LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAOLO BARNARD

Caro Travaglio, io ho le prove che tu non sei libero. Non mi dilungo, te le espongo in breve e ti assicuro che non sto parlando del fatto che, ad esempio, tu ti rifiuti di parlare di temi come il Signoraggio bancario, nonostante esso sia una piaga aberrante artificiosamente inflitta alla vita di ogni singolo italiano, che ne paga un prezzo altissimo.

No, Marco, parlo di altro. Tu non sei libero perché tu oggi sei una Star; perché sei in prima serata TV ogni settimana e proprio nel luogo dove secondo te “…chi non ha il guinzaglio in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha”; perché sei lì anche tu, col trucco di scena, con i riflettori sparati su di te, col megaschermo dietro le spalle che amplifica il tuo verbo; perché giri l’Italia fra il tripudio dei fans club, che ti adorano; perché sei un’Icona. Tutto questo è Potere, è meravigliosamente forte, è oppio. Una volta assaporato, non se ne può più fare a meno. E allora Marco, quando dovesse capitarti di scorgere qualcosa che non va, e proprio nelle strutture che ti garantiscono quel Potere, quell’inebriante vivere, quel tuo oppio, e intendo una stortura, magari proprio del marcio, un’omertà, o la negazione di un qualsiasi principio morale o di un diritto, tu che faresti Marco? Lo denunceresti? Spareresti cioè un siluro alla base stessa delle fonti della tua inebriante fama? Li manderesti a gambe all’aria assieme a gran parte del tuo status di celebrity? Cioè svergogneresti e denunceresti chi ti trasmette e il loro megaschermo? Chi ti pubblica ogni parola senza fiatare? Chi ti amplifica nelle piazze dei centomila? Chi ti fornisce il tuo oppio? Oppure chiuderesti un occhio? E magari anche tutti e due? Perché lo sai bene come reagirebbero alla tua denuncia: sarebbe rancore, veleno, isolamento per te, cellulari che non ti rispondono più, inviti che non ti arrivano più, amici che, ops, non ci sono più, il tuo volto che scompare dagli schermi e dalla memoria.Te lo dico io, caro Marco: tu li chiuderai gli occhi. E sai perché? Perché una volta assaporata la fama, lo stradom, e cioè il Potere, non se ne può più fare a meno. Dall’oppio non ci si stacca, dal Potere neppure. Tu non torni Guarino, Staiano, Ferrieri, e cioè uno per cui la TV è un oggetto del salotto, spenta più spesso che no, e non un palcoscenico fondamentale. Tu non torni uno da serate con 23 spettatori a chiacchierare pacatamente di un libro da 2000 copie se va bene, forse due autografi alla coppia di pensionati all’uscita. Tu non potresti più oggi vederti oscurato a 360 gradi e sepolto nella dimenticanza del grande pubblico. Non ce la faresti. E allora ti chiuderai gli occhi all’occorrenza, eccome che li chiuderai, e non sei più libero.

Io non so se ti è già capitato di abdicare così alla tua libertà e alla missione di libero informatore; forse sì, forse non ancora. Ma ti porto un esempio dove questo è già accaduto, accaduto a una persona a te vicina, che tu stimi, a un’altra ‘paladina’ della libera informazione a mezzo stardom: Milena Gabanelli. Come te lanciata da quell’emittente pubblica dove, secondo le tue stesse parole, “ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio ed è pure bravo, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile, ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”. Come te adorata, presente sulle riviste patinate, premi a profusione, fama, tanta… oppio. Ebbene quando nel 2004 Milena Gabanelli si trovò a dover scegliere fra l’adesione al principio sacro della difesa della libertà di informazione, con i rischi tremendi che essa comportava per la sua fulgida carriera, o la difesa di quest’ultima, ella chiuse entrambi gli occhi, senza esitazione, né rimorso, né patema alcuno. E gettò alle ortiche la sua missione di ‘paladina’ del coraggio televisivo, per assecondare proprio le fonti del suo Potere, della sua celebrità, del suo oppio. In collusione con l’editore RAI, partecipò a uno dei peggori casi di Censura Legale che si ricordi, e ancora oggi vi partecipa, ovvero un colpo al cuore della libertà d’informazione in questo Paese. Proprio lei.

Concludo Marco. Con dei nomi e tre domande.

Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie… Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato… Li hai mai visti in prima serata RAI, CBS o FOX, ogni giovedì, tutto l’anno, primo piano, trucco di scena, megaschermo alle spalle?

