DDL Antisemitismo: l'anacronismo della Segre e il Grande Fratello che cancella la Palestina per legge

DDL Antisemitismo: l'anacronismo della Segre e il Grande Fratello che cancella la Palestina per legge
Foto LaPresse/ Claudio Furlan 21 Maggio 2019, Milano Visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Memoriale della Shoah Nella foto: Sergio Mattarella Liliana Segre


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org


Secondo me siamo l’unica nazione a proteggere in questo modo Israele. Siamo oltre il sostegno politico e l’ipotetico appoggio morale. Quello che noi nutriamo nei confronti dello Stato terrorista è una venerazione esistenziale. A cosa sia dovuta lo sappiamo (e anche benissimo). Un senso di colpa che permane dagli anni ’40, interessi geopolitici degli Stati Uniti e, infine, un criterio di astoricità che supera il limite del pensabile.

È il nostro anacronismo a renderci cosi servili nei confronti di Israele, nonostante sia una nazione illegittima, governata da tagliagole come Smotrich, Ben Gvir e Netanyahu.

I nostri politici, le nostre istituzioni che ci rappresentano in territorio nazionale e all’estero, non hanno mai posseduto una visione lucida del quadro israeliano. Come mai? Un po’ per comando, un po’ per inconsapevolezza e – diciamolo – anche per la comodità di nascondersi dietro la facile retorica. Affiancare appieno la causa palestinese è forse uno dei più difficili gesti che un deputato o senatore possa fare. Di conseguenza, a causa della mancanza di personalità dei nostri “rappresentanti”, quasi nessuno ha mai imposto una vicinanza autentica a ciò che sta accadendo a Gaza e nel resto del territorio di Palestina.

Le proteste del centro-sinistra? Solo una mezza fuffa architettata dalla propaganda per fuorviare qualche giovincello. Se al Partito (Anti)Democratico interessasse davvero dettare una linea precisa su tale argomento, la segretaria non esiterebbe un momento a mostrare la loro serrata opposizione al DDL Antisemitismo.

Le fazioni sono sempre le stesse. Fatta qualche rara eccezione, la deriva che tocchiamo è quella della monotonia. Forse, di questi tempi, servirebbe un Jack Nicholson di Shining per spezzare la catena ripetitiva che ci stringe quotidianamente.

Partiamo dalla solita Liliana Segre. Quest’ultima, ribadisco, non porta rispetto in primis ad una persona: la sua. Il suo approccio alla questione israelo-palestinese è malsano. Dire che non c’è un genocidio in atto è un pensiero che può partorire solo una mente negazionista. Come può una donna sopravvissuta ai nazisti poter solo pensare una cosa del genere? La risposta risiede nelle precedenti righe: l’anacronismo emotivo. Il coinvolgimento personale, è il fattore principale che offusca, primariamente, le menti degli italiani e delle italiane. Le nostre opinioni con base “passionale” inducono a pensare che la Segre dica tutto ciò in quanto vicina allo stato ebraico. Non è cosi. Mi dispiace dirlo: lei afferma tutto ciò perché le fa comodo, e perché ha ormai dismesso le vesti di una testimone e indossato quelle di una senatrice. Le sue argomentazioni sono ideologiche, non storiche.

O meglio, riesce a mischiare entrambe le componenti. Il suo appello all’unità nazionale per approvare il liberticida DDL Antisemitismo non è casuale. Lei estrapola una parte storica (l’Assemblea Costituente) e la immette nella nostra contemporaneità decontestualizzandola e rendendola affine alla sua battaglia politica.

Ma la questione non riguarda solamente la propria fede e l’appartenenza ad un popolo. Anche degli ebrei hanno duramente contestato la proposta di legge. Uno di questi è Moni Ovadia, il quale ha aspramente criticato il DDL, definendolo come una “pagliacciata assoluta”. Non solo, lo scrittore coglie nettamente il punto della questione: ridicolizzare una tematica seria. Nell’intervista rilasciata a Savino Balzano, Ovadia disquisisce sull’antisemitismo e sulla matrice colonialistica dello Stato di Israele, citando persino un membro della famiglia Rothschild.

Secondo il testo legislativo preso in analisi, Moni Ovadia, intellettuale ebreo, sarebbe penalmente punibile per le sue considerazioni, valutate come antisemite.


Ma il DDL Antisemitismo cosa prevede?



