Unica democrazia del Medio Oriente? No, unica teocrazia liberale del mondo

Unica democrazia del Medio Oriente? No, unica teocrazia liberale del mondo



Di Jean Claude Martini per ComeDonChisciotte.org


Siamo entrati nel mese delle elezioni israeliane, che sempre più stanno attirando l'attenzione del mondo per l'alta probabilità che Netanyahu venga esautorato dal governo.

Non ci si facciano illusioni: al netto della propaganda sulla "unica democrazia del mondo", ben poco cambierebbe all'interno dell'entità sionista, anche qualora tale scenario dovesse effettivamente materializzarsi.

In quanto regime suprematista e teocratico fondato sulla divisione talmudica dell'umanità in "ebrei" e "goyim", è altamente improbabile che possano verificarsi cambiamenti sostanziali nelle direttrici di politica interna e soprattutto estera di Israele, specialmente verso la Palestina. La cosiddetta soluzione dei due Stati, come precisava già Gheddafi1 e come continua a sostenere oggi la Repubblica Islamica dell'Iran2, resta fondamentalmente inattuabile per l'indisponibilità, peraltro esplicitamente sancita3, della parte israeliana ad attuarla.

Fatta luce su questo aspetto fondamentale, ai laudatores di Israele non resta che appigliarsi, ciò tanto a "destra" quanto a "sinistra", alla tiritera dei «terroristi islamici»: premesso che andrebbe loro chiesto se in questa categoria rientri anche l'ISIS, che "casualmente" in Medio Oriente ha sempre attaccato soltanto Paesi ostili o non completamente allineati al Washington Consensus, mentre solo una volta, per errore, ha colpito Israele, per giunta scusandosi4, l'inerzia politica fa invece sì che si continui, nonostante ogni evidenza contraria prontamente rivelatasi, con la "reductio ad Hamasum" (nota a parte: l'ISIS si infiltrò anche in Palestina soltanto per destabilizzare il governo di Hamas5, unico legittimo per come emerso dai risultati elettorali del 2006: non sono "la stessa cosa"6).

Non paghi di aver diffuso, anche in ambienti filopalestinesi, falsità sulle origini di Hamas7, tra cui la ben nota bufala secondo cui esso sarebbe stato addirittura creato da Israele stesso8 solo per non ammettere la reale debolezza del regime di Tel Aviv a fronte della sua propaganda di onnipotenza, non ci si perita neppure di riprendere le menzogne diffuse dal gruppo ebraico ultraortodosso Zaka, creato nientepopodimeno che da Jeffrey Epstein9, sui «40 bambini decapitati»10 e sugli «stupri di massa»11. È emerso, tra l'altro, che persino i ragazzi del Nova Festival trovatisi malauguratamente, involontariamente e inconsapevolmente sulla linea del fronte la mattina del 7 ottobre 2023 sono stati uccisi non da Hamas, bensì dagli stessi elicotteri Apache delle IDF12 (consigliamo documentazione sulla strategia dell'Opzione Sansone13: la stragrande maggioranza degli ostaggi, del resto, è morta sotto i bombardamenti di Israele14, a dimostrazione di chi sia a fare realmente uso di "scudi umani"15), onde creare il pretesto necessario allo scatenamento del genocidio16 che prosegue, a fasi alterne, fino ai giorni nostri.

Quelli sopravvissuti, Hamas li ha poi regolarmente restituiti come parte dei vari accordi di pace e con la mediazione logistica della Croce Rossa, alla parte israeliana incolumi e tanti in buona salute17, soldati compresi18. Iconica, in questo contesto, la foto scattata da un combattente con la signora 85enne Yocheved Lifshitz, la quale, prima di ripartire per far ritorno a casa, gli ha stretto la mano e l'ha salutato in ebraico19.

Siamo dunque di fronte all'«unica democrazia del Medio Oriente» che per sopravvivere deve ricorrere all'espediente della menzogna?

Non proprio. Perché definire Israele una "democrazia" è decisamente fuori luogo anche per i rigidissimi e totalitari criteri occidentali stessi.

