Di Comidad
Purtroppo le opposizioni tendono spesso a idealizzare il sistema che dicono di voler contrastare. A volte l'idealizzazione arriva alla sperticata apologia, come quando si definisce "tecnocrazia" la cosca cleptocratica che imperversa a Bruxelles. Pur senza certi eccessi celebrativi, la propensione ad edulcorare l'immagine del potere risulta ancora particolarmente persistente nelle circostanze attuali, per cui si sta diffondendo la tesi secondo la quale i governi e i media europei starebbero scaricando sulla cosiddetta guerra ibrida russa quelli che in realtà sono problemi e turbolenze derivanti da una gestione fallimentare dell'economia e della società. In una visione del genere il potere tenderebbe a proiettare i conflitti interni su un presunto mandante esterno da usare come alibi o capro espiatorio della propria incapacità. In una recente intervista persino Putin ha avallato una tale versione addolcita dei fatti, cioè la storia patetica di dirigenze europee che si difenderebbero accusando gli altri, attribuendo ad un sabotatore i guasti dovuti invece alla propria inettitudine. In altri termini, la guerra civile sarebbe per il potere un effetto collaterale indesiderato e non una funzione fondamentale del potere stesso.
Ciò significa che è stato rimosso dal dibattito politico il concetto di scontro di classe, per cui il potere viene misurato e valutato esclusivamente in base ad asettici criteri aziendalistici di efficienza e inefficienza. Rimanendo in questa ottica aziendalista, ci si potrebbe bere addirittura la fiaba secondo cui le dirigenze europee si sarebbero fissate con la minaccia russa e quindi trascurerebbero i bisogni delle proprie popolazioni. Per le oligarchie nostrane la russofobia è una narrativa di copertura per l'italofobia, cioè il nemico esterno serve come pretesto per attuare regolamenti di conti all'interno.
Le oligarchie nostrane potranno facilmente sostituire Putin con qualche altra minaccia, mentre il vero bersaglio rimarrà sempre il reddito delle classi subalterne. In una visione idealizzata del potere rientrano anche le cosiddette teorie cospirative, le quali attribuiscono a lucidità programmatica ciò che invece è uno schema comportamentale. Il potere ha infatti una sua tossicità intrinseca e la sua droga è l'emergenza, che non significa soltanto clima di minaccia e di catastrofe incombente, ma soprattutto amministrazione arbitraria del denaro pubblico; in termini più espliciti, una gestione cleptocratica del prelievo fiscale e della spesa pubblica. Nel sedicente Occidente il lobbying ha sopraffatto completamente la mediazione politica, perciò la tendenza emergenzialista non trova più nessun contrappeso. La psicosi della minaccia russa consente infatti di saltare le procedure amministrative e le gare di appalto.
La Corte dei Conti dell'UE ha accertato il totale abbandono di ogni trasparenza nell'acquisto di armi; ma si tratta di segnalazioni che lasciano il tempo che trovano. Tanto per chiarire: aumento delle spese militari non significherà comprare più armi, bensì far lievitare all'infinito i costi delle armi che si sarebbero comprate comunque. Il prelievo fiscale si sposta verso il contribuente povero, quello che non può reagire; anzi, se accenna a reagire allora tanto meglio, poiché potrà essere additato come un ingrato ed un irresponsabile che se la prende proprio con coloro che lo stanno salvando dalla minaccia russa.
Del resto il confine tra repressione e provocazione non è mai chiaro, dato che le stesse polizie al loro interno sono frammentate in bande, ognuna con i propri infiltrati e informatori, i quali a loro volta sanno che più mestano e più acquisiscono importanza agli occhi dei loro committenti. Ma ciò che è davvero importante è fornire ai media le scene di tafferugli utili a creare una fittizia rappresentazione che rovescia i ruoli di carnefice e vittima. Il vittimismo infatti è un lusso riservato ai ricchi ed ai potenti, non alle vere vittime.
Di Comidad
29.10.2026
Fonte:
https://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1352
GioCo 30 ottobre 2026
Più che assetate direi assuefatte.
Per "colpa" del secondo dopoguerra, quando il Padrone ha deciso di mantenere un profilo molto basso, ci siamo illusi di avere una democrazia garantista delle libertà e un diritto "dalla nostra". Si emergeva da un orrida dittatura regale "all'inglese", di stampo marcatametne epsteiniano, copertura secolare e teatrino dei Pupi al servizio del Padrone da sbattere in facca al Volgo, evidentissimamentissimamente. Teatrino in crisi per decrepitezza da svariati decenni insieme "alle necessità orride" che comunque dovevano proseguire. Era necessaria una distrazione e per ciò fu aperta la valvola dell'entertainment remixata in Propaganda (ricordate le "fiaccole della libertà"?). Ahh come ci mancano ste "perle" alla Georgetown... Allora si che era meglio!
Non è stato un processo veloce o voluto, ma pilotato. Si proveniva dal periodo fascista che a sua volta si era nutrito del Nazionalismo, oggi tornato non a caso in auge: difendere la Patria, da qui quo qua, come il solito. Eravamo ormai senza anticorpi perché a questi gli anticorpi dei "bovini da carne" non piacciono. Covid docet. Tutti puntavano dito e occhi sul Vaticano quantomeno per gli intrallazzi e l'autorevolezza parrocchiale per dettare la morale era ai minimi, quindi è iniziato il periodo del terrorismo per l'imbiancatura dei sepolcri. Apparentemente per mano dello Zio Sam e della criminalità oranizzata italo-americana per combattere i comunisti. Ma anche qui, intrallazzi e scandali a mitraglia non sollevavano gli indici di gradibilità della Sede diversamente Santa, tipo p2 e gestione Andreotti del caso Moro nel '79, quello condannato per "concorso esterno in associazione mafiosa" fino agli anni '80, solo per citarne un paio a caso. La vera svolta è stata ottenuta con la discesa in campo di B. ma non per lui che fu solo un pupazzo col sorriso e il parrucchino, ma per mani pulite che passò la palla (apparentemente) alla "sinistra storica" sciogliendo la DC seguendo il piano. No?
GioCo 30 ottobre 2026
Piano che ci è persino pervenuto nel dettaglio documentato direttamente dagli archivi P2 di Gelli, ma il fatto che ne siamo venuti a conoscienza come previsto dal Padrone ha avuto effetto 0.
Perché? Perché ciò che interessava era unicamente recuperare credibilità e nonostante Francesco abbia fatto del suo meglio coi ca%%i di Pachamama, probabilmente a lui molto cari se guardiamo alle frequentazioni chiacchierate dalle malelingue, pochi ed estremamente sfigati erano quelli fino gli anni '90 che sognavano di tornare ai "bei vecchi tempi" con la Chiesa dominante per trovare "pace spirituale".
Oggi? Sono fin troppi quelli che tornano nel Gregge. Tra i giovani, certo, perché se hai abbastanza inverni nelle ossa rivolgerti a Sua Orripilanza per la "benedizione" in nome di chi è usato per giustificare tutt'altro, forse anche NO. L'ipocrisia bigotta cattolica è oggi tornata IL paravento efficace come la sua storica impermeabilità alla condanna e fa male vedere quante delle nuove generazioni sono "allineate" morbidamente allo schifo senza nemmeno rendersene conto. Basta vedere tra gli influencer... Ma quello è il segno di un Fallimento Atroce della Mia generazione (Nostro).