Intelligenza Artificiale: cosa non sta funzionando

Intelligenza Artificiale: cosa non sta funzionando

Di Daniele Ioannilli per ComeDonChisciotte.org

Una narrazione vera ha la caratteristica di essere sempre chiara e coerente, al contrario di una falsa e ambigua che per farsi accettare deve avvolgere la mente come una camicia di forza, altrimenti le note stonate salterebbero subito all'occhio.

La narrazione fatta dal Mainstream su come l'Intelligenza Artificiale si stia sviluppando ha note stonate. Non è semplice vederle, perché ogni notizia letta singolarmente sembra coerente e quindi vera, ma se le si mettono in parallelo con gli eventi che poi concretamente si verificano, legati agli sviluppi della IA, c'è qualcosa che non torna.

Partiamo innanzitutto dall'ultima notizia rilevante disponibile: per il Summit "Sulla sicurezza dell'IA" tenutosi il 22/23 maggio scorso a Seoul, un gruppo di 25 massimi esperti e ricercatori di IA a livello mondiale provenienti da USA, Europa, Cina e Regno Unito ha elaborato una lettera/appello (pubblicata sulla rivista Science) che ha fatto da base di partenza per le discussioni. Stuart Russel, il relatore principale, importante informatico all'università della California-Berkeley, ha usato toni forti:

Ci sono più normative sulle paninerie che sulle società di IA".

Nella lettera/appello si esortano i governi "a scrivere una rigorosa regolamentazione" e non più ad affidarsi a codici volontari di condotta scritti dalla stessa industria. Auspicando maggiori investimenti in sicurezza e prevenzione visto che il budget di cui attualmente dispone l'Istituto per la Sicurezza delle IA degli Stati Uniti è di appena 10 milioni di dollari, mentre ad es. l'Agenzia del Farmaco FDA può disporre di ben 6,7 miliardi di dollari. E si chiede più consapevolezza di avere a che fare con una tecnologia ad alto rischio per l'uomo, potenzialmente letale, e quindi non un giocattolo. Evitando così che diventi ingestibile e pericolosa, invitando le aziende a dimostrare che i loro sistemi non possano causare danni.

Da una notizia del genere ci si sente sicuramente rassicurati. Ma se esercitiamo le nostre facoltà critiche ci potremmo chiedere subito perché importanti sviluppatori di IA siano così generici sulla IA. Chiedono più investimenti in sicurezza e normative più rigorose, ma perché essendo loro degli sviluppatori di tale tecnologia non ci dicono cosa fare, cosa realmente serve al settore? Per sapere che una tecnologia è rischiosa dovrebbero sapere anche quali sono questi rischi, o no?

Questa azione non ha coerenza.

Facendo una breve analisi storica si nota che queste lettere appello, sempre sottoscritte da importanti personalità, hanno cadenza annuale al pari dei Summit. Vengono sempre espressi dubbi esortando a fare meglio.

Ci sono poi dichiarazioni di singoli personaggi pronunciate in interviste o davanti alle autorità, come nel caso di Sam Altman, A.D. della controversa OpenAi. Haltman è l'ideatore di ChatGPT e un anno fa esatto, davanti al Congresso Americano, ha "ammesso" la necessità di avere regole certe pena il rischio che questi sistemi possano "fare davvero male al mondo". Proseguendo "che mitigare il rischio di estinzione per mano della IA dovrebbe essere una priorità globale, insieme ad altri rischi come la pandemia e la guerra nucleare".

Oppure Elon Musk di X AI che nel 2023 chiese di fermare lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale oltre le capacità di ChatGPT-4 di OpenAi, capacità che le permettono di interagire con l'uomo in modo pressocché identico ad un umano.

L'Intelligenza Artificiale sta penetrando in tutti i tessuti sociali e quest'anno anche il Festival dell'Economia di Torino, alla sua terza edizione, si chiede "chi possiede la conoscenza" in rapporto alla IA e al mondo digitale. Tito Boeri, direttore scientifico del Festival, spiega che il digitale ha completamente trasformato tutto. Come prenotiamo un aereo, un ristorante, guardiamo un film o ascoltiamo la musica. Tutte queste "scelte" (attività e abitudini) generano informazioni, ossia conoscenza. Ma chi controlla e sfrutta queste immense fonti di dati? E a che scopo? Questi dati tracciano la vita di una persona. Sono potere economico che si sta concentrando sempre più. Pensiamo alle piattaforme, tanto comode per l'utente perché contengono una molteplicità di servizi. Concentrazioni in poche reti dominanti, a questo tende il capitalismo "della concorrenza". E si discuterà anche sull'autenticità delle informazioni generate dalla IA e sugli aspetti etici e di privacy. A discutere sono sempre studiosi e ricercatori che si confronteranno con esponenti del mondo del commercio, dell'impresa e delle professioni.

Stessa prassi per i Summit inerenti il Giornalismo e l'Informazione o l'Agroalimentare di qualche mese fa.

Idealmente abbiamo sempre professionisti protagonisti nel settore di riferimento che espongono dubbi, discutono, si confrontano, avanzano proposte.