Unico in Medio Oriente è, infatti, lo Stato d'Israele a non avere neppure una Costituzione, condividendo curiosamente questo poco invidiabile primato con l'Arabia Saudita, la quale oggi concentra tutte le sue forze non nell'aiuto ai fratelli musulmani palestinesi, ma nell'uccidere quelli yemeniti per difendere i territori loro occupati nel 2015, nonostante lo Yemen i palestinesi li abbia aiutati davvero.

La chiusura e la soppressione del segnale di emittenti come Al-Jazeera e Al-Mayadeen, prorogata a luglio per altri 90 giorni dopo due anni di blocco20, sanciti nel frattempo da una legge del 202521, e l'attacco vandalico rimasto impunito contro la redazione del giornale d'opposizione Haaretz22, depongono chiaramente a sfavore della propaganda sionista23.

Falsa è anche l'asserzione, a tal proposito, secondo cui Israele sarebbe «terra di coesistenza pacifica tra varie etnie».

Gli arabi, ad esempio, non possono liberamente acquistare o affittare una casa, giacché ingenti porzioni di terreno statale si trovano sotto il controllo del Fondo Nazionale Ebraico e dell'Autorità Nazionale dei Terreni, che spesso e volentieri li escludono dalla proprietà tramite le proprie normative e i propri comitati di ammissione negli insediamenti residenziali, anche di dimensioni ridotte24. Con la Legge sullo Stato-Nazione del 2018, lo Stato di Israele viene definito «casa nazionale del popolo ebraico», ridimensionando così la condizione della lingua araba, passata da ufficiale a uno "status speciale") e creando basi giuridiche per un trattamento di sostanziale apartheid25. Emendamenti più recenti, su detta legge basati, facilitano inoltre la potenziale esclusione di partiti o candidati arabi dalle elezioni in base ad accuse generiche e non comprovate di «sostegno alla lotta armata»26. Fresca di stampa la notizia per cui, alle elezioni incombenti, i partiti che li rappresentano sono stati tout-court esclusi27.

Neanche tra i banchi si registra parità tra israeliani e arabi: i finanziamenti pro-capite per la scuola e le infrastrutture nelle comunità arabe sono inferiori a quelli destinati ai settori ebraici, così come la copertura dei rifugi antiaerei in alcune località a maggioranza araba28, come si è visto anche in occasione della guerra con l'Iran dell'anno scorso, dove a chi parlava arabo veniva rifiutato persino l'ingresso29. La Legge sulla Cittadinanza e l'Ingresso in Israele limita fortemente anche il loro diritto di far ottenere la residenza ai coniugi provenienti da Cisgiordania, Striscia di Gaza o Paesi considerati "ostili". Considerando inoltre che la maggioranza di costoro non presta il servizio militare obbligatorio nell'IDF, giocoforza rimangono esclusi da un gran quantitativo di benefici economici, sconti fiscali, sussidi per la casa e borse di studio sono legati o subordinati proprio al servizio militare, creandosi in tal modo un divario socio-economico strutturale.

Le condizioni dei cristiani, se si vuole, sono anche peggiori, come dimostra l'accoglienza tutt'altro che calorosa riservata a due turisti cristiani a Netanya due anni fa, aggrediti per il solo fatto di indossare una collana con una croce cattolica30, un particolare che non ha risparmiato da insulti e sputi neppure una sedicente "sionista cristiana" asiatica31, un odio anti-cristiano che non risparmia né preti32 né fedeli33, con buona pace della propaganda sulla "civiltà giudaico-cristiana", una contraddizione in termini "risolta" dai soldati israeliani coi vandalismi ai danni di statue di Gesù34 e della Madonna35 in Libano, atti per i quali solo a seguito di una forte ondata di indignazione globale hanno ricevuto condanne assai tenui e del tutto simboliche. Stessa procedura è stata effettuata nei confronti dei sei sionisti che hanno preso a sassate il Monastero Armeno nella Città Vecchia di Gerusalemme, insultando pesantemente una cristiana sua frequentatrice36. Un episodio simile si era già verificato due anni fa37, nel quadro di una prassi consolidata38.