Il pilastro centrale è l’adozione della definizione di antisemitismo data dall’International Holocaust Remembrance Alliance:


“L’antisemitismo è una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni verbali e fisiche di antisemitismo sono dirette verso persone ebree o non ebree e/o verso i loro beni, verso le istituzioni della comunità ebraica e verso i luoghi di culto”.

In secondo luogo, viene presa in considerazione la Strategia nazionale contro l'antisemitismo con durata triennale. Quest’ultima viene coordinata mediante una figura dal nome: Coordinatore nazionale della lotta all’antisemitismo. L’individuo che dovrà ricoprire le mansioni di tale carica, in caso di approvazione del DDL, sarà nominato direttamente dal Presidente del Consiglio.

Verrà istituita una banca dati degna di Orwell. Essa si occuperà di monitorare e schedare tutti gli episodi “di odio” presenti sulle piattaforme online. Una piccola aggiunta alla società tecnicizzata in cui viviamo.

Sempre per rimanere nel mondo orwelliano, il DDL avrà riscontri pratici nella vita pubblica. La RAI contribuirà attraverso degli spot a diffondere – in modo artefatto – il contenuto della legge. Nell’ambito della pubblica amministrazione si svolgeranno corsi di formazione contro la repulsione; infine, nelle scuole saranno adottate delle linee guida nei programmi di educazione civica per “smentire gli stereotipi complottisti”.

Per finire, le manifestazioni pubbliche potranno essere represse con la semplice presenza della bandiera della Palestina.

Detto ciò, cosa rende il superfluo necessario? Perché un provvedimento apparentemente inutile gode della stima di tutti? Evidentemente, per mettere a tacere non gli odiatori degli ebrei, ma gli anticonformisti che correlano Israele al nazismo; perché un genocidio è un atto nazista.


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

05.10.2026




Commenti (5)

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    1. ric 5 ottobre 2026

      mi viene il vomito .......

    1. akel 5 ottobre 2026

      Il genocidio è una pratica comune dei popoli che si riconoscono nel dio dell’antico testamento. è un dio che ordina ai suoi fedeli il genocidio degli infedeli e che non esita lui stesso a praticarlo contro tutte le forme di vita. E nei millenni trascorsi da quel periodo i praticanti delle religioni abramitiche (quelli che si definiscono «civiltà»!) hanno largamente praticato il genocidio contro tutti quelli che la «civiltà» dichiarava «incivili».
      Quindi dichiarare «un genocidio è un atto nazista» non solo è una dichiarazione anacronistica ma serve soprattutto a proteggere la reale ideologia che giustifica lo sterminio di intere popolazioni.

    1. PietroGE 5 ottobre 2026

      Questo DDL non è affatto una pagliacciata è la dimostrazione della condizione servile della repubblica nei confronti della lobby ebraica. Meloni forse si aspetta (secondo me invano) un occhio di riguardo da parte dei 'gestori del credito' , quasi tutti ebrei, nei confronti di un Paese indebitato sino al collo. Dimostrazione assoluta di come la costituzione sia ormai una barzelletta a disposizione di qualunque ideologia o convenienza spicciola. La distinzione tra una democrazia e un regime è appunto la libertà di parola. Con questo DDL si passa al regime. E pensare che un tempo la destra voleva abolire i reati di opinione!

    1. GiovanniST 5 ottobre 2026

      Credo che occorra un approfondimento maggiore, il DDL credo sia un semplice strumento diplomatico per legare maggiormente Italia ad Israele, credo per interessi convergenti che saranno sempre più evidenti nei prossimi anni, indipendentemente da chi governerà i rispettivi stati nei prossimi anni.
      Italia e Israele hanno un "nemico" in comune che si chiama Turchia; Israele se lo troverà a fare pressione in Siria e Libano e noi in Libia per il controllo delle risorse energetiche a cui sommare il controllo delle pipeline dal golfo persico, se devono passare dalla Turchia o da Israele.
      Quindi l'Italia deve legarsi ad Israele, poichè gli interessi sono e saranno convergenti, quindi tutto è buono per pianificare e saldare questo legame, incluso il DDL che è un tassello di un mosaico più ampio.
      Lo scontro, sarà inevitabile, non è un caso che da anni le spese militari italiane stanno convergergendo maggiormente sulla Marina.
      Del resto è la geografia che inevitabilmente lega l'Italia a determinate scelte.

    2. ric 5 ottobre 2026

      mai sentite tante fandonie simili....complimenti !

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