I lungimiranti Rockefeller: “La Cina ci aiuterà a cambiare il mondo”

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“Senza la Cina non possiamo lavorare a una soluzione mondiale…”

“Dobbiamo coinvolgere la Cina nell’affrontare i problemi globali”. Lo disse David Rockefeller in un’intervista a “La Stampa” nel 2008 ed era convinto che la Cina aiuterà a cambiare il mondo, anche se è una nazione autoritaria, non è come noi, non è una democrazia… Senza la Cina non possiamo lavorare a una soluzione globale e secondo lui questo significa “rinnovare” e “affrontare l’agenda globale” e andare oltre i confini politici e ideologici del XX secolo. La realtà lo dimostra sempre di più, le principali istituzioni su questo pianeta che controllano l’esercito, il denaro, l’energia, il governo, la sanità, le aziende, i media e l’istruzione stanno diventando sempre più cartelli globali, integrati orizzontalmente oltre i confini nazionali.

Rockefeller sapeva pianificare con lungimiranza – molto prima di quanto si possa pensare.

La storia dei Rockefeller mostra un disegno globale e una visione del futuro che non enfatizza posizioni concorrenti di nazioni, religioni e ideologie nazionali, c’è un filo conduttore che guida le decisioni e gli investimenti, ed è il controllo del pianeta e dei suoi abitanti.

Guerre tra i mondi? Tra Cina, Russia, USA? Non è così per i Rockefeller.

I Rockefeller hanno lavorato con i governi e le multinazionali di tutto il mondo per oltre 100 anni per creare un “nuovo ordine globale”. Un’importante indicazione delle attività dei Rockefeller viene dai loro rapporti con i regimi comunisti e i politici.

All’indomani della Rivoluzione Russa la Standard Oil dei Rockefeller riuscì ad acquisire il 50% dei campi petroliferi del Caucaso, sebbene la proprietà fosse teoricamente stata nazionalizzata. Nel 1927, Standard Oil costruì una raffineria in Russia, con uno dei primi investimenti degli Stati Uniti in Russia dopo la rivoluzione. Fu con David Rockefeller alla guida della Chase Manhattan che venne aperta la prima filiale di un istituto di credito americano a Mosca, e in Cina nel 1972 (dopo la visita di Richard Nixon).

Nixon in Cina

Rockefeller ha ritratto con entusiasmo la Cina e la Rivoluzione culturale cinese: “Qualunque sia il prezzo della Rivoluzione cinese, essa ha avuto ovviamente successo, non solo in termini di una amministrazione più efficiente e impegnata, ma anche in termini di promozione di una morale alta e comune. L’esperimento sociale in Cina sotto la guida del presidente Mao è uno dei più importanti e riusciti nella storia dell’umanità”.
Il grande esperimento sociale che si sta svolgendo oggi in tutto il mondo riceverà lo stesso applauso?

Rockefeller ha stabilito affari e stretti rapporti con vari leader comunisti come Fidel Castro, Nikita Khrushchev e Mikhail Gorbaciov. Mentre l’amministrazione Reagan appoggiava i guerriglieri anti-marxisti in Africa, Rockefeller si è recato in 10 paesi del continente e ha dichiarato che il marxismo africano non rappresentava una minaccia per gli Stati Uniti o per gli interessi commerciali americani. Leggi qui

Il legame della famiglia Rockefeller con la Cina

I Rockefeller hanno iniziato a investire in Cina 100 anni fa. Il China Medical Board della Fondazione Rockefeller è stato istituito nel 1914.

john d rockefeller jr in Cina nel 1921
John D. Rockefeller Junior e gli azionisti al Peking Union Medical College nel 1921. Centro Archivi Rockefeller

 

L’attività della Fondazione Rockefeller e del PUMC (Union Medical College di Pechino) in Cina ha riguardato, in termini programmatici, l’educazione scientifica e medica, compresa l’educazione clinica in ambiente ospedaliero, e i progetti di educazione alla salute pubblica e di dimostrazione. Questo programma ha comportato il trasferimento della scienza e della medicina occidentale in Cina.

