Di Xavier Azalbert, France-Soir
Come funziona l'opposizione controllata in Francia? Funziona come in tutto il mondo, ma con alcune specificità “molto francesi”.
Queste specificità sono legate al fatto che, applicando il principio che governa la materia (la manipolazione delle masse), come ci dice lo sketch degli Inconnus “ Les publicitaires ‘ (’ Non bisogna mai prendere la gente per stupida, ma non bisogna dimenticare che lo è ”), si può far ingoiare ai francesi quasi tutto.
Ma attenzione! Non bisogna attaccarli frontalmente. Bisogna sempre presentare le cose ai francesi come se fossero nel loro interesse, ma soprattutto come se lo avessero deciso loro, attraverso l'intermediazione dei “rappresentanti” che hanno eletto. Sì. La famosa democrazia “rappresentativa”: il sistema politico che permette ai dittatori eletti di fare tranquillamente sfracelli con l'approvazione del popolo, e quindi senza alcun rischio di rivolta.
Inoltre, hanno approvato leggi che conferiscono loro un'immunità funzionale. Una duplice dose di protezione per i rappresentanti eletti.
Tuttavia, perché questo funzioni, bisogna sempre far credere al popolo che l'arena mediatico-politica in cui i politici dovrebbero “scontrarsi” è un'arena in cui si scontrano davvero. Che esistono diverse correnti politiche e che il popolo non ha nulla da temere: arriverà presto il giorno in cui un politico coraggioso, onesto e sincero distruggerà il sistema dall'interno e libererà la Francia e il popolo francese dai mali che li stanno divorando! L'uomo della provvidenza. Ossia l'esca definitiva. E funziona.Oh sì che funziona!
Nella recita che si svolge ogni giorno sul palcoscenico politico e mediatico, ogni marionetta che vi partecipa recita il ruolo che gli è stato assegnato “in camerino” prima di entrare nell'arena: opposizione contro maggioranza. Una volta sul palcoscenico, non deve far altro che recitare la sua parte fino all'intervallo o allo spettacolo successivo.
A titolo di esempio, ricordiamo quei politici che indossavano la mascherina solo per andare in televisione e che, appena spente le telecamere, se la toglievano. Un esempio trasversale a tutti i colori politici!
Dall'estrema destra all'estrema sinistra, passando per il centro e gli altri partiti etichettati come “repubblicani”, tutti gli attori di questa farsa imposta al popolo francese sono uomini e donne scelti non dal popolo francese che vota, ma dai produttori, dagli sceneggiatori e dai registi di questo spettacolo chiamato “politica”.
Come in tutte le altre cosiddette “democrazie”, l'unica libertà politica che gli elettori hanno in Francia consiste nel poter scegliere chi votare, tra le marionette politiche che vengono scelte al di fuori del loro controllo per interpretare i personaggi di questa commedia che mettono in scena per noi alla TV, alla radio, su Internet e sui giornali, in continuazione.
Ahimè, sì: è così. Senza eccezioni, tutti i politici che compaiono nei media main stream e su Internet sono marionette fabbricate dal sistema e da esso imposte.
E l'avvento del regime di Macron ha aggiunto un ulteriore livello fingendo che ci sia un'apertura alla società civile! È un ulteriore trucco per incoraggiare e forzare i rentiers del sistema politico a convertirsi al culto del macronismo per non perdere le loro rendite. Il macronismo, una ” forma imprecisa e indefinita di politica che non si collega correttamente alla società francese e non è ancora la risposta giusta ai problemi che la Francia deve affrontare ”,così lo aveva definito il professor Chris Bickerton in un'intervista esclusiva per France-Soir. La storia gli sta dando ragione.
E lo stesso vale per coloro che sostengono i ruoli assegnati ai politici in questo grande spettacolo. In altre parole, gli pseudo-giornalisti, i presentatori, gli editorialisti e gli altri esperti politici ufficiali che lodano i “buoni” e denigrano i “cattivi”. Tutte queste figure pubbliche sono zelanti collaboratori di questa carnevalata.
Ogni volta che hanno bisogno di un eroe, noi ne creiamo uno per loro.
E, nell'applicazione ricorrente di quest'altro principio fondamentale della manipolazione di massa, ecco come procedono dietro le quinte i veri detentori del potere.
- Innanzitutto, presentano la persona scelta ovunque nei media come dotata delle qualità umane e intellettuali (coraggio, rettitudine, probità, intelligenza, combattività, onestà e così via) necessarie agli occhi del popolo per incarnare l'eroe in questione.
