Di Maria Morigi
Il film d’animazione “Ne Zha 2”, uscito in occasione del Capodanno cinese con successo internazionale, ha superato i 9,2 miliardi di yuan di incasso (circa 1,3 miliardi di dollari) e ha attirato oltre 187 milioni di spettatori, testimoniando le eccellenze dell’industria cinematografica cinese e diventando il primo film asiatico nella top 20 della classifica mondiale degli incassi.
Yang Yu, regista della serie “Ne Zha”, considera la cultura tradizionale cinese un tesoro cui attingere. Dopo l’enorme successo sul grande schermo del Re Scimmia Sun Wukong, di “Viaggio in Occidente” (1) e il trionfo mondiale del videogioco Black Myth: Wukong, Yang Yu si è dedicato a Ne Zha, mitologica divinità guerriera ed eroe-protagonista della ricchissima cultura cinese.
Per chi si interessa di mitologia e religioni della Cina non è una sorpresa, infatti per conoscere una civiltà – specie quella cinese – è necessario cercarne le origini nei racconti mitologici, nella cosmogonia, nei culti e rituali ancestrali legati ad astronomia e divinazione e nella narrativa che, dal 15° e 16° secolo, ha rielaborato tradizioni più antiche. E notiamo che questo è anche il tema su cui insiste il Presidente Xi Jinping in ogni discorso ufficiale: la millenaria civiltà cinese ha radici che la modernità non rinnega affatto, anzi sono profondamente sentite come legame “collante” di identità nazionale.
Il film “Ne Zha 2” riprende un racconto della dinastia Ming Fengshen Yanyi (“Investitura degli dei”) del 16° secolo che fonde eventi storici con elementi soprannaturali per narrare la fine della seconda dinastia storica Shang (1675 – 1046 a.C.) e l’ascesa della dinastia Zhou (1027 – 256 a.C.). In questa epopea estesa per un millennio, Ne Zha – il cui destino si intreccia con quello di dei, demoni ed eroi – compare in molti testi religiosi taoisti, buddisti e di tradizione popolare con il sincretismo che caratterizza largamente la mitologia cinese. Nel tempo, il mito di Ne Zha è confluito in vari filoni: letteratura ufficiale, opera teatrale, pratica religiosa, cantastorie e cultura popolare.
Nezha è una “divinità di protezione” della mitologia cinese. Spesso raffigurato come un giovane precocemente ribelle, è noto come il Terzo Principe Lotus e il Maresciallo dell’Altare Centrale. La sua leggenda raccoglie temi di pietà filiale, sfida contro il destino, lotta tra fragilità umana e potere divino. Egli non nasce eroe, ma supera tutte le sfide trovando la propria strada. La frase che lo rappresenta “Sono il padrone del mio destino” coinvolge oggi il pubblico giovane che apprezza il coraggio, la scoperta di sé e la capacità di resistere alle difficoltà della vita.
“Integrare la cultura tradizionale cinese nei film d’animazione è fondamentale, ma è ancora più importante presentare queste storie antiche con una prospettiva fresca e giovane”, ha dichiarato il regista Yang, aggiungendo che la vita quotidiana nella provincia del Sichuan e i reperti culturali dei musei locali sono stati per lui una ricca fonte di ispirazione. In realtà l’attenzione per la cultura tradizionale è evidente in ogni particolare: dai costumi e artefatti magici, fino alle rappresentazioni del sommerso e oscuro Palazzo del Drago e del luminoso Paese di Kunlun (o “Paradiso d’Occidente” dove stava il Palazzo di Giada dell’Imperatore Giallo, mitico patriarca della cultura cinese).
Yin Hong, vice presidente della China Film Association e professore alla Tsinghua University, attribuisce il successo del film al modo con cui la mitologia è re-immaginata, con la rappresentazione della dualità demone-spirito, dei conflitti tra i regni magici e celestiali e delle lotte tra il cielo e il mondo sommerso, creando una tensione drammatica su più livelli.
“Ne Zha 2” ha conquistato il pubblico anche per i suoi effetti visivi all’avanguardia, sfruttando tecnologie avanzate come il rendering con GPU e l’intelligenza artificiale. Dal design dell’ Anello con serratura del drago fino al Martello avvolgente di ghiacciodel drago, ogni dettaglio è stato realizzato meticolosamente. Scene come quella del Palazzo del vuoto di giada sono rese con una precisione tale che mostra i progressi delle capacità digitali della Cina. Quasi l’80% delle 2.400 riprese è caratterizzato da effetti speciali, alcuni dei quali realizzate e perfezionate in anni di lavoro.
Conclusa la Festa di primavera, la popolarità del film non mostra segni di cedimento. Attualmente, quasi il 60% di tutte le proiezioni cinematografiche in Cina sono dedicate a “Ne Zha 2”, per soddisfare l’enorme richiesta di spettatori. Su piattaforme di social come Weibo e rednote, i netizen cinesi stanno condividendo commenti e incoraggiano a guardarlo.
“Ne Zha 2” è più di un semplice fenomeno al box office: è una testimonianza del crescente fascino della narrazione cinese e dei traguardi raggiunti dall’industria cinematografica cinese, ha dichiarato Zhang Yiwu, professore alla Peking University, “Poiché la Cina continua ad abbracciare il suo patrimonio culturale e al tempo stesso a spingersi oltre i confini dell’innovazione”.
Di Maria Morigi
19.02.2025
NOTE:
(1) “Viaggio in Occidente” è uno dei quattro romanzi classici della letteratura cinese, pubblicato anonimo nel 1590 e attribuito all’erudito Wú Chéng’ēn. Si tratta di una rielaborazione leggendaria e umoristica del “Viaggio in Occidente del Grande Tang” (Dà Táng Xīyù Jì), resoconto del viaggio compiuto fra il 629 e il 645 dal monaco Xuanzang con l’autorizzazione dell’imperatore Tang Taizong, per recarsi dalla capitale Xi’an, all’India lungo la Via della Seta a raccogliere sutra buddisti per studio e traduzione dal sanscrito al cinese (I 657 sutra raccolti si trovano all’Accademia della Grande Pagoda dell’Oca Selvatica di Xi’an). Nel romanzo del 16° secolo, oltre al personaggio storico del monaco Xuanzang, il principale personaggio di invenzione è appunto Sun Wukong, il famoso scimmiotto.