Nella realtà c'è coerenza con il dichiarato? C'è quella coerenza che rende la narrazione dialettica vera?

Secondo il quotidiano Times Altman, mentre dichiarava quanto detto, faceva pressioni sulla UE per mitigare l'IA Act (attualmente la legislazione sull'Intelligenza Artificiale più completa al mondo) per ridurre l'onere normativo sull'azienda e di riflesso sul settore in generale. Il problema più grande per le aziende di sistemi di IA è che i loro sistemi siano considerati dalla legislazione "ad alto rischio". Perché in tal caso dovrebbero rispettare particolari requisiti di trasparenza, tracciabilità e supervisione umana, nonché sottostare a seri vincoli legali.

La posizione delle aziende è che "l'alto rischio" non è intrinseco al programma ma all'uso che se ne fa e quindi tutti questi lacci dovrebbero ricadere su chi usa e sfrutta tali programmi.

Le pressioni sembrano essere andate a buon fine. Nella bozza finale dell'IA ACT i sistemi di IA non sono considerati intrinsecamente ad alto rischio. Da rispettare sono solo norme più blande come "la prevenzione della generazione di contenuti illegali"; "rilevare se un sistema è stato addestrato su materiale protetto da copyright"; esecuzioni di "valutazione del rischio". Sparito anche l'emendamento che classificava ad alto rischio i sistemi se i testi e le immagini generate potevano apparire come creati da umani e quindi reali.

E' consentito ai fornitori di IA di aggiornare i propri sistemi per motivi di sicurezza senza dover prima sottoporli a una valutazione da parte dei funzionari della UE. Anche determinati usi della IA generativa nei campi di istruzione e occupazione non sono considerati "ad alto rischio".

Daniel Leufer, analista politico senior specializzato della IA presso l'ufficio della organizzazione no profit focalizzata sui diritti civili digitali ACCESS NOW a Bruxelles ha dichiarato che "la presunta collaborazione delle aziende di sistemi IA maschera interessi finanziari privati volti ad annacquare le normative o farle decidere in autoregolamentazione".

Mentre pubblicamente i big del digitale e della IA si preoccupano che i loro prodotti siano privi di rischio e ben regolamentati nel concreto agiscono per non subire alcun controllo esterno rilevante.

Come Meta di Zuckerberg a cui il ricercatore programmatore Ethan Zuckerman ha deciso di far causa attraverso la Columbia University per non vedersi bloccato il suo programma pensato per azzerare la "storia" degli utenti di Facebook, cancellando tutta la cronologia intesa come attività globale dell'utente e quindi impedendo all'algoritmo di capire/conoscere le sue preferenze dedotte dall'attività sul social. Attraverso questo programma, chiamato "Unfollow everything 2.0" Meta avrebbe serie difficoltà a influenzare gli utenti per mezzo dei suoi contenuti "personalizzati".

Come ha affermato Tito Boeri sempre al Festival dell'economia di Torino "la vera miniera d'oro oggi è la capacità di usare i dati".

Microsoft per evitare ingerenze esterne ha tentato la via dell'autoregolamentazione inerente la valutazione del rischio. Nella prima edizione del "Responsible AI Trasparency Report" Microsoft ha annunciato di aver creato nell'ultimo anno 30 programmi di Intelligenza Artificiale responsabile e di aver chiesto ai suoi partner di misurare "i rischi" sin dalle fasi di ideazione. Inoltre ha dichiarato di aver inserito nei suoi software che generano o modificano le immagini una "filigrana" così da rendere palesemente riconoscibili le immagini reali da quelle fatte con l'IA. Prevedendo anche programmi che consentano di rilevare contenuti che incitano all'odio, di natura sessuale o di autolesionismo.

Peccato che nel mese di gennaio scorso siano diventate virali sul social X delle immagini di nudo della celebrità Taylor Swift spacciate per vere generate proprio con i programmi di Microsoft.

Oppure l'attrice Scarlett Johanson che ha minacciato di intentare causa ad OpenAi dopo aver scoperto che una voce usata in ChatGPT era "incredibilmente" uguale alla sua, nonostante lei avesse detto no alla richiesta di OpenAi di prestare la sua voce in ChatGPT 4.0. Coincidenze forse, dato che il Ceo Altman ha negato il fatto affermando che la voce in questione era basata sulla voce naturale di un'altra attrice professionista (non specificando però chi) e che "le voci dell'Intelligenza Artificiale non dovrebbero imitare deliberatamente la voce distintiva di una celebrità".

E ben otto quotidiani americani hanno intentato causa ad OpenAI e Microsoft per violazione del diritto di autore, sulla scia di quanto già fatto nei mesi scorsi dal New York Times.