La discriminazione contro i neri, che il resto del mondo ha superato dopo la fine delle tragiche esperienze dell'Apartheid in Sudafrica e nell'ex Rodesia, sopravvive in Israele nei confronti dei Beta Israel, ovvero gli ebrei di origine etiope arrivati negli anni '70 e '80 in fuga dalla guerra e dalla carestia.

Annoveranti circa 168.800 persone, più volte i loro esponenti hanno denunciato frequenti pratiche di racial profiling39 (fermi e controlli polizieschi motivati unicamente dal colore della pelle) e razzismo nelle scuole e fuori, poiché per molti israeliani essere neri ed ebrei è un «controsenso» che viene fatto sovente «notare» ai diretti interessati40. Pur costituendo inoltre il 4% degli effettivi delle IDF, essi rappresentano circa il 40% della popolazione carceraria militare, il loro tasso di condanna è superiore del 760% rispetto alla loro proporzione nella società, ricevono salari e hanno un livello di istruzione inferiori rispettivamente del 20% e del 18% alle loro controparti ashkenazite41. Ospedalizzazione psichiatrica, depressione, suicidi, disperazione, dolore, tristezza, delusione, umiliazione, mancanza di rispetto e svalutazione nella loro vita professionale sono all'ordine del giorno anche per i loro figli42, le cui famiglie vivono per oltre il 50% sotto la soglia di povertà. Il Rapporto Palmor ha sancito ufficialmente, nero su bianco, nel 2016 tale stato di cose e il caso di Solomon Teka, ucciso con un colpo di pistola nel giugno 2019 da un agente fuori servizio a Kiryat Haim, ne fa fede nella realtà, laddove il suo assassino è stato assolto ad aprile 2024 col pretesto della "legittima difesa".

I Beta Israel, infatti, non sono mai stati riconosciuti come "pienamente ebrei", tant'è che spesso viene loro negata la possibilità di celebrare matrimoni ufficiali o divorzi senza la supervisione del Rabbinato ortodosso canonico, poiché quest'ultimo non li ritiene conformi all'Halakhah (legge ebraica), infatti al loro arrivo a molti fu richiesta la Giyur Lechumra (conversione pro forma all'ebraismo per come ufficialmente inteso).

Nemmeno gli stessi ebrei, sia detto per inciso, godono tutti di condizioni privilegiate nella sedicente «unica democrazia del Medio Oriente»: non paghe di aver distrutto con un bombardamento la Sinagoga di Rafi-Nia a Teheran ad aprile43 (una sorte toccata a moltissimi altri edifici, reperti e monumenti storici in Palestina44), più volte ci è toccato di assistere al paradosso dei feroci pestaggi ai danni di esponenti della comunità Haredim45 all'interno stesso di Israele per il semplice diritto, loro riconosciuto sulla carta, di esentarsi dal servizio militare per dedicarsi, a spese dello Stato, allo studio e all'esegesi delle Scritture.

Israele è dunque l'unico Paese al mondo in cui ad oggi si assiste a violente repressioni istituzionali ai danni di ebrei all'interno e che bombarda sinagoghe all'estero.

La recente decisione di Benjamin Netanyahu (il quale, a dispetto di quanto potrebbe suggerire il cognome, non viene da Netanya ma è di origine polacco-bielorussa46, e nella classe dirigente israeliana non è assolutamente il solo) di revocare la cittadinanza ai due registi del film Naza, vincitore del Premio speciale della giuria al Festival di Venezia, per come racconta le tecniche scelte dai soldati israeliani per colpire civili a Gaza47, con tanto di minacce recapitate a casa di uno dei due48, e la proposta di allargare tale provvedimento a tutti coloro che criticano le azioni dell'esercito israeliano con tanto di aumento di 20 volte dei risarcimenti per diffamazione49, non depongono certamente a favore della propaganda di Israele come "Paese democratico". Il pestaggio di Gabriele Rubini, noto come Chef Rubio, avvenuta fuori da casa sua a Frascati il 15 maggio 2024 ad opera verosimilmente di squadristi della Lega di Difesa Ebraica (dal momento che questi sono i suoi metodi riconosciuti, sia negli Stati Uniti che all'estero50), è "soltanto" la traduzione in italiano di questa realtà, già confermata dalle vicende di Ilan Pappé, Zeev Sternhell e altri e aggiornata dalle vicende di Giovanni Grandi, ex operatore delle missioni di pacificazione estere di Papa Giovanni XXIII, e della figlia: costui ha dovuto subire un anno di calvario giudiziario per un post dal profilo Instagram di quest'ultima e finendo "democraticamente" denunciato per un commento privato per il quale «Israele è odio e morte». La solertissima Procura di Firenze, il cui zelo abbiamo avuto modo di notare anche in questi ultimi giorni51, aprì subito un fascicolo d'indagine, con tanto di visita mattutina da parte di una Digos perennemente in cerca di «materiali di matrice terrorista», tutte accuse dalle quali, naturalmente, padre e figlia sono stati assolti52.