Sono mai sopravvissuti per 20 anni in RAI, CBS o FOX, scalando i gradini della carriera per poi posizionarsi in prima serata sei mesi all’anno, pubblicità e inserzionisti al seguito, editoriali su riviste di prestigio?
Hanno mai tuonato dalle piazze di Roma, New York o Los Angeles, al culmine di tourné teatrali con biglietti prezzati alla Rolling Stones, e fulmineamente impacchettate in Dvd, libri, compilations, pronta vendita su carta di credito?

Sono mai stati tutto questo, Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie, Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato?

No.

Il coraggio di chi è veramente libero porta altrove, lo si trova altrove, mai lì dove sei tu. Pensaci Marco.

Cordialmente,

Paolo Barnard

19.04.2008

Commenti (39)

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    1. Bazu 30 aprile 2008

      Perché dobbiamo sempre aspettare il messia che trovi le soluzioni per noi? perché non cerchiamo noi la soluzione ai nostri problemi? Chi meglio di noi conosce ciò di cui abbiamo bisogno? O abbiamo bisogno del mago di Oz, piccolo, calvo e rugoso che ci metta gli occhialetti verdi?

    1. illupodeicieli 30 aprile 2008

      Non so se sia libero o meno, ma preferirei che sfottesse di meno e andasse di più al sodo. Dovrebbe lui stesso indicare soluzioni per i problemi che solleva o quantomeno invitare i cittadini,meglio se competenti, a trovare soluzioni e rimedi per questi mali che affliggono la nazione. Invece si rimane a parlare e a ironizzare forti di buoni stipendi e delle vendite di libri. Non credo in ogni caso che Marco Travaglio arriverà a parlare liberamente, magari anche fuorionda, e non certo strappando il microfono a Santoro per far sapere poi cosa? Quello che già sappiamo, cioè che stiamo vivendo in una dittatura e che chiunque stia al potere ha promosso leggi che impediscono, di fatto, un cambiamento o un ritorno alla democrazia.

    1. ario 30 aprile 2008

      Ancora con Travaglio, Grillo e Gabba.. nelli.
      Lasciateli perdere, non li ascoltate, non li leggete, non li guardate.
      IGNORATELI.
      Sono solo dei burattini con i fili attaccati dietro la schiena.
      Dietro ognuno di loro c'è un Mangiafuoco che li fa ballare a suo piacimento (interesse).
      W Pinocchio.

    1. Knecht 30 aprile 2008

      Ma se Travaglio avesse "glissato" come lei afferma sul terzo referendum, perchè sarebbe andato al V2 Day a parlarne? Su YouTube si può ascoltare direttamente dalla sua voce ciò che pensa del problema: e cioè che, in sè, l'ordine dei giornalisti non era una nefandezza, avrebbe dovuto assolvere ad una funzione sacrosanta: assicurare per tutti coloro che si fregiano del titolo di "giornalisti" una certa deontologia professionale, la preparazione e lo svolgimento della propria professione senza interessi legati a lambire le terga di alcuno. Questa l'utopia. La realtà, ben diversa, si era tradotta in un compromesso (accettabile o meno, è cosa del tutto soggettiva) che nell'era berlusconiana si è rivelato come un tumore incurabile. Di qui l'affermazione che l'ordine, così come oggi si propone, va abolito.

      Ora la critica sarebbe semplice: bella forza, lo dice al vaffa day, non coperto dalle reti mediatiche, semmai solo da internet, ma non lo dice nel programma televisivo di successo che raggiunge sicuramente un pubblico maggiore.
      Sarà stato forse un ordine di scuderia di Santoro, comunque per la difesa della categoria... mah!

      Tuttavia, mentre sono d'accordo con l'analisi di Barnard, sulla minaccia che il successo mediatico possa incrinare l'integrità professionale di un giornalista , sostenere Travaglio sia parte del gioco mediatico perchè non parla di Afghanistan...mi sembra eccessivo: Travaglio è un giornalista specializzato in casi giudiziari. Parla di quello. Se poi parla di politica quando attacca parlamentari e loro annessi, è perchè da qualche anno a questa parte se ne contano svariati con conflitti con la Giustizia (la maiuscola è solo un vano tentativo di ridarle corpo...) Se pontificasse su tutto lo scibile umano sarebbe molto meno credibile, non trova? Sarebbe un nuovo Giuliano Ferrara, un professionista della logica e della parola scritta, che usa la propria abilità dialettica per riempire di parole vuote ma perfettamente concatenate il suo giornale, finanziato con il denaro degli italiani.