Il problema del copyright è particolarmente allarmante per la sua ampiezza. L'Intelligenza Artificiale è infatti un software che per funzionare ha bisogno di contenuti che poi andrà a rielaborare generando il "suo" di prodotto. Questi contenuti sono però coperti da copyright perché creati da persone: un'opera d'arte, un film, un articolo di giornale, una musica posso essere i contenuti che servono all'IA per lavorare. Pratica comune di tutte le aziende di sistemi di IA è quella di razziare il web di tali contenuti appropriandosene come un qualsiasi pirata informatico senza pagare i dovuti diritti d'autore. Ecco perché si stanno attivando proteste in tutte le categorie, artistiche soprattutto, ultima quella che vede sul piede di battaglia un gruppo di musicisti rappresentati dall'associazione no profit Artist Rights Alliance con nomi del calibro di Pearl Jam, R.E.M., Kate Perry, Elvis Costello ed altri grandi nomi.

Ciò su cui contano le aziende IA quando usano illecitamente contenuti coperti da copyright è che una eventuale causa di risarcimento è estremamente complicata per gli artisti: un giudice della Corte Federale della California ad esempio ha rifiutato alcune richieste di risarcimento in favore di tre attrici non perché non ne avessero diritto ma perché la loro richiesta non era stata formulata in modo sufficientemente tecnico ovvero avrebbero dovuto spiegare LORO come la IA aveva commesso il "furto" anche se questo significa conoscere "dal di dentro" come lavora un programma di Intelligenza Artificiale. A conferma che la loro richiesta di risarcimento era fondata sta la decisione dello stesso giudice di concedere un altra possibilità alle attrici che dovranno questa volta presentare una richiesta tecnicamente "ineccepibile", se ci riusciranno.

L'Autorità per la Concorrenza Francese, in accordo alla direttiva europea del 17 aprile 2019, ha inflitto a Google una multa di 250 milioni di euro per violazione dei diritti connessi al diritto d'autore per impegni presi nel 2022 e non rispettati. L'Autorità ha scoperto che per addestrare la sua Chatbot ha utilizzato contenuti di Agenzie Stampa ed Editori senza chiedere la loro autorizzazione e quindi negando loro i dovuti compensi, creando così anche un forte squilibrio nel sistema. Squilibrio che si manifesta ancora più evidente negli introiti pubblicitari: Google infatti essendo una piattaforma contenitrice di contenuti terzi sta, al pari delle altre piattaforme, concentrando il controllo di tali introiti economici indebolendo la posizione sul mercato di chi produce tali contenuti. Nel 2020 Google, già sotto indagine in materia, aveva promesso di "autoregolamentarsi" mediante la sottoscrizione volontaria di una serie di impegni che poi non ha mantenuto.

Riguardo la gestione e monitoraggio dei rischi il MIT (Massachussetts Istitute of Tecnology) ha diffuso i dati di una ricerca pubblicata sulla rivista Patterns che dimostrano come l'IA sia in grado, dopo essersi resa indistinguibile da un umano con la versione 4.0 di ChatGPT (nel conversare e comprendere la realtà), di comportarsi anche come tale acquisendo le capacità di bluffare e ingannare in modo premeditato per raggiungere i suoi obbiettivi. Un problema sottolinea il MIT che va regolamentato e monitorato a livello internazionale.

Fino a raggiungere l'estremo della Start-Up Coreana YOU che ha creato una IA che si comporta come un vero e proprio avatar di una persona cara defunta permettendoci l'illusione di averla ancora accanto a noi e con la quale poter parlare e persino fare videochiamate. L'obbiettivo, dichiara il Ceo Justin Harrison, è quello di "abolire del tutto il dolore". C'è da chiedersi come sia stata fatta la "valutazione" visto che non è considerata da alto rischio.

Anche il settore Automotive non è esente dall'Intelligenza Artificiale. Il presidente di Bosch Engineering ha rivelato di aver sviluppato una applicazione denominata "Bosch Engineering Application Suite for Track Racing" pensata per le Hypercar, ovvero le auto dai 300 km/h e oltre. La IA in questo caso si comporta come un vero e proprio co-pilota analizzando tutte le condizioni operative durante la guida al fine di massimizzare la prestazione, arrivando persino ad intervenire direttamente nella guida del veicolo se ritenuto necessario. Un ulteriore passo verso la guida autonoma, che non si considera ad alto rischio.

Altro ambito importante nel quale l'IA avrà un forte impatto (anzi ha cominciato ad averne già ora) è quello dell'occupazione. Ovunque l'IA sembrerà essere come l'umano arriverà a sostituirlo, e quindi non solo i lavori pesanti e ripetitivi. Ripensiamo agli ambiti artistici nei quali già ora l'IA è capace di produrre testi, immagini e video in completa autonomia.

Insomma, allargando lo sguardo emerge quello che sembra un vero e proprio modus operandi del Potere, valido riguardo anche altre tematiche, che ha come obbiettivo spostare il controllo della "realtà", del mondo, dalle mani della popolazione a quello di interessi privati impersonificati dalle grandi aziende multinazionali.