Questo trasferimento ha rappresentato 1) il finanziamento per l’acquisto di strumenti tecnologici specializzati, macchine, mobili e altre forniture caratteristiche della scienza e della medicina occidentale e 2) il sostegno alla formazione sui metodi e i fondamenti intellettuali della scienza e della medicina occidentale – i concetti che hanno informato l’uso della tecnologia specializzata. Parte integrante del trasferimento di tecnologia come è avvenuto attraverso questi programmi Rockefeller è stata l’infusione di grandi somme di denaro, che ha finanziato la costruzione, gli stipendi, le attrezzature, cioè l’infrastruttura di una nuova élite medica.

La selezione e la formazione dell’élite intellettuale e tecnica è un aspetto fondamentale nella monopolizzazione del mondo.

Storia, nomi e dati vedi qui http://ulib.iupui.edu/wmicproject/node/455

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Senza la Cina non possiamo lavorare a una soluzione mondiale…”

Questa affermazione assume un significato molto reale nell’attuale fase di “riorganizzazione globale” innescata da un agente patogeno invisibile, la SARS-CoV-2. Un virus ha invaso il mondo, qualunque esso sia, e la guerra contro questa “minaccia” ha giustificato il “lockdown” globale, che ha conseguenze scioccanti che sono state previste in dettaglio dai Rockefeller (compresi il virus e il blocco).

Documento del 2010: la nuova emergenza e la realizzazione del mondo nuovo. Siamo tutti cinesi”

Li Wenliang e cittadini cinesi con la mascherina

L’agenda dei Rockefeller è ampia e complessa, come dimostra il documento della Fondazione Rockefeller 2010 intitolato “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”. Chi ha scritto questo “immaginario scenario futuro” aveva un’idea chiara della direzione che il mondo avrebbe preso negli anni a venire.
Ed è stata la Cina a indicare la strada verso una “uniformità globale” senza precedenti che ha posto il mondo intero in uno stato di emergenza, portando a misure e regole nei singoli Stati che fino a ieri erano inimmaginabili e inaccettabili, almeno nei cosiddetti Stati democratici. La Cina ha fatto il primo passo e ha mostrato “i modi efficaci per sconfiggere la minaccia”, e il mondo intero ha vissuto un processo, seguendo l’esempio autoritario, di una cineseizzazione della società.

Tutta l’umanità è stata capovolta. Un colpo da maestro.

Così dice il documento:Durante la pandemia, i leader nazionali nel mondo hanno esibito la loro autorità, e hanno imposto regole ferree e restrizioni, dall’obbligo di indossare mascherine al controllo della temperatura corporea negli spazi comuni, come stazioni ferroviarie e supermercati.”

“Anche dopo la fine della pandemia, questo controllo autoritario e questa sorveglianza dei cittadini e delle loro attività è rimasto inalterato e si è persino intensificato. Per proteggere loro stessi dalla diffusione di crescenti problemi globali – dalla pandemia al terrorismo internazionale passando per le crisi ambientali e la crescente povertà – i leader nel mondo hanno assunto un controllo ancora più stringente del potere.”

Una chiara tabella di marcia.

Con la dichiarazione di una pandemia globale, l’OMS ha dato il colpo di partenza per la dissoluzione del vecchio ordine mondiale. Rockefeller aveva ragione. I cinesi stanno dando un enorme contributo alla trasformazione. Abbiamo visto come con passi incredibilmente radicali e rapidi, grazie a un virus in definitiva innocuo (artificiale o non artificiale) e grazie ai “cinesi capaci” che hanno dato l’esempio al mondo intero e hanno vinto (così sembrava), l’intera umanità è stata traghettata in un nuovo ordine mondiale (così sembra). Se fino a ieri la Cina era un mondo lontano da noi, un sistema controllato e autoritario, e vivevamo in democrazia, oggi “siamo tutti cinesi“.

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DALL’EMERGENZA CLIMA ALL’ EMERGENZA COVID

La via dei Rockefeller: Il piano nascosto della famiglia sui “Cambiamenti climatici”

La seguente breve “divagazione” riprende un capitolo strettamente legato ai Rockefeller. L’attuale “stato di emergenza” in tutto il mondo sembra aver improvvisamente preso il posto di un precedente stato di emergenza globale. È probabile che questi due scenari si incastrino e si fondano con una funzione di stabilizzazione per un Mondo Nuovo.