      E quindi concludendo e rispondendo alla critica, ma quanti giornalisti diversi da Travaglio hanno parlato, in televisione come sui giornali, di vicende giudiziarie legate a personaggi influenti e di spicco? Quanti hanno scritto ciò che non si trova su nessun altro quotidiano o rivista di informazione in questi ultimi anni?
      Per parlare dell'Afghanistan dovrebbe esserci Carlo Bertani :-)
      Saluti

    1. destabilizer 30 aprile 2008

      La solita polemica sterile.
      è più utile alla società un giornalista che parla a 23 persone nel suo salotto e vende 2000 libri se va bene o informa milioni di persone sulla distruzione della giustizia "bipartisan", sugli sprechi delle classi dirigenti sul dissesto ambientale, sul come, ogni giorno un manipolo di signorotti incompetenti affondino sempre di più la rispettabilità e il prestigio dell'Italia?

      Travaglio non è libero?
      Ben venga allora la non-libertà travagliana. La preferisco di gran lunga alla non-libertà di Ferrara, Fede, Riotta, Giordano, Mulè, Mimun e di tutti i pagliacci che ogni giorno si fregiano di spacciare l'opinione del padrone come informazione.

      E le persone citate come esempio? A parte Ilaria Alpi (che scriveva comunque su un quotidiano nazionale) e Peppino Impastato (che ha fondato una radio attraverso la quale trasmetteva le proprie inchieste) nessuno degli autori citati aveva come prima professione il giornalismo, ma nel loro campo erano tutti ben noti, anche attraverso la diffusione capillare di libri, film e DVD.

    1. korn 30 aprile 2008

      Quello che dice Bernard ha un fondamento forte, la fama è un brutta droga, ma non si può accusare qualcuno prima ancora che egli abbia commesso il reato, e a mio avviso Travaglio di reati non ne ha commessi. A mio parere dobbiamo anche finirla di addossare responsabilità più grosse del dovuto a personaggi come Travaglio, Grillo, la Gabbanelli e in genere a chi almeno un po' cerca di fare giornalismo di inchiesta: non sono nè santi nè infallibili, ma fanno quello che possono, il resto dobbiamo falro noi.

      Per quel che riguarda il problema bancario (è così che bisognerebbe chiamarlo, perchè "signoraggio" è una parola che non cattura il problema e che genera solo confusione) la soluzione non possiamo aspettarla dall'alto, ma crearla da noi. Provate un po' a dare un'occhiata a quaesto progetto di moneta locale:

      www.arcipelagotoscana.org

    1. mendi 30 aprile 2008

      Più che altro questo Robespierre di provincia è prigioniero di se stesso.

    1. silviu 30 aprile 2008

      Nessuno ha pensato che Paolo Barnard (forse) è angosciato dai suoi problemi e sta cercando almeno una sponda? Più che comprensibile. Ve lo dice qualcuno coinvolto da sette anni in cause civili da qualcuno che le spese legali le scarica dal (ricco) bilancio e se ne frega. Quello del signoraggio, per me, è uguale alle scie chimiche. Nessuno può negare che esistano ma non vengono certo da lì i nostri problemi...

    1. edo 30 aprile 2008

      Sarà, ma se di persone come Travaglio ce ne fossero tutti i giorni (anche in tv), magari anche al mattino e al pomeriggio e dirigessero qualche telegiornale... forse saremmo più informati di quanto facciano i riottamineomieli e associati.
      A me spiace che un vero giornalista come Barnard non abbia lo spazio che merita, ma piuttosto che Travaglio vorrei che criticasse quasi tutti gli altri "giornalisti" che meriterebbero davvero, come rifiuti, una raccolta differenziata.
      Travaglio non è perfetto? Nemmeno io lo sono e neppure l'ottimo Barnard.

      p.s. Rossi ha un blog?

    1. magnesia 29 aprile 2008

      Non sopporto più Travaglio quando dice che "in America o in Inghilterra questo o quello non potrebbe mai accadere...".

      E' ora che si svegli, la corruzione dilaga anche fuori dal bel paese!

      Ci vede benissimo quando si tratta dei nostri politici, ma è completamente cieco riguardo alla dimensione globale della cosa... e senza di essa poco potrà mai elucidare anche a casa sua, sarebbe come cercare di finire un puzzle da 1000 con una manciata di pezzi. Ma chissà, forse un Travaglio con più voce sarebbe stato eliminato da tempo, difficile arrivare a fare il 'Pecorelli' e passarla liscia...