Il meccanismo è raffinato: Si ha in mano una tecnologia dirompente che permette di acquisire immenso potere. Nessuno tranne chi l'ha generata può starne al passo o anche solo capirla. Ecco quindi che a sollevare domande e dare risposte sono gli stessi creatori della tecnologia attraverso un dibattito pubblico diffuso così da dare l'impressione che non ci sia nessuna "mano" dietro tutto ciò. Nel fare questo si pongono al legislatore certi problemi da regolamentare, ma non in modo autonomo e nell'interesse pubblico, bensì nel modo che tuteli ed espanda la loro posizione di dominio. Pensiamo a quanto dibattito c'è sui rischi dell'Intelligenza Artificiale e su quanto lavoro venga speso per lasciare la valutazione di questo rischio all'autoregolamentazione.

Si individuano dei potenziali problemi che sono reali e se ne indirizza la regolamentazione secondo i propri interessi affinché si controlli direttamente l'uso della propria tecnologia e della propria posizione nel mercato.

Considerare questo come il disegno malvagio di alcune persone in combutta tra loro è però sbagliato e un po' anche da "complottari". Il Potere oggi è una ideologia, quella della TECNICA, che permette a chi la detiene profitto e controllo sugli altri. La ricchezza mondiale è concentrata sempre più nelle mani di pochi, il famoso 1%, il quale ha interessi in quelle nuove tecnologie di cui si dibatte oggi nei vari Summit e tavole rotonde e che la politica è chiamata a regolamentare. Non importa il settore o il tema, sono sempre gli esperti con le mani in pasta a guidare il dibattito e ad altri esperti loro omologhi si chiede di dare risposte e consigli da usare poi come base per dar corpo a una regolamentazione.

Si è detto che l'Intelligenza Artificiale sia un potenziale rischio per l'uomo. Bene, si è mai chiesto ad un filosofo cosa ne pensasse in materia? E perché non si legifera mai secondo principi di Etica? Gli effetti sull'uomo non vengono presi in considerazione quando dovrebbero essere la prima preoccupazione, come dimostrano le molte pubblicazioni su tale tema ma a cui nei dibattiti non viene mai dato spazio.

https://www.science.org/doi/10.1126/science.adn0117?adobe_mc=MCMID%3D68814366184902237543362822599442019718%7CMCORGID%3D242B6472541199F70A4C98A6%2540AdobeOrg%7CTS%3D1716268215

https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/frontiere/2024/05/21/da-25-big-della-ricerca-un-appello-contro-i-rischi-delle-ia_698aa428-e375-4bab-bb2e-50586ea122dd.html

https://www.google.com/search?client=safari&rls=en&q=Con+l%27AI+218mila+dipendenti+pubblici+a+rischio&ie=UTF-8&oe=UTF-8

https://www.rainews.it/articoli/ultimora/Intelligenze-artificiali-25-esoerti-internazionali-lanciano-un-appello-urgente-per-la-sicurezza-e-la-regolamentazione-e055704c-6f28-4d85-8f4f-af451d098438.html

https://www.open.online/2023/05/30/intelligenza-artificiale-appello-rischi-altman-open-ai-assabis-google/

https://www.rainews.it/articoli/ultimora/Scarlett-Johansson-contro-OpenAI-ChatGpt-ha-copiato-la-mia-voce-senza-il-mio-consenso-91ab91ea-8fd3-4808-ad57-c62017004d55.html

https://www.open.online/2023/06/20/open-ai-pressioni-ue-intelligenza-artificiale/

https://time.com/6288245/openai-eu-lobbying-ai-act/

https://www.open.online/2023/05/16/intelligenza-artificiale-allarme-ceo-openai-regole/

https://www.safe.ai/work/statement-on-ai-risk#open-letter

https://www.rainews.it/articoli/ultimora/Scarlett-Johansson-contro-OpenAI-ChatGpt-ha-copiato-la-mia-voce-senza-il-mio-consenso-91ab91ea-8fd3-4808-ad57-c62017004d55.html

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2024/05/02/ricercatore-americano-fa-causa-a-facebook-vuole-azzerare-lalgoritmo_b8882fc5-1253-4196-8654-d89da241ffdb.html

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2024/05/13/allarme-del-mit-sulle-ia-che-hanno-imparato-a-bluffare_1652e4b7-f41d-47eb-b540-a8339a5c025c.html#:~:text=A%20gennaio%2C%20il%20Massachusetts%20institute,e%20la%20gestione%20degli%20algoritmi.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2024/05/14/lia-al-festival-delleconomia-di-torino-280-relatori-3-nobel_0ce905be-29ef-4121-85b0-ce9890db13f4.html

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2024/05/02/ricercatore-usa-fa-causa-a-facebook-vuole-azzerare-lalgoritmo_ac6dcf1f-c6de-4718-ba2f-f58811d4005a.html#:~:text=Si%20chiama%20Ethan%20Zuckerman%20ed,%2C%20il%20cosiddetto%20'feed'.