Ci asteniamo dal parlare delle ripetute provocazioni53 e repressioni, tanto "civili"54 quanto poliziesche55, denunciate anche da organismi come Amnesty International56, contro i fedeli musulmani nella Moschea di Al-Aqsa, e purtuttavia non possiamo non mettere al confronto questo quadro con la reale parità di diritti e rispetto di cui godono tutte le confessioni in Palestina: cristiani, ebrei, musulmani, samaritani, maroniti, melkiti, giacobiti, caldei, cattolici di obbedienza romana (chiamati localmente "Latini"), siro-cattolici, copti e armeni ortodossi e cattolici, anglicani (episcopali), luterani, evangelici, battisti e altre diramazioni del protestantesimo57. Una pluralità democratica che si rispecchia nello stesso fronte della Resistenza, dove i sunniti di Hamas collaborano con gli sciiti del Jihad Islamico insieme addirittura ai socialisti del Fronte Democratico di Liberazione, ai comunisti del Fronte Popolare di Liberazione e ad altre formazioni minori.

Un capitolo a parte meritano i succitati samaritani: titolari di un seggio nel Parlamento dell'Autorità Nazionale Palestinese, essi, antisionisti, si dichiarano «i veri discendenti di Mosè» (le prime tracce dei loro antenati risalgono al XII secolo a.C.: sarebbero loro il popolo ebraico da egli guidato in Terra Santa in fuga dal Faraone), «possessori dell'unica copia originale della Torah», rispetto alla quale accusano gli ebrei israeliani di eresia e deviazione: la quasi totalità di loro vive infatti in Cisgiordania, si oppone al sionismo e non riconosce lo Stato d'Israele58. Una posizione del tutto affine a quella di parte degli Haredim e di tutti i Neturei Karta ("Guardiani della Luce"), una comunità, quest'ultima, fondata nel 1938 a Gerusalemme da ebrei di lontane origini ungheresi e lituane ma residenti da tempo in Palestina, come scissione dal partito dell'Unione di Israele (Agudath Yisrael).

Costoro non si riferiscono a sé stessi come organizzazione politica, ma, appunto, come una semplice comunità religiosa unita dall'interpretazione rigorosa e letterale della Torah e di alcuni passi del Talmud, interpretazione che li ha portati all'esilio dalla Palestina allorché fu fondato lo Stato di Israele, da loro ritenuto "eretico": la Terra Promessa, dicono quei passi (Levitico 25:23, Ketubot 111a), può essere data solo da Dio, non occupata arbitrariamente dagli uomini, altrimenti questa ne «vomiterà» il popolo, costringendolo, appunto, all'esilio.

La frammentazione di questa comunità a seguito di quest'ultimo avrebbe reso loro impossibile formare un organismo politico con tutti i crismi del caso, senza contare la repressione posta in atto da Tel Aviv ai loro danni59; essi hanno però sfruttato questa condizione per fondare una serie di sinagoghe, istituti didattici, case editrici e organizzazioni in vari Paesi del mondo: in particolare, tra queste ultime, spiccano la Jewish Voice for Peace, IfNotNow, il Jewish Socialists' Group e l'Independent Jewish Voices for Canada60. Il loro esempio è stato da noi replicato con la campagna lanciata l'anno scorso dal Laboratorio Ebraico Antirazzista, da Tikkun e Mai Indifferenti - Voci Ebraiche per la Pace, consistente in affissioni seriali di manifesti in tutta Italia annuncianti «voci ebraiche [che] dicono stop al genocidio»61.