      Che non parli di 'signoraggio' mi rincuora, anche perché chi parla di signoraggio qui in Italia lo fa proprio per spargere disinformazione a man bassa, e coprire astutamente l'argomento 'economia globale', raccogliendo disordinatamente sul web spazzatura ultradatata di origine anglofona. Grillo ci aveva provato a parlarne, ma ahimè, dopo quell'uscita durante uno dei suoi tours i suoi forums sono stati letteralmente invasi da cerebrolesi patentati, i quali - solo per fare un veloce esempio - liquidano l'assassinio Kennedy con la storia del 'grasso banchiere'... e molto altro ancora. Fosse tutto così semplice, eh?

      E' assurdo sentirsi ripetere sempre la stessa manfrina: "Udite udite! Il signoraggio è l'origine di tutti i problemi del mondo e chi non annuisce verrà castigato con un overflow di commenti bomba e interrogato in pubblico come Staffelli quando consegna il tapiro!" ... ma quanti soldi sta facendo questa gente con la scusa di avere in mano 'la soluzione'? Ok... meno di Travaglio, questo glielo concedo.

    1. CarloBertani 29 aprile 2008

      Esattamente un anno fa, intorno al 20 Aprile, scrissi un articolo titolato "O' Mullah", per far capire proprio quello che sostiene Barnard, ossia che Travaglio era già allora parte del gioco mediatico. Perché? Poiché non si può liquidare l'Afghanistan con una "Lettera al Mullah" come lui fece: gli italiani devono sapere perché siamo a Kabul, quali interessi sosteniamo, quali contrastiamo, perché mandiamo i nostri giovani a morire laggiù. Altrimenti, non si fa informazione, bensì disinformazione. All'epoca, fui subissato dagli improperi: avevo toccato un "mostro sacro". Sono contento che anche Barnard se ne sia accorto: qualcuno ha notato come la "bella coppia" Santoro-Travaglio ha glissato sul referendum di Grillo per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti? Ha risposto con un "vaffa Grillo". Chi ha orecchie per intendere, intenda.
      Carlo Bertani

    1. lino-rossi 29 aprile 2008

      grazie

    1. lino-rossi 29 aprile 2008

      "L'usura Bancaria Mondiale ed il signoraggio sono FATTI esistenti da quando esiste... diciamo... il sistema capitalistico-imperialistico-globale, ma anche da prima.... Il discorso è complesso. Bisognerebbe tornare all'origine del denaro, della carta moneta, delle banche ecc... Eliminare il signoraggio significa limitare la manovra delle banche a livello di quartiere o piccolo comune... oppure nazionalizzare tutto... cioè utopia... "



      è necessaria un po' di precisione.

      il percorso logico è il seguente: la moneta non può non essere del popolo sovrano. visto che per averla si deve indebitare non può non esserci una truffa. dovrei avere i miei 100 euro ed invece mi trovo con 100 di debito + devo pagarci gli interessi. la banca centrale ci frega il signoraggio (100), che è nostro e se lo porta in nero alle Cayman (tesi Auriti).

      questa è l'apparenza o l'abbaglio.

      sembra così, ma non è così.



      lo Stato mette dei suoi soldi in riserva nell'attivo dello Stato Patrimoniale bankitalia.

      bankitalia stampa dei soldi nuovi a costo quasi nullo e li da allo Stato (banconote in circolazione) e li mette nel passivo dello Stato Patrimoniale.

      l'attivo viene investito e frutta interessi (signoraggio o costo opportunità; prima voce del Conto Economico bankitalia) che ritornano allo Stato (a meno dei costi per il funzionamento della banca centrale).



      riassumendo, le banconote in circolazione non ci costano nulla configurandosi come un debito non oneroso o un falso debito.



      qual'è il problema, quindi?

      il problema è che le banche centrali ci affogano di monete indebitanti, quelle creditizie create con il moltiplicatore bancario e ci tengono con pochissime monete non indebitanti.

      è come se tu avessi un bel giardino pieno di frutti biodinamici gratis e ti facessi abbindolare dal tuo amico negoziante di frutta acquistando i suoi avvelenatissimi e carissimi frutti.