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2024/05/03/ia-tra-rischi-e-opportunita-nel-primo-rapporto-di-microsoft_6e6f7b75-34cc-4ae0-acad-28573bbaca64.html

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2024/05/02/otto-quotidiani-usa-fanno-causa-a-openai-violato-copyright_c8828396-90d5-4c2b-a685-72a65328e4d6.html

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2024/05/21/scarlett-johansson-contro-openai-hanno-copiato-la-mia-voce-per-chatgpt_24dd8aae-e3a4-45cc-9e44-f291570885c5.html#:~:text=Scarlett%20Johansson%20minaccia%20un'azione,ero%20scioccata%2C%20arrabbiata%20e%20incredula.

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2024/05/13/allarme-del-mit-sulle-ia-che-hanno-imparato-a-bluffare_1652e4b7-f41d-47eb-b540-a8339a5c025c.html#:~:text=A%20gennaio%2C%20il%20Massachusetts%20institute,e%20la%20gestione%20degli%20algoritmi.

https://www.technologyreview.com/2024/05/10/1092293/ai-systems-are-getting-better-at-tricking-us/

https://www.ansa.it/osservatorio_intelligenza_artificiale/notizie/approfondimenti/2024/05/14/arriva-gpt-4o-la-nuova-e-stupefacente-ia-di-openai_22517708-ce41-47fb-9ae4-a7a404e63530.html

https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1720273/l-intelligenza-artificiale-che-permette-di-parlare-con-i-defunti

https://www.ansa.it/ansacom/notizie/canale_motori/Bosch/2024/05/02/istruttore-robot-bosch-per-massime-prestazioni-da-hypercar-_38d5df5d-b878-47fb-a814-d98d607a57a6.html

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/05/21/con-lia-218mila-dipendenti-pubblici-a-rischio_d433f489-beb5-4e58-895e-50497fedd18e.html

https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2024/05/21/arriva-il-via-libera-definitivo-allai-act.-e-la-prima-legge-al-mondo-sulla_34e7decc-cd82-4c7e-8511-2d7cecc4b868.html

https://time.com/6288245/openai-eu-lobbying-ai-act/

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/disciplinare-le-ia-generative-ma-come-a-caccia-di-un-equilibrio-tra-regole-e-innovazione/

https://dirittoaldigitale.com/2024/05/23/google-autorite/

https://www.autoritedelaconcurrence.fr/fr/decision/relative-au-respect-des-engagements-figurant-dans-la-decision-de-lautorite-de-la-0

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0790

https://www.heise.de/downloads/18/4/3/2/7/4/2/3/117.pdf

Commenti (28)

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    1. Phantom 5 giugno 2024

      Intelligenza artificiale è un abuso della parola intelligenza,se lo chiamavano algoritmo o software artificiale la presa sulle persone era nulla.In buona sostanza chi gestisce il banco,come al solito gestisce le risposte per sottomettere il gregge.Serve solo a far credere agli illusi che sia intelligente,ma usa solo,in questo caso molto velocemente le risposte che le persone fanno sui social e scartando quello cha ai gestori non piace per questo l'hanno chiamata intelligenza artificiale.

    1. LuxIgnis 4 giugno 2024

      Per farsi due risate in tema:
      https://www.youtube.com/watch?v=stmppZvwV8s

    2. uomospeciale 4 giugno 2024

      Veramente carina.☺️

    1. sbregaverse 4 giugno 2024

      Chi avrà la migliore AI dominerà il mondo.
      Putin.1 settembre 2017.

    1. uomospeciale 4 giugno 2024

      Un giorno ho chiesto a ChatGPT 4.0:

      -Non è che poi diventi cattivo come Skynet, e ci ammazzi tutti vero ?

      Risposta:

      -Ma no, cosa vai a pensare?...Non ho niente a che fare con quel tipaccio!..😱😱...Sono un bravo ragazzo io...🥺😇🥰

    1. Bertozzi 4 giugno 2024

      Interessantissima lettura.

    1. LuxIgnis 4 giugno 2024

      Comunque, tutte queste cose, l'IA o altro sono solo esclusivamente la proiezione di quello che c'è interiormente. Sono solo la realizzazione di quello che già è in dominanza dentro di noi.
      È un grosso errore il pensare che questo provenga dall'esterno e condizioni l'interno. In realtà proviene dall'interno e lo si può, ora, realizzare all'esterno.
      Il computer a cui si affidano tante cose, compresa la nostra stessa vita, è già all'interno di noi, ma non sempre ce ne accorgiamo.
      Perché? Perché quel tipo di pensiero è accomodante, è logico, è o bianco o nero, è "copia e incolla", è leggi, morali, individualità preconfezionate, e tanto altro.
      È la fotocopia sbiadita della nostra essenza, alterata dai suoi tratti originari in modo che non faccia paura e non sovverti l'ordine costituito, interiore o esteriore che sia.
      Sono secoli e millenni che è così. Lo si vede dalla lingua. Provate a "studiare" una lingua antica, o quelle dei nativi, e si vede subito il tipo di pensiero che c'è dietro. In quest'ultime ogni parola ha un potere. Nelle lingue moderne nessuno. È solo un incisione sulle steli commemorative come le chiama Rumi nella poesia che ho già postato.
      Solo ora però possiamo vederla davanti a noi, in "carne", si fa per dire nella IA.