Il sostegno aperto e dichiarato dei Neturei Karta alla Palestina li ha messi in contatto sia con i correligionari ivi residenti che con governi ideologicamente affini pur se sotto altre bandiere religiose, primo fra tutti l'Iran, con cui esistono rapporti di lunga data: sono note, infatti, i loro incontri, in un clima estremamente cordiale e affettuoso, con gli ex presidenti Mahmoud Ahmadinejad62 ed Ebrahim Raisi63. È giusto tuttavia ricordare come gli ebrei in Iran godano di tutti i diritti civili, sociali, religiosi e politici della cittadinanza, essendo tra l'altro una delle tre comunità fondamentali non musulmane riconosciute dalla Costituzione della Repubblica Islamica insieme a cristiani e zoroastriani (art. 13), cui è riservato un seggio nel Parlamento nazionale, il Majlis.

Vi è dunque una larga fetta di ebrei nel mondo che si oppone a Israele e per questo subisce repressioni, persino negli Stati Uniti64, soltanto per avere il coraggio di alzare la voce contro uno Stato che arbitrariamente pretende di rappresentarli. Anche nella nostra città abbiamo avuto voci coraggiose, come quella, iconica per ogni tifoso viola, di David Guetta65 (no, non il DJ), che ha esortato tutti gli ebrei nostri concittadini a non restare in silenzio sul genocidio nella Striscia di Gaza. Una presa di posizione che andrebbe, oltretutto, a loro beneficio, visti anche taluni episodi incresciosi di aggressioni immotivate66 ai danni di membri della loro comunità67, motivate probabilmente dallo sdegno per quanto sta accadendo in Palestina ma assolutamente ingiustificabili, tanto quanto lo è l'islamofobia sempre più diffusa per secondi fini elettoralistici. Un'islamofobia oltretutto ipocrita e falsa, che da Israele ai suoi corifei di "destra sovranista" in tutta Europa non ha mai toccato quelle organizzazioni terroristiche salafite che hanno messo a ferro e fuoco il Nordafrica e il Medio Oriente con le cosiddette "primavere arabe", finanziate, armate e sostenute da Paesi sì "islamici", ma amici dell'Occidente, per destabilizzare e rovesciare governi legittimi come in Libia nel 2011 e in Siria per tredici anni fino al 2024. Neanche costoro hanno mai torto un capello a Israele, anzi, alcune brigate islamiste siriane dichiararono apertamente già dieci anni prima della caduta di Assad di «non avere alcun problema» con Tel Aviv68, dalla quale, per stessa ammissione di un ex direttore del Mossad69, giungevano aiuti medici ai miliziani del Fronte al-Nusra70, antesignana di quell'Hayat Tahrir al-Sham capeggiata dall'attuale presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, il quale, nonostante l'invasione e i bombardamenti che si susseguono dal 9 dicembre 2024 e il contestuale appoggio ai secessionisti drusi, voleva inizialmente normalizzare i rapporti con Netanyahu71. Questo tipo di "islamici", dunque, va bene ai sostenitori di Israele?

Ecco quindi come la narrazione filo-israeliana sull'«antisemitismo» si scontri con una realtà di fatto in cui lo scontro non è affatto religioso, non riguarda «i nostri valori» e «la nostra civiltà» come ai tempi delle Crociate, posto che questi "valori" e questa "civiltà" andrebbero definiti con certezza. Giacché si parla, sia nel caso degli arabi che nel caso degli ebrei israeliani, di popolazioni semite, si comprende quanto di questo termine si sia appropriato Israele nell'ottica di silenziare le voci di opposizione alle sue politiche in tutto il mondo, forse per nascondere il fatto di essere un regime impiantatosi in una terra sempre chiamatasi Palestina72 e nella quale, pur sotto un mandato britannico anch'esso di Palestina, oltre a esservi una capitale, Al-Quds, e una moneta, la Sterlina palestinese, ebrei e arabi hanno per secoli convissuto pacificamente. Fino alle violenze dell'Haganah e dell'Irgun73 che hanno spianato la strada all'arrivo di quegli emigranti, spesso e volentieri estranei alla storia e alle vicende di quel territorio e dei suoi popoli eppure accolti con gioia e affetto, che hanno deciso di regolamentare con estremo rigore persino i test del DNA, con la scusa di proteggere una "privacy" che loro stessi, con gli spyware74 e gli altri strumenti del Mossad, violano tutt'oggi senza alcuna remora.