- In secondo luogo, lo aiutano a creare il suo movimento politico (finanziandolo e fornendogli risorse, sia logistiche che umane) e lo promuovono come tale.
- In terzo luogo, pubblicano sondaggi che “certificano” che i francesi sostengono il progetto, assicurandosi che ci sia un'opposizione al progetto - opposizione che loro controllano, ovviamente.
- In quarto luogo, continuano fino alle elezioni presidenziali e amplificano il processo durante le elezioni.
- E quinto, lavorano per assicurarsi che la persona che si oppone a questo “eroe” inventato al 100% al secondo turno delle elezioni presidenziali sia un perdente totale. Uno sfigato totale che si saboterà deliberatamente tra il primo e il secondo turno, soprattutto durante il dibattito televisivo tra i due round elettorali.
I padroni del CAC40 (il principale indice azionario a cui fanno riferimento le più grandi aziende del paese, perlopiù multinazionali, quasi per la metà di proprietà straniera. Nel CAC40 troviamo le cento maggiori capitalizzazioni di mercato della Borsa di Parigi, ndt) ed i poteri politici sono in grado di farlo grazie al loro controllo sui media e su Internet.
La televisione, la radio di Stato e la stampa sovvenzionata sono nelle mani del potere politico, che controlla anche Internet.
I capi del CAC40 possiedono tutti i media privati. Questo dà loro il potere di aumentare o diminuire la reputazione, il profilo pubblico di chiunque vogliono, e in qualsiasi proporzione. Inoltre, sono finanziariamente incentivati dai numerosi sussidi e sovvenzioni statali che contribuiscono alla costruzione dei narratori e della narrazione. I buoni soldati del sistema mantengono il loro posto, progrediscono e vengono decorati per aver servito il sistema, presumibilmente in nome di un interesse generale qualificato per l'occasione.
Gli “oppositori”, invece, vengono rapidamente etichettati e bollati come prodotti tossici i cui termini di comunicazione rendono incomprensibili i loro discorsi. Le orecchie candide che rispettano il sistema non possono ascoltare questi punti di vista alternativi, pena una punizione immediata sotto forma di perdita della propria posizione nella società. Non importa quali bugie vengano usate, è la verità del gruppo che conta, ciò che è accettabile per mantenere il proprio posto.
Tutto questo in aggiunta al fatto che, come ha ricordato Laurent Fabius (1), presidente del Consiglio costituzionale, citando Joseph Stalin (2), tre giorni prima della rielezione di Emmanuel Macron:
“ Non sono i voti che contano, ma quelli che contano i voti”.
In Francia, l'esempio contemporaneo più compiuto e lampante di un'ascesa alla carica suprema ottenuta in questo modo è il duo Emmanuel Macron / Marine le Pen, con Jean-Luc Mélanchon a fare da disturbatore del sistema.
Senza un'opposizione che sia essa stessa di cartone, un eroe fabbricato al 100% non può essere collocato all'Eliseo, con la necessaria legittimità da parte degli elettori affinché il popolo lo accetti come Presidente.
Ecco perché è sempre qualcuno con le caratteristiche giuste che viene scelto per svolgere il ruolo di oppositore fantoccio dell'eroe fabbricato al 100% e che garantisce l'elezione di quest'ultimo a Presidente: mancanza di carisma, un'intelligenza evidente che nei momenti chiave viene messa in discussione dalla sua mancanza di rilevanza o realismo, un bagaglio di trucchi, una favolosa propensione a cambiare idea, a dire tutto e il suo contrario su argomenti importanti, e soprattutto la capacità naturale o lavorata di sottomettersi al ridicolo nei momenti cruciali (come la Kamala Harris piazzata contro Donald Trump).
Il minimo che si possa dire è che bisogna dare credito a Marine Le Pen, che lo faccia apposta (per mettere insieme tutti questi parametri) o meno, non importa: eccelle nell'incarnare la figura del leader dell'opposizione di cartone, che garantisce l'elezione, la rielezione ed il mantenimento al potere di Emmanuel Macron. Il quale resterà al potere nonostante l'impossibilità matematica di farlo, data l'assenza di una maggioranza di deputati macronisti nell'Assemblea Nazionale nella sua attuale composizione (situazione destinata a durare fino al giugno 2025, a meno che il Presidente della Repubblica non si dimetta, ovvero data la scadenza costituzionale di un anno per Emmanuel Macron di ordinare lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale).