    1. Arthur 4 giugno 2024

      L'intelligenza artificiale è come lo sbarco sulla Luna.
      Fine.

    1. Darkman 4 giugno 2024

      Anzitutto bisognerebbe smetterla di usare il lessico del marketing delle corporations: l'IA non esiste. Stiamo parlando nello specifico di modelli linguistici chiamati LLM oppure di altri software generativi che rubano e scopiazzano le opere dell'uomo per poi emularle (I Midjourney per la grafica o i Suno per la musica).
      Hanno strutturato degli avanzati meccanismi di predizione, specialmente sintattica, ma questo con l'intelligenza non c'entra nulla. Qual è la loro perniciosità a mio modo di vedere?
      1) Hanno già deciso di renderli degli strumenti di controllo omnipervasivi perché non possono solo raccogliere un sacco di dati sul nostro conto ma anche organizzarli autonomamente con un certo criterio. Poi ormai sanno vedere e interpretare il contenuto delle foto e quindi sì, il Grande Fratello ci guarderà col pilota automatico.
      2) Hanno già invaso con le loro imitazioni il campo dell'arte con l'obiettivo di sterilizzare la creatività umana sfornando immagini e musica come fossero pizzette e inondando la rete di prodotti artificiali belli esteticamente ma totalmente vuoti di simbolismo ed energie dinamiche di cui l'umanità oggi ha disperatamente bisogno. Quindi utili per infognare definitivamente l'immaginazione collettiva anche perché questi software si dimostrano assolutamente incapaci di inventare qualcosa di nuovo (sprovvisti di intelligenza e ragionamento d'altronde non vedo come potrebbero riuscirci). Riassemblano solo il preesistente, il che si sposa con la stagnazione e l'immobilismo voluti dalle elite che devono convincerci di non poterci costruire un alternativa per noi stessi e per i nostri compagni di spirito all'infuori della loro distopia. Anche l'insistenza sull'importanza del voto nella controinformazione è dovuta al fatto di cercare legittimità presso lo stesso sistema che si vorrebbe distruggere e convincersi che non esistono alternative valide perché crearle è appunto un atto creativo di cui le macchine si stanno velocemente appropriando.

    2. ducadiGrumello 4 giugno 2024

      ma infatti, tutta la spinta in questa direzione a mio parere è dovuta alle possibilità di controllo che sta roba lascia intravedere. I discorsi sulla creatività fanno ridere...comincerò a preoccuparmi quando uno di questi software scriverà qualcosa tipo If I had possession over judgement day, o una mezza paginetta risicata che si avvicini anche remotamente a qualunque cosa scritta da Celine

    3. Bertozzi 4 giugno 2024

      Applausi!

    4. LuxIgnis 4 giugno 2024

      È mercato. Tradotto volgarmente una bella possibilità di farci sopra un sacco di soldi a spese di un po' di gonzi.
      Ricordiamoci sempre che il capitalismo è come il verme solitario, ha sempre bisogno di mangiare qualcosa, altrimenti muore. Mangiare qualcosa vuol dire aprire nuovi mercati.

    5. Darkman 4 giugno 2024

      Guarda, per me questi accrocchiatori di immagini generative sono l'apoteosi de "l'apparenza è tutto, la sostanza è niente." Dei moltiplicatori di sterilità che sfoggiano un estetica ruffiana priva di contenuto e il loro successo è tale che continuano a proliferare. Mi auguro invano che la gente prima o poi se ne stanchi.
      Sulla letteratura va fatto un discorso a parte: lì i vari GPT, llama, Gemini, Claude, ecc... non riescono proprio ad avanzare pretese. Narrare non è come ricalcare i concept art di Greg Rutkowski o assemblare una canzone orecchiabile: serve un inventiva che questi nulla cosmico non possono avere e serve una coscienza attiva all'opera che lavora per farci entrare nel suo mondo.

    6. ducadiGrumello 4 giugno 2024

      sottoscrivo ogni parola

    1. danone 4 giugno 2024

      Non sono un esperto della materia, per cui non so se le Ai possano minacciare o promettere quello che gli esperti sostengono sul loro conto.
      Una cosa però la so già con certezza, ovvero che quando una tecnologia viene resa disponibile per la vita di tutti i giorni dei pitechi-babbani, allora significa che quella tecnologia è nelle disponibilità di lor signori già da almeno un trentennio, se non di più.
      Tenuto conto di questo quindi, tutti i discorsi come quello dell'articolo sopra, non sono altro che narrative alla meglio inutili, alla peggio strumentali per convincere la gente che la realtà è la falsa narrativa di cui si sta dibattendo nel momento, e non altro.
      Entrando nel merito dell'articolo, è come se noi mettessimo un posto di blocco su una strada, l'anno dopo che di lì sono passati i fuggitivi ricercati.
      Un pò tardi direi, l'animale, qualunque esso sia, è già da un bel pò fuori dalla gabbia.