Di Jean Claude Martini per ComeDonChisciotte.org

03.10.2026


Jean Claude Martini. Analista geopolitico, Delegato Ufficiale dell'Associazione di amicizia e solidarietà Italia-RPD di Corea. Autore di libri e articoli a carattere internazionale e di cronaca per testate locali e nazionali.


NOTE


1https://web.archive.org/web/20110816145018/http://www.algathafi.org/html-italia/cat_1_9.htm

2https://english.khamenei.ir/news/10959/The-two-state-solution-A-strategy-to-buy-time-for-the-Zionist

3https://www.ilpost.it/2024/07/18/voto-knesset-soluzione-due-stati/

4https://www.timesofisrael.com/ex-defense-minister-says-is-apologized-to-israel-for-november-clash/

5https://www.aljazeera.com/news/2015/7/1/isil-warns-hamas-in-video-message

6https://www.rsi.ch/info/mondo/Hamas-come-l%E2%80%99ISIS-Un%E2%80%99equazione-sbagliata--1966103.html

7https://www.milestonesjournal.net/articles/2018/2/21/distorting-hamass-origins-a-response-to-mehdi-hasan-1

8https://basirapress.org/2024/07/30/debunking-myth-israel-created-hamas/

9https://thegrayzone.com/2023/12/06/scandal-israeli-october-7-fabrications/

10https://it.insideover.com/guerra/40-bambini-decapitati-da-hamas-era-un-falso-e-si-poteva-saperlo.html

11https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-7_ottobre_il_nyt_e_lo_stupro_di_hamas_inventato/8_52191/

12https://x.com/CesareSacchetti/status/2088873460151803987

13https://it.wikipedia.org/wiki/Opzione_Sansone

14https://www.aljazeera.com/news/2024/3/1/hamas-says-seven-captives-killed-in-israeli-army-bombing-of-gaza

15https://comedonchisciotte.org/chi-fa-ricorso-agli-scudi-umani-hamas-o-israele/

16https://www.ohchr.org/en/press-releases/2025/09/israel-has-committed-genocide-gaza-strip-un-commission-finds

17https://www.businessinsider.com/israeli-hostages-released-by-hamas-are-good-condition-report-says-2023-11

18https://www.rsi.ch/info/mondo/Hamas-ha-rilasciato-quattro-soldate-israeliane--2533468.html

19https://tg24.sky.it/mondo/2023/10/24/donna-israele-hamas-ostaggio-shalom-video

20https://www.aa.com.tr/en/middle-east/israel-extends-ban-on-al-jazeera-operations-for-additional-90-days/4007557

21https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/12/23/israele-prolunga-la-legge-contro-al-jazeera-mina-la-sicurezza-dello-stato_b9c637d5-c862-441b-8e48-12a7284f71ff.html

22https://www.timesofisrael.com/door-to-haaretz-offices-smashed-in-second-attack-on-media-this-week/

23https://www.ilgiornale.it/news/politica/certa-sinistra-critica-israele-si-trasformata-antisemitismo-2525508.html

24https://www.questionegiustizia.it/articolo/israeliani-e-palestinesi-dalla-repressione-all-apartheid-_23-05-2018.php

25https://magazine.cisp.unipi.it/non-puoi-dire-quello-che-pensi-le-paure-degli-arabi-israeliani/

26https://www.assopacepalestina.org/2025/01/09/le-leggi-che-trasformano-gli-arabo-israeliani-in-cittadini-di-seconda-classe/

27https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/24/news/israele_partiti_arabi_esclusi_elezioni-425603523/

28https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/israele-e-lutilizzo-della-minoranza-palestinese-nelle-relazioni-diplomatiche-209524

