Putin: "Consideriamo l'Italia un partner eurasiatico. Roma rimarrà nella Ue? Non sono affari nostri"

Putin: "Noi consideriamo l'Italia un partner eurasiatico. Roma rimarrà nella Ue? Non sono affari nostri"


Risposta del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla domanda del Prof. italiano Lorenzo Maria Pacini, durante la sessione plenaria del XXIII incontro annuale del Club Internazionale di discussione «Valdaj», 1° ottobre 2026


Domanda di Lorenzo Maria Pacini: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?

E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.



Vladimir Putin

L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.

Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.

Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia".

Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.

A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.


Domanda di Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?


Vladimir Putin


Ma non serve, si disgregheranno da soli.

Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.

Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.

A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.

Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.

Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.

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Fonte - Ambasciata Russa in Italia


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