Rockefeller Center di New York
Il Rockefeller Center di New York

 

“È stato sempre nostro impegno investire nell’ambiente”, assicura Valerie Rockefeller Wayne, presidente del Fondo Rockefeller. L’erede del signore dell’oro nero assicura che le istanze verdi sono nel Dna di famiglia: “Mia figlia di otto anni quando ho il rossetto non mi bacia, sa che è fatto con olio di palma, e sa che per crescere le palme si distrugge l’habitat naturale degli orango tango”. ( I Rockefeller diventano green)

Scrive Michel Chossudovsky:

“A partire dagli anni ’80, il Rockefeller Brothers Fund è diventato uno dei principali sostenitori del programma di riscaldamento globale. … Nella loro recensione del Programma di sviluppo sostenibile, il Rockefeller Brothers Fund si vanta di essere uno dei primi principali attivisti del riscaldamento globale, citando il suo forte sostegno sia per la formazione nel 1988 dell’International Panel on Climate Change (IPCC), sia per l’istituzione nel 1992 della U.N. Framework Convention on Climate Change” (estratto dal rapporto)

Il seguente testo è il riassunto esecutivo di un rapporto completo dell’istituto legale per l’energia e l’ambiente pubblicato nel 2016. Questo rapporto informativo è portato all’attenzione dei lettori del Global Research. Il CRG non approva necessariamente nè il titolo né i contenuti di questo rapporto.

Ciò che è importante, tuttavia, è riconoscere il ruolo della famiglia Rockefeller – che storicamente era l’architetto di “Big Oil” – nel sostenere il dibattito sui cambiamenti climatici, così come il finanziamento di scienziati, ambientalisti e ONG coinvolti nell’attivismo di base contro “Big Oil” e l’industria dei combustibili fossili.

Il dibattito sul clima mondiale è di cruciale importanza. Ma chi controlla quel dibattito?

Esiste un’evidente relazione contraddittoria: considerando che “Big Oil” è l’obiettivo dell’attivismo del riscaldamento globale, “Big Oil” attraverso la famiglia Rockefeller ei Rockefeller Brothers Trust finanziano generosamente il movimento di protesta mondiale per il clima. Chiediti perché? RAPPORTO INTEGRALE
NOTA CONCLUSIVA

Il mondo avrebbe dovuto cambiare in nome dell’emergenza CO2. L’Unione Europea voleva spendere 270 miliardi di euro all’anno per la “protezione del clima”. Secondo Connie Hedegaard, queste erano le cifre per i prossimi 40 anni. L’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre le emissioni di gas serra dell’80-90% entro il 2050 creando città intelligenti. Ma la trasformazione in un “Nuovo Mondo”, controllato e monitorato in nome della CO2 e del riscaldamento globale, è durata troppo a lungo? Non è successo abbastanza in fretta. I sforzi di Greta e di Fridays for Future non sono bastati.

Ci voleva un virus.
Un virus ha compiuto il miracolo. Gli ostacoli ad un “mondo intelligente” sono stati spazzati via, le porte si sono spalancate. Si può intuire quanto sia “intelligente” il mondo in cui siamo stati catapultati, la fase iniziale era “molto promettente”.

Per tornare all’intervista di David Rockefeller a “La Stampa“, nel 2008 ha ovviamente fatto riferimento alla crisi climatica e non (ancora) al coronavirus come forza trainante della trasformazione globale. Fino a pochi mesi fa, questo ruolo era attribuito alla molecola di CO2. Tuttavia, la valutazione di Rockefeller sull’importanza della Cina non sarebbe troppo influenzata da questi dettagli.
Le sue “intuizioni” sono più precise che mai in questi tempi di COVID. Al momento della preparazione del documento Scenari per il futuro della tecnologia (2010) era, tra l’altro, ancora vivo e attivo. Oggi ci sono i suoi eredi.

Fonte: I LUNGIMIRANTI ROCKEFELLER: “LA CINA CI AIUTERÀ A CAMBIARE IL MONDO” – 4 Giugno 2020