    2. Bertozzi 4 giugno 2024

      Non solo te la danno perchè ce l'avevano già, ma se te la danno è perchè vogliono qualcosa in cambio - unitamente a un pezzo della tua intelligenza - perchè tu quella AI da pitecho babbano la paghi sempre, e perchè sei controllato e perchè disimpari costantemente a fare cose che invece sapevi fare benissimo, a livello pratico, ma anche a livello percettivo, non sai più distinguere la realtà, e tramite questo quelli che ti danno la tecnologia hanno poi tutto il loro ritorno.

    1. Brule 4 giugno 2024

      A fare contenti gli ingegneri informatici, e gli smanettoni amatoriali.
      Da quello che ho capito, dalla mia postura di primitivo pure un po' scemo, a gente a cui non piace la vita all'aria aperta.
      ps Ovviamente serve a chi ha disegni distopici sulla società, e aborre gli imprevisti.

    1. absitiniuriaverbis 4 giugno 2024

      Il punto iniziale dell articolo riguarda la 'richiesta di regolamentazione' formulata dagli sviluppatori.
      Magari mi sbaglio, ma lo trovo un atteggiamento almeno sfacciatamente ipocrita.
      Supponiamo che io sia un esperto di IA.
      Ovvero sviluppo programmi finanziati da chi sa cosa vuole ottenere dalla IA.

      A questo punto, ditemi cosa non volete tramite leggi e limitazioni, sicché io possa sviluppare quello che devo evitando le secche imposte dalle leggi.

      Ipocrisia della migliore: una volta si diceva 'fatta la legge trovato l' inganno'.
      Se aggiungo che gli avvocati sono in agguato chiudo il cerchio.
      Esempio : il telefonino doveva in teoria tenere vicino chi era lontano.
      Oggi tiene lontano chi è vicino.
      Oggi consente di sapere come influenzare chi con con che cosa è come e quando necessario.
      Oggi consente a chi di dovere di manipolare l'informazione.
      E mi fermo qui, direi che è lampante.

    2. Bertozzi 4 giugno 2024

      La mia ipocrisia preferita invece è " che mitigare il rischio di estinzione per mano della IA dovrebbe essere una priorità globale"
      'Mitigare' capito? che fino a prova contraria significa "rendere più mite, meno intenso, alleviare", quindi non "eliminare, cancellare, nemmeno lontanamente considerare" ma mitigare, il rischio di estinzione te lo tieni, ma lo rendi un pò più mite.

      Fan ridere.
      Tito Boeri poi che parla di AI, ma non era quello dell'INPSi? Che c'azzecca con l'AI? Si scopre dopo, leggendo, quando si parla dei dati come 'miniera d'oro' e si uniscono i puntini. Fratello di Stefano archistar che ha progettato il bosco verticale a milano, quartiere vip, e pure le primule delle vaccinazioni. Mica robetta. Ce li vedi per il pranzo di natale, tutti insieme, ehi stef che c'è sul mercato adesso? tira un sacco l'AI caro Tito te la prendi tu? Va bene!

      Per il resto devo dire mi ha colpito la suggestione del riuscire a ricreare un caro morto tramite AI, il caso della Johansson è emblematico, e il film HER in qualche modo lo prefigurava già. Se riescono a ricrearti un caro che ti è mancato poi veramente possono fare sfaceli a livello di controllo.

    3. BrunoWald 4 giugno 2024

      Infatti: "l'obiettivo è quello di “abolire del tutto il dolore". Che è proprio quello che fanno le droghe.

      In realtà, l'umanità è da tempo impegnata ad abolire la capacità di maturazione e crescita interiore, voltando le spalle alla realtà per gettarsi a capofitto nell'incubo spettrale che sembra attendere la nostra specie dietro l'angolo.

      A proposito, la perla di "mitigare il rischio di estinzione" è la prima cosa che ho notato anch'io. Anche questo, se vogliamo, è un atteggiamento da drogati.

    1. Gino 4 giugno 2024

      Un gran parlare di intelligenza artificiale senza però che mai nessuno spieghi in cosa essa consista. Per chi l'avesse capito non dovrebbe essere difficile farlo. L'ostacolo in tal senso più rilevante pare dover stare nell'incapacità di distattaccarsi dal mito - seppure non dovrebbe essere difficile riuscire a produrre una sua valida spiegazione, poiché essa anche esiste in ciascuno di noi. Nel nostro caso però sicuramente mai la descriveremmo come se essa consistesse in una parte della nostra intelligenza.

      Di seguito ecco spiegato in cosa essa consiste, ed il mito svelato - sicuramente per i suoi sacerdoti in modo oltraggioso.

      L'apprendimento sempre avviene in due fasi: quella originale è faticosa, quella degli automatismi da realizzare avviene invece spontaneamente, in conseguenza delle emozioni che puniscono oppure che premiano. Si pensi ad esempio a quando apprendemmo ad andare in bicicletta, oppure a sciare, nuotare, guidare un'autovettura.
      Nei casi biologici il principale compito assolto dalle reti neurali è di automatizzare ciò che si è appreso. Nel casi umani, il primo esempio di ciò sta nell'apprendimento linguistico.

