Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
Secondo me siamo l’unica nazione a proteggere in questo modo Israele. Siamo oltre il sostegno politico e l’ipotetico appoggio morale. Quello che noi nutriamo nei confronti dello Stato terrorista è una venerazione esistenziale. A cosa sia dovuta lo sappiamo (e anche benissimo). Un senso di colpa che permane dagli anni ’40, interessi geopolitici degli Stati Uniti e, infine, un criterio di astoricità che supera il limite del pensabile.
È il nostro anacronismo a renderci cosi servili nei confronti di Israele, nonostante sia una nazione illegittima, governata da tagliagole come Smotrich, Ben Gvir e Netanyahu.
I nostri politici, le nostre istituzioni che ci rappresentano in territorio nazionale e all’estero, non hanno mai posseduto una visione lucida del quadro israeliano. Come mai? Un po’ per comando, un po’ per inconsapevolezza e – diciamolo – anche per la comodità di nascondersi dietro la facile retorica. Affiancare appieno la causa palestinese è forse uno dei più difficili gesti che un deputato o senatore possa fare. Di conseguenza, a causa della mancanza di personalità dei nostri “rappresentanti”, quasi nessuno ha mai imposto una vicinanza autentica a ciò che sta accadendo a Gaza e nel resto del territorio di Palestina.
Le proteste del centro-sinistra? Solo una mezza fuffa architettata dalla propaganda per fuorviare qualche giovincello. Se al Partito (Anti)Democratico interessasse davvero dettare una linea precisa su tale argomento, la segretaria non esiterebbe un momento a mostrare la loro serrata opposizione al DDL Antisemitismo.
Le fazioni sono sempre le stesse. Fatta qualche rara eccezione, la deriva che tocchiamo è quella della monotonia. Forse, di questi tempi, servirebbe un Jack Nicholson di Shining per spezzare la catena ripetitiva che ci stringe quotidianamente.
Partiamo dalla solita Liliana Segre. Quest’ultima, ribadisco, non porta rispetto in primis ad una persona: la sua. Il suo approccio alla questione israelo-palestinese è malsano. Dire che non c’è un genocidio in atto è un pensiero che può partorire solo una mente negazionista. Come può una donna sopravvissuta ai nazisti poter solo pensare una cosa del genere? La risposta risiede nelle precedenti righe: l’anacronismo emotivo. Il coinvolgimento personale, è il fattore principale che offusca, primariamente, le menti degli italiani e delle italiane. Le nostre opinioni con base “passionale” inducono a pensare che la Segre dica tutto ciò in quanto vicina allo stato ebraico. Non è cosi. Mi dispiace dirlo: lei afferma tutto ciò perché le fa comodo, e perché ha ormai dismesso le vesti di una testimone e indossato quelle di una senatrice. Le sue argomentazioni sono ideologiche, non storiche.
O meglio, riesce a mischiare entrambe le componenti. Il suo appello all’unità nazionale per approvare il liberticida DDL Antisemitismo non è casuale. Lei estrapola una parte storica (l’Assemblea Costituente) e la immette nella nostra contemporaneità decontestualizzandola e rendendola affine alla sua battaglia politica.
Ma la questione non riguarda solamente la propria fede e l’appartenenza ad un popolo. Anche degli ebrei hanno duramente contestato la proposta di legge. Uno di questi è Moni Ovadia, il quale ha aspramente criticato il DDL, definendolo come una “pagliacciata assoluta”. Non solo, lo scrittore coglie nettamente il punto della questione: ridicolizzare una tematica seria. Nell’intervista rilasciata a Savino Balzano, Ovadia disquisisce sull’antisemitismo e sulla matrice colonialistica dello Stato di Israele, citando persino un membro della famiglia Rothschild.
Secondo il testo legislativo preso in analisi, Moni Ovadia, intellettuale ebreo, sarebbe penalmente punibile per le sue considerazioni, valutate come antisemite.
Ma il DDL Antisemitismo cosa prevede?
Il pilastro centrale è l’adozione della definizione di antisemitismo data dall’International Holocaust Remembrance Alliance:
“L’antisemitismo è una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni verbali e fisiche di antisemitismo sono dirette verso persone ebree o non ebree e/o verso i loro beni, verso le istituzioni della comunità ebraica e verso i luoghi di culto”.
In secondo luogo, viene presa in considerazione la Strategia nazionale contro l'antisemitismo con durata triennale. Quest’ultima viene coordinata mediante una figura dal nome: Coordinatore nazionale della lotta all’antisemitismo. L’individuo che dovrà ricoprire le mansioni di tale carica, in caso di approvazione del DDL, sarà nominato direttamente dal Presidente del Consiglio.
Verrà istituita una banca dati degna di Orwell. Essa si occuperà di monitorare e schedare tutti gli episodi “di odio” presenti sulle piattaforme online. Una piccola aggiunta alla società tecnicizzata in cui viviamo.
Sempre per rimanere nel mondo orwelliano, il DDL avrà riscontri pratici nella vita pubblica. La RAI contribuirà attraverso degli spot a diffondere – in modo artefatto – il contenuto della legge. Nell’ambito della pubblica amministrazione si svolgeranno corsi di formazione contro la repulsione; infine, nelle scuole saranno adottate delle linee guida nei programmi di educazione civica per “smentire gli stereotipi complottisti”.
Per finire, le manifestazioni pubbliche potranno essere represse con la semplice presenza della bandiera della Palestina.
Detto ciò, cosa rende il superfluo necessario? Perché un provvedimento apparentemente inutile gode della stima di tutti? Evidentemente, per mettere a tacere non gli odiatori degli ebrei, ma gli anticonformisti che correlano Israele al nazismo; perché un genocidio è un atto nazista.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
05.10.2026
ric 5 ottobre 2026
mi viene il vomito .......