Ed è abbastanza sicuro! Marine Le Pen che chiama i suoi avversari « tartufes » è esattamente come Gabriel Matzneff che chiamò ’pedofili” gli altri firmatari dell'articolo del 16 gennaio 1977 pubblicato su Le Monde e Libération (tra cui Jack Lang e Bernard Kouchner) che difendeva i rapporti sessuali tra adulti e bambini.
Proprio così!
Ultimo esempio della strategia di Marine Le Pen per mantenere al potere Emmanuel Macron, l'annuncio che RN sfiducerà il prossimo governo di François Bayrou solo se la legge finanziaria 2025, che presenterà a breve, dovesse andare in totale contrasto con gli interessi di quegli “11 milioni di elettori che hanno riposto la loro fiducia in noi ” (i poveri), come lei e i suoi luogotenenti vanno sempre ripetendo.
Eppure Le Pen difende a spada tratta il potere d'acquisto dei francesi. Allora perché non attaccare direttamente la legge finanziaria speciale approvata ieri al Senato, che consente al governo di indebitare ancora una volta la Francia ed il popolo francese al di là di quanto previsto dalla Costituzione (articolo 47), cioè al di là di quanto è accettabile ed in condizioni punitive per i nostri figli? Si tratta di un'organizzazione, una coalizione degli organi costitutivi dei poteri pubblici per imporre volontariamente una tassa incostituzionale. E lei non si oppone a questo!
Eppure Marine Le Pen accusa continuamente Emmanuel Macron di essere responsabile di tutti i mali della Francia e dei francesi, e di essere responsabile dell'attuale crisi istituzionale, cosa del tutto vera dal punto di vista giuridico, dal momento che è Emmanuel Macron il firmatario di tutti gli atti ufficiali che hanno creato o amplificato questi mali, e degli atti ufficiali che hanno portato a questa crisi. Ma Marine Le Pen si rifiuta di costringere Emmanuel Macron a dimettersi.
Peggio ancora! Rifiuta persino l'idea che possa essere costretto a farlo. Questo nonostante il fatto che sarebbe facile per lei costringere Emmanuel Macron a dimettersi.
Come potrebbe farlo? Facendo cadere il prossimo governo Bayrou, così come qualsiasi altro governo che Emmanuel Macron cercherà di imporre al popolo francese (dopo Barnier e Bayrou), contro i risultati delle ultime elezioni, per continuare a perseguire le politiche che Macron ha attuato per sette anni, ma che i francesi non vogliono più.
Far cadere il governo Bayrou e, se necessario, quelli successivi, immediatamente e senza alcuna giustificazione se non quella di indicare che si tratta di costringere “debitamente” Emmanuel Macron a dimettersi. “”doverosamente“”, cioè per quanto sia essenziale, in questo caso, per l'attuazione dall'articolo 2 della Costituzione:
“Governo del popolo, dal popolo e per il popolo”.
A tal fine, i deputati del RN non devono far altro che votare la mozione di sfiducia che LFI ha annunciato proprio a questo scopo, cioè non appena sarà formato il governo Bayrou. Idem, ovviamente, per le mozioni di sfiducia da presentare contro i governi successivi, fino a quando Emmanuel Macron non sarà effettivamente costretto a dimettersi.
A quel punto sarà opportuno ricordare a Emmanuel Macron le osservazioni che ha fatto in questo senso:
'La realtà, se andassimo fino in fondo alla logica, è che il Presidente della Repubblica non dovrebbe poter rimanere se avesse un vero e proprio disconoscimento in termini di maggioranza. In ogni caso, è così che la vedo, ed è l'unico modo in cui può assumersi i doveri che ne derivano”.
Né spingerà Emmanuel Macron a indire un referendum che consentirebbe alla Francia di porre fine una volta per tutte alla farsa politica che va avanti da troppo tempo e che li tiene impegnati a spese del popolo francese. Non calerà quindi il sipario su queste opposizioni controllate, perché avrebbero troppo da perdere!
1) In quella stessa occasione, cinque giorni prima dell'annuncio dei risultati ufficiali, Laurent Fabius scommetteva sulla rielezione di Emmanuel Macron con il 58% dei voti contro il 42% di Marine le Pen.
2) testo esatto della citazione originale di Joseph Stalin:
'Il popolo che vota non decide nulla, è chi conta i voti che decide tutto'.
Di Xavier Azalbert, France-Soir
20.12.2024
Xavier Azalbert, editore e direttore del quotidiano indipendente France-Soir.
Fonte: https://www.francesoir.fr/opinions-editos/l-opposition-controlee-en-france-comment-ca-fonctionne
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
Senna 23 dicembre 2024
Funziona esattamente, come funziona in Italia, negli Usa, in Germania etc