MELONI-VANNACCI: PROVE DI GOVERNO

MELONI-VANNACCI: PROVE DI GOVERNO


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org


Proiettiamoci all’anno prossimo, l’anno delle elezioni politiche 2027. Non ci sono dubbi sulla vittoria del centro-destra che, a differenza dei suoi “oppositori”, riesce a rimanere coeso anche con una Lega in caduta libera (divisa tra gli ultimi salvinisti, la corrente nordista di Zaia e quella di Giorgetti) e Forza Italia che vive della luce riflessa di Berlusconi.

La “draghetta della Garbatella” da una parte si sente forte per il mantenimento della percentuale che colloca FdI come primo partito, dall’altra deve fare i conti con i politici e gli elettori delusi che pian piano stanno emigrando come rondini in direzione Futuro Nazionale.

Vannacci, in pochi mesi, grazie al lavoro delle varie corporazioni in regia, ha reso e diffuso FN come “il nuovo che avanza”. Come? Interpretando il ruolo del cattivo, degno di “Quella sporca dozzina”. Contrariamente al generale e alla sua citazione cinematografica, tramuterei la frase in: “quello sporco dozzinale”, nutrito dai temi più scadenti, indegni persino della truffa politica attuata dal M5S dei migliori tempi.

Però Vannacci è numericamente pericoloso; questo la Meloni, a differenza di Tajani e Salvini, lo ha compreso benissimo. Come anche l’ex militare è consapevole che avrà un ruolo fondamentale per governare con Fratelli d’Italia. Una consapevolezza reciproca di un amore già corrisposto, ma posticipato per il dopo elezioni. In questo momento, entrambi attuano il tipico depistaggio all’italiana: convincere l’opinione pubblica che le idee espresse sono diverse, per poi conciliarle in "Futuro”. In verità, devo correggermi un po’ per quanto riguarda tale aspetto. Sia la Meloni che Vannacci, nelle ultime e ferventi giornate di comizi e congressi, hanno già tracciato complementarmente la direttrice del centro-destra.

Dopo la separazione delle carriere in ambito della magistratura, i due hanno espresso un’altra affinità sulla “separazione delle classi”: un’istruzione fondata sulla “diversificazione” delle sezioni tra studenti non affetti da disabilità e quelli con disabilità. In più, come supplemento, la ciliegina sulla torta è il tetto massimo di stranieri in classe.

Un ulteriore spunto di riflessione in comune tra i politici più popolari del momento è l’immigrazione. Certo, se la remigrazione avrà la stessa e tormentata vita del blocco navale della Meloni, il cambiamento avverrà certamente… nel momento in cui ci sarà semplicemente un nuovo partito al governo.

A non mutare di un millimetro è la scaltrezza del Presidente del Consiglio uscente. Il suo essere “prima donna” si scontra inevitabilmente con l’ego vannacciano. Quindi, in questi casi cosa si fa? Si distraggono le masse e si approvano provvedimenti ad personam: la nuova legge elettorale. La leader di FdI non poteva non essere inclusa nella lista dei governi che modificano a piacimento il sistema di voto e non doveva rendere la vita facile a tutti coloro che cercheranno di candidarsi, vista la somma di firme che bisognerà raccogliere.

Con il Melonellum, proseguirà la farsa del sovranismo di cartone e inizierà a mostrarsi il vero volto del militarismo di Vannacci.


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

23.09.2026



Commenti (6)

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Mostra commenti 6 caricati
    1. Dario Lampa 23 settembre 2026

      Cito: "...Proiettiamoci all’anno prossimo, l’anno delle elezioni politiche 2027. Non ci sono dubbi sulla vittoria del centro-destra che, a differenza dei suoi “oppositori”, riesce a rimanere coeso anche con una Lega in caduta libera (divisa tra gli ultimi salvinisti, la corrente nordista di Zaia e quella di Giorgetti) e Forza Italia che vive della luce riflessa di Berlusconi..."
      La vittoria del centrodestra alle prossime elezioni? E' una battuta di pessimo gusto vero? Non credo che gli Italioti siano così stupidi! O lo sono?

    2. Marchesi 23 settembre 2026

      Se il giudizio di 'italioti' riguarda tutti gli italiani e non solo chi vota centrodestra, allora ci rientri anche tu: sei parte dello stesso elettorato che non è riuscito a mettere in piedi un'alternativa credibile.
      O il giudizio universale si applica a targhe alterne, e allora non è un giudizio, è solo insulto quando perdi.

    3. Dario Lampa 23 settembre 2026

      Dall' enciclopedia Treccani: Italiota era una denominazione in uso tra i Greci, a partire dal 5° sec. a. C., per designare i coloni greci trapiantatisi nelle colonie dell’Italia meridionale (Magna Grecia).
      Che differenza c'è con gli attuali abitanri dell' Italia? Siamo o non siamo una colonia degli USA & Co.?
      Altro che "governo patriota" (Sic)!

    1. Martin 23 settembre 2026

      La solita superficiale arroganza con la quale si danno per scontate cose che tali non sono neanche un po'.
      Primo, che vinca il centrodestra è molto probabile ma non sicuro, anche perche' buona parte dei voti di Vannacci usciranno anche dalla Lega.
      Secondo, come la separazione delle carriere della magistratura era puro buon senso (come in quasi tutto l'Occidente), lo stesso vale per il limite agli studenti stranieri. E' noto da decenni in tutta Europa che nelle classi scolastiche in maggioranza straniere, si rallenta esponenzialmente l'apprendimento della lingua nazionale, ed è perfettamente inutile che Zuppi sbraiti a vanvera, come sempre a favore della sinistra.
      Terzo non c'e' proprio nessun accordo tra Meloni e Vannacci, ma gravi e profonde divergenze molto difficili da comporre, specie sull'armamento dell' Ucraina e sulla linea nei confronti della Commmissione UE e del Patto di Stabilità. L'autore infatti si guarda bene dal descrivere il presunto accordo tra i due, perche' non c'è, ed è molto difficile.
      Si tratterà in particolare di vedere se Vannacci manterrà la linea elettorale o se dopo le elezioni si comporterà come Boris Johnson, Tsipras, Meloni e Trump.

    1. PietroGE 23 settembre 2026

      L'accordo Meloni Vannacci è già delineato perché 1) La Meloni vuole vincere le elezioni e poi magari andare al Quirinale 2) Vannacci non si può permettere di far perdere la destra perché i suoi lo linciano. Ci sarà un accordicchio dove Vannacci diventerà meno filo russo e più europeo e la Meloni metterà ostacoli più o meno cosmetici all'invasione dei migranti. Inutile dire che la situazione, sia internazionale che europea, richiederebbe ben altro, credo però che all'Italia con la sua finanza disastrata e una economia che ha perso il treno del rinnovamento tecnologico non rimane altro che giocare di rimessa aspettando il cambiamento vero a livello europeo che arriverà con l'avvento al potere della destra, quella vera, non quella meloniana.

    1. A.P. 23 settembre 2026

      Una cosa è certa: ci porteranno alla rovina dopo qualche lustro di fasti, come ha fatto il loro illustre predecessore predappiano. I contraltari, cioè la sinistra neoliberista, ci porterà pure alla rovina, ma in maniera più soft, che nemmeno ce ne accorgiamo; insomma un percorso di rovina alla prodi per intenderci. Quindi la scelta è questa: o rovinarci di botto, o rovinarci con garbo, oppure ribellarsi e insorgere sapendo che il prezzo sarà comunque alto, inevitabilmente alto. Ma almeno si guadagna in dignità, che forse è la virtù più degna di ogni essere umano.

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