CHI HA ATTACCATO IL SANTUARIO A SAMARRA?

DA BAGHDAD DWELLER (BLOG DI UN’IRACHENA)

Pensateci in modo logico: la moschea a Samarra era lì secoli fa, non era mai stata assalita, attaccata e nessun danno era stato fatto prima d’ora all’edificio.

A partire dall’occupazione, la moschea è diventata un “bersaglio possibile” ma non è successo nulla, dunque perché adesso? E come potrà qualcuno trarre beneficio da un tale attacco?

Abbiamo due sospetti:Iran

L’Iran vuole vedere una guerra civile tra Sunniti e Sciiti. Il risultato di questa guerra civile sarebbe una regione sciita indipendente che in conclusione sarebbe una regione iraniana.

Stati Uniti

Samarra è un fallimento per gli Stati Uniti, l’hanno attaccata molte volte senza risultato, la città è ancora inaccessibile agli Statunitensi. Uomini armati li attaccano quotidianamente sia a Samarra che nelle aree confinanti, così duramente che poche settimane fa ho letto su un giornale iracheno che i checkpoint americani fuori dalla città stanno sequestrando i telefoni con le video-camere ai cittadini di Samarra in modo che gli attacchi non siano filmati e diffusi via internet.

Questo è un articolo sul fallimento Usa a Samarra (punto di vista degli Stati Uniti):

Explanations for failure in Samarra vary

Le truppe Usa sono così sconfortate all’idea di entrare nella città che Rumsfeld ha detto:

Non potete permettervi dei rifugi sicuri o una quantità consistente di cattiva condotta… Dunque dovete fare qualcosa.

Commenti dei leader Usa sul riprendersi Samarra

Creare questo assalto alla moschea è solo uno dei loro tentativi. Questa volta vogliono entrare nella città ma in un modo differente, non come occupanti ma come salvatori, un vecchio trucco che funziona (qualche volta).

Se avete bisogno di qualche informazione sui fatti di Samarra, allora visitate questo link.

Data: 22 febbraio 2006

Link: http://www.roadstoiraq.com/?p=720

LA NOTTE PRIMA DELL’ATTENTATO: DUE TESTIMONI

L’immagine sovrastante mostra dei Sunniti a Samarra che protestano condannando l’attentato al “Duomo d’oro”. L’imam nella foto è un sunnita, lo si capisce dal suo turbante bianco, mentre gli imam sciiti indossano turbanti neri.

Voglio far saperei ai lettori che per gli abitanti di Samarra la moschea non rappresenta solo un santuario sciita, ma anche l’esistenza della città ed essi ne sono molto orgogliosi, anche se i rapproti sono diventati veramente pessimi tra Sunniti e Sciiti, i pellegrini sciiti nella città non sono mai stati attaccati da alcun gruppo, è uno specie di codice di onore non scritto.

Testimonianze di due persone vicine al luogo all’attentato:

Testimone 1:

Vivo in un distretto molto vicino alla moschea e vi dirò esattamente quel che ho visto ore prima dell’attentato.

C’è un coprifuoco quotidiano nella nostra città (Samarra), che comincia alle 8.00 di sera fino alle 6.00 di mattina. Nella notte prima dell’attentato e proprio quando stava diventano scuro c’erano attività anomale della Guardia Nazionale Irachena nell’area vicino alla moschea. Ho udito le loro auto tutta la notte fino alla mattinata successiva.

Il testimone continua: dunque, vi chiedo, come potrebbero dei terroristi entrare nell’area che è solitamente circondata dalla Guardia Nazionale Irachena, entrare nella moschea e correre via senza essere presi dalla polizia?

Testimone 2:

Il secondo testimone fornisce delle informazioni più dettagliate sulla connessione degli Statunitensi agli eventi prima dell’attentato, quindi lo rendo come una timeline degli eventi:

Il mio nome è Muhammad Al-Samarrai, possiedo un internet cafè vicino alla moschea, dormo nel mio negozio perché temo che i miei computer siano rubati da ladri.

8,30 (sera) Forze Irachene (Guardia Nazionale) e Usa mi hanno chiesto di rimanere nel negozio e di non lasciare l’area.

9,00 (sera) Hanno lasciato l’area.

11,00 (sera) Sono tornati indietro ed hanno iniziato a sorvegliare l’area fino al mattino successivo.

6,00 (mattina dopo) La Guardia Nazione Irachena lascia l’area.

6,30 Gli Statunitensi lasciano l’area.