29https://www.youtube.com/shorts/6usyBZ8PmbY

30https://www.youtube.com/shorts/iffLTgw0P6M

31https://www.facebook.com/bhnews.eng/videos/a-christian-woman-went-to-israel-to-get-to-know-the-community-she-supports-so-th/1310888243772634/

32https://edition.cnn.com/2024/02/04/middleeast/ultraorthodox-spitting-jerusalem-intl

33https://www.wsj.com/world/middle-east/spitting-attacks-show-rise-of-anti-christian-hate-in-israel-5ea40ac7

34https://www.bbc.com/news/articles/cpd575n1znzo

35https://www.osvnews.com/israeli-soldier-photographed-desecrating-mary-statue-in-lebanon/

36https://www.middleeastmonitor.com/20260803-armed-israeli-settlers-attack-armenian-church-in-occupied-jerusalem/

37https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/02/04/sputi-contro-cristiani-da-due-ebrei-ortodossi-nella-citta-vecchia-a-gerusalemme_ddaae175-bdb1-48a6-b407-01dcef807d0f.html

38https://ilmanifesto.it/archivio/2003057916

39https://www.dw.com/en/ethiopian-jews-israels-second-class-citizens/a-45687623

40https://www.associationforjewishstudies.org/publications-research/ajs-perspectives/the-hate-issue/jerusalem-of-black-ethiopian-israeli-girls-rage-against-hate

41https://www.theracialequityinitiative.org/anti-black-racism-in-israel/

42https://www.humanium.org/en/examining-the-rights-of-ethiopian-jewish-immigrant-children-in-israel/

43https://www.presstv.co.uk/Detail/2026/04/07/766463/Iran-s-Jewish-community-condemns-US-Israeli-attack-on-synagogue-in-Tehran

44https://www.agoravox.it/Gaza-un-genocidio-anche-culturale.html

45https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/israele-polizia-disperde-protesta-ultraortodossi/AIhWvlbD

46https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html

47https://www.ilpost.it/2026/09/14/ministro-cultura-israele-revoca-cittadinanza-registi-naza/

48https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/17/news/naza_minacce_casa_regista_netanyahu_via_cittadinanza-425589543/

49https://it.infodefense.press/2026/09/17/privare-della-cittadinanza-israeliana-per-diffamazione-dellidf-ha-proposto-il-primo-ministro-benjamin-netanyahu/

50https://www.splcenter.org/resources/extremist-files/jewish-defense-league/

51https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/26_settembre_18/la-toscana-in-fiamme-nel-videogame-di-guerra-indagato-l-autore-del-video-fatto-con-l-intelligenza-artificiale-23d7cedf-e7da-4f51-95fc-2f4e9dbdcxlk.shtml

52https://www.firenzetoday.it/cronaca/critica-stato-israele-indagato-odio-razziale-antisemitismo-minacce-terrorismo-islamico.html

53https://lespresso.it/c/mondo/2026/5/14/ben-gvir-bandiera-israele-spianata-moschee/62068

54https://www.agenzianova.com/a/6ab0027ec40515.12267801/7792897/2026-09-20/medio-oriente-incursione-israeliana-alla-moschea-di-al-aqsa-hamas-condanna-il-gesto

55https://www.rainews.it/articoli/2023/04/la-polizia-israeliana-fa-irruzione-nella-moschea-di-al-aqsa-e-attacca-i-fedeli-palestinesi-11543579-c599-45eb-8667-e9dadd28115f.html

56https://www.amnesty.it/seconda-notte-di-terrore-alla-moschea-di-al-aqsa-ecco-cose-lapartheid-israeliano/

57https://www.civg.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2652:i-cristiani-palestinesi-in-modo-fermo-e-risoluto-al-fianco-di-gaza-contro-l-occupazione-e-le-vessazioni-dell-occupante-israeliano&catid=2:non-categorizzato

58https://www.tpi.it/esteri/samaritani-setta-ebraica-contraria-occupazione-territori-palestinesi-202409231128716/