    1. Lestaat 29 aprile 2008

      @Kartman
      Se si fosse preso la briga di leggere bene quel che lino-rossi ha scritto avrebbe notato che non nega il problema monetario, ma sottolinea giustamente che il problema a riguardo è più "sottile" di quello sbandierato ai quattro venti come "signoraggio".
      E' vero quando dice che il problema è fin dalle origini del denaro ma NON E' il "famoso" signoraggio e gli interessi pagati sulla stampa del denaro come i "signoraggisti", beceramente, continuano a blaterare. Le assicuro che non la pensa "esattamente l'opposto", ma è soltanto partito in quarta su un argomento che forse le stara a cuore, ma che, le assicuro, viene trattato per lo più da gente che non ha capito una mazza del problema.

    1. maristaurru 29 aprile 2008

      Che Marco Travaglio non sia davvero libero lo si sospetta da tempo. Che colpisca a senso unico, anche.

      Che non abbia speso una parola per alcuni fatti, che di sicuro conesceva, va a suo demerito.
      Che in realtà batta sempre su vecchie storie e non tocchi i poteri forti , lo capisce anche un bambino. Ma Travaglio è importante: assolve alla importante funzione di fare contento certo popolo, un po' consolatorio come la mamma che se il bambino è nervoso perchè è caduto, fa finta di fare to-to alla sedia cattiva, e quello, vendicato, si placa. ed assolve all'importantissima funzione di distrarre l'attenzione del su detto popolo dai fatti che contano Un mestiere redditizio, io lo invidio un po', anche se non è mestiere che entusiasmi

    1. pulce 29 aprile 2008

      Penso che l'autore di questa lettera abbia la vista lunga e condivido pienamente ciò che scrive, ad eccezione forse della durezza con cui ha giudicato la Gabanelli. Trovo a dir poco nauseante che tutti, dico tutti, sinistra, destra, centro, altro non facciano che parlarsi addosso, litigare e farsi vedere in TV. E' vero io credo che sia come l'oppio. Ma i risultati che ne derivano sono peggiori della tossicodipendenza perchè infettano anche il pubblico. Intendo quei poveri telespettatori, magari sprovveduti (e ce ne sono tanti e ce ne sono ancora) che si fanno incantare dal fascino dello schermo e poi vanno a votare con...la pancia invece che con la testa!
      La gente non ne può più di questo balletto di burattini. Personalmente la TV non l'accendo più. Mi informo online e non guardo più niente perchè, a parte Annozero e qualche "Report" il resto è davvero tanta, tanta spazzatura, buona solo come cassa di risonanza. Mi spiace che Travaglio, persona nella quale avevo stima, si sia piegato a questo balletto delle chiacchiere vuote. Mi dispiace davvero. Ed è giusto che qualcuno lo dica. Io l'ho detto e l'ho anche scritto a suo tempo, quando Santagata cercava di coinvolgere tutti nel sostegno a Prodi! Ma purtroppo chi ci ascolta? Pochi, davvero pochi. Troppo pochi
      Pulce

    1. Kartman 29 aprile 2008

      ... la penso esattamente l'opposto del sig. lino-rossi del commento precedente.

      L'usura Bancaria Mondiale ed il signoraggio sono FATTI esistenti da quando esiste... diciamo... il sistema capitalistico-imperialistico-globale, ma anche da prima.... Il discorso è complesso. Bisognerebbe tornare all'origine del denaro, della carta moneta, delle banche ecc...

      Eliminare il signoraggio significa limitare la manovra delle banche a livello di quartiere o piccolo comune... oppure nazionalizzare tutto... cioè utopia... Ma è giusto che le masse sappiano attraverso una informazione corretta... :(

      Travaglio può non essere libero totalmente ... nessuno lo è solo in un "regime" anarchico ...
      Anche la Gabanelli sicuramente non sarà totalmente libera, forse nemmeno io.... non voglio entrare in polemmica con Barnard che stimo molto... Ma penso che facciano un buon lavoro, almeno loro ci sono e nella tv generalista non è che ci sia molto di meglio nei rispettivi ruoli.

    1. Alexis 29 aprile 2008

      Penso che sia più utile parlare a quel milione e mezzo a serata che segue Annozero che a 23 persone e poi firmare un libro ad una coppia di pensionati...

    1. lino-rossi 29 aprile 2008

      che Travaglio non sia "libero" si potrebbe anche convenire, ma che non sia libero per il signoraggio, per favore, risparmiamocela. quella della signoraggio è un abbaglio dettato solo dalla scarsa conoscenza della tecnica della Politica Monetaria. la magagna c'è ma è più sottile.

      http://www.soldionline.it/a.pic1?EID=21471

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