Regno delle due Sicilie vi fossero 2 sole banche, il Banco di Napoli ed il Banco di Sicilia, mentre nel nord le banche erano decine, sempre al nord vi erano 130 casse di risparmio, mentre al sud ve ne era 1 (UNA).

      Nel regno dei Borboni le ferrovie contavano 99 chilometridi strada ferrata, al nord erano 1629 i chilometri.
      Con questi dati solo un sempliciotto o peggio, può credere che il sud fosse più ricco.

      Se questo sito rischia la sua credibilità, quando infiltrate come Gaia Martignetti si insinuano nella redazione di CDC, altrettanto possono fare i commenti come i tuoi.
      A dover trovare l’onere della prova sei tu, se sei in buona fede. Se non hai tempo da perdere, io ne ho meno di te, ma non posso tacere quando vengono scritte cose per le quali non vi è la minima prova.

    1. Nestor Halak 22 dicembre 2021

      Per qualsiasi regime autoritario l'appoggio degli apparati repressivi è cruciale, per cui qualsiasi dissenso, specie se manifesto, all'interno di essi è pericoloso. Probabilmente è per questo che i cani da guardia hanno abbaiato.
      Posto che una frase gonfia e retorica come questa "Senza la Patria non può esistere la libertà e senza la libertà, non avrebbe senso parlare di Patria” Potrebbe essere stata tranquillamente pronunciata da un qualsiasi rappresentante istituzionale durante le celebrazioni del 4 novembre, direi più semplicemente che quel poco di democrazia che abbiamo potuto conoscere (e quindi di libertà in senso sociale), è sempre stata contenuta nella forma "stato" e che pertanto senza "stato" non c'è democrazia né libertà, solo prevaricazione del forte sul debole come l'attuale catatonica subordinazione dello stato italiano a poteri esterni va dimostrando.

    2. A. P. 22 dicembre 2021

      Polemicamente, trovo stucchevole commentare articoli come questi. Ma chi ci obbliga ad inseguire i latrati dei soliti noti? Ci obbliga il dovere morale di contrastare la voce del padrone? A che pro? Quello di provocare ulteriori produzione di succhi gastrici? Andiamo dai, stiamo nel concreto di determinazioni logiche e basta inseguire fantasmi. Ne va della salute nostra.

    3. Nestor Halak 22 dicembre 2021

      Credo di non aver capito quale sia l'obiezione. Se uno legge un articolo che gli suggerisce un commento, perché non dovrebbe farlo?

    1. Rnamessaggero 22 dicembre 2021

      Presente.

    2. sbregaverse 23 dicembre 2021

      Grande Guerra ma anche poi fino a ieri o l'altro ieri.Alpini , Artiglieria di Montagna,all'appello si rispondeva:"Presente mulo e conducente"
      Il mulo veniva prima......

    1. Primadellesabbie 22 dicembre 2021

      Chi abbia un'idea di che Paese sia entrato in guerra il 24 maggio 1915 e abbia indagato sugli avvenimenti, sulla conduzione di quella guerra, di come vennero (e sono) usati gli eroismi e le atroci sofferenze di quei giovani, ovunque e in quei luoghi in particolare, e sugli indescrivibili squallori di chi li comandava, sul campo e fuori, prova un irrefrenabile brivido di indignazione ogni volta che un politico si reca al Sacrario sredi polja (italianizzato con la consueta improbabile approssimazione in redipuglia) a imporre la sua presenza e proporre uno dei suoi bislacchi discorsi. A me succede.

      Quel luogo dovrebbe essere chiuso, circondato da un recinto invalicabile in modo da poter essere contemplato, con stupore e rispetto, solo da lontano, e interdetto a qualsiasi utilizzazione politica e istituzionale.

    2. Rnamessaggero 22 dicembre 2021

      "e sugli indescrivibili squallori di chi li comandava", gli stessi squallori dei politici di oggi...

    3. Fedeledellacroce 22 dicembre 2021

      Sottoscrivo!

    4. Balabiott 22 dicembre 2021

      Lo squallore dei merdosi che, domani, leggendo le ultime indiscrezioni, vieteranno i tamponi rapidi, instaurando de facto, l' obbligo vaccinale, per la gioia di gran parte dei pecoroni sierodipendenti...

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