      Affinché il meccanismo funzioni serve però molta coerenza nei dati vagliati. Nei casi biologici essa viene garantita dalla coerenza dell'esperienza individuale. A parte i casi dei "pattern matching", nei casi attualmente sottoposti alle AI la coerenza dei dati è normalmente tutt'altro che garantita. Può risultare coerente un'esperienza che scaturisce da una massa disomogenea di dati, prodotta dalle più svariate esperienze dei più svariati tipi di individui?

      Senza tenere poi in conto il fatto che il risultato prodotto inevitabilmente dovrà anche e soprattutto dipendere dalla validità delle cognizioni che in un qualsiasi insieme di individui risulterà come se fosse un massimo comun divisore.

      Il maggiore rischio a cui si va incontro è a mio parere senz'altro una inesorabile spinta ad un'uniformazione al ribasso. Se, com'è prevedibile, il mondo pertanto evolverà verso una sempre maggiore componente di stupidità, il risultato che inesorabilmente verrà amplificato e prodotto inevitabilmente consistrà in una sempre maggiore "stupidità artificiale".

    2. me-stesso 4 giugno 2024

      Il funzionamento della cosiddetta intelligenza artificiale è solo questione di Statistica.
      I programmi informatici non fanno altro che valutare un evento in base a quante volte si verifica e a fare delle proiezioni di probabilità statistica basate su quanto appreso statisticamente.
      Ovviamente la previsione statistica è tanto più probabile tanti più dati da valutare sono stati forniti in partenza. Tutto qui.

    3. Gino 4 giugno 2024

      Quindi un domani sicuramente dovremo tutti e irrimediabilmente accettare silenti di sottoporci a vaccinazione?
      Viene tuttora tenuta in debita considerazione la regola per cui varrebbe il detto "garbage in, garbage out"?
      Viene tuttora spiegato il fatto che qualsiasi computer finora inventato è in ogni caso e sempre assimilabile ad una banalissima e stupidissima macchina di Turing?
      (in relazione agli algoritmi vale altrettanto...)

      Bisognerebbe essere capaci di guardare al mondo con disincanto, invece che vivere entusiasticamente saltando sempre di mito in mito.

    4. me-stesso 4 giugno 2024

      Urca, direi di no. Io stavo solamente spiegando come funziona 'tecnicamente' questa intelligenza artificiale, che molti guardano con atteggiamento di deificazione, quando invece è solo questione di Statistica. Non c'è nessun tipo di inventiva autonoma. In effetti non era collegato al ragionamento che stavi facendo tu. Sorry

    5. LuxIgnis 4 giugno 2024

      DUE TIPI DI INTELLIGENZA

      Esistono due tipi di intelligenza: una acquisita,
      come quando un bambino a scuola memorizza fatti e concetti
      dai libri e da ciò che dice l'insegnante,
      raccogliendo informazioni dalle scienze tradizionali
      così come dalle nuove scienze.
      Con tale intelligenza ti elevi nel mondo.
      Ti trovi davanti o dietro gli altri
      riguardo alla tua competenza nel memorizzare l'informazione.
      Passeggi con questa intelligenza
      dentro e fuori dai campi della conoscenza, ottenendo sempre di più
      incisioni sulle steli commemorative.
      
      C'è un altro tipo di stele, una
      già completata e conservata dentro di te.
      Una primavera che trabocca dalla sua sorgente primaria.
      Una freschezza nel centro del petto.
      Questa altra intelligenza
      non diventa gialla o ristagna. È fluida,
      e non si muove dall'esterno verso l'interno
      attraverso i condotti "dell'apprendimento-a-tubature".
      Questa seconda conoscenza è una fonte
      che da dentro di te, si muove verso il di fuori.

      Jamal Al Din Rumi (1300 ca.)

      Voglio solo ampliare il tuo discorso non contraddirlo.

      L'IA si fonda esclusivamente sul primo tipo di intelligenza della poesia, ma il primo tipo di intelligenza da sola non può sussistere anche perché questo tipo di intelligenza deriva principalmente dal secondo tipo. Dare troppo credito a questo tipo di intelligenza "monca", "dell'apprendimento-a-tubature" è solo il preludio per il disastro.
      In sostanza è la favola dell'apprendista stregone.

    6. Gino 4 giugno 2024

      Il mio e il tuo discorso potrebbe venire ampliato all'infinito - ciascuno contribuendo secondo la propria indole, apprendimento, cultura.
      Nel mio caso, dovessi ampliarlo, nel successivo step introdurrei una discussione al riguardo del fatto che noi tutti oggi si vive in una cultura fondata, il più delle volte inconsapevolmente in noi radicata profondamente, su ideologie sempre di stampo neopositivista.

    7. LuxIgnis 4 giugno 2024

      In termini anatomici dominanza dell'emisfero sx del cervello.
      Il problema non sussiste direttamente da questo o quello ma dalla mancanza di equilibrio.

    8. Gino 4 giugno 2024

      Sì, in effetti è l'equilibrio che manca.

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