6,40 Prima esplosione.

6,41 Seconda esplosione.

Ha confermato di nuovo che il coprifuoco inizia alle 8.00 (di sera) fino alle 6.00 (di mattina) del giorno successivo e che la Guardia Nazionale Irachena insieme agli Statunitensi pattuglia la città per tutto il tempo.

Data: 23 febbraio 2006

Link: http://www.roadstoiraq.com/?p=723

Fonte: http://www.roadstoiraq.com/

Traduzione dall’inglese a cura di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

8 Commenti
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carlo
carlo
24 Febbraio 2006 5:50

Ci sono due piccolo aggiornamenti riguardo il post Nella time-line ho detto che la seconda esplosione si è verificata alle 6,41, mentre erano le 6.45. E’ stato un mio errore perché stavo leggendo da diverse fonti mentre scrivevo, e per di più stavo guardavo le Olimpiadi invernali. Secondo aggiornamento: ho detto che gli imam sunniti portano in testa turbanti bianchi, mentre gli imam sciiti usano turbanti neri. Non c’è nulla di errato in quel che ho detto, ma quel che intendo con Imam è l’uomo che conduce la preghiera nella moschea. I Sunniti usano sempre il bianco o il bianco con il verde. Gli Sciiti usano il nero ma questa non è una “Regola d’oro” per gli Sciiti. I religiosi sciiti di alto rango (per esempio Sistani), che possono anch’essi portare un turbante bianco. Parlando ancora di questo, i Sunniti chiamano i loro leader religiosi Imam, gli Sciiti usano questo titolo sono per i loro religiosi di alto rango, ma quello che conduce la preghiera nella moschea è chiamato Saiyyd. Ancora… i Sunniti chiamano la loro casa di preghiera “moschea”, gli Sciiti la chiamano “Hasayia”, che si traduce letteralmente in qualcosa come “dedicato ad Hussein”. Hussein è una delle principali… Leggi tutto »

carlo
carlo
24 Febbraio 2006 5:53

Tensioni… Da Baghdad Burning (Blog di una ragazza irachena) Le cose non vanno bene a Baghdad C’è stata un’esplosione questa mattina nella moschea di Samarra, una città ad ampia maggioranza sunnita. Anche se la moschea è sacra sia per i Sunniti che per gli Sciiti, è considerata uno dei luoghi sciiti più importanti da visitare di tutto l’Iraq. Samarra è considerata una città sacra da molti Musulmani e storici perché divenne la capitale dell’Impero Abassid dopo Baghdad, sotto il Califfo Al-Mu’tasim. Il nome “Samarra” deriva propriamente dalla frase in arabo “Sarre men ra’a”, che si traduce “Gioia a tutti quelli che vedono”. Questo è il modo in cui la città fu nominata da Al-Mu’tasim quando stese i progetti per una città che potesse competere con le più grandi città di allora – doveva essere una gioia per tutti quelli che la vedevano. E’ rimasto la capitale dell’impero Abassid per circa 60 anni e persino dopo che la capitale tornò ad essere Baghdad, Samarra fiorì sotto la protezione di vari Califfi. La moschea danneggiata questa mattina con degli esplosivi è la “Moschea Askari”, importante perché si crede che sia la tomba di 2 dei 12 imam sciiti – Ali Al-Hadi e… Leggi tutto »

Tao
Tao
24 Febbraio 2006 6:29

IRAQ – «L’attentato al tempio di Samara è un colpo portato all’unità anti-USA»: sorprendente affermazione di Syed Salim Shehzad (1). Ma ben soppesata: capo della redazione di Asia Times in Pakistan, Shehzad ha contatti – che ammette senza esitare – con l’ISI, il servizio segreto pakistano. Spiega il capo-redattore: c’erano grandi preparativi in corso per «una nuova fase di azioni anti-USA su larga scala», che avrebbero dovuto scoppiare simultaneamente «dall’Afghanistan a Gerusalemme» per Nauroz, il capodanno persiano, in primavera. Era la risposta che Teheran stava preparando alla possibile aggressione americana, giudicata imminente. Lo prova «la presenza in Iran, in questi giorni, di esponenti di Hamas e della Jihad islamica palestinesi, di capi dell’Hizb-i-Islami dell’Afghanistan, e di altre discusse figure, come membri di Al Qaeda. I nostri contatti nei servizi ci hanno detto che vari membri di Al Qaeda sono stati spostati dai luoghi di detenzione in cui erano rinchiusi in Iran a ‘case sicure’ gestite dall’intelligence iraniano. Lo scopo per cui tutti costoro sono stati convocati in Iran era di coordinare una catena di resistenza antiamericana, prima che l’Occidente agisca contro Teheran come previsto, con azioni preventive militari USA». L’attacco alla Moschea d’oro di Samara ha «cambiato di colpo la… Leggi tutto »