59https://en.irna.ir/news/8883654/Israel-Neturei-Karta-Fire-POL

60https://iltazebao.com/essere-lebreo-ebrei-israele-controstoria-haredim/

61https://www.dire.it/12-08-2025/1174044-stop-genocidio-la-campagna-di-tre-associazioni-ebraiche-in-italia/

62https://www.youtube.com/watch?v=wXHdg2fNmJs

63http://www.civg.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2651:palestina-documentazione-sulle-voci-e-le-posizioni-delle-comunita-ebraiche-anti-sioniste-per-la-pace-e-la-giustizia&catid=2:non-categorizzato

64https://www.theguardian.com/world/2023/oct/19/jewish-protest-israel-gaza-washington-dc

65https://www.davidguetta.it/11522/

66https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/ebrea-aggressione-firenze-obrkdwb3

67https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/italia/firenze-aggrediti-due-turisti-ebrei-da-un-arabo-al-grido-free-palestine/

68https://web.archive.org/web/20130712080818/http://www.statopotenza.eu/7986/non-abbiamo-alcun-problema-con-israele-parola-degli-islamisti-in-siria

69https://network.aljazeera.net/en/pressroom/former-mossad-director-efraim-halevy-defends-israeli-medical-assistance-al-nusra-front

70https://www.vice.com/da/article/syrian-fighters-rescued-by-the-idf-the-war-next-door-part-1-776/

71https://www.rightsreporter.org/in-corso-colloqui-tra-israele-e-siria-volti-alla-normalizzazione/

72https://www.infopal.it/dai-gloriosi-millenni-alla-morte-e-alla-distruzione-i-sionisti-riscrivono-la-storia-della-palestina/

73https://www.infopal.it/perche-la-palestina-ha-diritto-di-resistere-un-po-di-storia/

74https://www.ilsole24ore.com/art/spyware-paragon-caso-politico-spionaggio-attivisti-e-giornalisti-AGJ5vkkC

Commenti (4)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 4 caricati
    1. Marchesi 3 ottobre 2026

      L'articolo è decisamente di parte e non obiettivo.

      L'articolo 13 andrebbe citato per intero, e se lo si facesse e si usasse lo stesso metro di giudizio usato per Israele ci si renderebbe conto che di santi, su questa terra, non ne esistono.

    2. oriundo2006 3 ottobre 2026

      Non riesco a trovare traccia dell' art. 13. La prego di rendercene edotti.
      In ogni caso non vedo come possa cambiare le cose a Gaza o Cisgiordania oppure anche nello strapotere che certuni J. godono nei paesi occidentali.
      Di nuovo, a parte tutto ciò ancora, aver giustificato ed anzi essersi vantati dei crimini commessi ed anzi aver diffamato chi ha osato dirlo e scriverlo, è cosa che travalica qualsiasi diritto alla parola in un contesto democratico: questo è fondato su di una base minima di umanità di cui non c'è traccia oggi nel mondo ebraico generale.

    3. Marchesi 3 ottobre 2026

      L'art. 13 lo cita l'articolo stesso, nel paragrafo sugli ebrei in Iran, ma solo come numero.
      Il testo è più asciutto di «tutti i diritti civili, sociali, religiosi e politici» di cui si parla: ebrei, cristiani e zoroastriani sono le sole minoranze riconosciute, libere di praticare il culto e di regolare affari personali e istruzione religiosa nei limiti della legge.
      L'art. 14 aggiunge che il rispetto dei diritti dei non musulmani si applica a chi non agisce contro l'Islam e la Repubblica Islamica.

      Con Gaza non c'entra, e infatti non l'ho scritto: parlavo del metodo. Si fanno le pulci a Israele e poi si presenta l'Iran come esempio di parità citandone soltanto la facciata.
      Busognerebbe usare lo stesso metro di giudizio per coerenza e onestà intellettuale, altrimenti si entra nel campo della narrazione che, come tale, attiene alla narrativa e non alla fattualità.

      Fonti: Costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran, artt. 13 e 14.

    1. peppe57 3 ottobre 2026

      Non ho parole. Posso solo sperare che la mano di Dio si levi su questi assassini che si dichiarano suoi figli, pur rinnegando ogni istante le sue Parole.

Visualizzati 4 di 4 commenti approvati.