"ORGANIZZEREMO I DISERTORI": LE CONTRADDIZIONI DEL PD DIETRO LE ESTERNAZIONI SULLA GUERRA DI VIRGINIA LIBERO

LE CONTRADDIZIONI DEL PD DIETRO LE ESTERNAZIONI SULLA GUERRA DI VIRGINIA LIBERO



“Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori”





Di Domenico Moro per ComeDonChisciotte.org


Le esternazioni della leader dei Giovani democratici, Virginia Libero, sono piuttosto curiose, ma interessanti, perché ci dicono qualcosa sulla situazione attuale nel nostro paese (e non solo). Premetto che il pericolo che l'Europa (e l'Italia) sia coinvolta per la prima volta dalla fine del Secondo conflitto mondiale (ex Jugoslavia a parte) in una guerra generale sul suo territorio si sta facendo sempre più preoccupante. L'abbattimento recente di un drone russo da parte di due caccia italiani, schierati in Europa orientale, ne è una prova.

Comunque, per quanto riguarda Virgina Libero la sua dichiarazione contro il riarmo e la guerra e a favore della diserzione appare abbastanza curiosa. Infatti, il suo partito, il Pd, è non solo favorevole al riarmo e all'appoggio militare all'Ucraina (dato che sarebbe stata aggredita da Putin), ma è storicamente sempre stato favorevole alle guerre "umanitarie" intraprese dall'Occidente collettivo (compresa l'aggressione alla Libia voluta soprattutto dal presidente Napolitano, del Pd), garante della Nato e soprattutto espressione del capitale transnazionale (magari della frazione democratica-Usa), quello che sta alla radice delle tendenze imperialistiche.

Malgrado ciò, penso che limitarsi a dire questo sia insufficiente. Quella di Virginia Libero non saprei dire quanto sia stata una uscita spontanea o calcolata. Ad ogni modo, è stata ripresa e criticata da molti esponenti del Pd, e appoggiata da altri, come Orfini e Scotto. Il giorno dopo la sua esternazione, Virginia Libero ha ritrattato in parte, dicendo che non si riferiva all'Ucraina che sarebbe - comunque - il paese aggredito. Ci si potrebbe chiedere a questo punto a quale guerra si riferisse, visto che quella tra Ucraina e Russia è l'unica guerra in cui potremmo essere coinvolti direttamente.

Ma il punto è un altro, cioè che probabilmente la sua uscita rifletta una contraddizione interna al Pd. Cioè la contraddizione tra la sua natura di classe, ossia l'essere garante del capitale transnazionale e della Nato, e la necessità di recuperare fasce di elettorato popolare, che si è allontanato dal Pd e senza le quali non può vincere alle prossime politiche. È la contraddizione della segreteria di Elly Schlein dall'inizio: la volontà di rifarsi un look di "sinistra" e di continuare a tenere insieme nel partito russofobi e guerrafondai e soprattutto a tranquillizzare i veri potenti su tutta una serie di temi.

E questo ci dice un'altra cosa e cioè che in Italia (ma anche in Germania e in altri paesi dell'Europa occidentale) la maggioranza della popolazione è contro l'invio di armi all'Ucraina e contro il coinvolgimento nella guerra. Del resto, anche Meloni, che non è stupida, lo sa e infatti, cerca di tenersi - per quello che può (anche lei deve rispondere a forze potenti) - a distanza dai "volenterosi". Infine, ci dice che il Pd è in difficoltà, perché tenere insieme capra e cavoli è sempre più difficile. Di conseguenza, le forze politiche, sindacali e sociali che sono pacifiste devono proseguire tenacemente con i loro attacchi al riarmo e alla guerra, allargando, se possibile, ancora di più le contraddizioni nel fronte opposto favorevole alla guerra e mettere in difficoltà quei partiti che hanno il piede in due scarpe dal Pd alla Lega del sempre più contraddittorio Salvini. ll punto vero, e qui concludo veramente, è che c'è un divorzio, sempre più evidente, tra potere politico-economico e consenso di massa nei paesi Europei occidentali, come dimostra anche il risultato elettorale in Germania dell'AfD. È questo che bisogna sfruttare per bloccare guerra e riarmo.


Di Domenico Moro per ComeDonChisciotte.org

18.09.2026


Domenico Moro si occupa di globalizzazione e di economia politica internazionale. E’ autore di Globalizzazione e decadenza industriale e Nuovo compendio del Capitale; Eurosovranità o democrazia? Perché uscire dall’euro è necessario, Meltemi, Milano 2020.


Commenti (6)

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    1. Spartan 19 settembre 2026

      Mi scusi. Ma sfruttare cosa ?

    1. Martin 18 settembre 2026

      Il PD ha sostenuto la guerra alla Libia e da sempre sostiene l'armamento dell'Ucraina e lo scontro con la Russia, per cui l'uscita della giovincella del PD è falsa come una moneta di plastica e fa semplicemente ridere i proverbiali polli.

    1. Primadellesabbie 18 settembre 2026

      Pare che il Vaticano, durante il Consiglio di Trento, abbia riscritto la storia omettendo 40 anni al fine di far scomparire la Papessa Giovanna dalle carte e dalla storia.

      Dovremmo imparare, cancellare e dimenticare questo periodo storico e i suoi esponenti, tutti.

    2. Marchesi 19 settembre 2026

      Le prime testimonianze mi risulta conpaiano nel XIII secolo, mentre Giovanna sarebbe vissuta nel IX.

      Non tornano i conti, e non mi risulta che la leggenda, perché tale è, sia stata nascosta dalla chiesa; tuttaltro, era molto conosciuta al tempo.

    3. Primadellesabbie 20 settembre 2026

      Per ciò che voglio dire su questo piano, e cioè che nel Vecchio Continente siamo guidati da individui che meritano di essere cancellati dalla memoria e dalla storia, confermo il termine di paragone che ho scelto.

      E comunque Boccaccio, nel narrare il fatto, non risparmia i dettagli, inoltre un recente studio evidenzia l'aggiustamento temporale avvenuto durante il Concilio di Trento.

    4. Marchesi 20 settembre 2026

      Il problema resta la cronologia: Boccaccio scrive circa cinque secoli dopo la presunta "Papessa Giovanna", quindi citarlo non prova che quei fatti siano realmente avvenuti.

      Se poi quel vuoto documentale sarebbe dovuto a un "aggiustamento temporale" durante il Concilio di Trento, indica almeno autore e titolo del "recente studio" a cui ti riferisci. Altrimenti resta un'affermazione priva di riscontri.

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