Zret
Zret
24 Febbraio 2006 11:44

E’ ovvio che sono stati quei sant’uomini della sianrchia a distruggere la moschea. Non occorre dimostrarlo, ma il popolo bove crede alle menzogne dei media. Sigh…

geopardy
geopardy
24 Febbraio 2006 13:01

Se c’è qualche potente o gruppo di potenti(la parola potenza data ad una nazione oggi mi sembra arcaica) che vogliono far esplodere la guerra su tutto il il pianeta, temo dal profondo che l’obbiettivo sarà un altro e lo temo da molto tempo, poichè, non c’è più limite alla follia (in nessuna epoca nota si sono vissuti simili eventi di degrado interiore dell’uomo).
Vedete una chiesa, una moschea per quanto importante siano si possono ricostruire, ma la Pietra Sacra KAABA no.
Un saluto
Geopardy

Affus
Affus
24 Febbraio 2006 15:18

temo che attaccado la pietra sacra KAAba, si sferra un colpo mortale a tutto l’islam. I nemici dell’islam forse vogliono questo.

carlo
carlo
25 Febbraio 2006 9:35

IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO Bollettino del 25 febbraio 2006 http://www.iraqiresistance.info Questo bollettino contiene: 1. JAMES BOND A SAMARRA – Gli Usa vogliono la guerra civile 2. HAJ ALI A RAI NEWS 24: MERCENARI ITALIANI AD ABU GHRAIB 3. IL 18 MARZO A ROMA PARLERA’ LA RESISTENZA IRACHENA – Uniamo le voci del Movimento e della Resistenza nella lotta di liberazione dalla guerra e dall’oppressione imperialista 4. “KAMIKAZE CONTRO I MARINES, NON E’ TERRORISMO” – Le motivazioni della sentenza di Milano ——————————————————————- JAMES BOND A SAMARRA Gli Usa vogliono la guerra civile “Hanno buttato giù la moschea d’oro di Samarra, come in un film di James Bond”. Si apre così, con questa frasetta involontariamente rivelatrice, l’articolo del Corriere della Sera sull’attentato di mercoledì scorso. Tre giorni fa un’esplosione di enorme violenza ha distrutto la cupola della moschea di Samarra dove si trovano i mausolei degli imam Hadi ed Askari, uno dei più importanti luoghi sacri degli sciiti, in una città che è tra le capitali della Resistenza all’occupazione americana. Le modalità di questo attentato sono alquanto insolite. Non lo diciamo noi, lo dicono i fatti. E’ la prima volta che un simbolo religioso di questa… Leggi tutto »

carlo
carlo
25 Febbraio 2006 9:41

Uscita senza strategia di Sami Ramadani The Guardian, 24 febbraio 2006 La cupola d’oro distrutta di Samarra è ancora un’altra pietra miliare nella “lunga guerra” di George Bush – nella quale una guerra civile in Iraq mostra ogni segno di essere una caratteristica devastante. Ma che genere di guerra civile? Io sono convinto che non sia il tipo di guerra che i politici a Washington e a Londra, e gran parte dei media occidentali, avevano previsto. Gli eventi degli ultimi giorni hanno rafforzato questa convinzione. Non sono stati i simboli religiosi sunniti che centinaia di migliaia di manifestanti in collera che protestavano contro l’attentato al santuario hanno preso di mira, ma le bandiere Usa. Lo slogan che li unificava mercoledì era: “Kalla, kalla Amrica, kalla kalla lill-irhab” – no all’America, no al terrorismo. Gli esponenti religiosi sciiti più ascoltati dai giovani militanti hanno dato rapidamente la colpa dell’attentato all’occupazione. Fra questi c’erano Moqtada al-Sadr; Nasrallah, il leader degli Hezbollah in Libano; l’Ayatollah Khalisi, leader dell’Iraqi National Foundation Congress; e il Grande Ayatollah Khamenei, la Guida spirituale dell’Iran. Assieme al Grande Ayatollah Sistani, essi hanno inoltre dichiarato che attaccare i sunniti è un “peccato” grave – come hanno fatto tutti gli… Leggi tutto »